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Archivio per giugno, 2013

Il mio Progetto S.A.F. – Studio Aiuto Famiglie

 

 

Il mio  Progetto  S.A.F. –  Studio  Aiuto  Famiglie  

 

Spazio di  Studio assistitoSpazio di Mediazione Familiare e di Ascolto

 

Si struttura secondo  due declinazioni o servizi   :  assistenza allo studio  e spazio di mediazione familiare  . Questo progetto è nato dalla mia esperienza sul campo  come operatrice  socio-culturale  e come mediatrice familiare  specializzata ,   certificata con l’Associazione  GeA-Genitori Ancora  di Milano.  Inoltre  avendo coordinato  un Centro di Assistenza   allo studio  per adolescenti  (10-16)  delle scuole secondarie e delle superiori  ,  mi piace l’idea di  aprire questo progetto anche  ad un servizio , analogo all’ultimo,  da effettuare  nel pomeriggio  con l’obiettivo  di avere  un canale continuo  aperto con le famiglie del territorio.

Come Assistenza allo studio  , il  “mondo”   di  riferimento  sono  gli adolescenti  (10 – 17 anni) , delle scuole secondarie e superiori,  con bisogni legati all’apprendimento delle lingue e della matematica  , inoltre  l’altro “ mondo “  può essere rappresentato  dagli adolescenti con problemi nell’apprendimento   del   linguaggio  (es. dislessia )  . 

 

Come attività legata alla mediazione familiare  , penso al “mondo”  delle coppie/genitori   con figli piccoli  (sino ai 16 anni)  e “genitori singoli”  che hanno deciso   di separarsi o divorziare .  In questo caso si erogano sedute /incontri  di mediazione  (durata: 1,30 circa)  secondo  un percorso di  10-13 sedute  (due mesi  circa)  a coppia  .

La prospettiva è di   operare  nella zona di Milano- Est   (Martesana)  lungo la direttrice metropolitana   Cascina Gobba –  Gessate sino a  Trezzo sull’Adda .  E’ un bacino d’utenza  con molti  plessi scolastici ,  in riferimento alle classi d’età già citate,  quindi da questo punto di vista  già  ricco di potenzialità .

A  seguito della mia attività  pluriennale  di sensibilizzazione culturale  su temi legati all’  Infanzia  e ai Diritti dei bambini , conosco   molte realtà  sociali e istituzionali  su questo territorio come genitori,  comuni, scuole , associazioni  .

 

NEL  MIO  MACRO-AMBIENTE    SICURAMENTE  E’ FONDAMENTALE   IL CONTESTO SOCIALE   e  CULTURALE in quanto   questo progetto rientra nell’ambito di quegli interventi che intendono interrogarsi e  riflettere sulle nuove rappresentazioni sociali della famiglia e sulle teorie scientifiche che unitamente guidano la  lettura dei bisogni delle famiglie e le strategie di intervento attuate nei servizi e nelle istituzioni rivolte alle famiglie.

Come dato  statistico   sappiamo che    separazioni e divorzi sono in  continuo aumento  ogni 1000 matrimoni  si verificano 286 separazioni   e 178 divorzi in Lombardia.  A completamento di questo scenario  troviamo anche la normativa del 2006 dell’Affido Condiviso  che  fa riferimento in maniera esplicita  allo strumento della mediazione familiare come strumento consigliato e  non obbligatorio  .

 

Per  quanto riguarda  invece l’attività  relativa allo studio assistito avendo  preso visione delle  varie realtà di “doposcuola”  e delle varie offerte del settore  in Milano e  Provincia    questo progetto   vuole   quindi proporsi  come un “doposcuola” che  però oltre a   evocare  tradizionalmente  la caratteristica di “luogo assistito” dove gli adolescenti possano   studiare  vuole anche porsi con qualche peculiarità che faccia la differenza rispetto alla tradizione , ossia : un posto in cui i ragazzi si sentano valorizzati come  individui , motivati a migliorare le prestazioni richieste dalla scuola, tramite l’attrattiva dello “studiare insieme” , una  pratica oggi sempre più  ridotta rispetto ad un tempo e che può invece costituire una modalità vincente  nel gruppo dei pari  degli studenti adolescenti che possono apprendere come studiare insieme in modo più stimolante e coinvolgente .

 

Lo scenario è chiaramente   quello  di  sviluppare, attraverso  l’attività specifica della mediazione familiare,    processi di  pacificazione delle relazioni umane ,   altresì  , attraverso  l’attività di assistenza  allo studio,   processi  di  inclusione  attiva sociale   di quei ragazzi  che presentano difficoltà di apprendimento  scolastico  e  nella possibilità di dar loro  e alle famiglie un sostegno concreto anche attraverso l’ausilio di specialisti  . 

 

 In particolare, da questo punto di vista  la  mediazione familiare attraverso il suo supporto offre ai genitori , che si stanno separando, uno spazio di pausa, un tempo per sé,  per fermarsi a riflettere  sull’essere padre e madre, sul proprio stile educativo e sulle scelte da affrontare insieme per sé e per i figli .

 

 

Nota:

Mi sono formata  con  l’ Associazione GeA- Genitori Ancora  di Milano,  nata nel 1987 per diffondere la conoscenza e la pratica della mediazione familiare. I suoi fondatori  si sono impegnati per contenere le conseguenze negative per i figli di una cattiva separazione.

“La pratica e la riflessione ci hanno convinti che:

–          separazione e divorzio non vanno considerati come una patologia del sociale e che i loro alti costi psicologici ed economici sono dovuti molto spesso a un contesto istituzionale che anziché ridurre o almeno controllare gli effetti negativi del conflitto oggettivamente può aggravarlo

–          è possibile aiutare i genitori a recuperare e valorizzare anche dopo la separazione il loro impegno genitoriale comune.

Attraverso il lavoro di questi anni si è venuta così a creare una vasta  rete di collaborazione tra persone, mediatori familiari e non, che si riconoscono nelle finalità stabilite dallo Statuto dell’Associazione GeA e che intendono contribuire alla diffusione di una cultura della separazione e più in generale delle soluzioni alternative dei conflitti (A.D.R.  Alternative Dispute Resolution) “.

 

Tutti i grandi sono stati bambini una volta.

(Ma pochi di essi se ne ricordano).

Antoine De Saint -Exupery

                

 

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“Due più due” non fa semplicemente “quattro”, ma molto di più!

AMA Istruzioni per l'uso

In questi giorni ho deciso di dare all’editore  il mio nuovo testo  “Auto-Mutuo-Aiuto per precari e disoccupati. Istruzioni perl’uso”  perchè venga pubblicato.

Nel porvi le ultime correzioni e integrazioni  ho pensato anche alla dedica , che non può mai mancare…….eccola:

Dedico questo mio nuovo lavoro a tutti coloro che sanno che “due più due” non fa semplicemente “quattro”, ma molto di più!

 

LAVORO-POESIA-VITA

 In questi anni ho cercato di dare concretezza ad una prima realtà di progetto che preveda  la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate o in cassa integrazione .

Il mio approccio su queste tematiche è del tutto originale in quanto coniuga aspetti più di tipo formativo , percorsi che nascono dall’esigenza di estendere la conoscenza di queste realtà, affinché si possa approfondire che cos’è un gruppo di auto-mutuo-aiuto e del perché di questi gruppi con problematiche diverse, delle modalità di conduzione di un gruppo così composto, con aspetti più di tipo “narrativo ed espressivo” e attività che tentano di attivare quelle risorse , spesso sconosciute, che aiutano le persone a “raccontarsi” nei vari modi a loro più consoni o attraverso la scrittura o attraverso la drammatizzazione del  particolare momento esistenziale che stanno vivendo .

  All’interno del mio nuovo testo propongo proprio una serie di brani e letture che intrecciano molto bene vari aspetti strettamente connessi alla dimensione dinamica del vivere mediata da strumenti creativi e altamente unificatori come la letteratura, il cinema e il teatro.

Convinta  anche  che attraverso questi media ci si possa “reinventare”, come molti uomini e  donne cercano di fare  riuscendo ad essere straordinariamente creativi  .

 In questi anni ho lavorato con impegno  per proporre in questo ambito un approccio piuttosto efficace e originale e mi auguro di poter magari collaborare in qualche progetto e portare tutta la mia esperienza e vissuto da studiosa e precaria su questi temi.

Per chi fosse interessato a saperne di più su questo tipo di attività può mettersi in contatto direttamente con:

Dott.ssa Stefania Cavallo

email: stefania.cavallo@alice.it

cell. 392 1316 509 (ore 14-18)

 

Sinergie e Auto Mutuo Aiuto tra Martesana e Milano

 

 

Sinergie  e Auto Mutuo Aiuto   tra Martesana  e Milano

 

 Donne che resistono  a Les Mots Libreria  31 maggio 2013Istruzioni per l'uso AMA

 

 

Ieri  è stato interessante  che ci fosse al mio reading  una funzionaria del Comune di Milano  insieme ad una volontaria del gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto  per disoccupati  di  Villa Scheibler  a Quarto Oggiaro.

Abbiamo avuto modo di confrontarci  su questo tipo di realtà   e questo mi ha dato molta soddisfazione  perché  c’è interesse  in questo momento  nel capire le modalità  e  i percorsi  di auto mutuo aiuto nell’ambito di  servizi  e  supporti attivi per il lavoro .

Mi ha fatto piacere che  ci sia stata questa sinergia  ieri con una realtà come Milano che  molto fa in questo ambito grazie anche alla collaborazione  tra l’Assessorato alle Politiche del Lavoro del Comune  e la Camera del Lavoro metropolitana.

Fa onore a me e  alla mia zona , la Martesana,   che senza grandi risorse  si è mostrata attiva su questo fronte già da tempo  e questo  mi ha  permesso di  poter dare concretezza  ad una prima realtà  di progetto che  prevede la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate o in cassa integrazione .

Il mio approccio  su queste tematiche  è del tutto originale  in quanto coniuga  aspetti più di tipo formativo percorsi  che   nascono  dall’esigenza di estendere la conoscenza di queste realtà, affinché si possa approfondire che cos’è un gruppo di auto-mutuo-aiuto e del perché di questi gruppi con problematiche diverse, delle modalità di conduzione di un gruppo così composto,   con  aspetti più di tipo   “narrativo ed espressivo”  e  attività che  tentano di attivare  quelle risorse , spesso sconosciute,   che  aiutano le persone  a “raccontarsi”  nei vari modi a loro più consoni  o attraverso la scrittura o attraverso  la drammatizzazione  del  particolare momento esistenziale  che stanno vivendo .

 

In questi anni ho lavorato duro per proporre in questo ambito un approccio piuttosto efficace e originale  e mi fa piacere che  se ne sia accorto anche il Comune di Milano nel contattarmi  e mi auguro  di poter  magari  collaborare  in qualche progetto e  portare tutta la mia esperienza e vissuto  da studiosa e  precaria su questi temi  .

 

 

Stefania Cavallo

1 giugno 2013