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Archivio per ottobre, 2015

FAMIGLIE E DISABILITA’ DEI BAMBINI – 2010

FAMIGLIE E DISABILITA’ DEI BAMBINI  – 2010

(stralcio di un  mio scritto del 2010 inserito nel nuovo libro “GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER” , in uscita a fine ottobre 2015; altro materiale sarà possibile trovarlo nel libro)

 

 le mie iniziative

FILO CONDUTTORE  DELL’INIZIATIVA   DEL  20 NOVEMBRE   2010

 

Il  20 novembre   aprirò   l’incontro presentando   l’iniziativa   e quasi   subito farò  vedere un primo  spezzone di film , circa 10 minuti ,  dal titolo  “Una destinazione imprevista “  di Mirko Locatelli   .  Quindi seguirà l’intervento  e il racconto di Igor Salomone  Con occhi di padre. Seguirà un altro spezzone (10 minuti)  di un altro film di Locatelli   dal titolo “Come prima”  , al quale si aggancerà  ancora Salomone .  Infine  si snoderanno una serie di Testimonianze  con lo stesso filo conduttore  attraverso il proprio personale racconto  sul rapporto  con la dimensione  della disabilità . 

 

  1. Presentazione dell’iniziativa

 

     Famiglie  e disabilità dei bambini

Quest’anno ho pensato di affrontare  per  questo   20 novembre  ,  in occasione di  un’ importante ricorrenza , quella  della Giornata Internazionale  dell’Infanzia e dell’Adolescenza ,   il tema della “disabilità  dei bambini “  .   Mi sono chiesta perché occuparmene ,  ora ,  tanto più che non sono un genitore  che ha  provato  questa esperienza   con suo figlio , non ho nessuna competenza  tecnica   per   poter discutere su un tema così delicato  e  allora….come mai?

Mi sono data alcune risposte  e  penso che  sicuramente devo essere stata  contagiata   dalla storia   di  Pistorius ,  già da qualche anno ,  e poi  probabilmente  da  alcune  storie   personali con  bimbi disabili che ,  a vario titolo,   fanno parte del mio contesto di vita quotidiana ,  incontrati a scuola   attraverso mio figlio  o nei diversi  ambiti  di socializzazione   di tipo sportivo , in  piscina ,   all’oratorio ;   così come  la storia del mio amico Paolo  che a   20 anni  (oggi ha  40 anni )  ha scoperto di essere  affetto  da una  retinite  pigmentosa   che  praticamente lo avrebbe portato ad una  cecità totale ,  progressiva  e  irreversibile ,   per il resto della sua vita.

Sono stata  anche contagiata, già qualche anno fa,   dal bel libro di  Igor Salomone   “Con occhi di padre”   che per l’occasione   ho  voluto invitare , in quanto  nel suo  “diario di un amore ai confini del possibile”   attraversa la propria esperienza  di padre:

“Un uomo alle prese  con uno dei ruoli più difficili che possano toccargli oggi. Un  professionista dell’educazione minacciato dai terremoti della vita. Perché  sua figlia è “simpatica, testarda, buffa, insopportabile, bella e  dolcissima”  . E disabile.”.

Mi sono detta ,  ma allora  bisogna che  se ne parli di più  di questo argomento  ,  o   che se ne parli  meglio ,  perché  forse   anche le   Famiglie ,  con figli disabili ,  avrebbero molto da  raccontare  perché si possa avere un approccio  più realistico e concreto  al problema ,  in un contesto  di  attenzione , di ascolto e di sensibilità   sociale   mai  scontate  , da rinnovare   e realizzare .

Allora ho iniziato un po’ a documentarmi  e  mi sono detta che   in questo incontro  mi sarebbe piaciuto  poter  ospitare  significative e    reali  Testimonianze   sull’argomento   perché   penso sia fondamentale  una certa  attenzione  non retorica al linguaggio ,  all’atteggiamento  , al racconto  delle diverse esperienze   di disabilità  , anche quelle più subdole  spesso non riconoscibili  subito  perché    tradizionalmente  meno   “visibili “ .

In questo modo  si potrà evitare  di parlarne   in maniera forse  un po’ troppo  tecnicistica   o    a volte banale  ,  creando un circolo virtuoso di  scambio comunicativo in cui le persone possano ritrovarsi    condividendo     preoccupazioni ,  sofferenze   e  speranze  emerse      da un  duro  percorso personale di elaborazione   secondo cui   anche  dalle  “avversità”   possono svelarsi   delle  opportunità  ,  come dice  la Mullins  , una grande donna  , atleta  e  attrice americana  affetta  da  disabilità   , in quanto nata senza stinchi  a   un   anno .

Stefania Cavallo

13 ottobre 2015

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PRESENTAZIONE DEL NUOVO VOLUME “GENITORI EQUILIBRISTI.DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER” di Stefania Cavallo

DIAPO 1

PRESENTAZIONE  GENITORI EQUILIBRISTI 150

PRESENTAZIONE AL VOLUME DI STEFANIA CAVALLO

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intrafamigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi , delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intrafamigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

bimbo

NEL REGNO DI BABEL, 4 OTTOBRE 2015, MILANO

NEL REGNO DI BABEL,    4 OTTOBRE 2015, MILANO

BaumanNel regno di Babel

Sospesi tra il ‘non più’ e il ‘non ancora’, il nostro è il tempo indecifrabile dell’interregno

Babel , Zygmunt  Bauman, Ezio Mauro , Ed. Laterza, Roma, 2015

 

Bell’incontro a Milano al teatro del Piccolo Grassi per la presentazione del nuovo  libro- intervista di  Baumam  e Ezio Mauro.

Un libro di domande, con una  forma dialogica,   per riflettere e far riflettere sull’importanza  della restituzione del significato delle parole, al di là del segno  e alla ricerca di un significato, o più significati   di ciò che stiamo vivendo  in questo  “regno di Babel” .

Tante le riflessioni  sull’attuale  società/regno di Babel  ,  una società globalizzata in cui anche l’indifferenza  è globalizzata , ma di questo e molto altro si è parlato.

Molto si è detto  sulla  crisi migratoria e  sulla  crisi della democrazia oggi,  Bauman parla di  confini non liquidi ma “osmotici “  perché qualcosa viene  lasciato passare   e altro viene fermato  come sta accadendo  con   i migranti ai confini  in Europa dell’Est  ;  una società globale in cui esistono le percezioni  , i  “like” dei social   e non la ricerca della solidarietà  umana con relazioni sempre più inesistenti e con persone sempre più sole ; una società globale a cui non corrisponde un sovra-stato europeo in grado di risolvere la crisi migratoria.

Non manca il riferimento ai giovani , da parte di Bauman,  che potranno cambiare le cose.

Ezio Mauro  si dilunga   sul problema politico  della diffusione dei populismi  e della xenofobia , sulla  debolezza del pensiero di sinistra e della democrazia come agorà e rapporto tra cittadino e stato in un incontro di richieste reciproche non più corrisposte perché difficili da realizzare.

Ci si è soffermati anche sul tema della  “ responsabilità  individuale e collettiva”  , sempre più latitante perché non ci si sente più partecipi come  “opinione pubblica”  e  ci si sente sempre più inutili  e inefficaci  nel  far valere  i diritti .

Interessante l’intervento di Mauro quando parla dei  “corpi nudi”  dei migranti e di come il ritorno al discorso dell’  “uomo bianco”  sia la sconfitta dell’uomo occidentale ed europeo. Parla di questi corpi “avanti” che agiscono nudi con la pretesa di sopravvivenza. La democrazia è un corpo vuoto se non riconosce i dannati .

Di questo incontro mi resta  l’aver respirato una bella atmosfera di chi vuole capire e riflettere senza pregiudizi e senza essere di parte , di questo incontro mi resta la bellezza di poter ascoltare e   parlare di politica in maniera nuova e veramente proiettata su una figura di intellettuale che vuole sentirsi parte attiva e coscienza critica della contemporaneità al di là dei luoghi comuni e del “bla bla” dei salotti in cui ci si parla un po’ addosso .

Aggiungerei anche che l’organizzazione di questo evento con Bauman ed Ezio Mauro è stata impeccabile , chi come me aveva l’invito (gratuito su prenotazione telefonica o via mail) ha avuto il piacere e l’onore di partecipare ad un incontro a mio avviso molto significativo, con un teatro strapieno e in cui le dimensioni della cultura e della politica si sono fuse insieme magicamente e con grande competenza. Tra l’altro per me è stata la prima volta che mi trovavo al mitico Piccolo !!!! Molto grata a chi ha organizzato tutto questo e mi auguro che ci possano essere altre opportunità così ……grazie al Direttore Escobar , che dalle sue parole ieri mi ha svelato essere una persona speciale .

Moderatore Giuseppe Laterza e presente anche il Direttore del Piccolo Grassi Escobar ………bravi , bravi e bravi !

“Viviamo in mare aperto, sotto l’onda continua, senza un punto fermo e uno strumento che misuri il peso e la distanza delle cose. Nulla sembra stare più al suo posto, molto sembra non avere più un suo posto. Non vediamo la direzione di marcia, così solchiamo un territorio sconosciuto, in ordine sparso. I principi che hanno sostanziato l’ethos repubblicano, quel sistema di regole che ha orientato i rapporti di autorità e le modalità della loro legittimazione, i valori condivisi e la loro gerarchia, fino ad arrivare al nostro comportamento e ai nostri stili di vita, devono essere ripensati alla radice perché non sembrano più adatti all’esperienza e alla comprensione di un mondo che ha subìto la più travolgente dilatazione spaziale e al contempo l’inedita connessione globale”.

(http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858119655)

 

Stefania Cavallo

4 ottobre 2015

Mi spaventa l’omertà e l’ignoranza ……..(vd. chiusura circolo ACLI di Masate)

Mi  spaventa l’omertà e l’ignoranza ……..(vd. chiusura circolo ACLI di Masate)

Mediazione 19 ottobre 2010 Masate

Il giornale locale, ieri in uscita,  in qualche modo ha restituito un po’ di dignità e di soddisfazione  morale  alla triste vicenda della chiusura del circolo ACLI di Masate e a Marco il  gestore del Bar .

La mia , e nostra,  lotta morale su questa faccenda in qualche modo non è passata in sordina né per il giornalista né per il presidente del circolo,  questo  , a mio avviso, rende un po’ di giustizia  a chi ha fatto parte di questa realtà , almeno  in quest’ultimo tratto di  percorso e di avventura .

Quello che ho scritto sul mio blog  in queste settimane, e le immagini riportate,  hanno voluto essere evocative di un sentimento  di disagio e di elaborazione di un dispiacere che provo rispetto a quello che ho visto e ho vissuto in questi ultimi mesi , insieme alla mia famiglia,  e non vi è nulla di strumentale  né  propagandistico in tutto ciò. Chi ha contestato sappia che quello di cui scrivo è sempre e solo frutto di un dissenso basato su fatti e non su giudizi o pregiudizi , ma si basa semplicemente sul principio di espressione della propria  libertà di dissentire e di ricerca di  verità, anche se  attraverso uno sguardo soggettivo e parziale.

Ringrazio quindi  chi non condivide il mio modo di esprimere  riflessioni su questa triste e brutta faccenda e chi non è d’accordo sulla mia impostazione dei fatti,  comunque   un po’ parziale  e non esaustiva per ovvi motivi ; non era mia intenzione fare adepti o seguaci  su questa faccenda , né convincere chi preferisce non farsi qualche esame di coscienza in merito , quindi ritengo di rispettare ogni punto di vista diverso dal mio , e dal nostro,  anche se ritengo che un conto è potersi permettere il lusso di  contestare per ideologia o per spocchia personale ,  e un conto è  dissentire perché  si è stati informati, coinvolti  e  “tirati per la giacchetta”  da  fatti  , persone e situazioni  precise e difficilmente opinabili…..insomma è diverso  il punto di vista di chi ha dovuto esprimersi come  parte che in concreto  doveva  tutelare la propria  moralità, la propria immagine e il proprio posto di lavoro …..rispetto a chi  non ha vissuto ,sulla propria pelle , tutte queste implicazioni e ricadute devastanti per sé e per la propria  famiglia.

Non ho la presunzione che ciò di cui scrivo e  su come scrivo possa  piacere a tutti e possa essere condiviso da tutti , certo quello che mi interessa è creare riflessione nel rispetto di posizioni anche molto diverse tra loro ………non mi spaventa che c’è chi mi contesta e la pensa diversamente da me, mi spaventa l’omertà e l’ignoranza …..questo mi spaventa e credo che  ciò  sia “pericoloso”  per  una sana evoluzione  etica e presa di coscienza  collettiva e sociale .

Grazie a chi mi / ci ha sostenuto moralmente e anche a chi ha frainteso tutto questo come posizione vittimistica e di propaganda personale , pazienza….  perché sappiamo che , col tempo,  i fatti danno sempre ragione  e il mio è stato un modo di esprimere un sentimento che necessitava di essere raccontato senza mancare  di rispetto  a nessuno,  ma  creando in libertà  qualche motivo di  riflessione e di autocritica  per chi ne avesse voglia,  a partire da chi scrive …. questo sì.

Stefania Cavallo

4 ottobre 2015

Nonni di Stefania Cavallo

Nonni  di Stefania Cavallo

(da IL BARITONO MINO CAVALLO. Memorie e radici della Lirica  , Ed. La Sapienza , Collana Orientamenti,  Roma 2014)

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Alfonsina e Mino da giovanissimi

Scrivere dei propri antenati e in particolare dei nonni, che a loro modo sono stati un po’ speciali, riconcilia con le proprie radici umane , archetipiche e affettive.

Complice di tutto questo forse anche il sopraggiungere dell’età matura, in cui  si sente il desiderio e la necessità di tornare alle proprie radici dalle quali  ci si era allontanati da giovani e  completare così  il proprio processo di profonda  pacificazione interiore con se stessi e col mondo

Grazie per questo…

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Quando sono nata  mio nonno aveva 63  anni e nel 1962  si sarebbe esibito  con la sua ultima apparizione in teatro  (al  Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere)  con Rigoletto,   proprio  il suo “cavallo di battaglia”  , così  come indica la sua cronologia artistica  .

Mi ricordo che  quando ero piccola  e arrivava il Natale  si partiva sempre per Napoli dove  abitavano i nonni materni  , quindi nonno Mino  ,  e si stava a casa loro  in  via   Ponti Rossi  ,  una casa  situata  in zona Capodimonte  , in direzione Capodichino  e  aeroporto .   Dell’abitazione di nonno Mino mi ricordo la solarità  e  quanto fosse piccola  ma accogliente  e soprattutto  ricordo  il suo studio  molto bello  in cui  si  percepiva  subito l’odore del tabacco   che mio nonno  teneva gelosamente nella sua tabacchiera  e ogni tanto portava al naso  con una certa  nobile ritualità .

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La casetta dei miei nonni in Via Ponti Rossi 285 a Napoli

Al 2° piano (da Google Map)

Il suo studio  era  tappezzato  di quadri   e  di statue un po’ realizzati da lui e un po’ regalati  nel tempo  per le occasioni più importanti  e per i suoi successi  e poi  lo si trovava spesso  al pianoforte  a suonare  le sue arie preferite  e   a volte suonava  una messa liturgica da lui  composta nel tempo , come autodidatta,  e   regalata  a Papa  Giovanni XXIII°  .

Di lui mi  ricordo  una grande dolcezza  , forse  perché già anziano , e  il fatto che   quando non suonava amava parlare   di spiritualità   e del libro che spesso leggeva  ripetutamente   e  riguardava   i pensieri di  Confucio ,  del pensiero  scintoista  e  simili.  Forse cercava una qualche risposta in quel libro che non trovò mai !

Certo  io lo vedevo  seduto in poltrona  con la sua tabacchiera ,  forse come tanti altri nonni  , e all’epoca  non ho approfittato  di chiedergli  qualcosa in più della sua  vita  , della sua arte  portata in giro nel mondo  e di questo un po’ mi dispiaccio  . Lo  percepivo  come un nonno normale  così come normale  era sentirgli  accompagnare  mio padre , tenore, in qualche romanza  preferita   e  ascoltare , nella stanza a fianco, il loro  divertirsi  sul   repertorio   musicale .

C’era anche nonna  Alfonsina  , una nonna che ho amato molto  .  Una donna che  ha vissuto un po’ all’ombra del grande artista   e che ha cresciuto  i suoi  4  figli (Elsa, Amerigo, Ada e Maristella) spesso sola,  perché il nonno era   in tournée  in Italia o all’estero.

Inoltre , come  i grandi artisti  lirici  dell’epoca, mio nonno   viveva quasi  come  “sotto una campana di vetro”  e   soprattutto  mia nonna   lo proteggeva   da tutto ciò che  potesse  dargli preoccupazione   o emozioni  dolorose  forti   e negative perché  tutto ciò poteva avere  ricadute  psicologiche  devastanti sulla sua  performance  vocale  .

Ada  mi disse che  quando  suo fratello Amerigo  morì all’età di circa  14 anni , di  endocardite acuta, una grave  malattia,  fu proprio  lui stesso  a non voler  far sapere  a mio  nonno  Mino  che  stava per morire, perché    stava  cantando al  Teatro Piccinni di  Bari   e  Amerigo non voleva che  si interrompesse  l’opera.   In realtà mio nonno sapeva che suo figlio Amerigo stava male  e approfittava di ogni  fine-d’atto  per telefonare a casa  e chiedere come stesse. Finita  la recita di Rigoletto mio nonno partì  da Bari  per Napoli  e  arrivò  in ospedale  quando purtroppo suo figlio era già spirato, alle cinque del mattino.

La particolarità  di  questa drammatica circostanza   , raccontata  da sua figlia Ada ,  fu proprio  che  mentre  Mino  perdeva  nella realtà  il figlio Amerigo ,  lui   stava cantando l’ ultimo atto  di Rigoletto , atto in cui  Gilda la figlia di Rigoletto  muore , come da copione  e questa sua interpretazione  fu applauditissima, forse  per una triste ironia della sorte,  anche per  il  suo  coinvolgimento    realistico  sul piano interpretativo ed emotivo.

Certo  questo momento  così drammatico lascerà  una traccia indelebile nella vita  dei  miei nonni .  Infatti mio nonno per ben due anni non volle più cantare  il Rigoletto e lo dovettero convincere gli amici  per  riprendere quest’opera , così come non volle mai più lasciare quella casetta  ai Ponti Rossi  dove era morto  il figlio Amerigo  e dove  lo legavano  i suoi   ricordi    e rinunciò  all’epoca a trasferirsi  a Roma  in una casa più grande  e bella  proprio per  questo motivo, rinunciando anche  alla caparra  già versata . Inoltre  Ada  mi racconta che il fratello Amerigo  era entrato  a far parte di una congregazione di  padri francescani  per diventare anche lui un frate  e all’epoca era un  frate  “novello”,  se si può dire così .   Mio nonno che era un mistico , conosceva il Padre  priore di questi frati , perché  ogni tanto quando era libero da impegni  di lavoro , nella pausa tra un contratto e un altro ,   soleva ritirarsi  in questo convento   e faceva  esercizi  di meditazione.

Mia nonna  Alfonsina  è stata  una maestra  di scuola  elementare e figlia di insegnanti  e  Ada mi dice  che aveva   frequentato la stessa scuola di Matilde Serao , che  fossero proprio  nella stessa classe ,  e però  da piccola non  sapevo nulla  di  questa grande scrittrice   e donna emancipata  per l’epoca, certo è che  la classe   di mia nonna  doveva essere stata  proprio speciale  e anche lei  è stata  una donna speciale  per me .

Foto con nonno Mino e nonna Alfonsina

Era molto attenta a noi nipoti   piccoli  e ci preparava sempre i dolci  buoni   e ci diceva sempre  delle cose gentili ; ricordo la sua mitezza  e poi, da grande , ho capito  tante cose  e perché  nonna   Alfonsina  abbia amato tanto  il  suo Mino  e la sua famiglia,  anche se l’impresa  sia stata molto ardua  e come molte donne di allora  curassero   la famiglia  e la tenessero ben salda .  Dico questo  perché  il nonno era molto bello  e intorno a sé  aveva spesso bellissime donne  e colleghe  e ,non solo, ma il nonno insegnava canto  a tante persone e a donne giovani  e credo non fosse difficile,  per queste ultime,  innamorarsi    dell’artista così come per l’artista rinunciare al ruolo di pigmalione  .

 

Stefania Cavallo

3 ottobre 2015

 

RACCONTI ED EQUILIBRISMI (Genitori equilibristi.Diario semiserio di una mamma blogger)

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RACCONTI  ED EQUILIBRISMI

 

In questa parte  del mio contributo vi ho inserito  liberamente alcuni spunti  e testimonianze che in qualche modo offrono  ai genitori , attenti  per i propri figli ,  moltissime  possibilità di potersi ispirare e confrontare  con  chi quotidianamente vive le stesse difficoltà  e anche le stesse gioie di essere “educatore” e “buon maestro” .

Vi  troverete riferimenti a maestre di scuola primaria, a studenti  “incompresi”, a professionisti della materia anch’essi in difficoltà, qualche film che ho amato di recente sul tema  e anche  testimonianze di qualche “don” speciale come Don Tonino Bello.

Racconti ed equilibrismi  positivi  che mi auguro diano  speranza .

(da  “Genitori equilibristi,Diario semiserio di una mamma blogger ” ……..a breve in uscita !)

PER APPROFONDIRE:

BREVE BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

 

“che tipo di società stiamo consegnando ai nostri figli?”

 

bibliografia  Genitori equilibristi

AA.VV., L’amore che non scordo. Storie di comuni maestre, DVD , Angelo Ferranti TV Days,  2007  (Libreria delle donne – Milano)

Andreoli Vittorino, Corso di sopravvivenza per genitori e insegnanti, BUR Varia – Rizzoli,Milano, 2014

Andreoli Vittorino, Dalla parte dei bambini. Per difendere i nostri figli dalla violenza, BUR psicologia – Rizzoli,Milano, 2013

Cavallo Stefania, Lavoratori Acrobati, Collana Orientamenti Ed. La Sapienza, Roma, 2011

Cavallo Stefania, I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia, su separazione e divorzio, Collana Orientamenti Ed. La Sapienza, Roma, 2012

Crepet Paolo, La gioia di educare, Einaudi (collana Super IT) , Torino , 2008

De Gregorio Concita, Mi sa che fuori è primavera, Feltrinelli Ed.,Milano, 2015

De Gregorio Concita,Un giorno sull’isola. In viaggio con Lorenzo, Einaudi  (collana Stile libero Big), Torino, 2014

De Mello Antony, Il pesciolino alla ricerca dell’oceano. 100 racconti  di Antony De Mello , Ed. Piemme, Casale Monferrato (AL), 2005

Demetrio Duccio, L’ educazione non è finita. Idee per difenderla, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009

Galimberti Umberto, L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli Editore, Milano, 2007

Gillain Anne, François Truffaut . Tutte le interviste sul cinema, GREMESE, Roma, 1990

Goleman Daniel, Intelligenza emotiva, Bur Rizzoli, Milano, 1996

Gordon Thomas, Genitori efficaci. Educare figli responsabili, Edizioni La Meridiana, Bari, 1994

Martello Maria, Educare con Senso senza DisSenso, Franco Angeli, Milano, 2009

Martello Maria, Conflitti : parliamone, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006

Morin  Edgar , Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015

Morin  F. Edmonde, Petit Manuel de guérilla  à  l’usage des femmes enceintes, Paris,1985

Parsi Maria Rita,Cantelmi Tonino, Orlando Francesco,L’ immaginario prigioniero. Come educare i nostri figli a un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie, Mondadori, Milano, 2009

Recalcati Massimo, L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento, G. Einaudi Editore, Torino, 2014

Recalcati  Massimo, Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014

Rogers Carl R., Da Persona a persona. Il problema di essere umani, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1987

Rogers Carl R. Potere personale. La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1978

Salomone Igor, Con occhi di padre, Erickson Ed.  , Trento, II edizione 2011

Scaparro Fulvio, Il coraggio di mediare, Guerini e Associati Ed., Milano 2001

Sclavi Marianella, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori, Milano, 2003

Vegetti Finzi Silvia, La stanza del dialogo. Riflessioni sul ciclo della vita, Casagrande Ed., Bellinzona, 2009

Watzlawick Paul e altri, Pragmatica della comunicazione umana, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1964

Stefania Cavallo

1 ottobre 2015