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Archivio per dicembre, 2013

RAGIONI E SENTIMENTO DI CHI NON HA PIU’ IL LAVORO !

RAGIONI E SENTIMENTO DI CHI  NON HA PIU’ IL LAVORO –

MANIFESTAZIONE  DEI LICENZIATI DELLA MARTESANA , 14 DICEMBRE 2013

 

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I  sindaci  della   Martesana  (nella foto in prima battuta il sindaco di Cologno e  il Sindaco di Inzago)
questa mattina hanno manifestato  con  i licenziati della Martesana  tra cui gli ex-operai della Jabil-ex Nokia Siemens .
Continuo a raccontare   qualche  mia impressione  su questa manifestazione odierna che dal metro di Cassina è arrivata a    Cernusco  con un comizio finale, passando dal presidio della  Jabil  e in cui alcune operaie e operai si sono completamente seduti  sull’asfalto in segno di protesta  per dire che non si sentono più rappresentati e tutelati  dai politici  presenti e dalle tante bandiere partitiche di questa mattina .

La manifestazione di questa mattina,  che iniziava con una prima convocazione alle 10 davanti al metro di Cassina De Pecchi , è stata  una  manifestazione con toni pacifici  e  a supporto  di tutti i lavoratori licenziati della zona  Martesana ,  in prima fila le operaie e gli operai della Jabil-ex Nokia
Siemens  di Cassina De Pecchi  che a marzo vedranno finire  anche la loro mobilità, dopo la cassa-integrazione,   e  che al momento  non vedono nessuna prospettiva concreta di  riprendere il   lavoro  nella loro  fabbrica  ,  dopo due lunghi  ed  estenuanti anni di presidio permanente.

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Ci sono diverse anime anche in queste  manifestazioni  e  ad un certo punto  alcuni  lavoratori della Jabil , forse  quelli del nocciolo duro della lotta ,  non hanno più voluto proseguire  con  la marcia  sino a Cernusco  e si  sono fermati davanti alla loro fabbrica  , si sono completamente stesi
sull’asfalto  come  a voler  dire ,  con quel gesto simbolico, che  erano  “col sedere per terra” da troppo tempo,  ormai  !

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C’è stata  un pò di tensione solo quando   a coloro che chiedevano perché  si fossero fermati , alcuni operai ed operaie della Jabil  hanno detto in maniera  piuttosto  esasperata  che  non ce la fanno più  e che quei politici  che  ” fanno  promesse che poi non mantengono”   non li rappresentano più e non li vogliono  lì a  strumentalizzare  la  loro lotta,  che poi sarebbe la stessa  lotta   quella per il lavoro e per la dignità di molti  italiani in questo momento , no?

La cosa per me assurda e paradossale  è che il corteo è continuato ad andare avanti  senza “ascoltare” queste ragioni  e alla fine  pochi si sono fermati   lì  in mezzo alla strada , come se  ci fosse stato uno sdoppiamento di senso all’interno delle ragioni di lotta pacifica  che dovremmo   invece  sorreggere  unitamente  tutti  insieme , con la stessa  forza e intenzione,   per   trovare soluzioni e proposte   su  questi temi e su questa emergenza del  “lavoro che non c’è” .

Io ho deciso  invece, con altre persone  e  come  libera cittadina   di fermarmi  con queste lavoratrici e lavoratori ,  perché  sono sempre molto  attenta   nel  capire  come vivono questo momento  per loro drammatico e perché   per me l’aspetto umano  e  relazionale  è  un’esigenza ed una priorità .

Purtroppo la percezione  un po’ spiacevole  di questa mattina  per me   è stata   che non ci fosse una completa sintonizzazione   su   un comune sentire  umano  in  questo corteo , ma forse più la preoccupazione di  alcuni  di   “prendere la scena”   in una situazione   imbarazzante,  svuotata di contenuto  e  anche di  sensibilità  e  l’episodio a cui ho assistito di Patrizia  e delle altre lavoratrici della  Jabil  “stese” ,  come nella foto sopra ,  ben lo rappresentano .

Stefania Cavallo

14 dicembre 2013

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A coloro che vivono del loro lavoro artistico e della Lirica!

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A coloro che vivono del loro lavoro artistico e della Lirica!

A coloro che vivono del loro lavoro artistico e della Lirica , come è successo per i miei genitori alcuni anni fa, dedico una parte finale della mia intervista fatta ad Ada , mia madre , tratta dal memoriale su mio nonno “Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica” (in fase di ultimazione) :

Cosa ti ha lasciato Mino come padre e come artista?
“Come padre è stato un padre colmo di affetto per noi figli e per tutta la famiglia; come artista è stato un “grande” artista e lo posso affermare con cognizione di causa essendo cresciuta “artisticamente ” al suo fianco ed essendo stata presente quando si esibiva e potevo assistere alle ovazioni del pubblico. Il suo essere artista consisteva nel suo modo di vivere al di fuori della realtà , di coniugare vita e canto con contiguità e senza sosta.
Quando era a casa a Napoli, passava le giornate intere a comporre, chiuso nel suo studio, a perfezionare il suo modo di cantare, senza accorgersi del tempo che passava.”

Chi avrebbe potuto ereditare il suo talento in famiglia?
“In famiglia , all’epoca , l’unica appassionata al canto lirico ero io e avevo seguito un po’ le sue orme come soprano lirico; feci diversi concerti con mio padre col nome d’arte Ada Veneziani e i miei pezzi forti erano Casta Diva dalla Norma di Bellini , Sempre libera degg’io dalla Traviata di Verdi, Vissi d’arte dalla Tosca di Puccini e Un bel dì vedremo dalla Butterfly di Puccini .“

Quale sarebbe stata la tua vita senza Mino e senza la lirica ?
“Non me lo sono mai chiesto perché sono sempre stata immersa in quel mondo fin da piccola. Nel momento in cui mio padre è morto e Dodò, mio marito, non ha più cantato ho chiuso in maniera netta ogni mio rapporto col quel mondo che mi ha dato tanta gioia ma nello stesso tempo tanta sofferenza. Infatti non sono più andata ad ascoltare un’opera in teatro né l’ho più ascoltata o vista in televisione e questo perché ciò smuoverebbe troppo il dolore che ho accuratamente chiuso a chiave nel mio cuore”.
Cosa avresti voluto che si fosse detto di lui ai posteri?

“Niente di particolarmente significativo ed esplicito”.

Crediamo entrambe , figlia e nipote, che forse avrebbe voluto essere ricordato per la sua non ostentata umiltà e la sua enorme generosità verso i familiari , gli amici e i colleghi .
Questo lo cogliamo in particolare da questa frase che volle inserire al termine del suo libretto “Rassegna stampa nazionale e internazionale” , una vera dedica verso i suoi tanti e importanti maestri di canto e una grande lezione di umiltà per i giovani allievi e futuri artisti lirici:

“Porgo qui un nostalgico e riverente saluto a tutti i Maestri che pazientemente mi guidarono alla sofferenza e alla virtù senza le quali tutte le strade rimangono fatalmente precluse!” Mino Cavallo

7 dicembre 2013

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Finché non ci casca il morto …….anche a Prato !

A proposito della tragedia di Prato …..

 

 

Vittime e carnefici del lavoro

 

LAVORATORI ACROBATI

 

 “….diversi piani di lettura dei fatti riferiti uno è legato al tema di una “giustizia “del lavoro, ad una “regolamentazione” del lavoro praticamente assente oggi e l’altro piano di lettura rimanda alla ormai ricorrente “guerra tra i poveri” tra cittadini italiani e cittadini migranti che si contendono, anche duramente e a rischio della vita, “le briciole” di un mercato del lavoro spesso completamente “deprivato” di ogni logica umana, perché “deprivante” sul piano della propria dignità e per la propria sopravvivenza umana.

Molto giornalismo di inchiesta, con i diversi casi dei “giornalisti infiltrati”, ci hanno raccontato e continuano a raccontare di un’ Italia dolorosamente divisa e frammentata, tra “sfruttati” e “sfruttatori”, tra “vittime e carnefici” del lavoro.

 

      Lavoratori  “sfruttati” in vari ambiti lavorativi, soprattutto quelli legati ai lavori più umili e “sfruttatori” spesso senza scrupoli che non garantiscono ai propri lavoratori alcuna sicurezza sull’ambiente di lavoro sia di tipo economico, sia di tipo assicurativo che di tipo legale.

 

      Anche sul tema del “lavoro sottopagato” si potrebbe aprire un libro di qualche migliaio di pagine, sì un  autentico “best seller sociale” che molto dovrebbe interrogarci su “come mai  siamo in questa situazione?” , “dove eravamo quando iniziava questo scempio nel mercato del lavoro?”, “perché abbiamo acconsentito che si verificasse tutto questo?” …E altre domande alle quali forse ora è opportuno e urgente cominciare a dare delle risposte tangibili e ri-costruttive per tutti noi e per questa crisi.” (da  “Vittime e carnefici del lavoro”, LAVORATORI ACROBATI  di  Stefania Cavallo  pag. 26 -27).

 

 

Stefania Cavallo

 

3 dicembre 2013