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Archivio per la categoria ‘Società’

Trentennale dell’Associazione GeA Genitori Ancòra: immagini ed evocazioni

Trentennale dell’Associazione GeA Genitori Ancòra

Conferenza Stampa nazionale

 

“Figli vittime delle guerre tra genitori e proposte

di pacificazione delle relazioni familiari”

Milano, 8 novembre 2017, Casa della Cultura

Via Borgogna 3, ore 10:30

 

GeA 8.11.17

 

L’Associazione GeA Genitori Ancòra di Milano compie trent’anni.

Lo stile , con cui celebra questa importante ricorrenza, è semplice e come di consueto vuole informare facendo il punto sul tema che le sta più a cuore, come è specificato nel comunicato stampa diffuso :

“portare all’attenzione dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori i rischi che corrono tanti bambini e ragazzi nell’assistere impotenti alle battaglie quotidiane tra genitori e riflettere insieme sui modi per ridurre questo fenomeno per lo più sommerso. Non esistono statistiche attendibili che evidenzino il gran numero di figli coinvolti nelle guerre familiari. Ma sappiamo con sufficiente certezza che i costi a breve, medio e lungo termine dell’infelicità familiare sia per i diretti interessati sia per l’intera collettività.”

 

Questo il panel degli importanti relatori presenti :

Salvatore Veca, filosofo, Casa della Cultura Milano

Anna Maria Caruso, magistrato, Garante per Infanzia e Adolescenza Comune di Milano

Fulvio Scaparro, psicoterapeuta, Fondatore e Direttore Scientifico dell’Associazione GeA Genitori Ancòra

Elena Coppo, pediatra , Società Italiana di Pediatria

Claudio Mencacci, neuropsichiatra esperto di Epigenetica, Società Italiana di Psichiatria

Chiara Vendramini, psicologa , Presidente dell’Associazione GeA Genitori Ancòra

 

Per ripercorrere l’intero convegno e ascoltare tutti gli interventi, basta collegarsi al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=EzzSZsfxU98&feature=youtu.be

Per trovare le relazioni, segnalo il sito dell’Associazione GeA Genitori Ancòra:

http://www.associazionegea.it/lassociazione-gea-compie-30-anni-2/

Per gli articoli di stampa:

http://www.associazionegea.it/lassociazione-gea-compie-30-anni-rassegna-stampa/

 

Immagini ed evocazioni

 

 Le Radici

 

Sono molto grata a tutti questi interventi e a questo convegno in cui sono stati messi al centro i bambini e gli adolescenti in particolare il loro “sguardo” spesso sottovalutato, perché nella quotidianità “i bambini ci guardano” e ci “ascoltano”   e attraverso le diverse immagini evocate è stato un po’ come sentire il bisogno di guardare più a fondo e da vicino le condizioni di vita e d’anima di quelli che saranno gli adulti di domani .

 

L’impostazione interdisciplinare e il libero confronto tra studiosi con lunga esperienza di pratica e di riflessione su questi temi, ha l’obiettivo di trasmettere, spiegando non soltanto come, quando, in quali ambiti e in quali limiti mediare, ma anche e soprattutto perché vale la pena di mediare.

Vi è un filo rosso che in qualche modo collega queste relazioni nel senso che tutte forniscono ottimi spunti per riflettere e approfondire i temi del conflitto e della pace in famiglia, così come spesso i “grandi “ conflitti abbiano da dire delle cose ai “piccoli” conflitti e viceversa.

Ricordo quando il noto scrittore israeliano David Grossman disse in una sua intervista (articolo di Repubblica, 15 giugno 2007, per l’uscita del suo libro “ Con gli occhi del nemico”):

“Ho la sensazione che nessuno cominci veramente una guerra, le guerre si continuano. La pace quella è una cosa che si deve cominciare.”

Ci sono alcune immagini che mi sono risuonate più di altre, durante gli interventi dei bravi relatori, come ad esempio quella evocata dell’accattonaggio degli affetti di cui parla Scaparro e si verifica quando il cucciolo di uomo non vede mantenuta la promessa dei suoi genitori nell’accoglierlo, nel crescerlo con dedizione ed educarlo all’autonomia e allora : “l’organismo perde energia, si lascia morire o si ribella o si umilia nell’accattonaggio degli affetti”.

Non bisogna dimenticarsi che questo vissuto del bambino segnerà le successive modalità del suo relazionarsi con l’altro, sempre in cerca dell’altrui accettazione, quella non ricevuta all’origine dai suoi genitori perché troppo presi dalle loro devastanti guerre interpersonali.

“Per un essere umano, la guerra tra i genitori…..è altrettanto devastante delle grandi guerre mondiali. L’Essere umano è ugualmente dilaniato, come colpito da una granata” (cit. di Fulvio Scaparro da “Anaïs Nin, Diario, Bompiani, Milano, 2011) .

La pediatra Elena Coppo evocherà un’altra immagine, ossia quella del corpo del bambino che , in condizioni di conflitto e di violenza familiare tra i due genitori , diventa il “campo in cui la battaglia viene consumata”.

“La violenza, in ogni sua declinazione, lascia segni profondissimi nel funzionamento psichico ed emozionale degli individui, in particolare in un essere in evoluzione.”

Il pediatra, ma ogni adulto può diventare un “sensore”, in ottica di rete di prevenzione e di intervento, di ciò che intuisce come situazione difficile che può nascere e svilupparsi in un contesto familiare con ricadute negative sulla condizione di benessere del bambino.

I conflitti fanno male e modificano la nostra genetica , i nostri cromosomi e il cervello dei bimbi nel conflitto genitoriale è come quello del “combattente in guerra”, in costante allerta , un’altra efficace immagine evocata dal neuropsichiatra Mencacci.

In questo senso “la violenza si impara in famiglia” e si parla di interrompere la trasmissione transgenerazionale della violenza.

Infine, mi è piaciuta l’immagine evocata dal Garante Anna Maria Caruso, al termine del suo intervento, nel pensare a “fattori di protezione extra familiari”, laddove non sempre i genitori siano capaci o sentano l’esigenza di crescere.

In questi casi si possono prendere in considerazione figure adulte autorevoli, come ad esempio gli allenatori sportivi, educatori e adulti di realtà culturali, del tempo libero e ambientali ecc., che possano diventare figure significative di riferimento per questi figli che possano così vivere quell’appartenenza, solidarietà , collaborazione e autorevolezza fondamentali per garantire quella crescita e quel benessere così auspicati e desiderati .

“Non si può fare a meno di amare e di essere amati . Dove la famiglia fallisce, l’uomo può trovare altrove il nutrimento sentimentale che gli necessita nella sua esistenza”

François Truffaut

 

Stefania Cavallo

12 novembre 2017

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BOOKCITY 2017 MILANO: SCALETTA 18 NOVEMBRE ‘17 “BUONI MAESTRI E PAROLE CHE AIUTANO. DESTINI INCROCIATI TRA SCRITTURA E CINEMA”

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SCALETTA

 

18 NOVEMBRE ‘17

“BUONI MAESTRI E PAROLE CHE AIUTANO.

DESTINI INCROCIATI TRA SCRITTURA E CINEMA”

 

Presentazione del  libro

“Mal di scuola. Filmografia sulla scuola e per la scuola” 

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“I riti e le parole creano legami invisibili”

 

 

18,30 :                 PRESENTAZIONE   DELL’INIZIATIVA di  Stefania Cavallo

18,40-19,15:       “Mal di scuola”  , INTERVENTO  CON   VIDEO (12 minuti  ca)

di  Stefania Cavallo

 

19,15-20,00:      “PAROLE IN CERCHIO”  di Piergiorgio  Critelli , INTERVENTO  con     

VIDEO  e  TESTIMONIANZE STUDENTI 

 

20,00  ca    :         CONCLUSIONI , SCAMBI  E SALUTI FINALI

 

 

La durata complessiva dell’iniziativa   è  di  1 ora e mezza circa  

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Presentazione 

Il compito dell’educatore è ancora quello che indicava Rousseau nell’ Emilio:

“Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”

 

Un progetto  pensato per sensibilizzare adulti e giovani che , nei vari ruoli,  attraversano e vivono l’ambito scolastico con  tematiche  e riflessioni  molto attuali che spesso solo le immagini e  dei percorsi  filmici  “dedicati”  sanno restituire in maniera forse più  efficace  di lunghi discorsi e di molte analisi.

Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

 

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

 

“Mal di scuola”  per l’autrice rappresenta  un sentimento  di nostalgia  per il mondo scuola che tanto  le ha dato e a cui crede  aver dato tanto. L’autrice ci racconta  come  ami  la scuola e lo studio da sempre e ancora oggi quando  deve  fare delle  sue  ricerche  per approfondimenti  le  sembra sempre una grande festa  e una grande opportunità  per continuare a studiare e  ampliare le proprie  conoscenze.

 

“ Mal di scuola” riguarda anche le difficoltà che si incontrano lungo il percorso della propria formazione che non è mai lineare.

 

Questo nuovo progetto segue , un po’ a distanza di tempo, la  prima filmografia   su separazione e divorzio  de  “I giorni perduti “  del 2011  in cui l’autrice aveva dedicato  un’intera sezione  al tema de “i diritti dei bambini”  e in seguito aveva avuto la necessità di creare anche in rete un nuovo blog dal titolo “ I bambini ci  guardano”  (https://wordpress.com/post/steficavallo.wordpress.com/21)  e da allora  pensava che sarebbe stato interessante offrire un ulteriore spaccato trattando il mondo “SCUOLA”  attraverso il contributo di quei registi  e  sceneggiatori  che  con le loro pellicole hanno segnato  passaggi  importanti  a livello culturale , con letture molto significative  sia sul piano  della  Scuola come Istituzione,  della  Scuola come impatto  Sociale  e infine della  Scuola come  Eredità valoriale per le giovani  generazioni .

 

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dall’autrice,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

 

Registi, scrittori , educatori, preti e addetti ai lavori che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

In questo senso ha  voluto ricordare alcune pellicole  i cui protagonisti  riscoprono le  proprie radici  e come anche la scuola  sia importante  al fine di  questo percorso a volte un po’ a ritroso e più speculativo in senso autobiografico per riuscire a scoprire e coltivare i propri talenti . Con questa prospettiva  diventa  fondamentale  la dimensione del racconto di  storie che ci parlano di coraggio e di sogni . Attraverso  queste  pellicole è possibile  cogliere  un bel esempio di come  “Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”  (W. B. Yeats)  e  l’ augurio è  che questo accada più spesso e che non si tolga ad esempio  la musica tra le materie di insegnamento nelle nostre scuole in quanto patrimonio culturale  e spirituale con ricadute sociali molto positive, perché   la musica, come lo sport e  il teatro, ha una forte componente  unificatrice tra le persone e  i popoli .

 

Infine l’autrice auspica  che questo nuovo percorso e progetto pensato nel tempo e cresciuto in questi anni possa creare momenti di discussione e di confronto nelle scuole e nella società civile , tra insegnanti , educatori , studenti e famiglie in maniera da attivare nuovi progetti nei quali riconoscersi nel difficile e misterioso mestiere dell’insegnare e dell’ apprendere.

 

Stefania Cavallo

4 novembre 2017

BOOKCITY  E MILANO  “CITTA’ DAL CUORE IN MANO”

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BOOKCITY  E MILANO  “CITTA’ DAL CUORE IN MANO”

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“BOOKCITY  MILANO” rappresenta per me un’importante occasione per ritornare nella mia città, da quando abito fuori Milano, la città in cui sono nata nella mia zona di Porta Venezia , la zona in cui ho frequentato la scuola , sin da piccola, il liceo  e poi l’università in Via Conservatorio , la città in cui sono cresciuta e ho fatto le mie prime esperienze significative di vita , sentimentali  e di lavoro. Milano “città dal cuore in mano”, la città in cui i miei genitori sono arrivati quando erano giovani trentenni, città che li ha adottati  quando avevano i loro sogni di realizzazione e che ha permesso loro di  realizzare , di crearsi una famiglia, dando a noi figlie un futuro .

Milano, città inclusiva, in cui si può toccare con mano la sensibilità verso chi porta bisogni diversi e le numerose diversità, la città in cui in questi giorni è in corso lo sciopero della fame “ a staffetta”  di avvocati e magistrati del Tribunale di Milano per lo IUS SOLI , una città che proprio in questi giorni è stata riconosciuta “Città creativa Unesco per la Letteratura” e Milano  cuore pulsante del “fare”, centro di riferimento  dell’economia e finanza a livello nazionale e internazionale.

Milano , in cui tutto fa rete , in cui il mondo associazionistico incrocia spesso il sostegno dei privati, dei volontari e mecenati e  tutto questo lo troviamo in iniziative incredibili  come BOOKCITY .

Anche di  questo abbiamo parlato con Piergiorgio Critelli coordinatore di Fabula Onlus , cooperativa milanese che si occupa di educazione, autismo e disabilità fisiche e psichiche, nel preparare l’evento del 18 novembre al Teatro del Buratto (Maciachini) a Milano e inserito nella prestigiosa cornice di BOOKCITY 2017 .

Critelli , come me, ritiene che il lavoro nel sociale in una città come Milano  occupi un posto di significativa valorizzazione e anche attività, ad esempio come “Parole in cerchio” , che lui svolge in alcuni istituti scolastici delle superiori milanesi,  hanno potuto prendere corpo grazie alla sensibilità per l’inclusione , frutto dell’ orientamento costitutivo-storico ed identitario propri di questa città.

Ecco che , sottolinea Critelli, un’iniziativa come questa di  BOOKCITY , potrà far volare questo progetto “Parole in cerchio”, facendolo conoscere e  facendogli assumere una maggiore visibilità per i cittadini milanesi .

Milano è questo e molto altro , Milano “città dal cuore in mano ” e dobbiamo ricordarlo sempre!

Stefania Cavallo

1 novembre 2017

LOCANDINA BOOKCITY 2017 MILANO

 

ESSERE GENITORI NELLA SEPARAZIONE

ESSERE GENITORI NELLA SEPARAZIONE , MA IL TITOLO AVREBBE POTUTO ESSERE:

“STEREOTIPI DI GENERE NELLE PROFESSIONI DEL SOCIALE, IN PARTICOLARE IN AMBITO DI SEPARAZIONE”

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Donne e uomini si nasce, felici si diventa!

 

Ieri ho partecipato a questo incontro .

C’è stato un momento in cui ho pensato di essere ad un incontro il cui titolo avrebbe potuto essere questo : “Differenze di genere, stereotipi e nuovi modelli di approccio dei diversi soggetti e operatori professionali nei servizi socio-assistenziali, nelle istituzioni pubbliche e private, in ambito di separazione”. Potrebbe essere una proposta seria per un prossimo incontro.

In sintesi, l’immagine, il profilo delle diverse figure professionali femminili (in primis psicologhe e assistenti sociali) , che seguono i genitori durante la separazione e delineato dalle descrizioni fornite da alcuni relatori , è stato espresso come di personalità “devastate”, “non risolte” , “aggressive” , più che  professioniste di “relazioni di cura” , ho percepito una personalità femminile  gerarchicamente “autoritaria”, più di “comando”, di dominanza “violenta” sul collega maschio e svalutativa , in maniera preconcetta , verso il genitore ex-marito.

Una vera sorpresa per me, in qualità di semplice “udente”, o meglio non avrei immaginato che ci sia ancora così tanto da fare in termini di rapporti maschio -femmina in queste professioni e tra competenze diverse.

Direi che questo è stato il messaggio forte che mi sono portata a casa, al di là di altri aspetti per me meno significativi .

Invece un intervento che non ho trovato per nulla ansiogeno, come altri , e molto apprezzabile è stato quello del consulente pedagogico Christian Sarno sulla paternità , i padri di oggi, che si occupano di educazione e che desiderano partecipare al mondo dei figli anche più piccoli , quelli della fascia di età 0-3, senza replicare, “scimmiottare” i modelli materni .

Comunque vi garantisco che ho percepito questa negatività verso un femminile che non mi corrisponde e che ho trovato il punto più debole di alcuni interventi svolti .

La mia idea in questo delicato ambito dei genitori che si separano , con figli piccoli, è certamente riflessa in un approccio integrato , tra competenze diverse e qualificate, e dove tra colleghi e colleghe , anche con profili professionali molto diversi, ci sia rispetto e un comune intento orientato esclusivamente alla tutela dei diritti dei minori nel percorso della separazione genitoriale.

Ma la strada da percorrere sembra ancora lunga!

E’ stato un po’ ansiogeno questo incontro,  tra l’epidemiologo che parlava solo di malattie legate all’evento della separazione, e poi lo psicologo che ha “sparato” sulla  collega definendola “cretina”,  e ancora il Super-funzionario “assistente sociale” – “faccio tutto io” , definitosi anche “mediatore familiare pentito”, che ha affermato di essere stato “aggredito” dalle colleghe “non risolte” ….insomma , credo di aver accumulato una tale ansia che necessito di uno psicoanalista…….sul serio!

Era da un po’ che non mi sentivo così provata emotivamente .

Ah poi , l’inconscio mi ha fatto dimenticare un’altra chicca che non poteva mancare ieri,  ossia quando l’esimio psicologo della Bicocca oltre a sparare sulla collega psicologo “donna”, ha sparato anche sul mediatore familiare che “accende il conflitto” , come la psicologa, ……..si parlava della “moglie bipolare 4” , capito?

Che  Pauraaaa!

Il lavoro nel sociale,  delle cosiddette “relazioni di aiuto”, come nelle  situazioni di separazione  che vedono coinvolti anche i minori, il professionista che si incontra dovrebbe possedere delle qualità personali  umane  di equilibrio e di serenità nell’approccio a chi si trova di fronte, in quanto il rischio di proiezione di proprie frustrazioni , di pregiudizi non completamente superati, sono molto elevati  a danno del proprio lavoro ma soprattutto a danno del rapporto di chi si deve aiutare nella risoluzione dei propri problemi, dei conflitti di coppia e di organizzazione della vita dei figli minori.

Lo stesso funzionario di servizio sociale, relatore dell’incontro, spesso si è espresso come molto “frustrato” nel suo ruolo e questo mi ha colpito perché forse ha veramente voluto esprimere un dato di fatto , la difficoltà in cui si opera in un settore così delicato,  una realtà spesso taciuta, almeno in pubblico,  forse per  un qualche deficit comunicazionale, emotivo e culturale , forse perché  ciò che deve passare in questi servizi è sempre il concetto più aziendalistico di “prestazione”, di “efficienza” , di “risultato”, e non di “ascolto”, “cura”, “aiuto” , categorie culturalmente ancora troppo idealizzate e poco apprezzate da chi disegna le job-descriptions organizzative di questi servizi.

La bigenitorialità e l’applicazione dell’affido condiviso  in Europa , da recenti ricerche, sono  ancora molto disattesi e con percentuali di attuazione molto basse, sicuramente molto inferiori ai paesi del Nord-Europa, come  Belgio e  Svezia, nonostante che gli studi epidemiologici più scientificamente riconosciuti abbiano rilevato che i bambini  di genitori separati  che stanno meglio di salute,  meno stressati,  sono quelli che vivono in affido condiviso e collocamento materialmente congiunto.

Infine, come ho detto in altre occasioni, credo  che  l’affrontare  e il  parlare di questi temi  richieda una buona dose di  passione e di coraggio, oltre che una sensibilità spiccata e  un vissuto senza tregua, così come il dare spazio alla “narrazione” dell’abbandono da parte di coloro che sono i principali protagonisti  delle storie  di conflittualità familiare e  di separazioni , di genitori e   figli minori  dei nostri  tempi.

Sapere educare ed educarsi alle transizioni, ai cambiamenti di assetto socio-economico, familiare e o personale, è un compito che va affidato ai genitori, senza esautorarli, ma senza peraltro lasciarli soli e, come spesso mi capita di ricordare e sottolineare nei miei incontri su questi temi, le persone che per motivi professionali affiancano la famiglia nei suoi passaggi più delicati e difficili dell’ esistenza, quindi anche in tempi di crisi economica come l’attuale, hanno proprio una grande responsabilità.

 

“Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi, sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente”. Lev Tolstoj

 

Stefania Cavallo

28 ottobre 2017

 

NUOVE INIZIATIVE  2017-18

NUOVE INIZIATIVE  2017-18    F 14

Ecco le mie  iniziative organizzate e proponibili sempre durante l’anno ,  ove vi sia interesse sui temi proposti. 

Ringrazio in anticipo per poterle segnalare e far conoscere .

Stefania Cavallo  , milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. 

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Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiareOrganizza e conduce incontri  e percorsi emozionali  realizzati per genitori, educatori, insegnanti e studenti  su diversi temi .  In particolare,  di recente propone un percorso   dal titolo  “Un nuovo percorso emozionale all’interno del mondo scuola: Mal di scuola”  e si rivolge a tutti coloro che a vario titolo operano in questo ambito e lo attraversano. 

Dr.ssa   Stefania Cavallo

Esperta  in comunicazione e formazione

Mediatrice familiare e sociale    –   392/1316509

 

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NEWS : BOOKCITY 2017 MILANO

TEATRO DEL BURATTO – MACIACHINI LABORATORIO 1

Sabato, 18 novembre 2017 h. 18,30

Stefania Cavallo e Piergiorgio Critelli  intervengono con

“ Buoni maestri e parole che aiutano”

 

 BOOKCITY MILANO 2017 DEFINITIVO LOCANDINA

 

NEWS:IMPARARE DALLE EMOZIONI

 Percorsi  emozionali  formativi e auto-formativi

per famiglie e scuola e per chiunque sia interessato a vario titolo

 

 EMOZIONI GIBRAN

I LUOGHI DELL’ANIMA

Presentazione

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di  sensibilità multiformi , come  le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere,  così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni” , spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia  la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa  sentire più veri , quella che spesso ci fa “buttare giù” le  maschere , quella che non ci fa più preoccupare di  “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri  ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento  in cui  ci può aiutare  nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come mi arriva attraverso  la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso  i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi sono occupata della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose  situazioni raccolte attraverso  gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine la terza condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale  è quella del “mondo scuola”  , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto  cooperativistico tra scuola/insegnanti  e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni  intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine .

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, alla ricerca di possibili risposte e/o di auspicate soluzioni.

 

NEWS:Esperimento sociale contro il sessismo , proposto ad adolescenti

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Cosa pensano le ragazze e i ragazzi  di oggi  del  “sessismo” che passa dalla Rete ?

Questa è un’idea scaturita dalla messa in discussione di alcuni video “sessisti”e “volgari” che si possono trovare in rete , ma non solo, e  in cui si possono ascoltare e cogliere alcuni degli stereotipi maschili/maschilisti più diffusi sul genere femminile.

Il progetto si rivolge al mondo degli adolescenti , ragazze e ragazzi,  e tra le varie finalità , senz’altro quella prioritaria è quella di capire meglio quali siano  i contenuti dei video che dicono di essere degli “esperimenti sociali” e far capire ai giovani l’approccio e l’uso consapevole dei social e dei numerosi stereotipi che passano in maniera spesso “anestetizzata” , quale specchio di una società a sua volta spesso inerme e apatica alla decodifica e alla comprensione di ciò che avviene , in particolare nel nostro caso , per quanto riguarda la questione di “genere”.

Dunque , l’obiettivo esplicito , è quello di mettere  in discussione ciò che si “traveste”  da “esperimento sociale” ma nella realtà è qualcosa d’altro e molto distante  da una certa  valenza positiva indicata dalla moderna Psicologia sociale che studia l’interazione tra individui, gruppi, contesti ambientali con una forte componente sperimentale.

Genitori e  adulti di riferimento dei nostri ragazzi  dovrebbero essere “adulti accompagnatori” e non “censori” per i nostri bambini e adolescenti, nel percorso di esplorazione della Rete, partendo dal fatto che anche i  Genitori dovrebbero conoscere di cosa si sta parlando. A mio avviso il dibattito che si apre e sempre attuale è quello di costruire una Rete di fruitori responsabili e coscienti delle proprie scelte.

I bambini e gli adolescenti non hanno solo diritto a essere protetti, ma anche ad essere protagonisti delle scelte che riguardano la loro formazione e il loro futuro (Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia- ONI 1989).

Si rende necessario un primo incontro esplorativo e preliminare per poter verificare le diverse disponibilità e la fattibilità del progetto. La mia disponibilità è quella di “facilitatrice” del progetto, di avvio e di scelta dei referenti interni  per la sua realizzazione, di supervisione e di restituzione finale durante l’incontro in plenaria.

 

NEWS: Progetto “Mal di scuola”  per scuole, enti ed associazioni

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Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

 

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

 

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dalla formatrice ,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

 

Registi, scrittori , educatori, preti che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

Conferenza “Genitori equilibristi : ascolto e dialogo con i figli”

 L’educazione non avviene fuori la relazione.

Si costruisce al suo interno e in tutto quello che viene messo in comune

GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

In questi anni  mi sono spesso occupata di  genitorialità , di  tematiche  legate alla comunicazione  genitori-figli , di genitori felicemente uniti in matrimonio  e  di genitori separati o singoli o “singolari”  e  ho raccolto diverse  testimonianze .

Ho pensato che potesse avere un senso  riordinare il tutto  secondo uno  schema mentale  che   fosse soprattutto   “racconto e testimonianza” , al di là  di tanta teoria  che in qualche modo, superata una prima alfabetizzazione sul tema, necessita  soprattutto di  pratiche  e di percorsi  possibili  di genitorialità a cui ispirarsi  e su cui riflettere.

In questo mio nuovo contributo si parlerà di “genitori  equilibristi”  nel senso proprio legato  ad uno scenario ricco di acrobazie  che  troviamo nel  quotidiano , aiutati anche  dai fatti  di cronaca  e dall’affanno  nel conciliare  impegni lavorativi  con  impegni familiari e di cura .

Appunto  si parla di “genitori efficaci”, di  “genitori  singolari”, di “genitori  mediatori” , di “genitori  competenti” e così via , tuttavia  mi sembra proprio che quella di “genitori acrobati” o “genitori equilibristi”  dia meglio l’idea di un ruolo  molto dinamico , in continua evoluzione e cambiamento.

I “buoni maestri” sono  sempre meno  e forse non riusciamo più a riconoscerli  nemmeno  nei nostri insegnanti , nei  nostri genitori o negli adulti di riferimento.

  

Laboratori  filmici  con   percorsi  tematici  per scuole , enti e associazioni

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Nell’Ambito di questo spazio  si creerà l’opportunità di conoscere meglio  grandi  registi  e importanti  autori , attraverso il racconto della loro vita  e delle più  importanti opere filmiche . Si potrà aprire un confronto  competente  anche alla luce  dello scambio di riflessioni  su alcune tematiche “dedicate” come indicato di seguito:

  • Relazione Genitori-figli
  • La mediazione familiare : un percorso possibile
  • Educazione alla Pace
  • Comunicazione ed Educazione Sentimentale
  • Scuola e problematiche  connesse (bullismo, razzismo, diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ,  disabilità )
  • Il Cinema sociale

 

  

MUTUALITA’ SOCIALE OGGI E IL FACILITATORE NELLA RELAZIONE D’AIUTO

Due più due non fa semplicemente quattro ma molto di più!

 

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Esperienze di “mutuo soccorso” che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone , possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare più operative , acquistare così un’efficacia maggiore e capillare , iniziando a pensare che dei “percorsi culturali” sono possibili in questo ambito e che bisogna investire nella possibilità di un cambiamento culturale della società, con uno sguardo al concetto di servizi sociali e di aiuto alle persone che superi il tradizionale assistenzialismo .

Anche su Facebook : https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127

 

Spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare SPAZIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE E DI ASCOLTO 116

Il   MIO  PROGETTO  S.A.F.   STUDIO  AIUTO FAMIGLIE

Progetto  S.A.F. –  Studio  Aiuto  Famiglie   secondo  due declinazioni o servizi   :  assistenza allo studio  e spazio di mediazione familiare  . Questo progetto è nato dalla mia esperienza sul campo  come operatrice  socio-culturale  e come mediatrice familiare  specializzata ,   certificata con l’Associazione  GeA-Genitori Ancora  di Milano.  Inoltre  avendo coordinato  qualche  Centro di Assistenza   allo studio  per adolescenti  (10-16)  delle scuole secondarie e delle superiori  ,  mi piace l’idea di  aprire questo progetto anche  ad un servizio , analogo all’ultimo,  da effettuare  nel pomeriggio  con l’obiettivo  di avere  un canale continuo  aperto con le famiglie del territorio.

 

Come Assistenza allo studio  , il  “mondo”   di  riferimento  sono  gli adolescenti  (10 – 17 anni) , delle scuole secondarie e superiori,  con bisogni legati all’apprendimento delle lingue e della matematica  , inoltre  l’altro “ mondo “  può essere rappresentato  dagli adolescenti con problemi nell’apprendimento   del   linguaggio  (es. dislessia )  .  In questo primo servizio  ho in mente di erogare lezioni   pomeridiane  sulle singole materie  (durata  1 ora)  , inoltre per quanto riguarda  i problemi del linguaggio  o di dislessia  penso di erogare  sedute  ad hoc , su richiesta  .

Come attività legata alla mediazione familiare  , penso al “mondo”  delle coppie/genitori   con figli piccoli  (sino ai 16 anni)  e “genitori singoli”  che hanno deciso   di separarsi o divorziare .  In questo caso si erogano sedute /incontri  di mediazione  (durata: 1,30 circa)  secondo  un percorso di  10-13 sedute  (due mesi  circa)  a coppia  .

All’interno di questo progetto  sarà  possibile prevedere  quindi un aiuto  e un sostegno alla genitorialità  a 360 gradi  anche attraverso  uno “spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare”.

Ecco il link  del sito dedicato:  http://progettosafstudioaiutofamiglie.jimdo.com/

 

 

Camminamici  2017-18  Unendo il movimento del corpo a quello dei pensieri

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Un’iniziativa pratica per sensibilizzare al sentimento  dell’amicizia  in ambito scolastico

e rivolta agli studenti delle scuole secondarie

In questi anni,  mi sono resa conto  che non sempre la scuola riesce  a far fronte alle tante problematiche  sociali  ed educative   che   vivono le famiglie e i nostri giovani , in particolari  in età adolescenziale  . Allora parlando con amiche e   parlando di quest’età così  particolare  per chi ha i figli in questa fascia , mi sono  posta    l’interrogativo  “cosa possiamo fare noi genitori per far capire che concretamente    ci siamo  e vogliamo aiutare i nostri ragazzi  a vivere in una società  in cui la relazione  autentica umana  è più importante  di ogni altra cosa …in qualche modo come possiamo   portar  “fuori “  casa  questi ragazzi  da questo  continuo rifugiarsi   in un  proprio  mondo virtuale  in cui  la distanza con gli adulti  e il mondo reale  è sempre più  ampia e inquietante, se pensiamo al cyberbullismo o alle net-dipendenze ? “.

Ecco la risposta mi è arrivata    e poi   ho messo in piedi il tutto:  la CAMMINAMICI ! 

 

BOOKCITY 2017 MILANO : CI SIAMO ANCHE QUEST’ANNO!

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BOOKCITY MILANO 2017 DEFINITIVO LOCANDINA

Per vostra conoscenza , mi fa piacere  segnalarvi  il seguente link.

 

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Link su Bookcity della  mia nuova iniziativa per collegarla  a siti interessati  :

https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.bookcitymilano.it%2Feventi%2F2017%2Fmaldiscuola-destini-incrociati-tra-scrittura-e-cinema-buoni-maestri-e-parole-che-aiutano-libro%23.WedZBijSsDw.facebook&h=ATPxBHBfiO3cPmBfWaXlYTUPjIBn0fbi9hxdN0k7F52jGs5vtduBW7NVP6fbNEWC0oF2mOMUa_Cu0HADB-cd9HG-4u6lll9Otd1ColR_fnNjgPrvfm3WVMDwnWagup7iz8RtWbCA2hZRxH0IpwuvJOBnCO4Rq2SsyfT4HUSdym0D29cq0SkWita6VUdIlheHGMfrt6sHzr39qDgxD71iKwKFcGrFHg1zx2xuglyTLCV5yxdwTcRK_EpKtXndF9b88kuN6s6cfmn-NMFUog0Y6aztplkySw

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Con me ci sarà   Piergiorgio Critelli, educatore e filosofo, conduttore del gruppo di auto mutuo aiuto per adolescenti Parole in cerchio presso Itsos Albe Steiner  di Milano  e coordinatore presso Fabula Onlushttps://www.facebook.com/FabulaOnlus.it/?hc_location=ufi – , che non  è   “solo” prendersi cura delle persone con autismo. Qualità della Vita è dedicarsi al benessere di tutti.

L’evento per partecipare è anche su facebook: https://www.facebook.com/events/294790284305380/?fref=ts

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Grazie mille,

Stefania Cavallo

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www.stefaniacavallo.wordpress.com

http://stefaniacavallo.jimdo.com/

https://www.facebook.com/librerialasapienzaroma/?fref=ts

 

Incontro con Massimo Recalcati  per il suo ultimo libro “I tabù del mondo”, Cernusco sul Naviglio 17 ottobre 2017  

Incontro con Massimo Recalcati  per il suo ultimo libro “I tabù del mondo”, Cernusco sul Naviglio 17 ottobre 2017

 

 “qualcosa di ciascun tabù siamo, o sappiamo, o abbiamo rischiato di essere, o finalmente ci guarda”  Valeria Parrella, “Un mondo”, articolo su La Repubblica, 7 settembre 2017 

Sperando di fare cosa gradita e che risulti un pò esaustivo delle cose dette…..il linguaggio complesso della psicoanalisi recalcatiana con metafore , con continui rimandi  a esimi filosofi di studi  universitari , a casi clinici e ricca anche di riferimenti biblici ,  non è sempre  alla mia completa portata , ma ci provo perchè mi appassiona e soprattutto perchè fonte continua di studio, introspezione e conoscenza ….. e mi scuserete per qualche imprecisione . Buona lettura.

massimo recalcati 17 ottobre 2017

“Serata esplosiva con Massimo Recalcati in ottima forma. Non si è sottratto a nessuna delle domande che gli abbiamo proposto, allargando l’orizzonte concettuale in un interessante contaminazione tra approfondimenti di cultura contemporanea e prospettiva psicanalitica, il tutto condito da episodi divertenti che hanno reso il clima intenso e leggero al tempo stesso. Un libro da leggere per mettere a tema argomenti di estrema attualità letti alla luce di tabù franati e miti di sempre. “I tabù del mondo”.  Gianni Cervellera”

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Veramente una bella serata !  Massimo Recalcati è per la terza volta a Cernusco , nella sua città , e anche questa volta la grande organizzazione dell’evento è della Libreria del Naviglio con Guido Cavalletti .

L’occasione e l’opportunità del nuovo incontro , con l’importante e noto ospite, è l’uscita del nuovo suo libro “I tabù del mondo” , quegli argomenti che sono l’interfaccia tra l’inaccessibile e il possibile, tra l’interdetto e il desiderato, le pulsioni limite.

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La formula scelta per questa serata è quella dei due bravi  lettori/intervistatori /moderatori ( Piero Zocche e Gianni Cervellera)  che rivolgeranno all’ospite una serie di domande sul libro , toccando un po’ diversi temi , quelli principali e con un giro finale di domande dal pubblico .

Recalcati ci spiega  che questo libro è la raccolta dei suoi  articoli domenicali di un intero anno, il 2016, pubblicato su Repubblica sul tema dei tabù , un tema che non ha scelto direttamente , ma che scelse l’allora direttore Ezio Mauro che gli chiese  questa collaborazione giornalistica, un impegno nuovo per  il noto scrittore e psicoanalista che spiega di averlo svolto  con un approccio diverso dalla sua attività di scrittore, ossia con sintesi e chiarezza,  come richiede un articolo giornalistico e ci spiega di aver imparato molto da questo esercizio e appuntamento settimanale col lettore svolto per tutto il 2016 .

Recalcati dice che l’idea era quella di costruire come una collana , dove ogni pietra era l’articolo scritto per ciascuna domenica e per un anno intero. Una bella immagine!

Nel parlarci di alcuni tabù quelli più contemporanei e nuovi , vengono presentati insieme i diversi protagonisti eroi , eroine e anti-eroi del mito antico ma anche quelli della letteratura come l’Ulisse dantesco , l’uomo della conoscenza, l’uomo che sfida tutti i tabù ,  ma superbo, molto diverso dall’Ulisse di Heidegger , quello che si vergogna di ciò che ha compiuto  a Troia , l’anti-eroe del “nascondimento”,  così come l’inflessibile Antigone , che Hegel  ricorda con  la contrapposizione tra la legge della città e la legge della famiglia, una figura molto diversa da quella più nota di Edipo , il figlio parricida e incestuoso che “non sa né quello che fa, né quello che è”. La colpa di Edipo è quella di essersi escluso dai suoi errori , “tutti noi portiamo sulla nuca rasata , le parole che non possiamo leggere” .

Recalcati ci spiega molto bene cosa si intende per tabù , attraverso l’immagine dell’esperienza  che ognuno di noi ha fatto sin da quando era piccolo,  ad esempio  quell’oscurità dei luoghi un po’ paurosi , quelli più bui  delle soffitte o delle cantine , quelle zone inaccessibili , infrequentabili e per questo  zone che accendono il desiderio,  come  afferma il citato Paolo di Tarso “L’interdizione accende il desiderio”.

In questo passaggio , vi è il racconto divertente sulle pazienti cleptomani nello studio  di “Recalcati  psicoanalista” e qui il clima  si fa  più leggero anche se sempre molto intenso e attento nel cogliere ogni sfumatura della sua complessa proposta  concettuale e contenutistica.

Tante le suggestioni , ma quella che mi è rimasta è senza dubbio quella della figura più radicale dello “straniero”, il tabù attuale dello straniero, ed è il nostro CUORE, ossia la scoperta che possiamo compiere ascoltando i battiti del nostro cuore , perché il battito del cuore rende viva la nostra vita , “ma nessuno può governare la nostra vita”, cioè lo straniero .

“Noi siamo vivi grazie a un’esperienza che non governiamo”. In questo passaggio viene citata la storia del filosofo Jean-Luc Nancy che per spiegare la sua tesi sul razzismo, sorprende un po’ tutti , raccontando l’esperienza vissuta del trapianto del proprio cuore.

“Lo straniero, il cuore dell’Altro, è l’intruso che non porta la distruzione , ma la possibilità di un rinnovamento della vita” (pag. 79 , I tabù del mondo).

Da qui poi si passano in rassegna altri due tabù , quello della follia e quello della gratitudine. La follia ,  come la lebbra, sono le due rappresentazioni dello straniero .

La gratitudine , è un nuovo tabù , “la gratitudine è divenuta sempre più un sentimento raro e misconosciuto nel nostro tempo. A prevalere non è la gratitudine ma l’invidia” (pag. 153 I tabù del mondo.) . La gratitudine è quel sentimento che ci vede gioire  per l’altrui felicità ,  ma  spesso anche l’amico più caro è difficile che la esterni, perché esiste sempre un po’ di invidia che si  frappone nella relazione autentica di amicizia.

Interessante la distinzione tra la regola e la Legge che Recalcati spiega per rispondere ad un genitore che gli rivolge la domanda sul piano educativo, nel  porre un limite ai figli adolescenti ad esempio nell’uso delle tecnologie ecc. ; “la regola” in effetti pone un argine pragmatico al figlio quando  vi   è la necessità di porre dei limiti , ma altra cosa è la Legge , ossia quando le regole vengono introiettate ed elaborate , quando le regole vengono introiettate e generano responsabilità, allora possiamo parlare di “Legge” l’unica leva che incide e cambia il comportamento con consapevolezza  più intima.

Le  regole , da sole, non incidono sul piano educativo ed esperenziale , almeno questa è l’idea dello psicoanalista.  Personalmente concordo molto su questo aspetto.

Vorrei chiudere prendendo spunto dalle mie due domande che ho preparato con cura e che sono riuscita a rivolgere all’ospite , come segue:

  1. Cito testualmente dalla bellissima recensione di Valeria Parrella al suo libro:

“il Recalcati saggista non ha saputo rinunziare al Recalcati terapeuta, e ha scelto un espediente narrativo che ci avviluppa in un lungo consolante abbraccio: qualcosa di ciascun tabù siamo, o sappiamo, o abbiamo rischiato di essere, o finalmente ci guarda”.

Certo che se fosse realmente così  secondo questa lettura della Parrella, ossia se ci fosse in ciascun lettore questa consapevolezza sui tabù , verrebbe da pensare di essere già presi  da un qualche effetto  terapeutico molto positivo ,no? Aveva pensato a questo esito nello scrivere questo libro, o meglio cosa pensa delle considerazioni della Parrella ?

  1. Qualche mese fa mi è capitato di ascoltare un’intervista del filosofo e psicoterapeuta Umberto Galimberti che alla domanda della giornalista  “la psicoanalisi funziona ancora?” risponde che la psicoanalisi non funziona perché  “la gente non ha più anima”, intendendo per anima la dimensione emotivo-sentimentale, “la animalità della vita, come sentimenti , passioni, emozioni ” ; “esaminare te stesso”   dice Galimberti , “ma cosa stai a perdere tempo?”;  vi è un’esigenza psichica ma non vi è la voglia di entrare nell’ordine psichico, e ancora   “la psicoanalaisi è una sorta di reperto storico” . La gente vuole stare bene ma non vuole fare fatica , lei cosa pensa su questo ?

 

Recalcati ha risposto alla prima domanda dicendo , in sintesi , appunto che ogni protagonista del suo libro , dei vecchi e nuovi tabù elencati, in realtà un po’ ci rappresenta, ognuno di noi può essere a volte,  ad esempio Antigone , l’inflessibile, oppure Edipo e ognuno ci riguarda e ci guarda  con umana comprensione.

Per quanto riguarda la seconda domanda sulla “psicoanalisi”, risponde che non la pensa come Galimberti , e  il senso della psicoanalisi è stato sintetizzato così : “la psicoanalisi è importante a livello sociale e politico, perchè -cura le relazioni- e permette di -ripartire- per chi è caduto più volte, per chi è considerato un pò strano rispetto ad un certo diffuso conformismo o infine viene considerato un caso disperato” .

Oggi svolge prevalentemente l’attività come psicoanalista in studio  dalle 8 del mattino sino alle 20,30 della sera e questo è l’altro aspetto significativo e differenziale che ci tiene a rimarcare nel suo commento sulla psicoanalisi e alle parole di Galimberti.

Non manca di accenare alla sua autobiografica esperienza di “caso disperato” quando era  bambino e ragazzzo alle superiori e di come la psicoanalisi lo abbia “salvato” , lo abbia fatto “ripartire” .

Questo inciso autobiografico dello psicoanalista lo apprezzo  sempre molto e mi rimanda all’altro suo bel libro “L’ora di lezione” , un libro che amo molto e che trovo molto poetico e di ispirazione nella mia quotidianità in cui il tema del “fallimento” nei percorsi formativi  mi sta particolarmente a cuore. Inoltre, il non dimenticare ciò che siamo stati , da dove arriviamo e tutto l’incessante  percorso evolutivo che ci porta sino a dove ci troviamo e oltre, rappresenta per me  uno snodo significativo, quello che spesso mi interessa conoscere di più  per cogliere il lato  umano della persona che abbiamo di fronte , sia il noto scrittore che  il noto e affermato psicoanalista ……cosa non sempre così scontata!

Quell’umanizzazione nelle relazioni tanto evocata, ma che solo le “grandi” persone ( non personaggi) , le “grandi” menti  e i “grandi cuori” sanno praticare e in cui ci possiamo riconoscere per quelle “parole che aiutano” , come dico nei miei percorsi emozional-sentimentali,  e trovo che con Recalcati tutto questo arrivi  in maniera autentica e vera.

Concetti complessi trasmessi in maniera divulgativa e chiara e tante parole da elaborare e da far decantare .

 

Grazie  agli organizzatori della Libreria del Naviglio che sono riusciti a gestire molto bene le numerosissime persone che hanno seguito l’evento.

Grazie ancora professore Recalcati per la sua  “capacità di donarsi, di esporsi, come segno di una totale emancipazione da qualsivoglia ideale immaginario di superiorità, come abolizione di ogni forma di presuntuosa riluttanza al pronunciamento di sé” (“Un cammino nella psicoanalisi”, Mimesis Edizioni Milano, 2016, dall’ Introduzione “Recalcatiana: non c’è clinica senza amore” di Mario Giorgetti Fumel, nota 1 , pag. 10) .

Un libro necessario e da leggere.

 

Stefania Cavallo

19 ottobre 2017