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Archivio per la categoria ‘Società’

Associazionismo, Stefania Cavallo

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Chi regala le ore agli altri vive in eterno. Alda Merini

 

Il mondo delle Associazioni  trova il suo terreno connettivo proprio nell’ambito del sociale e del “farsi comunità” , ossia in quel sentimento e  senso di  comunità che risiede nel fatto che molte persone si possano riconoscere come partecipi di qualcosa di comune come il proprio patrimonio ambientale e territoriale (il lavoro e le imprese) oltre che di tradizioni, di cultura e di arte.

Numerose sono le Associazioni che animano le nostre comunità , la loro presenza è espressione di una pluralità di sguardi e di  tante organizzazioni a carattere prevalentemente volontario.

l’Associazionismo è uno dei pilastri della vita collettiva in qualsiasi comunità evoluta, una  risorsa per l’innovazione sociale.

In questo momento generale di transizione e di cambiamento, anche il mondo dell’associazionismo è in continua trasformazione e soprattutto nelle piccole realtà , come le nostre, credo sia molto importante  realizzare delle iniziative ad hoc, per cercare di dare il maggior sostegno possibile alle Associazioni .

Sarà importante rilanciare una Rete che coordini tutte le realtà associative e di volontariato presenti ed attive nella nostra comunità, secondo le loro diverse peculiarità; fornire strumenti per reperire risorse e realizzare progetti sociali innovativi; creare momenti di informazione e di formazione al passo coi tempi ; creare occasioni di scambio intergenerazionale per motivare e “passare il testimone della gratuità e della solidarietà ” ai più giovani; istituire iniziative che raccontino  e diffondano  la cultura dell’altruismo, presentando  volti e gesti di chi dona il proprio tempo agli altri  e soprattutto a  chi soffre.

Il compito è arduo , la posta in gioco è sfidante e avvincente, ma il senso di una comunità risiede  proprio in questi sentimenti indefinibili ma molto concreti di solidarietà e di reciprocità diffusi , senza i quali ogni “buona” azione sarebbe vana.

Infine ,  in questa ottica di una ricerca di socializzazione consapevole ancora più estesa,   diventa strategico creare un nuovo racconto di costruzione attiva del “farsi comunità”, a fronte di un’ inerme rassegnazione a ciò che si può provare a cambiare,  per una vita  di relazioni qualitativamente e spiritualmente migliori, per la nostra vita e per quella dei nostri giovani.

Il tempo stringe e non si può più aspettare!

Stefania Cavallo

25 maggio 2019

 

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L’indifferenza della società !

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Sì proprio così nel bel romanzo di Vasco Pratolini , “Cronaca familiare”, si evoca anche il tema dell’indifferenza della società che non si preoccupa affatto del lento naufragio di un suo membro incapace di inserirsi nella vita.

In questo bellissimo libro , Pratolini rievoca un commosso ricordo del fratello minore nelle varie fasi della sua vita conclusasi prematuramente.

Un fratello minore che si era scoperto un disadattato e un inetto , dopo essere stato affidato ad un benefattore , a seguito della morte della madre quando i due fratelli erano ancora molto piccoli , e gettato improvvisamente nella vita , dopo essere stato viziato e tenuto nella bambagia dal suo benefattore.

Questa storia mi ha fatto pensare all’amore di Pratolini per questo fratello così fragile psicologicamente e come sia importante ricordare le proprie radici e non vergognarsi delle difficoltà che si sono vissute in alcuni momenti della propria vita, così come non bisognerebbe mai vergognarsi di quei parenti che magari si rivelano essere i più fragili, più problematici sul piano psicologico , magari considerati un po’ disadattati come il fratello di Pratolini.

C’è un’altra storia a cui ho pensato e mi sono collegata, grazie a queste belle pagine della nostra letteratura contemporanea , ed è la storia del Presidente della Danone Francia , ossia Emmanuel Faber.

Emmanuel Faber mi ha colpito molto col suo bel discorso del 2016 a Parigi ai laureati alla HEC , ai futuri giovani manager e imprenditori francesi , in cui con sorpresa di tutti inizia il suo discorso ispirato , parlando del fratello , di un fratello che era stato colpito da una grave  malattia mentale, ma grazie proprio a questo fratello  Emmanuel Faber ha capito che non poteva più prescindere nella sua vita , anche nel suo lavoro, dal grande insegnamento del fratello , ossia quello di indirizzare sempre il proprio sguardo su chi è più fragile di noi , sulla bellezza dell’alterità .

Questo noto discorso si può recuperare in rete ed è a mio avviso molto importante da ascoltare proprio sul piano pedagogico e sociale.

In sintesi, con questo mio contributo odierno vorrei evidenziare proprio che a volte aprire il proprio cuore in famiglia , senza vergognarsi di qualche parente un po’ “diverso” per “n” motivi , ma anche nella società , nel nostro ambiente di lavoro, vuol dire non dimenticarsi di quel fratello o di quella sorella che rendono possibile il senso della nostra vita , in uno spirito di servizio per chi è più in difficoltà e in un’unica melodia che cambierà noi e anche il mondo attorno a noi.

E’ importante essere sempre in continua ricerca, dentro e fuori di noi,  e non stancarsi mai di resistere all’indifferenza.

Stefania Cavallo

19 maggio 2019

Massimo Recalcati: lezioni brevi sull’amore, 15 aprile 2019, Cinema Teatro Agorà – Cernusco sul Naviglio

Massimo Recalcati: lezioni brevi sull’amore

Incontro con Massimo Recalcati

Lunedì 15 aprile ore 20.45
presso il Cinema Teatro Agorà – via Marcelline, 37

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria presso la Libreria del Naviglio

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La promessa degli amanti trasforma il caso in destino.

Si è sempre disarmati di fronte all’incontro.

 

La fiamma che brucia può durare eternamente? Oppure ogni amore finisce inevitabilmente in merda? Il desiderio per esistere non ha forse sempre bisogno del Nuovo? Il matrimonio è allora condannato a essere solo il cimitero del desiderio? E’ il lessico famigliare a esaurire il lessico amoroso?

 

Sempre bravo e da ascoltare Massimo Recalcati , ieri sera a Cernusco . Le sue lezioni sull’amore. Parlare d’amore è sempre qualcosa di utile e di affascinante.

Il noto regista francese Truffaut diceva che ci si occupa sempre poco dell’amore, come dell’infanzia e viceversa, e allora con i suoi film era per lui come in qualche modo rimediare a questo torto.

Mi è risuonata una domanda, come la seguente “ha ancora senso parlare d’amore?” . Evidentemente sì , e molto anche, proprio in un momento attuale in cui l’odio e la violenza sono entrati con prepotenza nelle nostre vite e nelle nostra quotidianità, nolente o volente.

Ma chi può parlare d’amore? I poeti, solo i poeti. Ce lo spiega bene Roberto Benigni che ha donato uno stupendo monologo di circa 15 minuti, nell’ambito dell’ultima e sesta puntata di Lessico Amoroso di Recalcati , la nuova trasmissione andata in onda su Rai 3 e terminata nel mese di marzo. La domanda che risuona prima con Recalcati ed è ripresa poi da Benigni è se “un amore brucia o dura?” in realtà un rapporto può durare e per questo “brucia” e questo avviene anche grazie alla quotidianità, nel recuperare il piacere delle piccole cose nella vita di coppia, anche dopo molti anni di convivenza.  Lo penso fortemente anche io,  lo pratico nel mio piccolo e nella mia pluriennale  vita di coppia.

Ecco di seguito il link dell’intera puntata all’interno della quale si può cercare e recuperare il citato e imperdibile monologo :

https://www.raiplay.it/video/2019/03/Lessico-amoroso-cb09c137-8f69-4101-a32c-43ebe5d34862.html

Ricordo che Benigni parla molto spesso di Poesia e ad esempio nella scena filmica , di pochi minuti,  dell’  “episodio  del  pipistrello “ , tratto dal suo film “La tigre  e la neve” , si sofferma sull’importanza della Poesia  e delle sue metafore  esistenziali , dell’importanza  delle emozioni , tutt’altro che banale,  del  fermarsi  ogni tanto per stupirsi   e meravigliarsi  come fanno i bambini,  perché questo vuol dire  fare in modo che anche la nostra vita  diventi  poesia  e  in maniera leggera  si possa  creare quella  giusta distanza   dalle  angosce  e  dalle  sofferenze  quotidiane.

Ne avevo scritto per un mio intervento a Novara , di qualche anno fa : https://stefaniacavallo.wordpress.com/2013/09/21/festival-dei-popoli-2013-sotto-lo-stesso-cielo-storie-di-donne-uomini-popoli-e-terre-novara-18-settembre-2013-traccia-mio-intervento/

Massimo Recalcati Cernusco 15 aprile 2019

L’esperienza dell’Amore è quella di allargare l’orizzonte del mondo , di arricchire il nostro linguaggio. Così Recalcati , con la sua eccezionale capacità oratoria, accenna ai tradimenti, al perdono , alla separazione e al difficile momento dell’elaborazione del lutto durante la separazione e l’abbandono.

Il lavoro del lutto di una separazione , di un qualsiasi lutto, è molto doloroso e si deve lavorare sull’ “assenza” , “ un’assenza “ che drammaticamente si fa “presenza” . Si tratta di un passaggio spesso depressivo (“Sono persa/o senza te”) che va affrontato ed elaborato con molta pazienza e con un aiuto specifico.

Lacan affermava , vado a memoria, che  “in amore diamo all’altro quello che non abbiamo” e in effetti anche questo  passaggio apre a profonde  ed ulteriori riflessioni, mai scontate sulla questione.

Non resta , quindi, che leggere il suo ultimo libro “Mantieni il bacio. Lezioni brevi sull’amore”. Buona e “amorosa” lettura a tutti !

Mantieni il bacio

 

L’amore dura solo il tempo di un bacio? La sua promessa è destinata fatalmente a dissolversi? La fiamma che brucia può durare eternamente? Oppure ogni amore finisce inevitabilmente in merda? Il desiderio per esistere non ha forse sempre bisogno del Nuovo? Il matrimonio è allora condannato a essere solo il cimitero del desiderio? E’ il lessico famigliare a esaurire il lessico amoroso? Può veramente esistere un amore che dura nel tempo mentre continua a bruciare? E poi ancora: l’erotismo può integrarsi all’amore o lo esclude necessariamente? La spinta appropriativa e i fantasmi della gelosia caratterizzano ogni amore o sono solo i sintomi di una malattia inestirpabile? Cosa accade quando uno dei due tradisce la promessa? Cosa è un tradimento e quali sono le ferite che apre? È davvero possibile il perdono nella vita amorosa? E la violenza? È una parte ineliminabile dell’amore o la sua profanazione più estrema? Cosa accade quando un amore finisce, quando dell’estasi del primo incontro e della luce del “per sempre” non resta che cenere? È possibile sopravvivere alla morte di un amore che voleva essere per sempre? E qual è il mistero che accompagna gli amori che sanno durare senza rassegnarsi alla morte del desiderio, quegli amori che conoscono la meraviglia di una “quiete accesa”, come la definiva poeticamente Ungaretti? In sette brevi lezioni Massimo Recalcati scandaglia tutti questi interrogativi e offre ai suoi lettori i testi inediti del fortunato programma televisivo titolato “Lessico amoroso”.

(Recensione tratta dal seguente link: https://books.google.it/books/about/Mantieni_il_bacio.html?id=tNaIDwAAQBAJ&source=kp_book_description&redir_esc=y)

Grazie alla Libreria Il Naviglio di Cernusco per la splendida organizzazione, a Guido Cavalletti​ e a Gianni Cervellera​ che ha posto le giuste domande , con competenza e cuore, come sempre.

Stefania Cavallo

16 aprile 2019

I giovani e la notte , 13 aprile 2019 Basiano

La nostra vita è fatta degli incontri che abbiamo avuto!

Presenti alcuni genitori dei nostri comuni di Basiano, Masate, Pozzo, Trezzano Rosa e Gorgonzola molto interessati a chiedere e sapere quali sono i rischi di dipendenza dei nostri giovani, come alcol e droghe diverse e quali istruzioni per l’uso a riguardo. Argomenti sui quali c’è molto da dire e su cui lavorare tutti , facendo rete tra famiglie, scuola e principali realtà aggregative sociali (oratorio parrocchiale e mondo associazionistico).

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Ieri sera sono girati i libricini che i volontari lasciano ai ragazzi fuori dalle discoteche perché siano informati sulla composizione delle diverse droghe, alcol incluso. Tra i nostri giovani e giovanissimi, il consumo di alcol è preoccupante e ieri sera è stato lanciato questo allarme.

Ringrazio tutti i presenti alla serata di ieri, tra cui la responsabile del nostro oratorio di Basiano, per gli spunti di riflessione posti e con l’augurio che la modalità di “ascolto e parola” sia più ricorrente e partecipata , nella direzione di poter affrontare sempre di più argomenti complessi e difficili che trovino alternative e soluzioni percorribili per le nostre comunità. Bravissimi i due volontari “testimoni” della serata, come soccorritori della Croce Bianca di Carugate , Sara  e Andrea.

 

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Credo che con ieri sera si possano gettare le basi per prossimi incontri in cui i genitori possano trovare uno spazio di ascolto e di scambio,  su bisogni  non sempre scontati  e anzi piuttosto sommersi nelle nostre realtà provinciali ,  sempre un po’ decentrate rispetto ad opportunità e possibilità più diffuse nei grandi centri.

I giovani e la notte , 13 aprile 2019 Basiano

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I figli hanno diritto a trovare adulti credibili, nel senso di “testimoni” del proprio tempo, in una relazione in cui poter crescere ed evolvere con limiti e qualità.

Viversi genitori va al di là del mero dato biologico . Freud diceva che fare il genitore é un “mestiere impossibile”. Tante le sfide educative , il bello e la responsabilità dell’essere genitori , sempre imperfetti e inadeguati !

La scuola ha un ruolo fondamentale in questo scenario sfidante, ma non solo.

Truffaut diceva: “Non si può fare a meno di amare e di essere amati . Dove la famiglia fallisce l’uomo può trovare altrove il nutrimento sentimentale che gli necessita nella sua esistenza”.

Nel tempo, abbiamo assistito al passaggio e all’elaborazione collettiva da un tipo di educazione molto autoritaria a modalità educative più tolleranti e meno direttive,   in cui si predilige l’aspetto dell’empatia   e dell’ascolto del bambino smussando le rigidità che in qualche modo possono causare frustrazioni e traumi irreversibili ; questo grazie anche all’affermarsi sempre più di una maggiore cultura dei diritti in tema di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza.

Eppure, le regole sappiamo che forniscono una sponda non indifferente per i genitori e i figli , un contenimento al comportamento che in qualche modo richiama al concetto cosiddetto “normativo”, in cui assume rilevanza il valore del rispetto e della propria libertà che inizia quando termina quella dell’altro.

Una scuola , una famiglia, una società che “non” sanno   mettersi in discussione , per il bene dei ragazzi e degli   studenti , sono destinate alla solita routine , in balia della rincorsa alle emergenze,   con il conseguente rischio di un aumento della percentuale di abbandoni scolastici , di devianza giovanile e con costi emotivi e sociali , non solo economici, molto elevati .

Insomma , non esistono formule scritte per essere “bravi” genitori, “bravi” maestri , non è vero che se ci si comporta in un modo le cose vanno così, se no vanno cosà.

Questo sarà un po’ il fil rouge dell’incontro e forse il concetto di “capacità sociale” del noto sociologo Zygmunt Bauman può rilanciare qualche rinnovata base educativa su cui ripartire , in questo scenario complesso e dinamico delle relazioni familiari, delle “famiglie” di oggi e del rapporto giovani-adulti di riferimento:

“La Felicità deriva dalla capacità di stare insieme agli altri”.

 

Stefania Cavallo

ISOLA DELLE FEMMINE di Cristina Deleo e Federico Anselmini, Milano 30 marzo 2019

ISOLA DELLE FEMMINE

di Cristina Deleo e Federico Anselmini

Isola delle femmine libro

Poesia, visioni e ottima musica alla libreria milanese Odradek per “Isola delle femmine”. Dopo qualche anno e sempre nella mia città ho di nuovo incontrato Cristina Deleo​, ed è proprio vero che certi fili e legami restano per sempre. Felice di questo incontro, perché si è parlato di amore, di famiglia , di maternità e di figli.

L'isola delle femmine

 

Sono sempre certe persone a rendere speciale un incontro come in questo caso con Cristina, Federico e Sergio.

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Invito di cuore a leggere questo libro di 76 pagine che racchiude vite intere, poesie, visioni e bellissime illustrazioni.

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Si parla di quest’isola , Isola delle Femmine, “un’isola tra le isole, questo il filo che lega storie, terre diverse, realtà e sogno” e che si trova di fronte a Capaci, un luogo tra poesia ed analisi spietata in cui l’impegno civico di Cristina è noto e senza tregua.

Bellissima la sua poesia “Capaci”a pag. 26 e il suo incipit

“Il Male che avanza

Che origine ha?

(…..)

Capaci, l’Uomo

Ti ha orrendamente

profanata ma

lentamente riprende

la Vita il suo corso”

Mi hanno molto colpito anche le visioni di Federico, il figlio di Cristina, inserite in questo libro e scritte quando era solo adolescente ; la visione che mi ha emozionata è senz’altro “L’Albero” in cui Federico parla degli uomini , delle loro fragilità, evoca Dio e parla attraverso lo sguardo di un Albero , un vecchio e saggio Albero.

“La natura è luogo che ispira sincerità, non puoi mentire alla natura…….Gli uomini , considerandomi come un oggetto inanimato , si comportano come se non esistessi …..”.

Bellissima visione a pag. 59 del libro che invito a leggere e a conservare come una testimonianza preziosa di una madre e di un figlio che raccontano la speranza e la certezza di essere fuori dal tunnel , dopo anni difficili per entrambi.

Poi “l’approdo sicuro tra le braccia di una sirena dal nome fantastico e reale : Lighea”.

Infine, “Il volersi bene tra donne “, un bellissimo messaggio di Cristina Deleo al suo pubblico , ecco il link con il suo passaggio:

https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos/10218788651056042/UzpfSTE0OTM0NzI0NTQ6MzA2MDYxMTI5NDk5NDE0OjEwOjA6MTU1NjY5Mzk5OTotOTAyNDcxODM0ODAwNzE5MDk5/

Ecco i saluti finali di Cristina :

“Grazie Milano regali sempre grandi sorprese..tanto affetto ed amore..felice di avere incontrato tutti voi così gentili,attenti..vivere e condividere insieme è la cosa più bella che gli esseri umani possano fare..grazie del vostro ascolto prezioso e dei vostri interventi bellissimi..e dei suoni che ci avete regalato..conSergio Sergio Infuso Federico Anselmini Donatella Ferrario, Michele Petrocelli Letizia Luinetti, Nicola Parenza, Raffaele Kohler Luciano Macchia Giorgio Deleo.Enrica Castellana Giuseppe Salvia..grazie alla libreria Odradek di Anna e Felice Accame e a tutti i presenti e a coloro che anche da lontano ci hanno seguito con tanto affetto e partecipazione  Nicola Macaione”

Isola delle femmine pubblico

 

Felice incontro per me e alla prossima!

 

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Stefania Cavallo

7 aprile 2019

Certe fiabe e favole, sempre attuali!

 

I leader avrebbero bisogno di persone sincere, di folli!

 

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Quando si parla di fiabe e di favole viene alla mente la nostra infanzia e se siamo genitori vengono in mente quelle che abbiamo raccontato ai nostri dolci figlioli per tranquillizzarli e per addormentarli.

Poi ci sono favole che abbiamo letto ed assimilato da adulti e nel mio caso vorrei citare “Il piccolo principe” di Antoine de Saint Exupery , così come il riconsiderare ed apprezzare “I vestiti dell’imperatore” di Hans Christian Andersen e “La volpe e l’uva” di Esopo.

La prima è una favola per bimbi , che in realtà racconta molto anche agli adulti ; è una favola che parla dell’importanza dei “riti” che creano i “legami” come quella che si crea tra una volpe ed un bambino. E’ una favola che mi piace approfondire anche con i miei studenti nell’affrontare i vari percorsi sentimentali che da tempo svolgo in classe o nei miei incontri aperti e a carattere divulgativo-culturale più su tematiche socio-psico-pedagogiche.

La seconda è una fiaba di Andersen, conosciuta anche con la nota esclamazione “Il Re è nudo!” . Nella fiaba si racconta di un re che ama i vestiti e purtroppo cade in una trappola ad opera di truffatori che gli vendono dei “finti” vestiti in realtà inesistenti e completamente invisibili . L’epilogo dice che il re così vestito , con vestiti invisibili , sfila per la città nudo; nessuno voleva far capire che non vedeva niente perché sarebbe stato considerato uno stupido o che non fosse all’altezza dell’incarico che ricopriva.

«Ma non ha niente addosso!» disse un bambino «Signore, sentite la voce dell’innocenza!» replicò il padre, e ognuno sussurrava all’altro quel che il bambino aveva detto. «Non ha niente addosso! C’è un bambino che dice che non ha niente addosso!». «Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. E l’imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò: «Ormai devo restare fino alla fine». E così si raddrizzò ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c’era.

Da questo punto di vista anche il rapporto tra il leader e il giullare risale all’antichità , e il giullare , sotto le apparenze della follia, può dire ciò che per altri è indicibile; così il folle, usando l’umorismo, protegge il re dal rischio di diventare arrogante e malato di narcisismo. Una coscienza critica , ma nascosta del re.

Forse anche oggi, “i leader avrebbero bisogno di persone sincere, di folli che, ricorrendo all’arma dell’umorismo, riescono a limitare le conseguenze dell’arroganza e dell’ostilità. In questo senso, il potere del leader ha bisogno della sua follia” (https://www.stateofmind.it/2016/02/leader-ascolto-coscienza/).

Un’ultima favola che mi piace e desidero proporvi è “La volpe e l’uva” di Esopo che recita così: «Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi». Così anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze.». Una favola sempre attuale e che parla a ognuno di noi .

La morale del racconto è che non bisogna disprezzare ciò che non si può ottenere , con l’insegnamento che , senza impegno ed umiltà, diventa impossibile raggiungere grandi obiettivi nella vita.

Evocare queste favole e fiabe è un po’ come attingere ad una enorme coscienza collettiva universale in cui riconoscersi umanamente, provando a volte compassione e a volte estraniamento o disappunto, dipende dalle diverse situazioni che si stanno vivendo.

Stefania Cavallo

26 marzo 2019

Quel che resta di un polo di lavoro, di lavoratrici e lavoratori …..e ciò che fu!

Ex-Nokia Jabil 2019
Passo quasi tutti i giorni in questo punto e diversi pensieri mi colgono e mi rattristano. Qui c’era la ex-Nokia Jabil e ora si sta portando via quello che è rimasto, ossia tanti pezzi di resti da raggupprare e buttare come tanta spazzatura.
É la cifra plastica , si direbbe sui media, di come chiudere un’azienda sia un attimo, mentre farla funzionare e manutenerla , così come decomporla e raderla al suolo, come in questo caso, sia molto più complesso e dispendioso.
Questa foto é presa da lontano e non é riuscita come volevo, ma mi ha ricordato quello che successe con la nota nave che andò a sbattere al Giglio o ancora mi ricorda il ponte di Genova di cui da poco é iniziato lo smantellamento, dopo una strage di vite umane.
Ci sono tanti modi di “far fuori” cose e persone , anche chiudere e smantellare aziende come é successo in Martesana e qui a Cassina De Pecchi. Se fossi una documentarista sarei lì con una cinepresa e mostrerei a tutti queste immagini incredibili e impressionanti …..quel che resta di un polo di lavoro, di lavoratrici e di lavoratori ….e ciò che fu !
Uno smantellamento di un luogo che ai miei occhi non é per nulla “comune” , eppure non ne parla nessuno e non interessa più nessuno. I luoghi ci parlano e ci dicono tante cose e l’idea che basti ricostruirci sopra , beffando la storia di quel luogo, di questo luogo e spazio , mi crea angoscia e desolazione incolmabili.
L’immagine più cara che conservo nel mio cuore è la seguente, quella di “cuore impavido” / alias Roberto Malanca, era il 2012  :
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Ho scritto molto di quel presidio e potete leggerne sempre su questo mio blog:
Stefania Cavallo
21 febbraio 2019
JABIL
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