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Archivio per la categoria ‘Società’

Imparando dalle emozioni , quarta di copertina e “Dice del libro”…..

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

Imparando dalle emozioni quarta di copertina

Dice del libro: Alessandra MR D’Agostino

 

Ho letto il bellissimo, nuovo testo di Stefania Cavallo,” Imparando dalle emozioni. Percorsi emozionali formativi ed auto-formativi.” con la curiosità emozionata di un fanciullo che si avvicina, per la prima volta, a dei Lego. Sì, proprio i Lego, quei mattoncini colorati, che magicamente /ri/componendosi in orditi di forme sempre nuove, danno corpo fisico ai nostri mondi immaginari.

Dicevo, a questo testo, mi ci sono avvicinata con la curiosità di un fanciullo e, altresì, con l’acume di un ermeneuta, tesi entrambi, il piccolo e il grande, a scomporre le pagine di Stefania in piccoli, significativi microcosmi emozionali.

E, allora, iniziamo proprio dal titolo. E partiamo da quel verbo: IMPARARE, che etimologicamente significa procurarsi qualcosa, perché così è effettivamente, perché è proprio imparando che ci si procacciano risorse, abilità, conoscenze, atteggiamenti, sguardi.

E, sempre nel titolo, ci imbattiamo in quell’altra parola: il sostantivo EMOZIONE, la cui etimologia ci conduce a un moto, a un’agitazione, a un movente interno, capace di spostare, di travolgere e, dunque, forse e auspicabilmente, di trasformare.

E, poi infine, il titolo chiosa in quel termine: PERCORSO, che poi, alla fine, se ci pensate è quasi un sinonimo di correre.

Ecco, a questo punto, direi che sono proprio questi tre i concetti, che ci guidano, passo passo, nella lettura, o meglio, nell’apprendimento emozionale delle pagine di Stefania. Pagine ricche di citazioni importanti, di filmografia e bibliografia interessanti, ma, soprattutto, intrise di un esempio chiaro e coraggioso. Quello della vita dell’autrice che, attraverso le sezioni del proprio libro, racconta il suo moto, percorso, procacciamento, come volete chiamarlo. Un percorso cristallino di donna e, soprattutto, di madre. Che si racconta, con grande verità, rispetto al tema dell’infanzia, dell’aggressività, del razzismo, della difesa dell’ambiente.

E’ un libro, questo di Stefania, che, a mio avviso, è uno scrigno. Perché tenace custode di una volontà impavida, che, davvero, può fungere da esempio. A grandi e piccini. Proprio come la finalità delineata dal suo incipit: Solo la testimonianza rende vive e vere le dichiarazioni di principio.

22 agosto 2019

 

Alessandra MR D’Agostino

mental coach, drammaturga e

regista teatrale. Fondatrice e Docente Tecnico del Benessere

(R.D. 16-406) di Teatro Emozionale/Interattivo ®, nuova

Disciplina artistico/olistica accreditata al Registro Nazionale

ASI DBN-DOS.

 

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Libri per il cuore e la mente

Libri per il cuore e la mente

libri

Con enorme piacere suggerisco la lettura di questi due libri , entrambi testimonianza contemporanea significativa in ambito culturale e sociale. Libri necessari per capire e riflettere sulla società migliore che vorremmo.

Rosa noce. Storia d’amore e di passioni di Sergio Infuso

Rosa noce

Sergio Infuso, autore “, per amore e per passioni”, impegnato in attività politiche , di volontariato e di promozione del territorio a Palermo dove risiede. Rosa noce. Storia d’amore e di passioni  è l’edizione aggiornata, con un nuovo capitolo conclusivo , del romanzo Un miscelino per Rosa pubblicato da La Zisa Edizioni nel 2010.

Un libro che invito a leggere , dove “pubblico e privato” della famiglia di Rosa (Rosaria Priolo) si confondono in un unicum di amore e passione civica, sociale e politica.

C’è il grande dolore dell’implacabile malattia di Rosa e il ripercorrere il ricordo dell’autore-sposo di questa donna eccezionale. Attraverso l’amorevole sguardo del marito e compagno impegnato, Sergio, si riesce a conoscere molto bene Rosa, impegnatissima anch’essa nel sociale per il quartiere e per la “loro” Palermo, e la si ama proprio come si può amare una propria cara sorella e la propria migliore amica.

 

É tra quei libri che si apprezzano perché sono densi di umanità, sensibilità ed autentico altruismo e leggendo questo libro ci si immerge in tante situazioni attraversate da tutti questi bei sentimenti e valori, mai dimenticati e persi.

Palermo fa da contesto e scenario privilegiato, in particolare il quartiere “La Noce” con la sua citatissima sezione comunista all’epoca; una città a volte immortalata dai drammi firmati mafia degli anni 70 e 80 , altre volte immortalata dalle innumerevoli umanità, azioni concrete di grandi solidarietà e con sodalizi incredibili , scuole e associazioni diverse, a sostegno di chi è più in difficoltà , perché così si può contrastare la mafia e l’illegalità. Tanto impegno pubblico ancora oggi per Sergio Infuso, l’autore e amico.

Un testo che trasmette i veri valori della legalità di chi ne è testimone autentico e appassionato.

Un percorso emozionale da trasmettere ai nostri giovani affinché sappiano che la libertà e l’etica si conquistano ogni giorno senza abbassare mai la guardia. La grande gioia e sollievo è sapere che esistano questi splendidi testimoni .

Grazie ancora Sergio Infuso .

 

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Godot si è fermato a San Vittore di Alessandra MR D’Agostino

“Se cambi il tuo atteggiamento verso le cose,
cambi le cose.”
(Emil Cioran)
Godot si è fermato a San Vittore
Alessandra MR D’Agostino è mental coach, drammaturga e
regista teatrale. Fondatrice e Docente Tecnico del Benessere
(R.D. 16-406) di Teatro Emozionale/Interattivo ®, nuova
Disciplina artistico/olistica accreditata al Registro Nazionale
ASI DBN-DOS.
Conduce laboratori e microresidenze teatrali all’interno di
Case Circondariali e Comunità di Recupero Terapeutico.
Ideatrice e Tutor del Progetto Culturale Human Book. Ha
già pubblicato “Voice recorder” (2005, Untitled Editori),
“Vertoiba 5” (2008, Zona), “La regola dei salici” con Paolo
Marengo (2010, Kindle), “Giorni” (2011, Zona Contemporanea);
“Sesso mutante. I transgender si raccontano” (2013,
Mimesis), “Ridda” (2017, Zona Contemporanea). È stata
TEDx Speaker presso TEDx Arezzo Ed. 2017.
http://www.alessandramrdagostino.com
alessandramrdagostino@gmail.com
 

 

Godot si è fermato a San Vittore nuovo testo di Alessandra MR D’Agostino è stato pubblicato dalla piccola casa editrice “The Tree Factory”,  una piccola casa editrice facente parte della Cooperativa Sociale Pollicino di Ivrea. La produzione è limitata alla pubblicazione di volumi tattili per non vedenti e ipovedenti , sotto il nome di “Albero della Speranza” e di libri di narrativa e saggistica sotto il nome di “The Tree Factory”.

 

Godot si è fermato a San Vittore è un titolo molto evocativo dal punto di vista letterario, da un lato evoca il noto romanzo autobiografico di Carlo Levi e dall’altro lato il testo teatrale di Samuel Beckett, un dramma associato al cosiddetto teatro dell’assurdo e costruito intorno alla condizione dell’attesa; l’autrice si ispira a Beckett e intitolerà così il suo “Godot Reloaded” come dirà nel testo, nel capitolo “Cinque”.

 

Nella Presentazione del testo si dice:

“L’autrice varca il portone del carcere di San Vittore vestendo

la pelle e i panni di regista teatrale e si immerge nelle viscere

del Raggio Sesto Secondo, il piano abitato da sex offenders,

protetti e transessuali. L’autrice è la prima a stupirsi di quanta

umanità alberghi tra quelle mura. È un’umanità devastata

nell’attesa e dall’attesa che qualcosa possa ridarle il coraggio

di tornare ad avere speranza, dignità e futuro.”.

 

Attraverso la lettura di questo suo testo, la D’Agostino ci accompagna per mano , attraverso quest’esperienza incredibile ed unica nel suo genere di teatro interattivo ed emozionale.

 

Tanta burocrazia , anche a tutela di chi varca questa soglia, e una volta “dentro” quello che accade fa dimenticare il conflitto “dentro-fuori” , tutto sembra normalizzato, si piange e si ride “dentro” , così come accade “fuori” , si recita  e si prova “dentro”, come fanno allievi-principianti e aspiranti  attori che stanno “fuori”, nella società.

 

Parole e situazioni mai pesanti e giudicanti, nell’esperienza narrata tutto avviene e fluisce “come se” ci fosse un copione scritto ma in effetti si tratta di un copione che prevede dei cambiamenti se è il caso e a seconda dei ricordi che affiorano alla mente del singolo detenuto e se ne parla con la regista che può accogliere l’eventuale proposta di modifica nella parte da interpretare in scena. Trovo tutto questo semplicemente fantastico!

 

Un testo importante per chiunque porti avanti l’idea “trasformatrice” di Teatro nelle nostre strutture carcerarie, affinchè arrivi a tutti noi  quella parte umana e compassionevole in cui la sottile linea tra “chi è dentro” e “chi è fuori” svanisce.

 

Il quesito , se si sia prigionieri più fuori che dentro, resta e attiva un processo di riflessione necessaria per tutti sul concetto di libertà e di rispetto per sé e per gli altri , in una sorta di rieducazione sentimentale e sociale “di chi è dentro”, ma utile anche per chi è fuori perché non si è mai completamente esenti dalle scivolate che può riservare la vita.

 

Mi piace terminare queste mie considerazioni con le parole di un allievo di quest’esperienza rivolte alla regista-autrice:

 

“…sì, vedi, alla fine io, ma anche noi tutti

qui non facciamo che aspettare, in un fermo temporale statico

e indefinibile, mentre, fuori, il mondo va avanti, anche

correndo, con le proprie dinamiche e le proprie situazioni.

E mentre là fuori la gente ha la possibilità di crescere, svilupparsi,

integrarsi, accogliere il tempo, facendolo proprio, ammortizzandolo,

reinterpretandolo, noi, qui dentro, restiamo

con la testa e il cuore di quando siamo entrati, ragazzi di dieci,

quindici, venti anni fa, ma imprigionati in un corpo che invecchia

maldestramente, indurendosi nella rabbia dell’attesa.”.

 

Infine, ringrazio ancora Alessandra, autrice e amica,  per avermi dato l’opportunità di leggere il suo bel testo ,  per tutto quello che con la sua  incredibile sensibilità e capacità fa  arrivare di emozionante, soprattutto nel  farci cogliere quello che, solo in apparenza,  sembra non ci tocchi ma che in realtà ci tocca molto da vicino.

“Godot Reloaded” l’ho chiamata questa cosa dagli esiti assolutamente

imprevedibili, ma sicuramente meravigliosi.

Reloaded come una traccia musicale stantia, rimaneggiata e

trasformata, che reca, nel suo cuore, una coreografia semplificata

intorno a Purusha, il manichino busto che mi è compagno

totem nel corso delle prove. Una creatura scaramantica

che è con me da quando è stato salvato da un amico, un anno

prima, da un abbandono in una discarica. Da quel giorno

l’ho adottato, ribattezzandolo con una croce di nastro adesivo

appiccicata sul cuore. E Purusha l’ho chiamato. Che in

sanscrito vuol dire “uomo cosmico”, “uomo primordiale”.

Uomo al di là di ogni uomo. Somma di tutti gli esseri.

Per altre info sul libro, il rimando è a:

http://cooperativapollicino.it/the-tree-factory-godot-si-e-fermato-a-san-vittore/

/ info@cooperativapollicino.it /

Stefania Cavallo

21 agosto 2019

Psichiatria e politica/i……

Tempo fa mi ero appuntata queste riflessioni sulla irresistibile tentazione della psichiatria e della psicoanalisi di approcciare la politica attraverso la disamina dei suoi principali capi politici.

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Leggendo commenti e guardando video relativi ai nostri maggiori esponenti della politica italiana ed europea, soprattutto di questi tempi, si  ripropone la questione spinosa se la psichiatria possa decodificare e analizzare  esponenti politici e partitici  e pone il problema della veridicità delle sue tesi  se  possano  gettare  più ombre che luci anche sui massimi rappresentanti nazionali  delle istituzioni di un paese.

E’ evidente che psichiatrizzare o psicanalizzare la politica pone il dubbio che chi lo faccia magari perda di lucidità e di obiettività nel farlo o meglio nelle sue motivazioni si potrebbe scorgere una qualche faziosità e sguardo di parte , anche per questo sono attenta ma un po’ restia ad accogliere ogni tanto certe letture anche di esimi e stimati psicoanalisti e intellettuali contemporanei.

Perché il ragionevole dubbio è dietro l’angolo sul fatto che tutto possa essere sempre spiegato dagli strumenti  medico-psichiatrici  e infatti dubito fortemente che le conclusioni possano essere solo orientate in un’unica direzione , soprattutto quando alcune cose è difficile verificarle di persona se fanno parte della vita privata di un personaggio.

Penso che sia utile riflettere e pensare però quando si verificano certi comportamenti di un capo di stato tra loro contraddittori,  come nel caso ad esempio di Macron che da un lato è un grande sostenitore dell’europeismo ma dall’altro chiude le frontiere per l’accoglienza dei migranti, facendo quasi capire che lui può fare quello che vuole ma non accetta direttive e critiche.

Resta il fatto che  assumersi ruoli a livello alto delle istituzioni sia un compito molto impegnativo e oneroso, dove l’equilibrio psichico e umano dovrebbe essere il requisito primario o almeno di questo sono convinta.

A buon intenditore ……..

Stefania Cavallo

19 agosto 2019

 

Bisogno di solidarietà e di azioni concrete

 

In questi giorni mi è ritornato in mente il mio libro “Lavoratori acrobati ” del 2012 e del racconto dei licenziati degli ex-wagon-lits e della nota vertenza alla Stazione centrale di Milano al binario 21 , il “presidio del cuore” della Torre Faro in cui salirono Carmine, Giuseppe ed Oliviero. Proprio sul tema “lavoro” e da allora misi in discussione la politica delle sinistre e da allora è iniziato il mio cambiamento come attivista sensibile alle questioni di chi aveva perso il lavoro , partecipando a tanti presidi presenti nella nostra zona in Martesana e da allora per me è cambiato anche il mio sguardo verso la politica. Credo che ricordarmelo oggi e ricordarlo a molti , che forse non hanno presente queste numerose storie della “società del lavoro che non c’è” , perché hanno scarsa memoria e  hanno dimenticato l’inerzia totale su queste questioni cruciali , a mio avviso  può essere molto utile . C’è chi parla in questi giorni e si è dimenticato cosa la politica poteva fare e non ha fatto , ma io c’ero in giro sul territorio quando bisognava “entrare in azione” e mostrare ascolto ai lavoratori “senza treno e senza lavoro” , così come in altre situazioni con gli spazi di Ascolto dell’ Auto-Mutuo-Aiuto per disoccupati e precari.

Oggi ci sono ancora , con qualche anno in più, con più maturità ed esperienza, e non dimentico chi sono stata, da dove arrivo e resto orgogliosa del mio percorso e del cercare sempre di migliorarmi e di migliorare la nostra società.

Il mio senso di responsabilità civica e sociale mi induce a non dimenticare mai niente del “chi siamo stati” e “chi siamo oggi” e lo scrivere mi aiuta molto da questo punto di vista, se non altro restano delle testimonianze che nessuno può cancellare. Restano testimonianze  che dicono molto anche di questi tempi difficili.

Buona lettura!

 

Bisogno di solidarietà e di azioni concrete (Dal libro Lavoratori acrobati, pag. 87 )

Dopo di noi verrete voi ragazzi, non abituatevi all’idea di lavorare con i caporali e senza alcun diritto. Fate sentire la vostra voce come stiamo tentando di fare noi

 

LAVORATORI ACROBATIla politica   Lavoratori Acrobati Gli eroi

 

Occupandomi, un po’ come “blogger” sociale, già da qualche tempo di questa crisi e del “lavorochenoncè”, e penso anche al mio precario lavoro di “mediatrice familiare”, sento sempre più la necessità di “mediare” tra una realtà molto drammatica, fatta di disoccupazione e di veri drammi umani, con un’altra realtà costruita di momenti in cui poter sviluppare anche dei pensieri e un senso su questi temi, da condividere con altre persone e soprattutto con le donne.

Infatti oggi pomeriggio con care amiche sono nuovamente andata a trovare Carmine, Giuseppe e Oliviero e tutti gli altri loro colleghi del binario 21 a Milano per condividere, insieme anche agli amici della società civile come Pino, Rosita, Gerry, Filippo, Maria, e molti altri “solidali invisibili”, e per “regalarci” tutti un momento di lettura a voce alta di testimonianze e di pensieri per i tre “eroi” della Torre Faro; testimonianze di “viaggiatori solidali” che ho voluto estrapolare dal web e che ho trovato di grande importanza nel racconto corale di tutto quello che non sapevamo di questo splendido mondo “invisibile” dei ferrovieri, degli addetti ai servizi cuccette, dei manutentori, ecc.

Anche per oggi nessuno ha deciso di scendere e non ci sono al momento nuove sul fronte istituzionale, però sembra che tutte le continue manifestazioni di solidarietà svolte in tutta Italia stiano indirizzando ad una possibile soluzione nazionale della vertenza e lo auspichiamo con tutto il cuore.

Detto questo, ribadisco la richiesta/appello rilanciata dalla moglie di Carmine, il giorno dell’Assemblea del 13 gennaio scorso, di non lasciare che tutto quello che sta facendo suo marito, con Oliviero e Giuseppe, svanisca nel nulla!

Intanto da ieri sera, al presidio sotto la Torre Faro, si è aggiunta un’altra tenda dove si sono collocati giovani, solidali della società civile, che hanno deciso di offrire la loro disponibilità a “dare il cambio” eventualmente ai nostri tre amici sulla Torre. Questi sono i nostri giovani ai quali ancora Carmine, Giuseppe e Oliviero si sono rivolti proprio qualche giorno fa.

Segue la loro riflessione accorata:

 

Dal Diario, blog di Elisabetta Reguitti: Ragazzi, non abituatevi. Diario dalla torre-faro (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/13/ragazzi-attenzione-dopo-di-noi-ci-saranno-solo-caporali/183477/)

 

“36 esimo giorno; le giornate e le notti non passano mai e abbiamo tutto il tempo di pensare e parlare tra di noi. Oggi vorremmo rivolgerci ai ragazzi che magari hanno l’età dei nostri figli. Dall’11 dicembre siamo disoccupati, ma prima eravamo come molti di loro. I vagoni letto erano in regime d’appalto che veniva rinnovato ogni due anni. All’ultimo giro, però, è stata tolta quella parte (clausola sociale) che imponeva a chiunque subentrasse di occuparsi anche del personale oltre che dei mezzi. Noi siamo convinti che in qualche modo ci sia una volontà di spazzare via questa nostra generazione di lavoratori che qualche vincolo ancora lo manterrebbe. Dopo di noi verrete voi ragazzi, non abituatevi all’idea di lavorare con i caporali e senza alcun diritto. Fate sentire la vostra voce come stiamo tentando di fare noi. Ci ha rincuorato, durante l’assemblea pubblica dell’altro giorno, vedere tante persone: altri disoccupati d’Italia di vari settori e iscritti all’associazione dei pendolari, che ci hanno voluto dimostrare la loro solidarietà. Ieri poi abbiamo scoperto una lapide dedicata al servizio “treno notte” nato nel 1866 e deceduto nel 2011. Carmine, Oliviero e Giuseppe”.

Sono orgogliosa di questi Italiani e in loro molti si identificano e per questo nulla è stato e sarà mai vano.

 

 

Open Arms , 10 agosto 2019

 

RICORDI DI VIAGGIO  PER   IL MONDO    - 7-  264

C’è stato un momento della mia vita e parlo degli anni  98-99 , e dintorni,  in cui mi sono dedicata alle discipline orientali e ho avuto la fortuna di andare in India diverse volte , dal sud al nord di questo straordinario paese e ho approcciato anche il buddismo frequentando il noto centro milanese,  in maniera piuttosto assidua. Sono stati anni molto formativi per la mia mente  e per il mio cuore, che credo mi abbiano aiutata ad essere migliore come essere umano, perché questo è sempre quello che mi chiedo “se posso essere migliore e come posso esserlo per me e per gli altri”.

Chi ha camminato per  certi percorsi  in giro per il mondo , e lo dico con cognizione di causa e di fatto,  conosce la spinta umanitaria e altruistica che ad esempio anima persone come chi sta salendo sulla Open Arms in questi giorni , ad esempio come l’attore-attivista umanitario  Richard  Gere o come lo chef Rubio ed altri , ed è normale fare quello che si fa in questi frangenti , aiutare chi ha bisogno, portare loro viveri, cibo, acqua e altri generi di sostentamento.

Ora la mia vita è cambiata e mi manca il viaggiare e il mettermi a disposizione in altre parti del mondo, come mi è capitato in passato, tuttavia quello spirito umanitaristico ed altruistico resta sempre una fiammella accesa e non mi manca mai e se occorre cerco di fare del mio meglio per chi è in difficoltà, a partire da me stessa , visto che le difficoltà e le fatiche quotidiane personali non mi mancano.

Devo dirvi la verità che se avessi le possibilità,  andrei a portare un po’ di sollievo su queste ONG che salvano  vite in mare e siccome al momento non mi è possibile cerco almeno  con la scrittura e col mio supporto morale di sostenere tutte queste giuste cause , come questa della Open Arms e auguro che si risolva presto la situazione di far sbarcare le 150  persone circa, tra adulti , donne e  più di 30 bambini fermi  in mare da 8 giorni .

Sono con voi , sempre!

Il link del video della conferenza stampa odierna di Open Arms con Richard Gere e Rubio:  https://www.facebook.com/corrieredellasera/videos/407594106542418/UzpfSTE0OTM0NzI0NTQ6MTAyMTk4MDU2MTQ3NTk0OTk/

Potrei definirla una delle sue migliori interpretazioni quella di oggi sulla Open Arms, o almeno a me sembra “la migliore”: Richard Gere ha spiegato molto bene che la sua presenza su Open Arms non é “politica” ( nel senso negativo che oggi le viene attribuito) ma umanitaria……forse i malevoli non conoscono questa parola e allora consiglio loro di consultare il vocabolario. A Richard Gere interessa “aiutare delle persone” ed é quello per cui si adopera da anni come attivista dei diritti umanitari inoltre come é noto la sua adesione al buddismo e al pacifismo lo testimoniano al di fuori del clamore del mondo del jet set a cui Gere anche appartiene. “Entrare in azione” sulle ONG come fanno Gere, Rubio ed altri personaggi noti restituisce un po’ di verità che spesso non ci arriva o ci arriva manipolata e seguire queste dirette fa comprendere molto di più di certi articoli di giornale faziosi e tendenziosi . Richard Gere ha giustamente parlato del clima paranoico e pregno di paura che ha riscontrato in Italia in questi ultimi due anni e questo dovrebbe interrogare tutti in maniera seria e democratica. Grazie , siamo con voi Open Arms #restiamoumani

 

Stefania Cavallo

10 agosto 2019

 

 

 

30 luglio 2019: Pizzaut  e tante cose belle!

30 luglio 2019: Pizzaut  e tante cose belle!

 A volte aprire il proprio cuore in famiglia , senza vergognarsi di qualche parente un po’ “diverso” per “n” motivi , ma anche nella società , nel nostro ambiente di lavoro, vuol dire non dimenticarsi di quel fratello o di quella sorella che rendono possibile il senso della nostra vita , in uno spirito di servizio per chi è più in difficoltà e in un’unica melodia che cambierà noi e anche il mondo attorno a noi.
Stefania Cavallo

Pizzaut 30 luglio 2019

 

Felicissima di aver partecipato oggi all’incontro con i ragazzi e le loro famiglie per Pizzaut nel sito dell’ex Jabil-ex Nokia/Siemens  di Cassina De Pecchi .

Quanti abbracci e quanto amore !

30 luglio 2019 h. 12,50: Nico Acampora , il creatore del “sogno”- progetto Pizzaut,  ci  racconta come è  nata la meravigliosa sfida per l’inclusione dei ragazzi autistici e di Pizzaut . Qui a Cassina de Pecchi nel sito dell’ex Jabil/Ex-Nokia-Siemens per porre il primo pilone del primo ristorante italiano Pizzaut che probabilmente sarà pronto a novembre , grazie ad Officine Mak , la proprietà di questo progetto unico e fantastico.

Sono venuta volentieri qui oggi per questa incredibile realtà ma forse anche per chiudere un cerchio iniziato qualche anno fa, proprio in questo stesso sito e a fianco dei licenziati della ex- Jabil con i quali ho l’indimenticabile ricordo di presidi e di tanti incontri organizzati insieme per parlare della loro giusta lotta in una “società del lavoro che non c’è”.

Oggi, in quel sito, abbiamo ( sì, mi ci “includo” ,e non a caso, anche io)  girato pagina e alla grande!

https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos/10219719167638375/

Di seguito il bellissimo video del regista Oscar Nani:

https://www.facebook.com/oscar.nani/videos/10220088511032164/UzpfSTE0OTM0NzI0NTQ6MTAyMTk3MjEwOTczMjY2MTY/

Pizzaut

 

Semplicemente  GRAZIE !

Pizzaut il 500

 

Qui di seguito segnalo alcuni miei contributi collegati al  tema, sempre dal mio blog:

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/01/a-proposito-di-autismo/

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2018/08/30/giudizi-pregiudizi-e-psichiatria/

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2017/10/20/bookcity-2017-milano-ci-siamo-anche-questanno/

Di recente avevo scritto questo di questo luogo così evocativo per me,

“I luoghi ci parlano e ci dicono tante cose e l’idea che basti ricostruirci sopra , beffando la storia di quel luogo, di questo luogo e spazio , mi crea angoscia e desolazione incolmabili” :

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2019/02/21/quel-che-resta-di-un-polo-di-lavoro-di-lavoratrici-e-lavoratori-che-fu/

Stefania Cavallo

30 luglio 2019

https://stefaniacavallo.jimdo.com/

 

Di prossima pubblicazione il mio nuovo libro:

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

 

Mi auguro che questo mio nuovo libro, di prossima pubblicazione,  possa  prendersi  cura anche delle nostre emozioni, portando a prendersi  cura gli uni degli altri e diventare una società migliore.

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

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I COLORI DELL’ANIMA

Presentazione

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di  sensibilità multiformi , come  le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere,  così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni”, spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia  la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa  sentire più veri , quella che spesso ci fa “buttare giù” le  maschere , quella che non ci fa più preoccupare di  “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri  ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento  in cui  ci può aiutare  nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come mi arriva attraverso  la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso  i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi sono occupata della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose  situazioni raccolte attraverso  gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine la terza condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale  è quella del “mondo scuola”  , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto  cooperativistico tra scuola/insegnanti  e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni  intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine . Attraverso le emozioni ci occupiamo anche dei colori dell’anima.

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, alla ricerca di possibili risposte e/o di auspicate soluzioni.

 

Questo è il senso del mio nuovo libro e, a chi vorrà condividere  e leggere,  mi farà molto piacere restituire  quelle mie personali riflessioni e suggestioni che più di altre mi hanno accompagnato in questi anni più recenti (i contributi inseriti in ogni sezione del testo hanno una data precisa che ho voluto lasciare, anche se non seguono una precisa sequenza cronologica) .

Di seguito l’’indice degli argomenti trattati nelle 5 sezioni tematiche:

 

INDICE

“La Felicità deriva dalla capacità di stare insieme agli altri”, Zygmunt Bauman

 

PERCORSI “IMPARANDO DALLE EMOZIONI”

      Presentazione                                                                     pag. 5

  1. I bambini ci guardano                                                     pag.13

 

  1. Non in nome mio                                                              pag. 53

 

  1. Discorso su Razzismo, Odio, Rete e Società                 pag. 63      

 

  1. Per una società non violenta                                           pag. 71

 

  1. Per un’ecologia della mente e Ambiente                        pag. 84

 

Conclusioni

L’indifferenza della società                                                          pag. 98

Ringraziamenti                                                                           pag.100

Allegato

La Poesia con Cristina Deleo e Federico Anselmini               pag. 100

 

Ringraziamenti

F 14

Ringrazio dal profondo del mio cuore tutti coloro che hanno ispirato la mia scrittura e i temi a cui sono più emotivamente ed inevitabilmente legata.

Ringrazio tutti coloro che ho citato in questo testo e che mi hanno emozionata in tanti modi diversi , aprendomi , attraverso il loro sguardo, a mondi sconosciuti e a nuovi saperi.

Dedico questo testo a loro ma soprattutto ai giovani, a tutti i giovani che stanno imparando cos’è la vita.

Mi auguro che questo  libro possa  prendersi  cura anche delle nostre emozioni, portando a prendersi  cura gli uni degli altri e diventare una società migliore.

Stefania Cavallo

25 luglio 2019