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Archivio per giugno, 2016

ELOGIO DEL SENTIMENTALISMO

IL  SENTIMENTALISMO

“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

“Il piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupèry

“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”  Blaise Pascal

educazione sentimentale:educazione sentimentale

Mi fa piacere che sia stato di nuovo sdoganato questo termine  , questo concetto e modo di  “sentire” del vivere il “sentimentalismo” . Mi fa piacere che lo abbia fatto,  di recente,   peraltro una donna , una donna che reputo intelligente  e in gamba, una donna  “pubblica”, l’attrice Sabrina Ferilli   che per un altro tipo di contesto ha deciso di metterci  di nuovo la faccia , di fronte a tutti gli Italiani , utilizzando questo concetto e  il  suo modo di concepire la politica .  La Ferilli  cita il concetto di  “partito sentimentale”  parlando del  PD  come  un partito capace di capire e cogliere i bisogni della gente ( in fondo ripropongo il video  con l’intervista integrale )   . Da qui allora la mia personale divagazione su ciò che penso del “sentimentalismo”.

“I sentimentalisti”  non sono degli ingenui  o  delle facili vittime che si piangono addosso , i sentimentalisti , categoria in cui mi riconosco appieno , sono coloro che cercano di approcciare la vita , il lavoro , l’amicizia , l’amore , la famiglia , l’impegno civile e politico, le responsabilità  con   un sano  coinvolgimento emotivo  e  con brillante  sincerità .

Il sentimentalismo è una qualità dell’anima  che attiene a quelle persone  che cercano la verità in tutto quello che fanno e che , quando questa viene manipolata e strumentalizzata a fini personali,   queste  stesse persone ,  “I sentimentali” ,   decidono che  qualcosa ha “tradito”  il loro sogno , qualcosa sta ostacolando  una certa visione trasparente e chiara di verità e di giustizia  e allora si vivono come “traditi” , come accade nelle relazioni  amorose  e affettive  .

“Essere sentimentali”  è una responsabilità verso se stessi    e verso gli altri  e spesso è invisibile  perché  “il sentimentalismo”  è  considerato  una debolezza, un qualcosa che  nel mondo degli squali e della competitività contemporanea  viene frainteso , quindi ha poco valore e   “i sentimentali” preferiscono nasconderlo ai più un po’ come avviene   per gli oggetti  riparati con l’attak  in cui non si vede , non si deve vedere la “rottura”, la crepa, la fragilità  perché tutto abbia un aspetto “fintamente”  a posto , diciamo per sintesi  “OK”, da persona che  è sicura , non ha dubbi,  piuttosto razionale e calcolatrice.

Si parla tanto di “educazione sentimentale”  in tanti ambiti  spesso in maniera  abusata e  scorretta, se ne parla soprattutto quando  si ha a che fare con casi di cronaca  che  ci sconvolgono  per l’efferatezza  e la violenza  su soggetti più deboli come   le donne  da parte di ex-compagni , ex-mariti , ex-fidanzati   oppure su  minori  da parte degli orchi della famiglia , oppure sugli immigrati  che fuggono da paesi in guerra  sotto ricatto di chi  continua a sfruttarli e a cercare loro  la morte   in mare con le  finte “ zattere della salvezza”   , oppure  con  il bullismo  e la perversione che si scaglia  su giovani inconsapevoli  di essere le vittime  “scelte” .

Ecco allora  solo “in extremis”  ,  in questi casi  di   “cronaca nera”  si valorizza il fatto che sia importante educare  sin da piccoli   all’intelligenza del cuore e dei sentimenti   come la panacea   di tutti i mali  delinquenziali ,   devianti sociali e umani ……come mai ?

Su questi sfaceli  allora si interviene  con gli specialisti dell’anima , gli psicologi , gli psicoterapeuti  e psichiatri che  iniziano un lavoro  personale   dove  in buona sostanza  si cerca di  recuperare   proprio  quella parte emotiva e del cuore “incasinata”  che non abbiamo ascoltato  e curato perché  doveva essere negata e nascosta sino a dimenticarla e così la nostra vita si è lasciata rappresentare  a modi  “ attak”  facendo apparire solo un’immagine sicura e “a posto”   , ma   emozionalmente  “analfabeta” , orientata ai risultati  e  al  “ tutto OK” , come chi dice che la crisi è finita , oppure  si basa su slogan  e mantra motivazionali  fintamente  positivi  e  “mente sapendo di mentire” .

Per  “ i sentimentali”   è fondamentale  nutrirsi di fiducia  e quando questa manca  crolla  un mondo  e “nulla è più come prima” , come quando bastava ascoltare  quelle parole , guardare quegli  occhi  per capirsi per sentirsi in totale sintonia dei cuori e delle anime . La fiducia si sa è uno dei mattoni fondanti delle relazioni  .

Come non ricordarci di un’ altra  storica frase  : “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”, rinomata frase del filosofo  Blaise Pascal, con la quale l’autore vuole riflettere sui sentimenti che il cuore può provare a volte talmente forti da non poterli comprendere. Questa frase contrappone due elementi essenziali, cuore e ragione. E’ sempre molto difficile prendere una decisione su quale dei due seguire.

Mi è capitato di sentirmi dire :” Tu sei troppo sentimentale …..”  come per comunicarmi che  ero irrazionale e che il mio modo di ragionare sulle cose fosse  completamente  distaccato dal reale  e poco incisivo  ai fini  pratici , come se dimostrarsi  “sentimentali” fosse  di altri tempi , una sorta di romanticismo alla Flaubert  in cui le passioni  portano solo all’ autolesionismo .    

Non bisogna temere di essere dei   “sentimentali”  , sì a volte si va incontro a profonde delusioni  , così come  per contro  e a volte  se ne possono creare ad altri , ma   bisogna ricordarsi   sempre la frase di    Antoine De Saint Exupèry :   “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”,  bisogna addomesticare il proprio cuore  attraverso i riti  importanti  e necessari  , questo consente di  scegliere l’amore per la vita  e di impegnarsi in maniera costruttiva  per tutti  quei   percorsi che si desidera   intraprendere .

Evviva il sentimentalismo !

Stefania Cavallo

23 giugno 2016

Intervista    a Sabrina  Ferilli  da Floris  – Dimartedì 21 giugno 2016  ( al sesto minuto circa dall’avvio della trasmissione). La Ferilli  cita il concetto di  “partito sentimentale”  parlando del  PD  come  un partito capace di capire e cogliere i bisogni della gente .

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Italian actress Sabrina Ferilli arrives to attend the opening ceremony of the eigth Rome International Film Festival on November 8, 2013 in Rome. AFP PHOTO / TIZIANA FABI (Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/dimarted%C3%AC-puntata-21062016-22-06-2016-188245

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Genitore un po’ “tradito” e molto poco “correct”

La passività che diventa resistenza 

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Genitore un po’ “tradito” e molto poco “correct” : l’unica consolazione che traggo da questa esperienza personale scolastica “fallimentare” alle superiori è nell’idea che l’anno prossimo non metterò più piede a scuola , non andrò più a parlare con i professori , non farò più nulla per la scuola , non vorrò più sentire parlare di sperimentazione , di DSA e altre difficoltà di apprendimento , di dinamiche relazionali sommerse e compiacenti …IL MIO IMPEGNO NON SERVE A NULLA, ANZI FORSE FORSE PENALIZZA !!!!

 

Scuola e vita

Nel caso mi si dovrà telefonare e convocare …….per il resto “preferisco vivere “, cercando di non voler capire sempre tutto , che bello! Mi auto-educo a tutto se voglio e lo farò . Saranno felici così tutti coloro che “sanno sempre tutto” pur “senza muovere mai un dito per niente e per nessuno” ; saranno felici quelli che generalizzano e ti dicono ” i professori e la scuola sono autoreferenziali e vendicativi ” e così li compiacciono anche se pensano che dovrebbero fare un altro mestiere invece che abusare del loro ruolo e fare danni ( questo capita in tanti mestieri ….ahimè); saranno contenti quelli che ipocritamente ti dicono che “ci vogliono persone come te” un pò visionarie salvo pensare subito dopo che però forse ” c’è troppa visionarietà e non va bene “; saranno contenti coloro i quali pensano che una scuola con studenti demotivati allo studio e che rinunciano a continuare a studiare (nell’età dell’obbligo) non siano un problema con “responsabilità condivise” e sociali ; saranno contenti coloro che credono che il “contributo volontario” per la scuola non va messo in discussione e alla faccia delle reali e scarse possibilità economiche delle famiglie e delle modalità con cui viene richiesto; saranno contenti coloro che quando ci si incontrava per la classe e per la scuola erano imbarazzati con me e preferivano nascondere i problemi e negarli e dire che “va tutto bene!” ; saranno contenti  quelli che  non te lo dicono ma pensano  ” ma come con una mamma come te? ” ;  sarà contento mio figlio , il “passivo resistente” perfetto di casa ,  che forse  vive(-va)   male  quelli che  non te lo dicono ma pensano  ” ma come con una mamma come la sua  e/o  tua !”  ;  “saranno contenti quelli che in fondo  e forse  “ambivano” a ri-trascrivere e rielaborare ,al posto mio, ore e ore di riunioni scolastiche sulla famigerata e così speciale “sperimentazione” , su DSA e problematiche dell’apprendimento , sul PTOF, sul RAV , su dirigenti scolastici “comparsi e poi scomparsi” ……….la lista continuerebbe , ora per me “va bene così, ma solo ora “, perchè tutto ciò non sarà più un mio problema.  Continuerò   a svolgere il mio ruolo di genitore al quale non posso certo abdicare  e che  cercherò di svolgere al meglio soprattutto a seguito di questa    imprevista   esperienza scolastica  di mio figlio , per me così “fallimentare ” ,  diventerò  una   mamma  ” assente  per amore  e non per trascuratezza “, perchè  è arrivato  questo momento. 

Stefania Cavallo

17 giugno 2016

La passione di Daniel Pennac per lo scrivano  Bartleby  e il tema della passività che diventa resistenza  ( intervista  audio di Fabio Fazio a Daniel Pennac)  : 

http://www.wuz.it/articolo-libri/6682/Pennac-Pessoa-Melville.html

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La bocciatura dei figli – 2- I Rigraziamenti

Le Radici

 

Ringrazio per i bei commenti  ricevuti  su facebook , da amiche e  mamme,  al mio ultimo contributo sul mio blog e sul tema della “bocciatura dei figli e la capacità di rialzarsi dagli insuccessi scolastici”, un tema molto caldo e sentito per me in questi giorni . Vorrei solo aggiungere questo ossia che mi sento un genitore “normale” ( si fa per dire…) e anzi mi pongo sempre molte domande sul fatto di essere forse un pò ingombrante come persona perchè mi appassiono a tanti aspetti della vita e cerco di fare sempre la mia parte. In questi giorni se devo essere sincera mi dispiace come si sia concluso questo anno scolastico per mio figlio ma in realtà un pò anche di come si sia svolto nel suo insieme e sono delusa sul fronte scuola per un mio personale impegno messo a disposizione in tante occasioni e in maniera volontaria …….il dubbio è rispetto a questa scuola distante e un pò fredda che mi rattrista e mi delude molto . Il mio personale dubbio è a volte anche sul fatto che ” se fossi stata più assente come genitore ” sarebbe andata meglio? O più compiacente e meno investita di responsabilità , forse anche non richieste ,no? Sì certo è semplicistico dire che in questo caso non si è bocciati come genitori , ma lo sono i figli….però un pò “bocciata” ( nel mio caso anche ingiustamente) oggi mi sento anch’io e questo non mi piace e non so se avrò più la voglia di investire del mio tempo nel continuare a capire questa scuola qui ….forse anche no! Proprio Ieri ho rivisto Roberto Vecchioni in una intervista di Concita De Gregorio di qualche mese fa a Pane quotidiano in cui ha presentato il suo ultimo bel libro sul tema della “felicità” e ad esempio lui che è stato 45 anni professore di lettere , di latino e greco ha raccontato un episodio bellissimo di un ragazzo che doveva fare la maturità però nel momento dell’esame di italiano , del tema, ha consegnato il foglio in bianco perchè stava vivendo una profonda delusione affettiva e la ragazza che amava lo aveva lasciato ed era distrutto tanto da compromettere un momento importante della sua vita quale appunto la maturità …..allora Vecchioni racconta come sia intervenuto come Presidente di commissione per aiutare questo ragazzo che era uno dei più bravi , con tutti ottimi voti, e gli ha raccontato , a modo suo , la storia di Orfeo ed Euridice il mito dell’amore eterno . Bellissima lezione di vita per i giovani e anche per gli adulti ! Questo è solo un esempio per dire con un certo sincronismo che forse non sempre troviamo nella scuola , come nella vita, persone che ci comprendano ( nelle nostre fragilità e limiti) e quando capita però è un’esperienza molto gratificante e che ti fa credere nel fatto che esista una comunità di esseri umani in cui potersi riconoscere . Solo questo …..

Stefania Cavallo

16 giugno 2016

Link dell’intervista di Roberto Vecchioni  da Pane Quotidiano …..:

http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.rai.tv%2Fdl%2FRaiTV%2Fprogrammi%2Fmedia%2FContentItem-5fde4466-d8d7-4a97-9ed0-f7f9be4be05e.html&h=QAQEo47Is

 

motivazione

LA BOCCIATURA DEI FIGLI E IMPARARE/ EDUCARSI A “RIALZARSI DOPO UN INSUCCESSO”

LA BOCCIATURA  DEI FIGLI  E  IMPARARE/ EDUCARSI    A   “RIALZARSI DOPO UN INSUCCESSO”

 

Madre Teresa di Calcutta

 

Premessa

Come genitore che sperimenta e conosce quotidianamente il difficile  “mestiere di essere e fare il genitore” mi sento sempre responsabile nei confronti  di mio figlio , forse perché colgo delle sue fragilità  che mi interrogano in continuazione  .

Ero consapevole che quest’anno sarebbe stato   un anno particolarmente impegnativo sul profilo scuola , per mio figlio,   però avevo scelto di lasciarlo   piuttosto autonomo  nel gestirsi lo studio , limitandomi a dargli  ogni tanto qualche suggerimento  sul metodo di studio ……avevo deciso  che sarei stata   piuttosto di supporto , e  a latere,   per lo studio nel caso mi  avesse chiesto un qualche aiuto che gli avrei ovviamente  dato.

Avevo deciso che fosse giunto il momento che in prima superiore dovesse sperimentarsi da solo,  a prescindere dal   risultato scolastico .

Il ragazzo  ha  così  seguito altre strade , si è lasciato affascinare da un ambiente scuola molto diverso da quelli precedenti  , molto  più ricco di distrazioni   e di diversivi , più libero e  dispersivo  ,  con molti  momenti di autogestione nel senso di  ricerca  di una  propria capacità  di gestirsi più in autonomia  nello studio e nel capire dove si trovasse  , come si suol  dire dove “fosse capitato” e nel trovare una sua identità come accade a quest’età  .

Risultato : il ragazzo non è idoneo a passare in seconda superiore !

Aggiungo che l’esito non fa una piega perché il ragazzo non si è impegnato nello studio , si è impegnato  di più  nel  ” viversi”  altre dinamiche  in quella scuola , a fare amicizie nuove  ,  a cogliere stimoli più creativi  per qualche sua passione  inerente  al cinema e alla musica   e lo ha fatto decisamente  “a modo  suo”  e dal punto di vista  dei docenti   tutto questo  è stato  considerato  evidentemente  un po’  da  “immaturo”, a volte un po’  da  “piacione” ,  da chi non si è saputo  adeguare   ad un nuovo passaggio  e   ad un nuovo modo  “richiesto”  di  fare lo  studente  in quella specifica e  un po’  “complessa”  scuola ;   mi ricordo ancora,  come un  qualcosa che mi aveva un po’  colpita /turbata,   una mamma   presente in una nostra assemblea scolastica  che   disse  molto    “soddisfatta” e decisamente compiaciuta che suo figlio  aveva trovato nei docenti  della nostra classe ( invece…)    grande motivazione  ed era riuscito  a costruire  un bel rapporto   con gli stessi .

Cosa dire  …….non tutti gli studenti sono uguali, così come non tutti i figli sono uguali,    e nonostante  i miei richiami  all’ importanza della relazione  docente/discente   ,  il mio  “ragazzone”    di figlio  non ha saputo   forse  capire   come   rispondere in maniera collaborativa  nei confronti   dei  docenti  ( di alcuni docenti…)  ,   diciamo che forse ha dovuto fare i conti con alcune sue fragilità  e si è un po’ perso  resistendo al  “cambiamento”  richiesto   .

Certo il ragazzo ha preferito restare un po’ ostile  e resistente   allo   studio   così come  lo viveva  e soprattutto in alcune materie   e su questo  avevamo anche ragionato molto insieme , ma si sa che a questa età  i genitori non vengono  presi  e ascoltati  seriamente  e gli altri adulti , come gli insegnanti  ed educatori    di riferimento a volte non ci sono proprio , non si trovano ,  perché hanno  rinunciato a svolgere il proprio ruolo di riferimento  come  formatori   in un’età ,  quella dell’adolescenza ,  di passaggio e particolarmente  delicata  per  tanti motivi .

Ad ogni modo prendo atto di questa sconfitta   per capire come proseguire  nel cammino della formazione   di mio figlio , un cammino  che non è mai   di tipo   lineare,   e  cercherò di   aiutare al meglio mio figlio  perché possa  proseguire con più consapevolezza  e con un anno alle spalle  in cui è  senz’altro  più cresciuto   e  mi auguro  abbia   capito   qualcosa in più  rispetto   all’ esperienza  scolastica  trascorsa  .

Come rialzarsi dopo un insuccesso scolastico? 

Ho recuperato questo bel articolo del mio Professore Fulvio  Scaparro che mi ricordavo  e che in via preventiva avevo  già letto, qualche anno fa  ,  durante il mio corso di mediazione familiare presso l’associazione GeA- Genitori  Ancora  di Milano .

 Oggi mi e’ decisamente di aiuto  perché ’ mio figlio purtroppo in prima superiore e’ stato bocciato……notizia fresca , fresca!

 Ero preparata ma questo non toglie che una bocciatura e’ sempre una sconfitta come dice Scaparro  e   sono molto dispiaciuta di questo esito .

Non c’è dubbio che come ho gia’ avuto modo di esprimermi  sul mio blog diverse cose non sono andate nel verso giusto in questo anno scolastico  (https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/13/diario-di-scuola-su-itsos-albe-steiner-di-milano/)   ,  pero’ non ci sono alibi al fatto che l’impegno di mio figlio  e’ stato molto scarso e questo e’  il conto  da pagare e su cui con  nostro figlio dovremo ragionare in questi giorni e in questi mesi prima del   prossimo   anno scolastico.

Come madre  attenta e impegnata molto nelle faccende “scuola” (pur essendo una docente anch’io ma questa è un’altra storia  e pur aiutando tanti adolescenti con sconfitte scolastiche  che mi danno un’enorme soddisfazione ) ……. oggi vivo un profondo senso di frustrazione  anche se so che lo supererò   perché  la   posta in gioco e’ importante e riguarda la formazione e  il futuro di mio figlio e come dice  Scaparro  so  che  è  importante ora come genitori :

 DARE UN TRANQUILLO ESEMPIO DI MATURAZIONE, QUALE PUÒ DARE SOLTANTO CHI HA VISSUTO TANTI DISTACCHI E TANTE UNIONI, QUALCHE SUCCESSO E TANTE SCONFITTE, MA NON HA PERDUTO LA VOGLIA DI VIVERE. TUTTO QUESTO SERVIREBBE A CREARE LE CONDIZIONI PERCHÉ IN UN AMBIENTE FERTILE CRESCANO RAGAZZI FERTILI E CAPACI DI RIALZARSI DOPO UN INSUCCESSO”.

 A QUESTO PUNTO MI SENTO UN PO’ CONFUSA E  NON SO CHI VORREI RINGRAZIARE, MA SICURAMENTE IL MIO PROF FULVIO SCAPARRO PER AVER PENSATO QUESTO SUO CONTRIBUTO IN GRADO OGGI DI APRIRMI   SPIRAGLI E   UNA SPERANZA RINNOVATA.

DI SEGUITO SI PUO’ LEGGERE L’ARTICOLO CITATO  DI FULVIO SCAPARRO  ,  IN OTTICA DI MUTUO-AIUTO PER  i  GENITORI  CHE VIVONO QUESTA ESPERIENZA   .

Inserisco  anche la mia bibliografia di “Genitori Equilibristi”  e i libri che ho  più amato e riletto  (sempre in ottica  preventiva)  tra i quali ricordo, anche se non sono  citati  nello specifico nella bibliografia consigliata , e  aggiungo senz’altro  al primo posto  sia  “Diario di scuola ”  di Daniel   Pennac  che “Elogio del ripetente” di Eraldo Affinati  .

PER APPROFONDIRE:    BREVE BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

 “che tipo di società stiamo consegnando ai nostri figli?”

 bibliografia  Genitori equilibristi

AA.VV., L’amore che non scordo. Storie di comuni maestre, DVD , Angelo Ferranti TV Days,  2007  (Libreria delle donne – Milano)

 

Andreoli Vittorino, Corso di sopravvivenza per genitori e insegnanti, BUR Varia – Rizzoli,Milano, 2014

 

Andreoli Vittorino, Dalla parte dei bambini. Per difendere i nostri figli dalla violenza, BUR psicologia – Rizzoli,Milano, 2013

 

Cavallo Stefania, Lavoratori Acrobati, Collana Orientamenti Ed. La Sapienza, Roma, 2011

 

Cavallo Stefania, I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia, su separazione e divorzio, Collana Orientamenti Ed. La Sapienza, Roma, 2012

 

Crepet Paolo, La gioia di educare, Einaudi (collana Super IT) , Torino , 2008

 

De Gregorio Concita, Mi sa che fuori è primavera, Feltrinelli Ed.,Milano, 2015

 

De Gregorio Concita,Un giorno sull’isola. In viaggio con Lorenzo, Einaudi  (collana Stile libero Big), Torino, 2014

 

De Mello Antony, Il pesciolino alla ricerca dell’oceano. 100 racconti  di Antony De Mello , Ed. Piemme, Casale Monferrato (AL), 2005

 

Demetrio Duccio, L’ educazione non è finita. Idee per difenderla, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009

 

Galimberti Umberto, L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli Editore, Milano, 2007

 

Gillain Anne, François Truffaut . Tutte le interviste sul cinema, GREMESE, Roma, 1990

Goleman Daniel, Intelligenza emotiva, Bur Rizzoli, Milano, 1996

 

Gordon Thomas, Genitori efficaci. Educare figli responsabili, Edizioni La Meridiana, Bari, 1994

 

Martello Maria, Educare con Senso senza DisSenso, Franco Angeli, Milano, 2009

 

Martello Maria, Conflitti : parliamone, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006

 

Morin  Edgar , Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015

 

Morin  F. Edmonde, Petit Manuel de guérilla  à  l’usage des femmes enceintes, Paris,1985

 

Parsi Maria Rita,Cantelmi Tonino, Orlando Francesco,L’ immaginario prigioniero. Come educare i nostri figli a un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie, Mondadori, Milano, 2009

 

Recalcati Massimo, L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento, G. Einaudi Editore, Torino, 2014

 

Recalcati  Massimo, Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014

 

Rogers Carl R., Da Persona a persona. Il problema di essere umani, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1987

 

Rogers Carl R. Potere personale. La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1978

 

Salomone Igor, Con occhi di padre, Erickson Ed.  , Trento, II edizione 2011

 

Scaparro Fulvio, Il coraggio di mediare, Guerini e Associati Ed., Milano 2001

 

Sclavi Marianella, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori, Milano, 2003

 

Vegetti Finzi Silvia, La stanza del dialogo. Riflessioni sul ciclo della vita, Casagrande Ed., Bellinzona, 2009

 

Watzlawick Paul e altri, Pragmatica della comunicazione umana, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1964

 

STEFANIA CAVALLO

14 giugno 2016

 

 

MATURITA’ – IN FAMIGLIA

Aiutiamoli a rialzarsi senza 
assecondare la voglia di scappare

Il sostegno

Ma non bisogna essere troppo indulgenti. Vanno incoraggiati, evitando così di rafforzare la tendenza a nascondersi

È quando le cose non vanno per il verso giusto che si vede di che pasta siamo fatti, non quando tutto fila liscio. Giriamola come ci pare, ma una bocciatura è una sconfitta, una brusca frenata nel percorso scolastico, tensioni in casa, voglia di abbandonare la scuola e chi più ne ha più ne metta. Minimizzare gli insuccessi serve soltanto a ingannare noi stessi ma peggio ancora è buttarla in tragedia. È vero che, come si legge nel bel libro di Ernesto Ferrero «Lezioni napoleoniche », la grandezza di Napoleone stava soprattutto nel dissimulare gli incidenti di percorso e di gestire gli insuccessi, ma qui stiamo parlando di ragazzi e ragazze in uscita dall’adolescenza, non dell’imperatore dei francesi. E i giovani hanno poco da guadagnare sia nel non prendere sul serio le sconfitte sia nell’abbattersi come se si trovassero al fine corsa. La loro età consente loro di poter trarre insegnamento da una bocciatura e di riprendere il cammino senza chissà quali sconvolgimenti. Ma per far questo occorrono coraggio, piedi per terra, sogni, concentrazione sui propri obiettivi e un ambiente adulto che non oscilli tra la minaccia di terrificanti punizioni e un pietismo e un’indulgenza non meno controproducenti.

La scarsa resistenza alle frustrazioni che notiamo in tanti ragazzi è senz’altro dovuta a un ambiente troppo protettivo e indulgente ma anche, e soprattutto, al fatto che molti di loro non si rendono conto del fatto che frequentare la scuola, studiare è un privilegio per il quale i nostri progenitori hanno lottato duramente, così come hanno lottato duramente per far valere tanti altri diritti che ancora oggi, in buona parte del mondo, sono negati. Il tiro al bersaglio sulla scuola e sul personale insegnante, lo stato di abbandono di molte strutture scolastiche, la disattenzione per contenuti, programmi e metodologie didattiche, non favoriscono certo la motivazione allo studio ma non devono costituire un alibi per non impegnarsi nel cambiamento.

Oggi si ha l’impressione che sia pratica diffusa il cullarsi nell’illusione che si possa crescere ope legis, sine lege o addirittura contra legem e che l’unico modo per non soffrire sia sfuggire ai legami, agli impegni, alle responsabilità, alla stabilità, all’empatia. Si tratta appunto di una pericolosa illusione perché noi cresciamo, progrediamo e diamo il meglio di noi non scappando, non rinunciando alla lotta, non piagnucolando, ma facendo i conti con i limiti del nostro corpo, della nostra mente e della nostra organizzazione sociale, aderendovi, contestandoli, superandoli, infrangendoli. I genitori, se condividono tutto questo, stiano vicini ai loro figli bocciati senza cercare giustificazioni improbabili ma analizzando insieme le cause e le responsabilità dell’insuccesso e individuando i rimedi. La loro disponibilità vuol dire presenza non intrusiva, vuol dire essere pronti a dare, consigliare, accogliere, raccontare le proprie esperienze, i propri sogni, dare esempio, dire ‘no’,ma anche sostenere, incoraggiare quando occorre, evitando di sostituirsi al giovane e di rafforzarne la dipendenza o la tendenza alla fuga, interrompendo il piagnucolio o l’aggressività del ragazzo o della ragazza che si lamenta per tutto ciò che non ha avuto e che non ha, perché l’autocommiserazione non è una via di liberazione.

Non c’è nulla di peggio di adulti e giovani lamentosi, rancorosi, perennemente in credito con il mondo. Disponibilità da parte di un insegnante o di un genitore, significa dare un tranquillo esempio di maturazione, quale può dare soltanto chi ha vissuto tanti distacchi e tante unioni, qualche successo e tante sconfitte, ma non ha perduto la voglia di vivere. Tutto questo servirebbe a creare le condizioni perché in un ambiente fertile crescano ragazzi fertili e capaci di rialzarsi dopo un insuccesso.

Fulvio Scaparro
14 luglio 2009

 

Fonte :

http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_14/scaparro_aiuto_senza_assecondare_5261aaae-7039-11de-9fc1-00144f02aabc.shtml?refresh_ce-cp

Fare quello che mi sento e mi appassiona , questo è ciò che seguo !

Fare quello che mi sento e mi appassiona , questo è ciò che seguo !

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“Lavoratori Acrobati”  è un mio libro del 2011   in cui in fondo esprimo molto esplicitamente tutta la mia delusione verso il PD a seguito della mia esperienza nei diversi presidi e luoghi di chi ha perso il lavoro in questi anni ,  un’esperienza  per me molto dolorosa  e  formativa  ……..esperienza , della perdita del lavoro, che nel breve poi ho sperimentato nella mia famiglia . Dopo Lavoratori Acrobati non a caso ho scritto “Istruzioni per l”uso anti-crisi e Mutuo Aiuto” il cui approccio espresso è stato ripreso e richiesto da molti enti e amministrazioni   del  territorio nazionale .

Qui di seguito elenco  le realtà  italiane che nei vari settori  hanno trovato  nel modello da me proposto  di AMA  PER  “SENZA  LAVORO”     CASSINTEGRATI – PRECARI  un esempio di   ”buona pratica”  da  adottare e che nel frattempo si è già arricchito di nuovi elementi e testimonianze  :

 

Agenzia del  Lavoro  Potenza  Servizio di Orientamento

Asl di  Alessandria   Dirigenza  Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

Associazione  AMA di Pinerolo  Presidenza

Associazione  culturale    Cassina De Pecchi  MI

Associazione  culturale    Milano  MI 

Asl Roma Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

Comune di Inzago MI  Assessorato Servizi Sociali

Comune di Garbagnate MI    Servizi Sociali

Comune di Milano  Dirigenza  Politiche del Lavoro

MCL Voghera

Giovani  Confindustria Latina  Presidenza

Regione Sardegna   Servizi per il  Lavoro

Operatori   privati , psichiatri,  psicoterapeuti  e consulenti  nei    vari  Servizi  alla Persona  e  di   Salute mentale

Di  seguito  ripropongo  alcuni   punti   fondamentali  del mio approccio sul tema e che sono   i punti  strategici  del   Progetto AMA per disoccupati e precari   :

  1. Di fronte  allo scenario attuale  della crisi  nel   mondo del  lavoro  si  può reagire attraverso una rete di protezione  perché  dietro   i  dati  Istat   della disoccupazione ,  dietro a questi  drammatici numeri , ci sono soprattutto i drammi  e  le sofferenze di  persone  e famiglie  quelle rappresentative  delle “nuove povertà” .   E’   importante capire ed indagare meglio  il sentimento di   “ insicurezza”  che pervade la nostra società ,  accompagna l’attuale disoccupazione  e  questa  crisi economica .
  2. La rete di mutuo aiuto tra chi perde il lavoro  o lo sta perdendo  si crea attraverso percorsi di sensibilizzazione  culturale  per  reinserire queste persone nel mondo del lavoro, dando loro speranza e coraggio, trasformando  episodi negativi   di “non lavoro”  in episodi positivi . Tutta la società, gli enti locali, le ASL, le associazioni nei vari ambiti possono farsi carico di questo progetto organizzando i Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto ,  mettendo al centro il valore della Persona.
  3. Queste reti di protezione accolgono tutti , quindi anche le persone  singole , come l’artigiano, l’imprenditore , gli impiegati  delle  piccole realtà  , non solo delle grandi aziende ,  e questi mondi si tengono insieme , ad esempio per quanto  riguarda i giovani , raccogliendo questa sfida  e cercando di far sì  che i giovani   elaborino il  “senso di sfiducia“ che hanno nei confronti del lavoro, infatti basta ascoltarli per capire che non investono più  emotivamente  nella dimensione del  lavoro in quanto  ormai si  vivono come dei  “vuoti a perdere” , delle “vite a perdere”  , così  si sentono lavorando appunto nei  vari  call-center  o nelle multinazionali spregiudicate  e utilitaristiche.  Ugualmente gli Over 40-50  hanno bisogno di non sentirsi più “inutili” , hanno bisogno di recuperare una dimensione di socialità che valorizzi le loro esperienze  e il loro bagaglio professionale .

In queste realtà è importante che ci sia uno scambio di esperienze  e di ricchezze umane  in tal senso.

  1. Queste esperienze  di  “mutuo soccorso”  che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone ,  possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare  più operative ,  acquistare così   un’efficacia maggiore  e capillare , iniziando a pensare che dei  “percorsi culturali” sono possibili in questo ambito e che bisogna investire nella  possibilità di un cambiamento  culturale della società, con uno sguardo  al concetto di servizi sociali  e di aiuto alle persone  che superi  il tradizionale assistenzialismo  per orientarsi   invece  verso  un concetto di  “cooperazione” tra chi aiuta e chi è aiutato , in maniera di gestire insieme  un rapporto di fiducia reciproco e di ricostruzione di questo paese  , quello che  si può definire anche  “ patto tra le generazioni”.

 

Stefania Cavallo

13 giugno 2016

 

SCENE DA UN MATRIMONIO

 

La scelta di trovare una soluzione del momento di crisi non dipende solo da fattori strettamente psicologici, ma dipende anche dal grado di importanza che viene data a questa particolare forma di esistenza (vd. fattori esistenziali, ideologici, etc) . Presuppone il credere che la vita instaurata insieme a quella persona, anche nella crisi, valga la pena di essere vissuta, perché se ne colgono i vantaggi. Soprattutto se una coppia significa famiglia (E. Loria, 1996). 

SCENE DA UN MATRIMONIO di Ingmar Bergman (Svezia 1973)   

Estratto dal mio libro  I giorni  perduti

copertina del libro

Sinossi

Una  coppia di sposi (psicotecnico e avvocatessa)  Marianne  (Liv Ullmann) e Johann (Erland Josephson), con due bambine, è apparentemente felicissima da dieci anni, ma a poco a poco i due si accorgono di non comunicare più. Lui si fa un’amante , e marito e moglie divorziano.

Molto tempo dopo il divorzio (dopo 7 anni) marito e moglie, quando entrambi si sono risposati, più maturi e adulti,  si rendono conto che è possibile ricostruire un rapporto su basi differenti.

Curata dallo stesso regista, l’edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 “scene”/capitoli di 48-49 minuti  che dura, pertanto, circa 2 ore in più : 1 “Innocenza e panico”; 2 “ L’arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”; 3 “Paola”; 4) “Valle di lacrime”; 5) “Gli analfabeti”; 6 “ Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”.

 

Analisi e Commento

 

Ho scelto questo film proprio per il tema dell’incomunicabilità nella coppia  che sappiamo essere uno dei temi principali molto caro al regista svedese nell’ambito del  filone esistenziale  che comprende anche il tema della vita e la morte, la solitudine e più in generale appunto l’incomunicabilità umana.

 

Dice Giovanni Grazzini (da Corriere della Sera 19 aprile 1975) : “ …lo storico futuro avrà nei suoi film una delle più sapienti testimonianze di come nel secolo XX uomini  e donne sentissero gli eterni interrogativi sull’amore e la sua usura, e come tentassero, nello smarrimento d’ogni certezza, di darsi provvisorie risposte . Anche come la voluttà di frugarsi fosse dettata dal gusto di ferirsi, e di riempire con le parole il vuoto dei cuori. Giacchè  Scene da un matrimonio rappresenta , insieme ai supplizi dei corpi e degli spiriti, la tortura del verbo.”.

 

Dice Tullio Kezich: “E’ un Vivere insieme per una TV adulta e senza peli sulla lingua, concepito da Bergman in sei puntate per la Sveriges Radio TV2. Vi si raccontano dieci anni del matrimonio di Marianne e Johan, vivisezionati al microscopio come tipici analfabeti dei sentimenti: “Per ciò che si riferisce a noi stessi e agli altri, siamo di un’ignoranza tremenda, sconfinata..”confessa Johan in uno dei grandi momenti di verità del film. Condizionata dall’eccessiva dipendenza dai rispettivi genitori e dai rituali della società borghese , scarsamente tonificata dalla presenza dei figli , frastornata dalle conflagrazioni degli egoismi, la coppia si dilacera attraverso scontri, infedeltà e pratiche di divorzio. Come conferma la lettura del copione integrale, pubblicato da Einaudi con il titolo Scene di vita coniugale.”

Con rarissimi esterni l’azione è fondata sulla parola, sui gesti, sul comportamento, filmata quasi sempre in primo piano o con piani ravvicinati.

E’, sotto ogni riguardo,il film dei film di L. Ullmann, ma E. Josephson le sta a pari con un impercettibile crescendo lungo l’arco del racconto . Hanno le voci italiane di Vittoria Febbi  e Corrado Pani in un doppiaggio ben curato da Franco Rossi. (Edizione TV di 294 minuti).1

Memorabile l’interpretazione dei due interpreti nell’ episodio intitolato “Gli analfabeti” in cui M. e J. si incontrano nello studio di lui, in quanto devono firmare i documenti del divorzio e però prima decidono di parlare di tante cose con toni variabili, alti e bassi, a tinte a volte forti e a volte no, avanzano i ripensamenti…ed ad un certo punto lui non vuole più divorziare ( dice “Non ne posso più di Paola!”…ossia dell’amante!!!) e poi J. aggredisce M. e,in questa scena molto drammatica, al termine, esausti, firmeranno entrambi gli atti.

 

Nel romanzo , per ritornare al concetto di anlfabetismo sentimentale , vi è proprio un passaggio in uno scambio di battute  tra Marianne e Johan:

 

Marianne: “…..Pensa a quell’estate quando facemmo il giro del Mediterraneo e avevamo con noi le figlie piccole nella tua vecchia macchinetta. E la sera rizzavamo la tenda. Ricordi quelle notti di agosto sulla costa spagnola, quando dormivamo a cielo scoperto, stretti tutti e quattro? E stavamo tanto caldi!”

Johan:” E’ inutile piangere sul latte versato. Le figlie crescono. Si rompono le relazioni. L’amore prende fine, come la tenerezza, l’amicizia, la solidarietà. Non c’è niente di straordinario. E’ così”.

Marianne: A volte penso che tu ed io siamo stati come due bambini nati con la camicia, favoriti dalla sorte e viziati ; che abbiamo perduto le nostre risorse e ci siamo ritrovati poveri; amareggiati e stizziti. Dobbiamo aver commesso un errore da qualche parte , e non c’è nessuno che possa dirci dov’è che abbiamo sbagliato.”

Johan: “Ti dirò una cosa piuttosto banale. In materia di sentimenti noi siamo degli analfabeti. E il fatto triste è che ciò riguarda non solo te e me, ma quasi tutte le persone…”

 

In questo rapporto di coppia, ormai al collasso, i due interpreti cercheranno di capire le difficoltà e cercheranno di gestire il passaggio di crisi anche con un’evoluzione del rapporto piuttosto dolorosa e si ritroveranno come persone diverse.

La scelta di trovare una soluzione del momento di crisi non dipende solo da fattori strettamente psicologici, ma dipende anche dal grado di importanza che viene data a questa particolare forma di esistenza (vd. fattori esistenziali, ideologici, etc) . Presuppone il credere che la vita instaurata insieme a quella persona, anche nella crisi, valga la pena di essere vissuta, perché se ne colgono i vantaggi. Soprattutto se una coppia significa famiglia (E. Loria, 1996).

  • 1 trama presa da Il Morandini Zanichelli Ed.  2007, vd. sito kataweb.it/cinema/.   Passaggio TV su  Raisat Cinema domenica 26/11/2006 u.s. .

Stefania Cavallo

9 giugno 2016

SARA NON SARA’

2 giugno 2016

 

Indifferenti gli uni agli altri , meglio non vedere , non intervenire in aiuto di chi è in difficoltà a rischio della propria vita . Questo è lo scenario sociale in cui viviamo e che ci deve interrogare . Purtroppo siamo questo per molti , pronti a raccontarci “buoni e altruisti” solo in apparenza , come maschera perché nella pratica preferiamo voltarci dall’ altra parte e lasciare che certe cose stiano fuori dalla nostra vita , dalle nostre certezze così faticosamente costruite e da un’ idea di equilibrio spesso “di carta” . Affermare che “tutto questo non mi piace” è riduttivo ed è per questo che non finirò mai di denunciare in maniera critica e costruttiva ciò che rappresenta per me , ma non solo per me, una deriva umana “mostruosa” e distruttiva a degrado e sbeffeggio di ogni senso sostenibile di civiltà, di tolleranza , di solidarietà e di pace per l’umanità intera .

Sara

In all.to  l’articolo di Michela Marzano a completare importanti riflessioni a riguardo :

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/05/31/news/dove_finisce_la_paura_e_comincia_la_colpa_che_ci_rende_complici-140975693/