Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo …lo cambiano davvero!Just another WordPress.com site

Archivio per marzo, 2013

ANNA MARIA CANTARELLA «MIA MADRE NON PIANGE»

GIORNATA INTERNAZIONALE  DELLE DONNE

DONNE CHE   (R )  ESISTONO NELLA CRISI

Lavoro  , Vita , Poesia e Metafore al femminile

READING DI STEFANIA CAVALLO

Un’altra   giovane donna  di cui ho parlato e letto:

ANNA MARIA CANTARELLA   e la lettera aperta alla Fornero  :

 

“Mia madre non piange”   

 

DIAPOSITIVA   5   ANNA MARIA CANTARELLA   «MIA MADRE  NON PIANGE»

 Cantarella

 

La Dottoressa  Anna Maria Cantarella  durante il suo intervento  nella trasmissione Piazza Pulita di Santoro    ha ridato senso  e valore  alle parole  solidarietà, equità e sacrificio .

 Non me la sono dimenticata  questa  giovane  donna  che ho anche avuto poi modo di incontrare  personalmente  al binario 21 della stazione centrale di Milano , mentre portava  generi di prima necessità   ai lavoratori  dei wagon-lits ,  come umile  e autentica  componente della società civile . Mi ricordo ancora gli scambi  di  solidarietà e simpatia tra lei e Carmine Rotatore  e i libri che in regalo gli aveva passato  facendoglieli arrivare con  il cestino  che saliva  sino in alto  per dare ai tre   della Torre anche  un po’ di letture  e di   “pane culturale “ , perché in certi momenti  difficili     si può “resistere”  soprattutto così . Anna Maria  mi ha raccontato  della sua partecipazione  al movimento della agende rosse  di Falcone e Borsellino  e di questo suo impegno  civile  e appassionato  di  lotta   alla Mafia .

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=m4T6Z3ImCgo

Ricordo molto bene alcuni passaggi  della sua lettera aperta al Ministro Fornero  in riferimento  alle lacrime che sua madre non verserà , come fece invece   la Fornero  in un suo pianto famoso e pubblico in occasione del  tanto “ criticato”  provvedimento  sulle pensioni  a governo  tecnico appena insediato .  Parla della madre coltivatrice diretta al sud  che compirà 60 anni nel 2013  , ma non potrà andare in pensione  a 61 anni come previsto,  ma a 63 e mezzo  e non piangerà lacrime inutili  .

La madre  di  Anna Maria Cantarella lavora nei campi da quando aveva 10 anni   e sono 50 anni che lavora  con la schiena spezzata  dal duro lavoro  .  Se la meritava o no la sua agognata pensione  ?  Dice la Cantarella rivolgendosi alla Signora Ministro  .

 

Oggi , appunto,  sua madre ha la schiena distrutta e la sua piccola azienda  agricola  è in crisi! 

 

“Una donna del sud non è avvezza al pianto e con sacrificio e rabbia continua a zappare  la sua amara terra , e io  continuerò a portare dentro il mio cuore  la sua rabbia. Non provo nessuna pena per lei Signora Ministro  e sono profondamente indignata e l’indignazione è il sentimento  che segnerà le mie scelte e azioni future  ”  .   Terminerà   dicendo   così   “Sono dottoressa anch’io , sono laureata in Giurisprudenza  , grazie ai sacrifici dei miei genitori  e vorrei davvero fare piazza pulita di quelle persone  che si riempiono la bocca di parole come equità-solidarietà-sacrificio , ostentando empatia e lacrimando quando occorre.   Vorrei fare  piazza pulita   di persone come lei Signora Ministro  che stanno cancellando  il sogno dell’operaio che vuole il figlio  dottore .  Con profonda disistima e nessuna solidarietà “.

 Con grande stima  e solidarietà  per te e tua madre  ……. cara Anna Maria !

 

Stefania

Annunci

PICCOLE AZIONI CONCRETE AI TEMPI DELLA CRISI

 

 Da un pò di tempo continuo a ricevere  lettere come questa di A. che pubblico oggi sul mio blog  e lo faccio con molto piacere .  Questo capita soprattutto da quando c’è stata  la mia apparizione su  rai 3   e da quando mi occupo di “precarietà ”   sia  come studiosa   , ma anche come chi  ha deciso di  “sporcarsi le mani”   attivando   il primo gruppo di auto-mutuo-aiuto per disoccupati e  precari  in Martesana ,   a titolo completamente gratuito , pur essendo una  precaria   anch’io   col marito  disoccupato da tre anni   che   trova   ogni tanto sollievo   morale  con qualche lavoretto  quà e là  a ben 58 anni  (tra poco)  e con un elevata professionalità nel suo campo,   anche lui come molti  in questo periodo  ….. …eppure   proprio in questi momenti   diventano fondamentali   la solidarietà e la rete   tra persone , amici   e anche  aziende  e imprenditori  sensibili  e   consapevoli  di questo periodo  così difficile  .  

Pensate che  in settimana  un’amica cara mi ha chiesto se  avevo   una persona,  con una determinata competenza  , nel mio gruppo  AMA   da inviarle  per un lavoro nella sua piccolissima azienda  ……ed è proprio questo quello che intendo  quando  parlo di RETE  umana  e di  SOLIDARIETA’ . 

Come ho detto spesso , non sono un politico , ma credo che  partendo  da    questi piccoli passi o  piccole  azioni concrete   e da questa condivisione  , non di tipo clientelare   o di qualche  casta ,  semplicemente mettendo ognuno  in discussione  i propri egoismi   e  arroccamenti  di posizione  e aprendosi  con altruismo  ai problemi   che  ci coinvolgono tutti  , in questo momento,   credo   con positività e sano realismo  che  si  lavorerebbe  meglio  per   trovare  soluzioni  importanti   e  uscire  da questa enorme  criticità   per il riconoscimento autentico della   dignità  delle persone    e   una  società   del tutto   rinnovata  .    

Stefania  Cavallo

23 marzo 2013

 !cid_DF4573A73E17439C8E95553CA267CB9D@xpb5fc51164071

Carissima dott.ssa Stefania Cavallo,

 

con la tristezza nel cuore devo chiederle  cosa posso fare per mio fratello, sono rammaricata e senza un barlume di quella positiva speranza.

Ho bussato a tante porte e telefonato tanta gente, ma tutto o quasi invano.

Ho  paura e se la paura nasce da non sapere cosa c’ è dietro alla disperazione di chi ha voglia di ricominciare ma senza risposte, si ho paura ancor di più.

Non ho più la certezza che qualche cosi cambi al più presto, ma vorrei che qualcuno avesse il coraggio di remare in un ‘ unica barca, quella dell’ Amore per l’altro.

Nel nostro piccolo cerchiamo ma non è sempre facile sostenere economicamente un’ altra famiglia se non per piccole cose…

Mio fratello sarebbe disposto ad andare anche in un’ altra regione per poter lavorare e continuare a vivere dignitosamente.

Ha il mutuo che ad oggi non riesce a pagare e poi altre spese… 

La mia parrocchia mi da una mano con il pacco dono, ho creato una micro rete tra le persone Amiche e conoscenti…es c’è il fruttivendolo al mercato che sa di mio fratello e mi dona tante cosette e per me sono gesta miracolose…

Le auguro una serena giornata e mi scusi se l’ ho rattristata.

 

A.

!cid_DF4573A73E17439C8E95553CA267CB9D@xpb5fc51164071

ALCUNI STRALCI DEL MIO RACCONTO ” DONNE CHE (R)ESISTONO NELLA CRISI” 16 MARZO 13 MASATE MI

Stralci  tratti dal  racconto scritto  di  Stefania Cavallo  e interpretato  il 16 marzo a Masate (MI) 

Durata : 1 ora e mezza

 “DONNE CHE (R)ESISTONO  NELLA CRISI. LAVORO, VITA, POESIA  E METAFORE AL FEMMINILE”

Un momento per  riflettere insieme sul tema del

ruolo delle donne  ai tempi della crisi

“Non mi basta più la cura… perché voglio pensare in grande ! ” “Voglio conoscere di più… non voglio che mi rimpiccioliscano i miei desideri ” …perché spesso nei tempi della crisi questo accade, accade che “il mondo venga rimpicciolito”!

Giornata Internazionale  Donne 2013  MASATE

Con questa iniziativa  l’intento  è  quello  di presentare   un percorso   al femminile   attraverso una galleria di Donne che ho   incontrato   in questi  anni recenti  e   ognuna a suo modo mi ha trasmesso   positività , riflessioni  importanti   e  coinvolgimento   emozionale  , affinché   non mi sentissi   più sola ma insieme con tutte loro a portare avanti   comuni  lotte di  ( r) esistenza ,   in particolare in questo periodo difficile  un po’ per tutti  a causa di una  crisi  non solo economica  ma più complessa  anche di tipo culturale  ed etico  . 

Di seguito riporto solo alcuni stralci del mio “racconto”  di Donne   svolto   durante  l’incontro a Masate di ieri sabato 16 marzo .  Non sarebbe stato possibile  senza  la mia vicinanza   e frequentazione  ai vari presidi  di licenziate e licenziati   in cui ho avuto modo di portare un pò della  mia solidarietà ; ho  scoperto un mondo di donne  che  supporta  i   presidi ,   sono compagne , madri,  sorelle , amiche  della società civile     che  continuano  a  lottare pacificamente   per  tutti noi  e per una società migliore .

 

EURIDICE E   LE ALTRE

 Lella-Costa-e-la-televisione_v_gdv 

 

“E’ questo che vorrei provare a raccontare – questo andare, incerto ma inesorabile, questo voler esplorare e partire e mettersi in gioco e capire, questo continuo sfidare e chiedere conto e pretendere rigore e rispetto e coerenza; la fatica e la leggerezza, il dolore, lo sgomento, la rabbia, i desideri, la testardaggine, l’autoironia, il magonismo  terminale, la sorellanza che forse è perfino più inquieta della fratellanza; la violenza, ahimè, inevitabilmente; e l’inviolabilità, anche, possibilmente. Euridice e le altre, nei secoli protagoniste o (e?) testimoni di uxoricidi impuniti e vessazioni quotidiane, di espropriazioni subdole e continue, di gesti eroici e delitti inauditi, e di quel costante, incoercibile, formidabile accanimento terapeutico nei confronti del futuro. Euridice e le altre, sicuramente non tutte ma molte – le “ragazze senza pari” che abitano, e animano, la nostra vita e la nostra memoria. E che, compatibilmente con il mondo, riescono ad essere straordinariamente creative, e irresistibilmente simpatiche.” (Lella Costa  E UN estratto  del suo spettacolo  “RAGAZZE“)

Fonte : http://elenatorresaniblog.wordpress.com/2012/05/02/lella-costa-canta-le-donne-e-noi-con-lei/

 

 

LA POESIA DI ALDA MERINI

 

Milano  Se Non Ora Quando  20111 

 

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini

LE OPERAIE

I LAVORATORI    SENZA LAVORO  E  SENZA TRENO  DEL BINARIO 21  MILANO

Ho incontrato tante donne nei presidi  in cui ho avuto modo di  dare la mia solidarietà come società civile e tra queste non posso dimenticare  ad esempio  la moglie di Carmine Rotatore   , vi ricordate  uno dei primi tre che  è salito sulla Torre Faro  del binario 21 alla stazione centrale di Milano  dopo aver appreso  del  loro licenziamento   come  lavoratori dei wagon-lits .  Ho scritto di questa donna per me indimenticabile  e dei “lavoratori   senza treno e senza lavoro “ .

 Giovanna Rotatore

                                                               GIOVANNA    ROTATORE

I media  iniziavano a  scrivere  che  da   giorni, tre operai  stavano  protestando alla stazione Centrale di Milano, a 15 metri di altezza  e  che  “Prima facevamo una vita decorosa,  poco tempo fa è arrivato l’ultimo stipendio: 420 euro”,  racconta Giovanna Rotatore, moglie di Carmine, uno dei lavoratori  . 

Era il i 27 dicembre 2011  e decido di  andare ed incontrare gli ex-lavoratori dei “servizi notte” di Trenitalia perché mi ha colpita la loro vicenda, mi ha colpito ascoltare le diverse storie anche attraverso la trasmissione di Santoro Servizio Pubblico che ha dedicato loro due puntate.      Ho deciso di dedicare un po’ di tempo per capire più da vicino questa storia di “lavorochenoncè”, così come ce ne sono molte in questo periodo storico, anche perché desideravo raccontarla nel mio blog e poi nel mio libro  in cui ho deciso di dare voce alle molte storie di disoccupazione e di crisi attuale del lavoro.  Ho  scoperto un mondo di donne  che  supportava   i vari presidi   del Binario 21  ,   sono compagne , madri,  sorelle , amiche  della società civile     che insieme  si preoccupavano  un po’ di tutto ,  dalle cose di prima necessità , dagli appelli per la legna che mancava ,  ad altri appelli    importanti   rivolti  alle istituzioni e  ai  rispettivi  rappresentanti    che si succedevano in visita  . 

Così ho in mente anche la moglie di Carmine , dolcissima e del suo pianto a dirotto  durante  una puntata con Santoro   di Servizio  Pubblico   e poi  durante  un’assemblea del 13 gennaio  2012  al binario 21 di Milano   in cui prende il  microfono per urlare a tutti noi presenti   di non lasciare che  tutto quello  che suo marito stava facendo , insieme  a Oliviero  e  a Giuseppe,   andasse  svanito nel nulla !   Una donna  resistente autentica  ! 

LE LAVORATRICI DELLA   JABIL  E IL LORO CORAGGIO

259815_208366622534531_7271984_n 

Mi dicono  che   non si sono  mai sentite  delle  “fallite”  perché licenziate ,   ed esortano   tutti  coloro che vivono la stessa condizione  a  “rimettersi in gioco” .  Parlano  di una sensibilizzazione diversa alla situazione attuale  ed  di come  non si debba essere  complici di questo sistema  del lavoro  che mercifica i lavoratori   a modi  “usa e getta”  con   operazioni  di speculazione finanziaria che sono ormai sotto gli occhi di tutti.   Ci spiegano   con  determinazione di come  loro  “operaie  della  Jabil”  costituiscano  una risorsa fondamentale   di questa lotta  e ci raccontano  di   come loro   e  tutti i colleghi si stiano  prendendo  “cura”  dell’azienda , tenendola pulita  e di come  stiano continuamente pensando  soluzioni  per rilanciare l’azienda  .  “Abbiamo perso il posto di lavoro  , ma non l’intelletto e la dignità di  Persone !”  .   C’erano tante donne , tante operaie della Jabil  , anche quel giorno  nel  luglio scorso (era  il 27 luglio..) , un’alba estiva  indimenticabile  ,  per reagire e respingere  il tentativo , non riuscito,  della Polizia  di smantellare tutto il presidio  recuperando con la forza  anche i macchinari difesi dagli operai  con determinazione , sino ad allora,  come unico  mezzo  di sopravvivenza  e  di legame  con la realtà  esterna e vera  del lavoro  con  la  possibilità  concreta  di   rilancio  per la  loro  vita  e la loro dignità  di persone .  

Non ci dimentichiamo  che spesso  il livello di consapevolezza   di queste lotte e in questi presidi  è  molto alto   proprio  nel  proporre  la realizzazione  di  nuovi  progetti interni guidati dalle lavoratrici  e dai lavoratori  e che possono attuarsi con dei finanziamenti  , da parte dei comuni ad esempio,    e inoltre   solo così si  continua a sottolineare  l’importanza   e il  perché la fabbrica  costituisca  un patrimonio  collettivo  e sociale .   La  Jabil/Ex Nokia/Siemens   è  una fabbrica “esempio”  per tutti  noi  ,  alternativa alla logica  “dell’ognuno pensi per se”  e   ci interroga  tutti  e  con   forza  sul fatto  che il territorio non è indipendente dalle fabbriche  e da chi ci lavora .

BERESHEET :  Edna Angelica Calò Livnè

diario_galilea_500

C’è un’altra donna che ho conosciuto di persona qualche anno fa a Milano , anche lei grande “tessitrice di Pace” ed è Edna Angelica Calo Livne.

Dice di sè stessa:

“Mi chiamo Angelica e anche Edna, sono nata a Roma e vivo nel kibbutz di Sasa, in Galilea, in Israele….”

Edna Angelica Calò Livné impiega dodici minuti per affascinare il primo gruppo di ragazzi, quattro in meno per farsi abbracciare dal secondo e parla ai tanti studenti in occasione del corso intitolato “Una cultura in tante culture”, dinanzi a decine di ragazzi seduti nell’aula milanese dell’ Istituto Professionale Marignoni-Polo, che si chiedevano chi fosse Angelica, perché mai dovessero essere lì ad ascoltare una sconosciuta al posto delle usuali ore di lezione.

Poco più della metà degli studenti sono ragazze, la maggioranza di origine straniera, i loro occhi ormai fissi su Angelica, mentre i maschi guardano in aria:

“Era il periodo degli attentati e ho immaginato un progetto in cui i ragazzi ebrei e arabi partecipassero insieme ad un teatro che li facesse esprimere e costruire un mondo senza guerra, senza odio, di modo che si guardassero in faccia senza maschera.” e mentre Angelica illuminava tanti ragazzi, mentre una scienziata israeliana vinceva un Nobel per la chimica, mentre un’ azienda israeliana vendeva alla Volvo un sistema salvavita per i pedoni, paradossalmente nello stesso istante a decine si levavano nuove voci che invocavano l’odio e la distruzione di Israele, dal consiglio dei “diritti umani di Ginevra”, a manifestazioni e discorsi in giro per il pianeta.  Nonostante questo buio, Angelica costruisce, perché sa che quello dei distruttori non è il mondo :“Quando ci presentiamo, noi diamo agli altri qualcosa di noi, mettiamo nelle loro mani la nostra identità”, spiega Angelica, i ragazzi sono a bocca aperta, scoprono sia l’autostima che il desiderio di sentirsi pronti per ascoltare gli altri e per esserne parte.

Nel mondo ci sono donne incredibili, Tessitrici di Pace come la pedagogista e regista Edna Angelica Calo Livne che ha creato una Fondazione la “Beresheet La Shalom Foundation” (Beresheet è la prima parola della Bibbia e vuol dire “All’inizio”) che fa un lavoro immane e stupendo con le giovani generazioni israeliane e palestinesi , di varie etnie nel mondo attraverso lo strumento altamente educativo e unificatore che è il Teatro.

E   ALTRE   SPLENDIDE  DONNE ………..CON CUI , CON QUESTO LAVORO ,  CERCO  DI RESTITUIRE  UN PO’  DELLO  SPIRITO DI QUESTA NOSTRA DIFFICILE  MA  STIMOLANTE   CONTEMPORANEITA’.

Stefania Cavallo

17  marzo 2013

Tra le fonti  di   ispirazione   soprattutto il mio blog  e il mio libro Lavoratori Acrobati  e  di recente  anche  l’esperienza  fondamentale   per me del gruppo   AMA di Inzago  per disoccupati e precari  , un gruppo  di persone  che seguo personalmente   e che da poco ha creato un suo sito  (Gruppo AMA INZAGO) .   Ecco l’immagine che lo rappresenta :

 AMA  INZAGO  Disoccupati

Immagine

INZIATIVA PER LE DONNE A MASATE , 16 MARZO 2013

ste 16 marzo

LE PRECARIE

LE PRECARIE

 

Donne che ( r )  esistono in tempo di crisi !  (dal mio libro Lavoratori acrobati)

 Le donne della OMSA di Faenza

 

Sono tante le storie che in questo periodo  sto  raccogliendo  sul fronte  della disoccupazione e della precarietà del lavoro  e devo dire che  la  dimensione  del  “racconto femminile “   sul tema  mi vede  più presa  ,  se non altro per appartenenza   di genere  e   anche  di vissuto   emotivo .

Perché  se ne parla molto  e ormai tutte le statistiche  ce lo confermano   che  l’attuale   mercato del   lavoro  discrimina  soprattutto le donne  e se poi si perde il lavoro , come donna a 40 o 50 anni,   la discriminante  al femminile  è ancora più forte.

Come  racconta  una protagonista  intervistata   e che dice che  da disoccupata a 50 anni  ci si trova come in un “limbo“,   dopo aver inviato centinaia di curriculum  ma nessuno ti vuole ;   così il più delle volte   si  esauriscono   i propri risparmi  , ci si indebita  notevolmente  e   si arriva a farsi far la spesa dai  propri cari  perché non si ha più  un soldo in tasca . 

Un’altra , che racconta che   ha 52 anni e  ha perso il lavoro  3 anni fa  e  si è convinta che se non è riuscita a trovare un  lavoro  qualche anno fa figuriamoci  se  può  trovarlo oggi !  Questa signora sta vivendo aiutata dalla madre  pensionata , che di recente si è anche ammalata ,  e cura un bimbo piccolo   come  “tata”   sapendo  bene che chiaramente   si tratta di un lavoro  molto precario  e che durerà   fino  a che  questo  bimbo   non crescerà .  

Lei stessa  poi , con grande preoccupazione,  non  nega di  pensare con una certa ansia a  quale sarebbe il suo destino  nel momento  in cui venisse a mancare   la madre , ora molto ammalata   !

Il paradosso drammatico  al quale stiamo assistendo  è anche  quello  che  questa signora , come molte altre persone  e signore,   a questa età   è  praticamente già vecchia    per il mercato del lavoro, ma  anche troppo  giovane    per andare in  pensione .

Così come  molte  professioniste , come le archeologhe  italiane a progetto,  che non sono riconosciute   in albi  professionali  e praticamente  sono “invisibili “ sul mercato del lavoro   e hanno dovuto organizzarsi anche loro con blog  e sulla rete  per  rivendicare   il fatto che  “esistano”  e   che  anche  se  riescono ad avere contratti   temporanei  o a progetto il loro lavoro è   paragonabile  ad un  lavoro da “contratto   dipendente”   e    a tutti gli effetti   spesso a tempo indeterminato.

Quante   lavoratrici “invisibili”  come queste   esistono  e  spesso non vengono  neppure  pagate regolarmente   tutti i mesi  , come dovrebbe accadere ,   eppure  “resistono”  e svolgono il proprio lavoro  con  dedizione  e competenza ?

C’è  soprattutto  una dimensione di orgoglio e di dignità   personale   dietro a  tutto questo  che spesso  fa andare avanti , nella speranza che qualcosa prima o poi possa cambiare , che prima o poi  una qualche “giustizia  umana”  possa  portare un po’ di equilibrio  in questa  Società   in cui  l’Etica  e le  Regole   del lavoro  sono completamente  disattese  e ignorate  tutti i giorni.

Concordo con quanto dice  Tito Boeri  nel suo ultimo libro  “Le riforme a costo zero” , Chiarelettere Editore,  che  occorre cambiare le regole  di ingresso al mondo del lavoro  per tutti ,  così come è fondamentale   riformare gli ammortizzatori sociali   e   quindi     ridare  e riconoscere   alle donne   un maggior  potere contrattuale  a partire   dalle  mura domestiche   col    lavoro a casa  e  di  cura  con  figli  e  anziani  . 

Alcuni Link  sul tema :

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002641.html

http://archeologhecheresistono.wordpress.com/

http://www.atdal.it/