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Archivio per febbraio, 2019

Quel che resta di un polo di lavoro, di lavoratrici e lavoratori …..e ciò che fu!

Ex-Nokia Jabil 2019
Passo quasi tutti i giorni in questo punto e diversi pensieri mi colgono e mi rattristano. Qui c’era la ex-Nokia Jabil e ora si sta portando via quello che è rimasto, ossia tanti pezzi di resti da raggupprare e buttare come tanta spazzatura.
É la cifra plastica , si direbbe sui media, di come chiudere un’azienda sia un attimo, mentre farla funzionare e manutenerla , così come decomporla e raderla al suolo, come in questo caso, sia molto più complesso e dispendioso.
Questa foto é presa da lontano e non é riuscita come volevo, ma mi ha ricordato quello che successe con la nota nave che andò a sbattere al Giglio o ancora mi ricorda il ponte di Genova di cui da poco é iniziato lo smantellamento, dopo una strage di vite umane.
Ci sono tanti modi di “far fuori” cose e persone , anche chiudere e smantellare aziende come é successo in Martesana e qui a Cassina De Pecchi. Se fossi una documentarista sarei lì con una cinepresa e mostrerei a tutti queste immagini incredibili e impressionanti …..quel che resta di un polo di lavoro, di lavoratrici e di lavoratori ….e ciò che fu !
Uno smantellamento di un luogo che ai miei occhi non é per nulla “comune” , eppure non ne parla nessuno e non interessa più nessuno. I luoghi ci parlano e ci dicono tante cose e l’idea che basti ricostruirci sopra , beffando la storia di quel luogo, di questo luogo e spazio , mi crea angoscia e desolazione incolmabili.
L’immagine più cara che conservo nel mio cuore è la seguente, quella di “cuore impavido” / alias Roberto Malanca, era il 2012  :
cuore-impavido
Ho scritto molto di quel presidio e potete leggerne sempre su questo mio blog:
Stefania Cavallo
21 febbraio 2019
JABIL
nokia_cassina_de_pecchi
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REDDITO DI CITTADINANZA . Il Presidente della Commissione Bilancio al Senato , Daniele Pesco presenta lo strumento del RDC a Milano in un’iniziativa del M5 Stelle di Milano, 2 febbraio 2019, CAM Milano

REDDITO DI CITTADINANZA .

Il Presidente della Commissione Bilancio al Senato , Daniele Pesco presenta lo strumento del RDC a Milano in un’iniziativa del M5 Stelle di Milano

2 febbraio 2019, CAM Milano

RDC 2 febbraio CAM Milano e D. Pesco M5 Stelle (2)

 

Il Senatore Daniele Pesco , presenti anche il Ministro Bonisoli e il consigliere comunale di Milano Gianluca Corrado, ha presentato a Milano , sabato 2 febbraio scorso, l’articolato strumento legislativo del Reddito di Cittadinanza . Un testo di cui Pesco è uno dei componenti principali che lo hanno scritto e migliorato, semplificato in questi lunghi cinque anni , con Nunzia Catalfo, Pasquale Trinico e Davide Tripiedi, una squadra molto preparata e che sta lavorando bene; è un decreto in discussione e il testo di legge passerà oggi in Senato e potrà essere migliorato.

RDC 2 febbraio CAM Milano e D. Pesco M5 Stelle

On line potete trovare ( anche sulla mia bacheca FB)  il documento in Power Point che illustra tutte le fasi.

Di seguito, trovate l’immagine esemplificativa di tutto il percorso , immagine estrapolata dal Corriere della Sera:

RDC Corriere della Sera .jpg

Importante seguire il video della presentazione del Presidente della Commissione Bilancio al Senato :

https://www.facebook.com/1583555408592500/videos/vb.1583555408592500/308101689910643/?type=2&theater

 

Molto spazio è stato lasciato agli interventi del pubblico .

In particolare vorrei riproporre il mio quesito che ha toccato l’aspetto piuttosto delicato delle 8 ore settimanali che il beneficiato del RDC dovrà svolgere presso il proprio comune con i cosiddetti “progetti di utilità sociale”.

“ Come pensate di coinvolgere i Comuni , penso ai comuni ad esempio della Martesana , anche quelli di piccoli dimensioni , come il mio in cui risiedo , Basiano in zona Mi-Est, in questi progetti di utilità sociale, considerando che spesso chi perde il lavoro è magari stato un po’ respinto dai Servizi sociali , per diversi motivi , e conoscendo cosa accade quando ci si rivolge a questi uffici so che il percorso tra cittadino e Servizi Sociali non è sempre un percorso lineare . Quali gli uffici comunali saranno competenti per elaborare questi progetti ? Forse i Comuni non devono essere lasciati soli in tutto questo , no?” .

Pesco ha spiegato che questo è un punto molto delicato e che i Comuni avranno degli incentivi oltre al fatto che si dovrà spiegare loro molto bene che tipo di progetti dovranno essere costruiti su queste persone che percepiranno il RDC in un’ottica di “valorizzazione” della persona, in un’ottica positiva e non negativa con un utilizzo svalutativo , magari scegliendo dei “lavoretti” di poca importanza, in cui la persona possa percepirne l’inutilità . Molto faranno le “buone pratiche” da emulare e diffondere. E’ tutto da costruire.

Ricordiamo semmai che chi si trova in questa situazione dovrebbe essere motivato a sentirsi utile , anche per la propria collettività , e non un “peso morto” , “un vuoto a perdere” , come spesso invece “chi non lavora e ha perso il lavoro” si sente o viene considerato e percepito.

Su questi ultimi aspetti ne ho scritto molto e proprio dal 2013 col mio testo “ ISTRUZIONI PER L’USO . ANTI-CRISI E MUTUO AIUTO” ho cercato di diffondere l’importanza di un cambio di paradigma e una nuova concezione dei servizi sociali . Ripropongo il passaggio, tratto dal libro citato , alle pagine 16 e 17:

 

DALL’ASSISTENZIALISMO AL MUTUO-AIUTO?

PER UNA NUOVA CONCEZIONE DEI SERVIZI SOCIALI

 

Alla luce di alcune riflessioni che da qualche tempo sto facendo e di cui ho scritto, credo che persone che vivano un forte disagio economico abbiano come priorità quella di soddisfare innanzitutto i propri “bisogni primari”, di mera sopravvivenza materiale e psicologica.

Uno “scambio” tra “chi aiuta e chi è aiutato”, non può essere solo di tipo “contabile” per un’amministrazione, (anche se necessariamente lo è, se si pensa agli importanti contributi erogati per le famiglie bisognose e indigenti, ecc.), ma può diventare “altro” e molto di più e cioè un rapporto di solidarietà tra pubblica amministrazione e cittadini in difficoltà, un rapporto che può arricchirsi in maniera biunivoca attraverso uno scambio di risorse umane incredibili.

Il tema a mio avviso, per le amministrazioni pubbliche, che può cambiare l’atteggiamento basato sul mero “assistenzialismo” (che però in alcuni momenti può dare molto “ossigeno” a chi è in seria difficoltà) potrà essere quello di ri-orientare il proprio sguardo oltre i bisogni primari di queste persone, accompagnandole con percorsi alternativi di tipo culturale per soddisfare gli altri bisogni, quelli più di tipo sociale, per la collettività e per loro stessi. Allora coinvolgere o proporre di partecipare ad esperienze di volontariato o simili può avere un senso, anche se non si può “obbligare” a tutto ciò, perché sono percorsi appunto volontari e culturali di consapevolezza.

I percorsi di consapevolezza sono autonomi, liberi e attivano risorse personali con ricadute positive elevatissime sul piano sociale e culturale.

Da un punto di vista sociologico questa è una prospettiva che attribuisce alle persone e ai membri delle famiglie un ruolo attivo verso la risoluzione dei loro bisogni scardinando una concezione che vedeva una presa in carico fondata prevalentemente sull’aiuto piuttosto che sull’attivazione delle risorse.

Il metodo che attivo nei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto per disoccupati è proprio quello su cui si basa l’approccio maieutico della mediazione ossia quindi la capacità di stabilire un’efficace relazione d’aiuto lasciando spazio ad un ri-orientamento dell’operatore/professionista nel sostenere il riconoscimento e l’attivazione delle capacità di cambiamento delle persone con problemi, lavorando sull’implementazione delle loro competenze.

In definitiva in questa logica nell’attribuire un ruolo attivo all’attore sociale si approda ad una sostanziale pariteticità tra utente/cliente e operatore. In questo contesto si attua e si sviluppa il lavoro del gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto e del facilitatore della comunicazione al suo interno .

Servizi intesi come occasioni per superare le dimensioni di isolamento in cui si trovano molte famiglie, per costruire occasioni di incontro, di dialogo, di scambio e di esperienze.

La costruzione di una cultura dei servizi che dia valore al “patto” tra le persone, alla ricerca di forme di “dialogo” possibili entro un principio di impegno personale (vd.ad es. ruoli interconnessi come nella famiglia).

In una relazione, ciò che si lascia all’altro è qualcosa di intangibile.

Eric Fromm ha detto: “Il più profondo bisogno dell’uomo è superare la separatezza. Lascia la prigione della tua solitudine! L’incapacità di realizzare questo scopo comporta la pazzia”.

Senza inter-dipendenza non esiste sopravvivenza!

 

Nel video completo , col link di seguito, potete ascoltare , verso la fine , anche tutte le domande e le risposte date a tutti gli intervenuti e potete ascoltare anche il mio quesito citato sui “progetti di utilità sociale per il proprio comune” :

 

https://www.facebook.com/1583555408592500/videos/301524077062682/UzpfSTE0OTM0NzI0NTQ6MTAyMTgzNjM5MTkzNTgwMTU/

 

La mia proposta allora per questi progetti comunali può trovarsi proprio col gruppo di Auto Mutuo Aiuto.

Il gruppo AMA opera attraverso lo scambio delle proprie esperienze di vita, lo scambio di informazioni e soluzioni, la condivisione di sofferenze e conquiste. L’obiettivo del gruppo, condotto da “facilitatori” è insomma quello di aiutare le persone a diventare più consapevoli di sé stessi e riscoprirsi come una risorsa, per sé e per l’intera collettività: ci si aiuta, con il confronto, a scoprire opportunità, competenze nascoste e non utilizzate.

Il gruppo AMA non è un modo per trovare direttamente lavoro, è più un’occasione per

cercare di «ritrovare sé stessi», attraverso il confronto con il gruppo e non è un modo per

acquisire direttamente competenze specifiche, per questo possono essere  proposti altri percorsi.

La finalità di questi progetti è quella di agevolare, attraverso un percorso basato sulla parola e sulla condivisione, la ricerca delle proprie risorse e motivazioni, verso nuove idee e strade possibili.

Invito a leggere questo mio precedente contributo sul tema, pubblicato su questo blog LAVORATORI ACROBATI :

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2018/05/25/lavoro-mutuo-aiuto-e-reddito-di-cittadinanza/

Diversi i punti ancora da migliorare, afferma Pesco, come il naturale dislivello che può crearsi tra i “beneficiari” del RDC e gli altri che non ne beneficeranno pur trovandosi nella condizione di “non lavoro”, ma con un ISEE magari appena superiore al limite richiesto dalla legge e quindi esclusi dal beneficio. Altresì si è parlato di un nuovo ISEE istantaneo , così come di una nuova piattaforma per il lavoro, il SIULP ; si è parlato dei numerosi incentivi per le aziende, dell’assegno di ricollocazione – ex dote lavoro e della pensione di cittadinanza che ridà dignità agli anziani con pensioni al di sotto della soglia di sopravvivenza.

Sarà molto importante seguire l’evoluzione e la pratica di questa legge innovativa, che rilancia il lavoro per chi non ce l’ha e per chi è in situazioni di forte disagio.

Termino questo contributo riproponendo l’articolo 34 , comma 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea , citata all’inizio del suo intervento da Daniele Pesco:

Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

Articolo 34

Sicurezza sociale e assistenza sociale

1. L’Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi

sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la

dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, secondo le modalità stabilite

dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.

2. Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all’interno dell’Unione ha diritto alle prestazioni

di sicurezza sociale e ai benefici sociali conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi

nazionali.

3. Al fine di lottare contro l’esclusione sociale e la povertà, l’Unione riconosce e rispetta il diritto

all’assistenza sociale e all’assistenza abitativa volte a garantire un’esistenza dignitosa a tutti coloro che

non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni

e prassi nazionali.

 

Stefania Cavallo

4 febbraio 2019