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LE MIE  INIZIATIVE  2016/2017

(anche in lingua francese)

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Ecco le mie  iniziative organizzate e proponibili sempre durante l’anno ,  ove vi sia interesse sui temi proposti. 

Ringrazio in anticipo per poterle segnalare e far conoscere .

Stefania Cavallo

 

Conferenza “Genitori equilibristi : ascolto e dialogo con i figli”

 

GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

L’educazione non avviene fuori la relazione.

Si costruisce al suo interno e in tutto quello che viene messo in comune

In questi anni  mi sono spesso occupata di  genitorialità , di  tematiche  legate alla comunicazione  genitori-figli , di genitori felicemente uniti in matrimonio  e  di genitori separati o singoli o “singolari”  e  ho raccolto diverse  testimonianze .

Ho pensato che potesse avere un senso  riordinare il tutto  secondo uno  schema mentale  che   fosse soprattutto   “racconto e testimonianza” , al di là  di tanta teoria  che in qualche modo, superata una prima alfabetizzazione sul tema, necessita  soprattutto di  pratiche  e di percorsi  possibili  di genitorialità a cui ispirarsi  e su cui riflettere.

In questo mio nuovo contributo si parlerà di “genitori  equilibristi”  nel senso proprio legato  ad uno scenario ricco di acrobazie  che  troviamo nel  quotidiano , aiutati anche  dai fatti  di cronaca  e dall’affanno  nel conciliare  impegni lavorativi  con  impegni familiari e di cura .

Appunto  si parla di “genitori efficaci”, di  “genitori  singolari”, di “genitori  mediatori” , di “genitori  competenti” e così via , tuttavia  mi sembra proprio che quella di “genitori acrobati” o “genitori equilibristi”  dia meglio l’idea di un ruolo  molto dinamico , in continua evoluzione e cambiamento.

I “buoni maestri” sono  sempre meno  e forse non riusciamo più a riconoscerli  nemmeno  nei nostri insegnanti , nei  nostri genitori o negli adulti di riferimento.

Laboratori  filmici  con   percorsi  tematici  per scuole , enti e associazioni  (anche in lingua francese)

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Nell’ ambito di questo spazio  si creerà l’opportunità di conoscere meglio  grandi  registi  e importanti  autori , attraverso il racconto della loro vita  e delle più  importanti opere filmiche . Si potrà aprire un confronto  competente  anche alla luce  dello scambio di riflessioni  su alcune tematiche “dedicate” come indicato di seguito:

  • Relazione Genitori-figli
  • La mediazione familiare : un percorso possibile
  • Educazione alla Pace
  • Comunicazione ed Educazione Sentimentale
  • Scuola e problematiche  connesse (bullismo,razzismo,diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, disabilità) 
  • Il Cinema sociale

NEWS: Progetto “Mal di scuola”  per scuole, enti ed associazioni

 MAL DI SCUOLA COPERTINA278

Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dalla formatrice ,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

Registi, scrittori , educatori, preti e addetti ai lavori che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

Camminamici  2015 Unendo il movimento del corpo a quello dei pensieri

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Un’iniziativa pratica per sensibilizzare al sentimento  dell’amicizia  in ambito scolastico

e rivolta agli studenti delle scuole secondarie

In questi anni,  mi sono resa conto  che non sempre la scuola riesce  a far fronte alle tante problematiche  sociali  ed educative   che   vivono le famiglie e i nostri giovani , in particolari  in età adolescenziale  . Allora parlando con amiche e   parlando di quest’età così  particolare  per chi ha i figli in questa fascia , mi sono  posta    l’interrogativo  “cosa possiamo fare noi genitori per far capire che concretamente    ci siamo  e vogliamo aiutare i nostri ragazzi  a vivere in una società  in cui la relazione  autentica umana  è più importante  di ogni altra cosa …in qualche modo come possiamo   portar  “fuori “  casa  questi ragazzi  da questo  continuo rifugiarsi   in un  proprio  mondo virtuale  in cui  la distanza con gli adulti  e il mondo reale  è sempre più  ampia e inquietante, se pensiamo al cyberbullismo o alle net-dipendenze ? “.

Ecco la risposta mi è arrivata    e poi   ho messo in piedi il tutto:  la CAMMINAMICI 2015 .

In attesa di diversi sponsor  per pubblicare la locandina completa  e  contestualizzare meglio l’iniziativa nell’ambito di chi vorrà sostenerla

 MUTUALITA’ SOCIALE OGGI E IL FACILITATORE NELLA RELAZIONE D’AIUTO

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Due più due non fa semplicemente quattro ma molto di più!

Esperienze di “mutuo soccorso” che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone , possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare più operative , acquistare così un’efficacia maggiore e capillare , iniziando a pensare che dei “percorsi culturali” sono possibili in questo ambito e che bisogna investire nella possibilità di un cambiamento culturale della società, con uno sguardo al concetto di servizi sociali e di aiuto alle persone che superi il tradizionale assistenzialismo .

Anche su Facebook : https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127

Il   MIO  PROGETTO  S.A.F.   STUDIO  AIUTO FAMIGLIE

Spazio di  Studio assistito

Progetto  S.A.F. –  Studio  Aiuto  Famiglie   secondo  due declinazioni o servizi   :  assistenza allo studio  e spazio di mediazione familiare  . Questo progetto è nato dalla mia esperienza sul campo  come operatrice  socio-culturale  e come mediatrice familiare  specializzata ,   certificata con l’Associazione  GeA-Genitori Ancora  di Milano.  Inoltre  avendo coordinato  qualche  Centro di Assistenza   allo studio  per adolescenti  (10-16)  delle scuole secondarie e delle superiori  ,  mi piace l’idea di  aprire questo progetto anche  ad un servizio , analogo all’ultimo,  da effettuare  nel pomeriggio  con l’obiettivo  di avere  un canale continuo  aperto con le famiglie del territorio.

 

Come Assistenza allo studio  , il  “mondo”   di  riferimento  sono  gli adolescenti  (10 – 17 anni) , delle scuole secondarie e superiori,  con bisogni legati all’apprendimento delle lingue e della matematica  , inoltre  l’altro “ mondo “  può essere rappresentato  dagli adolescenti con problemi nell’apprendimento   del   linguaggio  (es. dislessia )  .  In questo primo servizio  ho in mente di erogare lezioni   pomeridiane  sulle singole materie  (durata  1 ora)  , inoltre per quanto riguarda  i problemi del linguaggio  o di dislessia  penso di erogare  sedute  ad hoc , su richiesta  .

Come attività legata alla mediazione familiare  , penso al “mondo”  delle coppie/genitori   con figli piccoli  (sino ai 16 anni)  e “genitori singoli”  che hanno deciso   di separarsi o divorziare .  In questo caso si erogano sedute /incontri  di mediazione  (durata: 1,30 circa)  secondo  un percorso di  10-13 sedute  (due mesi  circa)  a coppia  .

Dopo aver preso visione delle  varie realtà di “doposcuola”  e delle varie offerte del settore  in Milano e  Provincia   ho elaborato  questo progetto  che vuole   quindi proporsi  come un “doposcuola” che  però oltre a   evocare  tradizionalmente  la caratteristica di “luogo assistito” dove gli adolescenti possano   studiare  vuole anche porsi con qualche peculiarità che faccia la differenza rispetto alla tradizione , ossia : un posto in cui i ragazzi si sentano valorizzati come  individui , motivati a migliorare le prestazioni richieste dalla scuola, tramite l’attrattiva dello “studiare insieme” , una  pratica oggi sempre più  ridotta rispetto ad un tempo e che può invece costituire una modalità vincente  nel gruppo dei pari  degli studenti adolescenti che possono apprendere come studiare insieme in modo più stimolante e coinvolgente .

Lo scenario è chiaramente   quello  di  sviluppare  processi di inclusione  attiva sociale  anche di quei ragazzi  che presentano difficoltà di apprendimento  scolastico  e  nella possibilità di dar loro  e alle famiglie un sostegno concreto.

All’interno di questo progetto  sarà  possibile prevedere  quindi un aiuto  e un sostegno alla genitorialità  a 360 gradi  anche attraverso  uno “spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare”.

Ecco il link  del sito dedicato:  http://progettosafstudioaiutofamiglie.jimdo.com/

 

INFO CONTATTI:   Stefania Cavallo

Donne che resistono 31 maggio

392/1316509     Spazio di Mediazione Familiare e di Ascolto – Formazione e avvio di Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto  – Basiano MI

Blog:    www.stefaniacavallo.wordpress.com  (in tema di precarietà , lavoro e sociale : Lavoratori Acrobati)

www.steficavallo.wordpress.com (in tema di Infanzia, mediazione familiare, comunicazione genitori-figli e società :  I bambini ci guardano)

http://baritonominocavallo.jimdo.com (in tema di importanza delle proprie radici e sulla memoria dei propri antenati : memoriale “lirico” di mio nonno e famiglia)

Sito:  www.stefaniacavallo.jimdo.comhttp://stefaniacavallo.oneminutesite.it/chi_siamo.html  (professione e attività culturali)

BIO E BIBLIO

Stefania Cavallo

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Milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. Si potrebbe dire di lei: “ricercatrice spirituale e libera pensatrice”.

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiare. Organizza e conduce incontri realizzati per genitori, educatori ed insegnanti sul tema “Famiglie di oggi. Nuove Famiglie e Diritti dei Bambini”  ed  “Educazione alla Pace” . Ama scrivere articoli su tematiche di carattere sociale e culturale.

In questi anni si è dedicata con passione al tema del “lavoro che non c’è”, dando concretezza a diverse  realtà e  progetti che prevedono  la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate , in cassa integrazione o precarie.

Opera privatamente presso uno suo spazio, in provincia di Milano, che ha nominato “Spazio di mediazione familiare e di ascolto”, ossia uno “sportello” al quale le persone possono rivolgersi previo appuntamento telefonico.  È uno spazio anche di “ascolto”, dove si cerca di capire il bisogno della persona e lo si orienta adeguatamente, offrendo condivisione e sostegno in diverse situazioni problematiche.

I libri pubblicati:

“I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia su separazione e divorzio”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2011;

“Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini e racconti di crisi” , Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2012.

“Istruzioni per l’uso anti-crisi e Mutuo Aiuto”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2013.

“Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica “, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2014.

“Genitori equilibristi. Diario semiserio di una mamma blogger”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2015

 

 

 

LA COLLANA ORIENTAMENTI CASA EDITRICE LA SAPIENZA  DI ROMA 

 La Collana Orientamenti è diretta dal Prof. Matteo Villanova (Direttore della Collana Orientamenti  per   Intervento  intrafamiliare  educativo-criminologico e Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza  e Presidente   di  OLTREEE -Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva)  con cui   pubblico  i miei libri  dal 2011 e ne sono molto orgogliosa  in particolare  per le finalità che contempla  e  per la  metodologia  proposta  di approccio  integrato mirato alla consapevolezza e alla competenza degli Operatori  verso la costruzione  della Rete territoriale ed alla riduzione dei fenomeni di manipolazione traumatica  per l’Infanzia   e  l’Adolescenza.

Orientamenti  simbolo collana

 

 

 IL BARITONO MINO CAVALLO.

MEMORIE E RADICI DELLA LIRICA

 

Libro Mino Cavallo018

“Porgo qui un nostalgico e riverente saluto a tutti i Maestri che pazientemente mi guidarono alla sofferenza e alla virtù senza le quali tutte le strade rimangono fatalmente precluse!”

Mino Cavallo

 

PREFAZIONE

MEMORIA E RADICI INTERGENERAZIONALI

 

Credo che sia molto importante il bagaglio di risorse, di

esperienza, di memoria storica che può trasmetterci il mondo dei

cosiddetti ” anziani” e chi è stato per noi un “buon maestro”.

La realtà attuale, il mondo degli adulti e i nostri giovani,

fatica a riconoscere il grande patrimonio di coraggio, di

visionarietà e di utopia trasmesso dai nostri antenati e dai

nostri anziani.

La crisi dei valori di cui si parla tanto ha radici proprio in

questa dimensione della “perdita di memoria collettiva”

negli adulti di oggi.

Anche l’autrice si è posta qualche interrogativo su questo

tema e il desiderio ad un certo punto di voler scrivere di

suo nonno e di un certo periodo della sua famiglia, durante

il periodo “lirico” della sua esistenza di figlia e nipote, in

qualche modo ha voluto tradursi in una personale

necessità affinché non si perdesse questo patrimonio e in

particolare l’esempio ricevuto dagli antenati, sino ai

genitori, in maniera che anche i figli possano sapere e

conoscere quali sono le loro radici e quanto sia importante

coltivare i propri talenti e quanto sia importante la

dimensione del racconto di queste storie che ci parlano di

coraggio e di sogni.

Il racconto biografico e familiare tiene uniti ricordi, storie e valori

tramandati attraverso le diverse generazioni che si succedono

negli anni e nei decenni, se non nei secoli. Nel caso specifico il

tentativo dell’autrice è aver cercato di far parlare alcuni

protagonisti del mondo della lirica italiana, nel secondo

cinquantennio del secolo scorso, fornendo uno spaccato familiare

ed emotivo, pubblico e privato, unico e sconosciuto ai più,

soprattutto sconosciuto ai figli e nipoti. Dai bisnonni di allora

agli zii di oggi, passando dai nonni di oggi, in un delicato

recupero di memorie personali e non, che in momenti di crisi

come quelli attuali, ci restituiscono lo spirito di un tempo ricco di

poesia e di visionarietà, componenti fondamentali del vivere e

spesso neppure più nominate!

 

Matteo Villanova

 

Istruzioni per l’uso anti-crisi e mutuo aiuto

 Istruzioni per l'uso anti-crisi  e mutuo aiuto  2013

PRESENTAZIONE

 

Ho voluto scrivere questo nuovo contributo, a modi opuscolo divulgativo, per diffondere il più possibile degli strumenti metodologici e operativi di sensibilizzazione culturale per tutti coloro che a vario titolo desiderano “mettere al centro la valorizzazione della persona”, precaria o senza lavoro, ai tempi del “lavoro che non c’è”.

Certo è importante il lavoro di molte realtà e associazioni che mettono al centro il “valore del lavoro”.

Quello che però si è rilevato sul campo è che, ad esempio nelle battaglie sotto forma di vertenze, non si aiutano le persone e rientrare nell’ambito del lavoro, ma , a volte, si allontanano, perché stanche e disilluse dalle continue pressioni.

Inoltre non appena le luci dei media distolgono la loro attenzione, il tutto svanisce e finisce con un nulla di fatto.

Parlando con chi opera in queste realtà mi viene fatto presente che proprio per questo sta emergendo un interesse a progettare nuovi interventi attorno alle vertenze e in tutti quegli ambiti e quelle situazioni di disagio umano che si creano e che non sempre sono “socialmente presidiate”. Nasce per questi motivi la necessità di dare un’alternativa a queste lavoratrici e lavoratori , supportandoli e aiutandoli soprattutto  come “persone”.

Il processo di “riappropriazione della propria vita”, in qualche modo, a seguito della perdita del lavoro non è certo un percorso facile e senza ostacoli in quanto può attivare riflessioni anche dolorose ma necessarie per potersi “aprire” al mutuo-aiuto e condividere nuove progettualità e possibili soluzioni.

Il cosiddetto “passaparola” come meccanismo comunicativo virtuoso per questa particolare tipologia di gruppo di auto-mutuo-aiuto diventa fondamentale per facilitare il “primo passo” e far sì che si esca dal proprio isolamento e vissuto di negatività o di auto- sabotaggio.

Interessante è l’idea di estendere questa esperienza ai “presidi”, nelle aziende o nei luoghi di lavoro, laddove spesso lo stato di perdurante “lotta pacifica” (di mesi se non di anni) di conflitto e disagio mostrano sì aspetti funzionali per la “tenuta sociale”, ma non sempre sufficienti a sostenere e supportare i lavoratori nella loro specifica centralità umana, interiore e relazionale.

Lo strumento del progetto gruppo A-M-A per precari e senza lavoro può essere un mezzo alternativo per valorizzare la persona, ridando fiducia, coraggio e rivitalizzando l’autostima. La finalità del gruppo A-M-A per precari e senza lavoro è fin da subito quella di “aiutare” la persona e renderla autonoma per poter proseguire con le proprie risorse e reinserirsi nel mondo lavorativo con una rinnovata consapevolezza.

Una società fondata sul rispetto dei diritti-doveri è senz’altro la prima prevenzione per garantire un futuro  equilibrato che tuteli famiglie, donne e bambini.

Stefania Cavallo     10 maggio 2013

 

 

  “LAVORATORI ACROBATI. PENSIERI, IMMAGINI E RACCONTI DI CRISI”

 

 Lavoratori Acrobati

 

“Uno Spazio che si occupi dei Lavoratori in crisi ,  Disoccupati e Lavoratori Precari quindi tutti ACROBATI . Perché  non ci si dimentichi di loro e per raccogliere la loro rabbia, il loro disagio, le loro storie e le loro speranze!”.

 

Così  si è esordito sullo spazio  creato su  facebook  un po’ di mesi fa  nel presentare questo nuovo progetto  che l’autrice ha  denominato  LAVORATORI ACROBATI  , ispirandosi  al   bel libro “Mamme Acrobate”  di Elena  Rosci   e che  rende molto bene l’idea  delle mamme  di oggi  un po’ “multitasking” o “tuttofare”  ,  così come  uomini e donne , giovani e meno giovani tutti  Lavoratori Acrobati  che per  riuscire a sopravvivere si sono dotati anche loro  di grandi capacità acrobatiche , come quegli atleti che sfidano tanti rischi per non cadere e che spesso sono sprovvisti di reti di sostegno e di salvataggio. Si pensi ,ad esempio, anche  a quei lavoratori che lavorano senza una minima misura di sicurezza e sfidano ogni giorno , ogni minuto, la sorte a tutela della propria dignità umana e credibilità sociale.

Questo libro racconta della crisi  attuale  vista attraverso lo sguardo  dell’autrice  anch’essa una lavoratrice precaria,  anzi spesso “iperoccupata sottopagata”  così come si auto-definisce,   in un diario  quotidiano  di interrogativi  sul “lavoro che non c’è”  alla ricerca di  risposte concrete  con “azioni concrete”  che  sia l’Economia   che la Politica hanno disatteso,  ma che  invece  la Società civile ha colto come importante  opportunità per  esprimere il grande bisogno di Solidarietà umana  e di Etica emergenti.

Le Storie raccontate dall’autrice sono reali, sono eventi e condizioni vissuti da  “Persone” che  hanno voluto raccontare  la propria condizione di debolezza  strutturale  , di “paura e speranza”  ai tempi della crisi , come dice l’autrice  :

“ di paura di fare le cose che abitualmente facciamo per gli altri, abbiamo paura di stabilire delle relazioni e tutto questo annulla anche il “pensare al futuro” e immaginiamo poi l’impatto di questo sentimento interiore e doloroso, il condizionamento che ne consegue quando, da genitori, si hanno bambini piccoli!”.

Anche in questo nuovo libro , (che segue   a distanza di circa un anno  il suo primo in tema di mediazione familiare e sempre pubblicato nella stessa Collana Orientamenti ),  non manca lo sguardo sociologico  e l’occasione di parlare di “famiglie” e di “bambini”  e di come spesso questi eventi  “di non lavoro”  nella vita  degli adulti-genitori di figli piccoli , possano “spezzare” le loro    esistenze e così dice l’autrice , quando racconta  dei “licenziati dei treni-notte”  che chiama “i lavoratori senza treno e senza lavoro”  :

“Devastanti le ricadute economiche, e non solo, nelle loro vite, togliendo a questa famiglia e a questi bambini la possibilità di continuare a vivere dignitosamente.

Questi licenziamenti lavorativi, a volte anche in contemporanea per entrambi i genitori, sono dei veri drammi umani per tutte le coppie con figli piccoli e la cosa che non viene quasi mai presa in considerazione in questi casi è proprio come gestire la situazione specifica con i propri figli.Senza lavoro per “quei” genitori, “quella” famiglia, nolente o volente viene “spezzata” ed è difficile spiegare a dei bambini piccoli cosa stia succedendo senza che si possa rischiare di generare in loro ulteriore preoccupazione e ansia del presente e per il futuro.

Ecco in questi casi come non ricorrere alla grande psicoanalista francese e conoscitrice dell’infanzia, Françoise Dolto, quando dice che – i bambini hanno diritto alla verità?-  “.

In definitiva , l’autrice  ,con questo suo contributo,  aiutata  dai protagonisti delle sue “Storie  di crisi” vuole lasciare una “testimonianza”  di questi tempi  e un messaggio  forte  quando dice così  :

“ Il mio intento, anche con questo scritto, è quindi proprio quello di dare un piccolo contributo di ottimismo realistico al dibattito attuale che ci vede coinvolti in prima persona tutti, perché le cose migliorino e si possano trovare, con le intelligenze di tutti, soluzioni concrete per i giovani, le donne e gli over 40-50 senza lavoro.”

  “I GIORNI PERDUTI. LA  MEDIAZIONE FAMILIARE    ATTRAVERSO  UNA PROPOSTA   DI “FILMOGRAFIA SU SEPARAZIONE E DIVORZIO”

copertina del libro

 

Lo strumento filmico si presta  in maniera idonea  a fungere da  supporto comunicativo   e narrativo  durante   gli incontri che svolgo  per parlare  e sensibilizzare  sul tema della Mediazione Familiare , ossia nei casi  di conflittualità  coniugale  in presenza di figli minori .

In particolare,   con questa   proposta di  filmografia    si coglie   un sottile   “fil rouge”   attraverso una  scelta  e  una trattazione mirata    che consente   di comprendere meglio   l’evoluzione del fenomeno sociale della separazione e del divorzio, grazie alla  selezione di alcune pellicole della cinematografia prevalentemente  italiana ed europea  (dalla seconda metà del XX° secolo ad oggi).  con un particolare omaggio alla filmografia americana  col film-cult   “Kramer contro Kramer” .

Lo “sguardo” e la “lettura” sono filtrati dal contributo culturale della  “mediazione familiare”  ,  attraverso il racconto dei vissuti e dei sentimenti dei diversi “attori/soggetti” coinvolti  dal fenomeno separativo in corso  (genitori/ex coniugi, figli minori e nuove famiglie).

 

Con questo percorso, attraverso la visione delle  “schede”  di  alcuni film presentati  (come  l’ultima sezione dedicata ai bambini  su “i diritti dei bambini ”)  si  è cercato  un po’ di smentire  alcuni  luoghi comuni ,  attraverso il particolare   “ sguardo dei bambini” , cercando di aprire a nuove prospettive di riflessione che siano al passo con i tempi.

La metodologia utilizzata

Pensando a questo lavoro  la metodologia utilizzata  non è quella di una qualche “filmterapia”  nel senso che si intende  comunemente  ossia  di fornire  un percorso  psicologico di  cura    attraverso la visione di  alcuni film  o anche solo degli spezzoni  così come indicato da uno specialista .

Il lavoro qui esposto   è  il frutto di  una  giusta coniugazione   tra  la personale passione per  il cinema  impegnato e di carattere sociale  e  una formazione  interdisciplinare sociologica orientata all’utilizzo di  più linguaggi  comunicazionali  umanistici come  quelli  cinematografico  e  letterario  ,  in quanto   considerati tra i più idonei  per coinvolgere le persone  su temi  di  competenza specifica  come  gli interventi di  sensibilizzazione sociale  e  di   pacificazione dei conflitti nelle  relazioni   umane .

Ecco che , ad esempio ,  un ulteriore criterio  adottato nella ricerca e per la stesura del lavoro  consiste  proprio  nell’aver evidenziato almeno tre tappe/contenitori  nell’evoluzione del fenomeno separativo,  all’interno delle quali inserire opportunamente le pellicole  attinenti , come segue:

 

  1. la crisi  e l’abbandono
  2. il conflitto e  l’incomunicabilità
  3. le  nuove famiglie  e i diritti dei bambini (apertura  e  nuove prospettive)

 

A   CHI  si rivolge  questa  proposta di  filmografia?

Intanto  si tratta di una  proposta   filmografica  che ha voluto presentare  varie  sfaccettature  circa il  tema portante   dei  “giorni perduti”  e sulle  crisi familiari  e  che non  vuole esaurire  la ricerca su quanto si può vedere oggi, ma che certamente funge da introduzione ad  un’analisi più  personale  e  ampia.

A questa filmografia poi si  può riconoscere il merito  di essere un supporto  utile   e duttile  , attraverso le   diverse    “schede”  filmiche ,  sia  nei casi di “ formazione”   con  gli  operatori  psico-sociali  ,  gli educatori    e  tutti coloro che  a vario titolo  si trovano a  lavorare  quotidianamente  nell’ ambito dei  conflitti  familiari  , sia  per i genitori  stessi  che   in maniera  soggettiva   attraverso questo percorso  multi-tematico  possono attingere  alle  varie  suggestioni filmiche  e  cercare di  elaborare  meglio  le proprie difficoltà  a seconda  del momento che stanno vivendo.

Inoltre questa filmografia è ricca di spunti di riflessione  e di supporto per chi  decida che  forse,  in certi casi ,  non si può   sempre  far tutto da  soli  e che bisogna farsi aiutare  per poter ritornare  a recuperare un proprio equilibrio esistenziale  per se stessi e per gli altri .

 

 “GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER”

GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intrafamigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intrafamigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

 

 

Presentazione  

Il compito dell’educatore è ancora quello che indicava Rousseau nell’ Emilio:

“Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”

MAL DI SCUOLA COPERTINA278

Un progetto che l’autrice ha pensato per sensibilizzare adulti e giovani che , nei vari ruoli,  attraversano e vivono l’ambito scolastico con  tematiche  e riflessioni  molto attuali che spesso solo le immagini e  dei percorsi  filmici  “dedicati”  sanno restituire in maniera forse più  efficace  di lunghi discorsi e di molte analisi.

Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

“Mal di scuola”  per l’autrice rappresenta  un sentimento  di nostalgia  per il mondo scuola che tanto  le ha dato e a cui crede  aver dato tanto. L’autrice ci racconta  come  ami  la scuola e lo studio da sempre e ancora oggi quando  deve  fare delle  sue  ricerche  per approfondimenti  le  sembra sempre una grande festa  e una grande opportunità  per continuare a studiare e  ampliare le proprie  conoscenze.

“ Mal di scuola” riguarda anche le difficoltà che si incontrano lungo il percorso della propria formazione che non è mai lineare.

Questo nuovo progetto segue , un po’ a distanza di tempo, la  prima filmografia   su separazione e divorzio  de  “I giorni perduti “  del 2011  in cui l’autrice aveva dedicato  un’intera sezione  al tema de “i diritti dei bambini”  e in seguito aveva avuto la necessità di creare anche in rete un nuovo blog dal titolo “ I bambini ci  guardano”  (https://wordpress.com/post/steficavallo.wordpress.com/21) ,  da allora  pensava che sarebbe stato interessante offrire un ulteriore spaccato trattando il mondo “SCUOLA”  attraverso il contributo di quei registi  e  sceneggiatori  che  con le loro pellicole hanno segnato  passaggi  importanti  a livello culturale , con letture molto significative  sia sul piano  della  Scuola come Istituzione, che della  Scuola come impatto  Sociale  e infine come  Scuola ed  Eredità valoriale per le giovani  generazioni .

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dall’ autrice,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti, sia come  studiosa sociologica  delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative  ricadute  a livello sociale .

Registi, scrittori , educatori, preti che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

In questo senso l’autrice ha  voluto ricordare alcune pellicole  i cui protagonisti  riscoprono le  proprie radici  e come anche la scuola  sia importante  al fine di  questo percorso a volte un po’ a ritroso e più speculativo in senso autobiografico per riuscire a scoprire e coltivare i propri talenti . Con questa prospettiva  diventa  fondamentale  la dimensione del racconto di  storie che ci parlano di coraggio e di sogni . Attraverso  queste  pellicole è possibile  cogliere  un bel esempio di come  “Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”  (W. B. Yeats)  e  l’ augurio è  che questo accada più spesso e che non si tolga ad esempio  la musica tra le materie di insegnamento nelle nostre scuole in quanto patrimonio culturale  e spirituale con ricadute sociali molto positive, perché   la musica, come  lo sport  e il teatro,  ha una forte componente  unificatrice tra le persone e  i popoli .

Infine l’autrice auspica  che questo nuovo percorso e progetto pensato nel tempo e cresciuto in questi anni possa creare momenti di discussione e di confronto nelle scuole e nella società civile , tra insegnanti , educatori , studenti e famiglie in maniera di attivare nuovi progetti nei quali riconoscersi nel difficile e misterioso mestiere dell’insegnare e dell’ apprendere.

Stefania Cavallo

19 agosto 2016

 

MAL DI SCUOLA  foto di classe 272

Film più noti ,  alcuni meno noti  e di registi  esordienti , sicuramente scelti  tra quelli che non dimentico  e che ho visto più volte . Una proposta  che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.  Sono convinta che un percorso di immagini a volte sia più utile di molte analisi.  

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

Oltre ai racconti forniti dai diversi  film selezionati , si inserisce  anche un gioco di  rimandi e riflessioni a seconda dei temi affrontati e più significativi per me.

 Un omaggio  anche ai tanti film  sul tema che mi sono sfuggiti  e per quelli che verranno realizzati perché il Cinema è inesauribile e non finirà mai di raccontare e di far sognare !

Mal di scuola , per me è …..

“Mal di scuola”  per me è  un sentimento  di nostalgia  per il mondo scuola che tanto mi ha dato e a cui credo aver dato tanto anche  io;  amo la scuola e lo studio da sempre e ancora oggi quando  devo fare delle mie ricerche  per approfondimenti  mi sembra sempre una grande festa  e una grande opportunità  per continuare a studiare e  ampliare le mie conoscenze.

“ Mal di scuola” riguarda anche le difficoltà che si incontrano lungo il percorso della propria formazione che non è mai lineare.

“Mal di scuola” quando si fa esperienza dello scacco della bocciatura, come ci ha raccontato molto bene il noto scrittore –insegnante  francese Daniel  Pennac nel suo bel libro “Diario di scuola”- “Chagrin d’école” e di  come  lui dicesse  di avere  qualche conoscenza in più rispetto ai suoi colleghi professori   (ex-bravi studenti /“bons élèves”) ,  in quanto essendo stato  a suo tempo un  “cattivo studente” aveva fatto l’esperienza del fallimento e ha  detto proprio così  “ par bonheur, j’ai fait l’expérience de l’échec”, che tradotto vuol dire  “ per fortuna, ho fatto l’esperienza  dello scacco/del fallimento”, cosa che ha aggiunto e ha arricchito la sua formazione e approccio al suo lavoro di insegnante-professore ,  mettendolo in maggiore empatia  con quegli studenti più difficili, i cosiddetti  “somari” della classe.

Non c’è dubbio che nel tempo mi sia fatta una idea ben chiara anche de  “la scuola che vorrei”

 

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La mia classe

Scuola Statale Locatelli, terza media  –  1974, Milano

Mi si trova in quarta posizione ,  da destra, nella fila più alta

Stefania Cavallo

10 agosto 2016

“ è il viaggio non la destinazione, quello che conta ”

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Le mie estati  e alcuni inverni in giro per il mondo e attraverso  Africa, India ,  Malaysia  e Borneo …….correvano gli anni ’90 .  In quegli anni  si lavorava tutto l’anno per potersi permettere  di regalarsi  qualche viaggio  in cui  poter fare  esperienze  anche di tipo spirituale , un pò  come   viaggi dell’anima  in cui  si incontravano situazioni e persone  in giro nel mondo  che  non si dimenticano più e ti restano scolpiti  nella memoria del cuore .

Purtroppo oggi ,  soprattutto con gli ultimi drammi terroristici  avvenuti in Francia e in Germania  ,  si sta diffondendo in maniera virale la paura di viaggiare , una reazione comprensibile  ma che ci interroga  se sia giusto o meno  bloccarsi  e  compromettere in maniera così pesante  anche la risorsa preziosa del turismo estero .

Oggi per me è difficile viaggiare, come facevo qualche anno fa per motivi diversi  ( lo dico senza frustrazione …)  , ma vi garantisco  che il mio atteggiamento  interiore  di “viaggiatrice”  e  da “ricercatrice spirituale”   non si è  mai modificato  e  mi sento sempre così  , con una mia   “valigia  fantastica”  sempre pronta lì in un angolo  della mia “stanza  mentale immaginaria ” ,  come una volta ……… Cittadina  del mondo  credo già  dalla mia  vita prenatale . 

Stefania Cavallo

30 luglio 2016

RICORDI DI VIAGGIO PER IL MONDO 258

1  MADRAS -INDIA

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2.  VRINDAVAN  (la città natale di Krishna) ,  a 150 km sud da Delhi – INDIA

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3. OURZAZATE ,  DESERTO DEL MAROCCO  ( SUD MAROCCO) – AFRICA

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4.  MADURAI , TEMPIO  SUD INDIA – INDIA

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5. PUTTAPARTHI,  BANGALORE –  INDIA

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6. PENANG  -MALAYSIA

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7  . NAIROBI, KENYA  – AFRICA

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8. VILLAGGIO A  DAKAR ,  SENEGAL -AFRICA

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9.  BORNEO , EAST MALAYSIA

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10  . OASI  ,  SUD MAROCCO – AFRICA

RICORDI DI VIAGGIO  PER   IL MONDO    - 11-  269

11. COMUNITA’  DEI SALISIANI E DI  PADRE  SANTI  , MADRAS   -INDIA

Tutto è come sospeso …..come quando sta per scoppiare un temporale: il femminicidio di Pegli –Genova

 

La coppia viveva separata in casa in quell’appartamento tappezzato di foto del figlio Marco, 44 anni, che nel 2012 era annegato al largo di Voltri. Ieri sera l’ennesimo litigio furioso perché il marito sospettava che la donna avesse un amante. I due discutono animatamente, poi lui inizia a picchiarla. La vittima chiama i carabinieri che per un’ora stanno con loro, torna la calma. Poi nella notte ancora un litigio, l’ultimo. Sono circa le quattro, secondo quanto raccontato dall’anziano ai carabinieri di Arenzano, quando lui la sveglia. Litigano ancora e questa volta le mani di Giacomo si stringono attorno al collo di Giuseppina. I militari la trovano per terra, sul pavimento della sua stanza dove dormiva. È lo stesso Sfragaro a chiamare tre ore dopo i carabinieri dicendo di avere ammazzato la moglie e di essere pronto ad andare in carcere. Quando arrivano i carabinieri trovano l’uomo con la borsa di indumenti per andare in carcere. (http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/giacomo-sfragaro-strangola-moglie-dopo-che-carabinieri-sono-usciti-di-casa-2517964/).

 

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Il mio  sguardo da mediatrice familiare

“La coppia viveva separata in casa”, ecco vorrei proprio iniziare con questo incipit dell’articolo  e soffermarmi esclusivamente  su questo , senza prendere in considerazione altri fattori e  informazioni ;   capita che genitori che chiedano di iniziare una mediazione familiare vivano questa situazione  da tempo ,  magari con figli piccoli ,  e come professionista  mi rendo subito conto che  ci sia già un clima familiare e domestico compromesso perché alimentato dal  mantenere  uno status quo forzato del tipo  “come se fosse tutto come prima “ , ma in realtà  è da un po’ che  “non è più come prima” ,  i genitori fingono che lo sia  e  i figli  fingono che così  sia meglio anche se non lo è .

Qualche anno fa  lessi un bellissimo libro di  Silvia Vegetti Finzi   “Quando i genitori si dividono : le emozioni dei figli”  ( 2007) ,   più di 200  lettere che l’autrice ha raccolto e in tutte traspare quanto la separazione abbia avuto conseguenze sui figli per un tempo molto lungo.

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Mi  ero appuntata   alcuni   pensieri  espressi  da  questi  figli  , tra i più significativi  ,  che propongo di seguito  :

Scrive Michele: ”Tutto è come sospeso come quando sta per scoppiare un temporale: si aspetta di sapere chi e quando se ne andrà. Apparentemente non sta succedendo niente ma quel niente mi pesa. Ieri ero tornato a casa felice; mi sono messo con Ludovica bellissima, mi sentivo raggiante, leggero, avevo voglia di urlarlo al mondo ma a casa mia nessuno se ne è accorto. Certo loro hanno ben altro a cui pensare”.

Scrive Mirka:”Meno male che si sono separati: prima tornavo da scuola e non trovavo neanche la tavola pronta, loro parlavano piangevano gridavano, perfino i vicini se ne erano accorti e io gli facevo pena. Vi assicuro che non è bello sentirsi commiserati”.

Francesco:”Ricorderò sempre il momento in cui mia madre se ne è andata, un bacio secco sulla fronte.’Fai il bravo’ disse e via con il suo uomo che l’aspettava giù in macchina. In quel momento non ho detto niente ho stretto i pugni dalla rabbia e quei pugni non si sono ancora aperti.”

Ancora Gianfranco:”I miei genitori si sono separati che ero piccolo ma non hanno mai smesso di litigare. Ora ho 16 anni e mi sento più maturo di loro. Le loro ripicche mi fanno sorridere, non riescono a crescere, ma a me piacciono anche così.”

Scrive Lorena:”Un fulmine  a ciel sereno. Fino al giorno prima vita tranquilla e stabilità; ma una bella domenica mattina alle 7 scoppia la bomba. Lui dice che ama un’altra donna da anni e se ne va. Io dormivo e mi sono svegliata sentendo mia madre urlare e sono corsa giù dalle scale. Nessuno mi ha detto nulla, ma ci ho messo un secondo a capire. E’ come una lama che ti trapassa togliendoti per un attimo il respiro e in quell’attimo la mente si apre scoprendo che tutta la vita che avevi davanti era solo un’illusione, una sporca bugia. Lui piangeva io ero inebetita, guardavo fuori e pensavo ‘e adesso?  Adesso mi sveglio è  stato solo un incubo passa tutto, tutto torna normale’. In una domenica mattina mi è crollato il mondo mentre dalla finestra guardavo il mondo girare come sempre: il vicino che taglia l’erba, il profumo dei fiori e tutto il resto”.

La separazione rimane certamente una fonte di grande sofferenza per coloro che ne sono i protagonisti ed è indispensabile pensare sempre che tra i protagonisti vi sono anche i figli, che essi da soli non riescono a capire, né a razionalizzare.

Il processo separativo, a livello emotivo, scorre attraverso varie fasi che si susseguono nel tempo dove le persone incontrano molte emozioni diverse, dal senso di perdita della coppia coniugale, al risentimento, alla rabbia contro l’altro. Così i figli, spesso, vengono lasciati soli ad affrontare uno degli eventi più stressanti che possa capitare al nucleo familiare.

 

Mi sembra quindi che lo scenario della coppia di Pegli sia stato proprio quello di una realtà molto conflittuale e mai risolta ma anzi con un deterioramento dei rapporti,  tanto che  si legge sui giornali che  Le liti erano sempre più frequenti, secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Arenzano, ed anche violente” .

 

Ricordo un caso in cui una mamma voleva separarsi, e voleva iniziare il percorso di mediazione,  e come dal  suo racconto  si cogliesse  una certa  insofferenza nel dover  gestire più situazioni in contemporanea e nel dover pensarsi ancora , per diversi mesi,  col marito sotto lo stesso tetto.  Forse col senno del poi mi rendo conto e non lo escludo che quella mediazione iniziata e  conclusasi molto positivamente all’epoca forse evitò  un’escalation conflittuale  che avrebbe potuto  sfociare in qualche fatto drammatico come quelli della  cronaca odierna.

 

Risentimento , rabbia e gelosia  alimentati  nel tempo senza l’aiuto di chi può  trasformarle in maniera  positiva  e  definitiva ,  possono  diventare   una  miscela  irrimediabilmente  devastante  e  micidiale nel vero senso della parola.

Un percorso   come   ad esempio  quello della mediazione familiare  , in fase di separazione,    può  certamente  essere  utile . La presenza di un terzo, il mediatore, è estremamente importante per  trasformare la linea della relazione coniugale in una relazione triangolare. Il mediatore  accompagna e sostiene ciascun genitore nella ridefinizione della propria identità personale e nella negoziazione delle questioni relative alla separazione, affinché essa avvenga nel modo più sereno possibile.

Una  tale  “esperienza”  può  contribuire  a  realizzare  azioni  utili e  concrete di  significativa rilevanza sociale  proprio nell’ottica, a me molto cara,  di contribuire a  “migliorare la qualità delle relazioni umane”.

Stefania Cavallo

28 luglio 2016

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Vorrei partire dal bel film di Virzì   “La pazza gioia”  e dal racconto ,  all’interno di una comunità di accoglienza,  di un inaspettato incontro  e  amicizia  tra due donne molto diverse tra loro ma entrambe ferite nel cuore e nell’anima , oltre  che nella mente ; entrambe  pazienti psichiatriche con storie molto diverse, ma entrambe con vicissitudini giudiziarie.

Donatella/Micaela  Ramazzotti   è la madre che perde la potestà  genitoriale, per un tentato suicidio-omicidio  avvenuto col figlioletto stesso,   e a seguito  di questo drammatico gesto  il  figlio piccolino verrà  dato in carico  ai servizi  sociali e poi  in adozione  ad una nuova coppia di genitori .

Beatrice/ Valeria Bruni Tedeschi   è una nobildonna  (che evoca  Carla Bernaschi  la ricca, ma insoddisfatta moglie di Giovanni Bernaschi  del   “Capitale Umano”)  che, separatasi  da un avvocato molto facoltoso ,  si innamora  di  un giovane  pregiudicato  e  delinquente che le rovinerà la vita  e si capisce che  anche lei come Donatella  crede   nell’amore  ma  ha   incontrato uomini sbagliati  e  in qualche modo pericolosi ,  portandola  a  crearsi una vita parallela  e totalmente  “fuori” e  un pò  “sopra le righe” .     In questa storia c’è anche il loro  rapporto  “disfunzionale” con  le reciproche famiglie di origine e in particolare  un rapporto conflittuale  con la figura materna , una figura devastante  e  abbandonica per entrambe .

E’ un film  tutto femminile  e sul tema del   materno, oltre che sulla  incredibile  necessità di amare e di sentirsi amati   e  sul tema sociale delle case famiglia e del difficile lavoro degli operatori dedicati alla riabilitazione mentale ,  ed ecco che  mi fa piacere  riproporre  un mio contributo  su questi temi  partendo da fatti di cronaca  del territorio di qualche anno fa .

Pensieri di maternità  

(dal mio libro “Lavoratori Acrobati”)

Ho ancora ben presente alcune storie di madri che si possono essere trovate nella situazione disperata di protestare, magari incatenandosi, dinanzi al palazzo comunale, a seguito di un’ordinanza del Tribunale dei Minori che notificava che i figli sarebbero stati loro tolti per la seconda volta per essere affidati alla cura del Comune e portati in una casa famiglia.

 

Questa è una delle tante notizie che quotidianamente la cronaca ci presenta e intanto soltanto sulla base di un autentico sentimento materno personale dico che mi sento molto vicina a queste signore e mamme dal cui racconto emerge spesso un vissuto connotato da una forte componente di indigenza economica unito ad un sentimento di grande dolore a causa di un’ esperienza di fallimento e di vergogna individuale e sociale.

 

Certo che ancora una volta, come più spesso accade di leggere dalla cronaca quotidiana, si coglie anche da queste storie la difficoltà del vivere il ruolo di genitore e tanto più se si parla dell’essere madri oggi in tempi di crisi e si assiste spesso inermi ad una “rappresentazione” della maternità lontana dalla realtà.

 

C’è sempre un “giudizio” che esige risposte il più delle volte pre-confezionate a domande del tipo “Qual è la famiglia ideale?” oppure “Esiste la famiglia perfetta?” o ancora “Esiste la mamma perfetta?”. Sappiamo che nella realtà ogni mamma cerca di fare quello che può, per essere una buona madre. Ci sono approcci che idealizzano e valorizzano la maternità come “piacere” e non come “dovere”, ma forse il dibattito richiederebbe una maggiore onestà morale e una maggiore conoscenza della complessità che può evocare una “cultura della maternità” oggi in Italia.

 

Allora vorrei, a questo proposito, lanciare un interrogativo aperto ed insieme una provocazione sul fatto che ogni maternità sia un ‘incognita, un’avventura che si sviluppa per vie sconosciute e spesso nuove e “dietro ogni maternità c’è una persona, che indichiamo con cinque lettere sempre uguali ma che è ogni volta diversa” (Fonte: Valentina Furlanetto, giornalista –scrittrice e autrice di “Si fa presto a dire madre” Melampo ed.).

 

Definire la dimensione del materno è molto più complesso sia in rapporto ai ruoli genitoriali che cambiano sia perché, oggi, madri e padri sono sempre più intercambiabili e per questo è opportuno stimolare riflessioni sull’essere padre e madre nella propria diversità e complementarietà, sul proprio stile educativo e sulle scelte da affrontare insieme per sé e per i figli.

Sapere educare ed educarsi alle transizioni, ai cambiamenti di assetto socio-economico, familiare e o personale, è un compito che va affidato ai genitori, senza esautorarli, ma senza peraltro lasciarli soli e, come spesso mi capita di ricordare e sottolineare nei miei incontri su questi temi, le persone che per motivi professionali affiancano la famiglia nei suoi passaggi più delicati e difficili dell’ esistenza, quindi anche in tempi di crisi economica come l’attuale, hanno proprio una grande responsabilità.

“Per vivere con onore bisogna struggersi, battersi, sbagliare e ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente”. Lev Tolstoj

 

 

 

 

I  libri   che consiglio  per quest’estate 2016

 libri

Viaggi del pensiero dentro e fuori di noi

 

Quest’estate  mi dedicherò   a  profonde riflessioni , attraverso   “viaggi  del pensiero”   e percorsi   culturali ,  da svolgere   dentro e fuori di noi ,  accompagnata   da   scrittori ,  pensatori   e giornalisti  che sanno fornire  i giusti  spunti di riflessione e strumenti   per  curare il  proprio  benessere  individuale e collettivo ,  soprattutto ai tempi della crisi.

Riflessioni   sulla  nostra società  e  sulla ricerca di   sé stessi   per   capire dove stiamo andando e  “quale   umanità   potremo e vorremo essere”  nei prossimi  20 , 30, 50   anni.

Ecco le mie proposte :

Jacques Lacan 2 vol.  La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto di Massimo Recalcati, Raffaello Cortina Editore

http://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/massimo-recalcati/jacques-lacan-9788860307996-2195.html

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Cosa pensano le ragazze di Concita De Gregorio , Einaudi Editore

http://www.einaudi.it/speciali/Concita-De-Gregorio-Cosa-pensano-le-ragazze

cosa pensano le ragazze

BABEL  di  Zygmunt Bauman ed  Ezio Mauro,  Editori Laterza

http://www.laterza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1624&Itemid=101

 

 

Bauman  - Babel

 

Stefania Cavallo

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/27/appello-per-i-miei-libri/

6 luglio 2016

 

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