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Lettera ai miei studenti

9 giugno 2017

una prof  “acrobata”

 

“Il nuovo percorso da trovare è sempre all’interno di sé” , le traceur  Sébastien Foucan

                                      Michel Sardou                                               

Cari studenti, anche quest’anno è finito e sento il bisogno di ringraziarvi tutti.

E’ il secondo anno  che svolgo con alcuni  di voi , diversi programmi  di francese e mi auguro di avervi  fatto amare un po’ questa lingua che mi appassiona tanto.

Il senso del laboratorio cinematografico in lingua francese è stato proprio quello di sensibilizzarvi su alcune  tematiche a cui il cinema francese è particolarmente legato  come ad esempio  quello dell’adolescenza, così come il tema dell’Olocausto e della disabilità attraverso un meno conosciuto  e straordinario  cinema d’autore .

Spero di avervi fatto comprendere anche un po’ di più la grammatica , con più leggerezza  anche quella un po’ più ostica.

Attraverso i diversi linguaggi artistici,  ho cercato di farvi  conoscere alcune  eccellenze francesi , personaggi che fanno grande la Francia e che esportano l’anima francese nel mondo in vari campi , dalla letteratura, al cinema, all’economia, alla cucina, allo sport e alla storia di questo paese.

Come non ricordarsi ad esempio  la storia di Sébastien Foucan con la sua disciplina del “parcour” , disciplina, intensa e totalizzante, nata circa tre lustri fa in Francia e ideata, fra gli altri, dallo stesso Foucan e da un altro acrobatico parigino, David Belle?

Il nuovo percorso da trovare è sempre all’interno di sé; soltanto quando si ha davanti l’ostacolo si può immaginare come saltarlo o aggirarlo, in un modo che non è mai uguale al precedente. In questo senso, il Parkour diviene a tutti gli effetti una filosofia di vita, un modo per riappropriarsi di uno spazio urbano alieno e non identitario, conferendogli senso e umanità. Un’arte, quella dei “traceurs” , che non poteva nascere che all’interno dei cosiddetti “non luoghi”.

Spero di avervi fatto comprendere e amare  gli autori e i testi della letteratura francese , arricchendo il vostro vocabolario ma soprattutto avendovi incuriosito  alle loro vite,  al loro pensiero e al loro modo di pensare ad un mondo migliore come  col  “Candide” di Voltaire.

Vita, Cultura  e Istruzione sono legate tra loro  e  le ultime due  vanno alimentate continuamente.

Mi auguro che tutto questo vi sia arrivato in maniera stimolante, a volte allegra  e rispettosa per ciascuno di voi, senza mai tediarvi molto e creando le basi  per farvi apprezzare in maniera nuova e piacevole questa lingua europea ancora molto  usata , parlata e tutt’altro che in via di estinzione .

Abbiamo parlato di  “lettura” , oltre che di “letteratura”,  in maniera molto approfondita, grazie allo scrittore ed ex-insegnante Daniel Pennac   e vorrei chiudere questa mia lettera con alcune sue parole e  con l’augurio che vi arrivino con grande affetto e simpatia :

“ L’uomo si costruisce delle case perché sa che è vivo, ma scrive libri perché sa che è mortale. Abita in gruppo  perché è gregario , ma legge perché sa che è solo. Questa lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun altro, ma che nessun’altra compagnia saprebbe sostituire. Non gli offre nessuna spiegazione definitiva sul suo destino ma tesse una rete di connivenze tra la vita e lui. Infime e segrete connivenze che raccontano la  paradossale felicità del vivere allo stesso modo in cui illuminano l’assurdità tragica della vita. In maniera che le nostre ragioni di leggere siano strane come  le nostre ragioni di vivere. E niente sia  autorizzato nel  reclamarci dei conti su questa intimità “ (mia traduzione da “Comme un roman”, Daniel Pennac)

 

A tutti i miei studenti

 

 

 

#20maggiosenzamuri Milano

Partendo insieme da queste basi comuni si possono tessere  bellissime storie che fanno il giro del mondo ! Ho sempre creduto che i muri mentali e culturali siano quelli peggiori !

 

 20 maggio

 

Il regista Ken Loach in un’intervista sulla sua realistica e dura pellicola “In questo mondo libero” afferma: “Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l’unico modo in cui la società può progredire; l’idea che tutto sia merce di scambio, che l’economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri”

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/05/23/il-mio-omaggio-a-ken-il-guerriero-23-maggio-2016/

marcostefania

L’importanza dell’ “esserci” al di là delle strumentalizzazioni partitiche o dell’orgoglio di bandiera   

Stefania e Marco

Mio marito Marco, immortalato nella foto ,   ogni tanto mi segue nelle mie urgenze di “esserci” per condividere e partecipare a momenti solidali e più corali umanitaristici. Mio marito è un po’ critico rispetto al tema dell’inserimento delle persone migranti , a seguito dell’accoglienza, perchè crede che ci sia troppo “buonismo” e lui ha molti casi che potrebbe raccontare proprio in merito ai lavori precari che ha svolto in questi anni recenti , dopo aver chiuso l’attività di piccolo imprenditore a seguito della crisi ecc.; mi ha fatto piacere che abbia partecipato e abbia detto che la manifestazione gli è piaciuta e ha potuto vedere anche qualche personaggio pubblico e televisivo  “dal vivo” e respirare un’aria veramente “accogliente”.

 Vorrei far parlare le immagini che ieri ho raccolto e inserire solo qualche personale suggestione con qualche mio contributo , già scritto in questi anni sul mio blog , che per me significa veramente molto su questo tema dei migranti e dell’immigrazione.

20 maggio casa mia

 Da Barcellona via Milano, ora la bandiera del #20maggiosenzamuri resterà sempre a casa mia a Basiano come la maglia rossa contro il femminicidio , che resta sotto

 

Ieri a Milano eravamo  veramente una marea di persone , circa 100 mila, molto mondo del terzo settore e certamente molte famiglie con bambini, gente comune, cittadini , movimenti  civici e tutti coloro che normalmente sfilano per il 25 aprile e hanno sfilato allo storico corteo del  “Se non ora quando” nel 2011  sempre a Milano .

Capofila della manifestazione il Comune di Milano che ha voluto fermamente  questa manifestazione per replicare la sfilata di Barcellona,  e ora da Milano il testimone potrebbe toccare a un’altra città europea e perché no Parigi ?

Ho incontrato  molti sindaci della provincia milanese e dei comuni capoluogo più significativi della Lombardia , con la loro fascia tricolore portata con un certo orgoglio e alcuni sindaci li avevo già incontrati  a fianco di lavoratori che nella mia zona  avevano perso il lavoro , a inizio crisi economica ,  e questo testimonia che “essere solidali”  è un valore che non si improvvisa perché richiede di “crederci”,  di “praticarlo” e molta , molta “coerenza” soprattutto in tempi non sospetti .

Ho riabbracciato una mia amica di famiglia , quando si andava a scuola insieme a Milano alle scuole elementari e medie Oriani-Locatelli  di Piazza Fratelli Bandiera e parlo di Jo Squillo, Giovanna Coletti, oggi noto personaggio della moda e non solo…..Milano vuol dire anche questo , nel senso che i miei genitori che arrivarono in questa città tra gli anni ’50 e ’60 , per realizzare il loro sogno artistico nel canto lirico , furono accolti in una rete di famiglie che li aiutarono molto ad inserirsi in questa città che avrebbe potuto sembrare “chiusa”  per gruppi , ma che poi invece rappresenterà la loro principale città adottiva , in cui appunto ci sarà anche l’incontro importante con la famiglia Coletti e  i pomeriggi  del gioco insieme per noi bambine, o per l’appuntamento settimanale  della ginnastica artistica all’epoca presso la Pro Patria di viale Romagna ,  poi ognuna di noi prenderà la sua strada. Personalmente quel ricordo resta indelebile nella mia memoria emotiva e quando capita di ravvivarlo , come ieri ,  è proprio come se il tempo si fosse “proustianamente” fermato a quegli anni e nulla sia cambiato.

I primi tempi a Milano, per i miei genitori , furono difficili e trovarono aiuto da famiglie molto accoglienti e amanti del bel canto , e all’epoca i miei  non se la passavano bene e questo era uno dei racconti che mia madre spesso mi riportava , quasi a dire che i cosiddetti “milanesi” , quelli del “cuore in mano”, lei li aveva conosciuti bene e in qualche modo sono quelli che all’epoca avevano consentito loro di  non trovarsi più  da soli e di non sentirsi  in qualche modo isolati , insomma  di potersi  creare una posizione sociale dignitosa, quella che poi ci ha portati a vivere il “boom economico” di cui sono testimone ,  come figlia e bambina  “milanese” di quegli anni.

Oggi che vivo in provincia , sento sempre il richiamo di questa città , il cosiddetto “imprinting” di una città come Milano , in cui sono cresciuta nei miei anni  più importanti dell’adolescenza e della mia crescita scolastico-formativa e professionale.

Una città che nel frattempo si è tinta di molti colori , sempre più multietnica, e non ha mai rinunciato al suo valore di “accoglienza” , allora così  come in questi anni più recenti.  

 

nowalls 

Ieri , arrivati proprio sotto il palco in piazza Cannone , parco Sempione, avevamo  una posizione veramente favorevole e ho salutato un po’ tutti quelli che conoscevo come Don Virginio Colmegna,  grande amico di “noi”  mediatori familiari e di Fulvio Scaparro , mio maestro nel settore e al quale devo la mia passione per l’approccio alla mediazione e alla gestione alternativa ai conflitti.

Ho sempre creduto che i muri mentali e culturali siano quelli peggiori !

 https://stefaniacavallo.wordpress.com/2017/02/19/le-parole-della-mediazione/

 

 Un fiume di colori di 100 mila persone circa, in un bel pomeriggio di sole , tante famiglie, tante le associazioni del Terzo settore, i diversi rappresentanti del comune di Milano e del governo, Tito Boeri, poi Gino Strada, Omar Pedrini, Moni Ovadia, Gad Lerner, Luigi Manconi, la mitica Emma Bonino ,Roberto Vecchioni . Bravissimi i bimbi del Coro dei Leoni della scuola elementare di Via Palmieri di Milano che si sono esibiti col loro giovane e bravo maestro del coro e le loro insegnanti.

Bravi ad esserci i sindaci presenti dell’hinterland milanese e lombardi come Gori di Bergamo e tanti altri.

 Ho abbracciato e baciato il prof/cantante/scrittore Roberto Vecchioni, che ultimamente ho seguito più come scrittore e ho conservato un suo aneddoto, si ispira al mondo della scuola, ambito di significativa integrazione e civismo,   e  lo  riporto qui di seguito;  in qualche modo racconta di “umanità”, una qualità anch’essa che non si può comperare ma che può essere contagiosa,  come l’accoglienza:

 Roberto Vecchioni  durante  un’ intervista di Concita De Gregorio di un anno circa fa , a Pane quotidiano,   ha presentato uno dei suoi ultimi bei libri sul tema della “felicità” e ad esempio lui che è stato 45 anni professore di lettere , di latino e greco ha raccontato un episodio bellissimo di un ragazzo che doveva fare la maturità però nel momento dell’esame di italiano , del tema, ha consegnato il foglio in bianco perché stava vivendo una profonda delusione affettiva e la ragazza che amava lo aveva lasciato ed era distrutto tanto da compromettere un momento importante della sua vita quale appunto la maturità …..allora Vecchioni racconta come sia intervenuto come Presidente di commissione per aiutare questo ragazzo che era uno dei più bravi , con tutti ottimi voti, e gli ha raccontato , a modo suo , la storia di Orfeo ed Euridice il mito dell’amore eterno . Bellissima lezione di vita per i giovani e anche per gli adulti! Questo è solo un esempio per dire con un certo sincronismo che forse non sempre troviamo nella scuola , come nella vita, persone che ci comprendano ( nelle nostre fragilità e limiti) e quando capita però è un’esperienza molto gratificante e che ti fa credere nel fatto che esista una comunità di esseri umani in cui potersi riconoscere .

 

Una comunità di esseri umani in cui potersi riconoscere …..un messaggio che ritorna , ed è ritornato pure ieri 20 maggio.

 20maggiosenzamuri

Nella centralissima galleria di Napoli , un episodio piuttosto violento, tocca anche il tema sociale dell’immigrato , col “vu cumprà” su cui Fabio , un bravissimo Elio Germano , si scaglia quasi come a significare, da parte del regista, che la nostra società, noi tutti, non possiamo più far finta di niente e girarci dall’altra parte.

Il film di Amelio “La tenerezza” , molto poetico e vero . La frase del detto arabo ” non si va via ma si torna alla propria casa , non è un andare avanti, ma un tornare indietro”……il senso della vita: https://stefaniacavallo.wordpress.com/…/la-tenerezza…/

#20maggiosenzamuri

  Noi adoriamo San Calogero un Santo nero

lontano-dagli-occhi

il castello

 

“El Castillo” (Il Castello) di Jorge Mendez Blake

 

Il libro che incrina il muro. Un libro, la cultura piega e rompe i muri

 L’opera nella foto si chiama “El Castillo” (Il Castello) realizzata dall’architetto e artista messicano  Jorge Mendez Blake ; un solo libro, più sottile di un mattone, sostiene l’intero muro, ne deforma la struttura e lo piega”.
Méndez Blake è interessato da come una piccola cosa possa trasformare qualcosa di grande”.

 

pennac e marcia migranti

Daniel Pennac , insegnante e scrittore passa la sua infanzia in Africa.

È  uno dei miei scrittori francesi preferiti.    

  radio popolare 20 maggio

Radio Popolare, una  grande presenza all’iniziativa con i suoi bravi speakers che hanno animato l’iniziativa e gli interventi dal palco in piazza Cannone-parco Sempione a Milano

 karamogo

I Karamogo in azione , uno dei rari gruppi italiani di tamburo africano , come mi spiegò un mio studente di francese , che diffonde questa tradizione etnica musicale e artistica anche da noi in Italia , accompagnandosi alla danza ; molto affascinante conoscere l’origine di queste tradizioni e sapere che degli italiani la portino in giro in Italia e nel mondo con formidabile bravura e competenza artistica……mi hanno spiegato che è molto dura i primi tempi per coloro che iniziano seriamente a suonare questi tamburi , perché  praticamente bisogna che si formino i calli e poi l’iniziazione è completata , ma all’inizio sono dolori alle palme delle mani ! Il suono del tamburo evoca suoni ancestrali e universali che fanno parte di ciascuno di noi e lasciarsi andare diventa molto naturale, oltre che porci in contatto con una parte più intima di noi stessi; in alcuni momenti è come sentire il proprio battito del cuore e sapere che “abbiamo un cuore” non solo organicamente è fondamentale ! https://www.facebook.com/karamogo.it/?fref=ts

Alcuni  miei video a riguardo li trovate su facebook al seguente indirizzo:  https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos_by

Questo è quanto .

Grazie a tutti  “noi”  e alla prossima !

 

Stefania Cavallo

 

www.stefaniacavallo-wordpress-com

 https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127

www.lemondedestephaniemonblogfrancais.wordpress.com

 

21 maggio 2017

Sorgente: #20maggiosenzamuri – Negli occhi dell’altro : “Look Beyond Borders”

LA TENEREZZA di  Gianni Amelio  (2017)

“La felicità è una casa a cui si guarda indietro”

la tenerezza

 

Un film sull’amore , sulla vita , sul rapporto genitori-figli con particolare focus sulla figura del padre , sull’eredità genitoriale e sull’importanza del mutuo-aiuto umanistico a fronte della solitudine esistenziale contemporanea in cui tutto sembra spento e rimosso , le emozioni sono congelate e congelano i rapporti così come emerge una certa difficoltà dell’essere bambini compresi da questo mondo adulto. Il drammatico fatto di cronaca evocato nel film diventa un momento catartico per la comprensione narrativa di ciò avviene prima e di ciò che avverrà dopo;  una bella storia sui padri di ieri e quelli di oggi, sulle loro difficoltà a relazionarsi e a esprimere emozioni e sentimenti in vario modo ( inadeguatezza emotiva con i figli piccoli o ormai già grandi). Un’opportunità di riflessione e discussione su qualcosa che forse è poco indagato, considerato quasi un tabù sociale e che , a mio avviso, parla molto “ai” /”dei” padri di oggi .

Nella centralissima  galleria di Napoli , un  episodio piuttosto violento,   tocca anche  il tema  sociale  dell’immigrato , col “vu cumprà”  su cui  Fabio , un bravissimo  Elio Germano ,  si scaglia quasi come a significare, da parte del regista,  che  la nostra società, noi tutti,  non possiamo più far finta di niente e girarci dall’altra parte.

Il film di Amelio “La tenerezza” , molto poetico e vero . La frase del detto arabo ” non si va via ma si torna alla propria casa , non è un andare avanti, ma un tornare indietro”……il senso della vita .

Più precisamente , si tratta di una frase “topica” del film, attribuita a un proverbio arabo, e che  recita: “La felicità è una casa a cui si guarda indietro” , ma il regista non conosce l’autore della citazione, “ma corrisponde a tutta la mia filosofia. Cito Musil che diceva in una sua opera, I Fanatici, non si è mai tanti in noi stessi come quando perdiamo il cammino, qualche volta perdersi per strada significa ritrovarsi. La soluzione delle cose non va cercata chissà dove, la felicità è ritornare sui propri passi quando si è persa la strada. Quanto ti perdi per strada, non andare troppo avanti, torna indietro qualcosa trovi. Questo dovrebbe insegnarci a essere più morbidi” cit. di Gianni Amelio .

“La felicità è una casa a cui si guarda indietro” (cit.)  viene  fatta recitare alla brava attrice Giovanna Mezzogiorno che nel film interpreta la figlia del personaggio principale/alias Carpentieri eccezionale. Bravissimi tutti! C’è veramente tanto bisogno di umanità e di mutua tenerezza oggi e il semplicistico “lasciarsi andare” ( titolo di un altro bel film commedia di questi giorni…) o “lasciarsi vivere” a volte può diventare risolutore nelle relazioni e con sé stessi.

Struggente e toccante, una storia e un regista che mi  mancavano  da un po’ e sono felice  sia di aver visto il film sia aver ritrovato un bravo regista .

http://www.radiocolonna.it/cinema-e-spettacolo/2017/04/24/la-tenerezza-gianni-amelio-e-i-suoi-attori-presentano-il-film/

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NUOVO PROGETTO E CONFERENZA  di Stefania Cavallo

SCUOLA-VITA- ARTE : BUONI MAESTRI  E PAROLE CHE AIUTANO .

” I metalli si riconoscono dal suono e gli uomini dalle parole” di Baltasar Gracian (scrittore spagnolo, 1601-1658)   

I maestri sono tanti, quelli incontrati e quelli che insieme incontreremo attraverso  “Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”.

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L’incontro con  dei buoni maestri  ci fa sentire più fortunati e testimonia  l’aver fatto la strada in buona compagnia , affrontando  la solitudine  e  i distacchi,  ciò che  procura  dolore e   gioia , con l’energia  della speranza, con il cuore e la  mente aperti e pronti  ai consigli  e  al sapere.

Il 2017  segna i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia.
Sono tanti ? Sono intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso , anche nella solitudine .

Registi, scrittori , educatori, preti  e addetti ai lavori  che trattano questi temi  spinti  dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso  autobiografica,  ci spiegano  come  la straordinaria avventura dell’educare appartenga  a ciascuno, così   come   l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola,  in vari ambiti in questi anni,  e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Mi auguro che questo percorso  e progetto  pensato nel tempo e cresciuto in questi anni  possa creare momenti  di discussione e di confronto  nelle scuole  e nella società  civile , tra insegnanti , educatori ,  studenti  e famiglie  in maniera da  attivare nuovi  progetti nei quali  riconoscersi  nel  difficile e misterioso mestiere  dell’insegnare e  dell’ apprendere.

Stefania Cavallo

6 maggio 2017luoghi_anima_libreria

 

Ad Alberto Galgano, mio grande e buon maestro !

L’incontro con  dei buoni maestri  ci fa sentire più fortunati e testimonia  l’aver fatto la strada in buona compagnia , affrontando  la solitudine  e  i distacchi,  ciò che  procura  dolore e   gioia , con l’energia  della speranza, con il cuore e la  mente aperti e pronti  ai consigli  e  al sapere.

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Se ne è andato ieri mattina il mio “ex-Big President” Alberto Galgano e  il cui nome,  come avviene nel linguaggio aziendale , che ama  gli acronimi,  veniva abbreviato simpaticamente con  “AG”  e come per molti , che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui, anche a me sono venuti alla mente diversi ricordi e aneddoti vissuti di persona.

Anche per me è stato una grande e “buon maestro” dal punto di vista professionale e umano e  tra quello che mi ha lasciato in maniera indelebile sicuramente restano  : il senso della  disciplina e l’etica del lavoro , l’attenzione e la cura continua per i  dettagli, l’amore per il sapere continuo  e  l’idea che non vi sia nulla di impossibile che non si  desideri  realizzare , lo spirito di squadra e  soprattutto il concetto che bisogna essere generosi nel diffondere la propria conoscenza, il  cosiddetto know-how,  cosa che lui non temeva  fare  nel rispetto di chi si poneva come concorrente e rivale del mercato competitivo di riferimento  nella consulenza aziendale.

Da Alberto Galgano ho imparato moltissimo,  come capita quando incontri “buoni maestri” e  non so  se anche a voi è mai capitato di innamorarvi di storie particolari come quelle che piacciono a me e mi riferisco  soprattutto alle storie in cui c’è un insegnante che ama talmente il suo lavoro che lo trasmette ai suoi studenti,  tanto che questo fatto  rappresenti   l’incontro più importante della loro vita ,  un incontro che  cambierà  la  propria prospettiva  di vita  in maniera  determinante ;  ebbene  sarà forse perché a me è capitato sul piano professionale ed umano, proprio con  “AG” ,  e ogni volta che leggo un libro o vedo un film che propone questa storia  è un modo per rivivere quell’esperienza anche per me fondamentale  e  forse “salvifica”,   perché   – insegnandomi   l’importanza della conoscenza, dello studio  e della  “memoria” –  mi ha segnato  tanto che ancora oggi   sento questa responsabilità .

Chiudo  con questa metafora per me molto potente ed efficace perché mi ha sempre aiutato nei miei momenti  più  difficili  sia nel lavoro che nella vita ,  “Vedere gli alberi e non la foresta” :

https://albertogalgano.wordpress.com/2015/03/06/vedere-gli-alberi-e-non-la-foresta/

La parole e i ricordi creano fili invisibili tra le persone  e infatti personalmente non credo che la semplice presenza , il visibile,  esaurisca le forme dell’essere e della propria esistenza.

Ti stringo forte caro Presidente,  ovunque tu sia,  e abbraccio forte anche tutta la tua famiglia e i tuoi cari.

Stefania Cavallo

1/05/2017

Storia di  7 stupendi gattini e della loro mamma –gatta!

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Degli stupendi  gattini sono nati il 25 aprile scorso , erano le h. 17 circa, e si tratta di  sette gattini , due di colore splendidamente rosso, quattro prevalentemente  di colore tigrato scuro , con sfumature di rosso,   e uno di colore bianco con una goccia bianca  sulla fronte  e una sorta di mascherina bianca che gli disegna il musetto. Una meraviglia!

Il parto della bella mamma- gatta  è avvenuto in casa tra le h. 17 e le 20,30, a più riprese, ed è stata per me , per  mio marito e mio figlio una vera  emozione, perché è stata la prima volta per  tutti noi , mentre per questa gatta pensiamo sia la seconda volta, un primo parto forse è già avvenuto lo scorso autunno, visto che una giovane gatta può partorire due volte l’anno, in autunno e in primavera.

Questa gatta “trovatella” è entrata nella mia vita verso fine gennaio, con due suoi micini rossi e quasi subito ho pensato che qualcuno l’avesse “messa in strada” perché  incinta .

Comunque la cosa che mi ha emozionata sin da subito è che sia arrivata proprio quando mia madre Ada  era in ospedale e poco prima che ci lasciasse per sempre . Da allora ho pensato ad un segno e ho creduto di occuparmi  di persona  di questi gatti , pur lasciandoli liberi , facendoli  andare e venire, la mamma –gatta con i suoi due piccoli gatti ( di circa 5/6 mesi) , dando loro  la pappa   tre volte al giorno  e preparando due cucce calde per la notte,  sul terrazzino esterno alla mia abitazione , piccola e modesta, e questo terrazzino è diventato il loro spazio e ambiente di conforto e di soccorso sin da subito, perché  in qualche modo  il mio intento era quello di abituarli a me e ai miei  familiari con gradualità , con pazienza e amore perché i  due gattini erano piuttosto selvatici e scappavano sempre  come dei “LAMPI” , soprannominati da noi anche così,  mentre la gatta avendo sicuramente un trascorso da gatto di casa , si lasciava accarezzare  e alla fine  entrava in casa  come se fosse sempre stata la “sua” casa.

lampo

Controllavo che non succedesse loro qualcosa di brutto, e in qualche modo ho fatto da ente di protezione animali , e  cercavo che andassero il meno possibile in giro e che non incappassero in qualche pericolo.

Il 25 aprile, giorno della Liberazione, giorno anche dell’onomastico di mio marito Marco e del  suo 62° compleanno, la  gatta ha deciso di  partorire sul tappeto della mia sala , dopo che aveva dormito con noi in casa e avevo capito che era arrivato il momento. È stata veramente bravissima e dolcissima e l’ho assistita personalmente durante il parto , mi ero documentata un po’ prima, perché mi sentivo questa cosa e desideravo molto che potesse partorire al sicuro in casa e non su un tetto o in un posto sporco e nascosto di  qualche casa diroccata della zona, dove magari alcuni  suoi  micini  neo-nati sarebbero deceduti !

Dal 25 aprile , in casa mia è sempre festa perché la presenza di questi mici comunica proprio  “VITA” ed è una sensazione non solo molto poetica , per me, ma anche questo è un segno incredibile giunto a destinazione e non casuale.

Ho sempre continuato a seguire e a prendermi cura anche degli altri due gattini rossi perché ci tenevo che loro continuassero a sentirsi protetti e facenti parte di una “ famiglia allargata” e infatti  hanno fatto  le loro continue scorribande sino al 28 aprile .

Era venerdì mattina presto  e quando mi accingo a dar loro i croccantini , che aspettavano sempre  in maniera famelica, vedo che restano nella cesta e non si muovono, questo mi fa capire che c’è qualcosa che non va , infatti uno era quasi immobilizzato e molto malandato  e l’altro però riesce ad uscire dalla cesta a fatica , cade come un sacco per terra  fuori dalla cesta , e noto che le gambine non lo reggono , si muove per scappare non più come era solito fare a modi “ lampo,” ma come chi ha un blocco alle  zampine posteriori e poi se ne va nel suo sottoscala attiguo alla mia abitazione senza farsi prendere , così come succedeva che non si riusciva mai a prenderli perché scappavano via , in particolare uno dei due , perché l’altro in realtà almeno cominciava a farsi accarezzare.

lampo 2

Morale , il gattino più malandato è deceduto ieri mattina presso il Canile Sanitario Russo di Premenugo di Settala (MI) dove l’ho portato di corsa  appena ho visto che aveva ripetute convulsioni epilettiche e mi sono accorta che era quasi morente . Mi sono subito messa in contatto sia con le  mie due  referenti dell’OIPA di Milano , Paola e Virginia, che mi hanno  supportata in tutto questo periodo , sin dall’arrivo dei due gattini  e della loro mamma, sia con il medico veterinario della ASL di Gorgonzola,  il Dottor De Vecchi, che mi ha inviata al canile/gattile  , dove  hanno trattenuto il gattino per le cure d’urgenza e in quanto già molto grave ma purtroppo il gattino non ce l’ha fatta.    Il veterinario del Canile/Gattile, in convenzione con ASL e regione, ha  trovato sangue vivo all’interno del micio,  quindi la salma  è stata messa sotto sequestro e inviata a Milano all’Istituto Zooprofilattico , come da protocollo,  per  l’autopsia e per accertare le cause  del decesso e per ravvisare  se ci sia stato avvelenamento o qualche altra causa cruenta di uccisione di questi animali , ad opera di qualcuno che in maniera irresponsabile voleva liberarsi di loro, della mamma –gatta e dei futuri micetti , perché forse erano infastiditi da questi esseri , senza motivi oggettivi  e da una situazione che si era venuta a creare in zona del tipo mini-colonia  felina, situazione che in realtà però  era da me controllata e tutelata proprio per raggiungere lo scopo di sterilizzare  al più presto  la mamma-gatta e dare in adozione prima i due gattini rossi, così come i neo-nati del 25 aprile scorso .

lampo due

Il veterinario del Canile/Gattile, che ha trovato sangue vivo all’interno del micio,  è stato molto cauto pur essendo stato  ravvisato un “sospetto” reato a danno di uno dei due gattini morti ( il secondo non l’ho potuto recuperare ma ha avuto le stesse convulsioni e vomito e si è andato a nascondere in luoghi nascosti dove penso sia morto) . Martedì 2 maggio prossimo , a mezzogiorno,  saprò la verità.

Ora comunque nessuno può fare più del male (nel caso) ai miei mici appena nati e nemmeno alla gatta . Resta il rammarico di aver perso  i primi due mici rossi, i miei due piccoli amici  “Lampo”,   ma  almeno  sono riuscita a salvare  i loro piccoli neo-fratellini e neo-sorelline, ossia  ben 7 gattini e la loro mamma-gatta , questo è ciò che conta!

Al momento,  questi gattini sono in osservazione e in cura da me  e  ci sono dei  tempi di attesa per via dello svezzamento,  ma tra un mese circa potrò  farli adottare tutti. Questi micetti  aspettano di essere adottati da famiglie che se ne prendano cura con  calore e  tanto amore.  Sono bellissimi!

AIUTATEMI A RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO E A CONCLUDERE UNA BELLA ED  ESEMPLARE STORIA DI SALVATAGGIO!

Contatti: Stefania Cavallo 392/1316509

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Stefania Cavallo

30 aprile 2017