Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo …lo cambiano davvero!Just another WordPress.com site

 

A 56 anni mi domando spesso se , in questo paese, varrà ancora tenersi aggiornati , in maniera seria ,  in ciò che si ritiene essere il proprio mestiere, la propria professione  e per la propria sopravvivenza sul mercato ….o no?

Mi domando spesso se , in questo paese, varrà ancora pensare ad una longevità lavorativa, vivacizzata nella mente e nello spirito,  e   non dandola mai per scontata……..o no?

Da “La forza dell’ottimismo” di Alan Loy McGinnis  leggo che “l’autore pur avendo passato in rassegna tutte le ricerche psicologiche sull’argomento dell’ottimismo, ha scoperto che c’era molto di più da imparare studiando la vita di persone ottimiste, piuttosto che rifacendosi a teorie psicologiche. Ha quindi letto un’enorme quantità di biografie e ha analizzato la vita di molte persone di successo, scoprendo così che la maggior parte di esse avevano delle caratteristiche comuni.   Non tutti questi personaggi hanno avuto vita facile, ma hanno comunque scoperto tecniche per superare la depressione e mantenere alto il loro entusiasmo”.

Pubblico volentieri il mio curriculum professionale e di studio in quanto l’ho aggiornato con alcune nuove integrazioni  del 2016 e mi auguro di poterlo rilanciare ,  in quanto lavorando con contratti a progetto e a scadenza  proprio in questo periodo mi sto dando da fare   per trovare qualche  nuova occupazione per i  prossimi mesi e  per il periodo estivo, ma non solo,  se possibile negli ambiti a me più affini. Non nego il desiderio di lavorare anche all’estero se in Italia non fosse possibile e in particolare in Francia , il mio secondo paese per familiarità e in qualche modo per adozione  da parte paterna .

Di seguito ci sono i miei contatti, con disponibilità  per eventuali colloqui di lavoro e nuovi e seri progetti .

CURRICULUM VITAE

stefania foto

Stefania Cavallo

          Cell. 392/1316509         

                   e-mail: stefania.cavallo@alice.it

 

Stefania Cavallo, nata a Milano il 16 febbraio 1961 e residente a Basiano (MI) in Via Dante Alighieri 10; coniugata con figlio.

Diploma di Liceo scientifico e di Laurea in Scienze Politiche con indirizzo Sociologico (Tesi di ricerca biennale di specializzazione presso l’Ospedale San Gerardo di Monza, in Sociologia della Medicina e della Salute con la Prof.ssa F. Pizzini ; voto conseguito: 107 su 110) conferita nel 1986 presso la Facoltà Statale di Milano.

Ottima conoscenza parlata e scritta della lingua francese;  buona  conoscenza dell’inglese ;  insegnante di   francese (in quanto madrelingua)  presso scuole e istituti privati e di Italiano per stranieri.

Doppia nazionalità italo-francese e iscritta al Consolato di Francia a Milano nel Registro dei Francesi stabiliti fuori di Francia – Double nationalité   italo-française et inscrite au Consulat de France dans  le Registre  des Français établis hors de France .

Esperienza pluriennale come insegnante di sostegno, di  supporto per assistenza compiti,  anche con attività di lettrice , e lezioni a pre-adolescenti e ad adolescenti.

Progetto SAF – STUDIO  AIUTO ALLE FAMIGLIE  (https://progettosafstudioaiutofamiglie.jimdo.com/).

Specializzazione in  Mediazione Familiare ( e  Soluzioni alternative delle controversie  o ADR –  Alternative Dispute Resolutionsconseguita nel 2007 col  Prof.  Fulvio Scaparro ,  presso la Scuola Gea – Genitori Ancora di Milano.

Conoscenza dei principali strumenti e supporti informatici.

Scrittrice  di saggistica sociale e blogger .

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiare. Organizza e conduce incontri realizzati per genitori, educatori ed insegnanti sul tema “Famiglie di oggi. Nuove Famiglie e Diritti dei Bambini”; “Educare alla Pace”. Ama scrivere articoli su tematiche di carattere sociale e culturale.

Proprio in questi giorni  sta portando in giro , e nelle scuole, il suo ultimo nuovo progetto col libro “Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola” (https://stefaniacavallo.wordpress.com/2017/02/21/scuola-e-buoni-maestri-quando-gli-studenti-inciampano-nella-scuola/).

In questi anni si è dedicata con passione al tema del “lavoro che non c’è”, dando concretezza ad una prima realtà di progetto che prevede la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate o in cassa integrazione.

Opera privatamente presso uno suo spazio, in provincia di Milano, che ha nominato “Spazio di mediazione familiare e di ascolto”, ossia uno “sportello” al quale le persone possono rivolgersi previo appuntamento telefonico.

È uno spazio anche di “ascolto”, dove si cerca di capire il bisogno della persona e lo si orienta adeguatamente, offrendo condivisione e sostegno in diverse situazioni problematiche.

 

Il blog: www.stefaniacavallo.wordpress.com

Il 1° sito  : http://stefaniacavallo.jimdo.com/

Il 2° sito : http://stefaniacavallo.oneminutesite.it/chi_siamo.html

  

Partecipante a BOOKCITY MILANO 2016 (17-20 novembre)

20/11/2016 – dalle 10:30:00 alle 12:00:00

 Diario semiserio di una mamma blogger e percorsi possibili di genitorialità. Con Stefania Cavallo e Matteo   Villanova 

Villa Necchi Campiglio – MILANO

http://www.bookcitymilano.it/

 

I libri pubblicati con la Casa Editrice Universitaria La Sapienza di Roma:

-“I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia su separazione e divorzio”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2011;

-“Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini e racconti di crisi” , Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2012.

-“Istruzioni per l’uso anti-crisi e Mutuo Aiuto”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2013.

-“Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica “, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di     Roma, 2014.

-“Genitori equilibristi. Diario semiserio di una mamma blogger” , Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di     Roma, 2015.

New   –“Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di     Roma, 2016.

 

 Esperienze di lavoro significative

 

Attualmente-2001:                                                

Consulente e formatrice , in ambito pubblico e privato,  per lo sviluppo di PROGETTI e BANDI   nel sociale  e in tema di mediazione familiare, di gestione creativa dei conflitti  e per la realizzazione di incontri di formazione per genitori , educatori ed insegnanti.

 Esperienza pluriennale come insegnante di sostegno  di  supporto per assistenza compiti, con attività di lettrice  e lezioni a pre-adolescenti e ad adolescenti.

 Progetto SAF – STUDIO  AIUTO ALLE FAMIGLIE .          

Avvia gruppi AMA  ( senza lavoro ; genitori singoli, ecc.) e  forma facilitatori .

 Insegnante di  francese (madrelingua) e di Italiano per stranieri  presso scuole e istituti privati e relativa preparazione per ottenimento certificazioni linguistiche (A1-A2; B1-B2; C1-C3), attività di conversazione .

Collabora  su testate locali, con articoli riguardanti tematiche a carattere sociale e culturale a tutto tondo .

2001-1989:                                                  Consulente in diverse aziende del Settore pubblico (Enti locali e Scuola) e privato in Italia, presso una delle più note ed importanti Società di consulenza di direzione e formazione manageriale italiana in tema di Qualità Totale (Gruppo Galgano a Milano) .

Responsabile in Progetti speciali (convegni, forum, club, workshop, etc)  e Direttore di corso in Progetti di formazione presso la Divisione Pubblica Amministrazione  della Galgano & Associati e Galgano Formazione.

Responsabile per interventi formativi ad ampio raggio: formulazione degli obiettivi formativi, analisi dei bisogni, progettazione degli interventi e valutazione in situazione e finale; scelta dei docenti e delle metodologie didattiche e degli strumenti idonei (lavori di gruppo, simulazioni, esercitazioni, role-play e studio casi).

Docente e formatrice su tematiche relative all’Area “Comunicazione e Relazioni interpersonali” , “Qualità del servizio e soddisfazione del cliente”; in particolare per Operatori, Quadri Intermedi e Dirigenti .

 

1989-1985:                                                 Esperta in Relazioni Esterne presso un’Agenzia di pubblicità a servizio completo (Meroni & Co, Milano) , con compiti di ricerche di mercato, progettazione e realizzazione di campagne pubblicitarie, con attività parallela di collaborazione con l’Ufficio Stampa per l’organizzazione di convegni e manifestazioni.

Insegnante in materie umanistiche in Istituti pubblici e privati; realizzazione di “Indicazioni Bibliografiche su Culture del parto” pubblicazione Cuesp-Edizioni UNICOPLI, in occasione del Convegno Internazionale “ Culture del parto-Luoghi,pratiche,figure”.

 

Completano il profilo:                                   Capacità di lavorare in “team”, per obiettivi e su progetti innovativi; attitudine a lavorare in ambiente dinamico con capacità di relazione e ascolto.

Ottime competenze di organizzazione e di coordinamento

Capacità progettuale e realizzativa  di attività – programmi  formativi  di  progetti complessi.

Capacità nel gestire l’aula  adattando le lezioni  alle caratteristiche degli studenti

Corsi di aggiornamento e

di approfondimento:

Ha frequentato e frequenta  numerosi e qualificati corsi di formazione prevalentemente nelle aree della Sociologia , Psicologia  e  Comunicazione interpersonale,  Marketing,  Formazione , Management , Negoziazione, Mediazione e  Soluzioni alternative delle controversie (ADR –  Alternative Dispute Resolutions) e Mediazione Familiare.

 

Hobbies e  aspetti culturali:                          Le letture preferite sono relative alla saggistica per gli approfondimenti con taglio interdisciplinare.

Appassionata per tutte le forme del linguaggio espressivo (teatro, cinema, musica, danza , etc.), le tecniche meditative, la ricerca interiore, i viaggi e la natura.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196

Codice in materia di protezione dei dati personali.

 

Consapevole delle sanzioni penali, in caso di dichiarazioni non veritiere, di formazione o uso di atti falsi, richiamate dall’art. 76 del DPR 445/2000, dichiaro che quanto sopra corrisponde a verità

 

Quel sentimento  di perdita

All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?  I Sepolcri , Ugo Foscolo

Quel sentimento di perdita che prende quando manca una persona cara, una persona che tanto abbiamo amato e amiamo anche se non c’è più , anzi quando non c’è più questo sentimento di perdita si  acuisce,  con continui flash-back lo alimenta e lo vivifica e fortifica sempre più.

Anche quando stai per perdere la persona che più ami  si vive questo sentimento, questa sensazione tutta interiore che prende il cuore e il respiro e anche la disperazione di immaginare come sarebbe la nostra vita senza questo caro  amore che nel frattempo sta lottando per non morire ma per vivere.

Ogni consolazione, pur importante e necessaria,  non potrà mai  colmare  questa assenza o l’idea di un’assenza totale della persona che più abbiamo amato e amiamo.

 

Stefania Cavallo

18 marzo 2017

 

 

Scuola e anima

#Maldiscuola Percorso breve filmico della serata a Cassina De’Pecchi , 28 febbraio 2017 e libro MALDISCUOLA.FILMOGRAFIA SUL MONDO DELLA SCUOLA E PER LA SCUOLA di Stefania Cavallo

“Un adulto infelice può ricominciare la vita altrove, può ripartire da zero, un bambino infelice nemmeno  lo pensa: sa di essere infelice ma non può dare un nome a questa infelicità. Soprattutto dentro di lui non può mettere in discussione i genitori o gli adulti che lo fanno soffrire: un bambino infelice si sente sempre colpevole..”2  ;  questo discorso del  maestro Richet alla classe,  prima di  congedare i suoi alunni per le vacanze estive ,  resta  a mio avviso  una  grande lezione  educativa   del cinema europeo ,   che fa pensare  ad una  “figura di maestro”  un po’   idealizzata  anche ai nostri giorni  ,  in un momento storico attuale  in cui  il dibattito  sulla scuola e sull’educazione dei nostri ragazzi   balza agli onori della cronaca sempre sul filo dell’emergenza.

Quando il cinema  e i  grandi registi, come Truffaut,  raccontano  storie ,  attraverso la narrazione autentica dei protagonisti e all’interno di una stessa cornice tematica come quella dei disagi del   mondo dell’infanzia e degli adolescenza,  offrono  a tutti noi una grande opportunità di riflessione e di comprensione per nulla scontate .

“La scarsa resistenza alle frustrazioni che notiamo in tanti ragazzi è senz’altro dovuta a un ambiente troppo protettivo e indulgente ma anche, e soprattutto, al fatto che molti di loro non si rendono conto del fatto che frequentare la scuola, studiare è un privilegio per il quale i nostri progenitori hanno lottato duramente, così come hanno lottato duramente per far valere tanti altri diritti che ancora oggi, in buona parte del mondo, sono negati. Il tiro al bersaglio sulla scuola e sul personale insegnante, lo stato di abbandono di molte strutture scolastiche, la disattenzione per contenuti, programmi e metodologie didattiche, non favoriscono certo la motivazione allo studio ma non devono costituire un alibi per non impegnarsi nel cambiamento”  Fulvio Scaparro , psicoterapeuta e scrittore   (http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_14/scaparro_aiuto_senza_assecondare_5261aaae-7039-11de-9fc1-00144f02aabc.shtml?refresh_ce-cp)

PER INFO : DR.SSA STEFANIA CAVALLO  392/1316509

mail: stefania.cavallo@alice.it

2              dal film Gli anni in tasca di F. Truffaut (1976)  ( il discorso alla classe del maestro Richet) .

 

 

PER APPROFONDIRE:    

si  vd.  la BREVE BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA  dal libro  Mal di scuola…..

 «Sono della banlieue, vengo da una famiglia islamica, e ho scritto un libro e un film sulla Shoah»
Ahmed Dramé , autore di “Una volta nella vita” , Vallardi Editore

 Per la Bibliografia , oltre a quella  già citata  del  mio libro  “Genitori equilibristi”,  segnalo in particolare alcuni libri tra quelli  citati nel corso della filmografia e nel libro Mal di scuola……

 

 Link di alcune  pellicole  citate  

 L’amore che non scordo – Storie di comuni maestre di D. Ughetta e M. Vigorita (2007)

Al seguente  Link  trovate alcuni stralci della pellicola : https://www.youtube.com/watch?v=6A5iBCgFT4g

La scuola  di  Daniele Luchetti  (1995):

Una scena “topica”  del film riportata anche in teatro con Silvio Orlando la potete ritrovare al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=tx3cbj4QcUg

 

Scialla! (Stai sereno)  di  Francesco Bruni (2011)

http://www.comingsoon.it/film/scialla-stai-sereno/48408/scheda/

Link  della scena  “Il mito di Enea e Anchise” : https://www.youtube.com/watch?v=_M3WtCEKbe0

I 400 colpi  di  François Truffaut  (1959)

Link  del trailer del film: https://www.youtube.com/watch?v=EIv0xXjBfAQ

 Una volta nella vita – les Héritiers  di Marie-Castille Mention-Shaar  (2016)

Link del trailer (italiano) : https://www.youtube.com/watch?v=jn3EkCSlHAI

Gli anni in tasca – L’ argent de poche di  François Truffaut  (1976)

Link della scena “il  discorso del  maestro Richet  alla classe,  prima di  congedare i suoi alunni per le vacanze estive” : https://www.youtube.com/watch?v=k1-gX8Kp7qA

 

 

Stefania Cavallo

13 marzo 2017

scuola e vita

 

I maestri sono tanti: quelli incontrati e quelli che insieme incontreremo attraverso  “Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”.

L’incontro con  dei buoni maestri  ci fa sentire più fortunati e testimonia  l’aver fatto la strada in buona compagnia , affrontando  la solitudine  e  i distacchi,  ciò che  procura  dolore e   gioia , con l’energia  della speranza, con il cuore e la  mente aperti e pronti  ai consigli  e  al sapere.

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

Di questo e di molto altro parleremo il  prossimo martedì 28 febbraio a Cassina De’ Pecchi.

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

Stefania Cavallo

 

Sito: http://stefaniacavallo.jimdo.com/eventi-e-progetti/

Blog :  www.stefaniacavallo.wordpress.com

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risoluzione dei conflitti

DIMMI CHI ESCLUDI E TI DIRO’ CHI SEI – DON ANDREA GALLO

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In un momento storico-politico drammatico in cui si parla di scissioni, di costruire nuovi muri, di abbattere il nemico e di tornare all’epoca dell “uomo bianco” penso a persone come Don Gallo che invece avevano la grande capacità di unire , di dialogare e di far dialogare al di là dei colori politici e delle contrapposizioni di principio . Un’eredità di cui dovremmo sentirci umanamente orgogliosi e che non dovremmo mai dimenticare , proprio come EREDI DI UN’ UMANITA’ DA SALVARE.

Si parla , in questi giorni, di crisi della mediazione e allora visto che mi occupo da anni di mediazione declinata a livello culturale nei vari ambiti come quello familiare, sociale, scolastico e penale desidero  ritornare su “LE  PAROLE DELLA MEDIAZIONE,  PAROLE DI PACE ” e su quelle  definizioni più significative che  in questi anni ho raccolto e ho conservato  nel mio primo libro  “I Giorni perduti…..”.

E’ proprio perché siamo in uno scenario umano che dimentica facilmente ,  le parole di pace sono sempre più importanti e fondamentali e allora può essere utile ricordare e ritornare  insieme su  quel linguaggio, quelle parole e quelle ritualità  che la mediazione , nel senso più nobile e alto del termine,  ripercorre con fatica e coraggio. 

Diversi studiosi e scrittori si sono espressi in tema di mediazione e sono  Amos Oz, Fulvio Scaparro, Daniele Novara, Don Colmegna  e   Silvia Vegetti Finzi  e , ognuno a modo suo, affrontano in maniera peculiare  e approfondita  l’argomento   o  come  strumento di pacificazione e di rispetto tra esseri umani in tutti gli ambiti della vita ,  o come “approccio maieutico” ossia  una modalità centrata sull’aiuto a comprendere nel profondo la situazione conflittuale, o come  autoresponsabilizzazione di ognuno e con essa la capacità di autogestione col  cambiamento delle parti in conflitto, o infine chi  “legge”  la  presenza di un terzo, il mediatore, come estremamente importante per  trasformare la linea della relazione coniugale in una relazione triangolare in cui  copre un ruolo fondamentale  “la narrazione” , cioè  quando  i genitori spiegano ai figli il  doloroso “passaggio in corso” della separazione .

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Stefania Cavallo

19 febbraio 2017

 

Per Ada

 
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“A cosa pensi mamma” e lei mi disse  “a quando morirò e vi lascerò da soli”

Per Ada

Esiste un amore che vuole possedere l’altro, inchiodarlo, metterlo in catene per averlo sempre vicino ed è l’amore che schiavizza ed è a sua volta schiavo. E c’è quell’altro, che dà la libertà

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Mi  è sempre molto  piaciuto il concetto  di “colui che ti capisce come te stesso” , il mettersi a fianco senza prendere il centro della scena  ed è quello che ha cercato di essere  Ada  per suo marito  Dodò,  una grande testimonianza d’amore autentico .

Questo è quello che ci hai  lasciato in eredità per noi , figlie,  marito, generi, nipoti e pronipoti : l’amore come libertà .

Ada sei  stata una donna, una moglie , una mamma, una nonna e bisnonna,  un’amica sensibile , amorevole, sempre in ascolto dell’altro,  eri  anche molto forte e colta  pur non facendolo trasparire ;  hai  trascorso molti anni della tua giovinezza  nell’ ambito artistico della lirica a fianco di tuo padre,  baritono di fama internazionale e di tuo  marito  all’ epoca tenore . Tu  vorresti  essere  ricordata   per la tua non ostentata umiltà e la tua enorme generosità verso  i familiari  e  chi ti  avvicinava  con qualche problema .

Eri  anche molto ironica e spiritosa e a noi  piace ricordarti  così ; come napoletana  doc , adottata   dalla città  di Napoli  che hai tanto  amato e  che ti ha amata con i tuoi affetti e artisticamente,  perché   i Napoletani lo sappiamo sanno trovare,  “il sorriso nel pianto”,  questo è molto teatrale e fa parte anche del tuo retroterra umano.

Troisi e dei luoghi comuni che sfatava ,  ricordava  una sua battuta nel  film “Ricomincio da tre” , nel finale , quando la donna che gli piace gli dice “Non siete voi Napoletani che dite “quando c’è l’amore c’è tutto?” e Troisi , nel suo ruolo, risponde : “ No, è quando c’è la salute c’è tutto e non quando c’è l’amore!!!!”
Ecco in questa ultima battuta riconosciamo  una certa “partenopeità” anche della nostra  famiglia , in particolare da parte tua mamma , e crediamo sia quell’energia che ci  accompagna nei momenti un po’ più bui dell’esistenza e che spesso risolve delle difficoltà permettendoci  di continuare a pensare che l’ironia sia vitale e spesso risolutiva , così come quel “sorriso nel pianto “ .

Ada per tutto  questo non finiremo mai di ringraziarti.

E come avresti detto tu “Lo spettacolo -della vita- deve andare avanti!”.

Tu cara Ada, come tutte le anime buone e belle,  ci mancherai moltissimo .

La parole e i ricordi creano fili invisibili tra le persone  e infatti personalmente non crediamo che la semplice presenza , il visibile,  esaurisca le forme dell’essere.

Riposa in pace.

I tuoi cari

Stefania Cavallo

9/02/2017

Il  fatto  :  “ Non vogliamo i profughi nei nostri paesi !”

 

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Oggi mia sorella ha voluto rendere pubblico su facebook  il fatto che  una sua conoscente   le avesse inviato  il seguente sms :

“Buon giorno a tutti , volevo comunicare che giovedì 26 alle ore 20:15 davanti al comune di Masate si terrà una manifestazione Molto importante per tutti i cittadini italiani!!! Per dire basta aiutare i profughi ma per dire che adesso hanno molto più bisogno i nostri connazionali! Qui nei nostri paesi non li vogliamo ospitare i profughi.”.

Al momento ho riletto queste parole e poi ho pensato che in realtà questa informazione mi era già arrivata in settimana da un’amica,  la quale mi aveva detto che dovrebbero arrivare  circa  16 profughi su invio della Questura  a Masate perché ci sono diverse abitazioni private libere ecc. , quindi è possibile che questi nuovi  profughi potrebbero alloggiare vicino alla scuole del paese .

 

Allora,  intanto è importante conoscere sociologicamente la storia di questa comunità e dei suoi abitanti, altrimenti possono sfuggire significati  precipui  sulla lettura di  ciò che sta avvenendo in questo piccolo paese.

 

La mia premessa è che non è tirando su muri e creando nuovi ghetti che si risolve un problema così complesso come questo dei profughi che arrivano anche nelle nostre comunità e credo che le nostre amministrazioni abbiano la responsabilità di gestire queste situazioni in maniera molto seria, senza improvvisazioni,  creando tutte le condizioni necessarie e fondamentali per garantire sia i nuovi  ospiti sia  la comunità ospitante secondo il profilo  della giusta accoglienza , della legalità   e dell’integrazione sociale  .

 

Masate è un paese con circa 3500 abitanti , in provincia di Milano – zona Est,  in questo paese sia io che mio marito ci abbiamo lasciato un po’ delle nostre energie positive e un pezzo di cuore, quindi possiamo dire che abbiamo conosciuto dal di dentro, dall’interno, questa comunità e i suoi abitanti e qualche informazione in più l’abbiamo raccolta per poterne parlare a ragion veduta in merito, anche se ovviamente non mi è possibile parlarne in maniera  neutra……ma mi sforzerò.

 

Masate è un paese in cui vi è un senso di comunità e un reticolo  associazionistico piuttosto consolidato nel tempo, composti  storicamente da due grandi anime che erano incarnate dai due circoli politici , ossia quello del vecchio PC  ( denominato il circolo Calì)  e quello della vecchia democrazia cristiana, l’area cattolica del paese, rappresentato dal vecchio circolo delle ACLI  e collocato in un’antica villa;  in sintesi questo era lo scenario masatese  sino a due anni fa circa,  in quanto entrambe le sorti di queste due importanti realtà aggregative dal punto di vista sociale e politico locale hanno avuto un epilogo un po’ tristemente definitivo, l’una, trasformata  in una nuova realtà commerciale e l’altra chiusa completamente.

 

All’epoca, che io mi ricordi,  nessuno degli abitanti di questa comunità è sceso in piazza per difendere queste due realtà che tanto avevano rappresentato e tanto significavano  per questo territorio.

Tutto passò in sordina , come fatto normale,  come  “cambiamento e  nuovo”  che avanzavano.

Secondo le statistiche , e la classifica degli oltre 8mila Comuni italiani per reddito imponibile medio pro-capite dichiarato nel 2014 , Masate è un paesino che  ha un  reddito medio–alto pro capite  e comunque  un convegno che tratti  di tematiche bancarie , finanziarie e di investimenti , come avvenne qualche anno fa proprio a Masate, è stato capace di riempire l’aula con i  suoi partecipanti  come ormai non riesce più a fare nemmeno una presentazione di un libro o di un personaggio  più o meno noto in ambito culturale o politico.

Masate è una realtà  che  diversi gruppi stranieri  hanno scelto e continuano a scegliere come loro nuova e auspicata residenza, soprattutto la comunità rumena  molto ben integrata, seguita , a livello di  minor numerosità di componenti,  da quella coreana e da altre ancora meno numerose in paese come la comunità afro-senegalese .

Ecco,  allora alcune domande  mi sorgono spontanee  :

In un comune e in una comunità  in cui  non ci si preoccupa di aprire un bagno pubblico (esistente, sempre inagibile  e poi chiuso da anni) nel suo parchetto pubblico (molto frequentato soprattutto in primavera e in estate da bimbi piccoli e le loro  famiglie , mamme , papà e nonni ) oppure in cui  non si sanno  difendere realtà storiche come i due luoghi vivi del paese  che erano la vecchia sezione del PCI e il vecchio circolo delle ACLI……..perché , ora e solo ora,   alcuni cittadini  Masatesi  hanno deciso di scendere in piazza contro i profughi, adducendo la motivazione  “che adesso hanno molto più bisogno i nostri connazionali” ? PERCHE’?

Questi cittadini Masatesi  che hanno deciso di scendere  in piazza contro i profughi,  dov’erano quando si sono  organizzati  in paese   diversi  incontri per sostenere le fabbriche , le realtà lavorative   locali  in grave crisi  con le  loro lavoratrici e lavoratori  licenziati  e in cassa integrazione?

Mi ricordo molto bene la serata in cui si parlò  del  complesso e controverso  mondo delle cosiddette “cooperative” , un mondo  che sta diventando sempre più  sinonimo di “gestione spregiudicata”  di  lavoratrici e  lavoratori  spesso al limite della legalità   e in collusione con  sistemi  “a piovra”  opachi  e  moltiplicatori di costi  a scapito di qualsiasi  forma di rispetto  dei lavoratori stessi  e della  dignità  umana .

Volete sapere?

A mio avviso,  – chi è contro i profughi –  esprime  una chiara propaganda politica in  stile    “razzista”  di chi cerca di riprendersi  la  scena politica  a livello locale , una modalità tra le peggiori  che possa esistere perché in realtà, come ho cercato di dimostrare prima,  a queste persone non interessa nulla di tutta questa faccenda che ha ragioni sociali , reali ,  nazionali  e internazionali  molto serie e importanti , perché  a queste persone interessa  solo avere quella visibilità  che non hanno più e  che purtroppo rischia di  avere un seguito e di creare un precedente  piuttosto grave  .

Pur  nutrendo da tempo seri dubbi sulla leadership politica e  amministrativa  di centro-sinistra di Masate,  penso che questa vicenda può essere invece un’opportunità per questi  amministratori e per i Masatesi stessi, ma non solo,  di provare  in maniera civile  ad ascoltare   le ragioni di tutti , le ragioni delle diverse componenti contrapposte  della comunità, per aprirsi alla volontà autentica di  trovare soluzioni condivise e  sostenibili , in cui si possano  praticare scelte  di giustizia sociale e di equità economica , onde evitare la tanto  temuta  e reale  “guerra tra gruppi  -immigrati-profughi-Masatesi in difficoltà  diverse” a memoria della cosiddetta “guerra tra i poveri”.

Certo mi sembra un film già visto il cui genere è tra quelli che non mi piacciono proprio in assoluto.

Stefania Cavallo

26 gennaio 2016