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NO BIOGAS 0

 

Era giunto il momento di creare un nuovo spazio , un nuovo blog ove poter raccontare questa incredibile lotta pacifica e di civiltà del No al Biogas a Masate. Nel primo articolo trovate tutto quello che ho scritto da aprile ad oggi e spero sia gradito a tutti , compresi coloro che decideranno di conoscere di cosa si tratta e decideranno di approfondire e di aderire a questo mega comitato che oramai si è esteso oltre Masate e i comuni limitrofi , interessando tutta La Martesana e non solo.  Buona lettura .  Stefania

 Link del nuovo blog : https://nobiogas.wordpress.com/

Link  con articolo di presentazione del nuovo blog del sito :   https://nobiogas.wordpress.com/2018/08/13/il-mio-nuovo-blog-no-biogas-masate-pensieri-parole-e-immagini-di-questa-lotta-pacifica-e-di-civilta/

Il mio nuovo blog . 

NO BIOGAS MASATE: pensieri, parole e immagini di questa lotta pacifica e di civiltà

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No Biogas Masate

Partecipazione e condivisione su  ambiente e salute

 Non mi sento di pensare che le persone non comprendano ciò che può migliorare la propria qualità di vita, penso che a volte manchi la conoscenza e la possibilità o volontà di trovare del tempo per approfondire , per capire e a volte cambiare sguardo per attivarsi e decidere di cambiare le cose che non vanno non solo per se stessi ma anche per le proprie comunità.

Viviamo in un mondo che produce più rifiuti di quelli che riesce a smaltire e il problema di non volere “in casa” gli altrui rifiuti è sempre più reale, diffuso e controverso e in qualche modo bisogna trovare delle soluzioni condivise e al passo coi tempi.

Non sono un tecnico di questo ambito, ho letto tutti i documenti prodotti sino ad ora , tutti gli articoli della copiosa rassegna stampa e ho partecipato come cittadina ai maggiori eventi di sviluppo di questa lotta pacifica del No Biogas Masate , e il mio sguardo è più di tipo sociale e cerco di riproporre le ragioni che stanno dalla parte delle nostre comunità perchè escluse da un processo di informazione, partecipazione e condivisione su questi impianti previsti nel nostro territorio.

Molte cose le ho già scritte per l’occasione.

I miei contributi per questa giusta causa hanno l’intento e l’ onestà intellettuale di generare ulteriori riflessioni per poter arrivare maggiormente ad investire tutti in un proprio principio di etica e di coscienza individuale, oltre che collettiva, e si rivolgono in particolare a chi dovrà decidere in merito.

Stefania Cavallo

14 agosto 2018

 

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Si fa presto a criticare e meno a fare !

Riflessioni sul senso dell’impegno civico, sociale e politico

LAVORATORI ACROBATI  FOTO

L’esperienza limitata ai miei 57 anni e alcune batoste prese, mi hanno insegnato a prendermi del tempo e a non dare mai nulla per scontato in nessun ambito (mia citazione)

 

In questi giorni mi capita di fare riflessioni sul tema dell’impegno come cittadini e su quanto sia necessario cercare di vivere in luoghi e comunità in cui ci si riconosca per uguale desiderio e volontà di migliorarle.

Non ci sono ricette univoche , né lo si può fare per obblighi o a colpi di colpevolizzazioni , ma anche in questo caso si tratta a mio avviso di attivare percorsi di sensibilizzazione sociale attraverso azioni concrete di civiltà e di coinvolgimento , senza per questo aspettarsi grandi adesioni . Dico questo perché si fa presto a trovare le criticità e ciò che non funziona ma poi non è scontato fare il passo successivo , ossia cercare di “fare” qualcosa , come cittadini, per cambiare le cose e cercare di essere propositivi e costruttivisti sociali .

Questo ce lo dice anche la grande crisi politica che ci attraversa da qualche anno e la difficoltà dei partiti tradizionali a trovare consenso proprio per la disillusione diffusa verso un certo modo di fare politica che sempre più si è distanziato dal paese reale e dai bisogni reali delle persone.

Lo stesso avviene in comunità come le nostre dove è sempre più difficile, direi già da diversi anni , aggregare persone su cause civiche che naturalmente e con buon senso dovrebbero trovare più partecipazione e condivisione. Ma è sotto i nostri occhi che anche in questo caso non esistono automatismi e questo ci deve interrogare per capire cosa sta succedendo e come attivarsi per creare situazioni nuove, più aggregative e attrattive.

Non mi sento di pensare che le persone non comprendano ciò che può migliorare la propria qualità di vita, penso che a volte manchi la conoscenza e la possibilità o volontà di trovare del tempo per approfondire , per capire e a volte cambiare sguardo per attivarsi e decidere di cambiare le cose che non vanno non solo per se stessi ma anche per le proprie comunità.

Feci un “test” quattro anni fa e creai , per partecipare alle elezioni ammnistrative del mio paese, una lista completamente civica su un progetto sociale per migliorare la nostra comunità con l’idea di realizzare diversi sportelli per i cittadini , a costo zero, ebbene non credo fummo compresi , ma avevamo gettato un sasso per fare in modo che si affrontassero certe questioni sensibili come quello di creare luoghi in cui si possano incontrare diverse generazioni e  riconoscersi in quel “farsi comunità” che è andato perso a seguito dei cambiamenti culturali, economici , etici e sociali in atto.

Prima di questo e durante tutto questo periodo ho continuato a creare condizioni per mettermi comunque a disposizione delle nostre comunità e non ho mai preteso che questo avrebbe sortito grandi risultati, ma penso di aver gettato qualche sassolino e di questo sono contenta soprattutto quando viene riconosciuto dalle persone che hanno memoria e non si dimenticano perché presi da proprie convenienze o proprie distrazioni . L’importante è impegnarsi e farlo per le cause che si ritengono giuste , senza per questo avere aspettative , semplicemente si lavora perché il messaggio , che si ritiene importante far passare,  passi .

Quest’anno ve ne è stata una dimostrazione a Basiano con la vittoria del NO alla Fusione con Masate il cui impegno personale e collettivo del gruppo del Comitato del NO Fusione è stato veramente intenso e coinvolgente. Anche con il Comitato del No Biogas Masate vi è stata aggregazione e condivisione tra le persone e non tutto era scontato e lo è , vediamo quanto questa lotta assorba ancora molte energie e tempo , ma non si può mollare vista la importante posta in gioco, ossia la salvaguardia dell’ambiente e della nostra salute.

In una comunità c’è molto da fare e da migliorare e penso che molto dipenda da tutti noi , per quello che è nelle corde di ognuno e nelle possibilità di ciascuno perché una comunità , quando vuole, è molto di più della sola somma dei suoi cittadini !

Stefania Cavallo

9 agosto 2018

 

 

 

 

 

 

Le nostre comunità, sempre più luoghi “morti ”

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Basta andare un po’ in giro per Basiano per capire che c’è lassismo, poco controllo delle principali istituzioni  del territorio ai fini di tutela dei cittadini e delle nostre comunità.

Ho sempre sostenuto che per combattere il vandalismo e fatti , a mio avviso , molto più gravi come quelli legati al mondo della droga e dello spaccio, presente nei nostri territori, si debba intervenire soprattutto con percorsi educativi di prevenzione e con l’integrazione di un supporto significativo delle istituzioni delegate alla sicurezza e al controllo delle nostre comunità.

Sento dire spesso , da un po’ di tempo a questa parte che i nostri paesi , e Basiano, siano diventati sempre più luoghi “morti”, una definizione che mi fa pensare anche linguisticamente e mi fa pensare a come si faccia presto a essere luoghi di appannaggio di delinquenza e di criminalità , qualcosa che va oltre ai fatti di vandalismo registrati e in aumento , seppur preoccupanti , ma non quanto ciò di cui si parla “sottovoce”, ciò che preoccupa molti genitori tra Basiano e Masate , e dintorni, preoccupa per i propri figli e preoccupa perché rispetto a certe dinamiche soprattutto se si è adolescenti non si è sempre pronti e consapevoli e mi riferisco all’uso di alcol e di droghe diffuse soprattutto tra i minorenni .

Credo che “la bellezza” in senso generale aiuti a superare tante fragilità e possa aiutare i giovani a orientare il proprio sguardo alla bellezza della” vita” e a sapersi difendere dalle facili trappole della noia e dell’autodistruzione morale e fisica, come le droghe e altre gravi dipendenze in cui cercare soluzioni artificiose e mortali ai propri problemi.

Quello che farei , se avessi la responsabilità in qualità di amministratore, è creare tante oasi di “bellezza” , di “poesia” in giro nei punti più trascurati e abbandonati del nostro luogo che abitiamo ; creerei luoghi in cui risulti difficile poter compiere atti di vandalismo e brutture di ogni genere , continuerei senza tregua  a generare senso e riflessione su questi aspetti . Sfiderei questa tendenza negativa di “distruzione”, da tanti punti di vista, contrapponendo “creatività” e “cultura” , intese come leve di prevenzione , partendo proprio dai giovani del paese , coinvolgendoli e ascoltandoli per dare loro quello spazio e quella identità che chiedono a loro modo , un’identità che bisogna saper decodificare e incanalare in maniera virtuosa e positiva.

Mi piacerebbe che i nostri giovani potessero trovare luoghi in cui  cogliere situazioni di “bellezza” che facciano la differenza all’interno della comunità che abitano, in cui creare loro stessi motivi di rivalutazione di un’identità e quel senso del “farsi comunità” che è andato scomparendo.

Penso di organizzare un incontro pubblico, in autunno prossimo, su tutti questi aspetti legati al mondo giovanile e in particolare mi piacerebbe aprire ad una riflessione laica sulla questione delle droghe e delle diverse dipendenze giovanili oggi. Ci penso da tempo ed ho in mente tutto , forse ora è arrivato il momento  per  tornare a “parlare” e a creare un nuovo racconto di costruzione attiva del “farsi comunità” e non di inerme rassegnazione a ciò che si può provare a cambiare  per una vita  di relazioni qualitativamente e spiritualmente migliori, la nostra vita e quella dei nostri ragazzi.

 

Stefania Cavallo

6 agosto 2018

 

 

NO BIOGAS MASATE: io sono  per  “ripartire da capo” e tu?

Dalla mia bacheca social lancio questo interrogativo  provocatorio  estivo , perché “non si abbassi la guardia” sulla questione.

 basta puzze

E’ un’opera che serve alla collettività? E’ un progetto che serve alla collettività? Ci servono impianti di gestione FORSU in Lombardia? E allora se ci spostiamo su questa domanda , il fronte del NO si espande, perché si capisce che quel progetto , così come  i nostri impianti di biometano che vogliono costruire a Masate , nelle modalità ormai note e appurate , non servano.

Mentre invece sembra acclarato che spesso queste opere siano di utilità di qualche business  di qualche privato che  certo non ha in mente di dividere i propri ricavi con i cittadini , come potrebbe invece fare un soggetto pubblico , una società pubblica come CEM Ambiente , nel nostro caso . Ci hanno anche spiegato  che se  si vogliono costruire altri impianti anaerobici per la FORSU, vuol dire che vogliamo importare rifiuti da altre regioni.

“Non dobbiamo abbassare la guardia” e questo sembra essere il nuovo mantra che si ripetono i tre comitati impegnati da mesi in questa lotta , così come i circa settemila  cittadini che hanno firmato la petizione “NO Biogas Masate” in poco tempo .

Questo fronte del NO ha una formidabile controproposta che è quella di ripartire dall’inizio , con nuove modalità di partecipazione  e di coinvolgimento della cittadinanza  sui passaggi importanti , un’evoluzione del NO , che diventi Sì , un Sì che coinvolga il basso, un Sì che aiuti la collettività,  non gli interessi personali privatistici  e dell’imprenditoria spregiudicata ai soli fini economici.

Abbiamo esempi sotto i nostri occhi di come diversi progetti  si siano mangiati il nostro polmone verde lombardo, a scapito di investimenti  che invece potevano e possono essere impegnati in maniera diversa ad esempio per riparare  scuole, per migliorare la nostra salute, per realizzare politiche urgenti  per l’occupazione  giovanile e non , per creare spazi  polifunzionali di aggregazione intergenerazionale e tante altre cose utili in luoghi  piccoli come i nostri.

La controproposta del NO è l’unica via possibile per legittimare un modello alternativo di  sguardo al territorio e al suo impiego, ho capito che tutti i No che ho incrociato e che incrocio mi portano motivazioni diverse e tutte interessanti da ascoltare perché   “portano in avanti” ,  è un continuo parlare di progetti più sostenibili , più a misura del nostro territorio e a servizio dei cittadini.

Per questo io sono  per  “ripartire da capo” e tu?

Dalla mia bacheca social lancio questo interrogativo  provocatorio  estivo , perché “non si abbassi la guardia” sulla questione.

 

Stefania Cavallo

23 luglio 2018

 

Lettera al Sindaco di Masate e idealmente rivolta a tutti i Sindaci del nostro territorio sulla questione del Biogas a Masate

Egregio Signor Sindaco,

mi rivolgo a Lei  per un appello , ossia quello di  fare in modo di fermare definitivamente  l’impianto  di biodigestione anaerobica previsto per la produzione di biometano nel comune di Masate , presentato dalla società  Energa  Masate srl  presso la Città Metropolitana di Milano.  In questo momento anche un’altra società, la Bioenergy, ha  presentato la realizzazione di un nuovo  impianto di biogas,  di minori dimensioni e sempre nella stessa area del nostro territorio.

Mi chiamo Stefania Cavallo , sono venuta ad abitare a Basiano nel 1980 , ero una giovane universitaria , e proprio in  questa comunità ebbi il mio primo incarico comunale di consigliere in ambito cultura  e proprio in questa comunità non mi sono mai risparmiata , quando c’era da darsi da fare per apportare  idee nuove e nuovi progetti di miglioramento per questo territorio , a livello culturale,  sociale e soprattutto umano.

Sono milanese e chi arriva da fuori per queste comunità   resta sempre un po’ “forestiero”, anche se  in questa comunità  non ho mai percepito questo sentimento  del sentirmi “straniera” o un “corpo estraneo” , anzi a Basiano mi sono anche sposata e mio figlio ha frequentato tutte le scuole dall’asilo parrocchiale , sino alle Medie di Masate. Mia mamma, spentasi  circa un anno fa,  ora riposa nel  cimitero di Basiano, in una zona in cui si trovano pini marittimi bellissimi.

Questo ultimo aspetto non l’avevo preso in considerazione , ma è capitato. In questi paesi  abbiamo legato amicizie e  relazioni importanti sul piano umano, con i pro e i contro, e tutto questo ci fa sentire parte di una “comunità” , una bella sensazione quando la si vive di persona!

Ci troviamo in un polmone  verde  della Lombardia che ci invidiano in molti , anche se forse un po’ lo diamo per scontato , diamo per scontato di abitare in una zona fantastica dal punto di vista dell’ambiente , col Parco del Rio Vallone, con la vicinanza dell’Adda, con località incredibili dove  poter trascorrere  un po’ di tempo fuori dal grigio delle città e nel verde più verde che esista , tanto da aver ispirato noti pittori , sì perché nei nostri luoghi ci sono percorsi artistici unici , in una cornice veramente pittorica e ispiratrice di buoni sentimenti , anche bei sentimenti  di solidarietà e d’amore .

Allora Le chiedo di riflettere molto bene su ciò che vorrà portare avanti come decisione politica su questi impianti di biometano, criticati non come “nuova tecnologia”, ma come sono  concepiti e dove si pensa debbano essere realizzati  , ossia in una zona incredibile che ho appena descritto, la cui deturpazione , con le annesse implicazioni problematiche sui tanti fronti noti,  segnerà per sempre , per tutti noi e per le future generazioni , uno stravolgimento e un punto di non ritorno ad altissimo e probabile danno irreversibile per tutti.

Non potrei pensare e non potrei farmene una ragione se a pagare le conseguenze di una scelta così sbagliata fossero gli stessi abitanti e l’intero territorio.

Per quanto tempo ancora dovremo assistere  a questa preoccupante “indecisione” di fronte a tali problematiche? Spero che non dobbiamo aspettare che cambi l’Amministrazione comunale per vedere dei risultati concreti.
Signor  Sindaco, mi sono rivolta a Lei per avere la certezza che essendo personalmente a conoscenza della situazione, possa seguire l’esempio del Sindaco di Gessate , il Prof. Giulio Sancini  che ha sposato la scelta di ripartire da capo in tutta questa storia, perché come dice lui stesso  la questione è delicata e bisogna “metterci il naso”, come farebbe un buon padre di famiglia, soprattutto per valutare l’impatto sulla salute , aspetto prioritario.

Mi auguro che l’estate porti consiglio e che Lei possa trovare tutte le risposte giuste che l’aiutino a guardarsi intorno, a vedere questo bel paesaggio circostante, le albe e i tramonti più belli  che abbiamo  e “con coscienza” possa capire la giusta decisione da prendere , anche al vaglio di tutte le informazioni a sua disposizione.

Cordiali saluti

Dr.ssa Stefania Cavallo

392/1316509

Mail: stefania.cavallo@alice.it

WebSite: https://stefaniacavallo.jimdo.com/
FaceBook: https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127
Twitter:  https://twitter.com/stefaniacavall9

Blog: www.stefaniacavallo.wordpress.com

 

 

“à la guerre comme à la guerre”
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Buongiorno, ho sempre fatto politica sin da ragazza , infatti la mia laurea in Scienze Politiche ha il suo perché proprio per questo motivo e per la passione sociale che da sempre mi anima.
Non ho mai fatto politica dal pc e trovo piuttosto imbarazzante dover scrivere tutte queste cose , da un po’ di tempo a questa parte , ora poi che sono un’attivista pentastellata.
Ieri ho visto questo interrogativo scopiazzato in giro su facebook “Ma allora stiamo zitti?” rispetto all’operato del neo Ministro degli Interni , la querelle con Saviano ecc. Penso e lo voglio ribadire che un conto è esprimere un proprio dissenso in politica e un conto è continuare ad attaccare a modi assalto a la baionetta , tutti i santi momenti e giorni, perché è questo a cui tristemente stiamo assistendo.
Si pensa veramente che continuando con questo clima di avversità verso questo nuovo governo e i suoi massimi rappresentanti si faccia invece un buon lavoro per il nostro paese ? E’ così che il centro-sinistra e la sinistra sta pensando di recuperare il consenso perso in questi anni ? E’ così che la sinistra sta pensando di ripartire dopo un’attenta analisi del suo fallimento politico? Si rassegni , perché se continua così , continuerà a perdere e ad aumentare il consenso dei suoi più acerrimi nemici, ossia la Lega e i populismi di destra.
Se si continua così , gli Italiani si stanno già stancando e si stancheranno di nuovo e la loro risposta , magari tra un anno alle Europee, sarà molto più netta di quella del 4 marzo e , per usare le categorie che piacciono tanto ai miei amici di sinistra, ossia sarà ancora più a destra .
I sentimenti di risentimento e di vendetta a seguito di una negativa elaborazione degli esiti elettorali  da parte dei perdenti , non sono mai un buon viatico per ripartire.
Volete ancora continuare così cari amici e care amiche , dalla tastiera facile, dalle grandi frasi effetto e dalle grandi strategie comunicative e filosofiche ? Leggo un tale terrorismo in rete come sui media , che mi domando , ma come mai , proprio ora si risvegliano le migliori menti e i migliori politici , quelli che ci hanno governato sino a ieri e che nessun italiano vorrebbe più nemmeno come amministratore del proprio condominio ( preciso che ho tanta stima per chi svolge questo ruolo che reputo di grande capacità mediativa e  non capisco perché se ne abbia invece una percezione così negativa nella nostra cultura…….) ? Come mai con questa aggressività e questa persecuzione sistematica?
Mi domando se non esistano altre modalità possibili a tutto questo ? Mi domando se non si possano cercare altre strade possibili per esprimere il proprio dissenso?
Questo clima politico non mi piace , non mi piacciono questi toni alti , credo che bisogna essere rispettosi delle istituzioni e di chi le rappresenta , anche se non si condividono le stesse idee politiche e magari si è della parte opposta, perché questo richiede il “fare politica” vera e non quella da salotto , magari con le proprie belle certezze e dalle proprie tranquille case , o dalla propria tastiera perché “se no che faccio sto zitta o sto zitto?” . Credo anche che le nostre massime autorità dovrebbero avere rispetto del consenso ottenuto e saper distinguere come comportarsi a seconda di chi hanno di fronte e della delicatezza della questione che stanno trattando , senza cadere nell’errore di parlare come se fossero ad un loro comizio , perchè non è così che funziona , perchè non è così che può funzionare se rivesti una carica pubblica che comporta delle responsabilità e non solo vantaggi e una posizione più di potere .
Non condivido le modalità dell’uomo Denim, come ho già scritto e detto , e purtroppo ne abbiamo avuti molti in questi anni di politica italiana, credo che bisogna ritornare a essere TUTTI un po’ più pompieri , anche da “dissenzienti” , anche da “resistenti” ad un governo che può non corrispondere in toto alle proprie ideologie e visioni della società , perché questo richiede “fare politica” , “fare opposizione” rispettosa dell’avversario politico e degli italiani che non ne possono più di continue faziosità e manipolazioni della verità .
Personalmente a me interessa capire , per capire bisogna approfondire , studiare, cogliere le contraddizioni, cogliere il cambiamento sociale che è in corso , occorre mettersi in discussione se necessario, vincere i propri pregiudizi o almeno  saperli riconoscere, bisogna cambiare idea se necessario e tutto questo richiede tempo, tempo e ancora tempo, quello che non si realizza dalla tastiera del proprio pc.
Buona giornata
Stefania Cavallo
21 luglio 2018

Lettera al Sindaco e idealmente rivolta a tutti i Sindaci del nostro territorio sulla questione del Biogas a Masate

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Egregio Signor Sindaco,

mi rivolgo a Lei per un appello , ossia quello di fare in modo di fermare definitivamente l’impianto di biodigestione anaerobica previsto per la produzione di biometano nel comune di Masate , presentato dalla società Energa Masate srl presso la Città Metropolitana di Milano. In questo momento anche un’altra società, la Bioenergy, ha presentato la realizzazione di un nuovo impianto di biogas, di minori dimensioni e sempre nella stessa area del nostro territorio.

Mi chiamo Stefania Cavallo , sono venuta ad abitare a Basiano nel 1980 , ero una giovane universitaria , e proprio in questa comunità ebbi il mio primo incarico comunale di consigliere in ambito cultura e proprio in questa comunità non mi sono mai risparmiata , quando c’era da darsi da fare per apportare idee nuove e nuovi progetti di miglioramento per questo territorio , a livello culturale, sociale e soprattutto umano.

Sono milanese e chi arriva da fuori per queste comunità  resta sempre un po’ “forestiero”, anche se in questa comunità non ho mai percepito questo sentimento del sentirmi “straniera” o un “corpo estraneo” , anzi a Basiano mi sono anche sposata e mio figlio ha frequentato tutte le scuole dall’asilo parrocchiale , sino alle Medie di Masate. Mia mamma, spentasi  circa un anno fa,  ora riposa nel  cimitero di Basiano, in una zona in cui si trovano pini marittimi bellissimi. Questo ultimo aspetto non l’avevo preso in considerazione , ma è capitato. In questi paesi  abbiamo legato amicizie e  relazioni importanti sul piano umano, con i pro e i contro e tutto questo ci fa sentire parte di una “comunità” , una bella sensazione quando la si vive di persona!

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Ci troviamo in un polmone verde della Lombardia che ci invidiano in molti , anche se forse un po’ lo diamo per scontato , diamo per scontato di abitare in una zona fantastica dal punto di vista dell’ambiente , col Parco del Rio Vallone, con la vicinanza dell’Adda, con località incredibili dove poter trascorrere un po’ di tempo fuori dal grigio delle città e nel verde più verde che esista , tanto da aver ispirato noti pittori , sì perché nei nostri luoghi ci sono percorsi artistici unici , in una cornice veramente pittorica e ispiratrice di buoni sentimenti , anche bei sentimenti di solidarietà e d’amore .

Allora Le chiedo di riflettere molto bene su ciò che vorrà portare avanti come decisione politica su questi impianti di biometano, criticati non come “nuova tecnologia”  ma come sono concepiti e dove si pensa debbano essere realizzati , ossia in una zona incredibile che ho appena descritto, la cui deturpazione , con le annesse implicazioni problematiche sui tanti fronti noti, segnerà per sempre , per tutti noi e per le future generazioni , uno stravolgimento e un punto di non ritorno ad altissimo e probabile danno irreversibile per tutti.

Non potrei pensare e non potrei farmene una ragione se a pagare le conseguenze di una scelta così sbagliata fossero gli stessi abitanti e l’intero territorio.

Per quanto tempo ancora dovremo assistere a questa preoccupante “indecisione” di fronte a tali problematiche? Spero che non dobbiamo aspettare che cambi l’Amministrazione comunale per vedere dei risultati concreti.
Signor Sindaco, mi sono rivolta a Lei per avere la certezza che essendo personalmente a conoscenza della situazione, possa seguire l’esempio del Sindaco di Gessate , il Prof. Giulio Sancini che ha sposato la scelta di “ripartire da capo” in tutta questa storia, perché come dice lui stesso la questione è delicata e bisogna “metterci il naso”, come farebbe un buon padre di famiglia, soprattutto per valutare l’impatto sulla salute , aspetto prioritario.

Mi auguro che l’estate porti consiglio e che Lei possa trovare tutte le risposte giuste che l’aiutino a guardarsi intorno, a vedere questo bel paesaggio circostante, le albe e i tramonti più belli che abbiamo e “con coscienza” possa capire la giusta decisione da prendere , anche al vaglio di tutte le informazioni a sua disposizione.

Cordiali saluti

Dr.ssa Stefania Cavallo

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Mail: stefania.cavallo@alice.it

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Discorso su Razzismo, Odio, Rete e Società

 

 arca di noè

Siamo tutti nella stessa barca e ci siamo messi tutti in questa barca, in un modo o nell’altro.
Dobbiamo cercare di stare tutti su questa barca , di galleggiare e la “barca” è anche la metafora della nostra situazione di vita oggi, non è solo quella dei migranti.

 

Perché questo discorso ? Perché penso che forse mi debba rassegnare ad un uso di fb con le foto dei miei gatti, foto delle pietanze , foto delle vacanze , che fanno gli altri e chi può permettersele oggi…….o foto di paesaggi da sogno e così via.

Perché quando pubblico un ragionamento un po’ più articolato e complesso , e che evidentemente esige delle riflessioni più approfondite da parte di tutti , me compresa, mi arriva come sempre il commento “prêt à porter” , il commento che sembra più uno slogan , questa modalità che si sta sempre di più diffondendo, come per esempio quella sul Razzismo.

Il Razzismo questo termine sempre molto discusso e divisivo. La situazione è sempre posta in maniera spesso non precisa, si confonde il Razzismo con lo Straniero che viene qui nel nostro paese e ci porta via il lavoro, si confonde il Razzismo con chi appunto viene qua e delinque, lo Straniero che arriva e delinque . Insomma si confondono vari piani.

Questo tipo di discorso non mi vede d’accordo, anche se sta andando molto di moda ed è molto in auge . Si inneggia all’essere un po’ tutti sceriffi e si fatica a capire o si fa finta di non capire che sono proprio piani diversi di discussione e di approfondimento , di lettura e di comprensione di una situazione sociale ed umana più complessa ed articolata di quello che si vuol fa credere.

Il tema non è ideologico a monte, del perché ci sia una recrudescenza del Razzismo, parola che significa l’intolleranza verso un’altra etnia , verso un altro popolo che ha “n” ragioni per trovarsi qui . Il problema è molto più articolato e complesso di quello che tante volte si vuole riportare e risolvere su fb con degli slogan, con dei “botta- e-risposta” infiniti , perché così è comodo e ognuno si pulisce la propria coscienza e si da la croce sempre a qualcun altro , perché le croci sono sempre addosso agli altri, mai su di noi.

Invece penso che ,se siamo al punto in cui siamo, dobbiamo sentirci tutti responsabili.

Penso che la società debba sentirsi responsabile, noi siamo responsabili, noi siamo lo Stato, noi siamo la Politica di questo paese.

E’ vero che ci sono dei governi che se ne sono fregati di trovare delle soluzioni , di cercare di capire come sorreggere tutto questo disagio, tutta questa disoccupazione delle varie età e che prende un po’ tutti in maniera molto democratica. Questa crisi economica è anche una crisi esistenziale e di valori, ma soprattutto è importante capire di non alimentare focolai continui d’odio , questa rabbia con questo discorso alla pancia delle persone . Effettivamente tutti avremmo delle buone ragioni per reagire in maniera scomposta , non voglio generalizzare e allora parlo per me , perché anche io avrei delle buone ragioni a volte di compiere azioni o dire qualcosa contro qualcuno, ma non funziona così .

Per tanto tempo gli Italiani se ne sono fregati, c’è stato un ventennio berlusconiano in cui a tutti andava bene tutto, anche sentirsi dire che “i ristoranti erano pieni” , quindi di cosa stiamo parlando? Tanti lavori effettivamente non li abbiamo voluti fare a costo inferiore , quando potevamo svolgerli, mentre adesso invece li rincorriamo, quindi ci sono queste contraddizioni ed è un discorso molto delicato che va ad impattare su tante sensibilità e ve lo dice una persona che su questi temi ci lavora e ci ragiona quotidianamente ed è difficile uscirne tante volte, senza buttare la croce addosso a qualcuno, cosa facile , troppo facile.

C’è una lotta di classe e ce ne stiamo accorgendo adesso, ma alimentarla è gravissimo , è deleterio e non si può accettare che questo avvenga .

Ognuno di noi deve portarsi questa responsabilità, il principio dell’accoglienza , dell’umanitarismo e del mettere le persone al primo posto, deve essere prioritario.

Non solo per noi Italiani , ma per tutti i paesi dell’Unione Europea e mi riferisco al fronte dell’immigrazione . Se ognuno fa nel proprio piccolo quello che è importante che faccia , saremmo già ad un buon punto della situazione , ad un buon obiettivo.

Sono molto preoccupata e dispiaciuta del fatto che la Rete diventi sempre di più un luogo in cui ci si scaglia contro tutto e tutti , senza un minimo di riflessione, senza dire minimamente “adesso mi fermo e cerco di capire che cosa quella persona ha scritto e perché devo risponderle con un post che non è in linea con quello che quella persona pensa , ecc.”, dovrei anche motivarlo e spiegarlo, perché altrimenti è un po’ come buttare il proprio cestino dei rifiuti addosso ad un’altra persona, in maniera molto comoda e direi anche vigliacca, a volte .

Certo non è il caso con lo scambio che ho con i miei amici sui social e con cui ho opinioni anche diverse , a volte.

Con questo discorso,  voglio sfatare anche quando  si parla e si dice  dell’ “essere di sinistra o di destra”, a volte anche queste sono semplificazioni , comode , perché si dice “ quello scrive così , certo è di destra” , oppure “ ce l’ha con Saviano, certo è un fascista , ecc. “, oddio magari è anche vero , ma seguitemi ancora in questo mio ragionamento ……oppure quando scrivo che sono appunto per una maggiore tutela delle vite dei migranti e dico che sono per una soluzione più strutturale della problematica , che su queste questioni bisognava ragionarci da molto , ma tutti ci siamo girati dall’altra parte, ecco allora sarei di sinistra ecc. .

Allora penso che bisogna essere cauti, non incendiare le menti e le pance delle persone , perché poi è difficile tornare indietro, abbiamo visto degli episodi di Italiani che hanno aggredito gli immigrati , gli africani, in maniera cruenta e violenta; c’è già molto odio , ci sono sparsi in tutto il paese molti focolai che possono esplodere molto rapidamente e allora tutto questo può diventare realmente un grosso problema di Sicurezza.

Anche sul tema della Sicurezza, bisogna chiarirci , perché per me “Sicurezza” è anche quando una donna viene perseguitata dal proprio ex-marito o ex- compagno , e con ricadute devastanti sui figli minori, ma ne vogliamo parlare? E sappiamo che sono soprattutto nostri concittadini a compiere questi atti drammatici contro le donne , di chi si avventa con violenza inaudita sulle proprie compagne e mogli .

Oppure, quando nel caso specifico , episodio successo, davanti ad una scuola di studenti delle medie , c’è un’auto ferma in cui si trovano giovani “strafatti” di ogni cosa e non c’è un’auto dei vigili urbani a svolgere il proprio lavoro di controllo sul territorio e ferma davanti alla scuole , all’uscita degli studenti …..anche di questo ne vogliamo parlare?

Poi quando vai a denunciare , come cittadino , per senso civico e a prevenzione di fatti socialmente illegali, ti rechi velocemente alla prima postazione di vigili e ti senti dire “Ma Signora , è normale ……sa quante volte succede questo che ci racconta?” Beh, non avete idea di cosa poi abbia attivato verso chi mi ha risposto in questo modo , del tipo mail a varie personalità pubbliche e istituzioni coinvolte. In senso molto metaforico “me li sarei mangiati” pur da pacifista convinta, quelli che mi avevano risposto “tranquilli” e con una certa “nonchalence” , con un’ ostentata indifferenza .

Sappiate che non mi fermo mai in questi casi, scrivo , mando ai sindaci ecc.  e questo è fare Sicurezza , per me.

Quando vediamo qualche situazione che non ci convince sul piano della legalità , ognuno di noi nel suo piccolo , può fare qualcosa senza girarsi dall’altra parte . I primi che possono aiutare la propria Comunità a sentirsi più sicura siamo proprio Noi.

Questo è un discorso molto delicato , perché ognuno di noi ha delle responsabilità se denuncia fatti illegali e ogni nostra azione , come quella di denunciare, ha delle conseguenze , perché bisogna essere molto sicuri di quello che si fa , di quello che si vuole denunciare come fatti certi e così via.

Torno allora all’importanza dell’essere tutti un po’ pompieri , assumersi il proprio pezzo di responsabilità, lasciare che questo governo lavori e sapere che c’è tutto da ricostruire , un po’ come un altro dopoguerra che stiamo vivendo, anche se  siamo la generazione degli anni Sessanta e abbiamo vissuto il “boom economico” di quegli anni e non il dopoguerra dei nostri genitori, dei nostri nonni e bisnonni .

C’è il tema “crisi economica”, questo “impoverimento” delle famiglie e della nostra società, con un “dislivello” tra persone sempre più povere , da un lato , e sempre più ricche dall’altro lato, ma c’è anche la nostra capacità di reagire , di resistere a tutto questo non degradando la nostra moralità , la nostra etica e il nostro senso di umanità e di umanitarismo.

Siamo tutti nella stessa barca e ci siamo messi tutti in questa barca, in un modo o nell’altro.

Dobbiamo cercare di stare tutti su questa barca , di galleggiare e la “barca” è anche la metafora della nostra situazione di vita oggi, non è solo quella dei migranti.

La similitudine tra il migrante e il lavoratore precario, citata dal filosofo Fusaro, è in effetti molto calzante e realistica, oltre che di grande vicinanza umana e sociale.

Per questo, a mio avviso, non bisogna cadere nella trappola del continuo “lamento” collettivo , del “ci hanno privato di questo , ci hanno privato di quello , ecc.” , ma noi dove eravamo ? Questo è un interrogativo che dovremmo farci un po’ di più. Dove eravamo, cosa facevamo, chi abbiamo votato , che cosa abbiamo sostenuto, di cosa ci siamo occupati quando tutto questo accadeva ? Siamo andati a protestare per i nostri diritti, quando potevamo farlo? Sono tutte belle domande che bisognerebbe farsi, secondo me.

Tanta stima per chi si adopera per la tenuta della nostra società , per la quale anche noi possiamo fare molto, certo non alimentando l’odio in Rete o senza continuare ad accanirsi sul capro espiatorio della giornata o della settimana.

Bisogna cercare , per quello che si può, di usare buon senso, un metro per ogni cosa e approfondire, prendersi del tempo per approfondire ogni cosa , perché anche in Rete c’ è molta “fuffa”, un po’ da sempre, ma oggi è diventato un problema ancora più grosso ed invadente .

Stefania Cavallo

6 luglio 2018