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Archivio per febbraio, 2013

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE 2013

GIORNATA INTERNAZIONALE  DELLE DONNE

SABATO, 16 MARZO 2013  

Sala Consiliare  di Masate

h. 16,00 -17,30

READING  “DONNE CHE   (R )  ESISTONO NELLA CRISI”

Lavoro  , Vita , Poesia e Metafore al femminile

A CURA  DI STEFANIA CAVALLO

 Un momento per  riflettere insieme sul tema del

ruolo delle donne  ai tempi della crisi

“Non mi basta più la cura… perché voglio pensare in grande ! ” “Voglio conoscere di più… non voglio che mi rimpiccioliscano i miei desideri ” …perché spesso nei tempi della crisi questo accade, accade che “il mondo venga rimpicciolito”!

Giornata Internazionale  Donne 2013  MASATE

 

                Con questa iniziativa l’intento è quello di presentare un percorso al femminile attraverso una galleria di Donne che ho incontrato in questi anni recenti e ognuna a suo modo mi ha trasmesso positività , riflessioni importanti e coinvolgimento emozionale grande affinché non mi sentissi più sola ma insieme con tutte loro a portare avanti comuni lotte di ( r) esistenza , in particolare in questo periodo difficile un po’ per tutti a causa di una crisi non solo economica ma più complessa anche di tipo culturale ed etico .
Sono tante le storie che ho raccolto sul fronte della disoccupazione e della precarietà del lavoro e devo dire che la dimensione del “racconto femminile “ sul tema mi vede più presa , se non altro per appartenenza di genere e anche di vissuto emotivo .
Perché se ne parla molto e ormai tutte le statistiche ce lo confermano che l’attuale mercato del lavoro discrimina soprattutto le donne e se poi si perde il lavoro , come donna a 40 o 50 anni, la discriminante al femminile è ancora più forte.
In questi anni è successo qualcosa di importante a livello sociale , qualcosa è cambiato per me e non solo per me ma anche per tutte le altre donne col SE NON ORA QUANDO . Quel 13 febbraio 2011 eravamo in tante e tanti a difendere nelle piazze la dignità delle italiane continuamente oltraggiata in un Paese che non è mai stato per noi , donne sempre in continuo affanno nel difendere i propri diritti fondamentali.
Anche io c’ero a Milano insieme ad altre amiche ad accogliere l’invito di Concita De Gregorio “Esistono anche altre donne” , eravamo un gruppo di Donne, non appartenenti a sigle partitiche, scese in piazza non solo per dire che “un’altra storia italiana è possibile” ma anche per provare ad indicare una strada differente a quella tracciata.

E’ un’iniziativa narrante e itinerante   a costo zero in cambio di uno spazio in cui  poterla  raccontare  e condividere .

21 febbraio 2013

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Imparare a chiedere aiuto……..

 

 

Imparare a chiedere aiuto……..

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Ieri , nonostante il Carnevale, eravamo ugualmente un bel gruppetto ; mancavano alcuni amici . Si è aggiunto al gruppo un nuovo amico con una competenza informatica elevata ed interessante , infatti a lui  la conduttrice Stefania Cavallo  ha  affidato il compito di realizzare un blog con l’aiuto di tutti , in cui ciascuno dovrà mettervi le proprie competenze e decidere come proporsi dal punto di vista di una propria valorizzazione e rilancio nel mondo lavorativo . Abbiamo tutti pensato al prezioso contributo , in particolare , di un amico del gruppo per scrivere i contenuti del blog . Nel blog ci saranno segnati anche gli eventi del gruppo , importanti per veicolare il messaggio del Gruppo AMA al territorio e per tutti quei disoccupati che vorranno contattarci per conoscere questa esperienza.

L’altra proposta che la conduttrice ha  voluto rilanciare è quella di  stimolarci  a scrivere un proprio racconto personale (per chi lo desideri) su ciò che rappresenta il proprio percorso di disoccupato o di precario , in quanto ritiene che la valenza di questo tipo di lavoro su di sè , se ben condotto e seguito , possa essere molto liberatoria e costruttiva riattivando delle risorse interiori spesso sconosciute a se stessi .

In tal senso Stefania Cavallo  parla   spesso   di ” Servizi o Spazi di ascolto” , intesi come occasioni per superare le dimensioni di isolamento in cui si trovano molte persone e famiglie, per costruire occasioni di incontro, di dialogo, di scambio e di esperienze . La costruzione di una cultura dei servizi che dia valore al “patto” tra le persone, alla ricerca di forme di “dialogo” possibili entro un principio di impegno personale (vd.ad es. ruoli interconnessi come nella famiglia) . Da un punto di vista sociologico questa è una prospettiva che attribuisce alle persone e ai membri delle famiglie un ruolo attivo verso la risoluzione dei loro bisogni scardinando una concezione che vedeva una presa in carico fondata prevalentemente sull’aiuto piuttosto che sull’attivazione delle risorse.

Dopo il prossimo incontro , in data da confermarsi  (il 2 marzo molto probabilmente….)  ,  anche la presenza   di Stefania Cavallo  sarà molto rada e solo su specifica richiesta dei componenti del gruppo , in quanto è fondamentale lasciare il gruppo in piena autonomia di sperimentarsi e di scegliere la propria strada .

Nel frattempo alcuni del gruppo AMA hanno pensato già a bei progetti di lavoro e nel prossimo incontro ne parleranno nel dettaglio. 

  

 Il Gruppo AMA  disoccupati 

DALL’ASSISTENZIALISMO AL MUTUO-AIUTO ? UNA NUOVA CONCEZIONE DEI SERVIZI SOCIALI

DALL’ASSISTENZIALISMO AL MUTUO-AIUTO ? UNA NUOVA CONCEZIONE DEI SERVIZI SOCIALI  

Di Stefania Cavallo

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Alla luce di alcune  riflessioni che da qualche tempo sto facendo  e  di cui ho scritto  , credo che  persone che  vivano un   forte disagio economico abbiano come priorità quella di soddisfare innanzitutto i propri  “bisogni primari ” , di  mera sopravvivenza materiale e psicologica  . 

 

Uno   “scambio”    tra   “chi aiuta e chi è aiutato” ,   non può essere  solo di tipo “contabile”  per un’amministrazione  , ( anche se  necessariamente lo è,  se si pensa   agli importanti   contributi  erogati per le famiglie bisognose e indigenti , ecc.) ,  ma  può diventare “altro”   e molto di più e cioè  un rapporto di solidarietà   tra pubblica amministrazione  e cittadini in difficoltà ,   un rapporto che può arricchirsi  in maniera biunivoca  attraverso uno scambio di risorse  umane  incredibili  . 

 

Il tema  a mio avviso  , per le amministrazioni pubbliche,   che può cambiare l’atteggiamento  basato sul mero “assistenzialismo ” ( che però in alcuni momenti può dare  molto  “ossigeno”  a chi è in seria difficoltà)    potrà essere  quello di  ri-orientare il proprio sguardo  oltre i bisogni primari  di queste persone , accompagnandole  con percorsi alternativi   di tipo culturale  per soddisfare  gli altri bisogni , quelli  più di tipo sociale ,  per la collettività  e per loro stessi .   Allora    coinvolgere   o proporre  di partecipare  ad  esperienze di volontariato  o simili  può avere un senso ,  anche se non si può “obbligare”  a tutto ciò , perché  sono percorsi  appunto volontari  e  culturali di consapevolezza.

 

I percorsi di consapevolezza  sono autonomi , liberi  e  attivano risorse personali  con ricadute  positive elevatissime sul piano sociale e culturale.

 

Da un punto di vista  sociologico  questa  è  una prospettiva che attribuisce alle persone  e ai membri delle  famiglie un ruolo attivo verso la risoluzione dei loro bisogni scardinando una concezione che vedeva una presa in carico fondata prevalentemente sull’aiuto piuttosto che  sull’attivazione delle risorse.

 

Il  metodo  che attivo nei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto  per disoccupati  è proprio quello su cui si basa l’approccio  maieutico della mediazione ossia quindi la capacità di stabilire un’efficace relazione d’aiuto lasciando  spazio ad un ri-orientamento del l’operatore/professionista  nel sostenere il riconoscimento e l’attivazione delle capacità di cambiamento delle persone con problemi  lavorando  sull’implementazione delle loro competenze.

In definitiva in questa logica nell’attribuire un ruolo attivo all’attore sociale si approda ad una sostanziale pariteticità tra utente/cliente e operatoreIn questo contesto  si   attua  e si sviluppa  il lavoro del gruppo di Auto-Mutuo-Aiuto e del facilitatore della comunicazione al suo interno .

 

Servizi intesi come occasioni per superare le dimensioni di isolamento in cui si trovano molte famiglie, per costruire occasioni di incontro, di dialogo, di scambio e di esperienze .

La costruzione di una cultura dei servizi che dia  valore al “patto” tra le persone, alla ricerca di forme di  “dialogo”  possibili entro un principio di impegno personale (vd.ad es.  ruoli interconnessi come nella famiglia).

 

In una relazione, ciò che si lascia all’altro è qualcosa di intangibile .
Eric Fromm ha detto: “Il più profondo bisogno dell’uomo è superare la separatezza. Lascia la prigione della tua solitudine! L’incapacità di realizzare questo scopo comporta la pazzia “.

Senza inter-dipendenza non esiste sopravvivenza!

 

10 febbraio 2013

INTERVISTE A STEFANIA CAVALLO

INTERVISTE A STEFANIA CAVALLO

 

stefania cavallo su rai 3  buongiorno regione milano 

 

 

  1. A.  Ascolto-solidarietà-rete   per l’emergenza disoccupazione

 

 

Ecco i  link  delle ‘interviste  di Paolo Gila alla sottoscritta;  due  interviste   relative  al mio impegno  civico, di sociologa  e di scrittrice sociale   andate in onda su Rai 3 e Rai News  : 

 

 

1.  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9ce8e096-974f-4b10-9fbb-e716827948c5-tgr.html#p=0

 

 

 

2. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-87b1a9a9-48ee-4fb3-bf9f-a2a9412f56a6-tgr.html#p=0

 

 

B.  LAVORATORI ACROBATI  : IL LIBRO

LINK   INTERVISTA  DI MARIA TERESA MANUELLI /G.I.U.L.I.A.   DEL 10 MAGGIO 2012  ALLA PRESENTAZIONE   DEL MIO LIBRO LAVORATORI ACROBATI   IN CAMERA DEL LAVORO :

http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=22550&typeb=0&06-06-2012–Storie-di-lavoratrici-acrobate

C.  I GIORNI PERDUTI   : IL LIBRO

 

LA MEDIAZIONE FAMILIARE  E LE CRISI FAMILIARI :

 

http://www.gayatri.tv/index.php?Itemid=1&id=323&option=com_seyret&task=videodirectlink

 

 

IL MIO BLOG : www.stefaniacavallo.wordpress.com

 

La Realtà dei gruppi di Auto mutuo Aiuto per disoccupati

La Realtà  dei gruppi di  Auto mutuo Aiuto per disoccupati

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Ho appena avviato il primo gruppo di Auto Mutuo Aiuto per disoccupati  presso il Comune di Inzago ,  in Martesana ,  grazie al supporto di un Assessore alla Politiche sociali che crede  nel suo lavoro  e che fa l’amministratore   in maniera seria  ascoltando   i suoi concittadini  anche  attraverso    una naturale  propensione empatica verso  chiunque incontri nell’arco della sua giornata   da amministratore .

Sono convinta che    nelle nostre collettività  ce ne siano molti di amministratori così .

Allora pensavo di  comunicare e rendere “ visibile “ quello che ormai  si cerca in molti modi di  rendere invece normale  o invisibile , ossia il problema  di chi è senza lavoro  o ha un lavoro saltuario  o precario .

Mi piace l’idea che attraverso questi gruppi   ci sia un “effetto –presenza”  del  problema  e di questa realtà  che si pensa di affrontare specialmente con strumenti  di tipo tecnico e finanziario ,  pensando che ci sia sempre un elevato costo  da sostenere    per organizzare  questo tipo  di  spazi , senza preoccuparsi  invece, in maniera molto più seria , di quali siano i reali  e devastanti  costi  economici e  sociali  per una comunità  che resta  inerme   e decide che non ci sia niente da fare  per i propri disoccupati   nel ribadire a modi mantra  che “ non ci sono risorse”  e questo ovviamente  metterebbe a posto tutto , vero?

Ma cosa fa un gruppo di Auto Mutuo Aiuto  per chi non ha più lavoro o deve sopravvivere all’incertezza lavorativa contemporanea , e soprattutto a cosa serve?

In un tal gruppo le persone che vi partecipano  ricostituiscono  una micro-collettività  in cui si parla degli stessi problemi   , ci si ascolta con rispetto ,  e insieme si  cercano  soluzioni per uscire  dal proprio  empasse  e disagio  , cercando di elaborare  sentimenti  spesso dolorosi  e negativi rispetto al proprio vissuto che si percepisce  come  chi si sente “fallito”   e   come   “vita  a perdere”  della società .

Il gruppo AMA  è condotto inizialmente  da un facilitatore della comunicazione  che con  umanità ,  sentendosi  parte del gruppo  e  un po’ di  competenza ,   svolga  più un ruolo di  stimolo  alla riflessione  per il gruppo  e per i  singoli vissuti   affinché  sia sempre alta  la motivazione  costruttiva  a cambiare   le cose  e perché ci si senta  “risorsa”   per sé   e per gli altri   del  gruppo  oltre  che per la società .

Allora così si crea tra i partecipanti un legame di fiducia , un legame che è innanzitutto morale , umano  e di amicizia  in cui ciascuno scambia  con l’altro e con il gruppo   informazioni  utili  relative al lavoro  da cercare o per cui “reinventarsi”   e in maniera virtuosa   ci si costruisce un nuovo percorso di vita  non più  “da soli “  ma sostenuti   da questa nuova rete di  umanità  e di contatti .

Personalmente ritengo che  a livello di esperienza è importante anche “contagiarsi”  , all’interno del gruppo, con  chi magari ha passato un’uguale esperienza drammatica   da “senza lavoro” ma che si è “reinventato,  già over 40,  e può raccontare   come ha fatto  , perché è evidente che   spesso è importante per queste persone  rompere dei  meccanismi mentali   che   possono sfociare o in atteggiamenti   rinunciatari , o  autolesionistici    o vittimistici o  assistenzialistici , come l’aspettare sempre che arrivi qualcuno dall’esterno a risolverci magicamente  i problemi , ma la realtà soprattutto attuale    va nella direzione opposta  , come    possiamo sperimentare quotidianamente .

L’ esperienza  dice che questi gruppi ,se ben avviati e seguiti, funzionano  e le ricadute , non solo           sociali ,  diventano  importanti per una comunità che voglia definirsi   e   proporsi   tale . 

Per organizzare  il tutto   il   “costo”   è  praticamente    quasi  “zero”  , come direbbe  l’economista  Tito Boeri ,  e probabilmente  creerebbe   una sana competitività   tra  amministrazioni ed  enti  che si occupano   a vario titolo  di  “lavoro”  e di  “servizi  sociali”   per cominciare a credere  che qualcosa  da fare   sia   possibile ,  se ognuno fa  semplicemente  la sua  parte , magari   orientando  o  ri-orientando  di più il proprio sguardo anche a questo tipo di realtà   e  confrontandosi , senza  personalismi  o timori  ,  con  donne e  uomini , ragazze e ragazzi    che desiderano  solo  riappropriarsi   con dignità   di un’esistenza più  sostenibile  per loro, per i propri figli  e per un futuro  realmente migliore  .

Stefania Cavallo                                                                                                                                  stefania.cavallo@alice.it   ; 392/1316509

 

 

5 febbraio 2013