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Archivio per settembre, 2015

30 settembre 2015: Non sarà più come prima…. per Masate, senza la sede storica del Circolo ACLI !

Non sarà più come prima…. per Masate, senza la sede storica  del Circolo ACLI  !

 

Questa foto è ciò che a mio avviso rappresenta in qualche modo , con un salto di immaginazione narrativa, l’invisibilità imbarazzante  circa  questo triste epilogo  e ciò che  sarà   dopo il 30 settembre 2015  con la chiusura del pluri- decennale   Circolo ACLI  di Masate:

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Altre foto  di  eventi  svolti come  ACLI   si possono trovare sulla pagina facebook  del Circolo , in rete  e visibile a chiunque.

Manca l’immagine con i soci storici e gli avventori che per decenni hanno animato questo luogo e che nessuno si è premurato  di scattare  e di  conservare come testimonianza ed è il motivo  che mi evoca  in qualche modo  la foto “vuota” di cui sopra.

Sì,   non sarà più come prima , ed è proprio una triste  storia , sul piano pubblico, questa della chiusura della storica sede che ha ospitato per decenni l’associazione delle  ACLI di  Masate ed è una triste  storia la chiusura definitiva del Bar o punto di ristoro che per decenni ha offerto alla comunità di Masate un servizio importante per pensionati, per le  varie e numerose associazioni locali ,  oltre che  per mamme , papà e nonni che utilizzano  l’attuale circolo  come “bagno pubblico”  del  “dirimpettaio parchetto”  o come   “parcheggio”   per prendere i propri  figli all’asilo parrocchiale.

E’ vero , chi ha deciso  questa chiusura avrebbe dovuto mettersi tre volte le mani sulla coscienza per riflettere su un epilogo così ricco di conseguenze,  sia sul piano pubblico che personale e privato!

UN GRAZIE DI CUORE A TUTTI COLORO CHE IN QUESTI GIORNI HANNO DIMOSTRATO AFFETTO E AMICIZIA VERA AL GESTORE MARCO IL QUALE IN TUTTI I MODI HA LOTTATO PER IL SUO POSTO DI LAVORO E PER TENERE APERTA LA STRUTTURA E IL PUNTO DI RISTORO DELLA STRUTTURA . E’ UNA VERA ELABORAZIONE DI UN DISTACCO PER MOLTI E COMUNQUE NON SARA’ PIU’ COME PRIMA PER MOLTI .

Stefania Cavallo

30 settembre 2015

Quarta di copertina de GENITORI EQUILIBRISTI.DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER

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Milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. Si potrebbe dire di lei: “ricercatrice spirituale e libera pensatrice”.

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiare. Organizza e conduce incontri realizzati per genitori, educatori ed insegnanti sul tema “Famiglie di oggi. Nuove Famiglie e Diritti dei Bambini”  e  di  “Educazione alla Pace”.  Ama scrivere articoli su tematiche di carattere sociale e culturale.

Il sito: www.stefaniacavallo.jimdo.com

Il blog : www.stefaniacavallo.wordpress.com

In questo mio nuovo contributo si parla di “Genitori  Equilibristi”  nel senso proprio legato  ad uno scenario ricco di acrobazie  che  troviamo nel  quotidiano , aiutati anche  dai fatti  di cronaca  e dall’affanno  nel conciliare  impegni lavorativi  con  impegni familiari e di cura .

Genitori definiti in tantissimi modi , come se  in realtà  data   la complessità e   il profilo così articolato, non fosse mai possibile  dare un’unica definizione  esaustiva  o  scontata.

E’ il caso che ogni genitore cominci a ri-appropriarsi  delle   leve comunicative ed educative che caratterizzano i cosiddetti fondamentali  del mestiere del genitore.

Una bella avventura che vale la pena continuare o incominciare, a ogni genitore la scelta!

 

Da figlia e giovane donna , ai tempi, non ho osato ribellarmi ,

ora da adulta e madre ho imparato a perdonarmi e a perdonare!

 

PRESENTAZIONE : GENITORI EQUILIBRISTI. Diario semiserio di una mamma blogger

GENITORI EQUILIBRISTI.

Diario semiserio di una mamma blogger

 

 Stefania Cavallo

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I “buoni maestri” sono  sempre meno 

e forse non riusciamo  a riconoscerli 

nemmeno  nei nostri insegnanti ,

 nei  nostri genitori e negli adulti di riferimento

PRESENTAZIONE AL VOLUME di Stefania Cavallo

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intrafamigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intrafamigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

 

 

 

 

 

bimbo

I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro
anima,
perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
che essi somiglino a te,
perché la vita non ritorna indietro e non si ferma
a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

Kahlil Gibran (Gibran Khalil Gibran)

 

 

 

 

 

 

 

 bimbo

 

 

 

 

INDICE   

 

 

 

 

E’ la natura stessa che ci spinge ad amare coloro che ci hanno dato la vita

Cicerone

Presentazione

Genitori si nasce o si diventa?                                                                         pag.15

Prima parte

Genitori equilibristi                                                                                            pag.16

I tormentoni educativi                                                                                       pag. 20

Seconda parte

Farsi  testimonianza                                                                                         pag. 32

Racconti  ed  equilibrismi                                                                                 pag. 47

Iniziative e Conferenze  speciali                                                                       pag. 59

  • Essere genitori ai tempi di Internet
  • Famiglie e disabilità dei bambini

Bio & Biblio   autrice                                                                                          pag. 76

Breve Bibliografia consigliata                                                                            pag. 87

bimbo

Presentazione

L’educazione non avviene fuori la relazione.

Si costruisce al suo interno e in tutto quello che viene messo in comune

In questi anni  mi sono spesso occupata di  genitorialità , di  tematiche  legate alla comunicazione  genitori-figli , di genitori felicemente uniti in matrimonio  e  di genitori separati o singoli o “singolari”  e  ho raccolto diverse  testimonianze .

Ho partecipato a tanti incontri, convegni , seminari di studio  e a giornate di formazione, così ho pensato che potesse essere utile  raccogliere  un po’ le idee  e il materiale  accumulato  in maniera forse  un po’ frammentata.

Ho pensato che potesse avere un senso  riordinare il tutto  secondo uno schema mentale  che   fosse soprattutto   “racconto e testimonianza” , al di là  di tanta teoria  che in qualche modo, superata una prima alfabetizzazione sul tema, necessita  soprattutto di  pratiche  e di percorsi  possibili  di genitorialità a cui ispirarsi  e su cui riflettere.

In questo mio nuovo contributo si parlerà di “genitori  equilibristi” nel senso proprio legato  ad uno scenario ricco di acrobazie  che  troviamo nel  quotidiano , aiutati anche  dai fatti  di cronaca  e dall’affanno  nel conciliare  impegni lavorativi  con  impegni familiari e di cura .

Genitori definiti in tantissimi modi , come se  in realtà  data   la complessità e  il profilo così articolato, non fosse mai possibile  dare un’unica definizione  esaustiva  o  scontata.

Appunto  si parla di “genitori efficaci”, di  “genitori  singolari”, di “genitori  mediatori” , di “genitori  competenti” e così via , tuttavia  mi sembra proprio che quella di “genitori acrobati” o “genitori equilibristi”  dia meglio l’idea di un ruolo  molto dinamico , in continua evoluzione e cambiamento , in linea anche con l’attuale precarietà del vivere.

Quindi, in questo mio nuovo  libro si trovano anche molti contributi estrapolati dalla mia attività di blogger , proprio come recita il titolo “diario semiserio di una mamma blogger” , perché  come genitori è meglio non prendersi mai molto sul serio e da questo punto di vista ritengo di essermi molto aiutata  anche con l’attività della scrittura e attraverso una sorta di diario quotidiano tenuto  sui miei due blog “Lavoratori Acrobati” e  “I bambini ci guardano” (su wordpress.com).

La scrittura ti da forza , energia , ti da un’identità che ti devi ricucire su di te, anche nella solitudine (Duccio Demetrio).

bimbo

“Forse la cosa migliore sarebbe affrontare il neonato direttamente, con franchezza, all’americana. Dirgli: Salve, io sono tua madre. Mi pare corretto e  doveroso informarti che secondo una scuola di pensiero contemporanea, molto diffusa e attendibile, il mio ruolo nella tua vita è destinato a essere centrale e devastante. Puoi tranquillamente attribuire a me la colpa del novanta per cento circa di tutti i tuoi guai, problemi, frustrazioni, sfighe e catastrofi. Per il restante dieci per cento prenditela con Maastricht   o con la globalizzazione, mi sentirei di aggiungere oggi.” Lella Costa , Prefazione  di  “Qualche buona ragione per non sparare sui vostri genitori “, J. Paradis, Feltrinelli  Ed.  , 2000.

 

Stefania Cavallo

23 settembre 2015

Non sarà più come prima…. per Masate, senza la sede storica del Circolo ACLI !

Non sarà più come prima…. per Masate, senza la sede storica del Circolo ACLI !

MARCO - ACLI

Sì, non sarà più come prima , ed è proprio una brutta storia , sul piano pubblico, questa della chiusura della storica sede che ha ospitato per decenni l’associazione delle ACLI di Masate ed è una brutta storia la chiusura definitiva del Bar o punto di ristoro che per decenni ha offerto alla comunità di Masate un servizio importante per pensionati, per le varie e numerose associazioni locali , oltre che per mamme , papà e nonni che utilizzano l’attuale circolo come “bagno pubblico” del “dirimpettaio parchetto” o come “parcheggio” per prendere i propri figli all’asilo parrocchiale.
Brutta storia , anche sul piano privato, per il gestore sessantenne del punto di ristoro o bar del circolo che così perderà il lavoro al 30 di settembre a seguito delle tante e troppe “parole in libertà” pronunciate in queste settimane a suon di qualche “pacca sulla spalla” o a suon di “mi dispiace” , a suon di “abbiamo fatto di tutto , veramente di tutto , ma…” .
In queste settimane si sono ascoltate tante versioni circa questa brutta faccenda e nessuna che ne giustifichi di fatto questo triste epilogo, perché chi ascolta non è per forza uno sprovveduto , no?
Un altro livello di questa brutta storia , e che a mio avviso definisce in qualche modo la cifra della vicenda, è che i responsabili di questo triste epilogo sono tutti esponenti attivi di un mondo cattolico legato all’operato eucaristico e religioso della Chiesa e del Papa , ossia quelle famiglie che , a livello locale, frequentano assiduamente luoghi e contesti a carattere esclusivamente cristiano-cattolico con riferimento la Curia e il prete del paese .
Esponenti che da questo punto di vista ricoprono ruoli chiave pubblici per la comunità in ambito cristiano-cattolico e che spesso sono un riferimento per chi si riconosce nei valori fondanti dell’ amore caritatevole , del Vangelo e dell’ Aiuto umanitaristico verso i più bisognosi ed invisibili della collettività.
E’ vero chi ha deciso questa chiusura avrebbe dovuto mettersi tre volte le mani sulla coscienza per riflettere su un epilogo così ricco di conseguenze, sia sul piano pubblico che personale e privato!
Non sarà più come prima anche per chi come me aveva tante amicizie in questo ambito o almeno ha creduto in queste amicizie, salvo aver scoperto che in realtà era un discorso evidentemente solo unilaterale, forse anche perché doveva essere funzionale per queste persone nel beneficiare per loro opportunismi di comodo; forse anche perché non mi sono mai riconosciuta in questi gruppi di matrice cattolica così ortodossa, ma mi definisco appunto “una libera pensatrice e ricercatrice spirituale”, ho da molti anni un mio rapporto intimo con la ricerca spirituale senza essere una praticante , curiosa e studiosa da sempre delle altre religioni esistenti, in particolare quelle orientali .
Credo che per essere un buon cristiano sia importante praticare un certo “umanesimo” ossia avere uno sguardo compassionevole autentico verso gli altri e porsi in ascolto di chi è più bisognoso di aiuto , non necessariamente andando a messa tutte le domeniche o nelle ricorrenze comandate, senza poi sentirsi portatore sano di questi valori “umanitaristici” e di una certa responsabilità sociale .
Non è dicendo che si è dei praticanti cattolici che ci si sente in pace col mondo e con le proprie azioni !
Questa brutta storia della chiusura della storica sede del Circolo Acli di Masate mi sta facendo riflettere molto anche su tutto questo fronte , non che non avessi già le idee molto chiare in merito , ma è proprio una profonda delusione personale sui responsabili di questo evento e su alcune persone appartenenti a questo mondo “di chiesa” , per semplificare, che propongono altruismo e condivisione in modo molto strano e strumentale ai propri obiettivi, ecco questo mi colpisce molto ma contemporaneamente mi illumina dandomi la chiave di lettura su certe dinamiche e comportamenti che sono stati messi in atto in questi mesi e che credo rappresentino una partitura musicale o un copione , a seconda delle preferenze narrative e sceniche, che si ripeterà senza tregua e senza speranza di un qualche cambiamento antropologico e sociologico possibile .

Stefania Cavallo
21 settembre 2015

PROMO PROGETTO GENITORI EQUILIBRISTI

PROMO PROGETTO GENITORI EQUILIBRISTI
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La mia proposta come genitore “equilibrista” è proprio questa di incentivare e rimettere in circolo l’ascolto attento e partecipe verso i nostri figli e cercare di stabilire un dialogo aperto, autentico e interessato per capirli a fondo, senza delegare questi pochi strumenti educativi ad altri , siano educatori o insegnanti o psicologi vari. E’ il caso che ogni genitore cominci a ri-appropriarsi di queste semplici leve comunicative ed educative che caratterizzano i cosiddetti fondamentali del mestiere del genitore.

François Truffaut e “I 400 colpi” (dal nuovo libro di prossima pubblicazione : GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER)

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“Non è tanto facile passare da una situazione di comodità come quello dell’infanzia in cui si è protetti dalla famiglia ad una situazione , come quella  dell’adolescenza, in cui  devi separarti dai tuoi genitori ….è un’altra  nascita per i figli , la nascita alla vita adulta che è dolorosa e complicata  per i figli  e  per i genitori è un momento tremendo . Il figlio perde l’infanzia e il genitore perde un bambino . E’ un po’ un doppio  lutto, perché il ragazzo perde la dimensione infantile ma anche il genitore perde la dimensione infantile del figlio “.  Concita De Gregorio  in LUISS  ciclo di incontri “Questi  figli” 

Il mio modo di connettermi con mio figlio , alla sua età,  è attraverso  il cinema e il suo linguaggio e in questi giorni ho capito quanto sia importante , penso, trovare sempre ,come genitore,  un modo per connettersi ai propri  figli  e  in particolare quando sono pre-adolescenti e adolescenti.

Di seguito una pillola  dei miei tentativi  di connessione e di comprensione di questa età e di mio figlio.

François Truffaut  e  “I 400 colpi” (dal nuovo libro di prossima pubblicazione : GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER) 

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Non si può fare a meno di amare e di essere amati . Dove la famiglia fallisce l’uomo può trovare altrove il nutrimento sentimentale che gli necessita nella sua esistenza . Guardando i film di Truffaut e pensando al messaggio di speranza che col suo cinema ci ha lasciato , vi troviamo  il racconto di un’infanzia e di  un’adolescenza che si rapporta continuamente ad un mondo di adulti distratti .

Questa sarà l’occasione per interrogarci  su  “quale  progetto per i nostri giovani  stiamo costruendo  o sognando”   ed   invitare  anche tutte le  principali  agenzie formative  e chi si occupa a vario titolo di infanzia e di adolescenza a dare  un  proprio  contributo.

Su queste riflessioni  nel 2012  decisi di organizzare a Masate (MI)  una  proiezione pubblica del film  “I 400 colpi”  di Truffaut  (Les 400 coups , 1959)  una pellicola che amo molto e che trovo sempre di grande attualità sul delicato tema  del “rapporto genitori-figli” .

Si parla di un adolescente  Antoine Doinel , un ragazzo solo, indesiderato e incompreso che per ribellarsi, marina la scuola e commette dei piccoli furti. Quando, con l’amico René sottrae una macchina da scrivere,  per pagarsi una gita al mare,  viene arrestato e mandato in un riformatorio.

L’ espressione  francese  “faire les  quatre cents  coups”  , tradotta  “fare i 400 colpi”,   significa  “ fare il diavolo a quattro “,  insomma “farne un po’ di tutti i colori” , come accade durante il periodo dell’adolescenza.

Quindi  ecco per me l’interesse ad approfondire il messaggio di Truffaut  e lo  sguardo del cinema  sull’infanzia e l’adolescenza  attraverso la stesura del mio primo libro “I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di filmografia su separazione e divorzio” in cui molto spazio viene dato  al tema dei diritti dei bambini , rivisitato anche dalla visione di una filmografia scelta  per illustrare lucidamente e più in profondità il punto di vista dei bambini .

In un’intervista, François Truffaut, quando gli fu chiesto per quale ragione avesse dedicato un cospicuo numero di film a bambini e ragazzi, rispose: “Non si finisce mai con l’infanzia come non si finisce mai con le storie d’amore. Non è mai la stessa cosa. E poi mi sembra di rimediare a una certa ingiustizia perché non vi è proporzione fra l’importanza dell’infanzia  nella vita e il poco spazio che il cinema le concede”.

Dal bel libro  di Anne Gillain “François Truffaut. Tutte le interviste sul cinema” cito testualmente la seguente domanda  e risposta : Perché scelse come soggetto del primo film l’avventura di un adolescente?

Truffaut : “Era da molto tempo che l’idea mi ronzava in testa. L’adolescenza è un modo di essere riconosciuto da educatori e sociologi , ma negato da famiglia e genitori. Per parlare da specialista, direi che lo svezzamento affettivo , il sopraggiungere della pubertà, il desiderio d’indipendenza e il complesso d’inferiorità sono segni caratteristici di quest’età . Basta un solo atto di ribellione e questa crisi viene giustamente chiamata “originalità giovanile”. Il mondo è ingiusto, dunque dobbiamo sbrigarcela da soli: e si fanno i quattrocento colpi”.

La  dura critica di Truffaut , con questo film ,  è rappresentata dal tema della colpevolizzazione dei bambini da parte degli adulti  , in quanto racconta il punto di vista di un ragazzino dall’infanzia segnata e pesante e come dirà lo stesso regista  “non è un film sentimentale , ma che dice le cose come stanno”.  Un film che fa riflettere sulle responsabilità degli adulti , sempre più estranei dal mondo dei bambini e dei propri figli adolescenti.

 Nel 2013  ho creato in rete un blog  intitolato I BAMBINI CI GUARDANO  e che potete recuperare a questo link:

https://steficavallo.wordpress.com/category/i-bambini-ci-guardano/

I BAMBINI CI GUARDANO-PRESENTAZIONE  di Stefania Cavallo

Quando il cinema  e i  grandi registi, come  De Sica , Comencini, Truffaut , i fratelli Dardenne,  Mirko Locatelli   ed altri,  raccontano  storie ,  attraverso la narrazione autentica dei protagonisti  e  all’interno di una stessa cornice tematica , come quella dei disagi del   mondo dell’infanzia e dell’ adolescenza,  offrono  a tutti noi una grande opportunità di riflessione e di comprensione per nulla scontate .

Questo spazio  ha un po’ questa “missione”  di stimolare  uno scambio di passioni  e di idee  sulle varie forme di narrazione che mettono al centro il mondo dell’ Infanzia  e dell’Adolescenza.

Lo “sguardo” e la “lettura” sono filtrati dal contributo culturale della  “mediazione familiare”  e  “umanistica”  a tutto tondo  ;  in particolare,  ho cercato di cogliere due aspetti  in quanto  costituiscono dei pregiudizi ricorrenti da parte degli adulti,  il primo è che lo “sguardo” dei bambini  (ancora spesso sottovalutato)  non sia attento al comportamento degli adulti,  e   sappiamo che i genitori tendono a scaricarsi dalle loro responsabilità  verso i figli  dicendo  “Tanto sono piccoli non capiscono…” oppure,  nei casi di conflittualità coniugale,  quando sono adolescenti “Sono troppo concentrati su di loro per guardare noi che litighiamo” ;  il secondo aspetto è costituito dal considerare  la famiglia  (spesso idealmente sopravvalutata) esclusivamente come “luogo privilegiato” ,  in cui gli individui si  formano e si realizzano e non come luogo in cui si creano e alimentano  tensioni e conflitti oltre a disagi, abusi e maltrattamenti proprio sui minori.

Con questa proposta , ricca di nuovi e vari percorsi narrativi,    si cercherà   un po’ di smentire questi luoghi comuni cercando di aprire a nuove prospettive di riflessione che siano al passo con i tempi.

Stefania Cavallo

(datato  19 novembre 2013)

LA MIA FILMOGRAFIA SU “CONFLITTO DI COPPIA, SEPARAZIONE/DIVORZIO DEI GENITORI E I DIRITTI DEI BAMBINI”

LA MIA FILMOGRAFIA SU  “CONFLITTO DI COPPIA, SEPARAZIONE/DIVORZIO  DEI GENITORI   E I DIRITTI DEI BAMBINI”

 I GIORNI DELL'ABBANDONO 144

“I giorni dell’abbandono” bellissimo film di Roberto Faenza che mi ha ispirata per questa filmografia , mi ha emozionata e arricchita e a cui ho dedicato questo lavoro

E’ l’unica filmografia da me realizzata a livello amatoriale su cd , qualche anno fa a conclusione di un lavoro scritto in tema di “conflitto di coppia e separazione/divorzio al cinema ” attraverso un mio personale sguardo e sensibilità di cinefila oltre che di studiosa di mediazione familiare e operatrice socio-culturale . Un lavoro certosino che mi impegnò ore e ore (la mia attenzione all’approfondimento e un pò alla sana perfezione…. ) insieme ad un regista che credo di avere un pò ossessionato all’epoca affinché  potesse cogliere solo e solo quella immagine e quella situazione o dialogo funzionale al progetto che dovevo presentare per la mia tesi di specializzazione in Mediazione Familiare a Milano (2006) . E’ un lavoro che mi ha molto emozionato e di cui ho raccontato nel mio primo libro I giorni perduti pubblicato con la Casa Editrice La Sapienza di Roma nella collana Orientamenti del Prof. Matteo Villanova che praticamente mi ha preso a battesimo come scrittrice ……..ancora grazie per questo Prof !

Ecco di seguito alcune parole per descrivere meglio il contesto e la dimensione emotiva  da cui nasce questo  lavoro e che ho inserito nel mio nuovo libro  “GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIOSEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER” di prossima pubblicazione.

 copertina del libro

I GIORNI PERDUTI   …..sono i giorni dell’abbandono , “un abbandono”  che sperimentiamo  già da piccoli  col ricordo ancestrale  della nascita quando  ci separano  dal ventre materno che ci ha  ospitato per ben 9 mesi , esperienza che si può  replicare  per  adulti e  bambini  ed  adolescenti  quando ci si lascia  , quando  mamma  e papà hanno deciso di lasciarsi  , di separarsi .

 

Questo è un libro in cui si è cercato di dare spazio alla “narrazione” dell’abbandono da parte di coloro che sono i principali protagonisti  delle storie  di conflittualità familiare e  di separazioni , di genitori e   figli minori  dei nostri  tempi   .

 

Il tutto viene raccontato seguendo le tre fasi principali del fenomeno separativo nella sua evoluzione: la crisi e l’ abbandono  , il conflitto e l’incomunicabilità della coppia  e infine l’apertura al nuovo con le “nuove famiglie” e uno  sguardo  particolareggiato nell’ultima  sezione ai  “Diritti dei bambini” .

Sono diversi gli “sguardi”  che in questo lavoro è possibile cogliere come quello della “mediazione  familiare ”   e  altri sguardi come quelli del Cinema e della Letteratura  che da sempre si occupano  di  Famiglie  e di Infanzia .

Sì “famiglie” al plurale  proprio come dice Francesca Comencini  nel suo   bel libro  d’esordio  “Famiglie”   : “La famiglia è un gruppo di persone che si scelgono , che si amano, si appartengono e si prendono cura le una delle altre. Anche senza legame di sangue, anche senza nessun matrimonio. Io….per tutta la vita ho cercato di costruire famiglia. Ma….non so se ci sono riuscita” .

 

Certo anch’io  credo  che  l’affrontare  e il  parlare di questi temi  richieda una buona dose di  passione e di coraggio, oltre che una sensibilità spiccata e  un vissuto senza tregua .

 

Infatti attraverso questo mio lavoro  ho voluto un po’ restituire  questa mia passione in maniera che mi auguro possa diventare un po’ contagiosa e virtuosa ,   perché  il  Cinema  non è solo una forma d’arte moderna , ma è forse uno degli strumenti  più immediati  che l’uomo ha a disposizione per descrivere  la realtà  e  attraverso  i   film si possono  intercettare temi altrimenti sconosciuti e lontani dal proprio mondo, per ritrovare un po’ del proprio vissuto  e per tentare un confronto tra la propria storia  e le storie narrate ,  come dice il regista milanese  e amico Mirko Locatelli .

 

Viene posta particolare attenzione al mondo dell’Infanzia   al quale ho dedicato la terza Sezione del lavoro  e come dico  anche all’inizio del testo  “per una visione del mondo più a misura di bambino”  .

Vuole essere  un contributo per i genitori  i quali possono identificarsi e specchiarsi  nelle varie storie  delle schede filmiche proposte  per poter  riflettere sulla propria personale situazione  e singolare storia  , per trovare soluzioni alternative  e magari  riuscire a gestire  e ricomporre meglio la dimensione emotiva  e dolorosa della fase  abbandonica  dell’evento separativo .

 

Così come nella mediazione familiare  anche in questo lavoro  sono stati messi al centro i bambini e gli adolescenti  in particolare  il loro “sguardo”  spesso sottovalutato   perché  nella quotidianità   “i bambini ci guardano”  e ci  “ascoltano”   e attraverso  le opere filmiche che  ho analizzato   è un po’ come  sentire il bisogno di  guardare più a fondo e da vicino  le condizioni  di vita  e d’anima  di quelli che saranno gli adulti  di domani  .

 

Altro aspetto  fondamentale   che tratto  a varie riprese è quello della  “comunicazione”  , come i genitori si dovranno relazionare in simili circostanze  con i propri figli , sul ruolo significativo e cruciale della “narrazione “ , cioè quando i genitori  spiegano ai figli il doloroso  “passaggio in corso”  della separazione  .

GENITORI EQUILIBRISTI145

Stefania Cavallo

6 settembre 2015