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Archivio per settembre, 2017

NUOVE INIZIATIVE 2017-18

NUOVE INIZIATIVE  2017-18

Ecco le mie  iniziative organizzate e proponibili sempre durante l’anno ,  ove vi sia interesse sui temi proposti. 

Ringrazio in anticipo per poterle segnalare e far conoscere .

F 14

 

Stefania Cavallo  , milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. 

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiareOrganizza e conduce incontri  e percorsi emozionali  realizzati per genitori, educatori, insegnanti e studenti  su diversi temi .  In particolare,  di recente propone un percorso   dal titolo  “Un nuovo percorso emozionale all’interno del mondo scuola: Mal di scuola”  e si rivolge a tutti coloro che a vario titolo operano in questo ambito e lo attraversano. 

Dr.ssa   Stefania Cavallo

Esperta  in comunicazione e formazione

Mediatrice familiare e sociale    –   392/1316509

 

 

NEWS : BOOKCITY 2017 MILANO

TEATRO DEL BURATTO – MACIACHINI LABORATORIO 1

Sabato, 18 novembre 2017 h. 18,30

Stefania Cavallo e Piergiorgio Critelli  intervengono con

“ Buoni maestri e parole che aiutano”

 

 BOOKCITY MILANO 2017 DEFINITIVO LOCANDINA

 

NEWS:IMPARARE DALLE EMOZIONI

 

Percorsi  emozionali  formativi e auto-formativi

per famiglie e scuola e per chiunque sia interessato a vario titolo

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I LUOGHI DELL’ANIMA

Presentazione

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di  sensibilità multiformi , come  le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere,  così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni” , spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia  la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa  sentire più veri , quella che spesso ci fa “buttare giù” le  maschere , quella che non ci fa più preoccupare di  “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri  ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento  in cui  ci può aiutare  nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come mi arriva attraverso  la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso  i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi sono occupata della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose  situazioni raccolte attraverso  gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine la terza condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale  è quella del “mondo scuola”  , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto  cooperativistico tra scuola/insegnanti  e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni  intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine .

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, alla ricerca di possibili risposte e/o di auspicate soluzioni.

 

  

 

NEWS:Esperimento sociale contro il sessismo , proposto ad adolescenti

 

Cosa pensano le ragazze e i ragazzi  di oggi  del  “sessismo” che passa dalla Rete ?

 

copertina emozioni

Questa è un’idea scaturita dalla messa in discussione di alcuni video “sessisti”e “volgari” che si possono trovare in rete , ma non solo, e  in cui si possono ascoltare e cogliere alcuni degli stereotipi maschili/maschilisti più diffusi sul genere femminile.

Il progetto si rivolge al mondo degli adolescenti , ragazze e ragazzi,  e tra le varie finalità , senz’altro quella prioritaria è quella di capire meglio quali siano  i contenuti dei video che dicono di essere degli “esperimenti sociali” e far capire ai giovani l’approccio e l’uso consapevole dei social e dei numerosi stereotipi che passano in maniera spesso “anestetizzata” , quale specchio di una società a sua volta spesso inerme e apatica alla decodifica e alla comprensione di ciò che avviene , in particolare nel nostro caso , per quanto riguarda la questione di “genere”.

Dunque , l’obiettivo esplicito , è quello di mettere  in discussione ciò che si “traveste”  da “esperimento sociale” ma nella realtà è qualcosa d’altro e molto distante  da una certa  valenza positiva indicata dalla moderna Psicologia sociale che studia l’interazione tra individui, gruppi, contesti ambientali con una forte componente sperimentale.

Genitori e  adulti di riferimento dei nostri ragazzi  dovrebbero essere “adulti accompagnatori” e non “censori” per i nostri bambini e adolescenti, nel percorso di esplorazione della Rete, partendo dal fatto che anche i  Genitori dovrebbero conoscere di cosa si sta parlando. A mio avviso il dibattito che si apre e sempre attuale è quello di costruire una Rete di fruitori responsabili e coscienti delle proprie scelte.

I bambini e gli adolescenti non hanno solo diritto a essere protetti, ma anche ad essere protagonisti delle scelte che riguardano la loro formazione e il loro futuro (Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia- ONI 1989).

Si rende necessario un primo incontro esplorativo e preliminare per poter verificare le diverse disponibilità e la fattibilità del progetto. La mia disponibilità è quella di “facilitatrice” del progetto, di avvio e di scelta dei referenti interni  per la sua realizzazione, di supervisione e di restituzione finale durante l’incontro in plenaria.

 

 

NEWS: Progetto “Mal di scuola”  per scuole, enti ed associazioni

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Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

 

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

 

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dalla formatrice ,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

 

Registi, scrittori , educatori, preti che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

 

Conferenza “Genitori equilibristi : ascolto e dialogo con i figli” Genitori Equilibristi  copertina137

L’educazione non avviene fuori la relazione.

Si costruisce al suo interno e in tutto quello che viene messo in comune

In questi anni  mi sono spesso occupata di  genitorialità , di  tematiche  legate alla comunicazione  genitori-figli , di genitori felicemente uniti in matrimonio  e  di genitori separati o singoli o “singolari”  e  ho raccolto diverse  testimonianze .

Ho pensato che potesse avere un senso  riordinare il tutto  secondo uno  schema mentale  che   fosse soprattutto   “racconto e testimonianza” , al di là  di tanta teoria  che in qualche modo, superata una prima alfabetizzazione sul tema, necessita  soprattutto di  pratiche  e di percorsi  possibili  di genitorialità a cui ispirarsi  e su cui riflettere.

In questo mio nuovo contributo si parlerà di “genitori  equilibristi”  nel senso proprio legato  ad uno scenario ricco di acrobazie  che  troviamo nel  quotidiano , aiutati anche  dai fatti  di cronaca  e dall’affanno  nel conciliare  impegni lavorativi  con  impegni familiari e di cura .

Appunto  si parla di “genitori efficaci”, di  “genitori  singolari”, di “genitori  mediatori” , di “genitori  competenti” e così via , tuttavia  mi sembra proprio che quella di “genitori acrobati” o “genitori equilibristi”  dia meglio l’idea di un ruolo  molto dinamico , in continua evoluzione e cambiamento.

I “buoni maestri” sono  sempre meno  e forse non riusciamo più a riconoscerli  nemmeno  nei nostri insegnanti , nei  nostri genitori o negli adulti di riferimento.

 

 

Laboratori  filmici  con   percorsi  tematici  per scuole , enti e associazioni

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Nell’Ambito di questo spazio  si creerà l’opportunità di conoscere meglio  grandi  registi  e importanti  autori , attraverso il racconto della loro vita  e delle più  importanti opere filmiche . Si potrà aprire un confronto  competente  anche alla luce  dello scambio di riflessioni  su alcune tematiche “dedicate” come indicato di seguito:

  • Relazione Genitori-figli
  • La mediazione familiare : un percorso possibile
  • Educazione alla Pace
  • Comunicazione ed Educazione Sentimentale
  • Scuola e problematiche  connesse (bullismo, razzismo, diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ,  disabilità )
  • Il Cinema sociale

 

  

MUTUALITA’ SOCIALE OGGI E IL FACILITATORE NELLA RELAZIONE D’AIUTO

Due più due non fa semplicemente quattro ma molto di più!

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Esperienze di “mutuo soccorso” che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone , possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare più operative , acquistare così un’efficacia maggiore e capillare , iniziando a pensare che dei “percorsi culturali” sono possibili in questo ambito e che bisogna investire nella possibilità di un cambiamento culturale della società, con uno sguardo al concetto di servizi sociali e di aiuto alle persone che superi il tradizionale assistenzialismo .

Anche su Facebook : https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127

 

 Spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare

 

 Spazio di Mediazione Familiare e di Ascolto

Il   MIO  PROGETTO  S.A.F.   STUDIO  AIUTO FAMIGLIE

Progetto  S.A.F. –  Studio  Aiuto  Famiglie   secondo  due declinazioni o servizi   :  assistenza allo studio  e spazio di mediazione familiare  . Questo progetto è nato dalla mia esperienza sul campo  come operatrice  socio-culturale  e come mediatrice familiare  specializzata ,   certificata con l’Associazione  GeA-Genitori Ancora  di Milano.  Inoltre  avendo coordinato  qualche  Centro di Assistenza   allo studio  per adolescenti  (10-16)  delle scuole secondarie e delle superiori  ,  mi piace l’idea di  aprire questo progetto anche  ad un servizio , analogo all’ultimo,  da effettuare  nel pomeriggio  con l’obiettivo  di avere  un canale continuo  aperto con le famiglie del territorio.

 

Come Assistenza allo studio  , il  “mondo”   di  riferimento  sono  gli adolescenti  (10 – 17 anni) , delle scuole secondarie e superiori,  con bisogni legati all’apprendimento delle lingue e della matematica  , inoltre  l’altro “ mondo “  può essere rappresentato  dagli adolescenti con problemi nell’apprendimento   del   linguaggio  (es. dislessia )  .  In questo primo servizio  ho in mente di erogare lezioni   pomeridiane  sulle singole materie  (durata  1 ora)  , inoltre per quanto riguarda  i problemi del linguaggio  o di dislessia  penso di erogare  sedute  ad hoc , su richiesta  .

Come attività legata alla mediazione familiare  , penso al “mondo”  delle coppie/genitori   con figli piccoli  (sino ai 16 anni)  e “genitori singoli”  che hanno deciso   di separarsi o divorziare .  In questo caso si erogano sedute /incontri  di mediazione  (durata: 1,30 circa)  secondo  un percorso di  10-13 sedute  (due mesi  circa)  a coppia  .

All’interno di questo progetto  sarà  possibile prevedere  quindi un aiuto  e un sostegno alla genitorialità  a 360 gradi  anche attraverso  uno “spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare”.

Ecco il link  del sito dedicato:  http://progettosafstudioaiutofamiglie.jimdo.com/

 

  

Camminamici  2017-18  Unendo il movimento del corpo a quello dei pensieri

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Un’iniziativa pratica per sensibilizzare al sentimento  dell’amicizia  in ambito scolastico

e rivolta agli studenti delle scuole secondarie

In questi anni,  mi sono resa conto  che non sempre la scuola riesce  a far fronte alle tante problematiche  sociali  ed educative   che   vivono le famiglie e i nostri giovani , in particolari  in età adolescenziale  . Allora parlando con amiche e   parlando di quest’età così  particolare  per chi ha i figli in questa fascia , mi sono  posta    l’interrogativo  “cosa possiamo fare noi genitori per far capire che concretamente    ci siamo  e vogliamo aiutare i nostri ragazzi  a vivere in una società  in cui la relazione  autentica umana  è più importante  di ogni altra cosa …in qualche modo come possiamo   portar  “fuori “  casa  questi ragazzi  da questo  continuo rifugiarsi   in un  proprio  mondo virtuale  in cui  la distanza con gli adulti  e il mondo reale  è sempre più  ampia e inquietante, se pensiamo al cyberbullismo o alle net-dipendenze ? “.

Ecco la risposta mi è arrivata    e poi   ho messo in piedi il tutto:  la CAMMINAMICI ! 

 

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Cosa pensano le ragazze e i ragazzi di oggi del “sessismo” che passa dalla Rete?

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Cosa pensano le ragazze e i ragazzi  di oggi  del  “sessismo” che passa dalla Rete ?

Esperimento sociale contro il sessismo , proposto ad adolescenti

Questa è un’idea scaturita dalla messa in discussione di alcuni video “sessisti” e “volgari” che si possono trovare in rete , ma non solo, e  in cui si possono ascoltare e cogliere alcuni degli stereotipi maschili/maschilisti  più diffusi sul genere femminile.

Il progetto si rivolge al mondo degli adolescenti , ragazze e ragazzi e può interessare la scuola ma anche le altre agenzie formative. Questa proposta come “esperimento sociale”  si inserisce anch’essa all’interno della cornice dei “PERCORSI EMOZIONALI FORMATIVI E AUTOFORMATIVI ” che propongo da diversi anni.

Tra le varie finalità , senz’altro quella prioritaria è quella di capire meglio quali siano i contenuti dei video che dicono di essere degli “esperimenti sociali” e far capire ai giovani l’approccio e l’uso consapevole dei social e dei numerosi stereotipi che passano in maniera spesso “anestetizzata” , quale specchio di una società a sua volta spesso inerme e apatica alla decodifica e alla comprensione di ciò che avviene , in particolare nel nostro caso , per quanto riguarda la questione di “genere”.

Dunque , l’obiettivo esplicito , è quello di mettere  in discussione ciò che si “traveste”  da “esperimento sociale” ma nella realtà è qualcosa d’altro e molto distante  da una certa  valenza positiva indicata dalla moderna Psicologia sociale che studia l’interazione tra individui, gruppi, contesti ambientali con una forte componente sperimentale.

Genitori e  adulti di riferimento dei nostri ragazzi  dovrebbero essere “adulti accompagnatori” e non “censori” per i nostri bambini e adolescenti, nel percorso di esplorazione della Rete, partendo dal fatto che anche i  Genitori dovrebbero conoscere di cosa si sta parlando. A mio avviso il dibattito che si apre e sempre attuale è quello di costruire una Rete di fruitori responsabili e coscienti delle proprie scelte.

I bambini e gli adolescenti non hanno solo diritto a essere protetti, ma anche ad essere protagonisti delle scelte che riguardano la loro formazione e il loro futuro (Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia- ONI 1989).

Si rende necessario un primo incontro esplorativo e preliminare per poter verificare le diverse disponibilità e la fattibilità del progetto. La mia disponibilità è quella di “facilitatrice” del progetto, di avvio e di scelta dei referenti interni  per la sua realizzazione, di supervisione e di restituzione finale .

Dr.ssa   Stefania Cavallo

Esperta  in comunicazione e formazione

Mediatrice sociale

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Imparare dalle emozioni:Presentazione

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IMPARARE DALLE EMOZIONI

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Presentazione

F 14

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di  sensibilità multiformi , come  le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere,  così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni” , spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia  la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa  sentire più veri , quella che spesso ci fa “buttare giù” le  maschere , quella che non ci fa più preoccupare di  “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri  ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento  in cui  ci puo’ aiutare  nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come “mi arriva” attraverso  la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso  i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi sono occupata della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose  situazioni raccolte attraverso  gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine la terza condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale  è quella del “mondo scuola”  , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto  cooperativistico tra scuola/insegnanti  e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni  intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine .

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Come ho già accennato, mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, alla ricerca di possibili risposte e/o  di auspicate soluzioni.

«Amore, Tempo, Morte. Queste tre cose mettono in contatto ogni singolo essere umano sulla terra. Desideriamo l’amore, vorremmo avere più tempo e temiamo la morte».
(La frase è pronunciata nel film “Collateral Beauty” di David Frankel ,con  protagonista Will Smith. Cosa s’intende per bellezza collaterale? Che si può trovare bellezza e connessione, gli uni con gli altri, anche nel dolore, nella tragedia e nel tradimento)

 

Stefania Cavallo

25 settembre 2017

EMOZIONI GIBRAN

 

 

 

 

Parole di amore filiale

 

Ho deciso di pubblicare solo oggi queste parole più  “intime” di  amore filiale , per consegnarle “simbolicamente” a chi magari ha vissuto o sta vivendo le stesse situazioni e perché  in qualche modo, attraverso la scrittura, le mie emozioni negative si trasformino e trovino un po’ di pace , quella pace che in questi anni sto cercando di trovare con molta difficoltà.

Buona lettura , Stefania

non-violenza

Ho scritto una  lettera qualche mese fa, appena dopo la morte di mia madre, una lettera indirizzata a mio padre al quale l’ho consegnata subito, dopo avergliela prima  introdotta a voce . Sono passati alcuni mesi da allora e purtroppo devo costatare che sono cambiate molte cose dopo la morte di mia madre, e non in positivo, nel senso che oggi mi trovo con un padre e una sorella che non riconosco più , non riconosco più perché in realtà dopo la morte della mamma è emersa un po’ la loro vera natura e personalità che con mamma in qualche modo era  mediata e smussata tanto che solo lei riusciva e si sforzava nel tenere tutto insieme, in un suo desiderio di famiglia come luogo in cui le persone si riconoscono in un comune sentire di affetti e di aiuto reciproco.

Parlandone molto con chi mi è più vicino, mi è stato detto che succede spesso nelle famiglie dopo la morte di un genitore e in particolare dopo la morte di una madre così importante e presente , come la nostra ,  nelle nostre vite e mi è stato detto che si possono scoprire delle preferenze del genitore rimasto , verso uno dei figli,  e anche questo si sta verificando tra mio padre e mia sorella.

Sono dinamiche molto umane e tutto sommato si possono tollerare , forse quello che però mi pesa di tutta questa faccenda è essere considerata un po’ la figlia “messa da parte” in maniera definitiva , come se  con la  morte di mamma si  potesse ricreare un nuovo e ricercato/”giustificato”  equilibrio tra mio padre e mia sorella.

Dico questo ovviamente a fronte di fatti che si sono verificati in questi mesi e sappiamo bene che al di là delle parole, che a volte servono come paravento e schermo , quello che conta poi sono sempre le nostre azioni e i fatti che si compiono e che segnano le nostre vite.

C’è il parente che ad un certo punto ha “una croce” addosso e dovrebbe portarla per tutta la sua vita senza mai metterla in discussione, secondo  chi gliel’ha posta …..e questo è accaduto a me nella mia famiglia d’origine. E’ accaduto perché qualche anno fa ci fu , per una nostra attività commerciale legata soprattutto a mio marito, un vero e proprio tracollo finanziario e questo fatto drammatico ha cambiato tutto , ha cambiato drasticamente la nostra vita , mia e di mio marito , e questo fatto ha creato un primo spartiacque in famiglia tra chi era il “colpevole” e chi era “non colpevole” , ossia la “vittima” per  quel sentimento di “vergogna” secondo cui non si può accettare di essere stati “gabbati” .  Per quella che rappresentava all’epoca la nostra attività economica più importante, legata soprattutto a mio marito, ci siamo trovati ingabolati in una sorta di truffa attuata  in maniera  subdola dalla nostra banca e come purtroppo accade quando non si riesce più a restituire il finanziamento richiesto, così anche i miei genitori che ci avevano aiutato, garantendo per noi, furono coinvolti  (quel pomeriggio in banca eravamo seduti in quattro di fronte a quel direttore spregiudicato e in quattro non avevamo capito quello che poi  purtroppo abbiamo scoperto, a nostro danno,  e che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite …..) e fu messo in forte crisi tutto l’equilibrio familiare e dovemmo avvalerci di validi avvocati per poter salvare al meglio e in extremis la loro casa .

Ora quello che capisco dalle nuove dinamiche attivate da mio padre insieme a mia sorella , dopo la morte di mia madre, è che in realtà  questa “croce” è ripiombata tra di noi in maniera pesante, anche se “non  detta” , anche se  sembrava essere stata accantonata per un certo periodo  dopo un grande lavorio familiare, insieme a mio marito,   di  tentativi di spiegazione di ciò che in realtà ci era accaduto per cui non riuscivamo più a “trovare  la pace” e al fatto che  al di là di questo grande dispiacere  per i miei , avevamo e abbiamo il dovere di continuare a vivere  e a non sentirci continuamente in colpa per qualcosa che in realtà non avremmo mai voluto e previsto e poi perché tutto quello che è accaduto è stato fatto per mantenere  disperatamente “in vita”  un’attività lavorativa importante per la nostra sopravvivenza ,  con la chiusura forzata dell’attività è stata messa a dura prova tutta la nostra vita.

Oggi ,che sono passati alcuni anni , sono rimaste ancora aperte  delle doloranti ferite , perché da allora non riusciamo più ad avere un lavoro continuo , sia la sottoscritta che mio marito,  con tutte  le ricadute  negative che si possono immaginare  e che riguardano molte famiglie italiane di oggi entrate nella categoria socio-economica dei “nuovi poveri”……ma questa è un’altra storia!

Provare a indicare proposte “aperte” a percorsi possibili di senso, per la soluzione di problemi , anziché  fornire solo “sentenze”, mi sembra sempre qualcosa di più costruttivo un po’ su tante questioni, (mia cit.) 

23 settembre 2017

Immagine

IMPARARE DALLE EMOZIONI

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Buoni maestri e parole che aiutano.

REGALERO’ LE MIE VERITA’ AI POSTERI ATTRAVERSO LA MIA PERSONA, LE MIE AZIONI,LE RELAZIONI CON CHI MI VUOL BENE ,CON I MIEI PENSIERI E CON I MIEI SCRITTI

 

BOOKCITY MILANO 2017 DEFINITIVO LOCANDINA

Questo è un nuovo appuntamento che mi vedrà anche quest’anno presente all’interno di questa importante cornice culturale milanese, ossia  BOOKCITY MILANO 2017, con me ci sarà il filosofo-pedagogista-educatore   Piergiorgio Critelli  perchè attraverso la personale esperienza del mio nuovo scritto “Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”  ha preso sempre più consistenza l’importanza della dimensione della “parola”, della  necessità dell’uso della  “parola”, scritta e narrata,  attraverso i vari media, come  farmaco , cura – autocura-autoterapia .  Si tratterà anche l’esperienza  dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, i gruppi di parola,  in vari ambiti e in particolare nel mondo “scuola”,  e  di come  appena si apra  uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Appena , a ottobre, verrà reso pubblico il palinsesto della kermesse libraria , seguirà tutta la fase promozionale , anche sui vari social, della nostra nuova iniziativa intitolata per intero così ” Buoni maestri e parole che aiutano. Destini incrociati tra scrittura e cinema”.

STEFANIA CAVALLO , SOCIOLOGA  E AUTRICE  DEL NUOVO LIBRO
“MAL DI SCUOLA. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”

PIERGIORGIO CRITELLI, FILOSOFO E CONDUTTORE DEI GRUPPI  “PAROLE IN CERCHIO”

Ecco di seguito un breve video che sintetizza un pò il senso di un mio “gioco  virtuale” lanciato per qualche settimana questa estate su facebook  e avente come protagonista “la parola del giorno” da condividere ……..grazie ancora a chi ha partecipato e ha apprezzato:

I maestri sono tanti, quelli incontrati e quelli che insieme incontreremo attraverso  “Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”.

 

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21 settembre 2017

 

 

Percorsi  emozionali  formativi e auto-formativi  

per famiglie e scuola e per chiunque sia interessato a vario titolo

e operi in questi ambiti

Scuola e anima

Stefania Cavallo  , milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. 

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiareOrganizza e conduce incontri  e percorsi emozionali  realizzati per genitori, educatori, insegnanti e studenti  su diversi temi .  In particolare ,  di recente propone un percorso  costituito da tre incontri  dal titolo  “Un nuovo percorso emozionale all’interno del mondo scuola: Mal di scuola”  e si rivolge a tutti coloro che a vario titolo operano in questo ambito e lo attraversano. 

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“Mal di scuola . Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”

 

Presentazione  

Il compito dell’educatore è ancora quello che indicava Rousseau nell’ Emilio:

“Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”

 

Un progetto  pensato per sensibilizzare adulti e giovani che , nei vari ruoli,  attraversano e vivono l’ambito scolastico con  tematiche  e riflessioni  molto attuali che spesso solo le immagini e  dei percorsi  filmici  “dedicati”  sanno restituire in maniera forse più  efficace  di lunghi discorsi e di molte analisi.

Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

 

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

 

“Mal di scuola”  per l’autrice rappresenta  un sentimento  di nostalgia  per il mondo scuola che tanto  le ha dato e a cui crede  aver dato tanto. L’autrice ci racconta  come  ami  la scuola e lo studio da sempre e ancora oggi quando  deve  fare delle  sue  ricerche  per approfondimenti  le  sembra sempre una grande festa  e una grande opportunità  per continuare a studiare e  ampliare le proprie  conoscenze.

 

“ Mal di scuola” riguarda anche le difficoltà che si incontrano lungo il percorso della propria formazione che non è mai lineare.

 

Questo nuovo progetto segue , un po’ a distanza di tempo, la  prima filmografia   su separazione e divorzio  de  “I giorni perduti “  del 2011  in cui l’autrice aveva dedicato  un’intera sezione  al tema de “i diritti dei bambini”  e in seguito aveva avuto la necessità di creare anche in rete un nuovo blog dal titolo “ I bambini ci  guardano”  (https://wordpress.com/post/steficavallo.wordpress.com/21)  e da allora  pensava che sarebbe stato interessante offrire un ulteriore spaccato trattando il mondo “SCUOLA”  attraverso il contributo di quei registi  e  sceneggiatori  che  con le loro pellicole hanno segnato  passaggi  importanti  a livello culturale , con letture molto significative  sia sul piano  della  Scuola come Istituzione,  della  Scuola come impatto  Sociale  e infine della  Scuola come  Eredità valoriale per le giovani  generazioni .

 

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dall’autrice,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

 

Registi, scrittori , educatori, preti e addetti ai lavori che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

In questo senso ha  voluto ricordare alcune pellicole  i cui protagonisti  riscoprono le  proprie radici  e come anche la scuola  sia importante  al fine di  questo percorso a volte un po’ a ritroso e più speculativo in senso autobiografico per riuscire a scoprire e coltivare i propri talenti . Con questa prospettiva  diventa  fondamentale  la dimensione del racconto di  storie che ci parlano di coraggio e di sogni . Attraverso  queste  pellicole è possibile  cogliere  un bel esempio di come  “Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”  (W. B. Yeats)  e  l’ augurio è  che questo accada più spesso e che non si tolga ad esempio  la musica tra le materie di insegnamento nelle nostre scuole in quanto patrimonio culturale  e spirituale con ricadute sociali molto positive, perché   la musica, come lo sport e  il teatro, ha una forte componente  unificatrice tra le persone e  i popoli .

 

Infine l’autrice auspica  che questo nuovo percorso e progetto pensato nel tempo e cresciuto in questi anni possa creare momenti di discussione e di confronto nelle scuole e nella società civile , tra insegnanti , educatori , studenti e famiglie in maniera da attivare nuovi progetti nei quali riconoscersi nel difficile e misterioso mestiere dell’insegnare e dell’ apprendere.

 

“GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER”

 GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intrafamigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intrafamigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

 

 

 

 

 

 

 

 

ESPERIMENTO SOCIALE: CONTRO LA POVERTA’ IN ITALIA

ESPERIMENTO SOCIALE: CONTRO LA POVERTA’ IN ITALIA

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“La povertà è spesso difficoltà a riconoscere le proprie capacità, a leggere diversamente la propria realtà e vedere le opportunità che si nascondono dietro alle complessità di ogni giorno. L’Albero della Vita accompagna le famiglie che incontra a guardare e ad andare oltre la propria condizione fornendo strumenti di riappropriazione e di sviluppo delle proprie capacità attraverso una relazione di fiducia.” (https://www.alberodellavita.org/la-situazione-della-poverta-italia-2016/)

 

Come ho già scritto, e ne ho parlato, per “esperimento sociale” , in sintesi, si intende il concetto nella sua valenza positiva indicato dalla moderna Psicologia sociale che studia l’interazione tra individui, gruppi, contesti ambientali con una forte componente sperimentale.

Oggi vorrei parlare di un bel e struggente video /”esperimento sociale”  che potete trovare in rete al link seguente ad opera della Fondazione Albero delle vita  https://www.facebook.com/albero.della.vita.onlus/    dal titolo  “Esperimento sociale: contro la povertà in Italia”  e la domanda , le domande che pone sono molto “toste” , del tipo “e se una mattina Stefano ti chiedesse aiuto, tu cosa faresti? Cosa farebbero gli italiani? Abbiamo provato a scoprirlo, con gli occhi di un bambino”.

Il protagonista dell’esperimento infatti è questo bimbo italiano/milanese ( come dirà a chi glielo chiederà) di 11 anni , Stefano, che una  mattina si siede per terra alla Stazione di piazzale Cadorna a Milano , col suo cartello di cartone in cui c’è la scritta “non dare soldi ma fiducia al mio papà” e le reazioni delle persone a questo cartello sono le più svariate, ma in particolare emerge la difficoltà di ciascuno a fermarsi con questo bimbo per capire realmente le ragioni per cui è lì , si pensa che chieda, come molti,  “solo” l’elemosina e che quello di cui ha bisogno sia qualcosa di materiale come soldi, caramelle, acqua e così via.

Certo una domanda mi sorge spontanea ed è la seguente: “Ma dove sono i parenti stretti di Stefano? Dove sono i nonni, gli zii , i cugini e gli amici? Dov’erano queste persone quando il papà di Stefano è rimasto senza lavoro e perchè Stefano ha bisogno di mettersi come i “clochard” sulla strada con quel suo cartello , a modi di chi chiede l’elemosina ma in realtà non è proprio questo che chiederà?

Guardando poi il video col “backstage” del video ( https://iodonofiducia.it/backstage-dellesperimento-sociale/) si capisce un po’ di più di questo esperimento sociale come ad esempio del fatto che  “dietro” vi sia tanto lavoro di preparazione, che si tratti di un progetto sociale serio e gestito professionalmente e quanto Stefano sia stato preparato e nulla sia stato lasciato al caso , tanto che gli autori dicono in premessa : “Per noi è stata una giornata molto importante ed emozionante, soprattutto perché abbiamo potuto constatare che c’è davvero una speranza per la situazione difficile che sta attraversando il nostro paese. E quella speranza siamo tutti noi”.

A questo punto non mi sento di aggiungere altro, ma di “chiederci”, ognuno di noi, cosa avremmo fatto e come avremmo reagito e soprattutto in che modo ciascuno di noi potrebbe entrare in questo flusso dell’esistenza del “dare fiducia” in situazioni simili . Quando a me è capitato di trovarmi sia nella situazione del papà di Stefano, sia con un figlio della stessa età di Stefano e sia nella situazione di chi mi parlava della sua disperata situazione di “non lavoro” ,  ho pensato che potesse “dare fiducia” a chi ha perso il lavoro e avere un senso l’azione  concreta di creare dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto e poi di questo me ne sono occupata per qualche anno, avviandone in tutta Italia, ne ho molto scritto e mi auguro che questa mia vicinanza umana e “fiducia” sia arrivata e abbia scardinato un po’ di stereotipi a riguardo, come quelli che si vedono nel video.

Nota:  ecco un mio vecchio contributo sul mio blog LAVORATORI ACROBATI : https://stefaniacavallo.wordpress.com/2013/04/14/quali-aspettative-si-alimentano-in-un-gruppo-ama-per-disoccupati/

 

Stefania Cavallo

15 settembre 2017