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Archivio per maggio, 2013

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Milano 31 maggio 2013 h. 18,30 Les Mots Libreria

Donne che resistono  a Les Mots Libreria  31 maggio 2013

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VITE “SOTTO” PRESIDIO E ALL’ASTA !

VITE “SOTTO” PRESIDIO E ALL’ASTA !

Istruzioni per l'uso AMA

La sensazione attuale reale è che la situazione sia veramente molto grave ……avete notato che per la maggior parte degli italiani che stanno vivendo sotto o al limite della soglia di povertà , stimata intorno ai 1000 euro mensili, si vive in un continuo stato di presidio un po’ su tutto per la casa , per il lavoro e per la propria vita? In questi …giorni i media parlano di case occupate per poter avere un tetto sotto cui stare con la propria famiglia e i figli , in particolare questo fenomeno è dilagante nelle grandi metropoli italiane come Roma ; si parla del fenomeno delle assicurazioni auto che non vengono pagate perché gli italiani non riescono a garantirsi neppure più questa sicurezza , con tutta la gravità che ne consegue . L’altro tema quello delle “case all’asta” e delle “aziende all’asta” con le gravissime conseguenze sulla vita di molte persone e a cui spesso impotenti assistiamo . In questi giorni poi i gestori di gas ed elettricità stanno mandando in giro “chi” per loro ha il triste e insieme crudele compito di “tagliare” e togliere l’erogazione appunto di gas- metano , mentre per l’ elettricità si agisce elettronicamente dalla sede , in un altro modo ma sempre disumano anch’esso ! E a questo proposito mi sono sempre chiesta alcune cose che comunque voglio anche rivolgere allo Sportello dell’Acquirente Unico , un ottimo servizio nazionale su queste questioni dalla parte del cittadino, se in effetti i signori che “tagliano” e tolgono elettricità e metano si muovano in maniera legale oppure no , in quanto loro agiscono così : suonano al citofono o bussano ad un’altra persona del palazzo in cui devono operare , per la “riservatezza” non possono fare il nome del “poveraccio” di turno , e poi come se niente fosse eseguono con freddezza e cinismo il loro lavoro per cui sono pagati. Certo oggi chi si trova nella parte del “poveraccio” di turno spesso è una persona che ha perso il lavoro, in stato di reale indigenza, e che fa molta fatica a pagare queste bollette che lievitano sempre di più e anche a questo bisognerebbe porre un freno, credo. Dall’altra parte “ chi” opera per il “ gestore X “ , mi chiedo può in effetti entrare in una proprietà privata , con questo tipo di inganno tra l’altro, e operare indisturbato sul contatore “ tagliando “ l’erogazione del metano , anche se è di proprietà del “gestore X” ? Qualcosa mi dice che in questo meccanismo ci sia qualcosa di perverso e di non legale al 100 % , da approfondire o forse anche da denunciare a gran voce , chissà! Quante famiglie italiane , ogni volta che bussa qualcuno o arriva il postino si domandano : “ ma chissà oggi quale grana dobbiamo risolvere , cosa non abbiamo pagato e ci arriva maggiorato di interessi elevatissimi …sarà qualche comunicazione di qualche ente o di Equitalia ? ”  .   Si vive così col fiato sospeso, perché da persone oneste ci si percepisce in una dimensione nuova e drammatica perché si è imparato a convivere in questa situazione e ad accettare una vita senza più tutele e protezioni sulle persone e allora quello che accade , come miracolo  , è la solidarietà tra le persone della società civile , tra vicini di casa , tra coloro che presidiano il posto di lavoro e la propria casa perché non gliela pignorino, a costo della propria vita  .

Ci sarebbe molto da dire anche  sui drammi umani che in questi anni hanno creato e continuano a creare  le Banche  e  certi Direttori    e sono piuttosto stanca di  sentir dire soprattutto che   tutto questo  è   colpa di un  tenore di vita  che molti  italiani   hanno  pensato di potersi permettere  vivendo sopra le  proprie  possibilità …..forse  , non lo escludo  …….ma   ora non si può proprio dire che   tanti  italiani  non stiano  vivendo  molto al di  sotto delle proprie  possibilità  con grande dignità  e allora dov’è  l’inghippo?  Chi me lo spiega  ,  convincendomi  ?  

Quanti italiani stanno facendo sacrifici  da tempo? E  il walfare delle donne e delle famiglie ?    Forse  servirebbero  analisi più serie e meno general- generiche,   quando non  addirittura  giudicanti  e punitive  , tali da scatenare  in maniera meccanica  e inconsapevole   la drammatica farsa  della “guerra  tra  poveri ”  di cui sopra  . 

Stefania Cavallo 22 maggio 2013

Milano, 31 maggio h. 18,30 Les Mots Libreria : Per riflettere insieme sul tema del ruolo delle donne ai tempi della crisi

                                                                                                      

 Donne che resistono 31 maggio

DONNE CHE (R)ESISTONO NELLA CRISI

LAVORO, VITA, POESIA E METAFORE AL FEMMINILE

 Reading di STEFANIA CAVALLO

 Un momento per riflettere insieme sul tema del ruolo delle donne ai tempi della crisi

 

DOVE : LES MOTS  LIBRERIA , VIA CARMAGNOLA- ANG. VIA PEPE   MILANO  (METRO GARIBALDI ZONA ISOLA)

QUANDO:  VENERDI’ 31  MAGGIO  2013  H. 18,30 -20,00

 

DAL READING…..

C’è una grande differenza comunicare e divulgare con bellezza, con chiarezza, con funzionalità e con anima le proprie idee, le proprie convinzioni e so che questa può essere una provocazione, ma questo percepisco e mi arriva sempre, come suggestione, quando ascolto le storie di lavoratrici e lavoratori di questo ultimo scorcio di periodo storico ed economico, e l’effetto è quello un po’ contagioso di parlarne a mia volta a chi mi è più vicino per estendere il processo di solidarietà su queste tematiche e per queste persone, che poi siamo noi, tutta la nostra società con donne, uomini, famiglie, giovani e bambini che chiedono “ascolto” e vogliono darsi “voce” con forza e determinazione, perché vengano trovate risposte adeguate alle loro problematiche e aspettative.

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Vi aspetto , Stefania

 

Istruzioni per l’uso: AUTO-MUTUO-AIUTO PER PRECARI E DISOCCUPATI

AUTO-MUTUO-AIUTO PER PRECARI E DISOCCUPATI

Istruzioni per l’uso

di Stefania Cavallo

AMA Istruzioni per l'uso

 

PRESENTAZIONE 

Ho voluto scrivere questo nuovo contributo , a modi opuscolo divulgativo, per diffondere il più possibile degli strumenti metodologici e operativi di sensibilizzazione culturale per tutti coloro che a vario titolo desiderano “mettere al centro la valorizzazione della persona” , precaria o senza lavoro, ai tempi del “lavoro che non c’è”.

Certo è importante il lavoro di molte realtà e associazioni che mettono al centro il “valore del lavoro” .

Quello che però si è rilevato sul campo è che, ad esempio nelle battaglie sotto forma di vertenze, non si aiutano le persone e rientrare nell’ambito del lavoro, ma , a volte, si allontanano, perché stanche e disilluse dalle continue pressioni. Inoltre non appena le luci dei media distolgono la loro attenzione, il tutto svanisce e finisce con un nulla di fatto.

Parlando con chi opera in queste realtà mi viene fatto presente che proprio per questo sta emergendo un interesse a progettare nuovi interventi attorno alle vertenze e in tutti quegli ambiti e quelle situazioni di disagio umano che si creano e che non sempre sono “socialmente presidiate” . Nasce per questi motivi la necessità di dare un’alternativa a queste lavoratrici e lavoratori , supportandoli e aiutandoli soprattutto come “persone”.

Il processo di “riappropriazione della propria vita”, in qualche modo, a seguito della perdita del lavoro non è certo un percorso facile e senza ostacoli in quanto può attivare riflessioni anche dolorose ma necessarie per potersi “aprire” al mutuo-aiuto e condividere nuove progettualità e possibili soluzioni.

Il cosiddetto “passaparola” come meccanismo comunicativo virtuoso per questa particolare tipologia di gruppo di auto-mutuo-aiuto diventa fondamentale per facilitare il “primo passo” e far sì che si esca dal proprio isolamento e vissuto di negatività o di auto- sabotaggio. Interessante è l’idea di estendere questa esperienza ai “presidi” , nelle aziende o nei luoghi di lavoro, laddove spesso lo stato di perdurante “lotta pacifica” (di mesi se non di anni) di conflitto e disagio mostrano sì aspetti funzionali per la “tenuta sociale”, ma non sempre sufficienti a sostenere e supportare i lavoratori nella loro specifica centralità umana , interiore e relazionale.

Lo strumento del progetto gruppo A-M-A per precari e senza lavoro può essere un mezzo alternativo per valorizzare la persona, ridando fiducia, coraggio e rivitalizzando l’autostima. La finalità del gruppo A-M-A per precari e senza lavoro è fin da subito quella di “aiutare” la persona e renderla autonoma per poter proseguire con le proprie risorse e reinserirsi nel mondo lavorativo con una rinnovata consapevolezza.

Stefania Cavallo 10 maggio 2013

 

Per chi fosse interessato a saperne di più su questo tipo di attività può mettersi in contatto direttamente con: Dott.ssa Stefania Cavallo email: stefania.cavallo@alice.it cell. 392 1316 509  (ore 14-18)

LO SPLENDORE DELLA SOCIETA’ E LE MIE NUOVE SFIDE!

I miei libri .......

“C’è più splendore in una società dove tutte le “candele” restano accese, oppure dove ne rimane accesa solo qualcuna?”  

Ognuno mette in atto atteggiamenti diversi rispetto alla propria parte più intima, qualcuno si sente continuamente minacciato e bada esclusivamente a coprirsi in atteggiamenti di difesa; qualcun altro si preoccupa poco di sé e cerca di prevaricare ; alcuni trovano più vantaggioso imitare il comportamento degli altri. Pochi sanno difendere la propria interiorità.
La cura di sé richiede una costante riflessione sulle modalità di risposta emotiva ai propri vissuti; proprio l’abitudine a tale riflessione contribuisce a mantenere e difendere un equilibrio interiore mai dato una volta per tutte.
L’atteggiamento aggressivo dell’altro può rinvigorire l’energia interiore di chi viene coinvolto in un dialogo sinergico, proficuo per entrambi. In altri casi il moto di prevaricazione può diventare quasi lacerante, l’altro viene vissuto come luce da spegnere , anima da sopprimere.
In una relazione, ciò che si lascia all’altro è qualcosa di intangibile   (Prof.ssa Maria Martello ).

In una relazione si può essere vulnerabili, ma è bene chiedersi : “E’ più vantaggioso valorizzare se stessi attraverso la sopraffazione dell’altro, oppure attraverso l’arricchimento dello scambio e la conseguente affermazione del valore di tutti ?”  ……questa è  la nuova sfida che  il   progetto  formativo  AMA  per precari e disoccupati    vuole raccogliere  .

 

Libere conversazioni con la scrittrice Giovanna Capizzuto

AMORE VIOLATO    

 

AMORE VIOLATO

Libere conversazioni con la scrittrice Giovanna  Capizzuto  

Con piacere ho aderito a questa nuova iniziativa del  “maggio masatese “ , su invito di Chiara Tangari responsabile delle Biblioteche di Basiano e Masate,  di  presentare  insieme alla scrittrice  masatese   Giovanna Capizzuto  il suo secondo libro  dal titolo “Amore Violato” ,  domenica   5 maggio alle 16,30  a Masate , aprendo  ad alcune riflessioni .

Il tema che verrà affrontato, attraverso   le vicende della  giovane protagonista  Benedetta,  è quello molto delicato e attuale della violenza sulle   donne nel contesto della coppia, un tema che seguo da tempo e di cui ho scritto in vari miei contributi .

In questo romanzo si possono trovare notevoli spunti per parlare di vita reale,  a volte tristemente reale!

Intanto vorrei partire dal titolo  del romanzo della Capizzuto  AMORE VIOLATO .

La prima parola evoca un sentimento che ognuno di noi direbbe inequivocabile  ed è quello appunto dell’amore , in realtà un sentimento che si presta a molteplici interpretazioni e significati  .

Emerge  allora   il delinearsi  di una  riflessione   su  cosa intendiamo  quando definiamo il concetto   di  AMORE  ,   quale luogo della relazione  e  non della dipendenza .

L’ amore è relazione  ,  non dipendenza o possesso  ,  ma  allo stesso tempo   nessuno ci insegna , fin da  piccoli ,   la “materia”    del  VIVERE   e di come  gestire emotivamente  i   sentimenti    , anzi   si dà  per scontato che  non ce ne sia bisogno ,  perché     la nostra cultura   predilige   l’APPARIRE   all’  ESSERE   e  non c’è spazio per i sentimenti   sdolcinati   e per queste  fragilità  .  

Bisogna invece  cambiare la prospettiva   e  sensibilizzare  maggiormente  ad una cultura  centrata 

sull’ educazione  sentimentale   dei nostri bambini e giovani   ,  a partire dalla società , la scuola  e la famiglia  .    E’ sempre più necessario   insegnare   ai nostri giovani , sin da piccoli,  il cosiddetto “ alfabeto  emozionale “ , ossia  imparare   a riconoscere  le  capacità  fondamentali   del cuore.

Passiamo ora alla   seconda parola  del titolo  che è VIOLATO .  Questa parola  evoca  un’altra parola quella di VIOLENZA  e di VIOLENTATO , no? 

Ecco,  il tema della violenza ,  anche questo un grosso problema  della nostra contemporaneità  , soprattutto  sappiamo dalla cronaca e dalle statistiche  che il luogo degli affetti  per eccellenza ossia la famiglia  è proprio il luogo in cui avvengono i delitti più efferati,  così come  le violenze domestiche  e le vessazioni più  aberranti su bimbi e donne da parte di padri  , di mariti, fidanzati  o  ex-compagni .

Una riflessione  sulla   VIOLENZA .   L’umanità è violenta? No. L’umanità esprime violenza. È qualcosa di differente.  Non sappiamo ancora  se gli uomini siano violenti, sappiamo però che esprimono con grande forza e con costanza nella storia il loro bisogno attraverso la violenza.

 

La domanda diviene dunque : è possibile giungere in un luogo dove la violenza perda la sua forza?

Secondo uno studioso e  guru internazionale della comunicazione relazionale , Patrizio Paoletti,  è possibile se riusciamo ad analizzare l’esistente abbandonando  comportamenti “reattivi”  quelli della serie , per intenderci,  “Se vieni colpito, devi reagire”  .

La nostra abitudine non è quella di  “analizzare” ma di “etichettare” , la nostra mente “etichettatrice” produce  costantemente  sentenze che generano separazione e la separazione è “violenza” .

Parliamo ora di  “Violenza domestica “ .

All’inizio di una relazione è difficile cogliere i segnali di prevaricazione  dell’uomo sulla donna  che in genere emergono  nel tempo  in maniera  molto più evidente e chiara .

Se da un  lato  troviamo questi uomini  “carnefici”  dall’altra troviamo spesso delle donne  “vittime”   con scarsa autostima .   Questo aspetto dell’autostima comporta un altro lavoro importante  di prevenzione  che , a mio avviso,  si dovrebbe potenziare  e   attivare  già nelle scuole  con le  giovani ragazze.

L’aiuto va chiesto a persone professionalmente preparate.

Ad esempio,  il problema della violenza domestica  in esorbitante e continuo aumento  è estremamente delicato e va gestito con grande competenza.

Spesso dietro questi  comportamenti violenti  c’è quello che si è vissuto  o visto in famiglia da ragazzi.

I rapporti paritari tra uomo e donna sono una conquista relativamente  recente e ,  ad esempio, il rispetto   tra i coniugi è sicuramente  la prima prevenzione per garantire un futuro sentimentale equilibrato ai propri figli.

Importante sarebbe poi occuparsi del recupero dell’ uomo  persecutore o stalker  perché non torni  a nuocere  e in tal senso qualcosa si sta muovendo , ma è ancora  troppo  poco.

Torniamo ora  al  libro. 

Giovanna  Capizzuto  ha voluto centrare proprio questo problema della “violenza domestica” all’interno di una coppia normale,  rappresentandolo  e descrivendolo  quasi come in un film , con una forza narrativa  che ho trovato molto al femminile .

Il racconto  si svolge  con lo zoom a fuoco  sulla vita di questa donna  che si chiama Benedetta , una giovane donna sposata , ancora adolescente , col ricco del paese che l’ha messa  incinta . Il marito la maltratta  psicologicamente , ma Benedetta  , nonostante  le frustrazioni, cerca  di   continuare la sua vita e di mantenere quel poco di serenità per lei e i suoi figli . Ad un certo punto accadrà qualcosa di nuovo  nella vita di Benedetta  , cioè   un nuovo amore fuori dalle mura domestiche   e da lì  una serie di  episodi  drammatici  ma anche un po’ risolutivi in positivo per Benedetta.

Giovanna  Capizzuto  nella sua delicata e struggente prefazione ci dice   “ La maggior parte dei miei scritti sono a lieto fine : un libro deve portarci in un luogo dove, perlomeno  alla fine, la vita sia migliore! ”.

Mi sento di allargare questa bella prospettiva  dicendo che  se ciascuno di  noi si ponesse questo obiettivo  nel proprio quotidiano  si realizzerebbe  un’autentica  “rivoluzione pacifica” di menti  e di cuori  , un antidoto  che restituirebbe a ciascuno di noi  la  propria  consapevolezza  di essere umano unico  e  straordinario .   

Stefania Cavallo

5 maggio  2013

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INDICE DI PRESENTAZIONE OPUSCOLO AMA PER PRECARI E DISOCCUPATI ISTRUZIONI PER L’USO.

INDICE OPUSCOLO  AMA  DISOCCUPATI