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Archivio per maggio, 2012

LO FACCIAMO PER I NOSTRI BAMBINI !!!! LE FINTE SCELTE “BAMBINOCENTRICHE”

LO FACCIAMO PER I NOSTRI BAMBINI !!!!

Quante volte ce lo sentiamo dire  o a noi stessi viene questo pensiero  in totale buona fede  …..

Ci sono però delle scelte  per le quali non è sempre necessario darci questo tipo di motivazione  perché se ci pensiamo bene , ma veramente bene e con lucidità   spesso si spacciano  queste cose  per scelte “bambinocentriche”   ma in realtà   non hanno proprio  nulla   di tutto questo.

In una società in cui siamo spesso  omologati  , si pensa che tutti si abbia lo stesso pensiero e la stessa testa  e allora se un genitore  vuole fare proposte alternative e di buon senso   come ad esempio può accadere in ambito scolastico  in occasione dell’organizzazione  delle feste  di fine anno o di fine catechismo o di fine ….quello che volete ….ebbene  e se questo genitore fa parte di una “minoranza”  si sentirà dire  di “adeguarsi”  e che inoltre  dovrebbe farlo  per i suoi bambini !!!!

Poco importa  cercare  il senso che  dietro queste cose  viene dato realmente  e  “come “ noi adulti  diamo significato  a ciò che  organizziamo e comunichiamo  ai nostri figli  ……l’importante è omologarci tutti   e se anche si deve “spendere” molto …..qual’è  il problema ?

Forse che siamo in crisi economica e qualche famiglia non riesce ad arrivare a fine mese ?

E’ chiaro che sono  volutamente ironica  , ma  in senso amaro  perché  scusatemi ma sono molto seccata  quando mi  si chiede   di “adeguarmi”  a logiche  manipolatorie  e  sfacciatamente  “adultocentriche” ed egoistiche  ,   soggette  ad esempio  a scegliere  ambienti consumistici che  non consentono uno scambio autentico  tra le persone  e i bambini stessi ,  soprattutto  possono discriminare   chi  non può permettersi  spese  superflue  né per sé né per i suoi figli .

Quando è necessario bisogna anche  saper dire di NO ……anche se può sembrare impopolare per i nostri  figli.
Certo se chiediamo ai nostri bambini  cosa preferiscano, per la loro festa,  tra un centro di  divertimento  “consumistico”  in generale   e un ambiente più familiare  come  un oratorio  o simili  è evidente che optino per la prima opzione !

Così come è evidente che  la scelta  ad esempio  di un oratorio o simili  è  fondamentalmente  quella di  ritrovarsi in un ambiente “informale”  e  soprattutto  a misura di bambino  come opportunità di  potersi sentire libero  e poter giocare , ad es. dopo una  pizzata  o una fetta di torta ,  senza  grossi limiti di orario  e la frenesia di dover pagare per poter  giocare, come può accadere in un ambiente  più “consumistico”  ad esempio,   perché  di fatto  i giochi a disposizione in un oratorio  sono la propria “fantasia”  e il doversi  “relazionare”  con gli altri  compagnetti per fare una partita di pallone  o  giocare a nascondino  o altro ancora  e a seconda delle condizioni meteo .

Certo organizzare l’evento all’oratorio comporterebbe da parte di alcuni genitori  , mamme  e papà,  l’impegno personale   di  dover approntare  la tavolata  e tutto il necessario , un po’ come avviene quando  si organizzano  le feste di  compleanno  per i propri  figli anche a casa propria  e così via .

Dall’altro  lato  questi preparativi  , in un ambiente più familiare ,  portano  gli adulti  a relazionarsi  tra loro  , a scambiare  con più semplicità  e  immediatezza  le varie impressioni  personali  sul senso  che può avere  per tutti  , genitori e figli,  il passaggio  ad esempio  ad una nuova avventura scolastica come  quello  dalle scuole elementari alle scuole medie  …..inoltre  il messaggio educativo che passa  ai bambini  in questi casi  , per esperienza comune,  è che   , (chissà com’è) ,  loro si divertono sempre tanto  a vedere  i propri genitori  allestire dei preparativi  per qualcosa che li riguardi   direttamente , è come un rituale  di condivisione  simbolica   che non ha nulla a  che fare   con  l’ambiente  un po’ “frastornante”  e  “consumistico”  del tipo  “chiavi in mano”  di  un parco giochi o simili  .

Noi adulti  dovremmo veramente  farci più auto-critica  e ammettere  che  quando si sbaglia , si riesca ad assumersene la   responsabilità  e sarebbe opportuno non chiedere più agli altri di “adeguarsi”  strumentalizzando  i nostri figli , ma sarebbe opportuno parlare il linguaggio  della “coerenza”, della “trasparenza  “  e della “lealtà”  verso noi stessi e gli altri, magari  in primis  verso i nostri bambini .

Le ricadute  e le implicazioni di quello in cui crediamo , che facciamo e che diciamo  per noi  e per gli   altri  assumono una rilevanza  di sintesi  e  di  consapevolezza disarmanti  che  può far cogliere anche nella crisi  qualche lato positivo  e “pedagogico” se si vuole!

Stefania Cavallo

“Sei sempre cosi “pedagogica , mamma ! “ Quando la crisi può essere “pedagogica” per adulti e piccini .

“Sei sempre cosi “pedagogica , mamma ! “

Quando la crisi può essere “pedagogica”  per adulti e piccini .


“Sei sempre cosi “pedagogica , mamma ! “
Questa è la frase un po’ tormentone che ogni tanto mi dice mio figlio a seguito del mio coinvolgimento dialettico  familiare   attivato e sperimentato  quando  , in casa appunto ,  insieme a mio marito  dobbiamo prendere delle decisioni  o trovare delle soluzioni che possono avere delle ricadute , anche educative  o auto- educative , nella quotidianità di nostro figlio e nostra.

Credo abbia proprio ragione nel ricordarmelo  con quel suo sorriso sornione  che in qualche modo  riconosce  forse  dei rimandi  che  spero siano un po’  utili  per la sua crescita  “sentimentale”  e  per una maggiore  consapevolezza   sul piano umanistico.

In effetti poi , mi sto rendendo conto che il mio modo di pensare e di agire  ha una sua logica e coerenza educativo- genitoriale  e non so se si può definire   “pedagogica”  però ha sicuramente i connotati  della “coerenza, trasparenza e lealtà/verità” .

Parole un po’ impegnative  e non casuali  forse riconducibili  ad una  reazione  a questa crisi o forse, preferisco pensare, che  sia  semplicemente l’effetto di un personale e  ulteriore processo di auto-consapevolezza .

Certo è che mi trovo come “genitore” a chiedermi insieme  a mio marito, da un po’ di tempo,    in varie  situazioni  se farei o faremmo  le stesse scelte  in un momento meno critico economicamente di quello attuale ……e la risposta arriva sempre  con quella sua  “coerenza-trasparenza e lealtà/verità”  ossia  che  la crisi non c’entra molto ,  semmai  è un facilitatore di scelte più pragmatiche e più sagge , ma in realtà la differenza  è il personale senso “ etico-sociale ”  che sta dietro ad ogni  scelta  verso noi stessi , verso i nostri figli  e verso   gli altri .

Evito volutamente  di citare  casi concreti  perché  non vorrei  banalizzare  il tema  e lascio ad ognuno il beneficio della propria  immaginazione a riguardo ….anzi  credo che  così ognuno  potrà pensare  a personali esemplificazioni familiari e non .

Le ricadute  e le implicazioni di quello in cui crediamo , che facciamo e che diciamo  per noi  e per gli   altri  assumono una rilevanza  di sintesi  e  di  consapevolezza disarmanti  che  può far cogliere anche nella crisi  qualche lato positivo  e “pedagogico” se si vuole!

Stefania Cavallo

LE 300 VERTENZE DEI LAVORATORI SUI TAVOLI MINISTERIALI …….SENZA RISPOSTE!

 

LE  300  VERTENZE DEI LAVORATORI  SUI TAVOLI  MINISTERIALI …….SENZA RISPOSTE!

300 , o forse di  più ,  le vertenze sul tavolo del Ministero del Lavoro  in questo periodo , un numero significativo e preoccupante  per chiunque  e credo anche  per  chi  sa di  essere un “Rambo”  della concertazione negoziale !  Inoltre dietro questa sintesi numerica  ci sono migliaia e migliaia  di   “persone”  , di lavoratori  senza più lavoro  ,  o in cassa integrazione  ecc.  che spesso possiamo trovare nei vari “presidi”  ancora attivi e “resistenti”  anche nel nostro territorio della Martesana   a Nord-Est di Milano .

Lo scenario è  quello sempre più ricorrente  del tempo che passa senza che ci siano  cambiamenti concreti  e risposte  a tutte queste lavoratrici e lavoratori   , come ad esempio  nella situazione  della Jabil/Nokia   che il prossimo luglio  “festeggiano”,  si fa per dire, il loro primo anno  di  vertenza e presidio ancora attivo a Cassina de Pecchi  .

Ricordiamo ancora che molti altri  lavoratori  sono dovuti salire sui tetti , sulle torri dei binari a Milano  o sui tralicci ,  per rivendicare il diritto  al lavoro e la propria dignità  e ancora oggi  molti di loro  non hanno ricevuto risposte  esaustive  né a livello locale né a livello nazionale .

L’altro giorno ho incontrato  al presidio Jabil/Nokia   Roberto Malanca  , lavoratore e rappresentante  sindacale FIOM,  e anche in questo caso  da una breve  sintesi  della loro storia da “licenziati”  emerge   ancora una volta  una gestione spregiudicata   aziendale  a discapito  del lavoratore  e del lavoro ,  nel senso che  il discorso sembra  essere  sempre lo stesso  ossia che spesso viene negato il fatto   che ci siano commesse  e così facendo si porta la realtà produttiva a  chiudere   perché in negativo  , ma di fatto così non è  .

Come se  ci fosse un retro-piano preordinato nazionale  secondo cui  debbano essere smantellati tutti i centri produttivi   a favore di   siti  di  mera  logistica , movimentazione merci , ecc ….infatti spesso si sente dire dagli stessi lavoratori  l’Italia diventerà   un enorme polo logistico  e basta !

Pensiamo  ad esempio  anche  al discorso sempre più pressante dei nuovi e recenti progetti stradali e autostradali  che  stanno ponendo seri problemi sul piano  ambientale , della convivenza sociale e civile  .

C’è ancora molto da capire  e da  “resistere”    , ma soprattutto  quello che si chiede  con forza e urgenza  a questo governo  è   un piano di politica economica  che rilanci  la produttività  e con essa il lavoro  per salvaguardare   le nostre  piccole e medie realtà  imprenditoriali di eccellenza .

Stefania Cavallo

Intervento a LAVORATORI ACROBATI di Stefania Cavallo

Intervento  a  LAVORATORI ACROBATI   di Stefania Cavallo

MILANO,  10 maggio  2012
Sala Buozzi  Camera del Lavoro

Ripercorrendo  un po’ i motivi del  “Perché si scrive”   e  aiutandomi  con quanto  detto da Duccio Demetrio  intellettuale , grande esperto sul tema e   in particolare di biografie ,  la lista è abbastanza densa  si parte da scrivere per chiarificarsi , per crearsi nuove vite , per sviluppare un pensiero più acuto , per lasciare una traccia, come regolamento di conti con se stessi ……quanti “fantasmi”   di “attaccamento” e di ricerca della verità !

Ricorda  ancora  Demetrio che la Scrittura è anche Eros , autoerotismo, autocompiacimento e  passione ! Un esercizio fisco elementare ma utile al pensiero!

Non c’è dubbio che per me  scrivere  LAVORATORI ACROBATI   abbia voluto  focalizzare  e “fotografare”     soprattutto   una  “rilevanza sociale”  dei fatti  narrati  , un po’ come dare  “ossigeno per la verità”   e la verità di oggi  è quella del  “lavoro che non c’è” , di un’insicurezza  sul reddito delle famiglie  italiane  , ma non solo  oggi voglio ricordare anche :

–  i 2  milioni di dimissioni  in bianco  per le donne   registrati  quest’anno ;

–    donne e giovani senza lavoro e il problema dei lavoratori “anziani” ;

–    il popolo sempre più numeroso  degli “esodati”

Insomma un trend che ci riporta indietro  negli anni , con correlazioni che ci aprono a forti e preoccupanti regressioni   sul piano civile e culturale  con tassi di violenza  ( e di auto-violenza con i suicidi)  decisamente elevati  in questi  ultimi tempi  penso alle molte donne uccise  dai loro ex-compagni   e ai suicidi  di imprenditori e pensionati   in continuo  e inquietante  aumento  in queste ultime settimane.

Tassi di suicidi  non solo  nel Nord-Est ma un po’ a macchia di leopardo  anche al centro e al sud Italia  e con un’estensione che colpisce non solo  i piccoli e medi imprenditori ma anche i pensionati  già  abbastanza vessati  .

Insomma questa crisi non perdona nessuno!

Se questo è lo scenario è evidente  che c’è poco da stare tranquilli  e nello stesso tempo questa paura che ci blocca  ci interroga sulla necessità  di  “elaborazione”  individuale e collettiva   in una forma di reciproca mutualità e solidarietà  a livello di società civile  per trovare una rappresentanza  in una Politica  che si faccia sempre più parte attiva a fianco di chi continua a perdere il lavoro e la vita .

Su questa dimensione  che ci interroga quotidianamente tutti…..il libro LAVORATORI ACROBATI   si dilunga parecchio  con continui rimandi  a quale debba essere il ruolo delle Istituzioni e della Politica attuali  così come  sia importante  anche il “ruolo” della Famiglie , degli adulti  e su quale parte debbano avere oggi i genitori , padri e madri insieme ,  proprio ai tempi della Crisi.

Certo parlo di “Maternità”  alla luce anche di episodi  personali  così come  nel mio libro  cito l’appello , che ho ancora nel cuore ,  della moglie di Carmine Rotatore  dei licenziati dei wagon-Lits   trasmesso in televisione  in  Servizio Pubblico di  Santoro;  ricordo che questo episodio mi ha smosso  emotivamente a tal punto  che è incominciato il mio percorso di conoscenza
di questi “amici”  e della loro lotta pacifica  , una lotta tuttora  in atto e che  sta presentando  nuovi sbocchi  e aperture  di reintegro del servizio  e di occupazione lavorativa  .

Chiudo nella speranza  di aver contribuito  , nel mio piccolo,  a fornire qualche strumento in più per “elaborare”  meglio questo preciso momento storico , con uno sguardo più umano e anche “sentimentale” alle ormai troppe e tante storie di disagio economico e morale contemporaneo  i cui protagonisti principali  sono soprattutto le Famiglie e le Giovani generazioni.

Stefania Cavallo