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Archivio per febbraio, 2012

Poesia , vita , lavoro e metafore (dal Reading del 19 02 12 al binario 21 milano)

I poeti lavorano di notte

di Alda Merini                                               

I poeti lavorano di notte

quando il tempo non urge su di loro,

quando tace il rumore della folla

e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio

come falchi notturni od usignoli

dal dolcissimo canto

e temono di offendere iddio

ma i poeti nel loro silenzio

fanno ben più rumore

di una dorata cupola di stelle.

Un omaggio a questi cantori silenziosi, a occhi che sanno vedere oltre l’apparenza, che sanno svelare agli uomini ciò che è in loro, ma che ignorano.
E da chi poteva venire se non da chi ha saputo sempre accettarsi grazie alla poesia, nonostante le avversità e i dolori del mondo…….

Dalla grande Alda Merini  che  attraverso la sua preziosa opera poetica  ci ha fatto percepire e ricordare   l’incertezza del vivere contemporaneo  e oggi sicuramente  avrebbe voluto andare anche lei  a salutare  e a recitare le sue poesie per  i nostri  amici  dei wagon-lits  e  a tutti coloro che hanno perso il lavoro e con esso  spesso hanno perso anche  la  dignità .

Scrivere un curriculum                           
di  Wislawa Szymborska

Che cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Premio Nobel nel 1996  una delle più grandi poetesse polacche  ; amava  il verso libero  che le consentiva  di  esprimere  attraverso la  sua  poesia   sia  la   profondità   che la  leggerezza    dell’esistenza .
Fonte : http://www.girodivite.it/Scrivere-un-curriculum-di-Wislawa.html

PERSO                         

FERMATI. GLI ALBERI DAVANTI E I CESPUGLI DI FIANCO A TE
NON SONO PERSI . DOVUNQUE TU SIA , SI CHIAMA  QUI,
E TU LO DEVI TRATTARE COME UN POTENTE SCONOSCIUTO,
DEVI CHIEDERE IL PERMESSO DI CONOSCERLO E DI ESSERE CONOSCIUTO.
LA FORESTA RESPIRA. ASCOLTA. RISPONDE,
HO CREATO QUESTO LUOGO INTORNO A TE ,
SE LO ABBANDONI POTRESTI RITORNARE ANCORA, DICENDO  QUI.
MAI DUE ALBERI SARANNO UGUALI PER IL CORVO
MAI DUE RAMI SARANNO UGUALI PER LO SCRICCIOLO
SE  CIO’ CHE UN ALBERO O UN RAMO FA NON HA EFFETTO SU DI TE,
TU SEI  SICURAMENTE PERSO. FERMATI. LA FORESTA SA.
DOVE SEI. DEVI LASCIARE CHE TI TROVI .

Fonte :  Il risveglio del cuore in azienda  di David Whyte , Guerini e  Associati   Ed. 1997, pag. 277 .

Poesia di un anziano nativo indiano  americano ,   tradotta  stupendamente  da    David Wagoner  , direttore della Cattedra di Poesia all’ università di Washington , traduzione letterale di  “Lost”, poesia tratta da “Who shall be the sun?” .

Questa  poesia  ci interroga con la seguente domanda “  Cosa fare quando mi trovo perso nella foresta?”  , dove “la foresta”  è una metafora  della vita   e su  “ la meravigliosa peculiarità riguardo all’ammettere di essere perduti  è che ritorniamo in noi stessi “ .   Scrive Whyte :  “  L’anziano afferma che non siamo noi a sapere dove sia il nostro posto o quale azione sia da intraprendere. Posiamo quel peso. Noi sperimentiamo quelle certezze solo quando accogliamo il mondo alle sue condizioni e gli consentiamo di trovarci” .

READING ” LAVORATORI ACROBATI” 19 02 12 Binario 21 Milano

“Bambini miei vado a Roma per un servizio speciale !”. Carmine Rotatore e la sua testimonianza.

“Bambini miei  vado a Roma per un servizio speciale !”.
Carmine Rotatore  e la sua testimonianza.

” La società civile è quella che ci dà… che dà forza a questa torre. Più la società civile si allarga alla base di questa torre e più questa torre è forte. Ma è forte soprattutto per sottolineare e ribadire che i diritti della Costituzione sono inviolabili e nessuno si può permettere, chiunque sia, di svegliarsi al mattino e dire da domani facciamo come dico io, perché se passa questo principio io credo che veramente ci dobbiamo mettere in allarme per quanto riguarda la nostra democrazia in Italia.”

Oliviero Cassini, 4 febbraio 2012 (58° giorno sulla torre-faro della Stazione Centrale di Milano, oggi è al 60°…)

E’ il 13 febbraio  2012   e con oggi siamo  a più di 60 giorni  per  la vertenza degli 800 licenziati dei treni notte  e  al momento  non sembra arrivare una soluzione soddisfacente   tale da far scendere  chi è ancora sulla   Torre    Faro  del Binario 21 , in Stazione Centrale  a Milano ,  e  parlo di  Oliviero  Cassini  e  un nuovo  “uomo-super”  di nome  Stanislao  Focarelli .

Oggi mi trovo al  primo  presidio  in Stazione Centrale  e  nell’ ufficio  al quale è possibile  ancora  continuare a  sottoscrivere  la petizione  del ripristino del servizio “cuccette”    e/o  lasciare una  donazione   per i licenziati  e la loro  causa .

L’occasione è “straordinaria” per me   in quanto  si tratta di incontrare Carmine Rotatore , uno dei tre uomini “super-tre”  , come li chiamo io,  della Torre Faro    che si è reso disponibile  a  “regalarmi”   un suo racconto ,un po’ complessivo  e abbastanza puntuale,     di  quell’esperienza  singolare   .

Mi sono sentita  particolarmente  “fortunata”  e “onorata”  di questa libera  iniziativa  di Carmine    perché   il tutto è nato  da una mia comunicazione  lanciata   in rete  e via posta elettronica, qualche giorno prima,    in cui  spiego che   sto chiudendo il  libro  “Lavoratori  Acrobati”  e che  chi  voleva lasciare una sua storia  di “ lavorochenoncè”  avrebbe dovuto affrettarsi  per  poterla  includere  tra i vari contributi  e così è stato,   per cui Carmine mi ha risposto quasi subito   dicendo   di  volermi  raccontare , a modo suo,   quegli  indimenticabili  giorni sulla Torre  Faro .
Continua ……sul libro!!!!

UNA DEDICA ….E UN GRAZIE DI CUORE!!!!

 

LAVORATORI ACROBATI  
Pensieri , immagini  e  racconti di crisi

 

 

 

DEDICHIAMO QUESTO LAVORO  AGLI   800  LICENZIATI   DEI WAGON-LITS   E  A  TUTTI I LAVORATORI  LICENZIATI  D’  ITALIA .

Ringraziamo  tutta la Società civile  che  sostiene   con grande umanità  e partecipazione questa  “lotta pacifica”   per il bene comune e universale  della “mobilità”.

“ La missione sociale di un’azienda   deve   essere   sempre   presente   e  va garantita   così come avviene   per   il bene  pubblico dell’acqua  …”  e ancora   “… rompendo le condutture dell’acqua   tra Sud e Nord   noi interrompiamo  la comunicazione   tra queste due  parti della nostra Italia   , cosa che è appunto avvenuta   per  il bene comune  della   mobilità   delle  nostre  Ferrovie  che collegano il Sud col Nord  .  Il bene comune della mobilità è  un bene  dell’umanità  intera   e come tale  ci interessa tutti da molto vicino   e come tale va difeso e tutelato “   (Vincenzo Mazzeo,  Delegato CGIL   Trasporti  Milano).

Un GRAZIE  di CUORE  anche a tutte le  amiche e gli amici  che hanno contribuito  a questo  importante  PROGETTO corale  .

Stefania  Cavallo   e  Maria Fruino

Il progetto di LAVORATORI ACROBATI

 

 

Si tratta di un progetto   voluto e desiderato  fortemente , più di 5 mesi fa,   da  chi è  precario  e anche senza lavoro ………insomma da chi conosce  in prima persona  il problema , ma che ha deciso di  “lavorarci su”  da un punto di vista  della consapevolezza  e di  farne un  progetto corale   e  da portare in giro   per aiutare  chi vive la stessa condizione e  perchè non ci  si rassegni .

 

Stefania Cavallo

Le autrici……

LE AUTRICI  

 

 

 

 

Stefania Cavallo

    Sociologa della famiglia  e mediatrice familiare ;   un po’  saggista  e    blogger  sociale  per passione .  Si potrebbe dire di  lei : “ricercatrice spirituale e libera pensatrice”.

 

 

Maria Fruino

   Insegnante  pluriennale di Tai chi  ;  concilia la passione e la disciplina per le arti marziali   al  suo  prezioso  lavoro in una  multinazionale .  Si potrebbe dire di lei :  “Sta  girando alla scoperta dell’immortalità” .

IL NOSTRO LAVORO E PROSSIMO LIBRO