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Archivio per settembre, 2014

Amore e libertà

Amore  e  libertà   

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“Esiste un amore che vuole possedere l’altro, inchiodarlo, metterlo in catene per averlo sempre vicino ed è l’amore che schiavizza ed è a sua volta schiavo. E c’è quell’altro, che dà la libertà”.

Angela Terzani Staude, dal un testo maestro pubblicato il 27 maggio dal “Corriere della Sera”, intitolato “Il viaggio come ritorno a casa”.

Il link :

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CC8QFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Fcultura%2F14_maggio_27%2Fterzani-viaggio-come-ritorno-casa-efccd5f8-e57c-11e3-8e3e-8f5de4ddd12f.shtml&ei=3JklVN69COb8ygPHloDoCA&usg=AFQjCNEj-yrW3QBCD5z6yS4QFzOu5aVHng&sig2=hY50wwHHxDkwugDU6J_66A

In questo articolo vi sono importanti spunti  sull’esistenza e non solo ……personalmente mi è piaciuto moltissimo questo concetto  di “colui che ti capisce come te stesso”  ed è quello che ha cercato di essere Angela per  Tiziano  ,  il pilota del suo si-de car  , così lei lo definisce .

Mi sembra una grande testimonianza d’amore autentico e tutto l’articolo ne  è  testimonianza .

Facevo queste riflessioni in questi giorni proprio dopo aver  letto questo bellissimo contributo  di Angela, suggeritomi da una persona speciale,  quando ad un certo punto oggi leggo  dall’inserto de La Repubblica del libro scandalo della ex- compagna di Hollande , Valerie Trierweiler,  dal titolo  «Merci pour ce moment», «Grazie per questo momento»…..voi direte ma cosa c’entra questo parallelismo ?

Non so bene neanche io, a dire il vero , ma sta di fatto che ho colto da questo confronto al femminile non solo l’enorme  differenza di approccio alle questioni della vita , ovviamente già partendo da situazioni di contesto così lontane,  ma soprattutto  mi è parso distante, per la ex première dame , quel concetto accennato prima  di chi non vuole avere un ruolo centrale ma di “accompagnamento” e di scelta nello “stare al fianco di ” , del  proprio  compagno , così come  il ricordo di ha scelto  di attraversare l’esistenza al suo fianco.

Sì certo è un parallelismo un po’ irriverente perché sono due esempi femminili così lontani , di mondi tra loro così diversi , in cui in un caso specifico vi è il tema del “tradimento”  come  del rapporto col “potere” e del suo fascino, però credo che Valerie avrebbe fatto bene a leggere questo articolo  di Angela , anzi glielo consiglierei vivamente  e forse il suo risentimento potrebbe trasformarsi in qualcosa di positivo e chissà forse potrebbe ritirare anche il suo libro, perché se ne vergognerebbe !

Mi piace terminare questa mia riflessione odierna con le dolci e fondamentali parole di Angela :

“Nel corso degli ultimi decenni, quelli in cui le donne hanno preso coscienza di essere sempre state satelliti e mai pianeti, sempre viaggiatrici a latere e mai guidatrici in proprio, in molte mi hanno chiesto se non fosse l’ora che anch’io mi mettessi al passo coi tempi. Ma avendo fin da giovane identificato il mio ruolo nell’essere «accanto», anziché «al centro» di un destino, ho sempre insistito che era proprio questa mia, diciamo, «seconda scelta», del tutto commisurata alle mie forze, ai miei talenti, alle capacità della mia mente, a rendere ricca la mia vita e a darle un senso  (…) 

Una cosa, però, la devo precisare: l’importante è non sentirsi mai vittime. La vittima si fa odiare perché ti fa sentire in colpa, e chi ha voglia di vivere sotto il peso di una colpa portata in spalla? Meglio in tal caso non avere nessuno a cui appoggiarsi, meglio cavarsela da soli. «Peggio del boia non c’è che la vittima», diceva Niccolò Tucci, un bravissimo scrittore oggi scomparso.

Stefania Cavallo

26 settembre 2014

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LA 71 MOSTRA DI ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA : IL CINEMA CHE RITORNA A VIVERE .

LA  71  MOSTRA DI ARTE CINEMATOGRAFICA  DI VENEZIA :

IL CINEMA CHE  RITORNA  A VIVERE  .

ALCUNE  PERSONALI  SUGGESTIONI

di  Stefania Cavallo

7 settembre 2014

 Venezia-71

Bellissimo evento che seguo da tempo appena mi è possibile direttamente da casa , grazie  a Rai Movie . Mi appassionano le conferenze stampa che posso seguire in streaming . Forse perché è uno dei festival del cinema tra i più storici  e sicuramente quello che mi emoziona di più.

Quest’anno mi è piaciuta molto la madrina Luisa Ranieri   in entrambi   i suoi discorsi , di apertura e di chiusura, con quel suo garbo ed eleganza   uniche ed   anche   per il   volto umano e mediterraneo. Bellissima e bravissima !

Non vedo l’ora di poter vedere tutti i bei film premiati e non , soprattutto quelli vincitori che hanno goduto della valutazione di super giurati e super presidenti di giuria , tutti molto preparati e  appassionati conoscitori di cinema da tanti punti di vista,  soprattutto dal lato umano e poetico .

Tante le sezioni del festival  in particolare si è distinta quella per   “l’opera prima “    e quella del “restauro dei classici” .

Tanti mondi rappresentati e tante culture diverse , da quella indiana a quella iraniana a quella indonesiana   , cinese e addirittura quella beduina   col bel film in concorso “Theeb ”  di Naji Abu Nowar (regista) con protagonista il piccolo Jacir Eid (attore)  e  il deserto .

Diversi i giovani  “attori” protagonisti , tra cui Romain Paul , l’attore premiato per il film francese Le dernier coup de marteau del regista Alix Delaporte   , ma mi ha colpito anche il giovane attore di Sivas , Dogan  Izci   , film del giovane regista turco Kaan Mujdeci    sull’amicizia tra un bambino ed un cane  da combattimento.

Interessanti le figure di “madri”   raccontate attraverso la pellicola , come la madre de La vita oscena di Renato De Maria con Isabella Ferrari   nel ruolo di una madre hippie e solare ,   oppure  la madre vegana e  cupa del film di Saverio Costanzo   Hungry Hearts (cuori affamati)   .

Non sono mancati i film di denuncia civile e politica come il bellissimo film The look of silence   di Joshua Oppenheimer   sul   genocidio degli indonesiani   e   l’ appello   umanitario lanciato dal presidente della mostra per due registi   stranieri assenti   , la regista iraniana Mahnaz Mohammadi e il regista ucraino Oleg Sentsov, entrambi   in carcere per motivi civili e che non hanno potuto   presenziare in giuria , a simbolo di tutto questo   due sedie   vuote tra i giurati .

Mi è piaciuta la presentazione   del nuovo film collettivo di Gabriele Salvatores ;  tra i vari protagonisti dei quasi 44.000 video inviati, non ci sono i cosiddetti “ricchi” ed è interessante l’ interpretazione di Salvatores di rimando alla giornalista in cui appunto dice che forse il vivere in un mondo in cui si sono ricreate tante paure e vi è tanto egoismo , c’è chi in qualche modo pensa così “se ho messo a posto la mia vita , non ho voglia di condividerla con gli altri ….” e questo   resta un interrogativo molto interessante , credo . Dal film emerge un’ Italia che vuole una vita dignitosa e che non vuole chiudere le porte al futuro .

Trovo interessante il lavoro del montaggio di storie e di inquadrature diverse , di sguardi diversi.

Interessante quando Salvatores dice che la telecamera, nel lavoro dell’autore, in realtà svolge due azioni uno è lo sguardo fuori , l’altro è quello che parte da se stessi . Penso che sia fondamentale partire da una propria visione interiore delle cose , da un proprio progetto interiore e poi verificare nell’incontro con l’altro , col mondo esterno , a seconda dei casi , così come si fa con la realizzazione di un film.

Interessante ancora che quest’anno a Venezia siano stati presentati   due bei film su due grandi autori della nostra letteratura quali Leopardi e Pasolini , forse questo renderà più vicini ai giovani questi due mostri sacri per nulla facili da scandagliare e farà tornare il piacere di approfondire le loro opere , no ?

Infine mi fa piacere che abbia avuto il premio nella sezione “Giornate degli autori – Venice day” il film I nostri ragazzi di Ivano De Matteo  con un cast eccezionale e già amatissimo , attuale il tema che ripropone   al mondo adulto nel guardare a questi giovani adolescenti   con attenzione e qualche interrogativo-riflessione in più per conoscerli meglio .

Ora ogni pellicola prenderà vita e ognuno di noi potrà aiutare  questi film , questi registi e i suoi protagonisti a veicolare i propri sogni e messaggi urgenti , noi amici del cinema avremo il compito di non abbandonarli e di accompagnarli attraverso il nostro ruolo di fiduciosi   spettatori , soprattutto laddove non vi sia  un canale distributivo come purtroppo   oggi accade sempre più spesso .

Evviva il grande cinema italiano, europeo e mondiale ……alla prossima Venezia !