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Archivio per gennaio, 2018

“Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”. Storie di baby gang, teppisti, vandali e adolescenti “piccoli” criminali …..chi piu’ ne ha, piu’ ne metta!

“Chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”.

Storie di baby gang, teppisti, vandali e adolescenti “piccoli” criminali …..chi piu’ ne ha, piu’ ne metta!

  disperato974

Nei giorni scorsi è passato nei vari tg un video che non poteva passarmi indifferente e parlo del documento recuperabile al seguente link :

http://www.today.it/citta/vandali-metropolitana-milano-video.html

 

Il titolo : Milano, vandali in azione: “devastata” la metropolitana“, un titolo che può condizionare una libera visione dello stesso video , dico questo perché ho fatto un semplice esperimento comunicazionale , chiedendo ad alcuni miei giovani studenti , con uguale età dei protagonisti/vandali in azione , di dirmi cosa arrivava loro dopo una prima visione e nessuno di loro ha accennato a quel ragazzo che, in uno stato di completa alterazione, ha attraversato il binario della Metropolitana 2 di Milano , rasentando il suicidio .

L’immagine prevalente che invece sembra essere passata è quella dell’inizio del video, ossia quella in cui alcuni giovani vandali e teppisti del folto gruppo (39 ragazzi nel complesso), in una stazione della Metro 2 sul convoglio che portava dalla zona Navigli/Porta Genova in direzione Vimodrone /Gessate, prendono violentemente a calci uno sportello di un armadio di ferro , di colore rosso, che custodisce degli estintori e tutto il resto passa in secondo ordine e passa in secondo ordine proprio quel giovane che in preda all’alcool o ad altro , con una bravata, decide di buttarsi sui binari della metro , una scena a mio avviso molto ansiogena e ancora oggi mi domando come mai nessuno lo abbia fermato e come mai non si sia data rilevanza a questo gesto , senza nulla togliere in importanza e gravità al gesto violento del prendere a calci quell’armadio rosso degli estintori. Ricordo anche che nella fattispecie , non dare supporto e aiuto a chi è in condizioni di malore e simili può essere considerato “omissione di soccorso”.

Comunque, con i miei studenti abbiamo parlato un po’ di questo episodio e sulla percezione a volte un po’ parziale e semplicistica delle  immagini citate e di come non si trattasse di un film o di una serie tv ,di quelle che vanno per la maggiore tra i giovani , ma si trattasse di uno dei tanti episodi reali che sembra siano ricorrenti a Milano, episodi di vandalismo e di violenza gratuita su cose e persone , quelle che vengono definite dagli esperti “condotte a rischio” , quel malessere sociale vissuto da alcuni giovani e giovanissimi che si traduce a volte con una vera esplosione di vandalismo che consiste nel rompere, sporcare, inzozzare cabine telefoniche, treni della metro o vagoni dei treni nelle ferrovie delle nostre città.

Per non parlare dei sempre più numerosi episodi di violenza scolastica, in cui la forza fisica si sostituisce al “sapere” e certe forme di vandalismo , di furti e d’inciviltà nelle scuole possono rappresentare la distruzione simbolica degli strumenti del “sapere” sostituiti dalla suggestione e dal dominare di comportamenti violenti. Questo è uno degli aspetti della vulnerabilità degli adolescenti, con comportamenti eccessivi , persino devianti.

Spesso mi chiedo  come gli adulti di oggi, e mi ci metto dentro anch’io, rischino di “perdere” molti giovani per questa emergenza educativa e sociale ; trovo facile scaricare le proprie responsabilità sempre su qualcosa di esterno , come se tutto questo non ci riguardasse mai direttamente, ma avesse sempre una ragione “altra” a giustificazione e alibi, come le serie televisive con giovani criminali , modelli educativi negativi che non danno speranza e così via. Non c’è dubbio che nascere in contesti violenti, in famiglie malavitose e violente porti con maggiore probabilità a creare situazioni di “condotte a rischio”, così come “vuoti educativi” genitoriali e sociali che non dimostrano attenzione e sguardo verso i giovani , che non si interessano nel creare e proporre modelli positivi a cui rifarsi e che sono sprovvisti di strumenti di alfabetizzazione emotiva e sentimentale che tanto potrebbero fare in via preventiva. Non è un caso che molti dei ragazzi ritenuti responsabili di tali azioni vandaliche siano i cosiddetti “bravi ragazzi” , figli delle “buone famiglie” .

Ora , nel caso citato, le relative contromisure e la soluzione estrema  sembrano  essere quelle di tipo poliziesco, di maggiore controllo e di maggiore presidio da parte delle forze dell’ordine , e mi viene da dire  “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”, come quando a volte ci scappa il morto …..a cosa potrà servire?

Servirà ascoltare e parlare con i nostri ragazzi , spiegando loro che “ogni azione ha una conseguenza”, nel bene e nel male, e forse bisognerà anche in questo caso buttare il cuore oltre l’ostacolo, per ripensare tutti insieme come ricostruire un senso più ampio di comunità e di ascolto delle tante fragilità che vivono i nostri giovani , dando loro più fiducia nel futuro, ma anche nel presente , un presente in cui spesso non vi sono incentivi motivazionali alla conoscenza e al sapere , così come non si offrono prospettive per una realizzazione lavorativa a completamento di un proprio bisogno di autostima e valorizzazione.

Dobbiamo indicare la giusta strada ai giovani , creare le basi perché crescano in grado di saper decodificare il mondo, senza cadere nelle trappole delle facili semplificazioni , insegnare loro a chiamare le cose col loro nome , in un confronto continuo e arricchente in cui l’esperienza e l’esempio degli adulti facciano la differenza.

 

P.S. anch’io sono contraria all’uso ripetuto di terminologie inglesi , come il termine “baby gang”, ormai declinato in ogni contesto in cui si parli di disagio giovanile, di violenze varie di giovani e giovanissimi a danno di cose e persone, e così via. Il termine “paranza” coniato da Saviano nel suo bel libro, ad esempio , a mio avviso è preferibile a quello di baby gang, quando si parla dei giovani minorenni criminali che imperversano e terrorizzano da tempo le zone centrali di Napoli: “Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare”(da La paranza dei bambini di Roberto Saviano).

Ecco alcune risposte di giovani  sul video, da me ritrascritte velocemente:

Risposte di studenti al video su vandalismo a Milano

Rileggendo questi commenti di alcuni giovani,  coetanei di quei ragazzi protagonisti del video, si evince che quando si aprono spazi di dialogo e di discussione per ascoltare i giovani , quello che emerge è sempre di grande soddisfazione e di esempio per noi adulti. I giovani se ben indirizzati  sulle cose del mondo, sanno discernere con lucidità  e con una certa sorprendente  saggezza.

 

Stefania Cavallo

23 gennaio 2018

 

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DISOCCUPAZIONE: una risposta dai Gruppi di Auto Mutuo Aiuto

AMA gruppo 

Di fronte alla crescente disoccupazione, una possibile risposta sono i gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA) già attivi in numerose città .

Di cosa si tratta?

E’ un piccolo gruppo di persone (5-8) che hanno un bisogno comune (IL LAVORO) e che

vogliono uscire dall’isolamento spesso indotto dalla situazione di disoccupazione o

precarietà lavorativa; i membri del Gruppo si riuniscono su base volontaria, per darsi

reciproco aiuto e mutua assistenza.

Il gruppo AMA opera attraverso lo scambio delle proprie esperienze di vita, lo scambio di informazioni e soluzioni, la condivisione di sofferenze e conquiste. L’obiettivo del gruppo, condotto da “facilitatori” è insomma quello di aiutare le persone a diventare più consapevoli di sé stessi e riscoprirsi come una risorsa, per sé e per l’intera collettività: ci si aiuta, con il confronto, a scoprire opportunità, competenze nascoste e non utilizzate.

Promotore del progetto è  soprattutto l’Assessorato ai Servizi Sociali  dell’Ente che prevede di organizzare un  primo  Incontro/Convegno di sensibilizzazione e di informazione alla cittadinanza  con la presenza di un/una  esperto/a , un/una professionista esperto/a di gruppi AMA in tema “Lavoro” e a seguire una riunione operativa di lancio dell’iniziativa.

E’ importante la presenza all’Incontro/ Convegno di diversi operatori tra cui i Servizi Sociali dell’Ente  e del Piano di Zona, i rappresentanti dei Centri di ascolto Caritas e le Cooperative Sociali attive sul territorio, il/la responsabile del Centro per l’Impiego del Comune , insegnanti della scuola secondaria, e assistenti sociali attivi sul territorio oltre ad alcuni componenti del Soggetto Promotore  .

La Dr.ssa Stefania Cavallo porta la sua collaborazione e le sue competenze della conduzione di gruppi AMA, di indirizzo psico-sociale,  per fornire un contributo alla formazione e preparazione dei “facilitatori” che condurranno i gruppi .

Il gruppo AMA non è un modo per trovare direttamente lavoro, è più un’occasione per

cercare di «ritrovare sé stessi», attraverso il confronto con il gruppo e non è un modo per

acquisire direttamente competenze specifiche, per questo possono essere  proposti altri percorsi.

Inoltre, il Soggetto Promotore  auspica e sostiene la possibilità che nascano incontri pubblico-privato di confronto e progettazione di iniziative concrete per micro-imprese artigianali o commerciali.

    

La finalità del progetto è quella di agevolare, attraverso un percorso basato sulla parola e sulla condivisione, la ricerca delle proprie risorse e motivazioni, verso nuove idee e strade possibili. Il tema dell’ascolto verrà sviluppato su due piani diversi, complementari, paralleli: inizialmente sarà tema fondante di un percorso di formazione per facilitatori di un gruppo di auto mutuo aiuto in ambito lavoro/crisi e poi diventerà fulcro del lavoro di un gruppo di auto mutuo aiuto per precari e disoccupati, aperto a persone che vivono un difficile momento lavorativo perché non hanno un impiego, lo cercano, lo hanno perso, o lo hanno ma è precario. La meta finale del progetto è quella di formare le risorse necessarie all’attivazione sul territorio di gruppi di auto mutuo aiuto per persone con lavoro precario o senza lavoro.

 

 

Istruzioni per l'uso anti-crisi  e mutuo aiuto  2013 

ATTIVAZIONE: DARSI DA FARE PER SE STESSI

CONDIVISIONE: METTERE IN COMUNE CON ALTRI

RECIPROCITA’: ASCOLTARE GLI ALTRI E METTERSI IN GIOCO

 

Il processo di “riappropriazione della propria vita”, in qualche modo, a seguito della perdita del lavoro non è certo un percorso facile e senza ostacoli in quanto può attivare riflessioni anche dolorose ma necessarie per potersi “aprire” al mutuo-aiuto e condividere nuove progettualità e possibili soluzioni.

La meta finale del progetto è quella di formare le risorse necessarie all’attivazione sul territorio di gruppi di auto mutuo aiuto per persone con lavoro precario o senza lavoro.

Stefania Cavallo, Esperta in comunicazione e formazione,  porterà la sua collaborazione e le sue competenze , di indirizzo psico-sociale, della conduzione di gruppi AMA .

Per INFO: Dr.ssa Stefania Cavallo, stefania.cavallo@alice.it; 392/1316509