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Archivio per giugno, 2018

La mia intervista al giovane artista Bryan Risma Spiga – StatuSquad , Pioltello

Bryan cantante

Mantenere il contatto con i giovani oggi, vuol dire anche
mantenere il contatto con le nostre periferie e viceversa

 

Bryan Risma Spiga – StatuSquad , Pioltello

 

Bellissime parole di una madre ad un giovane sconosciuto , in una sorta di confessione intima i due trovano una sintonia e Cao gli chiede “ Quante cose non dette ci sono tra te e i tuoi?” …..
”Nessun genitore che ama un figlio non lo capisce .
Ci sono differenze di linguaggio, ma i valori profondi, quelli che contano davvero, non hanno età. Bisogna solo sforzarsi di parlare, di condividere”
(da Soffia forte il vento nel cuore di mio figlio, Carolina Bocca)

 

Continuo , anche se a rilento, il mio viaggio nella musica contemporanea giovanile , perché come ho scritto in un altro mio contributo a riguardo , la spinta è sempre una necessità personale di capire cosa porta gli adolescenti, i nostri figli, i giovani ad ascoltare in maniera quasi ossessiva questi giovani cantanti, a seguirli nelle loro esibizioni che spesso iniziano dai parchetti periferici metropolitani della nostra bella provincia italiana. Si tratta di un linguaggio musicale, a volte sgraziato, urlato, con testi o frasi -rime (come le chiamano) anche dure e impietose, un po’ “contro” qualcosa e qualcuno, forse è per questo che mi incuriosisce approfondire, ma passando soprattutto dal racconto delle loro vite, oltre ai testi dei loro pezzi.

Ritengo che questa musica svolga un’importante funzione sociale (come tutta la musica in generale…), anche in considerazione del discorso sui modelli educativi positivi per i nostri ragazzi che sono “altro” rispetto alla nostra generazione e quella dei nostri nipoti.

Il RAP italiano, è da qualche anno sulla vetta delle nostre classifiche musicali , o meglio è “ritornato” e ha ritrovato una rinnovata stagione di successi anche con la nascita di diverse competizioni di freestyle e la diffusione tramite internet.

Oggi vorrei conoscere meglio e presentarvi un giovane artista (underground e hiphop, ma vi dirà meglio lui) che si chiama Bryan Risma Spiga e il suo gruppo StatuSquad di Pioltello, in provincia di Milano .

 

Ho conosciuto Bryan nel ruolo di giovane studente, nella scuola in cui insegno e nel marzo scorso mi ha sorpresa perché me lo sono trovato esattamente , in maniera imprevista,  dietro la mia poltrona , nel teatro di Inzago, in un incontro con Papà Gianpietro di “EMA Pesciolino Rosso” , che avevo segnalato a scuola qualche giorno prima, e il tutto accade proprio quando ascoltavamo le incredibili parole di Papà Gianpietro che diceva più o meno così: ” Puoi essere alle Seychelles , in un qualsiasi luogo stupendo ma se odi non ti serve …..”. Papà Gianpietro aveva appena finito di parlare dell’inutilità dell’odio, un odio umano che sorge quando scopri che tuo figlio viene lasciato solo in quella sera indimenticabile , tutti i suoi amici , scomparsi, un odio umano che nasce alla domanda del “perché proprio a me” e stava parlando dell’importanza del perdono, soprattutto del “perdonarsi” per trovare quella pace interiore come medicina, terapia per elaborare forti lutti e   abbandoni drammatici .

Bryan - Ema Pesciolino Rosso

Mi ricordo la commozione di Bryan , della sua ragazza Giulia e la forte emozione di tutti noi e ho capito che tra Bryan, questo ragazzo “spettinato”, come direbbe Carolina Bocca ( si veda la citazione a inizio del mio contributo) , e Papà Gianpietro sarebbe nato un rapporto di grande vicinanza. Volevo riportare questa esperienza personale che ha rappresentato per me un momento molto importante della conoscenza di questo sensibile e giovane talentuoso artista ,   Bryan Risma Spiga.

Ecco di seguito , le domande che ho fatto a Bryan e le sue risposte.

Non ho voluto toccare alcuni recenti dolori , come la perdita del suo giovane amico fraterno Francesco Lavore, in arte “Para”, così come non ho voluto andare direttamente sul tema “droghe” e “alcol” , ma ho voluto e preferito focalizzare la mia intervista su ciò che per me conta, ossia nella conoscenza più “artistica” e “umana” di Bryan. Speriamo di esserci riusciti insieme !

  1. Bryan Risma Spiga e StatuSquad, quando sono nati , perché e come definiresti la tua musica ?

 

Bryan: Beh innanzi tutto buongiorno.

Il mio nome “Risma” nasce per il valore che do ad ogni pezzo di carta dove ho scritto le mie prime rime, e siccome, all’inizio non avevo un nome d’Arte ho pensato che sarebbe stato intelligente chiamarmi “Risma” esattamente come le “Risme di carta” ovvero, quelle dove scrivo maggiormente, fogli su fogli di testi.

La StatuSquad invece nasce nell’Ottobre 2015 se non ricordo male, dall’idea del mio socio non che amico e non che fratello, Francesco aka ParaOne. Volevamo portare assieme, io Para Sisma e Nikita (La quale ora non è piu un membro della StatuS) l’underground e l’hiphop, quello che la gente si è dimenticato, il classico boom-cha il suono cattivo, l’hardcore della zona tutto lo schifo che abbiamo visto volevamo riportarlo in ogni strofa scritta!

Oggi in mezzo a tutti questi “Trapper” saper fare la differenza, ti può portare ad intraprendere una strada diversa .

2. Le tue barre , di cui parli , ecco quando hai realizzato la prima e da dove prendi l’ispirazione?

 

Bryan: La mia prima barra la scrissi a 12 anni forse, prendevo spunto da ciò che sentivo e le scrivevo, ovviamente ai tempi non ero in grado di avere un lessico ampio e più che avere argomenti di attualità dove poter prendere spunto, non avevo. Perciò presi carta e penna e misi giù le mie prime rime, ora quelle rime non so nemmeno dove siano finite, ma diciamoci la verità meglio così, non erano neanche a tempo a quei tempi!

Attualmente, ho allargato il mio orizzonte e nella mia vita da quando avevo solo 12 anni ad oggi che ne ho 20 aimè, ne ho viste di cose sia belle ma altrettanto brutte e purtroppo tutto ciò che viene riportato in ogni mia barra, è vero.

3. A quale delle tue realizzazioni musicali sei più legato nel tempo e quante ne hai realizzate , ce le puoi raccontare brevemente tutte ?

Bryan:  quelle mai pubblicate ce ne saranno all ‘incirca una decina e di pezzi scritti che non ho mai registrato ne conterò piu o meno attorno ai 500 testi .Una traccia a cui sono legato col tempo che non è mai uscita è “La Coka Nostra” una traccia che dovevamo far uscire nel 2015 io e ParaOne appunto su un beat de “La Coka Nostra” e che per forza di cose negative, non ce l ‘abbiamo mai fatta. Invece, una traccia a cui sono legato tutt’ora e che tutti possono ascoltare è “Stato Mentale” girata nella mia città praticamente natale ovvero Pioltello, il mio quartiere. E’ stato l ultimo lavoro dove abbiamo lavorato con Fra.

4. La musica svolge un’importante funzione sociale, tutta la musica in generale, e  in considerazione del discorso sui modelli educativi positivi per i nostri ragazzi  cosa pensi a riguardo ? Sai di poter essere un riferimento per i più giovani?

Bryan: Non penso di voler essere un punto di riferimento né un modello positivo per nessuno, ciò che dico o che faccio nei miei pezzi e dentro i video, che piaccia o meno, lo faccio. L’HipHop è bello perché è vasto e potrei dire anche le cose in modo diverso, ma se non lo faccio non è per andare incontro a impicci, questa è la mia musica, la nostra musica, perché parlo a nome della StatuSquad e quindi se dico le cose in malo modo e con termini scurrili, è perché evidentemente vanno dette così. Non voglio essere l’esempio di nessuno, io racconto ciò che ho visto e vissuto e auguro a tutti di non vedere quello che ho visto io fino ad oggi.

5. Focalizzandosi  sui  giovani rapper di successo,  ascoltando i loro racconti , i loro percorsi musicali  e i testi  dei loro pezzi , ebbene si colgono meglio le diverse sfumature e differenze e poi non sembrano più  “tutti uguali”,   come spesso si tende a dire con un po’ di superficialità. Cosa pensi di questa critica dei testi musicali della vostra musica oggi,  sono realmente  un po’ “tutti uguali” ?

 

 

Bryan: Sono realmente tutti uguali, la gente mette in mostra e vuole mettere in mostra i soldi, le maglie firmate, luis vuitton, gucci, fendi occhiali maglie scarpe ridicole, argomenti uguali in ogni strofa cantata, kili di autotune, sono quelli che poi  non sanno nemmeno chi sia 2pac o Nas perché sono cresciuti con Ghali e SferaEbbasta gli stessi che vogliono imitare questo genere.

Io vengo da un altro genere, vengo dalla strada, quella vera, quella dove incontri persone sgradevoli, quella dove o ti fai il culo per essere qualcuno o rimani niente.

Senza soldi, o perlomeno quelli per sopravvivere, ma nei miei video non devo risaltare di certo un paio di Nike o una maglia di Gucci, ci sono ben altre cose da dire, ma purtroppo ai ragazzini di oggi, la musica che piace è proprio quella di sti deficienti e a volte, fanno più successo loro di chi strilla sulla base per farsi ascoltare DAVVERO!

6. Gli amici, la famiglia, l’amore. Quale è la tua priorità e perché , spiegaci.

 

Bryan: Tutte e 3 sono la priorità. La famiglia, mia madre è la priorità lei che si fa il culo per 8 ore e si sbatte tutti i giorni di tutti i cazzo di anni, gli amici che se non ci fossero non avremmo il supporto dovuto sotto al nostro palco e nella vita in generale, l’amore la mia ragazza, se non sono apposto con lei mi viene difficile riuscire a lavorare con mente aperta sui miei pezzi, quindi direi che un po’ tutte queste siano la priorità per avere un equilibrio equilibrato.

Bryan
7. C’è un’intervista  ormai nota di Ghali in cui dice che vorrebbe  far capire ai ragazzi che si definiscono “di quartiere” che le strade secondarie creano solo scompiglio e riuscirci con la musica vuol dire anche essere un esempio, un esempio positivo.  Come vedi ritorno sul tema , ecco la domanda :

Il tuo quartiere e la tua  esperienza personale di vita cosa ti hanno insegnato sino ad ora e  puoi trasferire tutto questo attraverso la tua musica?  

Bryan: Posso solo trasferire di non fare ciò che noi abbiamo fatto e di non mettersi in condizioni di vita, che possano compromettere tante altre cose. Il mio quartiere, il mio posto mi ha insegnato due cose: La prima è stare attento a tutto. La Seconda è dai solo quando vedi che gli altri darebbero qualcosa per te.

Attraverso la mia musica posso solo dare un messaggio che passi buono o che passi cattivo, non da prendere d’esempio, ripeto le mie tracce non sono per bambini sono per gente al di sopra di un’ età che ci ascolta, se poi i più piccoli vogliono ascoltarci perché a loro piace, questo non glielo si può impedire! Sta a loro capire cos’è giusto o sbagliato, noi lo abbiamo già capito.

8. Infine, cosa vuoi fare da grande , diventare un artista e vivere di questo lavoro?

 

Bryan: Credo di voler lavorare nel settore della Psicologia, se la mia musica dovesse mai arrivare in alto, allora tanto meglio vivrò di ciò che amo, ma anche la Psicologia amo, quindi nel mal dei casi, farò lo stesso qualcosa che mi piace!

La ringrazio per questa intervista e alla prossima!

Ti ringrazio caro Bryan per questa bella intervista che mi auguro possa renderti più visibile e stimolare chi è nel settore a contattarti .

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Qui il link del pezzo “Stato Mentale”, le cui parole dicono molto e sono emotivamente molto significative, con quel réfrain  “Io c’ho un brutto presagio sono solo di passaggio”: quasi preconizzatore per Francesco, in arte “Para”:

https://www.youtube.com/watch?v=YvE2f2xBGO4

StatuSquad Crew ha un proprio canale yuotube al seguente link: https://www.youtube.com/channel/UCm6J_ibl2Mh1JW9GeF9zNmg

Mi auguro anche di stimolare qualche altro genitore ad approfondire, per capire  e conoscere meglio il mondo dei propri figli, almeno quelli che seguono questi artisti così promettenti e talentuosi.

Buona fortuna Bryan!

 

Stefania Cavallo

Blogger di “Lavoratori Acrobati” su wordpress.com

28 giugno 2018

 

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SIT IN NO BIOGAS MASATE , 19 giugno h. 17 , Cavenago Brianza Cascina Santa Sofia area ex discarica

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SIT IN NO BIOGAS MASATE , 19 giugno h. 17 , Cavenago Brianza Cascina Santa Sofia area ex discarica

Date salienti e i momenti più importanti di questa lotta NO Biogas Masate

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 Ho pensato di ripercorrere le date salienti e i momenti più importanti di questa lotta che dice NO agli impianti di biogas e biometano che si vogliono costruire (Amministrazione e privato) sul terreno di Masate. Impianti datati con ricadute molto dannose in termini di viabilità, di inquinamento dell’aria, di salute dei cittadini , con alti rischi per il suolo e l’intera zona. Il Comitato No Biogas Masate ha aperto gli occhi a molti cittadini . Solidarietà , partecipazione e unione per questa giusta causa sono fondamentali

13 Marzo 2018

Costituzione del Comitato “No Biogas Masate”

Primi articoli sulla Gazzetta locale della Martesana : Il Comitato “smaschera” i politici locali “tutti sapevano da tempo dell’impianto” (31 marzo 2018) . La “bomba” è arrivata tramite i social , dove sono stati pubblicati i documenti relativi all’adozione della Variante del Pgt passata in Consiglio comunale a Masate , nel novembre del 2016 e dove si parla espressamente di insediamenti di strutture per produrre biometano . Da qui il Comitato No Biogas Masate parte con una raccolta firme che supererà nel breve ogni aspettativa , così come su Facebook lo stesso comitato , in poco tempo, supererà i 5 mila iscritti.

Proprio martedì 13 marzo 2018 si costituì il comitato “No biogas Masate”. “Il sodalizio è nato in seguito all’incontro sull’impianto che si è tenuto venerdì in paese e dopo l’apertura di una pagina social che ha registrato, nell’arco di poche ore, migliaia di adesioni. “Basta prendere decisioni che influiscono sulla salute della gente”, hanno detto i promotori del gruppo.

“Non ci siamo improvvisati”

Gli esponenti del comitato hanno voluto sottolineare di non essere un gruppo improvvisato. “Ci sono persone esperte e associazioni che ci seguono nella nostra azione e programmeremo vari step. Non vogliamo procedere di pancia. e stiamo lavorando per operare di concerto con i comitati di altri paesi”.  Il comitato non esclude la possibilità che questa sera, in occasione del Consiglio comunale qualche persona potrebbe inscenare qualche protesta contro l’installazione dell’impianto per il biogas. “Ci dissociamo anticipatamente da chiunque dovesse avere qualche comportamento non corretto”, hanno sottolineato” (http://lamartesana.it/attualita/masate-si-costituito-comitato-no-biogas/).

 

12 aprile 2018

Primo incontro congiunto tra Comitato No Biogas Masate e Comitato civico di Gessate

“Gli esponenti del comitato “No biogas Masate” hanno espresso la loro soddisfazione per la presenza in aula di tante persone e per l’interessamento dimostrato dai consiglieri di Città metropolitana, oltre che per il trend della loro petizione contro l’installazione di un impianto per la produzione di biometano nel loro paese, che sta raccogliendo moltissime firme. Rammaricati, invece, per l’assenza all’incontro di rappresentanti dell’Amministrazione masatese. Una posizione analoga è stata espressa anche dagli esponenti del M5s di Pozzo, per l’assenza all’assemblea del loro sindaco e dell’assessore all’ambiente”. (http://lamartesana.it/attualita/masate-il-biogas-fa-il-tutto-esaurito-anche-a-gessate/).

Sono intervenuti diversi relatori a fianco del Sindaco di Gessate che col Comitato civico di Gessate ha ospitato i fautori del Comitato No Biogas Masate. Sindaci , di Trezzano Rosa e di Pessano con Bornago presenti al tavolo dei relatori, esponenti politici di diversi Enti , come Massimo De Rosa della Regione Lombardia, sempre presente ed attento in tema ambientale, così come Alessandro Braga, presente nella veste di consigliere di Città metropolitana e Massimo Gatti , sempre presente anche lui a sostegno delle giuste cause a tutela del territorio , tutti hanno preso la parola parlando di soluzioni possibili e di possibili alternative.

Molte le perplessità e le preoccupazioni espresse dagli interventi del pubblico presente in aula e molte le questioni aperte , come il diverso ruolo tra i vari soggetti coinvolti , come CEM e i sindaci dei comuni consorziati , il ruolo del privato proponente , i responsabili di Città Metropolitana e della Regione.

Quando si pensa di creare un impianto di BIOGAS, si tratta di un processo che deve svolgersi in totale trasparenza , da condividere con le popolazioni interessate.

Un processo che deve   garantire certamente la salute dei cittadini , tutte le questioni e criticità annesse e inoltre deve dire quali sono i “benefici” anche di tipo economico per le popolazioni coinvolte.

Vorrei integrare  , quanto ricordato sino ad ora , con quanto emerso durante un importante consiglio comunale a Basiano , lo scorso 4 aprile e un mio contributo a riguardo:

Posted by Stefania Cavallo on Wednesday, April 4, 2018

 

12 maggio 2018

Biogas, la protesta scende in piazza

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Basiano Masate corteo di protesta, sabato 12 maggio 2018, contro l’impianto per la produzione del biogas destinato a sorgere a Masate.

“Quasi duecento persone hanno preso parte alla marcia di protesta organizzata dai Comitati di Masate, Inzago e Gessate contro i nuovi impianti biogas sul territorio masatese. Un corteo rumoroso che si è snodato dal Municipio di Basiano fino a quello di Masate. “Non è sbagliata l’idea di creare impianti che producano energia in questo modo, è sbagliato il luogo in cui si vuole farlo e la tecnologia che il nuovo impianto utilizzerebbe, già superata” hanno tuonato i membri del comitato”.

“Al termine della manifestazione una piccola delegazione dei “No Biogas”  è stata accolta dal primo cittadino masatese Vincenzo Rocco. Nell’incontro, proseguito per un’ora, sono stati chiesti chiarimenti circa il comportamento dell’Amministrazione nei confronti del progetto. “Il nostro non è un atteggiamento acritico – ha spiegato il primo cittadino – Per noi l’impianto è utile ammesso che venga fatto nel migliore dei modi. Non vogliamo subire questa situazione ma gestirla al meglio”.

(http://lamartesana.it/cronaca/basiano-masate-manifestazione-contro-limpianto-di-biogas/)

 

26 maggio 2018

Biogas , discussione in Regione

A portare la vicenda al Pirellone è stata una mozione targata Movimento 5 Stelle , discussa poi in commissione ambiente. Il Consigliere regionale Massimo De Rosa sin dall’inizio ha seguito da vicino e con sensibilità questa vicenda , unendosi al Comitato No Biogas Masate. Di seguito un suo contributo a riguardo:

http://www.massimoderosa.it/impianti-biogas-e-biometano-il-consiglio-regionale-decide-di-approfondire/

Le azioni potranno essere sia a livello nazionale sulle norme relative agli incentivi, un percorso più lungo, sia a livello regionale , con audizioni in concertazione col comitato e i sindaci .

Un gioco di squadra che restituisce  tutto l’impegno del Movimento 5 Stelle sul territorio su tematiche molto importanti per le ricadute e il forte impatto sulla nostra salute e le nostre zone.

Infine, cosa per nulla marginale, la discussione in Commissione  sarà l’occasione per sollecitare Regione Lombardia a porsi come cabina di regia, accrescendo la vigilanza e i controlli ambientali sulla qualità dell’aria, delle acque e dei terreni nelle aree limitrofe a questo tipo di impianti.

 

1 giugno 2018

Conferenza dei Servizi in regione per l’impianto per il biometano a Masate

Accolta la relazione tecnica prodotta dagli esperti dei comitati ( vd. Gazzetta della Martesana del 2 giugno).

“I tecnici dell’ente sovracomunale, analizzeranno lo studio effettuato dai professori universitari incaricati dai sodalizi , e faranno proprie i problemi e le prescrizioni evidenziate che saranno aggiunte al documento che sarà successivamente portato in un tavolo tecnico per essere ridiscusso.” Nel frattempo i comitati hanno presentato una petizione contro l’impianto accompagnata da 1642 firme , con destinatari del documento i sindaci del Cem , Città metropolitana e gli enti preposti come Arpa, Sta e Regione Lombardia.

Anche il consigliere di Città metropolitana Pietro Mezzi ha inviato nei giorni scorsi una lettera al sindaco di Masate per proporre la sospensione della procedura (http://lamartesana.it/attualita/biogas-masate-il-consigliere-delegato-alla-pianificazione-propone-di-ripartire-da-zero/) e il Sindaco Rocco ha replicato, dicendo a Mezzi di intervenire direttamente egli stesso presso i funzionari e i dirigenti di Città Metropolitana, chiamati , per competenza, a istruire la pratica , facendo sospendere così l’iter istruttorio. Inoltre il Sindaco di Masate evidenzia di aver inviato già due mesi fa una richiesta formale di chiarimenti sull’impianto con 8 punti relativi in particolare all’impatto olfattivo e viabilità ecc. , ma non è mai arrivata una risposta.

 

19 giugno 2018 h. 17.00

Sit in Riunione Sindaci CEM Ambiente, Cavenago Brianza , sede CEM , area ex- discarica

L’obiettivo è quello di sensibilizzare i borgomastri ad esprimersi contro il conferimento del Forsu (Frazione organica da rifiuti solidi urbani) all’impianto masatese.

Durante la riunione si dovrà decidere se CEM conferirà i rifiuti al nuovo impianto biogas in progettazione sul territorio di Masate- Inzago, per altro non ancora approvato da città metropolitana. L’esito finale della votazione di questa riunione ci dirà se i sindaci hanno a cuore la difesa del nostro territorio, fermando il continuo degrado della zona o se invece favoriranno solo gli interessi di un privato che grazie ai forti incentivi pubblici costruirà questo impianto.

Abbiamo buone speranze che da oggi uscirà un’indicazione ,da parte dell’Assemblea Cem dei 61 Sindaci, di prendere del tempo per fare ulteriori valutazioni e ripensare un progetto di gestione della Forsu in cui Cem diventi l’unico soggetto pubblico per la  gestione  dell’impianto previsto e si assuma la responsabilità di recuperare un proprio ruolo  strategico per la risorsa “territorio”, per i cittadini e per le comunità.

Ecco la lettera lasciata ai sindaci oggi:

Lettera ai sindaci Cem 19 giugno 2018

Volantino distribuito oggi:

Volantino No Biogas Masate

Volantino retro No Biogas Masate

Link dell’evento creato su Facebook : https://www.facebook.com/events/451377391953975/

I nostri guerrieri irriducibili del Comitato No Biogas Masate

Cem 1

Cem 2

Cem 3

 

Diffondete queste informazioni e partecipate domani al Sit In, in programma a Cavenago

Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti e la movimentazione popolare può cambiare decisioni importanti .

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Stefania Cavallo

18 giugno 2018

AYLAN, OMRAN , Siria , Gaza e Lampedusa. I bambini!

AYLAN.pngAYLAN, OMRAN , Siria , Gaza e Lampedusa

I bambini!

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L’immagine di Aylan, ricorderete fece il giro dell’Europa e del mondo e l’impatto fu così forte che ci fu una sensibilizzazione che smosse le stesse coscienze europee , ma solo per un attimo. Mi domando quanti altri Aylan nel frattempo abbiano avuto lo stesso destino e se molti se ne siano dimenticati, senza tanti scrupoli , e mi riferisco proprio ai paesi europei, a quei paesi europei che non dovrebbero permettere più che questo accada.

Qui di seguito, desidero ricordare un’altra immagine ed è quella di un bimbo morto durante il conflitto siriano, ma potrebbe essere anche una scena tra le più recenti delle piccole vittime della striscia di Gaza .

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Anche il tema della guerra , dei conflitti che si stanno consumando più lontano da noi , sembra non sorprendere più e anche qui i bambini , come i civili, ma soprattutto i bambini sono le prime vittime e ce lo dicono e ce lo ricordano tutti i dati che le più note associazioni a tutela dell’infanzia pubblicano ogni volta come grido disperato perché queste guerre finiscano.

Di seguito un’altra foto , quella altrettanto nota di Omran Daqneesh, il bimbo di 3 anni , salvo per miracolo dopo la distruzione della sua casa ad Aleppo, in Siria, mentre il fratello maggiore Ali, 10 anni, lottava tra la vita e la morte in ospedale, senza farcela.

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In contemporanea altri sei fratellini morivano sotto le bombe insieme alla mamma. Sono immagini che parlano da sole , ma purtroppo sono immagini che vengono spesso dimenticate.

Omran con lo sguardo perso nel vuoto e i volti coperti di sangue e polvere. Anche questa immagine ha fatto il giro del mondo, simbolo della tragedia siriana. Ali, il fratello, invece è morto nel silenzio, sconosciuto fino a quando non ha esalato l’ultimo respiro.

«Un’altra morte senza senso di un bambino in Siria», commentò su Twitter Caroline Anning di «Save The Children».

E arriviamo alla tragedia dei migranti e la foto seguente ci dice che  siamo, con molta probabilità,  a Lampedusa.

Migranti: Grecia, 11 i bambini morti in naufragi ieri

I  “minori non accompagnati”  sbarcati sulle coste siciliane sono diverse migliaia e purtroppo  molti restano senza tutore  e per le pastoie burocratiche rischiano di  restare “invisibili”  e “piccoli fantasmi di cui presto nessuno si ricorderà più”; i giornali nel 2013, sulla strage del mare, parlarono di “bimbi  piccolissimi rimasti vivi , ma soli  “,  quei  “bimbi  senza più mamma e papà , senza famiglia, senza amore e persino senza nome” e si parlò della sindaca di Lampedusa e del suo enorme dispiacere e sdegno di non poter celebrare proprio a Lampedusa i funerali dei bimbi della strage del mare. Mi ricordo che scrissi un pezzo sul mio blog in cui la giornalista di Repubblica  Alessandra  Ziniti  parlò dell’ “orfanotrofio del  mare “  di Menfi, in provincia di Agrigento,  e ci raccontò de  “i bambini senza”. L’ennesimo dramma  dei profughi, persi  nel mare  , donne , uomini e bambini  che non torneranno più perché  inghiottiti  per sempre dal mare .

Nel suo bel documento filmico , LONTANO DAGLI OCCHI, il giornalista Domenico Iannacone ripete queste parole che personalmente conservo nel mio intimo , marchiate nel cuore, e mi auguro arrivino anche in alto e smuovano le coscienze di chi a livello europeo può cambiare le cose e porre fine a questi drammi: “Quando le cose non si vedono da vicino non si capiscono fino in fondo. Magari siamo noi stessi a scegliere di non farlo per sentirci meno obbligati a pensare. Le cose che sono lontane dagli occhi ci fanno meno paura. Un giorno però i ragazzi leggeranno sui libri di storia che dal 1988 ad oggi nel Mediterraneo, durante traversate su barconi come questi, sono morte 20 mila persone. L’unica cosa che non potranno mai sapere è quanti altri sono morti senza lasciare nessuna traccia, inghiottiti dal mare” .

Ricordo anche la seguente frase del noto Camilleri : “Noi adoriamo San Calogero un Santo nero. Vorrei che San Calogero continuasse a camminare verso il Nord per dire che siamo tutti uguali”  Andrea Camilleri ( da “Lontano dagli occhi”  Rai Tre reportage  di Domenico Iannacone e Luca Cambi  in commemorazione della tragedia della migrazione a Lampedusa  del 3 ottobre 2015).

Link  dell’intero reportage:http://www.raiplay.it/video/2016/09/Lontano-dagli-occhi-75cc9c56-63f7-4404-90a8-60c03b5bdaa2.html

  Infine, come non ricordare anche il nostro Fuocoammare , noto docu-film del 2016 diretto da Gianfranco Rosi, premiato nello stesso anno con l’Orso d’oro per il miglior film al Festival di Berlino, che ha per oggetto l’isola di Lampedusa e gli sbarchi di migranti che la interessano.

Ricordo la presidente della giuria Meryl Streep, quando lesse il verdetto: “Film eccitante e originale, la giuria è stata travolta dalla compassione. Un film che mette insieme arte e politica e tante sfumature. È esattamente quel che significa arte nel modo in cui lo intende la Berlinale. Un libero racconto e immagini di verità che ci racconta quello che succede oggi. Un film urgente, visionario, necessario”.

Sul palco, Rosi cominciò il suo discorso: “Il mio pensiero più profondo va a tutti coloro che non sono mai arrivati a Lampedusa, a coloro che sono morti. Dedico questo lavoro ai lampedusani che mi hanno accolto e hanno accolto le persone che arrivavano. È un popolo di pescatori e i pescatori accolgono tutto ciò che arriva dal mare. Questa è una lezione che dobbiamo imparare”. E ha continuato: “Per la prima volta l’Europa sta discutendo seriamente alcune regole da fissare, io non sono contento di ciò che stanno decidendo. Le barriere non hanno mai funzionato, specialmente quelle mentali. Spero che questo film aiuti ad abbattere queste barriere”. Poi saluta con un bacio la figlia Emma: “Ho passato un anno e mezzo a Lampedusa e l’ho vista solo pochi giorni. Questo la renderà felice per molto tempo”. (http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2016/02/20/news/berlino_l_orso_d_oro_per_il_miglior_film_straniero_va_a_gianfranco_rosi-133859570/)

>>>/ SALVINI SFIDA MALTA E CHIUDE I PORTI ITALIANI A AQUARIUS

In questi giorni mi risuona anche la frase del soccorritore Porro di Aquarius quando ha detto ai giornalisti , più o meno così: “La nostra nave è come un’ambulanza e quello che a noi interessa è sapere dove andare per attraccare, come fanno le ambulanze quando chiedono a quale ospedale poter recarsi , questo è il primo pensiero, la prima preoccupazione e responsabilità dei soccorritori in mare” aggiungo di ogni soccorritore sia di mare che di terra”.

Mi confronto volentieri a cuore e mente aperti. Sono molto arrabbiata che si possa arrivare ad una guerra tra “miserabili” in cui mi ci metto dentro anch’io. Sono arrabbiata da qualche anno e “nonostante tutto” mi impegno e non mi considero una vittima ma mi sento deprivata di tutto , a volte anche la dignità può vacillare. Troppe cose che non vanno, troppa fatica per vivere con dignità e civilmente senza dover scaricare sul prossimo le proprie meschinità e debolezze. Mi sento sempre in guerra pur da pacifista ed è tremendo. Il link di uno contributo sulla vicenda di Aquarius https://www.facebook.com/notes/stefania-cavallo/aquarius-e-altro/10156652448378296/

Stefania Cavallo

14 giugno 2018

 

 

L’amore che non scordo – Storie di comuni maestre

l'amore che non scordo

L’amore che non scordoStorie di comuni maestre

di Daniela Ughetta e Manuela Vigorita (2007)

 

A passi di colomba qui si parla di cose immense

 

Questo documentario racconta la storia di quattro maestre e un maestro, quattro classi, quattro realtà riprese tra il 2005 e il 2007 in giro per l’Italia. Una realtà, quella della scuola primaria del nostro paese, invisibile e meravigliosa.

«Questo documentario colpisce, sorprende e entusiasma, ed è foriero di ottime notizie, sulla scuola, sul lavoro delle maestre e dei maestri, sui bambini e le bambine che popolano le nostre scuole elementari. È un documentario che con molta naturalezza, direi quasi “a passi di colomba”, ci parla di cose immense». Con queste parole la regista Francesca Comencini saluta il messaggio di «L’ amore che non scordo» nel libretto che accompagna il dvd del film prodotto da Tv Days. «Ascoltando le parole di questi bambini, di uno di loro in particolare, non possiamo impedirci di pensare che stiamo assistendo alla nascita di una poesia». E conclude: «È tempo di scoprire e di raccontare l’ altra faccia di questo Paese, la faccia positiva, propositiva, operosa, creativa, quella di queste maestre, la faccia di tutti coloro che non fanno notizia, ma fanno miracoli». Lo stesso sguardo positivo di Luisa Muraro, femminista storica e anima della Libreria delle Donne, che però avverte: «C’ è tanto da indagare ancora, da inventare e da innovare in questo mondo, ma oggi finalmente abbiamo capito che niente sarà veramente guadagnato e tutto potrebbe perfino voltarsi in peggio se non avremo imparato a riconoscere, rispettare e custodire quello che di buono già esiste, se non avremo imparato a riconoscere e a traghettare verso il futuro quelle cose che sono fatte bene, vanno bene e ci fanno onore». Fonte : Pagina 9 (17 marzo 2008) – Corriere della Sera

 

Chiara , la prima maestra di una scuola primaria di Casalecchio di Reno  (Bologna) in Emilia Romagna, inizia la sua intervista dicendo più o meno così “ entrare con le telecamere a scuola, neanche nelle classi, è un’invasione . La scuola non si vede e non si percepisce nemmeno che cos’è. Molto spesso ci si sbaglia , ad esempio alla domanda – Dov’è quel libro?- si risponde – Ah è in casa ! “ – e poco dopo Chiara aggiunge “Io sto più ore a scuola che a casa mia……..dalla scuola passa l’anima delle persone , la vita” ; c’è il tema ricorrente e non secondario in queste maestre che dicono “quando lascio questi bambini dopo cinque anni , sono invecchiata di cinque anni ogni volta”.

Ognuna ha una sua specialità chi quella della “scrittura creativa” e con la passione della “letteratura” e della “lettura libera” in giro per le classi , chi quella del “gioco” come forma di studio perché “ se tu non giochi non sai i tuoi limiti e se no giochi non ti diverti “ ( la maestra Alice di Milano e prossima alla pensione) .

Maestre e maestri che si interrogano sull’importanza della scuola come punto di aggregazione della comunità, come volano dell’intera società; c’è chi dice che qualche anno fa a scuola gli insegnanti parlavano del bambino mentre ora si è più presi da questioni burocratiche , non ci si confronta più con i colleghi e si perde di vista il bambino. Queste maestre e maestri parlano di come a scuola si tenda spesso a focalizzarsi sulla parte “nozionistica” e non a focalizzarsi invece sulla parte più significativa e importante che dovrebbe essere quella del “sviluppare delle capacità” nei bambini. Una maestra dice “ Il bambino alle elementari lo si guarda nella sua globalità , la sua intelligenza, il suo vissuto , l’emotività , cosa vive in famiglia , poi alle medie questo viene messo un po’ da parte , in senso un po’ generale ovviamente” .

Questa pellicola mi ha emozionata molto e mi ha fatto riflettere soprattutto su quanto sia vero , per esperienza personale, che alle medie e alle superiori qualcosa cambi e non sempre in meglio per gli studenti e la scuola come luogo elettivo di “apprendimento” , pensando tra l’altro che da noi la scuola dell’obbligo è sino ai 16 anni e basti pensare al fenomeno diffuso dell’ ”abbandono scolastico” , aspetto cruciale, dal quale si può valutare lo stato di salute del sistema educativo  di un paese .

L’emozione crescente nel rivedere questa pellicola , a distanza di tempo, è quella della nostalgia per un tempo passato e per una scuola che forse varrebbe la pena “guardare” un po’ come quei bambini che ascoltiamo e che desideriamo si trovino bene e si sentano accettati a scuola , un luogo in cui si può essere felici .

Per approfondimenti :

AA.VV., L’amore che non scordo. Storie di comuni maestre, DVD , Angelo Ferranti TV Days,  2007  (Libreria delle donne – Milano)

 

Stefania Cavallo

9 giugno 2018

 Fonte : dal mio ultimo libro Mal di scuola

F 17

 

 

Utopie e impegno per i propri simili

nani e giganti

Utopie e impegno per i propri simili

 In questi tre mesi di impegno civico e politico, di sostegno personale a quelli che chiamo i “nuovi eroi” di questo nuovo millennio , per citare il noto bestseller di Oscar Di Montigny, questi giovani , ma anche meno giovani, che stanno cercando di portare un cambiamento sociale , ascoltando tutti quei bisogni e interpretando quelle difficoltà in cui molti italiani si trovano da tempo , spesso senza una risposta, un aiuto, ecco a tutto questo penso e rifletto molto.

Ho riflettuto molto a quello che è capitato in questi mesi , ai numerosi incontri e dibattiti ascoltati , a quante parole dette e scritte sui social e per i giornali , anche nella nostra piccola comunità e posso dire che l’impegno svolto -con e tra le persone- è stato molto intenso e di immensa soddisfazione sul piano umano.

Ora il nuovo governo è formato e bisognerà vederlo al lavoro e l’augurio è quello che tutti i suoi componenti possano lavorare con serenità, anche se immagino sarà molto difficile . Sarà difficile soprattutto per chi combatte questo nuovo governo e lo fa dall’angolazione   in cui   l’altro viene visto e vissuto come “nemico” e non come eventuale “avversario” .

La logica continua del “nemico” ovunque, può diventare un’ossessione persecutoria, trasformando ogni frase, ogni pensiero, ogni visione del mondo e delle cose diversa dalla propria, con un impegno e dispendio di energie personali molto elevate  spesso distruttive e autodistruttive .

Perché prestarsi a tutto questo? O meglio la domanda che mi faccio è perché non considerare l’altro , diverso da sé , con una visione diversa da sé, semplicemente come un essere umano con cui poter interloquire , ponendosi in ascolto delle sue ragioni , senza rinunciare ad esprimere le proprie ?

Perché questa modalità di interazione , ad esempio in politica, o se si ragiona su posizioni diverse su questioni di interesse pubblico , allo stato attuale non è quasi mai percorribile e fattibile?

Queste sono le domande che soprattutto oggi mi pongo, lasciandomi alle spalle una campagna elettorale politica molto violenta , con strascichi di aggressività ancora molto attuali.

Penso che queste modalità “urlate” e “contro a prescindere” non mi appartengano e  non appartengano a molte altre persone che magari hanno un’ idea di società , diversa dalla mia, però rifiutano , proprio come me, che questo possa essere l’unico modo possibile di occuparsi del proprio benessere e del benessere dei propri simili , per dirla alla Hugo o come gli intellettuali del periodo ottocentesco europeo in cui “il poeta” era definito “l’uomo delle utopie”, sempre impegnato per la società e i suoi simili.

Ci aspettano momenti molto difficili , per tutti, per chi ritiene e desidera  continuare ad avere un impegno sociale con sensibilità e “sguardo” sempre orientato “ all’altro” , ma non sarà più possibile pensare che “l’altro” sia un nostro “nemico” , perché anche questo schema ha fallito nel suo intento e non potrà più riproporsi come nei mesi e negli anni scorsi . Che piaccia o no .

Questo è quello che mi resta dopo questi quasi 90 giorni di tensioni e di attesa per il cambiamento. Questo è quello che ho capito e che mi interessa resti in me , a livello di significativo sentimento personale e di maggiore consapevolezza civica acquisita.

Il nuovo paradigma è quello umanistico, ossia tornare ad orientare il proprio sguardo verso i propri simili e porsi in ascolto dei nuovi bisogni .

Questa strada , già battuta da importanti visionari umanistici , sarà la strada che mi interesserà percorrere , non altre.

Stefania Cavallo

8 giugno 2018

 

 

 

 

Buona estate !

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Quando l’estate era estate , quando la vacanza era vacanza , quando viaggiare era e resta  uno stato interiore di scoperta di sé .

Buona estate a tutti !

Stefania Cavallo

7 giugno 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

SEMPLICITA’! Roberto Saviano e il suo intervento di ieri 3 giugno da Fazio su Rai1

SEMPLICITA’!

Roberto Saviano e il suo intervento di ieri 3 giugno da Fazio su Rai1

Domande

Ho seguito l’intervento del caro e stimato Roberto Saviano, ieri sera da Fazio, e concordo su ciò che è la sua posizione rispetto all’incredibile lavoro umanitario delle ONG e alla tragedia dei migranti in mare , così come sono contraria all’eccesso di “semplificazione” che spesso ci travolge, a sberleffo  della  “complessità”,  presi ormai dal linguaggio dei social ;  quella stessa semplificazione alla quale ha accennato anche Michele Serra, quando ha scongiurato il pericolo di un rigurgito di aggressività dell’attuale opposizione, nel ripetere un copione messo in atto dalla precedente opposizione (anche se non tutte le opposizioni sono uguali solo per definizione) , in una sorta di “render pan per focaccia”, anche perché così l’ “Elite” diventerebbe “Popolo”, per riprendere il gioco finale sulle definizioni e i loro contrari che piace tanto anche a Fazio.

Non mi piace pensare ad una contrapposizione tra Elite e Popolo come tra ciò che è positivo e ciò che è negativo, solo per facile “semplificazione”, appunto.

La contrapposizione Elite /Popolo,  così come raccontata in sintesi da Saviano, seppur d’effetto sul piano della comunicazione,  non mi ha convinta sino in fondo, perché l’Elite invece in questi anni ha dimostrato scarsa competenza, provocando alcuni disastri nazionali, ad esempio in economia, nel caso dei risparmiatori truffati dal sistema bancario e potrei citare altri casi piuttosto critici, come ad esempio la cosiddetta “buona scuola” ecc. .

Invece mi sembra che il cosiddetto Popolo, in questi anni,  si sia smarcato dall’incompetenza dell’Elite e sia diventato molto competente , ad esempio basti pensare ai numerosi Comitati civici , i cosiddetti “Cittadini del Popolo del NO”, spesso molto preparati, informati, aperti al cambiamento che si alzano per far ascoltare la propria voce, quella voce che l’Elite , definita anche Casta, non ascolta , non ha saputo ascoltare per incapacità politica , non ha saputo accogliere così come le tante questioni veramente delicate del paese.

Anche il discorso sul “Cambiamento” non mi ha convinta .

Mi è parso un po’ parziale da parte di Saviano , ridurre l’accezione di Cambiamento , connotativa del nuovo governo, svuotandola di senso e quasi deridendo chi crede nel cambiamento che è stato messo in atto in questi anni da questi giovani , da giovani proprio come Luigi Di Maio.

Governo del Cambiamento o governo dei Cittadini , così si chiama il nuovo Governo e in questa definizione c’è tutta la sofferenza , l’elaborazione di quegli italiani, soprattutto dei tanti giovani della generazione dei “nonostante tutto” e in questo concetto del Cambiamento vi è tutto il  rapporto della mia generazione con la generazione di questi giovani e la nostra cronica incapacità di leggerla e decodificarla.

A questo proposito , vorrei ricordare anche a Saviano le parole di Luigi Di Maio pronunciate il 2 marzo scorso :

“Generazione Y, Millennials, tanti nomi perché in fondo chi ci guardava da fuori non ci ha mai capito. La realtà è che siamo la generazione del -nonostante tutto-…….Siamo andati all’estero a fare esperienza perché qui le porte erano aperte solo per i “figli di” o per quelli che avevano il doppio dei nostri anni e non avevano nessuna intenzione di mollare il loro posto.

Il mondo è cambiato e allora noi siamo cambiati assieme al mondo, adattandoci ai nuovi contesti. E ora siamo diventati grandi. E vogliamo rivendicare il diritto a guidare il cambiamento di cui il Paese ha bisogno “     e ancora:

 “Noi viviamo in quest’epoca di precarietà estrema. Ci siamo adattati, sappiamo cavalcare questa tigre e vogliamo farlo con due obiettivi fondamentali: la massima qualità della vita e il massimo senso della comunità. Vogliamo un lavoro, vogliamo una famiglia, vogliamo una casa. Ma con il Sistema che c’è adesso non lo avremo mai. Bisogna cambiare e adattare al mondo che è cambiato. Noi sappiamo come farlo. La nostra parola d’ordine è una: solidarietà.”

Ho molto apprezzato le parole della lettera di Luigi Di Maio sui giovani della ”Generazione Y” e dei cosiddetti “Millennials” perché vi ho letto le nostre promesse mancate , della mia generazione e di quella precedente, per i nostri giovani e la conservo come significativo “testamento” e testimonianza di questo particolare periodo storico e di questo significativo cambiamento per uno scenario politico nuovo, in cui poter trovare (se si vuole….) quelle ragioni profonde che hanno animato e animano anche questo movimento politico.

Stefania Cavallo

4 giugno 2018