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Archivio per aprile, 2017

Storia di 7 stupendi gattini e della loro mamma –gatta!

Storia di  7 stupendi gattini e della loro mamma –gatta!

 gattini 25 aprile 2017.jpg

Degli stupendi  gattini sono nati il 25 aprile scorso , erano le h. 17 circa, e si tratta di  sette gattini , due di colore splendidamente rosso, quattro prevalentemente  di colore tigrato scuro , con sfumature di rosso,   e uno di colore bianco con una goccia bianca  sulla fronte  e una sorta di mascherina bianca che gli disegna il musetto. Una meraviglia!

Il parto della bella mamma- gatta  è avvenuto in casa tra le h. 17 e le 20,30, a più riprese, ed è stata per me , per  mio marito e mio figlio una vera  emozione, perché è stata la prima volta per  tutti noi , mentre per questa gatta pensiamo sia la seconda volta, un primo parto forse è già avvenuto lo scorso autunno, visto che una giovane gatta può partorire due volte l’anno, in autunno e in primavera.

Questa gatta “trovatella” è entrata nella mia vita verso fine gennaio, con due suoi micini rossi e quasi subito ho pensato che qualcuno l’avesse “messa in strada” perché  incinta .

Comunque la cosa che mi ha emozionata sin da subito è che sia arrivata proprio quando mia madre Ada  era in ospedale e poco prima che ci lasciasse per sempre . Da allora ho pensato ad un segno e ho creduto di occuparmi  di persona  di questi gatti , pur lasciandoli liberi , facendoli  andare e venire, la mamma –gatta con i suoi due piccoli gatti ( di circa 5/6 mesi) , dando loro  la pappa   tre volte al giorno  e preparando due cucce calde per la notte,  sul terrazzino esterno alla mia abitazione , piccola e modesta, e questo terrazzino è diventato il loro spazio e ambiente di conforto e di soccorso sin da subito, perché  in qualche modo  il mio intento era quello di abituarli a me e ai miei  familiari con gradualità , con pazienza e amore perché i  due gattini erano piuttosto selvatici e scappavano sempre  come dei “LAMPI” , soprannominati da noi anche così,  mentre la gatta avendo sicuramente un trascorso da gatto di casa , si lasciava accarezzare  e alla fine  entrava in casa  come se fosse sempre stata la “sua” casa.

lampo

Controllavo che non succedesse loro qualcosa di brutto, e in qualche modo ho fatto da ente di protezione animali , e  cercavo che andassero il meno possibile in giro e che non incappassero in qualche pericolo.

Il 25 aprile, giorno della Liberazione, giorno anche dell’onomastico di mio marito Marco e del  suo 62° compleanno, la  gatta ha deciso di  partorire sul tappeto della mia sala , dopo che aveva dormito con noi in casa e avevo capito che era arrivato il momento. È stata veramente bravissima e dolcissima e l’ho assistita personalmente durante il parto , mi ero documentata un po’ prima, perché mi sentivo questa cosa e desideravo molto che potesse partorire al sicuro in casa e non su un tetto o in un posto sporco e nascosto di  qualche casa diroccata della zona, dove magari alcuni  suoi  micini  neo-nati sarebbero deceduti !

Dal 25 aprile , in casa mia è sempre festa perché la presenza di questi mici comunica proprio  “VITA” ed è una sensazione non solo molto poetica , per me, ma anche questo è un segno incredibile giunto a destinazione e non casuale.

Ho sempre continuato a seguire e a prendermi cura anche degli altri due gattini rossi perché ci tenevo che loro continuassero a sentirsi protetti e facenti parte di una “ famiglia allargata” e infatti  hanno fatto  le loro continue scorribande sino al 28 aprile .

Era venerdì mattina presto  e quando mi accingo a dar loro i croccantini , che aspettavano sempre  in maniera famelica, vedo che restano nella cesta e non si muovono, questo mi fa capire che c’è qualcosa che non va , infatti uno era quasi immobilizzato e molto malandato  e l’altro però riesce ad uscire dalla cesta a fatica , cade come un sacco per terra  fuori dalla cesta , e noto che le gambine non lo reggono , si muove per scappare non più come era solito fare a modi “ lampo,” ma come chi ha un blocco alle  zampine posteriori e poi se ne va nel suo sottoscala attiguo alla mia abitazione senza farsi prendere , così come succedeva che non si riusciva mai a prenderli perché scappavano via , in particolare uno dei due , perché l’altro in realtà almeno cominciava a farsi accarezzare.

lampo 2

Morale , il gattino più malandato è deceduto ieri mattina presso il Canile Sanitario Russo di Premenugo di Settala (MI) dove l’ho portato di corsa  appena ho visto che aveva ripetute convulsioni epilettiche e mi sono accorta che era quasi morente . Mi sono subito messa in contatto sia con le  mie due  referenti dell’OIPA di Milano , Paola e Virginia, che mi hanno  supportata in tutto questo periodo , sin dall’arrivo dei due gattini  e della loro mamma, sia con il medico veterinario della ASL di Gorgonzola,  il Dottor De Vecchi, che mi ha inviata al canile/gattile  , dove  hanno trattenuto il gattino per le cure d’urgenza e in quanto già molto grave ma purtroppo il gattino non ce l’ha fatta.    Il veterinario del Canile/Gattile, in convenzione con ASL e regione, ha  trovato sangue vivo all’interno del micio,  quindi la salma  è stata messa sotto sequestro e inviata a Milano all’Istituto Zooprofilattico , come da protocollo,  per  l’autopsia e per accertare le cause  del decesso e per ravvisare  se ci sia stato avvelenamento o qualche altra causa cruenta di uccisione di questi animali , ad opera di qualcuno che in maniera irresponsabile voleva liberarsi di loro, della mamma –gatta e dei futuri micetti , perché forse erano infastiditi da questi esseri , senza motivi oggettivi  e da una situazione che si era venuta a creare in zona del tipo mini-colonia  felina, situazione che in realtà però  era da me controllata e tutelata proprio per raggiungere lo scopo di sterilizzare  al più presto  la mamma-gatta e dare in adozione prima i due gattini rossi, così come i neo-nati del 25 aprile scorso .

lampo due

Il veterinario del Canile/Gattile, che ha trovato sangue vivo all’interno del micio,  è stato molto cauto pur essendo stato  ravvisato un “sospetto” reato a danno di uno dei due gattini morti ( il secondo non l’ho potuto recuperare ma ha avuto le stesse convulsioni e vomito e si è andato a nascondere in luoghi nascosti dove penso sia morto) . Martedì 2 maggio prossimo , a mezzogiorno,  saprò la verità.

Ora comunque nessuno può fare più del male (nel caso) ai miei mici appena nati e nemmeno alla gatta . Resta il rammarico di aver perso  i primi due mici rossi, i miei due piccoli amici  “Lampo”,   ma  almeno  sono riuscita a salvare  i loro piccoli neo-fratellini e neo-sorelline, ossia  ben 7 gattini e la loro mamma-gatta , questo è ciò che conta!

Al momento,  questi gattini sono in osservazione e in cura da me  e  ci sono dei  tempi di attesa per via dello svezzamento,  ma tra un mese circa potrò  farli adottare tutti. Questi micetti  aspettano di essere adottati da famiglie che se ne prendano cura con  calore e  tanto amore.  Sono bellissimi!

AIUTATEMI A RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO E A CONCLUDERE UNA BELLA ED  ESEMPLARE STORIA DI SALVATAGGIO!

Contatti: Stefania Cavallo 392/1316509

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Stefania Cavallo

30 aprile 2017

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Morire pur restando vivi !

 

Arcobaleno

All’interno delle mie lezioni di francese dedico  sempre uno spazio importante  al mio   “laboratorio di cinema in lingua”  e spesso , in questi ultimi due anni  abbiamo visto, con i miei studenti,    la pellicola “La famille Bélier”  e ogni volta rifletto sulla ricchezza dei messaggi educativi che offre  e sulle infinite opportunità  per giovani e  adulti , per  figli adolescenti  e genitori,  di  riconoscersi  e di elaborare  il “volo” della crescita , del delicato passaggio dall’adolescenza all’ essere adulti  e all’autonomia  della vita .

Allora, proprio l’altro giorno una frase mi è risuonata in modo particolare, quando la giovane protagonista Paula dirà ai suoi genitori ,( dopo aver comunicato loro la decisione di partecipare all’audizione canora  per entrare nella  nota  scuola di canto parigina, e  avendo percepito   nei   loro atteggiamenti , dei giorni  immediatamente  successivi  al  momento  del  chiarimento  “familiare” ,   un certa chiusura  ed   evitamento  della questione ,  escludendo Paula  un po’ dalle sue solite  mansioni in fattoria )  :

“ Papà, ma perché non mi  guardi, non sono mica morta , vado solo a Parigi , ma  ora  sono ancora qui e sono viva!” .

Ancora una volta  si tratta  il tema dell’abbandono,  del distacco , come elaborarlo, così come  la morte ,  in senso lato o reale , e poi la vita che va vissuta ,  che  sopravvive  e  continua prepotente e imperterrita  ai cambiamenti  e ai lutti di  varia tipologia .

Allora , il mio pensiero , scusate,   ritorna al mio   lutto per mia madre , dal   8 febbraio scorso,  e penso che a volte si possa morire più volte, anche da vivi , e si muoia  sempre  ogni  volta  quando muore una persona per noi molto cara .  Poi c’è chi , magari,  “fuori di metafora” ,  ti augura di morire , o chi ti fa “morire” per opportunità , col tuo caro estinto, e in realtà per coloro sei  già  morta ,  da tempo ……cuori  di pietra  e  privi di ogni gratitudine.

Per fortuna la vita fa il suo corso e anche i cuori  più sensibili   si attrezzano  e riprendono a battere  per  questo grande mistero  universale  che rappresenta l’ esistenza e per quelle  parole  che curano e fanno bene all’anima.

 

Stefania Cavallo

21 aprile  2017

Vorrei che la mia infelicità fosse stata tutta mia

“Vorrei che la mia infelicità fosse stata tutta mia” (G. Leopardi)

non-violenza

Una frase estrapolata dalla bellissima e accorata lettera di un genio e talentuoso Leopardi al padre con cui non ebbe mai rapporti sereni , semmai piuttosto conflittuali pur amandolo molto , e mi piace riproporla dopo averla ascoltata e interpretata dalla brava attrice Federica Fracassi durante l’incontro , di qualche giorno fa,  col professor Massimo Recalcati al Teatro Parenti di Milano in occasione della presentazione del suo ultimo lavoro editoriale “Il segreto del figlio”.

Una frase che dice tutto e che trovo molto forte e che in realtà ribalta un pò i ruoli padre-figlio , nel senso che ti aspetteresti queste parole pronunciate più dal padre che dal figlio, ma anche in questo caso Leopardi rompe uno schema e lo fa con amore immenso verso un padre che con lui è stato molto duro e potremmo dire oggi “anaffettivo” .

Inoltre questo passaggio , questa frase , così intensa di Leopardi, certo mi ha fatto pensare a quanto, ai suoi tempi, fosse presente un certo condizionamento e riflesso della famiglia patriarcale e del suo ceto sociale e anche di come Leopardi fosse legato al mondo classico . Mi è venuta in mente la rappresentazione perfetta dell’amore filiale di Enea che porta sulle spalle il padre Anchise . Questa immagine potente può trasformare contrapposizioni generazionali ataviche in qualcosa d’altro e soprattutto può far riconoscere quanto sia importante che i figli si facciano carico delle vite, delle storie di chi li ha preceduti, restituendo quel rispetto, quella “pietas” e quell’amore verso chi li ha generati e li ha fatti crescere . Valori , a mio avviso, su cui riflettere anche oggi.

Tra l’altro questa frase mi colpisce in modo particolare,  in un periodo della mia esistenza in cui da poco ho perso mia madre e con mio padre insieme stiamo  elaborando un lutto  che  ci ha colto di sorpresa , un lutto in compagnia del quale  emergono pensieri  intimi  e  inaspettati  e questa frase  a mia madre sarebbe piaciuta, lei , la cui  vita era fatta di abnegazione per la sua famiglia, di un enorme senso del dovere, di responsabilità,   e sempre con  una grande generosità .

Vorrei che la mia infelicità fosse stata tutta mia, queste parole le sarebbero piaciute , proprio  lei che un giorno,  di un anno fa circa ,  mi disse:  “Quando non ci sarò più,  quello che mi dispiacerà  e mi dà pensiero oggi  è il lasciarvi da soli”.  Del  periodo della mamma   passato in ospedale ho dei ricordi molto nitidi e  so anche  che  l’ avrei portata a casa in qualsiasi condizione ce l’avessero data , per quell’amore , quella “pietas” che ho appreso e che non è un dovere ma è appunto qualcosa d’altro , un’altra legge , quella del cuore, quella dei legami affettivi familiari.  Eppure per le figlie e i figli non sempre questo passaggio è possibile, soprattutto quando si tratta di figli/figlie “ritrovate” ( non sto identificandomi in questa tipologia , anzi….) e nella lettera che  ho scritto (anche io)  in questi giorni a mio padre e che gli ho spiegato di persona , un pò  emergono alcuni miei disagi  per certi enigmi familiari, cosa che comunque , per quanto mi riguarda, non potrà mai creare delle barriere .

Ritornando alle significative e intense parole di Leopardi , queste parole aprono il cuore e la mente a ponti , a un dialogo con l’altro , e il pronunciarle pacifica chi le dice, togliendo l’altro , in questo caso il padre , il genitore, da ogni “empasse”  per un figlio  che considera  così scomodo , “infelice per natura e per circostanze”.

Di seguito il link della bella lettera in versione integrale e l’incontro con Massimo Recalcati, per un approfondimento che merita infinitamente.

http://mvl-monteverdelegge.blogspot.com/2009/12/lettera-al-padre-di-giacomo-leopardi.html?spref=fb

Incontro con parole che curano, elaborano i propri lutti e non sempre svelano certi enigmi.

Incontro con parole che curano, elaborano i propri lutti e non sempre svelano certi enigmi.

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PER VIVERE BISOGNA ESSERE FELICI. Sono sempre stata molto mattiniera , sin da studentessa, e anche oggi la sveglia a casa nostra è sempre al mattino molto presto verso le 05,30 a volte anche prima …….poi dopo un paio di caffè eccomi a preparare ogni mattina le colazioni del pranzo/ “schiscette” per marito e figlio e poi sveglia del figlio che impiega , come sarà noto per ogni adolescente, qualche minuto di “avviso sveglia” a ripetizione e però il tutto poi si svolge secondo la “tabella di marcia” prevista per poter arrivare a scuola in orario alle 8,05 , ma non sempre!
Poi quando i miei due “ragazzi” sono fuori , eccomi a organizzare finalmente la mia giornata che in realtà a livello mentale è già iniziata , a volte con alcuni pensieri notturni che mi svelano soluzioni imprevedibili ma praticabili . La mia giornata è fatta di sistemazioni in casa, in alternanza con mio marito quando è a casa, e poi con alcune collaborazioni di lavoro , quando ci sono , con lezioni e dal mio sostegno pomeridiano a chi ha difficoltà nello studio e nello svolgere i compiti , in particolare seguo un ragazzino dolcissimo con grande piacere da 5 anni e che da settembre prossimo andrà alle superiori.
Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più. Durante le mie giornate utilizzo anch’io il pc e sono “social”, ma soprattutto cerco di restare “sociale” nelle relazioni e nei rapporti che amo coltivare e consolidare nel tempo. Amo incontrare chi è interessato alle tematiche che tratto nei miei libri, ma anche dei libri belli altrui,  e amo poterne parlare e discutere , quando capita.
Durante le mie giornate mi capita di incontrare discorsi “enigmatici” e persone ” enigmatiche” , insomma veri e propri “enigmi” che in qualche modo rendono queste giornate piuttosto ricche e complesse, sino a quando non li risolvo e a volte non ci riesco, ma me ne faccio comunque una ragione, o ci provo.
E c’è l’elaborazione del lutto della mamma , che in questi giorni mi sta mettendo a dura prova proprio perché alcune dinamiche familiari e di contorno sono spiazzanti , ma , come mi dice il mio amico neuro-psichiatra, nelle famiglie accade.
Le mie giornate , come immagino anche quelle di altri, sono sempre giornate molto intense e spesso difficili perché prive di alcuni punti di riferimento certi , come il lavoro e la gestione di un ménage quotidiano in cui bisogna fare i salti mortali con molta , molta resilienza concreta……..ma mi ritengo una persona fortunata perché , con l’amore di mio marito e di mio figlio, non mi sento mai sola ( non disdegno la solitudine quando occorre e quando scrivo ecc.) , anzi ricevo molti stimoli e supporto , a volte con belle provocazioni concettuali, e tutto ciò mi fa essere una persona giustamente “complicata” , come qualcuno mi definisce, ma forse ad alcuni verrebbe più da dire “rompiscatole” ….basta che non mi offenda gratuitamente e mi sta bene quel che pensa …..parliamone ! Dimenticavo ……coltivo sempre il mio giardino interiore e non cambierei questa mia vita con altre, coi suoi pro e i suoi contro ……certo ogni tanto un pò più di tranquillità mi manca.

Stefania Cavallo

2 aprile 107