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Archivio per novembre, 2015

Bio & Biblio di Stefania Cavallo

BIO E BIBLIO

(aggiornato a novembre  2015)

Stefania Cavallo

GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

Milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. Si potrebbe dire di lei: “ricercatrice spirituale e libera pensatrice”.

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiare. Organizza e conduce incontri realizzati per genitori, educatori ed insegnanti sul tema “Famiglie di oggi. Nuove Famiglie e Diritti dei Bambini”  ed  “Educazione alla Pace” . Ama scrivere articoli su tematiche di carattere sociale e culturale. In questi anni si è dedicata con passione al tema del “lavoro che non c’è”, dando concretezza a diverse  realtà e  progetti che prevedono  la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate , in cassa integrazione o precarie. Opera privatamente presso uno suo spazio, in provincia di Milano, che ha nominato “Spazio di mediazione familiare e di ascolto”, ossia uno “sportello” al quale le persone possono rivolgersi previo appuntamento telefonico.  È uno spazio anche di “ascolto”, dove si cerca di capire il bisogno della persona e lo si orienta adeguatamente, offrendo condivisione e sostegno in diverse situazioni problematiche.

I libri pubblicati:

“I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia su separazione e divorzio”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2011;

“Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini e racconti di crisi” , Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2012.

“Istruzioni per l’uso anti-crisi e Mutuo Aiuto”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2013.

“Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica “, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2014.

“Genitori equilibristi. Diario semiserio di una mamma blogger”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2015

 

INFO CONTATTI:   Stefania Cavallo

392/1316509

Spazio di Mediazione Familiare e di Ascolto – Formazione e avvio di Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto  – Basiano MI

Blog:    www.stefaniacavallo.wordpress.com  (in tema di precarietà , lavoro e sociale : Lavoratori Acrobati)

www.steficavallo.wordpress.com (in tema di Infanzia, mediazione familiare, comunicazione genitori-figli e società :  I bambini ci guardano)

http://baritonominocavallo.jimdo.com (in tema di importanza delle proprie radici e sulla memoria dei propri antenati : memoriale “lirico” di mio nonno e famiglia)

Sito: http://stefaniacavallo.jimdo.com/; http://stefaniacavallo.oneminutesite.it/chi_siamo.html  (professione e attività culturali)

LA COLLANA ORIENTAMENTI CASA EDITRICE LA SAPIENZA  DI ROMA  E IL MIO ULTIMO LIBRO :

 Pubblico di seguito  alcune informazioni  relative alla Collana Orientamenti  della Casa editrice La Sapienza di Roma . La Collana Orientamenti è diretta dal Prof. Matteo Villanova   con cui   pubblico  i miei libri  dal 2011 e ne sono molto orgogliosa  in particolare  per le finalità che contempla  e  per la  metodologia  proposta  di approccio  integrato mirato alla consapevolezza e alla competenza degli Operatori  verso la costruzione  della Rete territoriale ed alla riduzione dei fenomeni di manipolazione traumatica  per l’Infanzia   e  l’Adolescenza.

 

Orientamenti

Collana dedicata all’Intervento  intra-familiare  educativo-criminologico ed alla

Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza

Diretta da

Matteo Villanova

 

La Collana “ORIENTAMENTI”, diretta da Matteo Villanova, è dedicata all’ Intervento

educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’ infanzia e l’ adolescenza e

nasce come risposta alle esigenze di formazione continua e trasversale e di aggiornamento dei

tanti Professionisti, consapevolmente o inconsapevolmente coinvolti (come gli operatori del

diritto e della sicurezza) sul territorio nella mission di Prevenzione primaria (riduzione del

rischio) per l’infanzia e l’ adolescenza, ovvero nella tutela della genitorialità e della famiglia. La

finalità è l’individuazione precoce dei fattori di rischio evolutivo che predispongano all’

insorgenza di nuclei di patologia evolutiva alla base di quelle vulnerabilità che portano il

minore a diventare vittima prima ed autore di reato poi e quindi successivamente alle

condotte dissociali ed alla criminogenesi nel giovane adulto, sottolineando l’importanza dei

processi di formazione individuale e sociale come fondamentale investimento nelle strategie di

intervento preventivo e trattamentale molto tempo prima di essere costretti all’ intervento sul

danno già avvenuto (Prevenzione secondaria) o addirittura alla necessità della pena nel

tentativo di ridurre le conseguenze della danno già avvenuto (Prevenzione terziaria) quale

fallimento di ogni missione formativa transgenerazionale.

Nel proporre contenuti selezionati in questo campo di ricerca viene rivolta particolare

attenzione alla latente “patologia della normalità” anziché alla ormai evidente “normalità della

patologia” per identificare e riconoscere gli indicatori di rischio da tempo già presenti e

favorire l’ invio al neuropsichiatra  nonchè la maturazione di una metodologia di approccio

integrato mirato alla consapevolezza e alla competenza degli Operatori verso la costruzione

della Rete territoriale ed alla riduzione dei fenomeni di manipolazione traumatica,

malpractice, burn-out, mobbing, responsabilità professionale, ecc. in esponenziale aumento.

Promuovere una consapevole sinergia fra medici, insegnanti, educatori, pedagogisti, ministri

del Culto, assistenti sociali, psicologi, paramedici, ecc. ma anche giuristi, giornalisti e tutori

dell’ Ordine pubblico significa intervenire efficacemente nella realizzazione etico-deontologica

della sfida formativa nella tutela dell’ età evolutiva attraverso la condivisione di contenuti ed

obbiettivi riguardanti tutte le Agenzie di formazione primaria, quali appunto la famiglia, la

scuola, il Culto (non solo come aspetto spirituale ma riferimento a quanto il bambino

spontaneamente “sceglie e ricerca” come lo sport o l’ attività di gruppo preferita, boy-scouts,

volontariato, ecc.), i media, i social-networks.

Matteo Villanova è titolare di Neuropsichiatria infantile, Criminologia, Psicopatologia

generale e Forense presso l’Università Roma Tre, didatta del centro Italiano ipnosi clinica e

sperimentale di Torino e docente di Psicopatologia forense dell’età evolutiva per Medicina

legale e Deontologia all’ Università Sapienza di Roma, giudice a latere presso il Tribunale dei

Minori di Roma e consulente di più commissioni parlamentari in materia di minori, dirige a

Roma Tre i masters per la Sicurezza dei minori in “Affiancamento intra-famigliare educativo-criminologico

e Responsabilità professionale per i Professionisti dell’ infanzia e dell’

adolescenza” (primo livello) ed in “Scienze della Prevenzione primaria e formativo-forensi per

l’ infanzia e l’ adolescenza” (secondo livello) nonché l’ OLTREEE (Osservatorio Laboratorio

Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva).

 

GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

GENITORI EQUILIBRISTI. Diario semiserio di una mamma blogger

di Stefania Cavallo

PRESENTAZIONE AL VOLUME

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intra-famigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intra-famigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

 

IL BARITONO MINO CAVALLO. MEMORIE E RADICI DELLA LIRICA

di  Stefania Cavallo

Libro Mino Cavallo018

 

“Porgo qui un nostalgico e riverente saluto a tutti i Maestri che pazientemente mi guidarono alla sofferenza e alla virtù senza le quali tutte le strade rimangono fatalmente precluse!”

Mino Cavallo

 

PREFAZIONE

MEMORIA E RADICI INTERGENERAZIONALI

 

Credo che sia molto importante il bagaglio di risorse, di

esperienza, di memoria storica che può trasmetterci il mondo dei

cosiddetti ” anziani” e chi è stato per noi un “buon maestro”.

La realtà attuale, il mondo degli adulti e i nostri giovani,

fatica a riconoscere il grande patrimonio di coraggio, di

visionarietà e di utopia trasmesso dai nostri antenati e dai

nostri anziani.

La crisi dei valori di cui si parla tanto ha radici proprio in

questa dimensione della “perdita di memoria collettiva”

negli adulti di oggi.

Anche l’autrice si è posta qualche interrogativo su questo

tema e il desiderio ad un certo punto di voler scrivere di

suo nonno e di un certo periodo della sua famiglia, durante

il periodo “lirico” della sua esistenza di figlia e nipote, in

qualche modo ha voluto tradursi in una personale

necessità affinché non si perdesse questo patrimonio e in

particolare l’esempio ricevuto dagli antenati, sino ai

genitori, in maniera che anche i figli possano sapere e

conoscere quali sono le loro radici e quanto sia importante

coltivare i propri talenti e quanto sia importante la

dimensione del racconto di queste storie che ci parlano di

coraggio e di sogni.

Il racconto biografico e familiare tiene uniti ricordi, storie e valori

tramandati attraverso le diverse generazioni che si succedono

negli anni e nei decenni, se non nei secoli. Nel caso specifico il

tentativo dell’autrice è aver cercato di far parlare alcuni

protagonisti del mondo della lirica italiana, nel secondo

cinquantennio del secolo scorso, fornendo uno spaccato familiare

ed emotivo, pubblico e privato, unico e sconosciuto ai più,

soprattutto sconosciuto ai figli e nipoti. Dai bisnonni di allora

agli zii di oggi, passando dai nonni di oggi, in un delicato

recupero di memorie personali e non, che in momenti di crisi

come quelli attuali, ci restituiscono lo spirito di un tempo ricco di

poesia e di visionarietà, componenti fondamentali del vivere e

spesso neppure più nominate!

 

Matteo Villanova

 

 

 

Istruzioni per l'uso anti-crisi  e mutuo aiuto  2013

 

 

 

Istruzioni per l’uso anti-crisi

e mutuo aiuto

di  Stefania Cavallo

PRESENTAZIONE

Ho voluto scrivere questo nuovo contributo, a modi opuscolo divulgativo, per diffondere il più possibile degli strumenti metodologici e operativi di sensibilizzazione culturale per tutti coloro che a vario titolo desiderano “mettere al centro la valorizzazione della persona”, precaria o senza lavoro, ai tempi del “lavoro che non c’è”.

Certo è importante il lavoro di molte realtà e associazioni che mettono al centro il “valore del lavoro”.

Quello che però si è rilevato sul campo è che, ad esempio nelle battaglie sotto forma di vertenze, non si aiutano le persone e rientrare nell’ambito del lavoro, ma , a volte, si allontanano, perché stanche e disilluse dalle continue pressioni.

Inoltre non appena le luci dei media distolgono la loro attenzione, il tutto svanisce e finisce con un nulla di fatto.

Parlando con chi opera in queste realtà mi viene fatto presente che proprio per questo sta emergendo un interesse a progettare nuovi interventi attorno alle vertenze e in tutti quegli ambiti e quelle situazioni di disagio umano che si creano e che non sempre sono “socialmente presidiate”. Nasce per questi motivi la necessità di dare un’alternativa a queste lavoratrici e lavoratori , supportandoli e aiutandoli soprattutto  come “persone”.

Il processo di “riappropriazione della propria vita”, in qualche modo, a seguito della perdita del lavoro non è certo un percorso facile e senza ostacoli in quanto può attivare riflessioni anche dolorose ma necessarie per potersi “aprire” al mutuo-aiuto e condividere nuove progettualità e possibili soluzioni.

Il cosiddetto “passaparola” come meccanismo comunicativo virtuoso per questa particolare tipologia di gruppo di auto-mutuo-aiuto diventa fondamentale per facilitare il “primo passo” e far sì che si esca dal proprio isolamento e vissuto di negatività o di auto- sabotaggio.

Interessante è l’idea di estendere questa esperienza ai “presidi”, nelle aziende o nei luoghi di lavoro, laddove spesso lo stato di perdurante “lotta pacifica” (di mesi se non di anni) di conflitto e disagio mostrano sì aspetti funzionali per la “tenuta sociale”, ma non sempre sufficienti a sostenere e supportare i lavoratori nella loro specifica centralità umana, interiore e relazionale.

Lo strumento del progetto gruppo A-M-A per precari e senza lavoro può essere un mezzo alternativo per valorizzare la persona, ridando fiducia, coraggio e rivitalizzando l’autostima. La finalità del gruppo A-M-A per precari e senza lavoro è fin da subito quella di “aiutare” la persona e renderla autonoma per poter proseguire con le proprie risorse e reinserirsi nel mondo lavorativo con una rinnovata consapevolezza.

Una società fondata sul rispetto dei diritti-doveri è senz’altro la prima prevenzione per garantire un futuro  equilibrato che tuteli famiglie, donne e bambini.

Stefania Cavallo

10 maggio 2013

Per chi fosse interessato a saperne di più su questo tipo di attività può mettersi in contatto direttamente con:

Dott.ssa Stefania Cavallo

email: stefania.cavallo@alice.it

cell. 392 1316 509 (ore 14-18)

 

PRESENTAZIONE    “LAVORATORI ACROBATI. PENSIERI, IMMAGINI E RACCONTI DI CRISI” DI STEFANIA CAVALLO

 

 LAVORATORI ACROBATI

 

“Uno Spazio che si occupi dei Lavoratori in crisi ,  Disoccupati e Lavoratori Precari quindi tutti ACROBATI . Perchè’ non ci si dimentichi di loro e per raccogliere la loro rabbia, il loro disagio, le loro storie e le loro speranze!”.

 

Così  si è esordito sullo spazio  creato su  facebook  un po’ di mesi fa  nel presentare questo nuovo progetto  che l’autrice ha  denominato  LAVORATORI ACROBATI  , ispirandosi  al   bel libro “Mamme Acrobate”  di Elena  Rosci   e che  rende molto bene l’idea  delle mamme  di oggi  un po’ “multitasking” o “tuttofare”  ,  così come  uomini e donne , giovani e meno giovani tutti  Lavoratori Acrobati  che per  riuscire a sopravvivere si sono dotati anche loro  di grandi capacità acrobatiche , come quegli atleti che sfidano tanti rischi per non cadere e che spesso sono sprovvisti di reti di sostegno e di salvataggio. Si pensi ,ad esempio, anche  a quei lavoratori che lavorano senza una minima misura di sicurezza e sfidano ogni giorno , ogni minuto, la sorte a tutela della propria dignità umana e credibilità sociale.

 

Questo libro racconta della crisi  attuale  vista attraverso lo sguardo  dell’autrice  anch’essa una lavoratrice precaria,  anzi spesso “iperoccupata sottopagata”  così come si auto-definisce,   in un diario  quotidiano  di interrogativi  sul “lavoro che non c’è”  alla ricerca di  risposte concrete  con “azioni concrete”  che  sia l’Economia   che la Politica hanno disatteso,  ma che  invece  la Società civile ha colto come importante  opportunità per  esprimere il grande bisogno di Solidarietà umana  e di Etica emergenti.

Le Storie raccontate dall’autrice sono reali, sono eventi e condizioni vissuti da  “Persone” che  hanno voluto raccontare  la propria condizione di debolezza  strutturale  , di “paura e speranza”  ai tempi della crisi , come dice l’autrice  :

“ di paura di fare le cose che abitualmente facciamo per gli altri, abbiamo paura di stabilire delle relazioni e tutto questo annulla anche il “pensare al futuro” e immaginiamo poi l’impatto di questo sentimento interiore e doloroso, il condizionamento che ne consegue quando, da genitori, si hanno bambini piccoli!”.

Anche in questo nuovo libro , (che segue   a distanza di circa un anno  il suo primo in tema di mediazione familiare e sempre pubblicato nella stessa Collana Orientamenti ),  non manca lo sguardo sociologico  e l’occasione di parlare di “famiglie” e di “bambini”  e di come spesso questi eventi  “di non lavoro”  nella vita  degli adulti-genitori di figli piccoli , possano “spezzare” le loro    esistenze e così dice l’autrice , quando racconta  dei “licenziati dei treni-notte”  che chiama “i lavoratori senza treno e senza lavoro”  :

“Devastanti le ricadute economiche, e non solo, nelle loro vite, togliendo a questa famiglia e a questi bambini la possibilità di continuare a vivere dignitosamente.

Questi licenziamenti lavorativi, a volte anche in contemporanea per entrambi i genitori, sono dei ve

ri drammi umani per tutte le coppie con figli piccoli e la cosa che non viene quasi mai presa in con

siderazione in questi casi è proprio come gestire la situazione specifica con i propri figli.Senza lavoro per “quei” genitori, “quella” famiglia, nolente o volente viene “spezzata” ed è difficile spiegare a dei bambini piccoli cosa stia succedendo senza che si possa rischiare di generare in loro ulteriore preoccupazione e ansia del presente e per il futuro.

Ecco in questi casi come non ricorrere alla grande psicoanalista francese e conoscitrice dell’infanzia, Françoise Dolto, quando dice che – i bambini hanno diritto alla verità?-  “.

In definitiva , l’autrice  ,con questo suo contributo,  aiutata  dai protagonisti delle sue “Storie  di crisi” vuole lasciare una “testimonianza”  di questi tempi  e un messaggio  forte  quando dice così  :

“ Il mio intento, anche con questo scritto, è quindi proprio quello di dare un piccolo contributo di ottimismo realistico al dibattito attuale che ci vede coinvolti in prima persona tutti, perché le cose migliorino e si possano trovare, con le intelligenze di tutti, soluzioni concrete per i giovani, le donne e gli over 40-50 senza lavoro.”

Presentazione   di

“I GIORNI PERDUTI. LA  MEDIAZIONE FAMILIARE    ATTRAVERSO  UNA PROPOSTA   DI “FILMOGRAFIA SU SEPARAZIONE E DIVORZIO”

 

copertina del libro
I GIORNI DELL'ABBANDONO 144

Lo strumento filmico si presta  in maniera idonea  a fungere da  supporto comunicativo   e narrativo  durante   gli incontri che svolgo  per parlare  e sensibilizzare  sul tema della Mediazione Familiare , ossia nei casi  di conflittualità  coniugale  in presenza di figli minori .

In particolare,   con questa   proposta di  filmografia    si coglie   un sottile   “fil rouge”   attraverso una  scelta  e  una trattazione mirata    che consente   di comprendere meglio   l’evoluzione del fenomeno sociale della separazione e del divorzio, grazie alla  selezione di alcune pellicole della cinematografia prevalentemente  italiana ed europea  (dalla seconda metà del XX° secolo ad oggi).  con un particolare omaggio alla filmografia americana  col film-cult   “Kramer contro Kramer” .

Lo “sguardo” e la “lettura” sono filtrati dal contributo culturale della  “mediazione familiare”  ,  attraverso il racconto dei vissuti e dei sentimenti dei diversi “attori/soggetti” coinvolti  dal fenomeno separativo in corso  (genitori/ex coniugi, figli minori e nuove famiglie).

 

Con questo percorso, attraverso la visione delle  “schede”  di  alcuni film presentati  (come  l’ultima sezione dedicata ai bambini  su “i diritti dei bambini ”)  si  è cercato  un po’ di smentire  alcuni  luoghi comuni ,  attraverso il particolare   “ sguardo dei bambini” , cercando di aprire a nuove prospettive di riflessione che siano al passo con i tempi.

La metodologia utilizzata

Pensando a questo lavoro  la metodologia utilizzata  non è quella di una qualche “filmterapia”  nel senso che si intende  comunemente  ossia  di fornire  un percorso  psicologico di  cura    attraverso la visione di  alcuni film  o anche solo degli spezzoni  così come indicato da uno specialista .

Il lavoro qui esposto   è  il frutto di  una  giusta coniugazione   tra  la personale passione per  il cinema  impegnato e di carattere sociale  e  una formazione  interdisciplinare sociologica orientata all’utilizzo di  più linguaggi  comunicazionali  umanistici come  quelli  cinematografico  e  letterario  ,  in quanto   considerati tra i più idonei  per coinvolgere le persone  su temi  di  competenza specifica  come  gli interventi di  sensibilizzazione sociale  e  di   pacificazione dei conflitti nelle  relazioni   umane .

Ecco che , ad esempio ,  un ulteriore criterio  adottato nella ricerca e per la stesura del lavoro  consiste  proprio  nell’aver evidenziato almeno tre tappe/contenitori  nell’evoluzione del fenomeno separativo,  all’interno delle quali inserire opportunamente le pellicole  attinenti , come segue:

 

  1. la crisi e l’abbandono
  2. il conflitto e l’incomunicabilità
  3. le nuove famiglie  e i diritti dei bambini (apertura  e  nuove prospettive)

 

 

A   CHI  si rivolge  questa  proposta di  filmografia?

Intanto  si tratta di una  proposta   filmografica  che ha voluto presentare  varie  sfaccettature  circa il  tema portante   dei  “giorni perduti”  e sulle  crisi familiari  e  che non  vuole esaurire  la ricerca su quanto si può vedere oggi, ma che certamente funge da introduzione ad  un’analisi più  personale  e  ampia.

A questa filmografia poi si  può riconoscere il merito  di essere un supporto  utile   e duttile  , attraverso le   diverse    “schede”  filmiche ,  sia  nei casi di “ formazione”   con  gli  operatori  psico-sociali  ,  gli educatori    e  tutti coloro che  a vario titolo  si trovano a  lavorare  quotidianamente  nell’ ambito dei  conflitti  familiari  , sia  per i genitori  stessi  che   in maniera  soggettiva   attraverso questo percorso  multi-tematico  possono attingere  alle  varie  suggestioni filmiche  e  cercare di  elaborare  meglio  le proprie difficoltà  a seconda  del momento che stanno vivendo.

Inoltre questa filmografia è ricca di spunti di riflessione  e di supporto per chi  decida che  forse,  in certi casi ,  non si può   sempre  far tutto da  soli  e che bisogna farsi aiutare  per poter ritornare  a recuperare un proprio equilibrio esistenziale  per se stessi e per gli altri .

 

 

 

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A Valeria Solesin e ai suoi genitori “esempio” .

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Tra le storie che porterò nel profondo del mio cuore ci sarà per sempre quella di Valeria Solesin, una ragazza italiana strappata alla vita la sera  del terribile attentato  terroristico  al teatro Bataclan di Parigi,  il  venerdì nerissimo del 13 novembre scorso.

“In questi giorni ho letto che siamo stati un esempio. Se questo è stato vero anche solo in minima parte, voglio dedicarlo a tutti i Valeria e Andrea che non si arrendono”. Sono queste le parole che Alberto Solesin ha pronunciato davanti al feretro della figlia, in una piazza San Marco listata a lutto e affollata da centinaia di amici e semplici cittadini arrivati per dare l’ultimo saluto a Valeria Solesinla ricercatrice 28enne uccisa al Bataclan e unica vittima italiana delle stragi di Parigi (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/24/valeria-solesin-e-il-giorno-dei-funerali-venezia-si-ferma-per-lultimo-saluto/2246800/) .

Sul mio blog scrivo molto di cultura , società e di fatti autobiografici   e ho scritto diverse cose proprio sui fatti tremendi di Parigi  , ma non potevo lasciare spazi vuoti  in cui non scrivere soprattutto di Valeria , la ragazza che nessuno potrà più dimenticare e che per una sincrona coincidenza e associazione mi ricorda molto , anche se con storie e percorsi  molto diversi,  la  figura di Ilaria Alpi .

Ricordo solo che  Ilaria Alpi fu uccisa nel 2004 mentre si trovava a Mogadiscio come inviata del TG3 per seguire la guerra civile somala e per indagare su un traffico d’armi e di rifiuti tossici illegali;  Valeria mi ha ricordato soprattutto Ilaria perché  entrambe vittime inconsapevoli  di azioni criminali  violente   e cruente  ad opera  di mani armate e in terre straniere , entrambe donne giovani   ed  entrambe  con una vita in qualche modo , anche se con percorsi  e vissuti  diversi,  dedicata   ad essere utili agli altri, Valeria con il suo attivismo in Emergency e  Ilaria con la sua professione di cronista di guerra  piuttosto scomoda  per le sue inchieste .

Quando si è saputo, dopo la sera del Bataclan parigino, che un’italiana era  dispersa  e che potesse trattarsi di una giovane  ragazza veneziana  , in quei giorni ognuno di noi ha sperato che  la ragazza   avesse potuto   farsi  di nuovo viva e che tutto sarebbe finito al meglio e invece non è stato così, come poi abbiamo appreso,  e  purtroppo la famiglia  di Valeria , i suoi genitori  hanno dovuto scoprire la tremenda verità   sulla  giovane figlia  attraverso la  conferma della sua morte avvenuta quella terribile sera del 13 novembre.

Perdere un figlio e doverlo seppellire per un genitore è la cosa più  disumana  che possa accadere   e che un genitore non si augurerebbe mai  di dover fare , i genitori di Valeria hanno dimostrato a noi tutti  che anche se con  un  dolore  indicibile si può però dimostrare di non cedere al facile vittimismo e alla rabbia , proprio come ci hanno comunicato loro in tutti  questi giorni  ,  col loro messaggio e il loro esempio anche  durante i funerali   laici celebrati  ieri  in una Venezia gremita e aperta a tutti per lasciare una preghiera e un pensiero personale a Valeria e per  testimoniare  la propria  personale  e commossa  vicinanza alla sua famiglia e al suo fidanzato.

Oggi il mio pensiero di gratitudine va a Valeria e ai suoi genitori come esempio di valori positivi rivolti soprattutto   ai giovani dell’età della figlia  di continuare ad alimentare i propri sogni  e  la propria ricerca  di auto-realizzazione  come molti giovani  fanno recandosi anche all’estero per studio  o per lavoro  e di continuare con le proprie abitudini di   autentica socializzazione e divertimento , con   la  propria voglia di vivere  e di essere  generosamente  altruisti  perché  è solo così che si può  rispondere a coloro che invece vogliono  seminare paura e odio.

E’ con  grande vicinanza e   condivisione  per il loro  dolore incommensurabile   che  rivolgo questo   abbraccio simbolico   di gratitudine  che possa giungere così   lieve e di conforto  a questi splendidi genitori .

 

Stefania  Cavallo

25 novembre 2015

 

I FIORI E LE CANDELE CI PROTEGGERANNO!

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In questi giorni i miei studenti , ai quali insegno la bella lingua del francese,  mi hanno chiesto di parlare di quello che ha colpito Parigi e la Francia con  gli attentati del venerdì  nerissimo  del 13 novembre scorso .

Ho ripercorso con loro quella  drammatica sera   e ho cercato di spiegare  loro  il tipo di società francese  e di quella che è stata  denominata “la génération  Bataclan” , giovani di età compresa tra i 20 e 25 anni   provenienti spesso da tutta l’ Europa   per  studio e per lavoro.   Quella sera è stata colpita una generazione e le  sue abitudini  di incontrarsi ,  un venerdì qualunque,   per ascoltare  un concerto metal o per bere qualcosa in un “bistrot” o mangiare qualcosa con amici e parenti in una “brasserie”  o di seguire  la propria squadra durante   un “match di football“   allo stadio .  Ho voluto raccontare le storie di speranza che si sono susseguite dal 13 novembre dei Parigini , e   diventato simbolicamente   11 settembre per tutti noi europei,  come  la storia di   Sébastian  che ha salvato la donna incinta  al Bataclan , così come  ho parlato dei numerosi gruppi di parola che si sono  formati proprio nei luoghi della tragedia ,   come nel bistrot La belle époque , oppure della bella lettera d’amore di Antoine Leiris  “Vous n’aurez pas ma haine”  -“Voi no avrete mai il mio odio”  :

Non avrete mai il mio odio

“Venerdi  sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, ma non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo, quello che so è che siete anime morte. Se questo Dio per il quale voi uccidete ciecamente ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore.

Quindi non vi farò il regalo di odiarvi. Voi l’avete cercato, tuttavia rispondere all’odio con la rabbia sarebbe come cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io abbia paura, che debba guardare i miei concittadini in maniera diffidente, che io sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. E’ una battaglia persa.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era così bella, bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Naturalmente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma durerà poco. So che lei ci accompagnerà ogni giorno e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere al quale voi non accederete mai.

Siamo due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come tutti i giorni e poi giocheremo insieme come tutti i giorni e per tutta la sua vita questo piccolo vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perchè no, non avrete mai neanche il suo odio “ di Antoine Leiris .

(Fonte : La lettera di Antoine Leiris : http://www.repubblica.it/esteri/2015/11/16/foto/lettera_marito_moglie_attacco_parigi_non_avrete_mai_il_mio_odio-127508626/1/#1)

 

Una lettera che ho fatto fatica a leggere sino in fondo senza commuovermi e piangere  a dirotto.

Infine ho raccontato la bella intervista di un giornalista ad un bimbo col suo papà che un po’ impaurito ha trovato nelle parole del suo papà un po’ di consolazione convincendosi che i fiori e le candele , messe in piazza a Parigi nei   luoghi colpiti,   lo proteggeranno e ci proteggeranno tutti  (da vedere al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=B1WrobnPGsM)-

 

Sì come dice il piccolo francese  credo anch’io che  I FIORI E LE CANDELE CI PROTEGGERANNO! 

Vive Paris, Vive la France !

 

Stefania Cavallo

21 novembre 2015

Domenica, 13 dicembre 2015 h. 17, Libreria “il gabbiano” di Trezzo sull’Adda: presentazione di Genitori equilibristi

PRESENTAZIONE AL VOLUME  “GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA  MAMMA BLOGGER”  di Stefania Cavallo

Genitori equilibristi  Trezzo 157

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intrafamigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intrafamigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

Il 25 novembre ricordo un importante appuntamento con la scrittrice e giornalista Annarita Briganti  che presenterà il suo nuovo libro “L’amore è una favola” :

Briganti 25 novembre

Una storia super “acrobatica” . Le mani di Sébastian, quel 13 novembre

Sorgente: Una storia super “acrobatica” . Le mani di Sébastian, quel 13 novembre

Una storia super “acrobatica” . Le mani di Sébastian, quel 13 novembre

Le mani di Sébastian , quel   13 novembre

C’est qui s’est passé cette nuit à Paris a été épouvantable et je suis trés près de tous les Français , comme italenne qui vie en Italie et donc comme française à l’étranger .
C’est trés difficile penser qu’on ne doit pas avoir peur mais les principes de libérté et de civilitation doivent être encore plus forts .
Toute l’Europe doit réagir à cette situation et je pense que ce qui a dit le journaliste italien Quirico (Il commento di Quirico: “Gli attentati di Parigi mostrano che siamo indifesi”)  a quelque verité en disant que c’est “ une guerre emmenée dans le coeur de l’ennemi” , “nous sommes impuissants “; ça nous doit faire réflechir .
Nous éuropeens ne devons pas rester immeubles devant à ces faits si cruels et inhumains . Mes condoléances …….

Vive Paris et vive le peuple français!

PARIS 13 NOVEMBRE 2015

 

Sebastian 13 novembre 2015          11 settembre

Sì , ho pensato di intitolare queste  mie riflessioni  proprio così  “le  mani di Sébastian” ,  parafrasando  il titolo dell’ultimo  bel  libro di Massimo Recalcati, perché quest’uomo rimarrà impresso  nella mia memoria e in quella di molti   per questo suo gesto eroico dell’aver salvato , con le sue mani,  la vita di una donna incinta appesa  al muretto esterno del  locale Bataclan di Parigi,  al momento  della drammatica sparatoria-mattanza  di un venerdì   nerissimo e indimenticabile  , quel  13 novembre  dei  Parigini che diventerà   per sempre l’11 settembre  per i Francesi e per gli Europei  e che segnerà un punto di non ritorno  nell’immaginario collettivo di una nazione e di un ’Europa  indebolita e impotente  di fronte  a tanta e tale violenza  terroristica .

L’immagine di Sèbastian che afferra  la donna che salverà  è stata  accostata, in questi  giorni , a quella dell’uomo che si gettò dal grattacielo di una  delle torri gemelle  l’11 settembre  del 2001 , immagini molto potenti dal punto di vista evocativo  e che segneranno per sempre quei  terribili momenti   e  in particolare la storia  di Sèbastian , che salva due vite mettendo a rischio anche la sua  vita,  fa il giro del mondo,  in quanto rappresenta un epilogo positivo  anche se paradossale  perché come racconta la donna  si tratta di un incontro  del destino  tra  due  persone sfuggite  drammaticamente alla strage nel  teatro in cui si trovavano  quella sera indimenticabile e che li unirà per sempre da quel momento in poi .

Dopo la tragedia al Bataclan, la  donna vuole  conoscere il suo salvatore e gli  manda un messaggio via Twitter  e così si ritroveranno e tutti sapranno di questa loro incredibile  storia a lieto fine pur nell’orrore di quell’ atroce e incancellabile   sera .

In questi giorni ognuno di noi ha cercato storie così,  quasi  a elaborare  un enorme lutto personale  nel tentativo disperato  di  cercare  e  trovare un senso  di speranza  da un evento che ci interroga  in maniera inquietante ma necessaria  sulle colpe e sui valori irrinunciabili dell ‘ Occidente .

Tanti  i pensieri che mi assalgono   da quel indimenticabile venerdì  sera  e che toccano la mia italianità ma soprattutto le mie origini francesi  , da parte  paterna,   perché come ho avuto modo di raccontare anche nel  mio libro dedicato  a mio nonno “baritono internazionale”  e  alla mia famiglia  (Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della lirica , Ed. La Sapienza di Roma , 2014) mio padre è francese nato a Aix – en- Provence  nel 1930  (da mamma spagnola e padre italiano emigrato in Francia , nel periodo del  secondo dopo- guerra  e   durante  la fine  della dittatura  franchista per gli spagnoli,   emigrati   all’epoca in massa in Francia)  e mi ha sempre raccontato che lui è cresciuto e  ha studiato sino agli anni  del  Conservatorio  , frequentato  a Marsiglia,  con amici  “fraterni” di origine marocchina e algerina, di cultura  e religione islamica, e questo succedeva molti anni fa  intorno agli anni  quaranta e cinquanta, quando in buona sostanza in Italia  c’erano le problematiche  nord-sud  e  di chi chiamava (e chiama ancora oggi….)  i nostri meridionali  “terroni” .

Questo a significare che per  i  Francesi, a differenza degli   Italiani, la cultura dell’integrazione e della multiculturalità è un valore  altamente  introiettato,  a livello di  inconscio collettivo, con origini  antiche  e ben consolidato  tanto che a mio avviso rappresenta , in questo momento,  uno dei più  grossi  problemi  di natura    socio-culturale, soggettivo  ed etico  oltre che politico  per  la Francia e i Francesi .

Una   realtà culturale completamente diversa da quella italiana che  invece ha approcciato il tema della multiculturalità  in anni più recenti  e  che   , oggi più che mai,   esprime  le sue contraddizioni  e  visioni ideologiche  divisive  a livello nazionale,  così come è già successo  per i nostri nonni  e bisnonni  che , negli  anni 20 e trenta , si spostavano per cercare   lavoro   dal sud al nord   della penisola  affrontando molto spesso   molti pregiudizi prima di essere accettati  e accolti  , in maniera totale e pacifica, nelle fabbriche  e  nelle città  settentrionali  .  Oggi la posta in gioco è molto alta e riguarda le nostre risposte ad un nuovo terrorismo  che evoca strutturalmente una strategia di guerra , a livello di “terza guerra mondiale” , a cui non si pensava sino ad ora e che  chi è cresciuto,come me,  in periodo  di pace fa fatica a comprendere e ad elaborare.

Oggi si riparte tutti da qui , da una soggettività messa completamente e nuovamente in discussione e che  ci interrogherà per molto tempo su  “cosa fare”   e come  “non essere ostaggi della paura”   e di questo  nuovo terrorismo   che  interroga  sulle  numerose  colpe dell’Occidente e  sulle fragilità dell’ Europa  e di noi Europei  .

Un grosso problema ma anche una grossa opportunità   di unificare ciò che spesso ha creato divisioni  a diversi livelli di micro e macro- politica ,  di  società , di economia  e a livello  storico-culturale in senso ampio  , ma da qui necessariamente  dovremo ripartire per trovare soluzioni indispensabili per la nostra sopravvivenza e vita , per  quella dei nostri figli e nipoti.

Vive Paris et vive le peuple français!

Stefania Cavallo

19 novembre 2015

 

 

IL MIO PROGETTO SAF – STUDIO AIUTO FAMIGLIE !

IL MIO PROGETTO SAF – STUDIO AIUTO FAMIGLIE   !

 

“ è il viaggio non la destinazione, quello che conta ”

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Con grande gioia comunico che il mio progetto SAF – STUDIO AIUTO FAMIGLIE   è attivo dopo qualche anno e dopo aver cercato , senza sosta e in tutti questi 4 anni, un sostegno e sponsor per lo start-up a partire  dal lontano 2011/’12  a Milano partecipando proprio ad un bando denominato “Progetto Start-Edizione 2011” , (con Formaper  ,  Regione Lombardia ed altri enti partecipanti) e che era stato attivato per l’imprenditorialità al femminile , giovanile e cooperativistica  .

SAF  certificazione cantierabilità 2012 155

documento di certificazione Formaper di cantierabilità del progetto

 SAF – STUDIO AIUTO FAMIGLIE  !

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Abbiamo  elaborato  questo progetto  che vuole   quindi proporsi  come un “doposcuola” che  però oltre a   evocare  tradizionalmente  la caratteristica di “luogo assistito” dove gli adolescenti possano   studiare  vuole anche porsi con qualche peculiarità che faccia la differenza rispetto alla tradizione , ossia : un posto in cui i ragazzi si sentano valorizzati come  individui , motivati a migliorare le prestazioni richieste dalla scuola, tramite l’attrattiva dello “studiare insieme” , una  pratica oggi sempre più  ridotta rispetto ad un tempo e che può invece costituire una modalità vincente  nel gruppo dei pari  degli studenti adolescenti che possono apprendere come studiare insieme in modo più stimolante e coinvolgente .

Si tratta di un ambiente pensato  proprio per  gli  studenti  e  per le famiglie  , mettendo al centro  la componente   di socialità e di  solidarietà   che caratterizza  questa proposta  laddove si evidenzia che  in questo   SPAZIO  DI AIUTO ALLO STUDIO  le  ragazze e i  ragazzi     studieranno  non in solitudine  , ma in gruppo ,  e  solo laddove ritenuto necessario   per il ragazzo  e per la famiglia  si potrà suggerire un breve intervento ad hoc  ed  individuale .

 All’interno di questo progetto  sarà  possibile prevedere  quindi un aiuto  e un sostegno alla genitorialità  a 360 gradi  anche attraverso  uno “spazio  di ascolto per genitori-figli”.

Assistenza compiti e recupero materie   

ANCHE A DOMICILIO   

Per informazioni e appuntamento:

Dr.ssa  Stefania Cavallo  392/1316509

stefania.cavallo@alice.it

 http://progettosafstudioaiutofamiglie.jimdo.com/