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Archivio per luglio, 2012

APPELLO A TUTTI I SINDACI LOCALI E NAZIONALI PER ESSERE PRESENTI SUI LORO TERRITORI A DIFESA DELLE FABBRICHE , DELLE AZIENDE , DEL LAVORO, DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

APPELLO A  TUTTI  I SINDACI   LOCALI   E NAZIONALI   PER  ESSERE PRESENTI SUI LORO TERRITORI  A DIFESA DELLE FABBRICHE , DELLE AZIENDE ,  DEL LAVORO, DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

 

 

 

 

 

Cari Sindaci   e   Presidente ANCI  NAZIONALE,

Chi scrive non è una sindacalista , né un politico  , né  un potente  , ma semplicemente  una persona di buon senso  ed una cittadina attiva  che  ha a cuore  le sorti di questa Italia  e  di tutte quelle persone   che hanno perso ingiustamente il loro lavoro , vedendosi togliere  tutto  , ma   soprattutto la dignità di persone.

In particolare,   essendo nella zona Martesana  in questi giorni  ho appreso  che le lavoratrici e i lavoratori della Jabil – Ex Nokia – Siemens  col presidio a Cassina De Pecchi  è praticamente un anno  che  continuano  a “resistere” pacificamente  e questo non può non interrogare tutti noi , della Società civile  oltre che tutte le Istituzioni e le Associazioni del territorio,  sul fatto che questa situazione non è più tollerabile  sia sul piano della civiltà che sul piano  umano oltre che  economico e produttivo.

Qualcosa è stato fatto col protocollo d’Intesa siglato tra i vari enti pubblici , sottoscritto da Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Cassina de’ Pecchi il 29 giugno 2012  per evitare la speculazione edilizia  sul  sito  ad opera di Nokia  …….ma  ci vuole un maggiore coinvolgimento  di tutti gli altri Sindaci  , da Milano  a tutti quelli in Lombardia   e oltre , affinché  si possa  creare , in maniera virtuosa e costruttiva, un  Comitato del lavoro  dei Sindaci  ,col  Presidente dell’ANCI  , le Istituzioni dei livelli superiori   (Presidenti di Regioni e Province )  e  le Associazioni   nel   sostenere questi lavoratori  affinché   si risolva al più presto   e in maniera  soddisfacente per tutti  la loro situazione , ma anche quella di  altri presidi   e di altri lavoratori  .

Ricordo in breve la storia del presidio Jabil  già raccontata  e scritta sui vari media  .

” Nel 2007  su 4000  lavoratori , circa 3000 vengono “bruciati” (tra Cassina e Cinisello)   sino alla cassa integrazione  nel 2010   e se in 4 anni  a Cassina   la Jabil  avrebbe avuto commesse garantite   ,  al termine dei 4 anni   decide  di chiudere la produzione .
La casa-madre  americana vuole disperdere le fabbriche europee  e ci accenna al fondo Mercatec   (che non ha mai fatto industria in Italia !) ……durante il complicato avvicendarsi dei fatti   ecco il colpo di scena della Jabil  (fine 2010)   quando  due giorni prima  di concertare il passaggio del fallimento all’amministrazione del Ministero   “riappare”  e ricompra tutto  …..tranne poi   6 mesi dopo   ricreare le stesse condizioni   disastrose , non pagando più i fornitori  e nessuno e mandando un fax di licenziamento  ai lavoratori  nel luglio 2011  , quasi un anno fa .

Così è iniziata la lotta  nel sito produttivo  di Cassina De Pecchi  con le lavoratrici e i lavoratori  Jabil  , una lotta estenuante  e determinata a continuare   ancora oggi  .  Si era proposta  la “cassa in deroga”  perché “con la fabbrica aperta ,  parliamo di tutto!” ……ma niente!

Fondamentale che questo settore  delle Telecomunicazioni   riparta    e si riesca  a portare Nokia ad un tavolo  negoziale  in cui dica cosa vuole fare di quest’area .
Roberto  Malanca  , Responsabile RSU  FIOM CGIL  Jabil, ci ha detto in un recente suo intervento ad Inzago queste parole  : “E’ un anno di presidio  che ad oggi  riflette in me  sentimenti contrastanti  nel senso che da un lato evidenzia forse che tutto quello che  è stato fatto  non è stato inutile , ma dall’altro lato  dice anche che se le Istituzioni  si fossero mosse prima  forse la situazione sarebbe stata  diversa !” .
La proposta   che emerge  è   quindi  quella di creare una Rete di tanti presidi  che oggi sono attivi sul territorio per  sostenersi  e  continuare a “resistere”  per riprendersi il proprio lavoro  e la fabbrica .

Anche Anna Lisa Minutillo   interviene  e  ci racconta   che :  “il presidio   permette di salvaguardare le identità  e il territorio  e solo così si sono strutturate tante attività intorno .   Le identità  delle lavoratrici e dei lavoratori Jabil   non si sono cancellate col licenziamento.
Le persone   al presidio  che prima erano colleghi, ora si svelano agli altri  con i loro svariati interessi  e  come “persone”  emergono dimostrazioni di solidarietà  tra ex-lavoratori  estendendosi così a tutto il tessuto sociale in uno scambio continuo”  .  La lavoratrice “resistente”  parla  anche  del considerare  l’azienda un po’ come  “una seconda casa”  in cui si è investito una vita , chi 20 o 30 anni  e ribadisce l’importanza della realtà del “presidio”  e dell’occupazione dell’azienda/fabbrica  in contemporanea.
Emozionante  la testimonianza di Cinzia  , la collega di Lisa,  che  racconta come pensava di  poter raggiungere l’età della pensione e invece  ha anche perso il posto di lavoro . Racconta di come la realtà in questi casi cambi pesantemente  e  delle tante rinunce ; racconta  di quanto sia importante il sostegno delle famiglie di origine  e del  loro sostegno  “invisibile” che consente  proprio  a chi  sta lottando al presidio  di poter  continuare a  “resistere”  e  nell’arduo   compito di  poter  sensibilizzare  tutta la società  civile  e il territorio  e di  continuare a   ricordarci  che  questa  è una lotta giusta   per una   fabbrica “esempio”  per tutti quanti  !

E’ importante  considerare  il fatto di  “ come sviluppare un progetto “  che non solo mantenga la destinazione d’uso ma  di come sia  necessario altresì che si sviluppi un piano industriale con un acquirente.
Il tema  è ancora quello  molto significativo  , a mio avviso,  della rilevanza culturale di queste  lotte  per la valorizzazione del lavoro  oggi.

Questi siti sono parte attiva e di importanza culturale  e sono un patrimonio della società italiana.

Per questo chiedo  a tutti i destinatari  di aderire a questo appello e di  fare seguire fatti  attraverso  atti  ,  interpellanze , petizioni  e tutta la solidarietà possibile per  questi  nostri  lavoratori .

NON LASCIAMOLI SOLI  !!!!!

Mi rendo  disponibile  a raccogliere adesioni   e ad organizzare  un coordinamento  di questa iniziativa .

Stefania Cavallo

stefania.cavallo@alice.it

392/1316509

il mio blog  : http://www.stefaniacavallo.wordpress.com

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“IL LAVORO: ESPERIENZE E NUOVE FORME DI LOTTA “ Inzago 16/07/2012…quasi un racconto!!!

“IL LAVORO:  ESPERIENZE  E NUOVE FORME DI LOTTA “
Inzago 16/07/2012

IL PRESIDIO  DELLA JABIL/EX-NOKIA/SIEMENS  A CASSINA  DE PECCHI
AD UN ANNO DELLA SUA  NASCITA E DOPO UN ANNO DI LOTTA

Il tema in particolare che si è voluto  approfondire e con cui  si è aperto  un confronto  è  stato quello  delle  “esperienze e  delle nuove forme di lotta” per difendere  la propria fabbrica e il proprio posto di lavoro  perché   la forza di queste lavoratrici e di questi lavoratori   è proprio nel non aver abbandonato la fabbrica e il territorio  e questo è il messaggio che urla forte nell’aria  quando si va  a trovarli  e in questo senso molto possono fare le Istituzioni  e le forze politiche del  territorio .

Scaletta:
Incontro  sul tema

Orario    Programma

20,30 – 20,45    Accoglienza Partecipanti + banchetto libro “LAVORATORI ACROBATI” e altro materiale Jabil , ecc.

20,45 –21,00     Introduzione  iniziativa  con  Luigi Brambillaschi  e  con i  Saluti del  Sindaco    di Inzago
21,00-21,20      L’Esperienza   maturata  nel Presidio  Jabil  con Roberto Malanca
21,20 – 21,40      “La vita  al presidio Jabil  di una lavoratrice  (r) esistente”  ,   con Anna Lisa Minutillo e Cinzia
21,40 –  22,00      “LAVORATORI ACROBATI”  con Stefania Cavallo :
Storie  significative  di  “autodeterminazione”  e “automotivazione”    durante la crisi
22,00 – 22, 30/23,00 circa

Interventi  e scambi  dal/col pubblico e delle delegazioni  di lavoratori   .
23,00  circa       Conclusioni

Il segreto di noi esseri umani  consiste   proprio   nella capacità di  trasformare  in forza le nostre debolezze   siano esse  la paura di morire  , la paura di perdere il lavoro, la paura  di non avere il tempo ,  di rimanere soli  , come  infine  la paura di  essere abbandonati per sempre  , eppure   sappiamo che  la sfida  definitiva    appunto non è   il nostro dolore di fronte a tutte queste  sventure umane  ,  ma  è  la nostra capacità  di reagire  ai nostri dolori e ai nostri “lutti” ,  possibilmente  attraverso  nuove scelte  e modalità narrative   più consapevoli  e  per nulla scontate (da Lavoratori Acrobati  di Stefania Cavallo) .

Un racconto  dell’incontro e degli interventi  , più che un verbale  vero e proprio ……..

Questo secondo incontro segue  a distanza di solo un mese  quello tenutosi a  Melzo   e   il 16 luglio scorso   siamo  così  ospitati   nel Centro De Andrè  di Inzago.

La squadra  dei relatori  è ancora la stessa  con Luigi Brambillaschi  (moderatore) , Roberto Malanca  (Resp. RSU FIOM CGIL   Jabil-Ex Nokia/Siemens) , Anna Lisa   Minutillo  con l’aggiunta di Cinzia  (entrambe lavoratrici   Jabil-Ex Nokia/Siemens)  e la sottoscritta (sociologa e saggista  col nuovo libro  “Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini e racconti di crisi”) .

Presenti i rappresentanti del Comune di Inzago   quali il Sindaco  Benigno Calvi  e   Giacinta Coriale  , Assessore ai Servizi alla Persona ed alle Attività Educative.
L’intervento del Sindaco Calvi  si  sofferma sul ruolo delle Amministrazioni  pubbliche  quale cassa di risonanza  e sponsor verso i livelli superiori  , citando  le due situazioni  della MA-VIB  e della ELCO   come esperienze risolte  nella loro zona  , infine  ribadisce l’importanza del “tendere una mano” per essere solidali con la lotta della Jabil e tutti i lavoratori  che si trovano a vivere le stesse situazioni .
Segue l’intervento di Roberto Malanca che racconta l’esperienza  della lotta  al presidio  di Cassina De Pecchi

(ricordo in breve la storia del presidio  già raccontata da Roberto a Melzo :

” Nel 2007  su 4000  lavoratori , circa 3000 vengono “bruciati” (tra Cassina e Cinisello)   sino alla cassa integrazione  nel 2010   e se in 4 anni  a Cassina   la Jabil  avrebbe avuto commesse garantite   ,  al termine dei 4 anni   decide  di chiudere la produzione .
Roberto ci dice  che la casa-madre  americana vuole disperdere le fabbriche europee  e ci accenna al fondo Mercatec   (che non ha mai fatto industria in Italia !) ……durante il complicato avvicendarsi dei fatti   ecco il colpo di scena della Jabil  (fine 2010)   quando  due giorni prima  di concertare il passaggio del fallimento all’amministrazione del Ministero   “riappare”  e ricompra tutto  …..tranne poi   6 mesi dopo   ricreare le stesse condizioni   disastrose , non pagando più i fornitori  e nessuno e mandando un fax di licenziamento  ai lavoratori  nel luglio 2011  , quasi un anno fa .

Così è iniziata la lotta  nel sito produttivo  di Cassina De Pecchi  con le lavoratrici e i lavoratori  Jabil  , una lotta estenuante  e determinata a continuare   ancora oggi  .  Si era proposta  la “cassa in deroga”  perché “con la fabbrica aperta ,  parliamo di tutto!” ……ma niente! )

e di come sia importante condividere l’esperienza  di lotta con altre persone e con  altre realtà di fabbrica.   Nel loro caso è stata  fondamentale la frequentazione degli esponenti dell’INNSE  che ha fornito loro una mentalità  e un percorso che hanno  effettuato sino ad ora .
Del suo racconto mi ha colpito  la  frase  che più o meno diceva così :  “ Non è possibile che le fabbriche vengano chiuse  senza che le Istituzioni facciano qualcosa  …..che la Politica non possa fare niente  ……questo è  inaccettabile  per noi!” .
Infine  Roberto  ci parla del recente Protocollo d’intesa  siglato  tra i vari enti pubblici , sottoscritto da Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Cassina de’ Pecchi il 29 giugno 2012  per evitare la speculazione edilizia  sul  sito  ad opera di Nokia  ( a tale proposito  si legga  l’articolo  e la dichiarazione di  Massimo Gatti  ,  Capogruppo in Provincia di Milano per Lista un’Altra Provincia-PRC-PdCI   : http://massimogatti.wordpress.com/2012/07/13/difendiamo-il-sito-industriale-nokia-jabildi-cassina-de-pecchi/  ) .
Fondamentale che questo settore  delle Telecomunicazioni   riparta    e si riesca  a portare Nokia ad un tavolo  negoziale  in cui dica cosa vuole fare di quest’area .
Termina Roberto  dicendo così : “Un anno di presidio  che ad oggi  riflette in me  sentimenti contrastanti  nel senso che da un lato evidenzia forse che tutto quello che  è stato fatto  non è stato inutile , ma dall’altro lato  dice anche che se le Istituzioni  si fossero mosse prima  forse la situazione sarebbe stata  diversa !” .
La proposta  è quindi quella di creare una Rete di tanti presidi  che oggi sono attivi sul territorio per  sostenersi  e  continuare a “resistere”  per riprendersi il proprio lavoro  e la fabbrica .

Con Anna Lisa Minutillo  si ha subito la percezione di una lavoratrice  tenace  e  “battagliera”  che sa il fatto suo  e  rappresenta   la “resistenza”  delle donne della Jabil  all’interno del presidio  di Cassina.
Anche in questo caso  sento di soffermarmi  in particolare su alcuni passaggi  importanti , a mio avviso, come  l’importanza  di Lisa sul fatto che  “il presidio”  permette di salvaguardare le identità  e il territorio  e solo così si sono strutturate tante attività intorno .   “Le identità  delle lavoratrici e dei lavoratori Jabil   non si sono cancellate col licenziamento”.
Le persone   al presidio  che prima erano colleghi, ora si svelano agli altri  con i loro svariati interessi  e  come “persone”  emergono dimostrazioni di solidarietà  tra ex-lavoratori  estendendosi così a tutto il tessuto sociale in uno scambio continuo  . Lisa parla  anche  del considerare  l’azienda un po’ come  “una seconda casa”  in cui si è investito una vita , chi 20 o 30 anni  e ribadisce l’importanza della realtà del “presidio”  e dell’occupazione dell’azienda/fabbrica  in contemporanea.
Emozionante  la testimonianza di Cinzia  , la collega di Lisa,  che  racconta come pensava di  poter raggiungere l’età della pensione e invece  ha anche perso il posto di lavoro . Racconta di come la realtà in questi casi cambi pesantemente  e  delle tante rinunce ; racconta  di quanto sia importante il sostegno delle famiglie di origine  e del  loro sostegno  “invisibile” che consente  proprio  a chi  sta lottando al presidio  di poter  continuare a  “resistere”  e  nell’arduo   compito di  poter  sensibilizzare  tutta la società  civile  e il territorio  e di  continuare a   ricordarci  che  questa  è una lotta giusta   per una   fabbrica “esempio”  per tutti quanti  !

Alessandro  Patella   (Consigliere comunale di Cassina De Pecchi  , Gruppo di Cittadinanza e Cambiamento),   intervenuto  anche all’incontro di Melzo  , ribadisce  che secondo lui al di là dell’esproprio  ci sono altri livelli  e  ci dice  di come sviluppare un progetto  che non solo mantenga la destinazione d’uso ma  di come sia  necessario altresì che si sviluppi un piano industriale con un acquirente.
Alessandro ritorna sul tema  molto   coinvolgente  , a mio avviso,  della rilevanza culturale di queste  lotte  e per la valorizzazione del lavoro  oggi.
Questi siti sono parte attiva e di importanza culturale  e sono un patrimonio della società italiana.

Dopo l’intervento  di Alessandro  ne sono seguiti  diversi   , quello di Giancarlo Cerea  , un lavoratore appena andato in pensione e delegato di FIOM   CGIL   che pone una critica al mondo industriale  ossia  del perché  abbia rinunciato alla bellezza di avere quel “quid” in più  rispetto  all’estero  (es. FIAT)  ?
Bruno Giuliani ,  disoccupato di Eutelia –ex Olivetti  che trova  molte similitudini  tra la storia della  Jabil   e quella di Eutelia .  Bruno racconta l’esperienza incredibile di quanti suoi colleghi  per molto tempo non abbiano avuto il coraggio di dire in famiglia che  erano stati licenziati .
Evidenzia infine l’importanza  e l’enorme differenza tra una lotta  “singola”  e  una lotta come quella della Jabil  sostenuta da   tanti lavoratori  .

Ancora una volta  emerge ,  come ”fil rouge” dell’incontro ,  l’importanza di un “comitato delle lotte sul nostro territorio” ……

A  Bruno ,  segue   ancora  l’ intervento appassionato di Matteo Frigerio  (già presente a Melzo) , del Coordinamento di alternativa Comunista di Monza e Brianza ,  un giovane  molto in gamba  e impegnato   che  parla del   sostegno attivo alle lotte  e  della  vicinanza ai lavoratori e in tutte le cause ,  da parte del suo gruppo politico  .

Come interventi ricordo ancora  Giuseppe Segreto Ex-IBM   con la sua frase  “ Se non cambiano le leggi non cambierà niente !”   e …..perchè non sequestrare questi posti?

Ricordo l’intervento di Agatino  sull’assenza della Politica  e  del Sindacato   “Tutto assurdo!”.

Con l’intervento finale  del Consigliere provinciale Massimo Gatti  , già intervenuto a Melzo,  un politico e una persona che dimostra di essere autenticamente molto sensibile a questo tema  e sempre vicino alle lotte dei lavoratori  in Lombardia  , a Milano  con “i licenziati dei treni notte” (dove l’ho incontrato ripetutamente durante  i duri mesi invernali  scorsi alla Torre Faro del binario 21 in Stazione Centrale)   e in Martesana  nei vari presidi .

Ma la parte del leone in questo incontro l’ha  fatta  Luis  della Cooperativa SAFRA- ESSELUNGA   che già avevo avuto modo di conoscere a Masate  (LAVORO IN PIAZZA : LE COOPERATIVE
Masate, 13 aprile 2012)  .

Luis ,  un appassionato  lavoratore  peruviano  della cooperativa Safra  che dopo 12 anni di lavoro in Esselunga di Pioltello    ha illustrato e argomentato,  con grande competenza,    la dura lotta di  rivendicazione  del proprio posto di lavoro  che dall’ottobre scorso  sta portando avanti   insieme ai suoi  120 colleghi .  Insieme a Luis  c’è anche un lavoratore dell’ ALMA Cooperativa-GARTICO   di  Basiano  che ci racconta  l’esperienza straziante di essere stato malmenato  duramente  dalle forze dell’Ordine , quel lunedì  11 giugno scorso,  mentre stava difendendo  con i suoi colleghi  il posto di lavoro  e dopo aver appreso del licenziamento.

In sintesi  il mio contributo all’incontro ,  tratto e letto da un capitolo del mio libro Lavoratori Acrobati :

“Quale ottimismo ai tempi  della crisi  del lavoro ?  Non vogliamo passare per vittime !” :

“Ecco cominciamo allora  a raccontare  storie  significative  di  “autodeterminazione”  e “automotivazione”   alla vita ,  così come  è già stato narrato   ad esempio  attraverso le numerose storie  dei  campi di concentramento ,  dove perfino  in situazioni così di abbrutimento  orribile si può scorgere l’importanza  di una scelta d’azione  : ”  Sì può togliere tutto tranne una cosa, l’ultima delle libertà umane : quella di  scegliere il proprio atteggiamento in ogni  data serie di circostanze , di scegliere ciascuno il proprio modo “ (sull’esperienza  dell’Olocausto : “ Man’s  Search  for  Meaning  di  Viktor  Frankl) .

Ecco anche oggi in altre situazioni di “lavorochenoncè” , come nel caso  degli 800   Licenziati dei Treni notte ,  l’atteggiamento  di fondo che  si coglie  è quello di chi  non vuole accomodarsi   in una posizione di  “vittima”  ma ritiene prioritario   nei nuovi scenari economici nazionali e mondiali,  sperimentare  altre  possibilità  di consapevolezza  della  propria situazione  e del  proprio lavoro come “le relazioni  e i modi”  oltre che il reddito e i contratti  , (qualora ci siano)  .
Da  licenziati , disoccupati  e precari   ci si batte  con  nuove forme di  “ protesta pacifica”  che non vogliono  sovvertire  l’ordine sociale , anche se  forse   i discorsi correnti  sul tema della crisi e del lavoro , nei  palazzi che contano,  vogliono normalizzare  e riportare all’ordine .
Il mio intento, anche con questo scritto,    è  quindi  proprio  quello di dare un piccolo contributo  di  ottimismo realistico al dibattito attuale che ci vede coinvolti in prima persona  tutti , perché le cose migliorino  e  si possano  trovare ,  con le intelligenze di tutti,  soluzioni  concrete  per i giovani  , le donne  e gli over 40-50  senza lavoro.

Chi è senza lavoro intanto ha un vantaggio,  ad esempio,   quello di poter disporre di più tempo..…vi sembra poco?

Vi ricordate quando  non avevate tempo , magari  eravate  gli eterni  “assenti” perché dovevate lavorare sino a tardi , oppure avevate la riunione  , o  da prendere i figli in palestra ,  ecc.    come dice Concita De Gregorio nel suo recente e bel   libro  “Così è la vita. Imparare a dirsi addio”  :

“Hai presente come passano gli anni , quella illusione di senso che danno l’ordine  e il  dovere , una serie  ininterrotta  di urgenze, tu sui binari segnati e quegli altri binari che stanno di lato vuoti che uno dice c’è tempo, per quello c’è tempo poi un giorno all’improvviso  capisci che il tempo non ti basterà e allora la vita intera si sposta nei binari vuoti: il suo vero senso . Il tempo che hai speso a ricordare, immaginare , a tenere  con te  ostinatamente  tutto quello che non c’ è” .

Il tema del tempo  e  della sua assenza   è sempre molto interessante  da affrontare, da qualsiasi parte  si incominci  e ci interroga  in diversi momenti della nostra esistenza  e sicuramente  richiederebbe  una  nostra maggiore  attenzione e cura  !

Ad un certo punto  la De Gregorio usa la metafora del “ramo”  come  sostegno  vitale  per i fiori e per gli  uccelli    così    immagine  evocativa  di    noi   umani ,   e dice
“ abbiate cura dei rami , soprattutto di quelli che sembrano forti . Sono quelli che cedono quando non te l’aspetti” .

Il segreto di noi esseri umani  consiste   proprio   nella capacità di  trasformare  in forza le nostre debolezze   siano esse  la paura di morire  , la paura di perdere il lavoro, la paura  di non avere il tempo ,  di rimanere soli  , come  infine  la paura di  essere abbandonati per sempre  , eppure   sappiamo che  la sfida  definitiva    appunto non è   il nostro dolore di fronte a tutte queste  sventure umane  ,  ma  è  la nostra capacità  di reagire  ai nostri dolori e ai nostri “lutti” ,  possibilmente  attraverso  nuove scelte  e modalità narrative   più consapevoli  e  per nulla scontate   .

Infine, la mia proposta  è anche quella di sviluppare un Comitato del lavoro  dei Sindaci  e  di  sollecitare il Presidente dell’ANCI  e  le Istituzioni dei livelli superiori  nel   sostenere questi lavoratori  affinché   si risolvano queste vertenze al più presto …perchè  non si può più  tollerare   che il tempo passi  senza  che cambi questa  situazione   !!!!

Grazie ancora  a tutti  per la solidarietà  e le azioni concrete che vorrete  condividere  con tutti noi e le lavoratrici e i lavoratori del Presidio Jabil  … vi aspettiamo al presidio di Cassina De Pecchi .  NON LASCIAMOLI SOLI  .   Alla prossima !

Stefania Cavallo

LAVORATORI ACROBATI IL 17 LUGLIO ALLA FESTA DEMOCRATICA DI MELZO

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IL LAVORO CHE NON C’E’ E GLI APPUNTAMENTI DI LUGLIO

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