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Archivio per aprile, 2015

” I metalli si riconoscono dal suono e gli uomini dalle parole”!

NEMO PROPHETA IN PATRIA (SUA) !

” I metalli si riconoscono dal suono e gli uomini dalle parole” di Baltasar Gracian (scrittore spagnolo, 1601-1658)   

“NEMO PROPHETA IN PATRIA (SUA) è una locuzione in lingua latina che significa: “Nessuno è profeta nella [propria] patria“. L’espressione vuole indicare la difficoltà delle persone di emergere in ambienti a loro familiari; in ambienti estranei viene generalmente assunto che sia più facile far valere le proprie capacità e qualità.

La frase è tratta dai Vangeli: tutti e quattro riportano, direttamente o indirettamente, questa frase di Gesù Cristo (da Wikipedia).

  Questa è la riflessione che più si addice a quanto mi accompagna e mi accade di vivere e percepire da tempo nelle comunità in cui risiedo.

Una frase , un sentimento che non vuole essere di rassegnazione , ma di semplice constatazione e di realtà .

Non vorrò fare più nulla qui per le nostre comunità , da volontaria come mi capita spesso proprio a Masate , presso il Circolo delle ACLI , quando mi è capitato di aiutare un anno fa nella festa del maggio masatese , in qualche fine-settimana o nella preparazione di una serata, un anno e mezzo fa ,  in cui furono invitati il Sindaco e il suo Assessore uscenti di allora , poi riconfermati , ma che hanno scarsa memoria evidentemente e sono degli “ingrati” , tra l’altro .

Ricordo bene come, in quel periodo, il circolo ACLI di Masate sia stato un bel fiore all’occhiello e bacino elettorale .

Aggiungo che il Circolo ACLI è qualcosa di più che un semplice luogo di soci iscritti , perché è soprattutto un luogo di aggregazione e di socializzazione per chi non è più giovane ed è già in pensione  e può passare qualche ora in piacevole compagnia con altre persone . Ma cosa dico a fare queste cose ?

Oggi come oggi , mi spiace veramente tanto aver  dato una mano , perché sul piano umano , c’è chi non lo merita e poi perché purtroppo questo operato fa parte sempre di quell’operato invisibile   che non puoi concretizzare praticamente perché   non è riconoscibile e per alcuni è facilmente e comodamente occultato nell’oblio, no?

Potrei stare qui a ri-raccontare le tante vigliaccate e falsità ascoltate e ricevute oppure fare i nomi e cognomi di tutte queste persone , ma siccome mi sento una SIGNORA non lo farò , non lo faccio non perché non ne ho il coraggio , ma solo perché non ho più voglia di raddrizzare chissà cosa o queste persone, che forse hanno già beneficiato troppo delle mie parole appassionate; così come non dirò come mi è capitato, pochi mesi fa,  di parare    le spalle all’attuale Unione dei nostri comuni , ma c’è chi lo sa , tra gli assessori attuali, e tutto è avvenuto proprio perché ho un grande rispetto delle istituzioni come cittadina, anche se ho perso le mie elezioni un anno fa; e nonostante ciò qualche cittadino, che non mi ha votata, mi chiama quando ha qualche problema da portare in comune .

Ma cosa dico a fare queste cose?

Che non ci sia più nessuno che in maniera “facile” mi venga a dire : “ma dai Stefania bisogna collaborare e dare una mano, non bisogna solo criticare !” . Avrei molto altro da dire anche su questo filone del “buonista –pensiero” , ma lascio cadere .

 

Non vorrò fare più nulla qui per le nostre comunità e sono contenta di aver fatto questa dichiarazione , così avrò meno possibilità di cedere alla tentazione .

MALA TEMPORA CURRUNT !

 

Stefania Cavallo  27 aprile 2014

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Noi antifascisti di famiglia , senza esserlo come attivisti!

Dal libro su mio nonno ” Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica ”  pagg 35-36-37

 

Una pillola di storia dell’epoca

 Libro Mino Cavallo018

 

Era durante il periodo fascista, negli anni ’40, Ada si ricorda che era piccolina e che c’era un concerto al San Carlo di Napoli in presenza del Podestà e il nonno Mino indossava sempre il frac , lo smoking per l’occasione con la sua bella camicia bianca, ad un certo punto lo chiamarono in camerino per dirgli di mettere la camicia nera per la presenza del Podestà e il nonno disse “Mi spiace io sono un artista non sono un politico!”, da allora Mino non cantò più in Italia per una decina di anni . Andò molto all’estero soprattutto in Spagna .

 

L’8 settembre del ’43 fece l’ultima recita a Napoli del Rigoletto; dopo la guerra nel ’45 Mino ritornò a cantare , dopo tante peripezie .

Ada si ricorda i carri bestiame che li portavano da Campobasso a Bari e da Bari a Campobasso senza mai fermarsi, proprio come nei films !

“Eravamo sfollati , per i bombardamenti, ad Agnone e il nonno era in Spagna che cantava ; ci trovammo tra gli americani, gli inglesi che avanzavano e i tedeschi che arretravano. Eravamo proprio tra i due fuochi .

Poi il nonno venne a piedi da Napoli sino ad Agnone e lì rimase . C’erano ancora i tedeschi e la mattina arrivavano a rastrellare e quando il comandante seppe che c’era un baritono , per l’anniversario di Stalingrado , lo mandò a prendere , con i fucili puntati su di lui, per farlo cantare e gli fecero cantare il Tannhauser di Wagner la famosa aria “Oh tu bell’astro incantator” e il giorno dopo arrivò una jeep piena di ogni “ben di dio”, la jeep era piena di insalata, vassoi di maionese   e noi condividemmo il tutto con le altre persone . Poi restammo ad Agnone sino alla liberazione, quando arrivarono finalmente gli inglesi.

Gli inglesi però che avevano saputo che il nonno aveva cantato per i tedeschi , pensarono che avessimo collaborato e ci misero nel campo di concentramento a dicembre sulla neve a Campobasso, con la nonna che era incinta di sette mesi di Maristella . Eravamo il nonno, la nonna , io ed Elsa !

Alla fine uscimmo da questa situazione , quando gli inglesi ci presero e ci portarono a Napoli su un treno o meglio nei vagoni bestiame , ad acqua e gallette secche. Arrivammo a Bari sotto l’ultimo bombardamento dei tedeschi così spaventoso e mentre tutti scappavano il nonno ci mise sotto le rotaie e lui restò con la nonna. Ad un certo punto risaliamo sul treno bestiame e ripartiamo da Bari , quando il treno si ferma , era buio , il nonno meravigliato guarda fuori vede scritto “Francavilla Fontana” …..incredibile era arrivato al suo paese !

Ecco che il nonno decide di far scendere la nonna e noi figlie e di cercare aiuto per farsi accompagnare da una sua sorella . Così il nonno si fece riconoscere ed andammo da una zia”.

Ada a questo punto , con tono un po’ più leggero , ricorda anche che mentre si recavano da questa loro parente scoppiò persino un deposito di munizioni , forse come ultimo segnale di coronamento   per tutte le emozioni vissute e lo scampato pericolo durante la “loro” guerra , chissà !

 

“Nel 44 – 45 il nonno andò a Bari e lì lo scritturarono di nuovo al Piccinni e così poi andammo anche noi ad abitare nella casa grande che il nonno aveva affittato. Allora il nonno chiamò tutti i suoi colleghi di Napoli , il noto maestro Patané , soprani , baritoni , tenori e li fece tutti cantare e soggiornare a casa nostra”.

Ada ricorda che suo padre, in quei momenti un po’ di ricostruzione per tutti , restò molto vicino ai suoi amici e colleghi e cercò di aiutarli attraverso il lavoro e facendoli scritturare con lui …….un gesto che segna e testimonia la sua grande generosità d’animo.

 

La gabbata ……….!!!!!

La gabbata ……….!!!!!

 

Ciò che in verità incontra  tutta la mia tristezza e la mia compassione e che appunto ho voluto   esprimere con questo mio scritto per non dimenticare .

  amore infinito 8 febbraio 2015

 

“Il giudizio sul tuo modo di pensare e di agire, lo hanno già espresso i cittadini di Basiano lo scorso anno !!!

Fattene una ragione se i cittadini di Basiano e Masate non sono all’altezza di capire la “profondità ” dei tuoi pensieri (sic)!

Il semplice fatto che abbiano scelto alcune persone ad amministrare e bocciato altre, vorrà pur significare qualche cosa….”

Qualcuno  mi ha scritto e pensa  questo, e si assumerà la responsabilità di quello che dice anche a nome di tutti coloro che rappresentano questo pensiero e che lui cita senza problemi dall’alto del suo EGO di politico.

Questa è la risposta al fatto che la “gabbata” e l’esclusa dal “Maggio masatese” sono stata io e questo è accaduto non per problemi tecnici , amministrativi o “burocratici” ma semplicemente perché non ha funzionato la comunicazione tra persone corrette  e perché al posto del proprio EGO bastava , in questo caso specifico,  preoccuparsi di curare “ l’aspetto relazionale “ e comunicarmi per tempo qualche alternativa di spazi  , come si fa tra persone che si conoscono da tempo (e che forse dovrebbero tutto sommato stimarsi) ,  anche se in realtà l’alternativa l’avrei cercata da sola.

Questo è quello che rappresenta una certa categoria di persone che non riesce a gestire neppure la minima questione di tipo umano che la mette subito in politica o sul personalismo pensando di avere più frecce al suo arco, ma in verità incontra  tutta la mia tristezza e la mia compassione, che appunto ho voluto   esprimere con questo mio scritto per non dimenticare .

Chi dice questo sarà venuto un paio di volte al massimo alle mie iniziative, nel corso di questi numerosi anni,  e in realtà ha sempre trovato il pienone , ma fa finta di non ricordarselo però mi spiace ma “noi siamo anche le nostre azioni oltre alle nostre importanti parole e pensieri “ e sono certa che quei cittadini di Masate e di Basiano che mi hanno seguito sino ad ora e hanno partecipato a qualche mia iniziativa , se lo ricordano ancora e molto bene .

Il progetto “INCONTRI CON L’AUTORE STEFANIA CAVALLO”   l’ho pensato tanti mesi fa e infatti aveva avuto il patrocinio delle ACLI di Masate  e tra  l’altro con i referenti del circolo è cresciuto un po’ di mutuo-aiuto per portare qualche altra conferenza o creare dei contatti con la stampa per le loro iniziative al fine di rendere il circolo più attrattivo e aperto al territorio , così come è accaduto con i referenti della neo-associazione Elefante Bianco Officine Olistiche, una realtà che mi sembra sia importante far conoscere , ………..altrimenti non avrei più fatto nulla   in questi paesi e lo dico solo per realismo non per tirarmela .

Comunque in rete si possono trovare tutte le mie iniziative e le foto che testimoniano le diverse e numerose partecipazioni  delle persone alle mie attività culturali   e non ho mai pensato che non vengano comprese e apprezzate ,  credo invece che bisogna seguire l’evoluzione dei bisogni della cittadinanza e capire che in Cultura bisogna innovarsi , investendo   risorse e facendo rete   per portare gli eventi più significativi qui da noi .

Stefania Cavallo

19 aprile 2015

CONVEGNO MCL 9 MAGGIO 2015 VOGHERA

Il Movimento Cristiano Lavoratori di Voghera presenta il progetto

“Lavoro, Ricerca, Parola, Persona”

per l’avvio di gruppi di Auto Mutuo Aiuto per persone senza lavoro o che vivono una difficile situazione

lavorativa. ll progetto affronta questo tempo di crisi economica – e socio culturale che ne deriva –

attraverso un approccio orientato al “cosa fare” che tuttavia parte e si sviluppa attraverso l’ascolto e la

parola, strumenti di percezione del sé e dell’altro utili a ritrovare importanti risorse personali e di gruppo.

Il gruppo A.M.A. per precari e disoccupati può essere uno spazio per valorizzare la persona e restituire

fiducia, coraggio, autostima. La finalità del progetto è quella di agevolare, attraverso un percorso

basato sulla parola e sulla condivisione, la ricerca delle proprie risorse e motivazioni, verso nuove idee e

strade possibili. La prima parte del progetto prevede la formazione di un gruppo di facilitatori/conduttori

MCL  9 maggio 2015097

MCL Voghera – Tel e fax 0383.42980 – mail mclvoghera@libero.it

Per info sul progetto: Rosella Tambornini r.tambornini@gmail.com

IL 24 MAGGIO ME LA BALLERO’ !!!!!!

24  maggio 2015098

DA PROGRAMMA DEL MAGGIO MASATESE :

sabato 23

Sala Associazioni – ore 16

Presentazione del libro LA MARTESANA E IL SUO NAVIGLIO

di Giancarlo Mele.

Organizzata dalla Biblioteca in collaborazione con Meravigli Edizioni.

Chiesa di S. Nabor – ore 21

Concerto di canto lirico SERATA DEDICATA A BELLINI

Organizzato dall’Accademia Musicale Donizetti.

domenica 24

Palestra Scuola Secondaria – ore 14 / 18

TORNEO DI MINIVOLLEY – Organizzato da A.S.D. Rosa Volley.

Anfiteatro Comunale – ore 16

UN ASSAGGIO DI… SALSA, BACHATA E ZUMBA

Stage gratuito di ballo con esibizione degli allievi.

Organizzato dalla Scuola King of Salsa.

Meglio riderci sopra che ne dite ? trovo imbarazzante e divertente che in teoria la mia iniziativa , da tempo patrocinata ACLI e comunicata ai comuni , dovrebbe in qualche modo “competere” con salsa & bachata …..penso che me la ballerò quel pomeriggio altro che MUTUALITA’ SOCIALE OGGI E IL FACILITATORE NELLA RELAZIONE D’AIUTO !

Non hanno inserito la mia iniziativa del 24 maggio all’interno del  “Maggio masatese” (MUTUALITA’ SOCIALE OGGI E IL FACILITATORE NELLA RELAZIONE D’AIUTO) e chi avrebbe dovuto farlo  non lo ha ritenuto funzionale al già ricco  calendario di eventi  appena pubblicato; in realtà mi sarei aspettata  di essere  coinvolta ( senza pretenderlo…..in assoluto,  perché non ne ho mai avuto bisogno) , come per il “Marzo in rosa”, ma evidentemente  qualcuno applica “diversi pesi e diverse misure” al proprio  equo lavoro , no?

D’altra parte sono anche un po’ “stanchina” se penso che ogni volta che organizzo, in paese , la presentazione di un mio libro e su argomenti  di un certo interesse culturale e sociale,  non si sa come mai  c’è qualche “genio”  della situazione che cerca di organizzare il giorno prima una presentazione di un altro  libro , così per fare in modo che la mia iniziativa  venga offuscata (ad es. caso del Marzo in rosa 2015- Masate) e lo dico a ragion veduta  (perché sono sempre in anticipo nell’invio di quello che desidero programmare , proprio per fare in modo che non ci siano accavallamenti , sorprese , ecc. ) , non tanto per “sparare a zero”  , perché non serve a nessuno .

Come se “Fare  cultura “ , nelle nostre comunità,  fosse  appannaggio  solo  di “alcune “ persone  (anche un po’ infelici  e cattive , forse ) che   si divertono a svolgere  così  questo bieco esercizio di occultamento di quelle  diversità di voci e di  espressioni  narrative e creative , una vera ricchezza in realtà ,  a fini meramente miseri e personalistici  , ossia  per l’esercizio  di un potere e di una politica  che non è più credibile  da molto tempo , ahimè !

Questo modo di “Fare Cultura”  ,  a mio avviso,  non seminerà nulla di buono , perché si basa sul concetto di  “esclusione “  e di  “mobbing”  o  “evitamento” di   persone , come la sottoscritta,  ritenute  a torto   troppo ingombranti  perché  competenti e  libere  nel pensiero ……ogni altra cosa che vorranno accampare  a loro  favore sarà  falsa  e  ingiusta , come  questioni  di tipo tecnico-organizzativo.

Sono indignata e offesa , da un po’ di tempo ormai, per il trattamento che nelle nostre comunità  mi stanno riservando ,( o stanno riservando anche ad altri,) questi amministratori , i  loro  impiegati  “culturali”  e il Direttore della Gazzetta dell’Adda   che  in maniera “indicibile” pensano di censurarmi , perché  do  loro fastidio  e sono irritati per la mia capacità di  esprimere libertà e passione in quello che faccio e che concerne temi sociali e civili .

Sono rattristata , ma orgogliosa  perché  so di rappresentare una voce impossibile da zittire .

Certo che  se  delle amministrazioni di centro-sinistra  attivano queste modalità  , mi domando  dove si andrà a finire !

Per contro, ringrazio infinitamente chiunque mi dia voce e spazio per svolgere le mie iniziative culturali e sociali , laddove sia possibile.

Stefania Cavallo

16 aprile 2015

 

 

PREVENZIONE , MISSIONE IMPOSSIBILE!

PREVENZIONE , MISSIONE IMPOSSIBILE!

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Gli accadimenti di questi ultimi giorni a Milano e i diversi episodi di cosiddetta “follia umana” che si sono verificati , se pensiamo al pilota tedesco “depresso” , interrogano su che tipo di società sia quella attuale e fa riflettere sul fatto che la parola “prevenzione”, laddove si alimentano   vissuti personali dolorosi di perdita di lavoro ma soprattutto di dignità e di identità della persona , è praticamente assente perché difficile se non impossibile da attivare e concretizzare .

Morti ingiuste che non trovano in assoluto alcuna spiegazione , così come non si può decodificare il perché si debba arrivare a gesti così estremi   di omicidio o di omicidio-suicidio , perché si perde tutto dal lavoro agli affetti , e ad un certo punto l’unica soluzione possibile , nella solitudine più assoluta, diventa la parola “fine” , una fine per sé ma anche rivolta verso chi è stato sordo e non ha compreso la gravità della situazione.

C’è chi ha paragonato l’uomo omicida del Tribunale di Milano al protagonista del bel film di Virzì  “Il capitale umano “ , l’immobiliarista Dino Ossola interpretato da Fabrizio Bentivoglio, forse per questa necessità irrinunciabile di pensare che non sia possibile che la realtà superi la fantasia o la fiction , ma di fatto  non è così .

La perdita di dignità e di identità dopo un fallimento lavorativo o la paura di una malattia  che interrompa appunto il rapporto di lavoro , come altre cause ricorrenti, presenta in alcuni casi una società che risulta ancora sprovvista dei giusti supporti e sorda a questa sofferenza e  pone l’accento sulla questione che chiunque si trovi di fronte a queste situazioni , sia tecnico che operatore, dovrebbe avere soprattutto umanità e sensibilità per ascoltare , comprendere e accogliere   chi ha di fronte , come essere umano da aiutare . Forse non è  sufficiente, ma  un approccio  che non monetizzi  tutto  e rischi di più  sull’  “umano”  , al di là  dei supporti più specialistici,  potrebbe  modificare  dei destini  e rendere la “prevenzione”  meno impossibile !

Stefania Cavallo

14 aprile 2015

Due giorni, una notte , di Jean-Pierre e Luc Dardenne (2014)

Due giorni, una notte

Deux jours, une nuit

di Jean-Pierre e Luc Dardenne (2014)

 

 Dardenne

Un film reale e commovente che racconta della perdita del lavoro oggi,  con protagonista una giovane donna che dopo una malattia di tipo depressivo ritorna in fabbrica e scopre  che il suo capo-reparto ha deciso di licenziarla .

Sandra, moglie di Manu e madre di due bambini, è stata licenziata per esubero di personale. La proprietà ha messo ai voti la decisione, però ponendo gli altri operai di fronte a un’alternativa: o lasciare a casa la donna, o mantenerle il posto di lavoro ma rinunciando al premio di produzione, un bonus di mille euro, di cui tutti hanno più o meno  bisogno.

Sandra , sollecitata dal marito, andrà a far visita nel weekend  ai suoi colleghi , per convincerli in sostanza che  è in atto nei suoi confronti  un’azione  mirata per farle perdere il lavoro e che tutto quello che  il capo-reparto ha detto di lei  è falso, così come il fatto che si sia detto  anche che non sarebbe  stata più adatta al suo lavoro dopo la malattia.

La pellicola dei Dardenne , come quelle  sul tema di  Loach , Guédiguian  e  dell’italiano De Matteo , anche se da angolature diverse , ci spiazza perché affronta sì  il drammatico  vissuto di chi perde il lavoro oggi , ma ci offre un sguardo focalizzato sulle tante  e sempre più  diffuse fragilità  esistenti negli ambienti di lavoro , in maniera da farci percepire una sorta di misera  e  attualissima “lotta tra poveri” .

Sperimentiamo altresì  una certa  solidarietà che in questi  casi si può  creare, così come  “il battersi”  per mantenersi il posto di lavoro , aspetto questo  non sempre scontato,  un po’  forse come una specie  in via di estinzione .

La battuta sul  finale di Sandra-alias Marion Cotillard al marito, al telefono,  sarà  bellissima :“Ci siamo battuti bene! “, una frase  che a mio avviso la dice lunga su come a volte si sia  forse un po’ rinunciatari  quando si perde il lavoro o più precisamente si viene licenziati ingiustamente ;  un messaggio  questo che personalmente fa molto riflettere  e interroga  anche su cosa può succedere  in questi casi, nel rapporto di coppia, se non si è ben saldi e capaci di “lottare insieme”  marito e moglie  .

Per Sandra la rinuncia al lavoro rappresenta anche una perdita d’identità, di dignità; la fa sentire inadeguata, fino a spingerla sulla via della depressione.

Nel guardare questa storia ci si può rivedere e si può rivivere questa triste esperienza , sia se la si sia  vissuta in prima persona sia se abbia riguardato un proprio caro  (il marito ad es.) , il  pensare e condividere  continuamente un  comune sentimento di vicinanza e  di sofferenza  per  quel  periodo  drammatico  diventa  fondamentale  perché non succeda più , in  un’elaborazione  emotiva che lo allontani per sempre .

Ho amato tanto  la Cotillard- alias Edith Piaf, in La vie en rose (La Môme) , un film del 2007 diretto da Olivier Dahan,  ma anche in questa interpretazione  mi ha completamente coinvolta  e conquistata.

Da vedere assolutamente!

Stefania Cavallo

6 aprile 2015