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Archivio per dicembre, 2015

“Imagine” con Roberto Saviano su Deejay Tv (canale 9) e non solo …….

“Imagine” con Roberto Saviano su Deejay Tv (canale 9) e non solo …….

saviano

Grazie Roberto Saviano per questo preziosissimo contributo che credo dovrebbe essere visto e rivisto più volte per la profondità del pensiero che lo sostiene e dovrebbe essere visto e rivisto da moltissimi giovani e in tutte  le scuole superiori come documento di studio su social net e comunicazione  per la decodifica e il percorso di conoscenza che tu presenti con acume e grande capacità di sintesi , ma soprattutto per la verità che  ci arriva ogni volta  .  Conosci molto bene i social net  e il tuo non è mai un giudizio “contro” e questo ti avvicina molto ai giovani con i quali condividi  i loro bisogni e i loro sogni  e proprio per questo puoi essere un  “buon maestro” su questi temi  per loro  e per aver creato in questi anni un percorso di fiducia  da cui non si può più tornare indietro e questo anche per noi genitori e adulti è un passaggio culturale irreversibile.

 “Fermare l’attimo e approfondire. Cercare la complessità, sempre. Andare oltre ciò che appare e mostrare come una foto non sia semplicemente calco del reale ma già un’interpretazione”

Ecco il link:

http://goo.gl/Q6GzGp

“Ciò che scrivo e ciò che voglio raccontare non è solo la realtà come la vivo – ha detto Saviano – ma anche e soprattutto il rimosso, ciò che non voglio vedere, i fantasmi che popolano le mie notti. Eppure, quando credi di raccontare solo i tuoi fantasmi, finisci per svelare quelli di tutti. Il motivo è questo: facciamo tutti gli stessi incubi e vogliamo difenderci dagli stessi mostri. Ci spaventiamo quando vengono portati alla luce e quando qualcun altro ci costringe a guardali in faccia”. In un certo qual modo Gomorra si è fatta portatrice di questo rimosso, ha mostrato agli spettatori un mondo che, seppur spettacolarizzato e con personaggi di finzione, racconta una realtà ben presente e davvero terribile. Il messaggio che la serie è ha voluto portare è stato fin da subito carico di rischi e criticità.
(Scopri di più su http://www.melty.it/gomorra-2-la-serie-roberto-saviano-e-la-realta-della-serie-a172410.html#ZmOQg7xGmsoJMetP.99)

Interessante tutto questo per addentrarci  in un genere quale  il non-fiction novel”  un genere che nasce negli anni Sessanta e che in Italia oggi  rappresenta la nuova frontiera  del  racconto  , “criminale “ e di cronaca  ,  in  televisione  con la serie  come  Gomorra che è alla sua seconda serie e con Suburra al cinema sempre col regista Stefano Sollima .

Mi ricorderò sempre quando per poter vedere Gomorra- la prima serie , trasmessa sulla RAI  qualche mese fa,  ci hai  spiegato   quella necessità che  bisogna accogliere ogni tanto nell’accettare la visione di immagini molto  forti   e reali  per poter capire e conoscere , perché solo con la conoscenza  si può decodificare ciò che accade e ci colpisce della realtà  e magari di quella realtà spesso oscura e scomoda di cui siamo spesso e giustamente  riluttanti ma è anche il motivo per andare oltre la nostra riluttanza , no?  In questo, solo tu puoi  guidarci , come spettatori attivi ,  in maniera vera e chiara, e di questo te ne sono immensamente grata .

Infine ecco un mio video di quest’anno che ti dedico  come gratitudine :

https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos/vb.1493472454/10207834390246368/?type=2

Ti auguro un 2016 che possa dare a te e a tutti noi la possibilità di continuare ad ascoltarti su questi temi  di cui c’è molto bisogno e che solo tu puoi fare.

Stefania Cavallo

31 dicembre 2015

Questo 2015 ….. “ è il viaggio non la destinazione, quello che conta ”

Questo 2015

 “ è il viaggio non la destinazione, quello che conta ”

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Dicembre è per me sempre un mese di consuntivo e di  riesame di un intero anno.

Non riesco proprio a non sentirmi  grata verso  alcune persone   che ho incontrato e che in qualche modo hanno contribuito a farmi star bene , riconoscendomi  all’ interno  di un universo di umanità  che , con un certo orgoglio, può ancora definirsi tale .

In egual misura non riesco però  a non desiderare di maledire  chi in qualche modo, durante lo scorrere degli scorsi mesi , ha cercato di mettersi di traverso sul mio cammino, cercando di danneggiare dei progetti di lavoro e di vita , compromettendo così   quegli sforzi e  impegno   che faticosamente si ergono a baluardo della propria dignità ed essenza interiore.

Dunque è  una necessità per me a dicembre fare una lista di ciò che ha funzionato bene e ciò che invece non ha funzionato , chiedendomi il perché  e cercando di fare un’analisi introspettiva con relativa autocritica e non c’è dubbio che questo percorso mi aiuti a capire per  farmi una ragione su ciò che a volte sfugge e sul fatto che non sempre ci è dato prevedere ciò che ci succederà,  nel bene e nel male .

Quest’anno è stato per me un anno ricco , ricco  di molte gioie ma anche di qualche dolore e sofferenza e in particolare ciò che mi crea qualche amarezza oggi è soprattutto legato alla  dimensione della sofferenza  personale rispetto ad alcune promesse date e che non sono state mantenute in particolare mi riferisco a  quelle che attengono alla sfera lavorativa mia e di mio marito.

La dimensione  lavorativa è quella intimamente legata, in maniera strettissima,  alla propria dignità ed essenza umana primordiale   e purtroppo è quella messa spesso a dura prova perché  oggi il  valore del lavoro, quando c’è,  è sempre più soggetto  al ribasso, un po’ per tutte le categorie , ma soprattutto per chi  è precario e deve inseguire continuamente scadenze e strumenti compensativi di sopravvivenza salvo trovarsi , fuor di metafora, con il classico “pugno di mosche in mano”  .

Così è passato quasi un anno e mi  continuo a domandare se potevo fare di più e meglio e mi  domando anche perché  debba  ancora continuare a vivere in affanno e senza tregua , nonostante il  mio  modo, di concepire la vita e la diversa umanità ,  sempre fiducioso e mai vittimistico …..certo questo è un lavorio interno  che può farmi  male perché in qualche modo mi porta ad una visione lucida della realtà che non avevo presente completamente , ma è anche un lavorio interno spesso necessario .

Non amo mai dare colpe a destra e a manca , certo che però a volte ci si può trovare in situazioni  di disagio    di vita o in ambito lavorativo   indipendentemente dalla propria volontà e quando questo accade è molto difficile farsene una  ragione, così come è difficile dover  tollerare  giudizi altrui a riguardo che amplifichino  già i propri numerosi sensi di colpa.

Allora preferisco terminare questo mio pensiero  ringraziando di cuore e con gratitudine    tutti coloro i quali  , durante  questi mesi , hanno colto una certa mia  sofferenza  esistenziale , al di là del mio pudore nel celarla, e che non mi hanno voltato le spalle ma hanno deciso di fare ugualmente  un pezzo di strada insieme,   perché come disse qualcuno “ è il viaggio non la destinazione, quello che conta ”.

Stefania Cavallo

20 dicembre 2015

Educazione sentimentale genitori-figli: saper relativizzare

Educazione sentimentale genitori – figli  :  saper   relativizzare

Dal momento che parli del tuo libro, aggiungi sempre qualcosa d’altro per cui ciò che hai scritto è praticamente superato o può sembrare riduttivo ……. almeno per me è spesso così e con Nicoletta Sipos ce lo diciamo ogni volta che capita , ma devo dire che mi fa molto piacere questo fatto perché forse significa non essere mai statici e riflettere sulle cose che a volte sfuggono e non puoi sempre fermare su un foglio bianco .

Genitori equilibristi il gabbiano

Alla Libreria il gabbiano di  Trezzo sull’ Adda  di Marco Cereda (il mio mitico libraio) , domenica 13 dicembre 2015 con Nicoletta Sipos  e Monica Gervasoni , due professioniste super e care amiche  

 Ieri quando spiegavo ciò che a me aiuta, a volte ,come genitore  nel  gestire la relazione con mio figlio ho anche parlato del  “relativizzare”  e in effetti di questo non ne ho  scritto nel libro  “Genitori equilibristi.Diario semiserio di una mamma blogger” e ieri mi è uscito proprio così ,  che spesso mi vado a cercare occasioni di studio e di approfondimento per occuparmi di argomenti  in cui il mio sguardo  si sposti  da una prospettiva individualistica ed egocentrica per spostarsi su  fatti  e storie  anche difficili da comprendere per me che magari non le vivo direttamente  , ad es. quando ho organizzato un incontro   sul tema  delle diverse  disabilità  con  famiglie ed operatori  a parlarne , quando insomma vado a cercarmi storie come   quelle  delle madri  dei   Parent’s   Circle   o la storia di Irina Lucidi , o quando sono andata al binario 23  per  raccontare  le vicende  dei licenziati  ex- wagons  lits ;  insomma  credo veramente  in questo modo  per cambiare prospettiva  su questioni che mi creano a volte  un po’ di ansia,  nello specifico nella relazione con mio figlio,  e allora  cerco e accolgo altre storie  per poter  “relativizzare” e per imparare senza chiudermi  , diventando magari  ostaggio delle mie paure e fragilità .  Come  dice Irina Lucidi ,  nel   bel libro “ Mi sa che fuori è primavera”   di  Concita De Gregorio , e cito con grande rispetto e stima   :   “ Non mi dispiace davvero più niente. Tutto mi pare  una sorpresa e un regalo.  Quando sento le persone attorno a me che si addolorano per questioni così piccole penso state attenti, non giocate col drago: potrebbe svegliarsi”,  ovviamente una frase  mantra per me  in diverse occasioni , che mi aiuta .

Stefania Cavallo

14 dicembre 2015