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Archivio per novembre, 2013

Amori malati , violenti e rubati

Amori  malati , violenti  e rubati

 

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Femminicidio:   “forma estrema di violenza di genere contro le donne , prodotta dalla violazione   dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine” (definizione coniata dalla parlamentare femminista messicana Marcela Lagarde , nel 2006)

 

Con piacere ho aderito  ieri  all’ iniziativa di Valenza  in occasione  della ricorrenza internazionale del  25 novembre   “Contro la violenza sulle donne”.

Diverse ,  numerose  testimonianze e  letture  sul tema  molto delicato e attuale della violenza sulle   donne nel contesto della coppia, un tema che seguo da tempo e di cui ho scritto in vari miei contributi .

Storie di   “ amori  malati  , violenti  e rubati ” .

La prima parola  AMORE  evoca un sentimento che ognuno di noi direbbe inequivocabile  ed è quello appunto dell’amore , in realtà un sentimento che si presta a molteplici interpretazioni e significati  .

Emerge  allora   il delinearsi  di una  riflessione   su  cosa intendiamo  quando definiamo il concetto   di  AMORE  ,   quale luogo della relazione  e  non della dipendenza .

L’ amore è relazione  ,  non dipendenza o possesso  ,  ma  allo stesso tempo   nessuno ci insegna , fin da  piccoli ,   la “materia”    del  VIVERE   e di come  gestire emotivamente  i   sentimenti    , anzi   si dà  per scontato che  non ce ne sia bisogno ,  perché     la nostra cultura   predilige   l’APPARIRE   all’  ESSERE   e  non c’è spazio per i sentimenti   sdolcinati   e per queste  fragilità  .

Bisogna invece  cambiare la prospettiva   e  sensibilizzare  maggiormente  ad una cultura  centrata

sull’ educazione  sentimentale   dei nostri bambini e giovani   ,  a partire dalla società , la scuola  e la famiglia  .    E’ sempre più necessario   insegnare   ai nostri giovani , sin da piccoli,  il cosiddetto “ alfabeto  emozionale “ , ossia  imparare   a riconoscere  le  capacità  fondamentali   del cuore.

Passiamo ora alla   seconda parola , quella di  VIOLENTO  .  Questa parola  evoca  un’altra parola quella di VIOLENZA  , no?

Ecco,  il tema della violenza ,  anche questo un grosso problema  della nostra contemporaneità  , soprattutto  sappiamo dalla cronaca e dalle statistiche  che il luogo degli affetti  per eccellenza ossia la famiglia  è proprio il luogo in cui avvengono i delitti più efferati,  così come  le violenze domestiche  e le vessazioni più  aberranti su bimbi e donne da parte di padri  , di mariti, fidanzati  o  ex-compagni .

Una riflessione  sulla   VIOLENZA .   L’umanità è violenta? No. L’umanità esprime violenza. È qualcosa di differente.  Non sappiamo ancora  se gli uomini siano violenti, sappiamo però che esprimono con grande forza e con costanza nella storia il loro bisogno attraverso la violenza.

 La domanda diviene dunque : è possibile giungere in un luogo dove la violenza perda la sua forza?

Secondo uno studioso e  guru internazionale della comunicazione relazionale , Patrizio Paoletti,  è possibile se riusciamo ad analizzare l’esistente abbandonando  comportamenti “reattivi”  quelli della serie , per intenderci,  “Se vieni colpito, devi reagire”  .

La nostra abitudine non è quella di  “analizzare” ma di “etichettare” , la nostra mente “etichettatrice” produce  costantemente  sentenze che generano separazione e la separazione è “violenza” .

Parliamo ora di  “Violenza domestica “ .

All’ inizio di una relazione è difficile cogliere i segnali di prevaricazione  dell’uomo sulla donna  che in genere emergono  nel tempo  in maniera  molto più evidente e chiara .

Se da un  lato  troviamo questi uomini  “carnefici”  dall’altra troviamo spesso delle donne  “vittime”   con scarsa autostima .   Questo aspetto dell’autostima comporta un altro lavoro importante  di prevenzione  che , a mio avviso,  si dovrebbe potenziare  e   attivare  già nelle scuole  con le  giovani ragazze.

L’aiuto va chiesto a persone professionalmente preparate.

Ad esempio,  il problema della violenza domestica  in esorbitante e continuo aumento  è estremamente delicato e va gestito con grande competenza.

Spesso dietro questi  comportamenti violenti  c’è quello che si è vissuto  o visto in famiglia da ragazzi.

 

Quando in una coppia si verificano  situazioni di litigio, aggressioni  verbali e non ,  quando c’è   “conflitto”  e in  qualche modo  si  esorcizza uno stato individuale di mal-essere e di sofferenza , ecco che ci troviamo  in una dinamica di coppia  incapace di gestire emotivamente la crisi e il cambiamento e spesso le vittime di tali comportamenti aggressivi sono proprio i bambini i quali rischiano di rimanere  segnati psicologicamente in maniera negativa ; a volte  in queste circostanze che si reiterano con delle vere e proprie escalation  devastanti  ,   i  figli  diventano   “piccoli prigionieri”  della prigionia dei genitori nel loro conflitto. 

Ricordo che gli  abusi, del tutto gratuiti, immotivati,  spesso  non nascono  in un contesto sociale degradato, ma in un ambiente ricco, colto, evoluto.

 

I rapporti paritari tra uomo e donna sono una conquista relativamente  recente e ,  ad esempio, il rispetto   tra i coniugi è sicuramente  la prima prevenzione per garantire un futuro sentimentale equilibrato ai propri figli.

 

Importante sarebbe poi occuparsi del recupero dell’ uomo  persecutore o stalker  perché non torni  a nuocere  e in tal senso qualcosa si sta muovendo , ma è ancora  troppo  poco.

 

La violenza domestica non è un monopolio dell’emarginazione.  Si insinua anche tra le mura della buona borghesia.

Quella di  Lea, di Rosy,  di  Benedetta  , come  di tante altre,   è la storia di una donna lacerata dal rapporto con un marito violento e dal tentativo di proteggere i figli.  E dalla paura di affrontare un percorso doloroso per ritrovare la libertà e se stessa. 

Tante purtroppo sono le storie vere   di donne che per anni subiscono  dal marito  violenze e soprusi fisici e psicologici. Un calvario che  queste donne  affrontano   in silenzio, senza mai ribellarsi, appellandosi ogni volta all’amore che provavano  per il marito   e  per i loro  figli.

Inoltre vediamo che  questi uomini spesso  riescono nel tempo a creare un  “deserto relazionale” tra i  familiari ,o  amicizie varie,  e la loro compagna o moglie così come intorno ai figli  e  quello che appare è spesso uno  scenario  drammaticamente   surreale.

 

 Finché un giorno qualcosa  può scattare:  Lea, Rosy, Benedetta e le altre non sono  più disposte a subire, si ribellano, cercano  una via d’uscita, pur consapevoli dei rischi che corrono  e di quanto sarà difficile risalire la china, pensare a un futuro  “senza quell’uomo che con una mano  dava il necessario, e anche il superfluo, e con l’altra la schiacciava” .

 Ma il coraggio per lottare  non si esaurisce se c’è dignità!

Stefania Cavallo

25 novembre 2013

READING DONNE CHE ( R ) ESISTONO NELLA CRISI : ALBUM LOCANDINE SU FB

 

LINK  SU FB  DELLE  LOCANDINE  SU READING  DONNE CHE

( R ) ESISTONO NELLA CRISI   .

Valenza locandina

 

 

https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/media_set?set=a.10202521879156911.1073741834.1493472454&type=1

 

Donne che resistono 31 maggio

PROSSIMI INCONTRI CON STEFANIA CAVALLO nov. 13-genn. 14

PROSSIMI INCONTRI  CON STEFANIA CAVALLO

novembre 13-gennaio 14

Donne che resistono 31 maggio

24 NOVEMBRE 13VALENZA (AL), h. 16,30:

Centro Comunale di Cultura con la giornalista Nadia Biancato

Reading “Ritratti di donne . Donne che (r)esistono  nella crisi : lavoro, vita, poesia e metafore al femminile

13 DICEMBRE 13 , CASSINA DE PECCHI  H. 20,30-21:

DISOCCUPAZIONE E MUTUO AIUTO – PRESENTAZIONE LIBRO

ISTRUZIONI PER L’USO ANTI-CRISI E MUTUO AIUTO 

Mese di GENNAIO  (data da definire)

FELTRINELLI DI LATINA  (LT)

CONFIDUSTRIA PICCOLI IMPRENDITORI-SPORTELLO INFO-POINT

PRESENTAZIONE LIBRO

ISTRUZIONI PER L’USO ANTI-CRISI E MUTUO AIUTO 

  NOTE BIOGRAFICHE

Stefania Cavallo

Milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione.  Si potrebbe dire di lei: “ricercatrice spirituale e libera pensatrice”.

 

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperte di media e social network; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiare. Organizza e conduce incontri realizzati per genitori, educatori ed insegnanti sul tema “Famiglie di oggi. Nuove Famiglie e Diritti dei Bambini”“Educare alla Pace”  . 

Ama scrivere articoli su tematiche di carattere sociale e culturale.

In questi anni si è dedicata con passione al tema del “lavoro che non c’è”, dando concretezza ad una prima realtà di progetto che prevede la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate o in cassa integrazione

Opera privatamente presso uno suo spazio, in provincia di Milano, che ha nominato “Spazio di mediazione familiare e di ascolto”, ossia uno “sportello” al quale le persone possono rivolgersi previo appuntamento telefonico.

È uno spazio anche di “ascolto”, dove si cerca di capire il bisogno della persona e lo si orienta adeguatamente, offrendo condivisione e sostegno in diverse situazioni problematiche.

I libri pubblicati:

“I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia su separazione e divorzio”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2011;

“Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini e racconti di crisi” , Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2012.

“Istruzione per l’uso anti-crisi e Mutuo Aiuto”,  Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, luglio 2013

Blog: http://www.stefaniacavallo.wordpress.com

Sito: http://stefaniacavallo.oneminutesite.it/chi_siamo.html

Il mio Reading “Ritratti di donne . Donne che (r)esistono  nella crisi : lavoro, vita, poesia e metafore al femminile”  è stato spesso pubblicato da Elena Buzzi  , Servizio Politiche di genere Provincia di Milano , come evento sul sito istituzionale della Provincia di Milano dedicato alle donne.

Di seguito il link: http://temi.provincia.milano.it/donne/news/newst.php?news=26339

INFO CONTATTI:

Stefania Cavallo

392/1316509

Spazio di Mediazione Familiare e di Ascolto  – Formazione e avvio di Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto  – Basiano MI

I lavoratori acrobati della lirica

Il nipote Dodò alias il tenore Rodolfo  De Cavalieri

(Da:  MIO NONNO IL BARITONO MINO CAVALLO.

Il romanzo della mia famiglia – di Stefania Cavallo

“Porgo qui un nostalgico e riverente saluto a tutti i Maestri

che pazientemente mi guidarono alla sofferenza e alla virtù

senza le quali tutte le strade rimangono fatalmente precluse!”

Mino Cavallo

Ada  ......auguri!!!! 001

Un articolo di giugno 2008 dalla Gazzetta locale dell’Adda

 

Dodò  si chiama Adolfo  e nasce in Francia a Aix-En-Provence  il 29 maggio 1930;   fin da ragazzo si appassiona alla Lirica e studia al Conservatorio di Marsiglia dove si diploma  nel 1953 e impara quest’arte con un grande maestro  dell’epoca,  il tenore Trantoul  . In quel periodo Dodò  lavora ancora con suo padre carrozziere  e lavora duro di giorno  facendo l’operaio  e di  sera non si risparmia  con le lezioni di canto, solfeggio e arte scenica.  I giornali di Aix parlano di lui  del  “jeune tenor Rodolpho  De Cavalieri!”.

Il maestro  Trantoul , un grande Otello

Monsieur Trantoul , il maestro di canto lirico di Dodò al Conservatorio di Marsiglia

 

In una foto che lo immortalò in una sua mitica interpretazione dell’Otello alla Scala di Milano nel 1921. La dedica al suo allievo Dodò è in francese e tradotta dice così:

 

“Al mio caro alunno Cavallo, lavoratore perseverante e appassionato, in ricordo del maestro che gli ha voluto bene, che lo ha incoraggiato, sostenuto con l’ augurio per un avvenire certo!

 

Marsiglia 29 maggio 1949

 

 

 

Vince il Concorso nazionale dei tenori francesi e a 25 anni decide di venire in Italia per migliorare  la sua tecnica vocale  e per completare la sua preparazione  con la  grande Scuola lirica italiana da sempre  considerata “la migliore  al mondo”  , quella di riferimento nel campo del “bel canto”.

Classe  con  Dodò    al Conservatorio di Marsiglia 001

 Dodò e la sua classe al Conservatorio di Marsiglia col maestro Trantoul

 Decide di andare così da suo zio , il baritono Mino Cavallo , a Napoli  e così incomincia la sua  avventura  in Italia  , imparerà  in pochi mesi l’italiano , che non conosceva assolutamente,  e debutterà  in Rigoletto .

 Conoscerà sua cugina Ada, anche lei già soprano lirico,  che lo  aiuterà  nella preparazione delle opere  e di cui si innamorerà perdutamente sino a sposarla  il 30 marzo  1957 , con sfondo il magico e silente Vesuvio,  e solo dopo aver ottenuto la dispensa papale  che consentiva il matrimonio tra cugini ; così  Ada e Dodò  decideranno di avere figli  solo dopo  aver saputo precisamente e  con prova scientifica che non c’erano tare ereditarie familiari , nell’albero  genealogico,  sino a sette generazioni  prima .

 

Ma  torniamo al canto …..

 

Insomma Dodò  inizia a lavorare con Ada e Mino e faranno insieme  una compagnia teatrale che andrà in giro a cantare opere e a tenere concerti  con i nomi d’arte di  Rodolfo  De Cavalieri e Ada Veneziani .

 

Il tenore De Cavalieri-Dodò  con Ada Veneziani- Ada

Dodò e Ada in teatro

 

Il tenore Adolfo De Cavalieri  con Tito Schipa  e con Gino Bechi

Dodò con Tito Schipa e Gino Bechi ( da sinistra a destra)

 

Dodò è un tenore che ha avuto molto successo, ma ora pochi si ricordano di lui. Il suo repertorio è molto vasto e annovera sino a 36 opere che ancora oggi, all’alba dei suoi splendidi 83 anni ,  ricorda  a memoria, come all’ora . E’ sempre stato appassionato di Verdi e Puccini.

Ha  conosciuto e ha cantato con persone importanti della lirica come Gino Bechi, Tito  Schipa, Carla  Tagliabue  e Luciano Pavarotti.

Insomma  Dodò  esordisce  a Napoli con Rigoletto e terminerà la sua carriera nel 1963 quando  purtroppo  non riuscirà   ad avere scritture  e  l’interesse  per la lirica comincerà a diminuire .

Fu un periodo molto brutto per lui , doveva  pensare alla famiglia , abitava a Milano  e faceva molti sacrifici già da qualche tempo,  così un giorno uscì  di casa di mattina lasciando i suoi guanti bianchi  e il suo cappello di artista  e invece di andare in Galleria , dove si poteva trovare forse qualche  scrittura  nel suo lavoro, ma forse un po’ esausto  e stanco di non trovare nulla , pensò di tornare a fare il suo lavoro di carrozziere , quello che aveva imparato dal padre in Francia  ……e così  tornò  quel giorno a casa e disse ad Ada :  “Ada da domani incomincio a lavorare in carrozzeria!”.

Da quel momento Dodò si buttò alle spalle tutti i sogni  legati alla lirica  e questo resterà un punto di non ritorno nella sua  vita.

Ne scrivo ora  , da figlia, e per la prima volta  così pubblicamente  perché questo ha rappresentato  un peso  negli anni  per la nostra famiglia .

Un peso soprattutto per Dodò che crede sempre di aver sbagliato qualcosa nella sua vita e crede che se avesse avuto più pazienza forse le cose all’epoca sarebbero andate meglio , chissa!  Certo lui in modo conscienzioso  optò per la famiglia  e abbondonò per sempre la musica .

Per molto anni in casa nostra non si parlò più di lirica e di musica e quando succedeva di ascoltare qualche opera in televisione  o romanza  erano momenti di grande commozione  così  come ancora oggi  ….è come se non si fosse mai chiuso in realtà quel legame magico col mondo della lirica , come si suol dire   “buttato fuori dalla porta , rientra dalla finestra!”

Capitò  che , in un certo periodo della mia vita verso i vent’anni,   stimolai  molto i mei genitori ad uscire da questa situazione , molto dolorosa per loro ma anche per me,  e cominciò così ad entrare in casa un pianoforte  e da lì decisi di farmi preparare da mio papà  Dodò  per la prova, in canto lirico, di  ammissione al Conservatorio di Milano e ci riuscimmo .

Ero al limite dell’età  per il Conservatorio  e avevo 26 anni ;  Dodò era entusiasta  e anch’io perché in qualche modo  ci eravamo riconciliati  con  quel mondo  e  forse questo aveva sanato un po’ qualche ferita del passato.

 

Oggi con Dodò si parla più volentieri dei ricordi del passato legato alla sua passione per la musica e l’arte del bel canto  e quando si parla di Mino Cavallo  i suoi occhi si illuminano  e se si trova al pianoforte anche la sua  voce  sembra non conoscere l’azione del tempo che passa, una voce  un pò alla Carreras  come dice lui,   così come quando  a teatro  era un  bravo e gran bell’ interprete di Bohéme , di Traviata , di  Tosca , di Andrea  Chénier  o di  Rigoletto!

Dodò  è stato  sempre molto riconoscente  a Mino Cavallo, suo zio,  e ne è stato molto “innamorato”  sia  in senso artistico  che umano .

Questo è il suo ricordo di Mino Cavallo  “Un grande artista, un grande uomo e un grande maestro che ho avuto la fortuna di  incontrare nella mia vita ! “.

 

La figlia Stefania

 

11 novembre 2013

 

 

 

 

 

 

IL SENSO PER ME della Giornata Internazionale sull’ Infanzia e Adolescenza 20 novembre 2013

IL SENSO PER ME  della  Giornata Internazionale  sull’ Infanzia  e Adolescenza

20 novembre 2013

 malala

In questi anni ho sempre contribuito  nel  “Fare Cultura”  per le nostre piccole comunità  con molte iniziative, a  titolo personale  di “volontaria”   e per  cinque anni  , dal 2008 al 2012,  il  “20 novembre”  ha rappresentato per me    “ la “  ricorrenza  che ho sempre voluto ricordare , proporre e condividere  in tema di  “Diritti dell’Infanzia “,  in occasione della Giornata  Mondiale  dell’Infanzia e dell’ Adolescenza.

Ho sempre creduto e credo  nei percorsi culturali che aiutano a  migliorare  la propria  consapevolezza  su tematiche prevalentemente   di   carattere sociale .

Mi fa piacere  citare  i temi principali  e i protagonisti  degli incontri  da me realizzati in questi  cinque anni  :

“I bisogni dei bambini e degli adolescenti nei conflitti familiari “  col Prof. Fulvio  Scaparro ;

“I bambini contesi  e Testimonianze   di  “famiglie”  di oggi  , famiglie adottive e affidatarie  “;

La Carta di Alba e di Roma con la Prof.ssa M. R. Parsi  della Fondazione Movimento Bambino  , in collaborazione  con Telefono  Azzurro e l’iniziativa  delle “candele blu” , sul tema “Essere genitori ai tempi di Internet” , un percorso  durato un anno, in autofinanziamento,    con  incontri  tra  esperti   e  i genitori  delle nostre comunità di Basiano e Masate;

“Infanzia e disabilità”   , col Prof. Igor Salomone  e testimonianze del territorio sul tema  ;

– Mirko Locatelli e Giuditta Tarantelli  col film ARIMO , sul tema  “Legalità e  regole  per   bimbe  e   bimbi”;  – Il cinema di  Truffaut  con  il film   “I 400 colpi”  sul tema  “Adolescenza  e rapporto genitori –figli”.

Anche quest’anno il mio messaggio  sarebbe continuato  con una proposta , a costo zero  ,  articolata  e con contenuti  innovativi ,  intitolata  EDUCARE ALLA PACE. 

Quest’anno, a Basiano-Masate,  non terrò  la Sesta  Edizione della G. M.  dell’Infanzia  e  Adolescenza, non per mia responsabilità  !

Comunque  il mio impegno  civile  e da  studiosa  per  la  “Cultura  e il Sociale ”  continua   !

 

 Allora , per chi  ha apprezzato in questi anni  i miei percorsi   di riflessione,  ho pensato di pubblicare , di seguito,   un personale  contributo ,  estratto  da un  mio  intervento  sul tema  :

 

Il Diritto alla Pace di bimbe e bimbi  ,  ragazze e  ragazzi   in Italia e nel Mondo !”.

 

C’è ancora molto da fare  per l’Infanzia    in Italia  , in Europa e nel mondo  e    progetti   di ampio respiro umanitario ,  soprattutto  nelle nostre  piccole collettività ,  sono da alimentare e promuovere in continuazione per distogliere gli adulti  dalle proprie certezze sui  luoghi comuni dell’infanzia , ma anche per  “denunciare”  l’indifferenza di chi  cammina  guardando troppo in alto e sembra  ignorare tutto ciò.

E’ opportuno ricordare che  i bambini , i figli,  hanno diritto ad avere un’ascendenza, un gruppo familiare , che hanno diritto alla PACE.

Il diritto principe è rappresentato appunto dal diritto alla famiglia  o  in alternativa la “casa famiglia” o altro gruppo familiare,   che può rispondere ai bisogni primari.

Vi sono quindi diritti universalmente riconosciuti e necessari.

Così come esistono varie carte  sui  diritti dei bambini  ,  ad esempio l’ ONU –  Convenzione sui diritti dell’infanzia 1989 –  da Preambolo:

“In considerazione del fatto che occorre preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati nella Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà”.

Ebbene  con questa mia premessa  quest’anno non posso non ricordare  e  “ricordarci”   di tutti quei bambini  dell’ “orfanotrofio del  mare “  di Menfi, in provincia di Agrigento,  quei  “ bambini senza” , come sono stati soprannominati dai media,   quei  bimbi  piccolissimi rimasti vivi  nella tragedia del naufragio in mare per Lampedusa ,  in quel “maledetto”  11  ottobre  scorso in mezzo al Canale di

Sicilia .

Soli ,  bimbi  senza più mamma e papà , senza famiglia, senza amore e persino senza nome! 

Da recenti studi   i  “minori non accompagnati”  sbarcati sulle coste siciliane nel 2013 sono 3319 e purtroppo  molti sono ancora senza tutore  e per le pastoie burocratiche rischiano di  restare “invisibili”  e “piccoli fantasmi “ di cui  nessuno si ricorderà più .

I media hanno parlato dei tre fratellini siriani in fuga dalla guerra , due gemellini di due anni e mezzo e il più piccolo  di 10 mesi , e di come “chi li ha soccorsi “   si sia commosso  per la catena umana , degli altri sopravvissuti di quel terribile naufragio,   che li ha tenuti a galla , salvandoli !

Allora in questa occasione mi preme ricordare   soprattutto   il senso di questo  24° anniversario  della “Convenzione  sui diritti dell’Infanzia” , approvata dalle Nazioni Unite il 20 novembre 1989,   ossia  che i “bisogni” dei bambini sono chiamati “diritti”  e  che se spesso  diamo per scontato    tutti questi  principi , in effetti   non dobbiamo dimenticare  che in molti paesi del mondo  i  bisogni  fondamentali   dei   bambini   non vengono  assolutamente  soddisfatti  . 

Infine , come non riconoscerci nelle  toccanti e vere parole  di  MALALA  YOUSAFZAI , la sedicenne studentessa pakistana  , candidata al Nobel per la Pace :

“Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono fare la differenza e cambiare il mondo. L’istruzione è la sola soluzione ai mali del mondo. L’istruzione potrà salvare il mondo” , 12 luglio 2013 – ONU.

Stefania Cavallo

Spazio di Mediazione familiare e di Ascolto -Basiano

INTERVISTE A STEFANIA CAVALLO (Aggiornato al 6 novembre 2013)

INTERVISTE A STEFANIA CAVALLO

(Aggiornato al 6 novembre 2013)

 

TGR Piazza Affari  Mutuo Aiuto Stefania Cavallo 

 

A.    DISOCCUPAZIONE E MUTUO AIUTO.

IN RAI  DURANTE LA TRASMISSIONE  “TGR PIAZZA AFFARI “ COL GIORNALISTA PAOLO GILA – 4 novembre 2013

 

(Fonte  : Link intervista  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e6fc3b0d-4cad-4c8c-9b45-ddb3418463e7-tgr.html#p=0)

 

B.  Ascolto-solidarietà-rete   per l’emergenza disoccupazione

 

Ecco i  link  delle ‘interviste  di Paolo Gila alla sottoscritta;  due  interviste   relative  al mio impegno  civico, di sociologa  e di scrittrice sociale   andate in onda su Rai 3 e Rai News  : 

 

 

1.  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9ce8e096-974f-4b10-9fbb-e716827948c5-tgr.html#p=0

 

 

 

2. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-87b1a9a9-48ee-4fb3-bf9f-a2a9412f56a6-tgr.html#p=0

 

  

C.  LAVORATORI ACROBATI  : IL LIBRO

LINK   INTERVISTA  DI MARIA TERESA MANUELLI /G.I.U.L.I.A.   DEL 10 MAGGIO 2012  ALLA PRESENTAZIONE   DEL MIO LIBRO LAVORATORI ACROBATI   IN CAMERA DEL LAVORO :

http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=22550&typeb=0&06-06-2012–Storie-di-lavoratrici-acrobate

 

D.  I GIORNI PERDUTI   : IL LIBRO

 

LA MEDIAZIONE FAMILIARE  E LE CRISI FAMILIARI :

 

https://www.facebook.com/photo.php?v=158530744214254  (prima parte)

https://www.facebook.com/video/video.php?v=158591170874878  (seconda parte)

 

 

IL MIO BLOG : www.stefaniacavallo.wordpress.com

 

IL MIO SITO: http://stefaniacavallo.oneminutesite.it/chi_siamo.html

 

 

Info:

Dr.ssa  Stefania Cavallo

 392/1316509

Spazio di Mediazione Familiare e di Ascolto – Basiano MI

 

DISOCCUPAZIONE E MUTUO AIUTO: “TGR PIAZZA AFFARI “ COL GIORNALISTA PAOLO GILA, MILANO 4 NOVEMBRE 13

DISOCCUPAZIONE E MUTUO AIUTO: 

IN RAI  DURANTE LA TRASMISSIONE  “TGR PIAZZA AFFARI “ COL GIORNALISTA PAOLO GILA

 

TGR Piazza Affari  Mutuo Aiuto Stefania Cavallo 

(Fonte  : Link intervista  http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e6fc3b0d-4cad-4c8c-9b45-ddb3418463e7-tgr.html#p=0)

 

 

I DATI   ISTAT   sul  lavoro  al mese di settembre 2013,   per quanto riguarda  “gli occupati” registrano un’inflessione  pari  a  –  0,4 %  ,  ossia  22.349.ooo  unità   su base annua , e  per  “i disoccupati” un aumento   del 14 %   , ossia  3.194.000  unità su base annua.

L’incontro col giornalista economico Paolo Gila è iniziato con  una serie di domande  che  hanno cercato di  focalizzare in maniera chiara   la realtà del mutuo aiuto per chi ha perso il lavoro , una tematica che mi ha detto appassionarlo  e in cui crede molto  .

Infatti  ieri , insieme, abbiamo  cercato di  lanciare  e dare  un messaggio  importante e di richiamo  sociale sulla realtà dei gruppi di mutuo aiuto  ai tempi  di questa  crisi.

Di  seguito  ripropongo   i punti  toccati  durante l’intervista con Paolo Gila ,   di  5 minuti  : 

  1. Di fronte  a questa tendenza in atto il mondo del  lavoro  può reagire attraverso una rete di protezione  perché  dietro questi  dati Istat  , dietro a questi drammatici numeri  , ci sono soprattutto i drammi  e  le sofferenze di  persone  e famiglie  quelle rappresentative  delle “nuove povertà” . Allora   è importante capire ed indagare meglio  il sentimento di   “ insicurezza”  che pervade la nostra società ,  accompagna l’attuale disoccupazione  e  questa  crisi economica .
  2. La rete di mutuo aiuto tra chi perde il lavoro  o lo sta perdendo  si crea attraverso percorsi di sensibilizzazione  culturale  per  reinserire queste persone nel mondo del lavoro, dando loro speranza e coraggio, trasformando  episodi negativi   di “non lavoro”  in episodi positivi . Tutta la società, gli enti locali, le ASL, le associazioni nei vari ambiti possono farsi carico di questo progetto organizzando i Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto ,  mettendo al centro il valore della Persona.
  3.  Queste reti di protezione accolgono tutti , quindi anche le persone  singole , come l’artigiano, l’imprenditore , gli impiegati  delle  piccole realtà  , non solo delle grandi aziende ,  e questi mondi si tengono insieme , ad esempio per quanto  riguarda i giovani , raccogliendo questa sfida  e cercando di far sì  che i giovani   elaborino il  “senso di sfiducia“ che hanno nei confronti del lavoro, infatti basta ascoltarli per capire che non investono più  emotivamente  nella dimensione del  lavoro in quanto  ormai si  vivono come dei  “vuoti a perdere” , delle “vite a perdere”  , così  si sentono lavorando appunto nei  vari  call-center  o nelle multinazionali spregiudicate  e utilitaristiche.  Ugualmente gli Over 40-50  hanno bisogno di non sentirsi più “inutili” , hanno bisogno di recuperare una dimensione di socialità che valorizzi le loro esperienze  e il loro bagaglio professionale .

In queste realtà è importante che ci sia uno scambio di esperienze  e di ricchezze umane  in tal senso.

  1. 4.       Queste esperienze  di  “mutuo soccorso”  che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone ,  possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare  più operative ,  acquistare così   un’efficacia maggiore  e capillare , iniziando a pensare che dei  “percorsi culturali” sono possibili  in questo ambito e che bisogna investire nella  possibilità di un cambiamento  culturale della società, con uno sguardo  al concetto di servizi sociali  e di aiuto alle persone  che superi  il tradizionale assistenzialismo  per orientarsi   invece  verso  un concetto di  “cooperazione” tra chi aiuta e chi è aiutato , in maniera di gestire insieme  un rapporto di fiducia reciproco e di ricostruzione di questo paese  , quello che  si può definire anche  “ patto tra le generazioni”.

 

 

Stefania Cavallo

5 novembre 2013