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Archivio per luglio, 2019

30 luglio 2019: Pizzaut  e tante cose belle!

30 luglio 2019: Pizzaut  e tante cose belle!

 A volte aprire il proprio cuore in famiglia , senza vergognarsi di qualche parente un po’ “diverso” per “n” motivi , ma anche nella società , nel nostro ambiente di lavoro, vuol dire non dimenticarsi di quel fratello o di quella sorella che rendono possibile il senso della nostra vita , in uno spirito di servizio per chi è più in difficoltà e in un’unica melodia che cambierà noi e anche il mondo attorno a noi.
Stefania Cavallo

Pizzaut 30 luglio 2019

 

Felicissima di aver partecipato oggi all’incontro con i ragazzi e le loro famiglie per Pizzaut nel sito dell’ex Jabil-ex Nokia/Siemens  di Cassina De Pecchi .

Quanti abbracci e quanto amore !

30 luglio 2019 h. 12,50: Nico Acampora , il creatore del “sogno”- progetto Pizzaut,  ci  racconta come è  nata la meravigliosa sfida per l’inclusione dei ragazzi autistici e di Pizzaut . Qui a Cassina de Pecchi nel sito dell’ex Jabil/Ex-Nokia-Siemens per porre il primo pilone del primo ristorante italiano Pizzaut che probabilmente sarà pronto a novembre , grazie ad Officine Mak , la proprietà di questo progetto unico e fantastico.

Sono venuta volentieri qui oggi per questa incredibile realtà ma forse anche per chiudere un cerchio iniziato qualche anno fa, proprio in questo stesso sito e a fianco dei licenziati della ex- Jabil con i quali ho l’indimenticabile ricordo di presidi e di tanti incontri organizzati insieme per parlare della loro giusta lotta in una “società del lavoro che non c’è”.

Oggi, in quel sito, abbiamo ( sì, mi ci “includo” ,e non a caso, anche io)  girato pagina e alla grande!

https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos/10219719167638375/

Di seguito il bellissimo video del regista Oscar Nani:

https://www.facebook.com/oscar.nani/videos/10220088511032164/UzpfSTE0OTM0NzI0NTQ6MTAyMTk3MjEwOTczMjY2MTY/

Pizzaut

 

Semplicemente  GRAZIE !

Pizzaut il 500

 

Qui di seguito segnalo alcuni miei contributi collegati al  tema, sempre dal mio blog:

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/01/a-proposito-di-autismo/

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2018/08/30/giudizi-pregiudizi-e-psichiatria/

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2017/10/20/bookcity-2017-milano-ci-siamo-anche-questanno/

Di recente avevo scritto questo di questo luogo così evocativo per me,

“I luoghi ci parlano e ci dicono tante cose e l’idea che basti ricostruirci sopra , beffando la storia di quel luogo, di questo luogo e spazio , mi crea angoscia e desolazione incolmabili” :

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2019/02/21/quel-che-resta-di-un-polo-di-lavoro-di-lavoratrici-e-lavoratori-che-fu/

Stefania Cavallo

30 luglio 2019

https://stefaniacavallo.jimdo.com/

 

Di prossima pubblicazione il mio nuovo libro:

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

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IMPARANDO DALLE EMOZIONI

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

 

Mi auguro che questo mio nuovo libro, di prossima pubblicazione,  possa  prendersi  cura anche delle nostre emozioni, portando a prendersi  cura gli uni degli altri e diventare una società migliore.

IMPARANDO DALLE EMOZIONI

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I COLORI DELL’ANIMA

Presentazione

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di  sensibilità multiformi , come  le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere,  così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni”, spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia  la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa  sentire più veri , quella che spesso ci fa “buttare giù” le  maschere , quella che non ci fa più preoccupare di  “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri  ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento  in cui  ci può aiutare  nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come mi arriva attraverso  la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso  i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi sono occupata della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose  situazioni raccolte attraverso  gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine la terza condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale  è quella del “mondo scuola”  , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto  cooperativistico tra scuola/insegnanti  e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni  intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine . Attraverso le emozioni ci occupiamo anche dei colori dell’anima.

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, alla ricerca di possibili risposte e/o di auspicate soluzioni.

 

Questo è il senso del mio nuovo libro e, a chi vorrà condividere  e leggere,  mi farà molto piacere restituire  quelle mie personali riflessioni e suggestioni che più di altre mi hanno accompagnato in questi anni più recenti (i contributi inseriti in ogni sezione del testo hanno una data precisa che ho voluto lasciare, anche se non seguono una precisa sequenza cronologica) .

Di seguito l’’indice degli argomenti trattati nelle 5 sezioni tematiche:

 

INDICE

“La Felicità deriva dalla capacità di stare insieme agli altri”, Zygmunt Bauman

 

PERCORSI “IMPARANDO DALLE EMOZIONI”

      Presentazione                                                                     pag. 5

  1. I bambini ci guardano                                                     pag.13

 

  1. Non in nome mio                                                              pag. 53

 

  1. Discorso su Razzismo, Odio, Rete e Società                 pag. 63      

 

  1. Per una società non violenta                                           pag. 71

 

  1. Per un’ecologia della mente e Ambiente                        pag. 84

 

Conclusioni

L’indifferenza della società                                                          pag. 98

Ringraziamenti                                                                           pag.100

Allegato

La Poesia con Cristina Deleo e Federico Anselmini               pag. 100

 

Ringraziamenti

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Ringrazio dal profondo del mio cuore tutti coloro che hanno ispirato la mia scrittura e i temi a cui sono più emotivamente ed inevitabilmente legata.

Ringrazio tutti coloro che ho citato in questo testo e che mi hanno emozionata in tanti modi diversi , aprendomi , attraverso il loro sguardo, a mondi sconosciuti e a nuovi saperi.

Dedico questo testo a loro ma soprattutto ai giovani, a tutti i giovani che stanno imparando cos’è la vita.

Mi auguro che questo  libro possa  prendersi  cura anche delle nostre emozioni, portando a prendersi  cura gli uni degli altri e diventare una società migliore.

Stefania Cavallo

25 luglio 2019

 

 

Pensare globalmente, agire localmente: Greta Thunberg e il suo movimento ambientalista

Pensare globalmente, agire localmente: Greta Thunberg e il suo movimento ambientalista

“…ho imparato che non si è mai troppo piccoli per riuscire a fare la differenza”

Dal prossimo mio nuovo libro “Imparare dalle emozioni” , sezione “Per un’ecologia della mente e Ambiente”.

Greta Thunberg 2

“…ho imparato che non si è mai troppo piccoli per riuscire a fare la differenza” , così parlò Greta Thunberg durante il suo discorso per il clima alla COP 24 di Katowice, in Polonia.

Greta Thunberg è nata a Stoccolma il 3 gennaio 2003 ed è un’attivista svedese per lo sviluppo sostenibile e contro il cambiamento climatico. Il 20 agosto 2018 Greta ha deciso di non andare a scuola fino alle elezioni legislative del 9 settembre 2018. La decisione di questo gesto è nata a fronte delle ondate di calore e degli incendi che hanno colpito il suo paese durante l’estate. Voleva che il governo svedese riducesse le emissioni di anidride carbonica  ed è rimasta seduta davanti al parlamento del suo paese , ogni giorno durante l’orario scolastico.

Nel suo discorso , Greta vuole evidenziare come il nostro pianeta stia man mano andando in mille pezzi, ed è solo colpa nostra , colpa dell’umanità se ora ci troviamo in questa situazione di emergenza. Chiede esplicitamente di mettersi a lavoro, di collaborare tutti insieme per poter tentare di trovare almeno una soluzione da portare avanti, fin quando la situazione non si sarà assestata.

Si rivolge ai politici come se si stesse rivolgendo a degli amici, ed è anche questo un fatto che colpisce molto durante il suo discorso. Non si preoccupa di come debba parlare, piuttosto è concentrata sul cosa debba dire, come riuscire a far arrivare il messaggio al cuore e alla testa delle persone. Questo messaggio si riferisce al fatto di prendersi cura gli uni degli altri , di prendersi cura dell’Ambiente in cui viviamo, per poter far sopravvivere la nostra specie in un futuro lontano.

Greta dovrebbe essere d’esempio non solo agli adulti di tutto il mondo, ma anche ai giovani, coloro che ancora studiano, che vanno a scuola, che stanno imparando cos’è la vita. Loro, che un giorno lontano, avendo appreso questi grandissimi valori, potranno fare la differenza e farsi sentire anche dall’uomo con più potere sulla terra.

La minaccia del clima è un argomento che è stato affrontato da molti enti e comitati civili proprio in difesa dell’ambiente. Per esempio ”Legambiente” è un ‘associazione ambientalista italiana e gli elementi principali che la caratterizzano la rendono un’associazione di grande importanza. Una prima caratteristica è l’ambizione di “pensare globalmente, agire localmente”, cioè di intrecciare le questione ambientale  con le necessità e le aspirazioni dei cittadini e con i problemi specifici della società italiana; poi c’è l’ambientalismo scientifico, cioè la scelta di fondare ogni iniziativa per la difesa dell’ambiente su una solida base scientifica ; un’attenzione prioritaria ai problemi legati al degrado ambientale ed urbanistico delle città; un interesse costante per i temi dell’educazione e della formazione dei cittadini; ed infine, un approccio innovativo alle questioni legate alla conservazione della natura e alla politica delle aree protette , ispirato all’obiettivo di realizzare parchi, oasi e riserve quali primi laboratori di uno sviluppo economico, turistico equilibrato e sostenibile.

Tutti noi insieme possiamo fare la differenza , partendo da noi stessi possiamo arrivare ovunque.

Un primo passo da fare è sicuramente diminuire lo spreco, che riguardi il cibo, l’acqua, la plastica, qualsiasi cosa, ma deve essere ridotto il più possibile. Studi scientifici hanno affermato che entro il 2050 nel mare ci sarà più quantità di plastica che di pesce. Un fatto tanto raccapricciante quanto vero. Come possiamo risolvere questa brutta situazione? Iniziando ad non usare la plastica , cosa molto complicata considerando che moltissimi oggetti, cibi e bevande sono impacchettati proprio in confezioni di plastica. Ma non è impossibile, bisogna provare e riprovare, bisogna farsi sentire a voce alta, bisogna far capire a tutto il mondo che non è uno scherzo, non è irreale anzi, è proprio sotto i nostri occhi, solo che non ce ne siamo ancora resi conto del tutto.

Il discorso di Greta resterà in internet per sempre e avrà per sempre un valore immenso. Non potevano essere usate parole più giuste.

Una ragazzina a dir poco fenomenale che sarà d’esempio a moltissime persone che la seguiranno e faranno di tutto per cercare una soluzione a questo grandissimo problema ambientale.

Ecco il link per chi volesse ascoltare Greta nel suo ispirato discorso a difesa della salute del pianeta e di tutta l’umanità: https://www.youtube.com/watch?v=oDZWpmYj38U

Per questo contributo ringrazio i miei studenti con cui abbiamo a lungo ragionato su questi temi. Un grazie particolare a Giulia M. !

Stefania Cavallo e Giulia M.

22 luglio 2019

La notte dell’uomo.Incontro con Massimo Recalcati, Piazza della Chiesa – Gorgonzola , 8 luglio 2019

La notte dell’uomo

Incontro con Massimo Recalcati

Piazza della Chiesa – Gorgonzola

8 luglio 2019

Le parole di Massimo Recalcati per presentare il suo libro su Gesù  

dal titolo “La notte del Getsemani”Recalcati 8 luglio 2019 a Gorgonzola.png

Bellissima atmosfera e serata con Massimo Recalcati a Gorgonzola .

Sono venuti da Milano i miei amici Cristina e Sergio , poi ho rivisto dopo molti anni l’amica ed ex-collega Paola e ancora qualche docente di mio figlio , bravissimi “maestri” che qualche volta si ha la fortuna di incontrare nel “mondo scuola” e appunto anche in queste occasioni di grande riflessione e partecipazione collettiva , per nulla scontati.  La rete anche virtuale può essere molto virtuosa e consente di ritrovarsi anche in maniera sorprendente e piacevole, come attraverso un mio post rilanciato su facebook in occasione di questa serata.

Qui di seguito un mio breve video ripreso  poco prima dell’inizio della serata :

https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos/10219553215649679/

Una serata organizzata da Guido Cavalletti della Libreria del Naviglio di Cernusco sul Naviglio insieme alla collegata neo-libreria  di Gorgonzola (quest’ultima libreria è stata da poco aperta proprio a Gorgonzola) insieme alla parrocchia e Don Paolo Zago.

Il testo su cui si è riflettuto , grazie anche al giornalista-intervistatore  di Avvenire Alessandro Zaccuri,  è uno straordinario lavoro  letterario che coniuga la psicoanalisi al racconto biblico in maniera peculiare e molto coinvolgente. Un’altra importante ispirazione al testo biblico del noto scrittore e psicoanalista tra i più seguiti e letti del panorama intellettuale contemporaneo.

M Recalcati a Gorgonzola 8 luglio 2019

Una figura di grande fascino  per Massimo Recalcati è  Gesù, quel Gesù che definisce in maniera laica così : “un uomo che ha predicato la forza generativa della vita”.

Nel bellissimo e suggestivo giardino della casa parrocchiale di Gorgonzola ,  il noto psicoanalista,  ha intrattenuto, da un punto di vista antropologico e per oltre un’ora, moltissime persone presenti alla serata , attraverso i suoi  racconti della notte precedente alla passione di Gesù .

Recalcati spiega bene come attraverso queste riflessioni su Gesù,  la psicoanalisi , con sguardo laico,  trovi  le proprie radici nel logos biblico.

Qual è il passaggio che  più mi ha colpita di questa intensa digressione antropologica sulla figura di Gesù? Senza dubbio quando l’autore parla di  “disarmo assoluto dell’io” , quando Gesù prega il Padre che risponde col silenzio , ma non chiede la liberazione, bensì  la consegna,  ossia Gesù si consegna non perché ci sono dei segni , ma proprio perché non ci sono. Qui la preghiera di Gesù cambia movimento e coglie il legame profondo tra la morte e la vita.

Troviamo un po’ i diversi momenti salienti della vita di  Gesù quando da maestro di grande gloria cade nell’infamia sino a trovarsi uomo nudo, spaventato e figlio che prega  disperatamente il Padre, infine  ancora quando arriva il  momento più toccante della liberazione, non dalla morte, ma attraverso l’esperienza della morte, che “porterà a cogliere il fatto che la morte non è l’ultima parola sulla vita, la chiusura della vita, ma è ciò che permette alla vita di essere capace di generare molti frutti”.

 “Il centro della notte del Getsemani è infatti una grande metamorfosi che può riguardare, in modo più o meno intenso, ogni essere umano: il passaggio dalla gloria all’infamia, dal successo all’insuccesso, dalla luce alle tenebre. La posta in gioco è una liberazione, non dalla morte, ma attraverso l’esperienza della morte, che “porterà a cogliere il fatto che la morte non è l’ultima parola sulla vita, la chiusura della vita, ma è ciò che permette alla vita di essere capace di generare molti frutti”.

(“La lezione del Getsemani” svoltasi al Monastero di Bose ,  nell’incontro annuale tra Recalcati e il  fondatore Enzo Bianchi : https://www.monasterodibose.it/ospitalita/giornate/1564-confronti/confronti-archivio/confronti-archivio-2018/12126-la-lezione-del-getsemani-massimo-recalcati) .

 

L’esperienza del “viversi disarmati “ ci ha attraversato o ci attraversa un po’ tutti  e con la ricerca di una nuova narrazione dentro se stessi possiamo cogliere  il cambiamento, forse  grazie  anche al lavoro soggettivo della terapia psicoanalitica. Almeno questo è un messaggio che mi sembra di aver colto in questo specifico passaggio. Sentirsi “disarmati” vuol dire sentirsi  più “vivi” e forse più consapevoli come esseri umani. La mia modesta esperienza personale mi dice un po’ questo o almeno questo è il senso laico e antropologico che vi ho trovato. A volte , in senso metaforico , quando ci si sente un po’ come “morire” , nelle esperienze di caduta e di fallimento,  in realtà si può rinascere, possiamo rinascere a nuova vita, una vita interiore rinnovata; Recalcati ha accennato alla “resurrezione”  e , in un certo senso,  ogni giorno noi “resuscitiamo-ritorniamo” alla vita .

 

Foto con Cristina Deleo e Massimo Recalcati

Foto , dell’amico Sergio Infuso,  con l’amica Cristina Deleo
e lo stimato psicoanalista e scrittore Massimo Recalcati

In chiusura della serata , viene chiesto a Massimo Recalcati di parlare brevemente dell’esperienza unica di Jonas Onlus , un movimento sociale legato alla cura e terapia psicoanalitica , che ha creato diversi anni fa con pochi amici-colleghi , nato dal concetto ispiratore di avvicinare la psicoanalisi  alla società e renderla nel concreto alla portata di tutti con tariffe sostenibili .

Oggi, Jonas Onlus  nata a Milano ha altre sedi  in tutta Italia e coinvolge attivamente e professionalmente giovani psicologi e psicoterapeuti , è un movimento soprattutto di giovani.

A Milano, la sede centrale (praticamente un ex-garage …. come tutte le esperienze più creative che nascono da un garage, ci ricorda il fondatore Recalcati)  si è appena spostata in zona Piazza Piola e si tratta di una bellissima sede, su quattro diversi piani , ogni piano è occupato dalle diverse realtà cliniche che trattano il disagio in maniera differenziata , da quello infantile a quello dei nuovi sintomi tra cui i casi di abulimia e anoressia.

In un incontro a Cernusco , di circa un anno fa, Recalcati disse questo sul senso della psicoanalisi e mi fa piacere riproporlo anche in questo mio nuovo contributo:

“la psicoanalisi è importante a livello sociale e politico, perché  -cura le relazioni- e permette di -ripartire- per chi è caduto più volte, per chi è considerato un po’ strano rispetto ad un certo diffuso conformismo o infine viene considerato un caso disperato”

La notte del Gestemani

“La seconda preghiera di Gesù”

«Il mio tempo [kairos] é vicino» (Mt 26,18), afferma Gesù poco prima dell’inizio della sua passione. Egli vuole cambiare il modo di intendere la Legge; non si sente sottomesso a una Legge che non risponde e non perdona, ma trova, in ultima istanza, solo in se stesso la propria Legge, la Legge del suo proprio desiderio. In questo modo Gesù, come scrive Paolo, non subisce la morte ma “consegna se stesso” (Gal 2,20) alla Legge. In questa sottile ma profonda differenza il gesto di Gesù non è affatto un gesto sacrificale, ma un gesto che, sin dalla notte del Getsemani, ben prima del supplizio dell’arresto, del processo, del Calvario e della crocifissione, libera la Legge dall’ombra mortifera del sacrificio […] Egli può così attraversare il fantasma della prima Legge – quella patibolare-sacrificale – per raggiungere una nuova versione della Legge – quella del dono di sé, dell’assumere la Legge del proprio desiderio […] Si tratta di un passaggio vertiginoso: non subisce semplicemente la potenza predittiva delle Scritture – «tutto era già scritto» – ,ma genera una nuova scrittura: assumendo la propria vita come consegnata, la libera da ogni consegna.

Massimo Recalcati, “La notte del Getsemani”, Einaudi, Torino 2019, pp. 74-75-76
(https://www.facebook.com/127238307340639/photos/a.584421358288996/2461340080597105/?type=3&theater)

 

Grazie , come sempre , agli organizzatori della Libreria del Naviglio che sono riusciti a gestire molto bene l’evento.

Grazie ancora al  professor Recalcati per la sua  “capacità di donarsi, di esporsi, come segno di una totale emancipazione da qualsivoglia ideale immaginario di superiorità, come abolizione di ogni forma di presuntuosa riluttanza al pronunciamento di sé” (“Un cammino nella psicoanalisi”, Mimesis Edizioni Milano, 2016, dall’ Introduzione “Recalcatiana: non c’è clinica senza amore” di Mario Giorgetti Fumel, nota 1 , pag. 10) .

Concetti complessi trasmessi in maniera divulgativa e chiara , tante parole da elaborare e da far decantare.

Riflessioni  necessarie e un libro da leggere.

 

La realtà é ciò che stona…Lacan, citato da Daniel Pennac

Stefania Cavallo

10 luglio 2019

 

Come attivista del Movimento

Come attivista del Movimento

 

LE PAROLE FUSIONE

La fase attuale di riorganizzazione che ci vede tutti impegnati ai vari livelli, a mio avviso, è importante e credo che qualsiasi ridisegno a livello organizzativo che non passi attraverso un processo di elaborazione individuale e collettiva, così come da una rivisitazione del processo comunicazionale interno ed esterno insieme alla formazione, difficilmente potrà dare gli esiti sperati. A mio avviso per quanto riguarda i gruppi , sarebbe auspicabile ripensare le modalità comunicative interne recuperando quei sani sentimenti  di ascolto e di fiducia reciproci.

 

Come attivista del Movimento, nei diversi mesi trascorsi dal 4 marzo del 2018, posso dire con soddisfazione che come forza civica e politica presente a Basiano è stato  dato un importante contributo in qualsiasi lotta civica  si  sia deciso di impegnarsi;  iniziando da quella contro gli impianti di biogas/biometano a Masate e la mozione del nostro consigliere regionale Massimo De Rosa che ha sollecitato la Regione Lombardia a porsi come cabina di regia in questa delicata materia; passando poi al nostro “No” ad una “fusione” tra le due comunità di Basiano e Masate, in quanto non ancora matura, perché monca soprattutto sul piano sociale e culturale;  infine per arrivare più di recente al problema delle molestie olfattive, chiedendo ,già nell’ottobre scorso, ad ARPA ed al Comune l’attivazione della procedura DGR del 2012 contro le molestie olfattive, diventata una realtà già oggi.

In questo periodo , grande e importante è stato il supporto da parte del coordinamento Martesana del Movimento (Alfredo Romano in primis)  e della VI Commissione Ambiente regionale (Massimo De Rosa in primis) con i nostri  consiglieri regionali , sempre disponibili e pronti a capire, per quanto possibile, le nostre esigenze specifiche che partivano dal nostro territorio.

Alla recente  tornata elettorale noi non ci siamo presentati con una nostra lista, tuttavia abbiamo cercato di mantenere e preservare la centralità della nostra presenza a Basiano, affinché non ci fosse alcuna strumentalizzazione sia della nostra immagine sia dei nostri principi identitari, per non vederci in maniera manipolatoria mischiati in liste “acchiappavoti/ammucchiata”, come purtroppo si voleva fare, per confondere le acque, i cittadini , infine anche i nostri simpatizzanti ed eventuali iscritti al Movimento.

Come attivista del Movimento a Basiano, continuerò a supportare con le mie energie e competenze in particolare quei progetti che convergono su due ambiti a me molto cari, ossia quello ambientale e quello sociale.

Quando parlo di sociale, ovviamente intendo quella particolare sensibilità e competenza sulle importanti questioni relative alle famiglie di oggi, al rapporto genitori-figli adolescenti, alle problematiche giovanili, passando per la scuola sino al mondo associazionistico e alla comunità tutta.

Mi preme sollecitare la questione relativa ai nostri giovani e la necessità di pensare a spazi , alternativi a quelli di tipo parrocchiale-oratoriale, più istituzionali e di “prevenzione” come le famiglia e la scuola, in cui i nostri giovani possano ritrovarsi ed organizzare attività/progetti a loro più idonei, affinché si guardi a loro come preziosa “risorsa” e non come un “problema” da non affrontare mai o da nascondere perché etichettato come qualcosa che disturba il mondo degli adulti, o bisogna “controllare” come presunta “devianza sociale” e basta.

Come cittadina consapevole e attivista, da tempo impegnata in maniera volontaria su queste questioni , oltre che per competenze professionali ed esperienze di “buone pratiche” acquisite nel tempo, mi rendo disponibile a partecipare a tavoli di lavoro che in maniera trasversale, si occupino della questione giovanile al fine di rendere migliore la qualità delle nostre vite.

Una comunità che non si occupa con responsabilità collettiva dei propri giovani è destinata fatalmente a gestire le emergenze, con ricadute sociali ed economiche devastanti per tutti.

 

Stefania Cavallo

Attivista Movimento 5 Stelle Basiano

2 luglio 2019