Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo …lo cambiano davvero!Just another WordPress.com site

Archivio per marzo, 2019

Certe fiabe e favole, sempre attuali!

 

I leader avrebbero bisogno di persone sincere, di folli!

 

il re è nudo

Quando si parla di fiabe e di favole viene alla mente la nostra infanzia e se siamo genitori vengono in mente quelle che abbiamo raccontato ai nostri dolci figlioli per tranquillizzarli e per addormentarli.

Poi ci sono favole che abbiamo letto ed assimilato da adulti e nel mio caso vorrei citare “Il piccolo principe” di Antoine de Saint Exupery , così come il riconsiderare ed apprezzare “I vestiti dell’imperatore” di Hans Christian Andersen e “La volpe e l’uva” di Esopo.

La prima è una favola per bimbi , che in realtà racconta molto anche agli adulti ; è una favola che parla dell’importanza dei “riti” che creano i “legami” come quella che si crea tra una volpe ed un bambino. E’ una favola che mi piace approfondire anche con i miei studenti nell’affrontare i vari percorsi sentimentali che da tempo svolgo in classe o nei miei incontri aperti e a carattere divulgativo-culturale più su tematiche socio-psico-pedagogiche.

La seconda è una fiaba di Andersen, conosciuta anche con la nota esclamazione “Il Re è nudo!” . Nella fiaba si racconta di un re che ama i vestiti e purtroppo cade in una trappola ad opera di truffatori che gli vendono dei “finti” vestiti in realtà inesistenti e completamente invisibili . L’epilogo dice che il re così vestito , con vestiti invisibili , sfila per la città nudo; nessuno voleva far capire che non vedeva niente perché sarebbe stato considerato uno stupido o che non fosse all’altezza dell’incarico che ricopriva.

«Ma non ha niente addosso!» disse un bambino «Signore, sentite la voce dell’innocenza!» replicò il padre, e ognuno sussurrava all’altro quel che il bambino aveva detto. «Non ha niente addosso! C’è un bambino che dice che non ha niente addosso!». «Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente. E l’imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò: «Ormai devo restare fino alla fine». E così si raddrizzò ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c’era.

Da questo punto di vista anche il rapporto tra il leader e il giullare risale all’antichità , e il giullare , sotto le apparenze della follia, può dire ciò che per altri è indicibile; così il folle, usando l’umorismo, protegge il re dal rischio di diventare arrogante e malato di narcisismo. Una coscienza critica , ma nascosta del re.

Forse anche oggi, “i leader avrebbero bisogno di persone sincere, di folli che, ricorrendo all’arma dell’umorismo, riescono a limitare le conseguenze dell’arroganza e dell’ostilità. In questo senso, il potere del leader ha bisogno della sua follia” (https://www.stateofmind.it/2016/02/leader-ascolto-coscienza/).

Un’ultima favola che mi piace e desidero proporvi è “La volpe e l’uva” di Esopo che recita così: «Una volpe affamata, come vide dei grappoli d’uva che pendevano da una vite, desiderò afferrarli ma non ne fu in grado. Allontanandosi però disse fra sé: «Sono acerbi». Così anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze.». Una favola sempre attuale e che parla a ognuno di noi .

La morale del racconto è che non bisogna disprezzare ciò che non si può ottenere , con l’insegnamento che , senza impegno ed umiltà, diventa impossibile raggiungere grandi obiettivi nella vita.

Evocare queste favole e fiabe è un po’ come attingere ad una enorme coscienza collettiva universale in cui riconoscersi umanamente, provando a volte compassione e a volte estraniamento o disappunto, dipende dalle diverse situazioni che si stanno vivendo.

Stefania Cavallo

26 marzo 2019

Annunci