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Bryan cantante

Mantenere il contatto con i giovani oggi, vuol dire anche
mantenere il contatto con le nostre periferie e viceversa

 

Bryan Risma Spiga – StatuSquad , Pioltello

 

Bellissime parole di una madre ad un giovane sconosciuto , in una sorta di confessione intima i due trovano una sintonia e Cao gli chiede “ Quante cose non dette ci sono tra te e i tuoi?” …..
”Nessun genitore che ama un figlio non lo capisce .
Ci sono differenze di linguaggio, ma i valori profondi, quelli che contano davvero, non hanno età. Bisogna solo sforzarsi di parlare, di condividere”
(da Soffia forte il vento nel cuore di mio figlio, Carolina Bocca)

 

Continuo , anche se a rilento, il mio viaggio nella musica contemporanea giovanile , perché come ho scritto in un altro mio contributo a riguardo , la spinta è sempre una necessità personale di capire cosa porta gli adolescenti, i nostri figli, i giovani ad ascoltare in maniera quasi ossessiva questi giovani cantanti, a seguirli nelle loro esibizioni che spesso iniziano dai parchetti periferici metropolitani della nostra bella provincia italiana. Si tratta di un linguaggio musicale, a volte sgraziato, urlato, con testi o frasi -rime (come le chiamano) anche dure e impietose, un po’ “contro” qualcosa e qualcuno, forse è per questo che mi incuriosisce approfondire, ma passando soprattutto dal racconto delle loro vite, oltre ai testi dei loro pezzi.

Ritengo che questa musica svolga un’importante funzione sociale (come tutta la musica in generale…), anche in considerazione del discorso sui modelli educativi positivi per i nostri ragazzi che sono “altro” rispetto alla nostra generazione e quella dei nostri nipoti.

Il RAP italiano, è da qualche anno sulla vetta delle nostre classifiche musicali , o meglio è “ritornato” e ha ritrovato una rinnovata stagione di successi anche con la nascita di diverse competizioni di freestyle e la diffusione tramite internet.

Oggi vorrei conoscere meglio e presentarvi un giovane artista (underground e hiphop, ma vi dirà meglio lui) che si chiama Bryan Risma Spiga e il suo gruppo StatuSquad di Pioltello, in provincia di Milano .

 

Ho conosciuto Bryan nel ruolo di giovane studente, nella scuola in cui insegno e nel marzo scorso mi ha sorpresa perché me lo sono trovato esattamente , in maniera imprevista,  dietro la mia poltrona , nel teatro di Inzago, in un incontro con Papà Gianpietro di “EMA Pesciolino Rosso” , che avevo segnalato a scuola qualche giorno prima, e il tutto accade proprio quando ascoltavamo le incredibili parole di Papà Gianpietro che diceva più o meno così: ” Puoi essere alle Seychelles , in un qualsiasi luogo stupendo ma se odi non ti serve …..”. Papà Gianpietro aveva appena finito di parlare dell’inutilità dell’odio, un odio umano che sorge quando scopri che tuo figlio viene lasciato solo in quella sera indimenticabile , tutti i suoi amici , scomparsi, un odio umano che nasce alla domanda del “perché proprio a me” e stava parlando dell’importanza del perdono, soprattutto del “perdonarsi” per trovare quella pace interiore come medicina, terapia per elaborare forti lutti e   abbandoni drammatici .

Bryan - Ema Pesciolino Rosso

Mi ricordo la commozione di Bryan , della sua ragazza Giulia e la forte emozione di tutti noi e ho capito che tra Bryan, questo ragazzo “spettinato”, come direbbe Carolina Bocca ( si veda la citazione a inizio del mio contributo) , e Papà Gianpietro sarebbe nato un rapporto di grande vicinanza. Volevo riportare questa esperienza personale che ha rappresentato per me un momento molto importante della conoscenza di questo sensibile e giovane talentuoso artista ,   Bryan Risma Spiga.

Ecco di seguito , le domande che ho fatto a Bryan e le sue risposte.

Non ho voluto toccare alcuni recenti dolori , come la perdita del suo giovane amico fraterno Francesco Lavore, in arte “Para”, così come non ho voluto andare direttamente sul tema “droghe” e “alcol” , ma ho voluto e preferito focalizzare la mia intervista su ciò che per me conta, ossia nella conoscenza più “artistica” e “umana” di Bryan. Speriamo di esserci riusciti insieme !

  1. Bryan Risma Spiga e StatuSquad, quando sono nati , perché e come definiresti la tua musica ?

 

Bryan: Beh innanzi tutto buongiorno.

Il mio nome “Risma” nasce per il valore che do ad ogni pezzo di carta dove ho scritto le mie prime rime, e siccome, all’inizio non avevo un nome d’Arte ho pensato che sarebbe stato intelligente chiamarmi “Risma” esattamente come le “Risme di carta” ovvero, quelle dove scrivo maggiormente, fogli su fogli di testi.

La StatuSquad invece nasce nell’Ottobre 2015 se non ricordo male, dall’idea del mio socio non che amico e non che fratello, Francesco aka ParaOne. Volevamo portare assieme, io Para Sisma e Nikita (La quale ora non è piu un membro della StatuS) l’underground e l’hiphop, quello che la gente si è dimenticato, il classico boom-cha il suono cattivo, l’hardcore della zona tutto lo schifo che abbiamo visto volevamo riportarlo in ogni strofa scritta!

Oggi in mezzo a tutti questi “Trapper” saper fare la differenza, ti può portare ad intraprendere una strada diversa .

2. Le tue barre , di cui parli , ecco quando hai realizzato la prima e da dove prendi l’ispirazione?

 

Bryan: La mia prima barra la scrissi a 12 anni forse, prendevo spunto da ciò che sentivo e le scrivevo, ovviamente ai tempi non ero in grado di avere un lessico ampio e più che avere argomenti di attualità dove poter prendere spunto, non avevo. Perciò presi carta e penna e misi giù le mie prime rime, ora quelle rime non so nemmeno dove siano finite, ma diciamoci la verità meglio così, non erano neanche a tempo a quei tempi!

Attualmente, ho allargato il mio orizzonte e nella mia vita da quando avevo solo 12 anni ad oggi che ne ho 20 aimè, ne ho viste di cose sia belle ma altrettanto brutte e purtroppo tutto ciò che viene riportato in ogni mia barra, è vero.

3. A quale delle tue realizzazioni musicali sei più legato nel tempo e quante ne hai realizzate , ce le puoi raccontare brevemente tutte ?

Bryan:  quelle mai pubblicate ce ne saranno all ‘incirca una decina e di pezzi scritti che non ho mai registrato ne conterò piu o meno attorno ai 500 testi .Una traccia a cui sono legato col tempo che non è mai uscita è “La Coka Nostra” una traccia che dovevamo far uscire nel 2015 io e ParaOne appunto su un beat de “La Coka Nostra” e che per forza di cose negative, non ce l ‘abbiamo mai fatta. Invece, una traccia a cui sono legato tutt’ora e che tutti possono ascoltare è “Stato Mentale” girata nella mia città praticamente natale ovvero Pioltello, il mio quartiere. E’ stato l ultimo lavoro dove abbiamo lavorato con Fra.

4. La musica svolge un’importante funzione sociale, tutta la musica in generale, e  in considerazione del discorso sui modelli educativi positivi per i nostri ragazzi  cosa pensi a riguardo ? Sai di poter essere un riferimento per i più giovani?

Bryan: Non penso di voler essere un punto di riferimento né un modello positivo per nessuno, ciò che dico o che faccio nei miei pezzi e dentro i video, che piaccia o meno, lo faccio. L’HipHop è bello perché è vasto e potrei dire anche le cose in modo diverso, ma se non lo faccio non è per andare incontro a impicci, questa è la mia musica, la nostra musica, perché parlo a nome della StatuSquad e quindi se dico le cose in malo modo e con termini scurrili, è perché evidentemente vanno dette così. Non voglio essere l’esempio di nessuno, io racconto ciò che ho visto e vissuto e auguro a tutti di non vedere quello che ho visto io fino ad oggi.

5. Focalizzandosi  sui  giovani rapper di successo,  ascoltando i loro racconti , i loro percorsi musicali  e i testi  dei loro pezzi , ebbene si colgono meglio le diverse sfumature e differenze e poi non sembrano più  “tutti uguali”,   come spesso si tende a dire con un po’ di superficialità. Cosa pensi di questa critica dei testi musicali della vostra musica oggi,  sono realmente  un po’ “tutti uguali” ?

 

 

Bryan: Sono realmente tutti uguali, la gente mette in mostra e vuole mettere in mostra i soldi, le maglie firmate, luis vuitton, gucci, fendi occhiali maglie scarpe ridicole, argomenti uguali in ogni strofa cantata, kili di autotune, sono quelli che poi  non sanno nemmeno chi sia 2pac o Nas perché sono cresciuti con Ghali e SferaEbbasta gli stessi che vogliono imitare questo genere.

Io vengo da un altro genere, vengo dalla strada, quella vera, quella dove incontri persone sgradevoli, quella dove o ti fai il culo per essere qualcuno o rimani niente.

Senza soldi, o perlomeno quelli per sopravvivere, ma nei miei video non devo risaltare di certo un paio di Nike o una maglia di Gucci, ci sono ben altre cose da dire, ma purtroppo ai ragazzini di oggi, la musica che piace è proprio quella di sti deficienti e a volte, fanno più successo loro di chi strilla sulla base per farsi ascoltare DAVVERO!

6. Gli amici, la famiglia, l’amore. Quale è la tua priorità e perché , spiegaci.

 

Bryan: Tutte e 3 sono la priorità. La famiglia, mia madre è la priorità lei che si fa il culo per 8 ore e si sbatte tutti i giorni di tutti i cazzo di anni, gli amici che se non ci fossero non avremmo il supporto dovuto sotto al nostro palco e nella vita in generale, l’amore la mia ragazza, se non sono apposto con lei mi viene difficile riuscire a lavorare con mente aperta sui miei pezzi, quindi direi che un po’ tutte queste siano la priorità per avere un equilibrio equilibrato.

Bryan
7. C’è un’intervista  ormai nota di Ghali in cui dice che vorrebbe  far capire ai ragazzi che si definiscono “di quartiere” che le strade secondarie creano solo scompiglio e riuscirci con la musica vuol dire anche essere un esempio, un esempio positivo.  Come vedi ritorno sul tema , ecco la domanda :

Il tuo quartiere e la tua  esperienza personale di vita cosa ti hanno insegnato sino ad ora e  puoi trasferire tutto questo attraverso la tua musica?  

Bryan: Posso solo trasferire di non fare ciò che noi abbiamo fatto e di non mettersi in condizioni di vita, che possano compromettere tante altre cose. Il mio quartiere, il mio posto mi ha insegnato due cose: La prima è stare attento a tutto. La Seconda è dai solo quando vedi che gli altri darebbero qualcosa per te.

Attraverso la mia musica posso solo dare un messaggio che passi buono o che passi cattivo, non da prendere d’esempio, ripeto le mie tracce non sono per bambini sono per gente al di sopra di un’ età che ci ascolta, se poi i più piccoli vogliono ascoltarci perché a loro piace, questo non glielo si può impedire! Sta a loro capire cos’è giusto o sbagliato, noi lo abbiamo già capito.

8. Infine, cosa vuoi fare da grande , diventare un artista e vivere di questo lavoro?

 

Bryan: Credo di voler lavorare nel settore della Psicologia, se la mia musica dovesse mai arrivare in alto, allora tanto meglio vivrò di ciò che amo, ma anche la Psicologia amo, quindi nel mal dei casi, farò lo stesso qualcosa che mi piace!

La ringrazio per questa intervista e alla prossima!

Ti ringrazio caro Bryan per questa bella intervista che mi auguro possa renderti più visibile e stimolare chi è nel settore a contattarti .

Bryan bello

Qui il link del pezzo “Stato Mentale”, le cui parole dicono molto e sono emotivamente molto significative, con quel réfrain  “Io c’ho un brutto presagio sono solo di passaggio”: quasi preconizzatore per Francesco, in arte “Para”:

https://www.youtube.com/watch?v=YvE2f2xBGO4

StatuSquad Crew ha un proprio canale yuotube al seguente link: https://www.youtube.com/channel/UCm6J_ibl2Mh1JW9GeF9zNmg

Mi auguro anche di stimolare qualche altro genitore ad approfondire, per capire  e conoscere meglio il mondo dei propri figli, almeno quelli che seguono questi artisti così promettenti e talentuosi.

Buona fortuna Bryan!

 

Stefania Cavallo

Blogger di “Lavoratori Acrobati” su wordpress.com

28 giugno 2018

 

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