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bookcity 2017 stefania

Dopo Bookcity 2017, c’è chi si è complimentato per il mio impegno e per il mio intervento su “Buoni maestri e parole che aiutano”, c’è chi è rimasto colpito del tipo di approccio che utilizzo e del fatto che si tratti di concetti molto interessanti, di cui ci sarebbe bisogno, soprattutto nelle scuole………eppure, eppure non è proprio così, nel senso che spesso l’interesse resta  “a parole”, ma non segue nei fatti .

 

Alcuni amici proprio non si capacitano del fatto che io faccia fatica a realizzare progetti di lavoro di questo tipo e che in generale una persona come me, a loro dire, “così in gamba” non trovi opportunità e collaborazioni, come risposta a professionalità e competenza; queste parole , autenticamente esenti da un facile compiacimento narcisistico, hanno d’improvviso rilanciato in me alcune impreviste riflessioni interiori .

 

Qualcuno mi dice che dovrei essere più esplicita e dire in maniera più diretta che si tratta di “lavoro” , per me, e che mi piacerebbe realizzare questi Percorsi  emozionali  formativi e auto-formativi , che rientrano nella dimensione più nota del “Imparare dalle emozioni”.

 

In questi anni ho spesso cercato e cerco sempre collaborazioni di lavoro , appena ne ho la possibilità, ma forse un certo mio mal celato orgoglio mi ha un po’ frenato, pur nella necessità di creare nuove opportunità .

Mi è capitato , come mi capita, di creare sinergie con diverse professionalità perché credo con convinzione nella “circolarità” della conoscenza e mi auguro sempre che si possa realizzare qualcosa “insieme”, anche se poi non avviene .

Mi è capitato di creare opportunità di lavoro per altri, senza avere alcun coinvolgimento con miei progetti e competenze , così come mi è capitato di essere un po’ “vampirizzata” in ciò che scrivo e cerco di realizzare , ma forse tutto questo rientra in modalità ricorrenti, per persone che non hanno una spiccata capacità creativa , ma hanno bisogno di copiare per affermarsi , cosa che non funziona così per me , in quanto invece amo creare in una logica generativa e sempre nuova, almeno ci provo.

Sono sempre molto grata quando si verificano incontri che creano scambi di energia positiva, al di là di aspetti più legati ad obiettivi concreti di lavoro e comunque l’ideale sarebbe riuscire a coniugare entrambi gli aspetti……sembra un’ovvietà , ma non è così .

 

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di sensibilità multiformi , come le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere, così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni”, spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa sentire più veri, quella che spesso ci fa “buttare giù” le maschere , quella che non ci fa più preoccupare di “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento in cui ci può aiutare nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come mi arriva attraverso la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi occupo della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose situazioni raccolte attraverso gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine l’ulteriore condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale è quella del “mondo scuola” , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto cooperativistico tra scuola/insegnanti e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.

I riti  e le parole creano legami invisibili .

Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine .

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, sino alla ricerca di possibili risposte e di auspicate soluzioni.

 

Detto ciò , chi avesse voglia di prendermi sul serio, “lavorativamente” parlando , mi rendo disponibile per presentare i miei progetti, creando quella “circolarità“ della conoscenza che trova la sua ragion d’essere in una rete integrata di molteplici professionalità.

 

Stefania Cavallo

28 novembre 2017

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