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NUOVE INIZIATIVE  2017-18    F 14

Ecco le mie  iniziative organizzate e proponibili sempre durante l’anno ,  ove vi sia interesse sui temi proposti. 

Ringrazio in anticipo per poterle segnalare e far conoscere .

Stefania Cavallo  , milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. 

Art Pintus Il Giorno 123

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiareOrganizza e conduce incontri  e percorsi emozionali  realizzati per genitori, educatori, insegnanti e studenti  su diversi temi .  In particolare,  di recente propone un percorso   dal titolo  “Un nuovo percorso emozionale all’interno del mondo scuola: Mal di scuola”  e si rivolge a tutti coloro che a vario titolo operano in questo ambito e lo attraversano. 

Dr.ssa   Stefania Cavallo

Esperta  in comunicazione e formazione

Mediatrice familiare e sociale    –   392/1316509

 

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NEWS : BOOKCITY 2017 MILANO

TEATRO DEL BURATTO – MACIACHINI LABORATORIO 1

Sabato, 18 novembre 2017 h. 18,30

Stefania Cavallo e Piergiorgio Critelli  intervengono con

“ Buoni maestri e parole che aiutano”

 

 BOOKCITY MILANO 2017 DEFINITIVO LOCANDINA

 

NEWS:IMPARARE DALLE EMOZIONI

 Percorsi  emozionali  formativi e auto-formativi

per famiglie e scuola e per chiunque sia interessato a vario titolo

 

 EMOZIONI GIBRAN

I LUOGHI DELL’ANIMA

Presentazione

Dopo una rivisitazione di tutte le attività svolte nel corso di questi ultimi mesi, ripercorrendo in particolare tutto il 2016 e parte del 2017 sino ad oggi, mi sono resa conto sempre più di aver curato “la parola” nelle sue diverse declinazioni, narrata, parlata ed evocata, così come molto spazio ha preso la dimensione delle emozioni come mondo ricco ed espressione di  sensibilità multiformi , come  le risonanze sentimentali , affettive e quelle più legate ai ricordi .

Nel mio modo di essere,  così come in quello del mio lavoro fatto soprattutto di “relazioni” , spesso ho a che fare con le emozioni , a volte positive e a volte negative, e ho sempre pensato che le emozioni ossia  la nostra parte emotiva , legata a quella che più comunemente   s’intende per “umorale” , più irrazionale, è quella che ci fa  sentire più veri , quella che spesso ci fa “buttare giù” le  maschere , quella che non ci fa più preoccupare di  “apparire” o di come ci possano “giudicare” gli altri  ed è per questo che è importante occuparsene e prendersene cura , nel senso di imparare a comprenderla , a decodificarla e a trasformarla nel momento  in cui  ci può aiutare  nel nostro percorso di vita , nel migliorare le nostre relazioni e a star meglio con noi stessi, oltre che con gli altri.

Affronto il mondo emozionale in situazioni soprattutto di crisi e di cambiamento , così come mi arriva attraverso  la condizione delle “famiglie contemporanee” , con i disagi e le problematiche molto diffuse tra genitori e figli adolescenti , oppure attraverso  i casi di separazione e di conflittualità , così come quando mi sono occupata della condizione del “lavoro che non c’è”, delle numerose  situazioni raccolte attraverso  gli spazi attivati con i “gruppi AMA per chi ha perso il lavoro” e infine la terza condizione che mi ha impegnata sull’aspetto emozionale  è quella del “mondo scuola”  , con le diverse problematiche legate spesso all’assenza di un patto  cooperativistico tra scuola/insegnanti  e famiglie.

Il 2017  ha segnato  i miei 10 anni  nella mediazione familiare, su temi legati alle famiglie di oggi e alla tutela dell’infanzia. Anni  intensi e ricchi di  nomi, volti , storie. Perché incontri e  libri sono anche questo.
I riti  e le parole creano legami invisibili . Con il tessuto del tempo e della pazienza , sono i riti che consentono di “preparare il cuore” a ciò che è essenziale anche se invisibile agli occhi,  a ciò che conta e consente di amare, di rispettare la vita, di renderla umana.

Le parole sono luoghi dell’anima e in particolare la scrittura dà un’identità che ci si costruisce addosso, anche nella solitudine .

Mi piace scrivere appena mi è possibile , come forse qualcuno sa, e lo faccio quando ne sento la necessità perché per me la parola, anche quella scritta, è farmaco , cura – autocura-autoterapia e ci sono periodi in cui scrivo di più.  Mi sono occupata anche dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi di parola, in vari ambiti in questi anni, e ho verificato di persona che appena si apre uno spazio   di parola e di ascolto ecco che le persone vi entrano e, prendendo coraggio, raccontano di sé e si dispongono ad accogliere e aiutare gli altri.

Grazie a personali meditazioni, posso dire che l’approccio emozionale, con l’ausilio dei diversi media, in particolare del cinema e della letteratura, porta e conduce ad un viaggio interiore, mai dato per scontato, in cui leggere con attenzione e cercare di comprendere i diversi stati d’animo, in particolare lavorando su fragilità e aspetti negativi del vivere, alla ricerca di possibili risposte e/o di auspicate soluzioni.

 

NEWS:Esperimento sociale contro il sessismo , proposto ad adolescenti

 copertina emozioni

Cosa pensano le ragazze e i ragazzi  di oggi  del  “sessismo” che passa dalla Rete ?

Questa è un’idea scaturita dalla messa in discussione di alcuni video “sessisti”e “volgari” che si possono trovare in rete , ma non solo, e  in cui si possono ascoltare e cogliere alcuni degli stereotipi maschili/maschilisti più diffusi sul genere femminile.

Il progetto si rivolge al mondo degli adolescenti , ragazze e ragazzi,  e tra le varie finalità , senz’altro quella prioritaria è quella di capire meglio quali siano  i contenuti dei video che dicono di essere degli “esperimenti sociali” e far capire ai giovani l’approccio e l’uso consapevole dei social e dei numerosi stereotipi che passano in maniera spesso “anestetizzata” , quale specchio di una società a sua volta spesso inerme e apatica alla decodifica e alla comprensione di ciò che avviene , in particolare nel nostro caso , per quanto riguarda la questione di “genere”.

Dunque , l’obiettivo esplicito , è quello di mettere  in discussione ciò che si “traveste”  da “esperimento sociale” ma nella realtà è qualcosa d’altro e molto distante  da una certa  valenza positiva indicata dalla moderna Psicologia sociale che studia l’interazione tra individui, gruppi, contesti ambientali con una forte componente sperimentale.

Genitori e  adulti di riferimento dei nostri ragazzi  dovrebbero essere “adulti accompagnatori” e non “censori” per i nostri bambini e adolescenti, nel percorso di esplorazione della Rete, partendo dal fatto che anche i  Genitori dovrebbero conoscere di cosa si sta parlando. A mio avviso il dibattito che si apre e sempre attuale è quello di costruire una Rete di fruitori responsabili e coscienti delle proprie scelte.

I bambini e gli adolescenti non hanno solo diritto a essere protetti, ma anche ad essere protagonisti delle scelte che riguardano la loro formazione e il loro futuro (Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia- ONI 1989).

Si rende necessario un primo incontro esplorativo e preliminare per poter verificare le diverse disponibilità e la fattibilità del progetto. La mia disponibilità è quella di “facilitatrice” del progetto, di avvio e di scelta dei referenti interni  per la sua realizzazione, di supervisione e di restituzione finale durante l’incontro in plenaria.

 

NEWS: Progetto “Mal di scuola”  per scuole, enti ed associazioni

 F 17

Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

 

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

 

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dalla formatrice ,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

 

Registi, scrittori , educatori, preti che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

Conferenza “Genitori equilibristi : ascolto e dialogo con i figli”

 L’educazione non avviene fuori la relazione.

Si costruisce al suo interno e in tutto quello che viene messo in comune

GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

In questi anni  mi sono spesso occupata di  genitorialità , di  tematiche  legate alla comunicazione  genitori-figli , di genitori felicemente uniti in matrimonio  e  di genitori separati o singoli o “singolari”  e  ho raccolto diverse  testimonianze .

Ho pensato che potesse avere un senso  riordinare il tutto  secondo uno  schema mentale  che   fosse soprattutto   “racconto e testimonianza” , al di là  di tanta teoria  che in qualche modo, superata una prima alfabetizzazione sul tema, necessita  soprattutto di  pratiche  e di percorsi  possibili  di genitorialità a cui ispirarsi  e su cui riflettere.

In questo mio nuovo contributo si parlerà di “genitori  equilibristi”  nel senso proprio legato  ad uno scenario ricco di acrobazie  che  troviamo nel  quotidiano , aiutati anche  dai fatti  di cronaca  e dall’affanno  nel conciliare  impegni lavorativi  con  impegni familiari e di cura .

Appunto  si parla di “genitori efficaci”, di  “genitori  singolari”, di “genitori  mediatori” , di “genitori  competenti” e così via , tuttavia  mi sembra proprio che quella di “genitori acrobati” o “genitori equilibristi”  dia meglio l’idea di un ruolo  molto dinamico , in continua evoluzione e cambiamento.

I “buoni maestri” sono  sempre meno  e forse non riusciamo più a riconoscerli  nemmeno  nei nostri insegnanti , nei  nostri genitori o negli adulti di riferimento.

  

Laboratori  filmici  con   percorsi  tematici  per scuole , enti e associazioni

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Nell’Ambito di questo spazio  si creerà l’opportunità di conoscere meglio  grandi  registi  e importanti  autori , attraverso il racconto della loro vita  e delle più  importanti opere filmiche . Si potrà aprire un confronto  competente  anche alla luce  dello scambio di riflessioni  su alcune tematiche “dedicate” come indicato di seguito:

  • Relazione Genitori-figli
  • La mediazione familiare : un percorso possibile
  • Educazione alla Pace
  • Comunicazione ed Educazione Sentimentale
  • Scuola e problematiche  connesse (bullismo, razzismo, diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ,  disabilità )
  • Il Cinema sociale

 

  

MUTUALITA’ SOCIALE OGGI E IL FACILITATORE NELLA RELAZIONE D’AIUTO

Due più due non fa semplicemente quattro ma molto di più!

 

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Esperienze di “mutuo soccorso” che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone , possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare più operative , acquistare così un’efficacia maggiore e capillare , iniziando a pensare che dei “percorsi culturali” sono possibili in questo ambito e che bisogna investire nella possibilità di un cambiamento culturale della società, con uno sguardo al concetto di servizi sociali e di aiuto alle persone che superi il tradizionale assistenzialismo .

Anche su Facebook : https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127

 

Spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare SPAZIO DI MEDIAZIONE FAMILIARE E DI ASCOLTO 116

Il   MIO  PROGETTO  S.A.F.   STUDIO  AIUTO FAMIGLIE

Progetto  S.A.F. –  Studio  Aiuto  Famiglie   secondo  due declinazioni o servizi   :  assistenza allo studio  e spazio di mediazione familiare  . Questo progetto è nato dalla mia esperienza sul campo  come operatrice  socio-culturale  e come mediatrice familiare  specializzata ,   certificata con l’Associazione  GeA-Genitori Ancora  di Milano.  Inoltre  avendo coordinato  qualche  Centro di Assistenza   allo studio  per adolescenti  (10-16)  delle scuole secondarie e delle superiori  ,  mi piace l’idea di  aprire questo progetto anche  ad un servizio , analogo all’ultimo,  da effettuare  nel pomeriggio  con l’obiettivo  di avere  un canale continuo  aperto con le famiglie del territorio.

 

Come Assistenza allo studio  , il  “mondo”   di  riferimento  sono  gli adolescenti  (10 – 17 anni) , delle scuole secondarie e superiori,  con bisogni legati all’apprendimento delle lingue e della matematica  , inoltre  l’altro “ mondo “  può essere rappresentato  dagli adolescenti con problemi nell’apprendimento   del   linguaggio  (es. dislessia )  .  In questo primo servizio  ho in mente di erogare lezioni   pomeridiane  sulle singole materie  (durata  1 ora)  , inoltre per quanto riguarda  i problemi del linguaggio  o di dislessia  penso di erogare  sedute  ad hoc , su richiesta  .

Come attività legata alla mediazione familiare  , penso al “mondo”  delle coppie/genitori   con figli piccoli  (sino ai 16 anni)  e “genitori singoli”  che hanno deciso   di separarsi o divorziare .  In questo caso si erogano sedute /incontri  di mediazione  (durata: 1,30 circa)  secondo  un percorso di  10-13 sedute  (due mesi  circa)  a coppia  .

All’interno di questo progetto  sarà  possibile prevedere  quindi un aiuto  e un sostegno alla genitorialità  a 360 gradi  anche attraverso  uno “spazio  di ascolto e   composizione dei conflitti genitori-figli  e di  mediazione familiare”.

Ecco il link  del sito dedicato:  http://progettosafstudioaiutofamiglie.jimdo.com/

 

 

Camminamici  2017-18  Unendo il movimento del corpo a quello dei pensieri

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Un’iniziativa pratica per sensibilizzare al sentimento  dell’amicizia  in ambito scolastico

e rivolta agli studenti delle scuole secondarie

In questi anni,  mi sono resa conto  che non sempre la scuola riesce  a far fronte alle tante problematiche  sociali  ed educative   che   vivono le famiglie e i nostri giovani , in particolari  in età adolescenziale  . Allora parlando con amiche e   parlando di quest’età così  particolare  per chi ha i figli in questa fascia , mi sono  posta    l’interrogativo  “cosa possiamo fare noi genitori per far capire che concretamente    ci siamo  e vogliamo aiutare i nostri ragazzi  a vivere in una società  in cui la relazione  autentica umana  è più importante  di ogni altra cosa …in qualche modo come possiamo   portar  “fuori “  casa  questi ragazzi  da questo  continuo rifugiarsi   in un  proprio  mondo virtuale  in cui  la distanza con gli adulti  e il mondo reale  è sempre più  ampia e inquietante, se pensiamo al cyberbullismo o alle net-dipendenze ? “.

Ecco la risposta mi è arrivata    e poi   ho messo in piedi il tutto:  la CAMMINAMICI ! 

 

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