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BACIO FEROCE  , MILANO 12 OTTOBRE 2017 – Libreria Feltrinelli

 

Importante è non cadere nella paura e allora un antidoto è quello di leggere per capire , “leggere per legittima difesa”

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“La vita senza libertà, è come un corpo senza lo spirito” (Khalil Gibran).

Arrivo alla Feltrinelli un’ora e mezza prima dell’incontro e riesco a prendere posto all’interno dell’area eventi e prendo posto anche per una mia amica che arriverà più tardi .

Mi godo l’atmosfera e penso felice che finalmente mi sono  imposta di assistere alla presentazione dell’ultimo libro di Roberto Saviano e lo avrei incontrato di persona ; man mano che ci si avvicina all’ora d’inizio , tutti siamo in attesa e un po’ sospesi  per  il suo  trepidante arrivo  , quando ad un certo punto Saviano  viene presentato da Antonio , uno dei tre giovani dello Ius Soli,  che lo introduce con una citazione dal suo libro sul significato di “bacio feroce” , il morso che i cuccioli di cane  pitbull fanno  sulla guancia di chi li dovrà selezionare  per il “combattimento” negli ambienti della illegalità invisibile e quando i cani vengono sfruttati per fini speculativi per le famose scommesse clandestine, quelle che in diversi libri e  film  sono state raccontate anche se la realtà supera spesso la fantasia.

Roberto Saviano risponderà alle bellissime e intense domande  dei tre giovani dello Ius Soli , come Evelina, Amhed e Antonio , tre giovani molto talentuosi nei loro diversi ambiti  e lo si capisce subito perché le loro domande vanno diritte al cuore delle varie tematiche-chiave trattate nel nuovo libro di Saviano “Bacio feroce” , il seguito de “La Paranza dei bambini”.

Saviano ci introduce a diverse questioni a cui tiene molto che riguardano il suo mondo del raccontare e dello scrivere , ci spiega molto bene il cambiamento dei “paranzini”rispetto al libro precedente, questi ragazzini con un’età compresa tra i 10 anni , il più piccolo, sino ai 18 anni , il più grande , e che si sono presi le più importanti piazze di spaccio di droga a Napoli  , come dei veri imprenditori della criminalità , i ragazzini del “tutto e subito”, come per la regola del web,  e per i quali l’unica cosa da rincorrere per svoltare la loro vita, nella scalata della criminalità organizzata del narco-traffico,   è realizzare complessivamente quei 5.000 euro con la cocaina , in tempi rapidi , e  a qualsiasi costo , anche a costo della morte .

Il mito dei “paranzini” è quello del “vincente”,  secondo il detto “meglio un giorno da leone che 100 da pecora” , è quel “bacio feroce” che ritorna come chi vuole prendersi tutto, che vuole tutta la felicità possibile secondo la logica del saccheggio, della razzia , proprio come l’evocazione truce e sanguinaria dei  cani da combattimento.

Saviano ci parla del concetto del “tempo” , perché  in questo racconto , un po’ come nella realtà , anzi lui parte sempre dalla realtà , il  “tempo non c’è mai” ,  con lo smartphone  il tempo è scomparso e anche questi “paranzini” utilizzano molto bene le nuove tecnologie , chattano in continuazione sui diversi social e ci spiega che ha inserito questi scambi virtuali , i vari messaggini su Wathsapp , presi dalle carte delle inchieste giudiziarie che registrano gli scambi tra loro e le loro fidanzatine , chat che , a volte , servono per depistare le indagini , tramite intercettazioni  telefoniche e non è così facile intercettare queste comunicazioni su  Wathsapp.

I “paranzini” vivono in una realtà molto complessa , in cui è impossibile crescere senza guadagnare e dove siccome non c’è futuro , che tutto sia presente , appunto il “tutto e subito”.

Qui Saviano cita l’analogia con i giovani radicallizzati  dell’Isis , ci parla del segno criminale delle periferie , di come anche i jihadisti, al pari dei “paranzini”, siano fonte di reddito per il quartiere , come ad esempio il famigerato quartiere belga di Molenbeek, centrale delle cellule jihadiste che hanno colpito Parigi nel novembre 2015 e Bruxelles a marzo dello scorso anno.

Ho trovato molto interessante queste riflessioni sulle periferie del mondo , centrali di “pura rabbia”, quella stessa “rabbia” che ascoltiamo nei testi delle canzoni rap e della trap, in cui si canta in maniera ricorrente dell’impossibilità di realizzare il proprio  talento.

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Cito anch’io Ghali , il noto rapper italo-tunisino, come fa spesso Saviano, quando dice che  sin da piccolino sogna di diventare famoso perché crede che il successo sia la cosa di cui  ha  bisogno , anche quello di “comperare casa a mia madre”, come dice in un suo pezzo, come una rivincita  così come  “la gente che urla il tuo nome , ma poi invece ti accorgi che le cose veramente importanti sono quelle piccole , che poi  sono tutto quello che abbiamo, gli amici, la famiglia, l’amore” e anche in studio quando stai lavorando “c’è bisogno di questo come prima cosa” e aggiunge Ghali  “non bisogna bucare la vera bolla” , dove per “bolla” evidentemente si intende proprio ciò che rappresenta la propria identità, i propri valori , ciò che  protegge da quel mondo “fuori” e “altro”  che distrae da quello vero, ossia “la bolla”protettiva appunto (https://stefaniacavallo.wordpress.com/2017/08/11/il-linguaggio-giovanile-della-musica-rap-e-trap/).

 

Importante è non cadere nella paura e allora un antidoto è quello di leggere per capire , “leggere per legittima difesa” , come Saviano ci dice spesso e da tempo ma ce lo ricorda anche in questa occasione .

 

Saviano dice che scrive per un’urgenza, quando si è perso qualcosa di molto importante , come è successo a lui dieci anni fa con la pubblicazione del suo primo libro Gomorra e quando denunciò  i capi della camorra del suo territorio e questa sarà la sua sentenza di morte e la sua vita non sarà più come prima , niente sarà più come prima per lui e per i suoi affetti più cari .    Il libro diventa uno strumento di protezione e ciò che resta è il contenuto non il risultato .

 

Saviano lancia un appello molto importante ai genitori  chiedendo loro di educare i figli al fallimento,  un concetto molto distante nell’educazione dei giovani e giovanissimi criminali “paranzini” napoletani di cui Roberto Saviano racconta nel suo nuovo libro . Saviano parla ai genitori,  quando accenna  al concetto del “fallimento” in antitesi con lo stereotipo in cui solo chi è “vincente” svolta e riesce nella vita , ma sappiamo che per fortuna non sempre è così . Saviano lancia questo nuovo monito pedagogico e sociale perchè le lettrici dei suoi libri in qualche modo possano svolgere una missione fondamentale nell’instillare la cultura della gestione delle emozioni e realizzare un cambiamento di sguardo di adulti , bambini e dei giovani di oggi.

A questo proposito  proprio su queste suggestioni, legate al tema dell’educare al fallimento, ho pensato di realizzare un mio nuovo video in cui cerco di estendere questo  concetto  che mi sta particolarmente a cuore, così come la formazione e l’evoluzione emotiva delle giovani generazioni in senso assoluto: https://www.youtube.com/watch?v=HcwSOwGgNdo&feature=share

Certo la serata è quasi terminata e anche a me piace terminare questo mio ricordo , in cui in moltissimi c’eravamo , ci siamo anche un po’ commossi in alcuni passaggi,  in quanto Saviano oltre a rappresentare  un grande scrittore  rappresenta un grande giovane uomo e soprattutto a me è arrivata moltissimo questa sua umanità , cosa che mi ha un po’ sorpreso e mi ha colpito in maniera molto positiva.

Dimenticavo di aggiungere , in coerenza con la sua “battaglia” in difesa dello Ius Soli , il suo invito , a firmare per la campagna nazionale  “Ero straniero. L’umanità che fa bene”, una campagna che vuole cambiare il racconto sull’immigrazione.

Alla fine resta il tempo per  gli ultimi saluti  e per  il rituale finale dei suoi  autografi , con la netta percezione di aver partecipato a qualcosa di veramente speciale e unico .

Grazie ad Antonio, ad Evelina e ad Amhed . Grazie sempre di tutto Roberto e alla prossima !

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Meditazione personale per tutti gli haters di Saviano:  Che prezzo ha perdere la propria libertà? Per me altissimo, impensabile e non c’è nulla che può essere sostitutivo, nè soldi, nè successo, nulla …….chi crede che non sia così dovrebbe provare a trovarsi nella situazione e forse poi dovrebbe scusarsi di aver avuto pensieri contrari o contraddittori in merito.

 

Stefania Cavallo

14 ottobre 2017

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