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ESPERIMENTO SOCIALE: CONTRO LA POVERTA’ IN ITALIA

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“La povertà è spesso difficoltà a riconoscere le proprie capacità, a leggere diversamente la propria realtà e vedere le opportunità che si nascondono dietro alle complessità di ogni giorno. L’Albero della Vita accompagna le famiglie che incontra a guardare e ad andare oltre la propria condizione fornendo strumenti di riappropriazione e di sviluppo delle proprie capacità attraverso una relazione di fiducia.” (https://www.alberodellavita.org/la-situazione-della-poverta-italia-2016/)

 

Come ho già scritto, e ne ho parlato, per “esperimento sociale” , in sintesi, si intende il concetto nella sua valenza positiva indicato dalla moderna Psicologia sociale che studia l’interazione tra individui, gruppi, contesti ambientali con una forte componente sperimentale.

Oggi vorrei parlare di un bel e struggente video /”esperimento sociale”  che potete trovare in rete al link seguente ad opera della Fondazione Albero delle vita  https://www.facebook.com/albero.della.vita.onlus/    dal titolo  “Esperimento sociale: contro la povertà in Italia”  e la domanda , le domande che pone sono molto “toste” , del tipo “e se una mattina Stefano ti chiedesse aiuto, tu cosa faresti? Cosa farebbero gli italiani? Abbiamo provato a scoprirlo, con gli occhi di un bambino”.

Il protagonista dell’esperimento infatti è questo bimbo italiano/milanese ( come dirà a chi glielo chiederà) di 11 anni , Stefano, che una  mattina si siede per terra alla Stazione di piazzale Cadorna a Milano , col suo cartello di cartone in cui c’è la scritta “non dare soldi ma fiducia al mio papà” e le reazioni delle persone a questo cartello sono le più svariate, ma in particolare emerge la difficoltà di ciascuno a fermarsi con questo bimbo per capire realmente le ragioni per cui è lì , si pensa che chieda, come molti,  “solo” l’elemosina e che quello di cui ha bisogno sia qualcosa di materiale come soldi, caramelle, acqua e così via.

Certo una domanda mi sorge spontanea ed è la seguente: “Ma dove sono i parenti stretti di Stefano? Dove sono i nonni, gli zii , i cugini e gli amici? Dov’erano queste persone quando il papà di Stefano è rimasto senza lavoro e perchè Stefano ha bisogno di mettersi come i “clochard” sulla strada con quel suo cartello , a modi di chi chiede l’elemosina ma in realtà non è proprio questo che chiederà?

Guardando poi il video col “backstage” del video ( https://iodonofiducia.it/backstage-dellesperimento-sociale/) si capisce un po’ di più di questo esperimento sociale come ad esempio del fatto che  “dietro” vi sia tanto lavoro di preparazione, che si tratti di un progetto sociale serio e gestito professionalmente e quanto Stefano sia stato preparato e nulla sia stato lasciato al caso , tanto che gli autori dicono in premessa : “Per noi è stata una giornata molto importante ed emozionante, soprattutto perché abbiamo potuto constatare che c’è davvero una speranza per la situazione difficile che sta attraversando il nostro paese. E quella speranza siamo tutti noi”.

A questo punto non mi sento di aggiungere altro, ma di “chiederci”, ognuno di noi, cosa avremmo fatto e come avremmo reagito e soprattutto in che modo ciascuno di noi potrebbe entrare in questo flusso dell’esistenza del “dare fiducia” in situazioni simili . Quando a me è capitato di trovarmi sia nella situazione del papà di Stefano, sia con un figlio della stessa età di Stefano e sia nella situazione di chi mi parlava della sua disperata situazione di “non lavoro” ,  ho pensato che potesse “dare fiducia” a chi ha perso il lavoro e avere un senso l’azione  concreta di creare dei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto e poi di questo me ne sono occupata per qualche anno, avviandone in tutta Italia, ne ho molto scritto e mi auguro che questa mia vicinanza umana e “fiducia” sia arrivata e abbia scardinato un po’ di stereotipi a riguardo, come quelli che si vedono nel video.

Nota:  ecco un mio vecchio contributo sul mio blog LAVORATORI ACROBATI : https://stefaniacavallo.wordpress.com/2013/04/14/quali-aspettative-si-alimentano-in-un-gruppo-ama-per-disoccupati/

 

Stefania Cavallo

15 settembre 2017

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