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Bullismo e Facebook

 

“Da sempre filosofi e scrittori inseguono il sogno eterno di contemplare forme di estensione temporale, la tecnologia in questo sembra darci una mano – prosegue Tornatore – I cambiamenti tecnologici stanno condizionando il nostro modo di vivere e stanno anche cambiando il modo di fare cinema, ma io non penso né che il cinema sia morto né che stia per morire. Si sta solo trasformando, come è sempre stato, anche se oggi avviene più velocemente.” Giuseppe Tornatore ,   film La Corrispondenza (Una storia d’amore ai tempi delle mail, degli mms e dei videomessaggi)

 Bullismo

 

A questo link potete vedere il video relativo al fatto gravissimo postato su facebook  ieri   con i volti offuscati/coperti perché i protagonisti sono minorenni e per tutela deontologica giornalistica:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/31/acqui-terme-picchiano-richiedente-asilo-e-postano-il-video-su-facebook-fermati-due-17enni/3828256/

Faccio sempre molta fatica a guardare questo tipo di video in cui si vede violenza, piccola criminalità e bullismo, chi riprende spesso sono giovani minorenni e purtroppo questo genere di episodi gravissimi accade anche nelle nostre scuole , dove  video simili ne abbiamo visti diversi  a danno di disabili e di docenti.

Faccio fatica,  perché solo vedere questi video è un atto di violenza che sento di subire , nel senso che nel mio guardare ciò che si svolge nel video, subisco  una certa violenza  e trovandomi in una posizione di passività tutto questo aumenta il mio senso di frustrazione e di rigetto che poi si trasforma in denuncia assoluta.

Durante il video si sente molto bene quello che dicono i ragazzi mentre filmano il loro amico, mentre provoca quell’altro ragazzo, che sappiamo essere un richiedente asilo, ed è qualcosa di surreale nel senso che sembra proprio che lo istighino a picchiare e a creare un piccolo spettacolo, come quei macht dei lottatori che molti giovani guardano alla televisione, e se la ridono, divertiti. Poi questi ragazzi hanno postato questo video su facebook per mostrare  “al mondo” questa scena di forza e quanto il loro amico “picchiatore” sia un figo.

Facebook, come altri social, rende virali video come questi   e può diventare una cassa di risonanza e un amplificatore in negativo di questi comportamenti giovanili, così come è già avvenuto tristemente in molte altre occasioni e su altri temi sensibili.

C’è poi l’altro importante questione che riguarda l’uso dei cellulari da parte degli adolescenti, ma anche dei più giovani, che è così ossessivo da rappresentare quasi una parte fisica a completezza del proprio corpo, un’estensione, come un arto, una mano e così via. Questo uso del cellulare pone molti problemi quando avviene in maniera non consapevole e come mezzo crudele esercitato a danno di altre persone, giovani o meno giovani.

E’ chiaro che di fronte a fatti simili non si può che riaprire un dibattito e parlarne perché solo così si può capire meglio come far fronte a queste derive sociali e possiamo cercare di pensare ad azioni di prevenzione possibili e urgenti.

Da un lato vi è la Legge che può arginare questi comportamenti giovanili scellerati e violenti, dall’altro c’è quello che può essere affiancato con un lavoro più “culturale” – educativo a partire dalle scuole, dalle famiglie e da tutte le principali agenzie formative, senza abbassare mai la guardia.

Personalmente, ci credo molto, e pratico spesso la seconda opzione, quella “culturale” – educativa, in cui gli adulti si attivano con un lavoro di Riflessione, di rielaborazione sulla Responsabilità dell’effetto delle proprie azioni e sul tema del Rispetto degli altri, un metodo che potrei coniare delle 3 R .

Capire qual è il limite ad esempio tra ciò che è gioco e “sano” divertimento e ciò che invece può avere conseguenze drammatiche. Si tratta di una lavoro “relazionale” con percorsi di accompagnamento su “educazione emotiva” da svolgere nelle scuole e nelle famiglie, in cui si trovino  il tempo e le giuste modalità in cui i ragazzi possano riconoscere le proprie diverse emozioni in situazioni specifiche e decodificare quei sentimenti più negativi e contraddittori.

Di questo bisogna parlare con i ragazzi, salvo perdere enormi opportunità di crescita e di miglioramento delle relazioni per tutti. Noi adulti abbiamo questa fondamentale responsabilità, così pure i principali Social, e in questo senso potrebbero essere d’aiuto soprattutto quei “youtuber” , “rapper” e  giovani “artisti”  quali nuovi riferimenti giovanili  molto seguiti , che usano le nuove tecnologie proprio per  il loro lavoro  e possono fare la differenza  in positivo  da questo punto di vista, alcuni già lo fanno,  ma ribadisco non bisogna  abbassare la guardia.

Infine, lasciatemi terminare con un’ ulteriore riflessione :  in questi giorni ,  è circolato  un altro video diventato virale e si tratta dell’autista del bus a Roma che viene preso a calci e pugni da un ragazzo di colore all’interno del bus e anche in questo caso il tutto sembra essersi scatenato dal nulla, o meglio forse dalla  rabbia del violento represso  che monta sino a  rappresentare quella stessa  violenza  latente e che poi causa sempre degli effetti negativi oltre che collaterali. Mi chiedo se abbia un senso tutto questo, se abbia senso che i Social mandino in onda   queste “bestialità”, così come mi chiedo se hanno un senso anche tutti quei video che i nostri ragazzi vedono , a cui sono spesso connessi, in cui  si ascoltano continue parolacce e volgarità  oppure quei video in cui i protagonisti fanno in continuazione scherzi assurdi, al di là di ogni sensata comprensione e  tolleranza , al di là del limite di sopportazione umana e  parlo  di scherzi pesanti sui quali non vi è nulla da ridere divertiti , come ad esempio hanno fatto quei ragazzi di Acqui Terme che , appunto invece di intervenire per far interrompere un inizio di lite, se la ridevano molto divertiti .

La questione è aperta , molto è stato fatto e si sta facendo per aiutare i nostri ragazzi ad un uso consapevole delle nuove tecnologie e dei Social , ma ancora molto dobbiamo fare tutti , ognuno per la propria  fetta di responsabilità.

 

La citazione al film La Corrispondenza di Tornatore , non casuale, è proprio per ricordare che la tecnologia , come tutti gli strumenti , può essere usata anche in maniera positiva e qui addirittura si tratta di un amore per la propria amata che potrà durare nel tempo, oltre la morte del protagonista,  in un realismo tecnologico che  racconta  molto  di quello che siamo e che potremo diventare. Un film che pare abbia trovato molto consenso tra i giovani che numerosi lo hanno visto e discusso con molto interesse.

Di seguito la copertina del libro sempre di Tornatore:

La Corrispondenza libro

 

Stefania Cavallo

1 settembre 2017

Nota: nel mio nuovo libro “Mal di scuola. Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”  affronto anche il tema dei  percorsi di educazione emotiva con l’ausilio della letteratura e del cinema.

mal-di-scuola-copertina

Percorsi  emozionali  formativi e auto-formativi  

per famiglie e scuola e per chiunque sia interessato a vario titolo

e operi in questi ambiti

Stefania Cavallo  , milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. 

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiareOrganizza e conduce incontri  e percorsi emozionali  realizzati per genitori, educatori, insegnanti e studenti  su diversi temi .  In particolare ,  di recente propone un percorso  costituito da tre incontri  dal titolo  “Un nuovo percorso emozionale all’interno del mondo scuola: Mal di scuola”  e si rivolge a tutti coloro che a vario titolo operano in questo ambito e lo attraversano.  

 

“Mal di scuola . Filmografia sul mondo della scuola e per la scuola”

 

Presentazione  

Il compito dell’educatore è ancora quello che indicava Rousseau nell’ Emilio:
“Vivere è il mestiere che voglio insegnargli”

 

Un progetto  pensato per sensibilizzare adulti e giovani che , nei vari ruoli,  attraversano e vivono l’ambito scolastico con  tematiche  e riflessioni  molto attuali che spesso solo le immagini e  dei percorsi  filmici  “dedicati”  sanno restituire in maniera forse più  efficace  di lunghi discorsi e di molte analisi.

Una proposta  filmografica che si focalizza  su quei film  in cui  tutto viene messo in discussione nel rapporto scuola-istituzione, scuola –società/famiglia e  scuola –eredità.

 

Un argomento che ci riguarda, più o meno direttamente, tutti: la scuola.

 

“Mal di scuola”  per l’autrice rappresenta  un sentimento  di nostalgia  per il mondo scuola che tanto  le ha dato e a cui crede  aver dato tanto. L’autrice ci racconta  come  ami  la scuola e lo studio da sempre e ancora oggi quando  deve  fare delle  sue  ricerche  per approfondimenti  le  sembra sempre una grande festa  e una grande opportunità  per continuare a studiare e  ampliare le proprie  conoscenze.

 

“ Mal di scuola” riguarda anche le difficoltà che si incontrano lungo il percorso della propria formazione che non è mai lineare.

 

Questo nuovo progetto segue , un po’ a distanza di tempo, la  prima filmografia   su separazione e divorzio  de  “I giorni perduti “  del 2011  in cui l’autrice aveva dedicato  un’intera sezione  al tema de “i diritti dei bambini”  e in seguito aveva avuto la necessità di creare anche in rete un nuovo blog dal titolo “ I bambini ci  guardano”  (https://wordpress.com/post/steficavallo.wordpress.com/21)  e da allora  pensava che sarebbe stato interessante offrire un ulteriore spaccato trattando il mondo “SCUOLA”  attraverso il contributo di quei registi  e  sceneggiatori  che  con le loro pellicole hanno segnato  passaggi  importanti  a livello culturale , con letture molto significative  sia sul piano  della  Scuola come Istituzione,  della  Scuola come impatto  Sociale  e infine della  Scuola come  Eredità valoriale per le giovani  generazioni .

 

Questo nuovo lavoro è  appunto  in continuità col primo realizzato , qualche anno fa  dall’autrice,  sui temi  della mediazione familiare,  dei conflitti coniugali e  separazione/ divorzio ,  con  uno sguardo rinnovato e con dei rimandi alla personale esperienza  sia di  genitore attivo a livello scolastico , sia  come insegnante  precaria  e  di  sostegno  allo studio per  giovani studenti  , sia come  studiosa sociologica   delle principali  agenzie formative che hanno forti e  significative ricadute a livello sociale .

 

Registi, scrittori , educatori, preti e addetti ai lavori che trattano temi relativi al rapporto scuola-società , spinti dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione spesso autobiografica, ci spiegano come la straordinaria avventura dell’educare appartenga a ciascuno, così come l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

 

In questo senso ha  voluto ricordare alcune pellicole  i cui protagonisti  riscoprono le  proprie radici  e come anche la scuola  sia importante  al fine di  questo percorso a volte un po’ a ritroso e più speculativo in senso autobiografico per riuscire a scoprire e coltivare i propri talenti . Con questa prospettiva  diventa  fondamentale  la dimensione del racconto di  storie che ci parlano di coraggio e di sogni . Attraverso  queste  pellicole è possibile  cogliere  un bel esempio di come  “Educare non è riempire un secchio, ma accendere un fuoco”  (W. B. Yeats)  e  l’ augurio è  che questo accada più spesso e che non si tolga ad esempio  la musica tra le materie di insegnamento nelle nostre scuole in quanto patrimonio culturale  e spirituale con ricadute sociali molto positive, perché   la musica, come lo sport e  il teatro, ha una forte componente  unificatrice tra le persone e  i popoli .

 

Infine l’autrice auspica  che questo nuovo percorso e progetto pensato nel tempo e cresciuto in questi anni possa creare momenti di discussione e di confronto nelle scuole e nella società civile , tra insegnanti , educatori , studenti e famiglie in maniera da attivare nuovi progetti nei quali riconoscersi nel difficile e misterioso mestiere dell’insegnare e dell’ apprendere.

 

“GENITORI EQUILIBRISTI. DIARIO SEMISERIO DI UNA MAMMA BLOGGER”

 GENITORI EQUILIBRISTI  - 2-

Con piacere  e simpatia  accolgo  questo nuovo e versatile compendio  nella Collana  “Orientamenti“, dedicata  all’intervento intrafamigliare educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza, in quanto  l’autrice ha voluto focalizzare  un tema che le è particolarmente caro e che riguarda il delicato compito dell’  “essere genitore”, attraverso una proposta ed uno sguardo  originale  e ricco di riflessioni ,  soprattutto di interrogativi vecchi e nuovi.

L’approccio utilizzato è quello di un dialogo serrato che l’autrice intrattiene  con se stessa , attraverso una sorta di diario quotidiano , alla prese col difficile  e arricchente “mestiere” di genitore,  coniato  “genitore equilibrista”.

La forma narrativa scelta , ancora una volta, è per l’autrice proprio quella della scrittura e la sua attività di “mamma-blogger” , con l’ausilio appassionato e spesso necessario  di brani della letteratura  e di  riferimenti filmici  contemporanei  sul tema.

Per l’autrice ogni genitore può trovare il proprio modo di connettersi col proprio figlio pre-adolescente e adolescente, così come lei stessa ci svela di averlo trovato col linguaggio cinematografico e la stessa passione per il cinema del figlio con cui decodificare richieste di crescita, di ricerca di autonomia  e di  un’ identità nel gruppo dei pari .

Si coglie nelle parole e nell’esperienza maturata di genitore , anche in maniera mai troppo seria  ma “semiseria” , come viene definita,  una sorta di “manifesto/testimone morale”  di chi ha scelto di non delegare il proprio compito educativo per cercare “buone pratiche” da  accogliere  e scambiare, su cui riflettere , evitando quei facili stereotipi  su cui a volte i genitori preferiscono fermarsi  senza invece :  mantenere alto il livello di  problematicità  rispetto alle diverse  questioni educative  che ci vedono protagonisti con i nostri figli  nella quotidianità , a volte sono  divulgate molte banalità  su questo tema  dell’educazione “  e  ancora : “Noi Genitori abbiamo molte leve  in questo senso  si tratta solo di   ri-orientare  il nostro sguardo in maniera  che non sia  mai banale  e semplicistico  e non ci si accontenti delle  “ricettine”  anti-panico ma si recuperi  il senso e il significato  di valorizzazione  del ruolo dell’educatore   di oggi  che coltiva degli interessi delle passioni  e abbia delle  idealità  anche da comunicare “.

Libro indispensabile a chi opera sulla relazione e sull’umano  introduce una metodologia di approccio innovativa ed assolutamente efficace perché supera le barriere razionali per arrivare direttamente alla parte emozionale della Personalità e dei sistemi famigliari.

 

Prof. Matteo Villanova (direttore della Collana “Orientamenti” per Intervento intrafamigliare educativo criminologico e Responsabilità professionale verso infanzia e adolescenza e presidente dell’OLTREE – Osservatorio Laboratorio Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva, Università Roma Tre).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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