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#20maggiosenzamuri Milano

Partendo insieme da queste basi comuni si possono tessere  bellissime storie che fanno il giro del mondo ! Ho sempre creduto che i muri mentali e culturali siano quelli peggiori !

 

 20 maggio

 

Il regista Ken Loach in un’intervista sulla sua realistica e dura pellicola “In questo mondo libero” afferma: “Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l’unico modo in cui la società può progredire; l’idea che tutto sia merce di scambio, che l’economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri”

https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/05/23/il-mio-omaggio-a-ken-il-guerriero-23-maggio-2016/

marcostefania

L’importanza dell’ “esserci” al di là delle strumentalizzazioni partitiche o dell’orgoglio di bandiera   

Stefania e Marco

Mio marito Marco, immortalato nella foto ,   ogni tanto mi segue nelle mie urgenze di “esserci” per condividere e partecipare a momenti solidali e più corali umanitaristici. Mio marito è un po’ critico rispetto al tema dell’inserimento delle persone migranti , a seguito dell’accoglienza, perchè crede che ci sia troppo “buonismo” e lui ha molti casi che potrebbe raccontare proprio in merito ai lavori precari che ha svolto in questi anni recenti , dopo aver chiuso l’attività di piccolo imprenditore a seguito della crisi ecc.; mi ha fatto piacere che abbia partecipato e abbia detto che la manifestazione gli è piaciuta e ha potuto vedere anche qualche personaggio pubblico e televisivo  “dal vivo” e respirare un’aria veramente “accogliente”.

 Vorrei far parlare le immagini che ieri ho raccolto e inserire solo qualche personale suggestione con qualche mio contributo , già scritto in questi anni sul mio blog , che per me significa veramente molto su questo tema dei migranti e dell’immigrazione.

20 maggio casa mia

 Da Barcellona via Milano, ora la bandiera del #20maggiosenzamuri resterà sempre a casa mia a Basiano come la maglia rossa contro il femminicidio , che resta sotto

 

Ieri a Milano eravamo  veramente una marea di persone , circa 100 mila, molto mondo del terzo settore e certamente molte famiglie con bambini, gente comune, cittadini , movimenti  civici e tutti coloro che normalmente sfilano per il 25 aprile e hanno sfilato allo storico corteo del  “Se non ora quando” nel 2011  sempre a Milano .

Capofila della manifestazione il Comune di Milano che ha voluto fermamente  questa manifestazione per replicare la sfilata di Barcellona,  e ora da Milano il testimone potrebbe toccare a un’altra città europea e perché no Parigi ?

Ho incontrato  molti sindaci della provincia milanese e dei comuni capoluogo più significativi della Lombardia , con la loro fascia tricolore portata con un certo orgoglio e alcuni sindaci li avevo già incontrati  a fianco di lavoratori che nella mia zona  avevano perso il lavoro , a inizio crisi economica ,  e questo testimonia che “essere solidali”  è un valore che non si improvvisa perché richiede di “crederci”,  di “praticarlo” e molta , molta “coerenza” soprattutto in tempi non sospetti .

Ho riabbracciato una mia amica di famiglia , quando si andava a scuola insieme a Milano alle scuole elementari e medie Oriani-Locatelli  di Piazza Fratelli Bandiera e parlo di Jo Squillo, Giovanna Coletti, oggi noto personaggio della moda e non solo…..Milano vuol dire anche questo , nel senso che i miei genitori che arrivarono in questa città tra gli anni ’50 e ’60 , per realizzare il loro sogno artistico nel canto lirico , furono accolti in una rete di famiglie che li aiutarono molto ad inserirsi in questa città che avrebbe potuto sembrare “chiusa”  per gruppi , ma che poi invece rappresenterà la loro principale città adottiva , in cui appunto ci sarà anche l’incontro importante con la famiglia Coletti e  i pomeriggi  del gioco insieme per noi bambine, o per l’appuntamento settimanale  della ginnastica artistica all’epoca presso la Pro Patria di viale Romagna ,  poi ognuna di noi prenderà la sua strada. Personalmente quel ricordo resta indelebile nella mia memoria emotiva e quando capita di ravvivarlo , come ieri ,  è proprio come se il tempo si fosse “proustianamente” fermato a quegli anni e nulla sia cambiato.

I primi tempi a Milano, per i miei genitori , furono difficili e trovarono aiuto da famiglie molto accoglienti e amanti del bel canto , e all’epoca i miei  non se la passavano bene e questo era uno dei racconti che mia madre spesso mi riportava , quasi a dire che i cosiddetti “milanesi” , quelli del “cuore in mano”, lei li aveva conosciuti bene e in qualche modo sono quelli che all’epoca avevano consentito loro di  non trovarsi più  da soli e di non sentirsi  in qualche modo isolati , insomma  di potersi  creare una posizione sociale dignitosa, quella che poi ci ha portati a vivere il “boom economico” di cui sono testimone ,  come figlia e bambina  “milanese” di quegli anni.

Oggi che vivo in provincia , sento sempre il richiamo di questa città , il cosiddetto “imprinting” di una città come Milano , in cui sono cresciuta nei miei anni  più importanti dell’adolescenza e della mia crescita scolastico-formativa e professionale.

Una città che nel frattempo si è tinta di molti colori , sempre più multietnica, e non ha mai rinunciato al suo valore di “accoglienza” , allora così  come in questi anni più recenti.  

 

nowalls 

Ieri , arrivati proprio sotto il palco in piazza Cannone , parco Sempione, avevamo  una posizione veramente favorevole e ho salutato un po’ tutti quelli che conoscevo come Don Virginio Colmegna,  grande amico di “noi”  mediatori familiari e di Fulvio Scaparro , mio maestro nel settore e al quale devo la mia passione per l’approccio alla mediazione e alla gestione alternativa ai conflitti.

Ho sempre creduto che i muri mentali e culturali siano quelli peggiori !

 https://stefaniacavallo.wordpress.com/2017/02/19/le-parole-della-mediazione/

 

 Un fiume di colori di 100 mila persone circa, in un bel pomeriggio di sole , tante famiglie, tante le associazioni del Terzo settore, i diversi rappresentanti del comune di Milano e del governo, Tito Boeri, poi Gino Strada, Omar Pedrini, Moni Ovadia, Gad Lerner, Luigi Manconi, la mitica Emma Bonino ,Roberto Vecchioni . Bravissimi i bimbi del Coro dei Leoni della scuola elementare di Via Palmieri di Milano che si sono esibiti col loro giovane e bravo maestro del coro e le loro insegnanti.

Bravi ad esserci i sindaci presenti dell’hinterland milanese e lombardi come Gori di Bergamo e tanti altri.

 Ho abbracciato e baciato il prof/cantante/scrittore Roberto Vecchioni, che ultimamente ho seguito più come scrittore e ho conservato un suo aneddoto, si ispira al mondo della scuola, ambito di significativa integrazione e civismo,   e  lo  riporto qui di seguito;  in qualche modo racconta di “umanità”, una qualità anch’essa che non si può comperare ma che può essere contagiosa,  come l’accoglienza:

 Roberto Vecchioni  durante  un’ intervista di Concita De Gregorio di un anno circa fa , a Pane quotidiano,   ha presentato uno dei suoi ultimi bei libri sul tema della “felicità” e ad esempio lui che è stato 45 anni professore di lettere , di latino e greco ha raccontato un episodio bellissimo di un ragazzo che doveva fare la maturità però nel momento dell’esame di italiano , del tema, ha consegnato il foglio in bianco perché stava vivendo una profonda delusione affettiva e la ragazza che amava lo aveva lasciato ed era distrutto tanto da compromettere un momento importante della sua vita quale appunto la maturità …..allora Vecchioni racconta come sia intervenuto come Presidente di commissione per aiutare questo ragazzo che era uno dei più bravi , con tutti ottimi voti, e gli ha raccontato , a modo suo , la storia di Orfeo ed Euridice il mito dell’amore eterno . Bellissima lezione di vita per i giovani e anche per gli adulti! Questo è solo un esempio per dire con un certo sincronismo che forse non sempre troviamo nella scuola , come nella vita, persone che ci comprendano ( nelle nostre fragilità e limiti) e quando capita però è un’esperienza molto gratificante e che ti fa credere nel fatto che esista una comunità di esseri umani in cui potersi riconoscere .

 

Una comunità di esseri umani in cui potersi riconoscere …..un messaggio che ritorna , ed è ritornato pure ieri 20 maggio.

 20maggiosenzamuri

Nella centralissima galleria di Napoli , un episodio piuttosto violento, tocca anche il tema sociale dell’immigrato , col “vu cumprà” su cui Fabio , un bravissimo Elio Germano , si scaglia quasi come a significare, da parte del regista, che la nostra società, noi tutti, non possiamo più far finta di niente e girarci dall’altra parte.

Il film di Amelio “La tenerezza” , molto poetico e vero . La frase del detto arabo ” non si va via ma si torna alla propria casa , non è un andare avanti, ma un tornare indietro”……il senso della vita: https://stefaniacavallo.wordpress.com/…/la-tenerezza…/

#20maggiosenzamuri

  Noi adoriamo San Calogero un Santo nero

lontano-dagli-occhi

il castello

 

“El Castillo” (Il Castello) di Jorge Mendez Blake

 

Il libro che incrina il muro. Un libro, la cultura piega e rompe i muri

 L’opera nella foto si chiama “El Castillo” (Il Castello) realizzata dall’architetto e artista messicano  Jorge Mendez Blake ; un solo libro, più sottile di un mattone, sostiene l’intero muro, ne deforma la struttura e lo piega”.
Méndez Blake è interessato da come una piccola cosa possa trasformare qualcosa di grande”.

 

pennac e marcia migranti

Daniel Pennac , insegnante e scrittore passa la sua infanzia in Africa.

È  uno dei miei scrittori francesi preferiti.    

  radio popolare 20 maggio

Radio Popolare, una  grande presenza all’iniziativa con i suoi bravi speakers che hanno animato l’iniziativa e gli interventi dal palco in piazza Cannone-parco Sempione a Milano

 karamogo

I Karamogo in azione , uno dei rari gruppi italiani di tamburo africano , come mi spiegò un mio studente di francese , che diffonde questa tradizione etnica musicale e artistica anche da noi in Italia , accompagnandosi alla danza ; molto affascinante conoscere l’origine di queste tradizioni e sapere che degli italiani la portino in giro in Italia e nel mondo con formidabile bravura e competenza artistica……mi hanno spiegato che è molto dura i primi tempi per coloro che iniziano seriamente a suonare questi tamburi , perché  praticamente bisogna che si formino i calli e poi l’iniziazione è completata , ma all’inizio sono dolori alle palme delle mani ! Il suono del tamburo evoca suoni ancestrali e universali che fanno parte di ciascuno di noi e lasciarsi andare diventa molto naturale, oltre che porci in contatto con una parte più intima di noi stessi; in alcuni momenti è come sentire il proprio battito del cuore e sapere che “abbiamo un cuore” non solo organicamente è fondamentale ! https://www.facebook.com/karamogo.it/?fref=ts

Alcuni  miei video a riguardo li trovate su facebook al seguente indirizzo:  https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127/videos_by

Questo è quanto .

Grazie a tutti  “noi”  e alla prossima !

 

Stefania Cavallo

 

www.stefaniacavallo-wordpress-com

 https://www.facebook.com/stefania.cavallo.127

www.lemondedestephaniemonblogfrancais.wordpress.com

 

21 maggio 2017

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Commenti su: "#20maggiosenzamuri – Milano" (2)

  1. ciao Stefania,
    vi ho visto con piacere sabato e con altrettanto piacere leggo queste tue considerazioni. Tra tutte la più importante e significativa mi sembra quella iniziale, sulla perplessità e su una partecipazione che sa più di scommessa che di convinzione di tuo marito.
    io ho fatto una riflessione che credo possa inserirsi sullo stesso filone della tua e dialogare con essa. La sintetizzo dicendo che i muri sono da abbattere, non da spostare. L’esito positivo della buona giornata di sabato non deve indurre in un errore. Quello di considerare chi ha partecipato come parte di un popolo eletto che è migliore. No. Forse, posso concedere, più lungimirante. Ma sarebbe un errore letale abbattere i muri dell’accoglienza e alzare i muri della supponenza. Credo che tra chi non ha partecipato, tra chi ha visto la manifestazione con sguardo critico, tra chi è preoccupato e non ha apprezzato la manifestazione ci possa essere e ci sia ricchezza, che deve essere convinta con un discorso rigoroso a unirsi per “governare” la storia e i suoi eventi, nel dialogo anche serrato, e non farsi governare da essa.
    Per questo a mio avviso occorre partire più che dai “diritti”, pur importanti da difendere e promuovere, dai “doveri”.
    La faccio breve e ti copio un link a un mio post dove più o meno riprendo questi concetti.
    Ciao
    https://sracivitas.blogspot.it/2017/05/20maggiosenzamuri-una-enorme.html

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