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LA TENEREZZA di  Gianni Amelio  (2017)

“La felicità è una casa a cui si guarda indietro”

la tenerezza

 

Un film sull’amore , sulla vita , sul rapporto genitori-figli con particolare focus sulla figura del padre , sull’eredità genitoriale e sull’importanza del mutuo-aiuto umanistico a fronte della solitudine esistenziale contemporanea in cui tutto sembra spento e rimosso , le emozioni sono congelate e congelano i rapporti così come emerge una certa difficoltà dell’essere bambini compresi da questo mondo adulto. Il drammatico fatto di cronaca evocato nel film diventa un momento catartico per la comprensione narrativa di ciò avviene prima e di ciò che avverrà dopo;  una bella storia sui padri di ieri e quelli di oggi, sulle loro difficoltà a relazionarsi e a esprimere emozioni e sentimenti in vario modo ( inadeguatezza emotiva con i figli piccoli o ormai già grandi). Un’opportunità di riflessione e discussione su qualcosa che forse è poco indagato, considerato quasi un tabù sociale e che , a mio avviso, parla molto “ai” /”dei” padri di oggi .

Nella centralissima  galleria di Napoli , un  episodio piuttosto violento,   tocca anche  il tema  sociale  dell’immigrato , col “vu cumprà”  su cui  Fabio , un bravissimo  Elio Germano ,  si scaglia quasi come a significare, da parte del regista,  che  la nostra società, noi tutti,  non possiamo più far finta di niente e girarci dall’altra parte.

Il film di Amelio “La tenerezza” , molto poetico e vero . La frase del detto arabo ” non si va via ma si torna alla propria casa , non è un andare avanti, ma un tornare indietro”……il senso della vita .

Più precisamente , si tratta di una frase “topica” del film, attribuita a un proverbio arabo, e che  recita: “La felicità è una casa a cui si guarda indietro” , ma il regista non conosce l’autore della citazione, “ma corrisponde a tutta la mia filosofia. Cito Musil che diceva in una sua opera, I Fanatici, non si è mai tanti in noi stessi come quando perdiamo il cammino, qualche volta perdersi per strada significa ritrovarsi. La soluzione delle cose non va cercata chissà dove, la felicità è ritornare sui propri passi quando si è persa la strada. Quanto ti perdi per strada, non andare troppo avanti, torna indietro qualcosa trovi. Questo dovrebbe insegnarci a essere più morbidi” cit. di Gianni Amelio .

“La felicità è una casa a cui si guarda indietro” (cit.)  viene  fatta recitare alla brava attrice Giovanna Mezzogiorno che nel film interpreta la figlia del personaggio principale/alias Carpentieri eccezionale. Bravissimi tutti! C’è veramente tanto bisogno di umanità e di mutua tenerezza oggi e il semplicistico “lasciarsi andare” ( titolo di un altro bel film commedia di questi giorni…) o “lasciarsi vivere” a volte può diventare risolutore nelle relazioni e con sé stessi.

Struggente e toccante, una storia e un regista che mi  mancavano  da un po’ e sono felice  sia di aver visto il film sia aver ritrovato un bravo regista .

http://www.radiocolonna.it/cinema-e-spettacolo/2017/04/24/la-tenerezza-gianni-amelio-e-i-suoi-attori-presentano-il-film/

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