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Arcobaleno

All’interno delle mie lezioni di francese dedico  sempre uno spazio importante  al mio   “laboratorio di cinema in lingua”  e spesso , in questi ultimi due anni  abbiamo visto, con i miei studenti,    la pellicola “La famille Bélier”  e ogni volta rifletto sulla ricchezza dei messaggi educativi che offre  e sulle infinite opportunità  per giovani e  adulti , per  figli adolescenti  e genitori,  di  riconoscersi  e di elaborare  il “volo” della crescita , del delicato passaggio dall’adolescenza all’ essere adulti  e all’autonomia  della vita .

Allora, proprio l’altro giorno una frase mi è risuonata in modo particolare, quando la giovane protagonista Paula dirà ai suoi genitori ,( dopo aver comunicato loro la decisione di partecipare all’audizione canora  per entrare nella  nota  scuola di canto parigina, e  avendo percepito   nei   loro atteggiamenti , dei giorni  immediatamente  successivi  al  momento  del  chiarimento  “familiare” ,   un certa chiusura  ed   evitamento  della questione ,  escludendo Paula  un po’ dalle sue solite  mansioni in fattoria )  :

“ Papà, ma perché non mi  guardi, non sono mica morta , vado solo a Parigi , ma  ora  sono ancora qui e sono viva!” .

Ancora una volta  si tratta  il tema dell’abbandono,  del distacco , come elaborarlo, così come  la morte ,  in senso lato o reale , e poi la vita che va vissuta ,  che  sopravvive  e  continua prepotente e imperterrita  ai cambiamenti  e ai lutti di  varia tipologia .

Allora , il mio pensiero , scusate,   ritorna al mio   lutto per mia madre , dal   8 febbraio scorso,  e penso che a volte si possa morire più volte, anche da vivi , e si muoia  sempre  ogni  volta  quando muore una persona per noi molto cara .  Poi c’è chi , magari,  “fuori di metafora” ,  ti augura di morire , o chi ti fa “morire” per opportunità , col tuo caro estinto, e in realtà per coloro sei  già  morta ,  da tempo ……cuori  di pietra  e  privi di ogni gratitudine.

Per fortuna la vita fa il suo corso e anche i cuori  più sensibili   si attrezzano  e riprendono a battere  per  questo grande mistero  universale  che rappresenta l’ esistenza e per quelle  parole  che curano e fanno bene all’anima.

 

Stefania Cavallo

21 aprile  2017

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