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Una volta nella vita – les Héritiers  di Marie-Castille Mention-Shaar  (2016)

contributo dal mio nuovo libro sulla Scuola:

Scuola  ed  Eredità

Per me è molto importante il bagaglio di risorse, di esperienza , di memoria storica che può trasmetterci il mondo dei cosiddetti ” anziani” e chi è stato per noi un “buon maestro”.

La realtà attuale,  il mondo degli adulti  i nostri giovani ,  fatica  a  riconoscere  il  grande patrimonio di coraggio, di visionarietà  e di  utopia  trasmesso  dai nostri  antenati e dai nostri anziani .

La crisi dei valori di cui si parla tanto  ha radici proprio  in  questa  dimensione  della “perdita di memoria  collettiva”  negli  adulti  di oggi.

In questo senso ho voluto ricordare alcune pellicole  i cui protagonisti  riscoprono le  proprie radici  e testimoniano come anche la scuola  sia importante  al fine di  questo percorso a volte un po’ a ritroso e più speculativo in senso autobiografico per riuscire a scoprire e coltivare i propri talenti . Con questa prospettiva  diventa  fondamentale  la dimensione del racconto di  storie che ci parlano di coraggio e di sogni .

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Questa incredibile storia vera, che ha commosso la Francia, è raccontata da uno di loro, Ahmed Dramé  che ha ispirato l’omonimo film “ Una volta nella vita”  . Una favola moderna di riscatto e trasformazione, una vicenda attualissima che trasmette un messaggio di speranza: è possibile, nonostante le difficoltà, sfuggire a un destino apparentemente segnato :  «Sono della banlieue, vengo da una famiglia islamica, e ho scritto un libro e un film sulla Shoah»   dirà  così  Ahmed Dramé, autore di “Una volta nella vita”  Sottotitolo  “Eredi di un’umanità da proteggere” ,   pubblicato da Vallardi  nel gennaio  2016.

 

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Link del trailer (italiano) : https://www.youtube.com/watch?v=jn3EkCSlHAI

 

Non so  se anche a voi è mai capitato di innamorarvi di storie particolari come quelle che piacciono a me e mi riferisco  soprattutto alle storie in cui c’è un insegnante che ama talmente il suo lavoro che lo trasmette ai suoi studenti tanto che questo fatto  rappresenti   l’incontro più importante della loro vita ,  un incontro che  cambierà  la  propria prospettiva  di vita  in maniera  determinante  ;  ebbene  sarà forse perché a me è capitato e ogni volta che leggo un libro o vedo un film che propone questa storia  è un modo per rivivere quell’esperienza anche per me fondamentale  e  forse “salvifica”,   perché mi ha segnato – insegnandomi   l’importanza della conoscenza, dello studio  e della  “memoria” ,   tanto che ancora oggi   sento questa responsabilità  e il destino ha voluto che tornassi ad insegnare a degli  adolescenti , quindi come si dice  la gioia  realizzativa  mi accompagna  in questa mia esistenza  anche se non è sempre  tutto  “rosa e fiori “.

Questa premessa per parlarvi del bel film francese  “Una volta nella vita “ – Les héritiers  di  Marie-Castille Mention-Shaar  (2016) basato su una storia vera .

 

Un film che mi ha portato alla mente  per certe risonanze  alcuni film , già  visti  in precedenza  e analizzati prima,   e centrati soprattutto  sul tema del  “sistema scuola” ai nostri tempi , e non solo,   come  “La Classe” – Entre le murs, un film del 2008 diretto da Laurent Cantet e  vincitore della Palma d’oro come miglior film al 61º Festival di Cannes  ,  così come  ” Monsieur Lazard “, un film franco-canadese del 2011 diretto da Philippe Falardeau  che ha vinto numerosi premi tra cui anche  9 nomination ai Genie Award vincendone poi 6 come miglior film, miglior attore, migliore attrice non protagonista, migliore sceneggiatura, migliore regia e  migliore montaggio.  Annovererei   anche  Les choristes – I ragazzi del coro , un film del 2004 diretto da Christophe Barratier,  La famille Bélier , un film francese del 2014, diretto da Éric Lartigau  e  anche qualche bel film italiano, che ha inaugurato un mini-filone di film a tema scolastico, come  La scuola , un film del 1995   diretto da Daniele Luchetti  col mitico Silvio Orlando , tratto dai  libri di Domenico Starnone  e  “Scialla! (Stai sereno)”  un film del 2011 scritto e diretto da Francesco Bruni con Fabrizio Bentivoglio .

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Certo il cult-movie del genere   resta per me “L’attimo fuggente”-  Dead Poets Society  un film del 1989 diretto da Peter Weir e con protagonista  il mitico  Robin Williams nei panni dell’indimenticabile   professor John Keating

 

In questo caso siamo al Liceo Léon Blum,  a Créteil nella “banlieue”  parigina: una miscela esplosiva di etnie, confessioni religiose e conflitti sociali . La professoressa di storia, Anne Gueguen, assegnata  alla  classe peggiore  della scuola ,  invece di  “rinunciare”  come molti altri colleghi di fronte a questi adolescenti disperati e disperanti, propone loro un progetto comune ossia  quello di  partecipare al Concorso Nazionale della Resistenza e della Deportazione indetto dal Ministero dell’istruzione francese dal 1961  per le scuole,  un concorso sul tema del genocidio ebraico. Una missione pressoché impossibile per una classe a maggioranza musulmana, dove la Shoah lascia indifferenti quando non viene palesemente negata. Dapprima reticenti, gli allievi accettano infine la sfida. Ben presto la professoressa riesce a catturare i suoi studenti nonostante lo scetticismo dei suoi colleghi con risultati incredibili.

E’ un film che racconta una storia vera e nasce dal libro di Ahmed Dramè, pubblicato in Italia da Vallardi con lo stesso titolo  del film , protagonista e co-sceneggiatore, allora studente sedicenne nel Liceo Léon Blum di Parigi dove convivevano 29 appartenenze etniche.

La rievocazione della Shoah diventa una felice avventura in quella classe “difficile”  che, contrariamente  alle più pessimistiche previsioni dei  docenti rinunciatari, si appassiona al progetto e vincerà il concorso , lasciandosi  contagiare  virtualmente e  trascinare dall’entusiasmo della prof.ssa Anne Gueguen, nella realtà Anne Anglès , interpretata magistralmente  nel film dalla bravissima attrice francese Ariane Ascaride .

La professoressa  Guegen si presenta così alla sua classe :

“ Sono la professoressa Gueguen  e sarò la vostra professoressa di Storia e  Geografia e anche di Storia dell’Arte per chi ha scelto questa opzione ……insegno da ben 20 anni , mi piace insegnare e in generale   eviterò  di imporvi un’atmosfera pesante perché non è da me , d’accordo?” ,  più o meno  il film  inizia così e finirà  con la stessa scena di presentazione della professoressa  alla nuova classe  e si intuisce che quegli studenti  avranno una grande opportunità  da questo loro nuovo  incontro .

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In questo film troviamo il tema del razzismo e dell’anti-semitismo , troviamo il tema del rispetto e della tolleranza  reciproca , troviamo il momento  molto emozionante  della testimonianza  con Léon  Zyguel, deportato quando era adolescente .

“Una volta nella vita”  è un film  sull’importanza della “memoria” che  mostra   soprattutto  come  degli adolescenti  scoprano  una storia che consideravano un reperto archeologico o una provocazione ideologica ,  e che  in realtà li riguarda moltissimo  e  ai massimi livelli.

L’interrogativo  resta  e a ciascuno  l’impegno di trovare una propria risposta  a :

 

“Come fare ad avere memoria di qualcosa che non si è provato?”

 

Stefania Cavallo

25 aprile 2016

 

(https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/24/quale-memoria-lettura-e-commento-al-film-una-volta-nella-vita/)

 

Il testo del Giuramento di Buchenwald, pronunciato per la prima volta il 29 gennaio 1945 e letto anche nel film  “Una volta nella vita “ dal testimone Léon Zyguel, deportato quando era adolescente.


“Noi, detenuti di Buchenwald siamo riuniti oggi per onorare i 51 mila prigionieri assassinati a Buchenwald.
51 mila padri, fratelli, figli sono morti di una morte piena di sofferenza, perché hanno lottato contro il regime degli assassini fascisti.
Noi, che siamo rimasti in vita e che siamo i testimoni della brutalità nazista, abbiamo assistito, con una rabbia impotente alla morte dei nostri compagni.
Se c’è qualcosa che ci ha aiutato a sopravvivere è l’idea che la giustizia sarebbe giunta un giorno.
Oggi, noi siamo liberi. Noi, quelli di Buchenwald, russi, francesi, polacchi, cecoslovacchi, tedeschi, spagnoli, italiani e austriaci, belgi e olandesi, lussemburghesi, rumeni, iugoslavi e ungheresi, abbiamo lottato contro le SS, contro i criminali nazisti, per la nostra liberazione.
Un pensiero ci anima: “La nostra causa è giusta e la vittoria sarà nostra”.
È per questo che giuriamo, in questi luoghi del crimine fascista, davanti al mondo intero, che abbandoneremo la lotta solo quando l’ultimo responsabile sarà stato condannato, davanti al tribunale di tutte le nazioni.
Il nostro ideale è la costruzione di un nuovo mondo, nella pace e nella libertà. Lo dobbiamo ai nostri compagni uccisi e alle loro famiglie.
Alzate la mano e giurate per dimostrare che siete pronti alla lotta.”

 

Fonte  :  https://agiscuola.it/schede-film/item/514-una-volta-nella-vita.html

 

Citando Primo Levi, i cui strazianti e fondamentali libri sulla Shoah vengono letti dai liceali francesi (e si spera anche da quelli italiani), “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. E dimenticare, aggiungeremmo, non è mai un’opzione praticabile.

 

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