Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo …lo cambiano davvero!Just another WordPress.com site

L’amore che non scordoStorie di comuni maestre

di Daniela Ughetta e Manuela Vigorita (2007)

 

foto_eventi

A  passi di colomba qui si parla di cose immense

 

Questo documentario racconta la storia di quattro maestre e un maestro, quattro classi, quattro realtà  riprese tra il 2005 e il 2007 in giro per l’Italia. Una realtà, quella della scuola primaria del nostro paese, invisibile e meravigliosa.

«Questo documentario colpisce, sorprende e entusiasma, ed è foriero di ottime notizie, sulla scuola, sul lavoro delle maestre e dei maestri, sui bambini e le bambine che popolano le nostre scuole elementari. È un documentario che con molta naturalezza, direi quasi “a passi di colomba”, ci parla di cose immense». Con queste parole la regista Francesca Comencini saluta il messaggio di «L’ amore che non scordo» nel libretto che accompagna il dvd del film prodotto da Tv Days. «Ascoltando le parole di questi bambini, di uno di loro in particolare, non possiamo impedirci di pensare che stiamo assistendo alla nascita di una poesia». E conclude: «È tempo di scoprire e di raccontare l’ altra faccia di questo Paese, la faccia positiva, propositiva, operosa, creativa, quella di queste maestre, la faccia di tutti coloro che non fanno notizia, ma fanno miracoli». Lo stesso sguardo positivo di Luisa Muraro, femminista storica e anima della Libreria delle Donne, che però avverte:  «C’ è tanto da indagare ancora, da inventare e da innovare in questo mondo, ma oggi finalmente abbiamo capito che niente sarà veramente guadagnato e tutto potrebbe perfino voltarsi in peggio se non avremo imparato a riconoscere, rispettare e custodire quello che di buono già esiste, se non avremo imparato a riconoscere e a traghettare verso il futuro quelle cose che sono fatte bene, vanno bene e ci fanno onore». Fonte : Pagina 9 (17 marzo 2008) – Corriere della Sera

 

Chiara , la prima maestra di una scuola  primaria di Casalecchio di Reno  (Bologna) in Emilia Romagna, inizia la sua intervista dicendo più o meno così “ entrare con le telecamere a scuola, neanche nelle classi,  è un’invasione . La scuola non si vede e non si percepisce nemmeno che cos’è. Molto spesso ci si sbaglia , ad esempio alla domanda – Dov’è quel libro?-  si risponde  – Ah è in casa ! “ –  e poco dopo Chiara aggiunge “Io sto più ore a scuola che a casa mia……..dalla scuola passa l’anima delle persone , la vita” ; c’è il tema ricorrente e non secondario  in queste  maestre  che  dicono  “quando lascio questi bambini dopo cinque anni , sono invecchiata di cinque anni ogni volta”.

Ognuna ha una sua specialità  chi quella della “scrittura creativa” e con la passione della “letteratura” e della “lettura libera” in giro per le classi , chi quella del “gioco” come forma di studio perché  “ se tu non giochi non sai i tuoi limiti e se no giochi non ti diverti “  ( la maestra Alice di Milano e prossima alla pensione) .

Maestre  e maestri che si interrogano sull’importanza  della  scuola  come punto di aggregazione della comunità, come volàno dell’intera società; c’è chi dice che qualche anno fa a scuola gli insegnanti parlavano del bambino mentre ora si è più presi da questioni burocratiche , non ci si confronta più con i colleghi e si perde di vista il bambino. Queste maestre e maestri parlano di come a scuola si tenda spesso a focalizzarsi sulla parte  “nozionistica”  e non a focalizzarsi invece sulla parte più significativa e importante che dovrebbe essere quella del “sviluppare delle capacità” nei bambini.  Una maestra dice “ Il bambino alle elementari lo si guarda nella sua globalità , la sua intelligenza, il suo vissuto , l’emotività , cosa vive in famiglia , poi alle medie questo viene messo un po’ da parte , in senso un po’ generale ovviamente” .

Questa pellicola  mi ha emozionata molto e mi ha fatto riflettere soprattutto su quanto sia vero , per esperienza personale, che alle medie e alle superiori qualcosa cambi  e  non sempre in meglio per gli studenti  e la scuola come luogo elettivo di “apprendimento” , pensando  tra  l’altro  che da noi la scuola dell’obbligo è sino ai 16 anni  e basti pensare  al fenomeno  diffuso dell’ ”abbandono scolastico” , aspetto cruciale, dal quale si può valutare lo stato di salute del sistema educativo  di un paese .

L’emozione crescente nel rivedere questa pellicola , a distanza di tempo, è quella della nostalgia  per un tempo passato e per una scuola che forse varrebbe la pena “guardare”  un po’ come  quei bambini  che  ascoltiamo   e  che desideriamo  si trovino bene e si sentano accettati a scuola , un luogo in cui si può essere felici .

 

Per approfondimenti :

AA.VV., L’amore che non scordo. Storie di comuni maestre, DVD , Angelo Ferranti TV Days,  2007  (Libreria delle donne – Milano)

Stefania Cavallo

3 settembre 2016

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: