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I 400 colpi e il ricordo dell’amico Robert  Lachenay

“I 400 colpi”  è  la storia di un’amicizia nata sui banchi di scuola , una storia autobiografica del regista François Truffaut e del suo aiuto-regista Robert  Lachenay .

Truffaut  F

François Truffaut , André  Mrugalski

(Direttore della foto e assistente operatore)

e il  suo aiuto-regista Robert  Lachenay

François  aveva cuore, sensibilità e oggi diremmo un’intelligenza emotiva. La sua fu un’infanzia ribelle e anticonformista. L’amore per la madre fu  la causa delle sue turbe psicologiche , in quanto figlio non voluto e considerato , all’epoca,  un incidente di percorso.

Ha vissuto un’infanzia terribile , in un ambiente come quello di allora, e con la sua sensibilità per cui non superò mai questo problema .

Come si vede nel film I 400 colpi , la sua casa era molto piccola , la madre non aveva mai un gesto affettuoso nei suoi confronti ; il   “IX  arrondissement”  era un quartiere importante per François , ricco sul piano umano , con Place Pigalle  e Notre Dame , una vera scoperta per un adolescente.

François fece per un breve tempo anche il riformatorio per ragazzi delinquenti, forse i genitori cercarono di  sbarazzarsi di lui …..

Dov’è il padre? Questa  domanda  è quella che il professore di inglese  rivolgerà , nel film ,  allo studente Doinel-alias Truffaut  , una questione molto importante per François , anche se pur assoldando un detective per trovare suo padre , non lo volle mai conoscere  direttamente.

Balzac era la sua passione, i sentimenti, l’amore tra uomo e donna , a tredici anni e mezzo leggeva già moltissimo.

I 400 colpi è un film contro gli adulti , adulti sempre più estranei  al mondo dell’infanzia; l’inserto della fiaba di  “Cappuccetto rosso” nel film riprende il tema dell’  “infanzia che ride” , è   un momento di pura poesia  .

François Truffaut avrà spesso , nei suoi film , protagonisti non adulti o con qualche lato infantile , senza mai un vero lavoro ,  anche nel film vi  sono episodi di vagabondaggio e  di furto  del protagonista .

François Truffaut  scrisse molte lettere e corrispondenze in cui vi si trova il punto di vista di un ragazzino con l’infanzia segnata e pesante:

“Nel corso della nostra vita, noi diventiamo tante persone differenti, ed è proprio questo a rendere così strani i libri di memorie. Una persona, l’ultima, si sforza di unificare tutti i personaggi differenti”

François Truffaut

 

 

Per approfondimenti :

Autoritratto. Lettere 1945-1984  Correspondance.

Lettres recueillies par Gilles Jacob et Claude de Givray, 1988,  pubblicato da Einaudi nel 1989 a cura di Sergio Toffetti,  con contributi di Marco Vallora e Jean-Luc Godard

 

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