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Tutto è come sospeso …..come quando sta per scoppiare un temporale: il femminicidio di Pegli –Genova

 

La coppia viveva separata in casa in quell’appartamento tappezzato di foto del figlio Marco, 44 anni, che nel 2012 era annegato al largo di Voltri. Ieri sera l’ennesimo litigio furioso perché il marito sospettava che la donna avesse un amante. I due discutono animatamente, poi lui inizia a picchiarla. La vittima chiama i carabinieri che per un’ora stanno con loro, torna la calma. Poi nella notte ancora un litigio, l’ultimo. Sono circa le quattro, secondo quanto raccontato dall’anziano ai carabinieri di Arenzano, quando lui la sveglia. Litigano ancora e questa volta le mani di Giacomo si stringono attorno al collo di Giuseppina. I militari la trovano per terra, sul pavimento della sua stanza dove dormiva. È lo stesso Sfragaro a chiamare tre ore dopo i carabinieri dicendo di avere ammazzato la moglie e di essere pronto ad andare in carcere. Quando arrivano i carabinieri trovano l’uomo con la borsa di indumenti per andare in carcere. (http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/giacomo-sfragaro-strangola-moglie-dopo-che-carabinieri-sono-usciti-di-casa-2517964/).

 

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Il mio  sguardo da mediatrice familiare

“La coppia viveva separata in casa”, ecco vorrei proprio iniziare con questo incipit dell’articolo  e soffermarmi esclusivamente  su questo , senza prendere in considerazione altri fattori e  informazioni ;   capita che genitori che chiedano di iniziare una mediazione familiare vivano questa situazione  da tempo ,  magari con figli piccoli ,  e come professionista  mi rendo subito conto che  ci sia già un clima familiare e domestico compromesso perché alimentato dal  mantenere  uno status quo forzato del tipo  “come se fosse tutto come prima “ , ma in realtà  è da un po’ che  “non è più come prima” ,  i genitori fingono che lo sia  e  i figli  fingono che così  sia meglio anche se non lo è .

Qualche anno fa  lessi un bellissimo libro di  Silvia Vegetti Finzi   “Quando i genitori si dividono : le emozioni dei figli”  ( 2007) ,   più di 200  lettere che l’autrice ha raccolto e in tutte traspare quanto la separazione abbia avuto conseguenze sui figli per un tempo molto lungo.

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Mi  ero appuntata   alcuni   pensieri  espressi  da  questi  figli  , tra i più significativi  ,  che propongo di seguito  :

Scrive Michele: ”Tutto è come sospeso come quando sta per scoppiare un temporale: si aspetta di sapere chi e quando se ne andrà. Apparentemente non sta succedendo niente ma quel niente mi pesa. Ieri ero tornato a casa felice; mi sono messo con Ludovica bellissima, mi sentivo raggiante, leggero, avevo voglia di urlarlo al mondo ma a casa mia nessuno se ne è accorto. Certo loro hanno ben altro a cui pensare”.

Scrive Mirka:”Meno male che si sono separati: prima tornavo da scuola e non trovavo neanche la tavola pronta, loro parlavano piangevano gridavano, perfino i vicini se ne erano accorti e io gli facevo pena. Vi assicuro che non è bello sentirsi commiserati”.

Francesco:”Ricorderò sempre il momento in cui mia madre se ne è andata, un bacio secco sulla fronte.’Fai il bravo’ disse e via con il suo uomo che l’aspettava giù in macchina. In quel momento non ho detto niente ho stretto i pugni dalla rabbia e quei pugni non si sono ancora aperti.”

Ancora Gianfranco:”I miei genitori si sono separati che ero piccolo ma non hanno mai smesso di litigare. Ora ho 16 anni e mi sento più maturo di loro. Le loro ripicche mi fanno sorridere, non riescono a crescere, ma a me piacciono anche così.”

Scrive Lorena:”Un fulmine  a ciel sereno. Fino al giorno prima vita tranquilla e stabilità; ma una bella domenica mattina alle 7 scoppia la bomba. Lui dice che ama un’altra donna da anni e se ne va. Io dormivo e mi sono svegliata sentendo mia madre urlare e sono corsa giù dalle scale. Nessuno mi ha detto nulla, ma ci ho messo un secondo a capire. E’ come una lama che ti trapassa togliendoti per un attimo il respiro e in quell’attimo la mente si apre scoprendo che tutta la vita che avevi davanti era solo un’illusione, una sporca bugia. Lui piangeva io ero inebetita, guardavo fuori e pensavo ‘e adesso?  Adesso mi sveglio è  stato solo un incubo passa tutto, tutto torna normale’. In una domenica mattina mi è crollato il mondo mentre dalla finestra guardavo il mondo girare come sempre: il vicino che taglia l’erba, il profumo dei fiori e tutto il resto”.

La separazione rimane certamente una fonte di grande sofferenza per coloro che ne sono i protagonisti ed è indispensabile pensare sempre che tra i protagonisti vi sono anche i figli, che essi da soli non riescono a capire, né a razionalizzare.

Il processo separativo, a livello emotivo, scorre attraverso varie fasi che si susseguono nel tempo dove le persone incontrano molte emozioni diverse, dal senso di perdita della coppia coniugale, al risentimento, alla rabbia contro l’altro. Così i figli, spesso, vengono lasciati soli ad affrontare uno degli eventi più stressanti che possa capitare al nucleo familiare.

 

Mi sembra quindi che lo scenario della coppia di Pegli sia stato proprio quello di una realtà molto conflittuale e mai risolta ma anzi con un deterioramento dei rapporti,  tanto che  si legge sui giornali che  Le liti erano sempre più frequenti, secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri della compagnia di Arenzano, ed anche violente” .

 

Ricordo un caso in cui una mamma voleva separarsi, e voleva iniziare il percorso di mediazione,  e come dal  suo racconto  si cogliesse  una certa  insofferenza nel dover  gestire più situazioni in contemporanea e nel dover pensarsi ancora , per diversi mesi,  col marito sotto lo stesso tetto.  Forse col senno del poi mi rendo conto e non lo escludo che quella mediazione iniziata e  conclusasi molto positivamente all’epoca forse evitò  un’escalation conflittuale  che avrebbe potuto  sfociare in qualche fatto drammatico come quelli della  cronaca odierna.

 

Risentimento , rabbia e gelosia  alimentati  nel tempo senza l’aiuto di chi può  trasformarle in maniera  positiva  e  definitiva ,  possono  diventare   una  miscela  irrimediabilmente  devastante  e  micidiale nel vero senso della parola.

Un percorso   come   ad esempio  quello della mediazione familiare  , in fase di separazione,    può  certamente  essere  utile . La presenza di un terzo, il mediatore, è estremamente importante per  trasformare la linea della relazione coniugale in una relazione triangolare. Il mediatore  accompagna e sostiene ciascun genitore nella ridefinizione della propria identità personale e nella negoziazione delle questioni relative alla separazione, affinché essa avvenga nel modo più sereno possibile.

Una  tale  “esperienza”  può  contribuire  a  realizzare  azioni  utili e  concrete di  significativa rilevanza sociale  proprio nell’ottica, a me molto cara,  di contribuire a  “migliorare la qualità delle relazioni umane”.

Stefania Cavallo

28 luglio 2016

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