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LA BOCCIATURA  DEI FIGLI  E  IMPARARE/ EDUCARSI    A   “RIALZARSI DOPO UN INSUCCESSO”

 

Madre Teresa di Calcutta

 

Premessa

Come genitore che sperimenta e conosce quotidianamente il difficile  “mestiere di essere e fare il genitore” mi sento sempre responsabile nei confronti  di mio figlio , forse perché colgo delle sue fragilità  che mi interrogano in continuazione  .

Ero consapevole che quest’anno sarebbe stato   un anno particolarmente impegnativo sul profilo scuola , per mio figlio,   però avevo scelto di lasciarlo   piuttosto autonomo  nel gestirsi lo studio , limitandomi a dargli  ogni tanto qualche suggerimento  sul metodo di studio ……avevo deciso  che sarei stata   piuttosto di supporto , e  a latere,   per lo studio nel caso mi  avesse chiesto un qualche aiuto che gli avrei ovviamente  dato.

Avevo deciso che fosse giunto il momento che in prima superiore dovesse sperimentarsi da solo,  a prescindere dal   risultato scolastico .

Il ragazzo  ha  così  seguito altre strade , si è lasciato affascinare da un ambiente scuola molto diverso da quelli precedenti  , molto  più ricco di distrazioni   e di diversivi , più libero e  dispersivo  ,  con molti  momenti di autogestione nel senso di  ricerca  di una  propria capacità  di gestirsi più in autonomia  nello studio e nel capire dove si trovasse  , come si suol  dire dove “fosse capitato” e nel trovare una sua identità come accade a quest’età  .

Risultato : il ragazzo non è idoneo a passare in seconda superiore !

Aggiungo che l’esito non fa una piega perché il ragazzo non si è impegnato nello studio , si è impegnato  di più  nel  ” viversi”  altre dinamiche  in quella scuola , a fare amicizie nuove  ,  a cogliere stimoli più creativi  per qualche sua passione  inerente  al cinema e alla musica   e lo ha fatto decisamente  “a modo  suo”  e dal punto di vista  dei docenti   tutto questo  è stato  considerato  evidentemente  un po’  da  “immaturo”, a volte un po’  da  “piacione” ,  da chi non si è saputo  adeguare   ad un nuovo passaggio  e   ad un nuovo modo  “richiesto”  di  fare lo  studente  in quella specifica e  un po’  “complessa”  scuola ;   mi ricordo ancora,  come un  qualcosa che mi aveva un po’  colpita /turbata,   una mamma   presente in una nostra assemblea scolastica  che   disse  molto    “soddisfatta” e decisamente compiaciuta che suo figlio  aveva trovato nei docenti  della nostra classe ( invece…)    grande motivazione  ed era riuscito  a costruire  un bel rapporto   con gli stessi .

Cosa dire  …….non tutti gli studenti sono uguali, così come non tutti i figli sono uguali,    e nonostante  i miei richiami  all’ importanza della relazione  docente/discente   ,  il mio  “ragazzone”    di figlio  non ha saputo   forse  capire   come   rispondere in maniera collaborativa  nei confronti   dei  docenti  ( di alcuni docenti…)  ,   diciamo che forse ha dovuto fare i conti con alcune sue fragilità  e si è un po’ perso  resistendo al  “cambiamento”  richiesto   .

Certo il ragazzo ha preferito restare un po’ ostile  e resistente   allo   studio   così come  lo viveva  e soprattutto in alcune materie   e su questo  avevamo anche ragionato molto insieme , ma si sa che a questa età  i genitori non vengono  presi  e ascoltati  seriamente  e gli altri adulti , come gli insegnanti  ed educatori    di riferimento a volte non ci sono proprio , non si trovano ,  perché hanno  rinunciato a svolgere il proprio ruolo di riferimento  come  formatori   in un’età ,  quella dell’adolescenza ,  di passaggio e particolarmente  delicata  per  tanti motivi .

Ad ogni modo prendo atto di questa sconfitta   per capire come proseguire  nel cammino della formazione   di mio figlio , un cammino  che non è mai   di tipo   lineare,   e  cercherò di   aiutare al meglio mio figlio  perché possa  proseguire con più consapevolezza  e con un anno alle spalle  in cui è  senz’altro  più cresciuto   e  mi auguro  abbia   capito   qualcosa in più  rispetto   all’ esperienza  scolastica  trascorsa  .

Come rialzarsi dopo un insuccesso scolastico? 

Ho recuperato questo bel articolo del mio Professore Fulvio  Scaparro che mi ricordavo  e che in via preventiva avevo  già letto, qualche anno fa  ,  durante il mio corso di mediazione familiare presso l’associazione GeA- Genitori  Ancora  di Milano .

 Oggi mi e’ decisamente di aiuto  perché ’ mio figlio purtroppo in prima superiore e’ stato bocciato……notizia fresca , fresca!

 Ero preparata ma questo non toglie che una bocciatura e’ sempre una sconfitta come dice Scaparro  e   sono molto dispiaciuta di questo esito .

Non c’è dubbio che come ho gia’ avuto modo di esprimermi  sul mio blog diverse cose non sono andate nel verso giusto in questo anno scolastico  (https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/13/diario-di-scuola-su-itsos-albe-steiner-di-milano/)   ,  pero’ non ci sono alibi al fatto che l’impegno di mio figlio  e’ stato molto scarso e questo e’  il conto  da pagare e su cui con  nostro figlio dovremo ragionare in questi giorni e in questi mesi prima del   prossimo   anno scolastico.

Come madre  attenta e impegnata molto nelle faccende “scuola” (pur essendo una docente anch’io ma questa è un’altra storia  e pur aiutando tanti adolescenti con sconfitte scolastiche  che mi danno un’enorme soddisfazione ) ……. oggi vivo un profondo senso di frustrazione  anche se so che lo supererò   perché  la   posta in gioco e’ importante e riguarda la formazione e  il futuro di mio figlio e come dice  Scaparro  so  che  è  importante ora come genitori :

 DARE UN TRANQUILLO ESEMPIO DI MATURAZIONE, QUALE PUÒ DARE SOLTANTO CHI HA VISSUTO TANTI DISTACCHI E TANTE UNIONI, QUALCHE SUCCESSO E TANTE SCONFITTE, MA NON HA PERDUTO LA VOGLIA DI VIVERE. TUTTO QUESTO SERVIREBBE A CREARE LE CONDIZIONI PERCHÉ IN UN AMBIENTE FERTILE CRESCANO RAGAZZI FERTILI E CAPACI DI RIALZARSI DOPO UN INSUCCESSO”.

 A QUESTO PUNTO MI SENTO UN PO’ CONFUSA E  NON SO CHI VORREI RINGRAZIARE, MA SICURAMENTE IL MIO PROF FULVIO SCAPARRO PER AVER PENSATO QUESTO SUO CONTRIBUTO IN GRADO OGGI DI APRIRMI   SPIRAGLI E   UNA SPERANZA RINNOVATA.

DI SEGUITO SI PUO’ LEGGERE L’ARTICOLO CITATO  DI FULVIO SCAPARRO  ,  IN OTTICA DI MUTUO-AIUTO PER  i  GENITORI  CHE VIVONO QUESTA ESPERIENZA   .

Inserisco  anche la mia bibliografia di “Genitori Equilibristi”  e i libri che ho  più amato e riletto  (sempre in ottica  preventiva)  tra i quali ricordo, anche se non sono  citati  nello specifico nella bibliografia consigliata , e  aggiungo senz’altro  al primo posto  sia  “Diario di scuola ”  di Daniel   Pennac  che “Elogio del ripetente” di Eraldo Affinati  .

PER APPROFONDIRE:    BREVE BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

 “che tipo di società stiamo consegnando ai nostri figli?”

 bibliografia  Genitori equilibristi

AA.VV., L’amore che non scordo. Storie di comuni maestre, DVD , Angelo Ferranti TV Days,  2007  (Libreria delle donne – Milano)

 

Andreoli Vittorino, Corso di sopravvivenza per genitori e insegnanti, BUR Varia – Rizzoli,Milano, 2014

 

Andreoli Vittorino, Dalla parte dei bambini. Per difendere i nostri figli dalla violenza, BUR psicologia – Rizzoli,Milano, 2013

 

Cavallo Stefania, Lavoratori Acrobati, Collana Orientamenti Ed. La Sapienza, Roma, 2011

 

Cavallo Stefania, I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia, su separazione e divorzio, Collana Orientamenti Ed. La Sapienza, Roma, 2012

 

Crepet Paolo, La gioia di educare, Einaudi (collana Super IT) , Torino , 2008

 

De Gregorio Concita, Mi sa che fuori è primavera, Feltrinelli Ed.,Milano, 2015

 

De Gregorio Concita,Un giorno sull’isola. In viaggio con Lorenzo, Einaudi  (collana Stile libero Big), Torino, 2014

 

De Mello Antony, Il pesciolino alla ricerca dell’oceano. 100 racconti  di Antony De Mello , Ed. Piemme, Casale Monferrato (AL), 2005

 

Demetrio Duccio, L’ educazione non è finita. Idee per difenderla, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009

 

Galimberti Umberto, L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli Editore, Milano, 2007

 

Gillain Anne, François Truffaut . Tutte le interviste sul cinema, GREMESE, Roma, 1990

Goleman Daniel, Intelligenza emotiva, Bur Rizzoli, Milano, 1996

 

Gordon Thomas, Genitori efficaci. Educare figli responsabili, Edizioni La Meridiana, Bari, 1994

 

Martello Maria, Educare con Senso senza DisSenso, Franco Angeli, Milano, 2009

 

Martello Maria, Conflitti : parliamone, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 2006

 

Morin  Edgar , Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015

 

Morin  F. Edmonde, Petit Manuel de guérilla  à  l’usage des femmes enceintes, Paris,1985

 

Parsi Maria Rita,Cantelmi Tonino, Orlando Francesco,L’ immaginario prigioniero. Come educare i nostri figli a un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie, Mondadori, Milano, 2009

 

Recalcati Massimo, L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento, G. Einaudi Editore, Torino, 2014

 

Recalcati  Massimo, Non è più come prima. Elogio del perdono nella vita amorosa, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014

 

Rogers Carl R., Da Persona a persona. Il problema di essere umani, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1987

 

Rogers Carl R. Potere personale. La forza interiore e il suo effetto rivoluzionario, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1978

 

Salomone Igor, Con occhi di padre, Erickson Ed.  , Trento, II edizione 2011

 

Scaparro Fulvio, Il coraggio di mediare, Guerini e Associati Ed., Milano 2001

 

Sclavi Marianella, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori, Milano, 2003

 

Vegetti Finzi Silvia, La stanza del dialogo. Riflessioni sul ciclo della vita, Casagrande Ed., Bellinzona, 2009

 

Watzlawick Paul e altri, Pragmatica della comunicazione umana, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1964

 

STEFANIA CAVALLO

14 giugno 2016

 

 

MATURITA’ – IN FAMIGLIA

Aiutiamoli a rialzarsi senza 
assecondare la voglia di scappare

Il sostegno

Ma non bisogna essere troppo indulgenti. Vanno incoraggiati, evitando così di rafforzare la tendenza a nascondersi

È quando le cose non vanno per il verso giusto che si vede di che pasta siamo fatti, non quando tutto fila liscio. Giriamola come ci pare, ma una bocciatura è una sconfitta, una brusca frenata nel percorso scolastico, tensioni in casa, voglia di abbandonare la scuola e chi più ne ha più ne metta. Minimizzare gli insuccessi serve soltanto a ingannare noi stessi ma peggio ancora è buttarla in tragedia. È vero che, come si legge nel bel libro di Ernesto Ferrero «Lezioni napoleoniche », la grandezza di Napoleone stava soprattutto nel dissimulare gli incidenti di percorso e di gestire gli insuccessi, ma qui stiamo parlando di ragazzi e ragazze in uscita dall’adolescenza, non dell’imperatore dei francesi. E i giovani hanno poco da guadagnare sia nel non prendere sul serio le sconfitte sia nell’abbattersi come se si trovassero al fine corsa. La loro età consente loro di poter trarre insegnamento da una bocciatura e di riprendere il cammino senza chissà quali sconvolgimenti. Ma per far questo occorrono coraggio, piedi per terra, sogni, concentrazione sui propri obiettivi e un ambiente adulto che non oscilli tra la minaccia di terrificanti punizioni e un pietismo e un’indulgenza non meno controproducenti.

La scarsa resistenza alle frustrazioni che notiamo in tanti ragazzi è senz’altro dovuta a un ambiente troppo protettivo e indulgente ma anche, e soprattutto, al fatto che molti di loro non si rendono conto del fatto che frequentare la scuola, studiare è un privilegio per il quale i nostri progenitori hanno lottato duramente, così come hanno lottato duramente per far valere tanti altri diritti che ancora oggi, in buona parte del mondo, sono negati. Il tiro al bersaglio sulla scuola e sul personale insegnante, lo stato di abbandono di molte strutture scolastiche, la disattenzione per contenuti, programmi e metodologie didattiche, non favoriscono certo la motivazione allo studio ma non devono costituire un alibi per non impegnarsi nel cambiamento.

Oggi si ha l’impressione che sia pratica diffusa il cullarsi nell’illusione che si possa crescere ope legis, sine lege o addirittura contra legem e che l’unico modo per non soffrire sia sfuggire ai legami, agli impegni, alle responsabilità, alla stabilità, all’empatia. Si tratta appunto di una pericolosa illusione perché noi cresciamo, progrediamo e diamo il meglio di noi non scappando, non rinunciando alla lotta, non piagnucolando, ma facendo i conti con i limiti del nostro corpo, della nostra mente e della nostra organizzazione sociale, aderendovi, contestandoli, superandoli, infrangendoli. I genitori, se condividono tutto questo, stiano vicini ai loro figli bocciati senza cercare giustificazioni improbabili ma analizzando insieme le cause e le responsabilità dell’insuccesso e individuando i rimedi. La loro disponibilità vuol dire presenza non intrusiva, vuol dire essere pronti a dare, consigliare, accogliere, raccontare le proprie esperienze, i propri sogni, dare esempio, dire ‘no’,ma anche sostenere, incoraggiare quando occorre, evitando di sostituirsi al giovane e di rafforzarne la dipendenza o la tendenza alla fuga, interrompendo il piagnucolio o l’aggressività del ragazzo o della ragazza che si lamenta per tutto ciò che non ha avuto e che non ha, perché l’autocommiserazione non è una via di liberazione.

Non c’è nulla di peggio di adulti e giovani lamentosi, rancorosi, perennemente in credito con il mondo. Disponibilità da parte di un insegnante o di un genitore, significa dare un tranquillo esempio di maturazione, quale può dare soltanto chi ha vissuto tanti distacchi e tante unioni, qualche successo e tante sconfitte, ma non ha perduto la voglia di vivere. Tutto questo servirebbe a creare le condizioni perché in un ambiente fertile crescano ragazzi fertili e capaci di rialzarsi dopo un insuccesso.

Fulvio Scaparro
14 luglio 2009

 

Fonte :

http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_14/scaparro_aiuto_senza_assecondare_5261aaae-7039-11de-9fc1-00144f02aabc.shtml?refresh_ce-cp

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