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La scelta di trovare una soluzione del momento di crisi non dipende solo da fattori strettamente psicologici, ma dipende anche dal grado di importanza che viene data a questa particolare forma di esistenza (vd. fattori esistenziali, ideologici, etc) . Presuppone il credere che la vita instaurata insieme a quella persona, anche nella crisi, valga la pena di essere vissuta, perché se ne colgono i vantaggi. Soprattutto se una coppia significa famiglia (E. Loria, 1996). 

SCENE DA UN MATRIMONIO di Ingmar Bergman (Svezia 1973)   

Estratto dal mio libro  I giorni  perduti

copertina del libro

Sinossi

Una  coppia di sposi (psicotecnico e avvocatessa)  Marianne  (Liv Ullmann) e Johann (Erland Josephson), con due bambine, è apparentemente felicissima da dieci anni, ma a poco a poco i due si accorgono di non comunicare più. Lui si fa un’amante , e marito e moglie divorziano.

Molto tempo dopo il divorzio (dopo 7 anni) marito e moglie, quando entrambi si sono risposati, più maturi e adulti,  si rendono conto che è possibile ricostruire un rapporto su basi differenti.

Curata dallo stesso regista, l’edizione cinematografica deriva da uno sceneggiato TV in 6 “scene”/capitoli di 48-49 minuti  che dura, pertanto, circa 2 ore in più : 1 “Innocenza e panico”; 2 “ L’arte di nascondere lo sporco sotto il tappeto”; 3 “Paola”; 4) “Valle di lacrime”; 5) “Gli analfabeti”; 6 “ Nel pieno della notte in una casa buia in qualche parte del mondo”.

 

Analisi e Commento

 

Ho scelto questo film proprio per il tema dell’incomunicabilità nella coppia  che sappiamo essere uno dei temi principali molto caro al regista svedese nell’ambito del  filone esistenziale  che comprende anche il tema della vita e la morte, la solitudine e più in generale appunto l’incomunicabilità umana.

 

Dice Giovanni Grazzini (da Corriere della Sera 19 aprile 1975) : “ …lo storico futuro avrà nei suoi film una delle più sapienti testimonianze di come nel secolo XX uomini  e donne sentissero gli eterni interrogativi sull’amore e la sua usura, e come tentassero, nello smarrimento d’ogni certezza, di darsi provvisorie risposte . Anche come la voluttà di frugarsi fosse dettata dal gusto di ferirsi, e di riempire con le parole il vuoto dei cuori. Giacchè  Scene da un matrimonio rappresenta , insieme ai supplizi dei corpi e degli spiriti, la tortura del verbo.”.

 

Dice Tullio Kezich: “E’ un Vivere insieme per una TV adulta e senza peli sulla lingua, concepito da Bergman in sei puntate per la Sveriges Radio TV2. Vi si raccontano dieci anni del matrimonio di Marianne e Johan, vivisezionati al microscopio come tipici analfabeti dei sentimenti: “Per ciò che si riferisce a noi stessi e agli altri, siamo di un’ignoranza tremenda, sconfinata..”confessa Johan in uno dei grandi momenti di verità del film. Condizionata dall’eccessiva dipendenza dai rispettivi genitori e dai rituali della società borghese , scarsamente tonificata dalla presenza dei figli , frastornata dalle conflagrazioni degli egoismi, la coppia si dilacera attraverso scontri, infedeltà e pratiche di divorzio. Come conferma la lettura del copione integrale, pubblicato da Einaudi con il titolo Scene di vita coniugale.”

Con rarissimi esterni l’azione è fondata sulla parola, sui gesti, sul comportamento, filmata quasi sempre in primo piano o con piani ravvicinati.

E’, sotto ogni riguardo,il film dei film di L. Ullmann, ma E. Josephson le sta a pari con un impercettibile crescendo lungo l’arco del racconto . Hanno le voci italiane di Vittoria Febbi  e Corrado Pani in un doppiaggio ben curato da Franco Rossi. (Edizione TV di 294 minuti).1

Memorabile l’interpretazione dei due interpreti nell’ episodio intitolato “Gli analfabeti” in cui M. e J. si incontrano nello studio di lui, in quanto devono firmare i documenti del divorzio e però prima decidono di parlare di tante cose con toni variabili, alti e bassi, a tinte a volte forti e a volte no, avanzano i ripensamenti…ed ad un certo punto lui non vuole più divorziare ( dice “Non ne posso più di Paola!”…ossia dell’amante!!!) e poi J. aggredisce M. e,in questa scena molto drammatica, al termine, esausti, firmeranno entrambi gli atti.

 

Nel romanzo , per ritornare al concetto di anlfabetismo sentimentale , vi è proprio un passaggio in uno scambio di battute  tra Marianne e Johan:

 

Marianne: “…..Pensa a quell’estate quando facemmo il giro del Mediterraneo e avevamo con noi le figlie piccole nella tua vecchia macchinetta. E la sera rizzavamo la tenda. Ricordi quelle notti di agosto sulla costa spagnola, quando dormivamo a cielo scoperto, stretti tutti e quattro? E stavamo tanto caldi!”

Johan:” E’ inutile piangere sul latte versato. Le figlie crescono. Si rompono le relazioni. L’amore prende fine, come la tenerezza, l’amicizia, la solidarietà. Non c’è niente di straordinario. E’ così”.

Marianne: A volte penso che tu ed io siamo stati come due bambini nati con la camicia, favoriti dalla sorte e viziati ; che abbiamo perduto le nostre risorse e ci siamo ritrovati poveri; amareggiati e stizziti. Dobbiamo aver commesso un errore da qualche parte , e non c’è nessuno che possa dirci dov’è che abbiamo sbagliato.”

Johan: “Ti dirò una cosa piuttosto banale. In materia di sentimenti noi siamo degli analfabeti. E il fatto triste è che ciò riguarda non solo te e me, ma quasi tutte le persone…”

 

In questo rapporto di coppia, ormai al collasso, i due interpreti cercheranno di capire le difficoltà e cercheranno di gestire il passaggio di crisi anche con un’evoluzione del rapporto piuttosto dolorosa e si ritroveranno come persone diverse.

La scelta di trovare una soluzione del momento di crisi non dipende solo da fattori strettamente psicologici, ma dipende anche dal grado di importanza che viene data a questa particolare forma di esistenza (vd. fattori esistenziali, ideologici, etc) . Presuppone il credere che la vita instaurata insieme a quella persona, anche nella crisi, valga la pena di essere vissuta, perché se ne colgono i vantaggi. Soprattutto se una coppia significa famiglia (E. Loria, 1996).

  • 1 trama presa da Il Morandini Zanichelli Ed.  2007, vd. sito kataweb.it/cinema/.   Passaggio TV su  Raisat Cinema domenica 26/11/2006 u.s. .

Stefania Cavallo

9 giugno 2016

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