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20 maggio 2017 milano

“Look Beyond Borders”

In tutte le scuole bisognerebbe guardarlo e  condividerlo per parlarne , mi riferisco al breve film  dello psicologo americano Arthur Aron  e Amnesty International   “4 minuti negli occhi di un rifugiato” , aggiungerei anche ” 4 minuti negli occhi dell’altro , di chi non conosciamo ” …….bellissima esperienza , non scontata . Tutti dovremmo provare al di là delle singole resistenze , al di là dei pregiudizi e al di là forse del fatto che una solidarietà e umanità dovrebbe essere praticata e reale , non certo solo costruita e  un pò “sceneggiata” con un bellissimo esperimento “video” pensato più a tavolino (come questo, anche se in realtà come dice la mia traduzione seguente sembra che si tratti di  un’esperienza  interamente basata sulla spontaneità e sul  carattere naturale delle reazioni.) …….Mi è venuta in mente una frase di David Grossman , in una intervista su Repubblica (15 giugno 2007.) che ho conservato, per la presentazione all’epoca del bel libro“Con gli occhi del nemico” in cui David Grossman dice: “ Ho la sensazione che nessuno cominci veramente una guerra, le guerre si continuano. La pace quella è una cosa che si deve cominciare. Guerreggiare, disgraziatamente , è una cosa quasi naturale per troppi paesi, troppe culture e troppe religioni. Ci vogliono molti sforzi e alle volte bisogna agire contro i propri istinti per cominciare a dare fiducia agli altri, per cominciare ad aprirsi, per essere in grado di vedere la realtà attraverso gli occhi dell’altro.”.

In questo caso il punto di partenza è stata l’esperienza  di Arthur Aron che ha provato che il fatto di guardarsi negli occhi  per quattro minuti poteva significativamente avvicinare le due persone ( Le point de départ a été l’expérience d’Arthur Aron, qui a prouvé que le fait de se regarder dans les yeux pendant quatre minutes pouvait significativement rapprocher deux personnes) .

vd. da un mio contributo: https://stefaniacavallo.wordpress.com/2012/08/17/libri-a-cura-di-stefania-cavallo/

Stefania Cavallo

27 maggio 2016

“Look Beyond Borders” – Guardare oltre i confini

TRADUZIONE IN ITALIANO ( a cura di Stefania Cavallo) :

Vent’anni fa , lo psicologo americano Arthur Aron dimostrava che un riavvicinamento avveniva tra due sconosciuti se si guardavano quattro minuti negli occhi. Partendo da qui, Amnesty International ha realizzato un film  di sperimentazione per ricordare , in particolare di questi tempi che sembrano dominati dai conflitti e da divisione, che vedere il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona è sempre benefico. Questo film “Look Beyond Borders” – Guardare oltre i confini , prodotto a Berlino , parte da un incontro simbolico  di Europei con dei rifugiati per diventare una metafora universale . Il punto di partenza è stata l’esperienza di Arthur Aron , che ha provato che il fatto di guardarsi negli occhi per quattro minuti poteva significativamente riavvicinare due persone .Gli organizzatori  hanno deciso  di utilizzare questo concetto in un contesto dell’arrivo in Europa  di migliaia di rifugiati ogni anno. Hanno condotto questa esperienza a Berlino , vicino al Checkpoint Charlie, per due giorni. Da un lato, c’erano dei rifugiati ( soprattutto della Siria) ; dall’altro lato , degli Europei ( Polacchi, Italiani, , Tedeschi  e    Belgi) – tutte persone  “ordinarie”.Le scene non sono state preparate prima  e le persone che si sono sedute le une di fronte all’altra non si erano mai incontrate prima. L’esperienza è interamente basata sulla spontaneità e il carattere naturale delle reazioni. I  rifugiati vengono principalmente dalla Siria e vivono in Europa da meno di un anno.  Grazie a questa esperienza , è stato possibile dimostrare che un incontro tra persone che sono in teoria “stranieri” l’uno all’altra e  di culture differenti , può diventare particolare e profondamente ispiratore. Le frontiere esistono tra i paesi , non tra gli essere umani . L’idea di realizzare questo film è nata in Polonia. La  Segreteria internazionale di Amnesty International a Londra, così come le altre sezioni degli altri paesi europei hanno partecipato all’iniziativa della sezione polacca di Amnesty International  .  Questo film esprime  un messaggio europeo collettivo rivolto  a tutti e a tutte attraverso il mondo. Il progetto è stato lanciato contemporaneamente in più paesi , al di là delle frontiere e al di là della situazione specifica di ogni paese  .

Il y a vingt ans, le psychologue américain Arthur Aron démontrait qu’un rapprochement s’opérait entre deux inconnus s’ils se regardaient quatre minutes dans les yeux. Partant de là, Amnesty International a réalisé un film d’expérimentation pour rappeler, particulièrement en ces temps qui semblent dominés par les conflits et la division, que voir le monde à travers les yeux d’une autre personne est toujours bénéfique. Ce film, “Look Beyond Borders”, produit à Berlin, part d’une rencontre symbolique d’Européens avec des réfugiés pour devenir une métaphore universelle.

Le point de départ a été l’expérience d’Arthur Aron, qui a prouvé que le fait de se regarder dans les yeux pendant quatre minutes pouvait significativement rapprocher deux personnes. Les organisateurs ont décidé d’utiliser ce concept dans le contexte de l’arrivée en Europe de milliers de réfugiés chaque année. Ils ont mené cette expérience à Berlin, près du Checkpoint Charlie, pendant deux jours. D’un côté, il y avait avait des réfugiés (surtout de Syrie) ; de l’autre, des Européens (des Polonais, des Italiens, des Allemands et des Belges) – tous des gens “ordinaires”.

Les scènes n’ont pas été pré-arrangées et les personnes qui se sont assises les unes en face des autres ne se sont jamais rencontrées auparavant. L’expérience est entièrement basée sur la spontanéité et le caractère naturel des réactions. Les réfugiés viennent principalement de Syrie et vivent en Europe depuis moins d’un an. Grâce à cette expérience, il a été possible de montrer qu’une rencontre entre des gens qui sont en théorie étrangers l’un à l’autre et issus de cultures différentes peut devenir particulière et profondément inspirante. Les frontières existent entre les pays, pas entre les êtres humains.

L’idée de réaliser ce film est née en Pologne. Le Secrétariat international d’Amnesty International à Londres, ainsi que les sections d’autres pays européens ont participé à l’initiative de la section polonaise d’Amnesty International. Ce film se veut un message européen collectif adressé à tous et toutes à travers le monde. Le projet a été lancé au même moment dans plusieurs pays, par-delà les frontières et par-delà de la situation spécifique de chaque pays.

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