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Parte seconda  (da Lavoratori acrobati . Pensieri, immagini e racconti di crisi , La Sapienza di Roma, Roma  2012 ,  Stefania Cavallo)

 Altre storie di “lavoro che non c’è”

 Ken Loach

In questo mondo che non è libero. Una storia di call center

Il regista Ken Loach in un’intervista sulla sua realistica e dura pellicola “In questo mondo libero” afferma: “Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l’unico modo in cui la società può progredire; l’idea che tutto sia merce di scambio, che l’economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri”

(Fonte : http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=49555 ).

 

Ho voluto evocare questa bella pellicola di Loach non a caso in quanto la storia che ho raccolto in questi giorni mi ha proprio ricordato, in alcuni tratti del racconto in particolare quelli legati allo ”sfruttamento” degli operatori all’interno di un call-center, alcuni flash del film citato.

La protagonista della storia, che terrò in anonimato, mi racconta di quanto lei nonostante i tanti anni di lavoro in un call-center, come operatrice telefonica che propone servizi alla clientela che le telefona, non si sia mai abituata all’idea di essere “controllata” in maniera così totale, con quei “100 occhi ” che guardano e scrutano a partire dal “tabellone con i numeri” ai controlli “in cuffia”.

Usa l’espressione forte dei “lavoratori usa e getta “ e che sono giovani e laureati con contratti di somministrazione, il che significa che possono essere lasciati a casa in qualsiasi momento e confermati di mese in mese. Riesce a farsi rinnovare il contratto chi rasenta la perfezione lavorativa, obiettivo che nemmeno chi decide delle loro sorti riesce a raggiungere.

I lavoratori “stabili”, con contratti a tempo indeterminato, come la mia protagonista, stanno vedendosi arrivare “giovani cervelli” in continuazione, in una logica di tourn-over incessante, ma “chi ha un cuore”, come lei,“non si abitua mai”, anche dopo molti anni di lavoro nella stessa azienda.

Per l’azienda è “una routine”, ma per un “lavoratore stabile” tutto ciò è completamente “amorale”. Dai “lavoratori precari” si pretendono le stesse mansioni del “lavoratore stabile”, lo stesso entusiasmo e far passare come “normale” questo continuo “tourn-over” è qualcosa a cui la nostra protagonista non ci sta e non si abituerà mai.

Lo nomina “il negozio delle merci” quando parla dell’Agenzia interinale dove le persone si chiamano “elegantemente” Risorse!

Mentre mi parla, cercando di dare un contenimento all’emotività e alla rabbia che le monta, si ricorda una frase intercettata tra due capi-turno ed è la seguente “Attenzione al cambio-turno, non farli –pascolare troppo!” e la mia intervistata aggiunge “In effetti aveva ragione il tizio della frase, perché lavorare in un call-center si diventa inevitabilmente delle “capre”, pur entrando da “persone intelligenti!”Mi parla di call-center e anche di mondo dei cosiddetti “schiavi moderni”; mi racconta di conseguenze negative di questo lavoro, dell’operatore che per “resistere” prende le pastiglie calmanti e mi parla anche di “suicidio professionale” quando l’operatore dopo molti anni, non reggendo più i ritmi, decide di “dare le dimissioni” nonostante la crisi e la difficoltà oggettiva di trovare un’altra occupazione in alternativa al call-center.

Le persone fragili in un call-center possono “saltare“! Addirittura in ambienti molto competitivi si verificano episodi al limite del dramma umano, quando tra colleghi scatta l’ira per problemi personali e ci si aspetta fuori dal lavoro per prendersi a”randellate”. Episodi reali e non fiction televisive!

Altri invece si mettono in “aspettativa” per un paio di mesi, mantenendo il posto di lavoro ma senza percepire un soldo di stipendio. Tutti gli altri “soffrono in silenzio” in azienda e per necessità di sopravvivenza materiale, per il mutuo di casa, per i figli da mandare a scuola e soprattutto per la dignità di sentirsi produttivi socialmente comunque “costi quello che costi”.

“Dulcis in fundo”, ora il proprio compagno di banco può “segnalarti” alla Direzione quando ad esempio si tratta male, con parolacce, il cliente al telefono e insomma forse una volta nella vita potrà anche succedere, no? E se dovesse succedere una volta sola su tanti anni di lavoro ufficialmente riconosciuto …Che sarà mai, si potrà perdonare un Vaffa al cliente? Senza dimenticare che anche ai lavoratori può capitare di essere insultati da clienti furiosi.

Ecco la “guerra tra poveri” che mi ricorda l’altro regista socio- politico il francese Robert Guédiguian col recentissimo film “Le nevi del Kilimangiaro”, un film che lavora proprio sul tema dell’importanza delle “azioni concrete” perché in tempi di crisi, i discorsi non bastano più! Una società in cui pensare alla “riconciliazione tra i nuovi poveri”, tra tutti i “miserables” per ricostruire una coscienza di classe. Questi sono i problemi e le contraddizioni della società moderna in una crisi che continua a creare, in tutti i paesi occidentali, nuovi poveri.

Infine la nostra dolce protagonista accenna ad un “welfare del call-center mondiale” quasi come se un “protocollo di Kyoto nel settore lavorativo” potesse rappresentare la svolta per lei, ma anche per tutti questi lavoratori. L’intervista termina con l’immagine, evocata dalla nostra operatrice telefonica, di un cesto di frutta nella break room di un call-center immaginario e che concretamente darebbe però il segnale che qualcosa dovrà cambiare anche per questo mondo lavorativo, così spietato e poco umano, dei call-center.

Breve filmografia sul tema:

In questo mondo libero… Regia: Ken Loach 2007

 

Tutta la vita davanti         Regia: Paolo Virzì 2008

Fuga dal call center         Regia: Federico Rizzo 2009

 

Generazione mille euro    Regia: Massimo Venier 2009

Tra le nuvole                    Regia: Jason Reitman 2009

 

Stefania Cavallo

 

 

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