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Esiste un metodo Pennac?

“ per fortuna ho fatto l’esperienza  del  fallimento”  (Daniel Pennac)

Come insegnante di  una lingua straniera che adoro ,  il francese ,  e nell’adattarmi  ad un scenario italiano in cui imparare le lingue straniere rappresenta spesso un grande ostacolo  a qualsiasi età e a tutti i livelli ……………..qual’è  il mio metodo?  Si  può riassumere con una  parola  che come dice lo stesso Pennac  non si può pronunciare assolutamente in una scuola  ed è : l’Amore

motivazione

Il “metodo Pennac” per gli esami orali di francese dei miei studenti, per me è proprio questo, si tratta di comunicare il “proprio” francese , presentandosi  con la propria dispensa  di letture svolte e parlando di un argomento svolto e che ha appassionato di più in francese (e saperlo quasi a memoria) , tutto questo dovrà sorprendere    l’ interlocutore/ esaminatore.

Pennac , come sapete,  faceva  assegnare dei numeri  all’argomento che sceglievano  i suoi studenti  ( una poesia, o altro) e quando voleva sentirli  “dava i numeri” in senso letterale  e al numero chiamato si alzava lo studente che ripeteva a memoria  la poesia o quello che aveva preparato ………qualcosa che questi studenti non avrebbero mai più dimenticato nella loro memoria emotiva, insomma  bellissimi aneddoti e grandi soddisfazioni per il “maestro”-“professore”  di francese   Daniel Pennac.

C’è anche molto altro che riguarda la relazione che si instaura con i ragazzi , accogliendo le singole peculiarità e difficoltà ……e questo rappresenta sempre  per me un’ importante ricchezza di risorse su cui lavorare .

Quindi per me esiste un “metodo Pennac”  molto valido  che ho cercato di fare mio in questi anni e che si può riassumere meglio con le parole dello stesso Pennac , come segue :

” Dai, tu che sai tutto senza aver imparato niente, il modo per insegnare senza essere preparato a questo? C’è un metodo?
– Non mancano, certo, i metodi, anzi, ce ne sono fin troppi! Passate il tempo a rifugiarvi nei metodi, mentre dentro di voi sapete che il metodo non basta. Gli manca qualcosa.
– Che cosa gli manca?
– Non posso dirlo.
– Perché?
– È una parolaccia,
– Peggio di ‘empatia’?
– Neanche da paragonare. Una parola che non puoi assolutamente pronunciare in una scuola, in un liceo, in una università, o in tutto ciò che le assomiglia.
– E cioè?
– No, davvero non posso…
– Su, dai!
– Non posso, ti dico! Se tiri fuori questa parola parlando di istruzione, ti linciano!
– …
– …
– …
– L’amore.

(da Diario di scuola)

Daniel Pennac

 

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