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Diario di scuola su Itsos Albe Steiner di Milano

Questa è una narrazione del tutto personale della sottoscritta che vuole offrire uno sguardo genitoriale che ovviamente  racconta in breve solo  la propria esperienza di  questi primi mesi , in questa scuola . Forse le cose possono cambiare e migliorare con la triangolazione scuola-studenti –famiglie e la continua legittimazione dei ruoli genitoriali all’interno della  scuola . E’ un lavoro in continua progressione per tutti i soggetti coinvolti a vario titolo in questa  splendida avventura  formativa  che riguarda in particolare   i nostri studenti e i nostri figli .   

Premessa

Da quando è iniziato  questo anno scolastico  mi sono messa subito a disposizione come rappresentante di classe  e come componente genitori in diverse attività del Comitato genitori , come la commissione  alternanza  stage  scuola –lavoro  e commissione PTOF  e  così ho partecipato con assiduità alle diverse riunioni del Comitato Genitori  anche su tematiche delicate e complesse svolte dalla commissione DSA e disturbi dell’apprendimento,  una commissione  molto attiva in questa scuola con grandi competenze genitoriali sul tema .

Devo dire che da subito il quadro  che di questa scuola  mi si è presentato di fronte, con  le varie vicende di discontinuità  e  turbolenza   sul  continuo  avvicendarsi dei presidi,   ha destato in me , ma anche in moltissimi genitori, forti perplessità  sull’aver fatto la scelta giusta  o meno   per  questa scuola  e per mio figlio .

Nonostante ciò,  ho voluto dare il mio contributo  e desidero  continuare  a darlo  perché credo  che ci siano in questa scuola  importanti opportunità sia culturali  che professionali , in particolare  ho avuto il piacere di conoscere il corpo docente che compone la commissione PTOF   che mi ha chiarito molte cose e lo scambio  avvenuto mi è stato molto utile e prezioso .

Comunque non nego che una tale situazione generale  un po’ “confusionaria a tratti “  l’abbia  percepita  con forte preoccupazione  e ho temuto che potesse creare  un forte spaesamento  per gli studenti  del primo anno con ricadute  critiche in termini di organizzazione dello studio  e delle singole prestazioni .

Lo scenario scolastico  che ho di fronte , anche in relazione  all’esito  di questo  primo anno scolastico, mi è ancora  non completamente chiaro  in quanto sono in gioco diverse variabili  che attengono alla triangolazione  scuola-studenti-famiglie   e credo che  senza un approccio cooperativistico tra i diversi soggetti  ,  non ci sia  un percorso  di conoscenza  ed  educativo possibile .

Mi piacerebbe una scuola …….

Mi piacerebbe una scuola in cui gli insegnanti non fossero  preparati solo tecnicamente (questo lo darei quasi per scontato…) ma soprattutto abbiano quegli strumenti didattici e pedagogici che consentano loro di saper gestire una classe , con tutte le sue difficoltà e peculiarità , professori che non si sostituiscano ad altri ruoli ma cerchino di utilizzare strumenti comunicativi e formativi al passo con i tempi e con gli studenti che si trovano di fronte ……senza continuare a fare l’errore di pensare e idealizzare “l’ alunno perfetto” o pensare che non si debba cambiare prospettiva di sguardo, spesso orientato al passato e al come “era meglio prima” o “quando eravamo giovani , noi eravamo migliori ” ecc. …….dico questo perché sono mamma di uno studente adolescente , e proprio perché amo la scuola , lo studio e i bravi insegnanti , perché sono insegnante anch’io nel privato, da qualche tempo , e seguo ragazzi che hanno necessità di approcciare l’ apprendimento con diverse modalità e ragazzi ripetenti , ragazzi che hanno difficoltà nello studio e chiedono supporti e modi diversi ma spesso trovano poca comprensione e accoglimento se non in strutture a pagamento nel privato e/o sempre con insegnanti di supporto a pagamento, il che non garantisce comunque che funzioni .

Per la mia esperienza ho incontrato pochi professori che collaborano veramente con dei genitori competenti e presenti nello studio dei propri figli, ci sono ancora pregiudizi e troppa difensiva .

Trovo sbagliato chi come  insegnante si ponga  sul piedistallo e cerchi  di svalutare il genitore che  ha di fronte e purtroppo mi è capitato , da genitore, ad esempio con quel professore che , al colloquio, non ti guarda neanche ma guarda diritto davanti a sè , quasi per evitare un contatto umano , oppure quel professore/professoressa che  con la mano molle  ti saluta e sai che non farà nulla di quello che ti ha detto per aiutare tuo figlio …….oppure quei professori che , al colloquio, ti mettono nello stesso calderone e che ti chiedono la foto dello studente perché hanno tante classi e così tanti studenti che non sanno chi è tuo figlio o tua figlia ….. quest’ultima situazione la dice lunga sulla condizione della scuola oggi .

Ma comunque personalmente non mi arrendo né come genitore né come professionista, perché so che le cose si cambiano con la fatica , con l’interrogarsi in continuazione e ammettendo anche il proprio fallimento.

Se non c’è la volontà autentica di cambiare , nemmeno la migliore formazione dei formatori e degli insegnanti può essere efficace .

Non c’è apprendimento che tenga se non si considera la relazione in cui lo stesso si svolge ossia la relazione docente-discente e di come questa relazione sia la risultante di successi e di fallimenti per i diversi soggetti coinvolti , perché ad esempio un voto molto insufficiente “fisso” nella stessa materia ( parlo del voto anche se per me il voto non esaurisce una valutazione esaustiva e complessiva del singolo studente……) dovrebbe interrogare seriamente , in maniera biunivoca , chi in questa relazione forse sta disattendendo un suo compito e una sua responsabilità, evitando quella falsa auto-convinzione secondo cui si è tutti bravi quando le cose vanno bene , ma quando vanno male …..?  Le responsabilità  vengono  ripartite equamente ?

Forse nella scuola che mi piace vorrei che si ragionasse di più su questa relazione, così come dovrebbe avvenire per le altre “agenzie formative” elettive come la famiglia, dove noi genitori sappiamo che ogni figlio è diverso dall’ altro e che con ciascun figlio bisogna creare situazioni diverse per comprendere e per farsi comprendere .

Conclusioni

Chiudo con un ringraziamento sentito ai due presidenti  Prandi e Beolchini  , per la loro preziosa “eredità”  di componente  genitori di questo istituto  senza la quale   personalmente mi sarebbe stato molto difficile orientarmi  in questo primo anno molto delicato e anche travagliato in questa scuola.  Li ringrazio per la loro capacità di mettersi al servizio di “noi” genitori , sempre disponibili  su  qualsiasi problematica espressa dimostrando che  la legittimazione di certi ruoli genitoriali in ambito scolastico  passa soprattutto  dalla condivisione di importanti valori di collettività e di intento comune  come la  capacità di ascolto, il confronto, il dialogo e il  rispetto reciproco  al di là della ricorrente e purtroppo ancora molto diffusa pratica del  “coltivare il proprio orticello” .

L’altro ultimo punto che mi preme  è quello di  un rilancio  che voglio fare oggi da questo luogo, a seguito della nostra ultima riunione odierna , di  impegnarci di più tutti perché ci sia una maggiore “visibilità positiva” di  quegli  studenti che usciti da questa scuola e realizzatisi professionalmente possano diventare anche  dei “testimonial” virtuosi per chi sta frequentando , per chi si accinge a fare il grande salto in questa avventura scolastica e per chi desidera proseguirla;  su questo mi fa molto  piacere esprimervi alcune belle parole  che la mia ex-collega , da me coinvolta per lo svolgimento dell’attività di stage con alcuni studenti della nostra scuola presso la  mia  ex-società Galgano group, ha  voluto inviarmi proprio nei giorni scorsi e che ci interroga molto a mio avviso sull’enorme  responsabilità che noi tutti abbiamo verso i nostri giovani e il loro percorso  di studi che poi è anche un percorso di incontri importanti e a volte per alcuni  può essere persino  “salvifico” :

 “Sai che siamo già al  secondo stage con ITSOS; con altri studenti in lista di attesa che si sono prenotati? Mi sembrano proprio studenti in gamba e forse anche loro stanno facendo passaparola. Ancora grazie per il contatto, speriamo di essere utili…sono così giovani e sento molto la responsabilità della cosa” .

Sono convinta quindi che  questo approccio del  “sentire la responsabilità della cosa” , attraverso il lavoro del  Comitato genitori e  il lavoro – presenza dei rappresentanti di classe a mio avviso costituiscano una fondamentale   chiave di volta per continuare a mantenere alto il livello di problematicità rispetto alle diverse questioni scolastiche ed educative che ci vedono protagonisti con i nostri figli  e   studenti  nella quotidianità , un approccio capace di far riflettere sul senso profondo che deve tornare ad avere la “formazione” per le nostre generazioni  con la presa di consapevolezza di valori forti quali la solidarietà, la tolleranza e la pace .

Stefania Cavallo

12 aprile 2016

 

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Commenti su: "Diario di scuola su Itsos Albe Steiner di Milano" (1)

  1. […] sul mio blog diverse cose non sono andate nel verso giusto in questo anno scolastico  (https://stefaniacavallo.wordpress.com/2016/04/13/diario-di-scuola-su-itsos-albe-steiner-di-milano/)   ,  pero’ non ci sono alibi al fatto che l’impegno di mio figlio  e’ stato molto scarso […]

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