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PUNTI DI VISTA  “ADULTI”

” CONOSCI TE STESSO”  Socrate

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Questi sono solo alcuni  libri su cui mi formo in continuazione …..

li ritengo fondamentali per un genitore competente e per chi ha figli in fase adolescenziale

 

Ogni tanto ci sono cose che  devono essere dette,   utilizzando vari mezzi , se ne parla e  ci  si confronta  e anche i video a volte hanno una presa più diretta.

Mi rendo conto che come genitore  competente, professionista della comunicazione , mediatrice familiare e sociale  spesso mi confronto  e mi esprimo su questioni che riguardano i giovani , gli adolescenti , il rapporto genitori-figli  e devo dire che spesso  “non ci siamo” ……a volte sono stanca  di dire alcune  cose col timore che  non  vengano colte nella maniera giusta. In questi anni mi sono formata moltissimo , agevolata anche dalla mia professione,  e  ho incontrato   esperti  stimati e importanti  in ambito socio-psico-pedagogico  e consiglio  ai genitori  non proprio  di fare altrettanto , perché ci vuole anche molta passione  per formarsi e auto-formarsi  in ambito educativo  ,   ma penso  sia un dovere  quando si hanno figli in ambito adolescenziale ….leggiamo,  informiamoci  e approfondiamo  questioni delicate che riguardano  i nostri figli , il rapporto con i social network , letture di ragazzi  definiti un po’ ai margini della  società , storie che  ci possono far riflettere  sui nostri stili educativi  sempre in continua evoluzione e aggiornamento , perché altrimenti quello che percepisco è il rischio  concreto del continuo arroccarsi di ciascun genitore  solo sul fatto che  è  “un genitore”   .

Questo a mio avviso non è più il tempo di mantenersi su queste posizioni  , in tante questioni .  La chiave è proprio questa di studiare , approfondire   situazioni che possono creare  ad esempio in  ambito   scolastico  momenti imbarazzanti  (non vi dico quando , ad es.,  si svolge il ruolo di rappresentante di classe ,  quando  mi è capitato e mi capita!)  e penso alle pagine della cronaca quotidiana  in cui leggo di quei ragazzini  che  sempre più spesso si demotivano e decidono di non andare  più a scuola.

Ci sono situazioni in cui mi scontro perché trovo che siano completamente  non  considerate  nella giusta dimensione  , senza pensare  che  in contesti come quello scolastico si possono prendere ad esempio provvedimenti  sanzionatori verso i ragazzi  , si possono applicare tutte le circolari che si vuole   ……”lo si faccia”  è un diritto legittimo , ma  a queste azioni “esemplari”   bisogna affiancare   soprattutto  un lavoro di riflessione e  di rielaborazione collettiva  (ad es. del gruppo classe)  sulla responsabilità  dell’effetto delle  proprie  azioni  e rispetto degli altri ,  capire  qual è il limite  ad esempio  tra ciò che è gioco  e divertimento e ciò che invece può avere conseguenze drammatiche .  Mi sono tenuta su alcune generalizzazioni  volutamente , perché i casi specifici e i singoli esempi  magari possono essere rievocati da ciascuno di noi .

Si tratta di un lavoro “relazionale”  con percorsi di  accompagnamento   su “educazione emotiva” da svolgere  nelle scuole e nelle famiglie  in cui  si trovino  il tempo e le giuste modalità in cui bambini e ragazzini possano riconoscere le proprie diverse emozioni  espresse nei diversi momenti della loro quotidianità , affrontando le singole situazioni specifiche  e in cui  ci si interroghi  sul “perchè ”  a volte ci si  trovi  a vivere  sentimenti  più negativi  e/o   contradittori  .

Di questo bisogna parlare  con i ragazzi   nelle scuole , in famiglia e nella società  salvo perdere enormi opportunità di  crescita e miglioramento  nelle relazioni  per tutti.   A mio avviso chi pensa a soluzioni  tradizionali e /o rigide credo sia  un pò  anacronistico , non efficace e non risolutivo  nella relazione  adulti-ragazzi.

NB :  Per eventuali  approfondimenti  sul tema rimando  a  testi che trattano di  “mediazione scolastica”  e di “maieutica dell’educazione  e del  conflitto”  .

 

Stefania Cavallo

17 marzo 2016

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