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NEL REGNO DI BABEL,    4 OTTOBRE 2015, MILANO

BaumanNel regno di Babel

Sospesi tra il ‘non più’ e il ‘non ancora’, il nostro è il tempo indecifrabile dell’interregno

Babel , Zygmunt  Bauman, Ezio Mauro , Ed. Laterza, Roma, 2015

 

Bell’incontro a Milano al teatro del Piccolo Grassi per la presentazione del nuovo  libro- intervista di  Baumam  e Ezio Mauro.

Un libro di domande, con una  forma dialogica,   per riflettere e far riflettere sull’importanza  della restituzione del significato delle parole, al di là del segno  e alla ricerca di un significato, o più significati   di ciò che stiamo vivendo  in questo  “regno di Babel” .

Tante le riflessioni  sull’attuale  società/regno di Babel  ,  una società globalizzata in cui anche l’indifferenza  è globalizzata , ma di questo e molto altro si è parlato.

Molto si è detto  sulla  crisi migratoria e  sulla  crisi della democrazia oggi,  Bauman parla di  confini non liquidi ma “osmotici “  perché qualcosa viene  lasciato passare   e altro viene fermato  come sta accadendo  con   i migranti ai confini  in Europa dell’Est  ;  una società globale in cui esistono le percezioni  , i  “like” dei social   e non la ricerca della solidarietà  umana con relazioni sempre più inesistenti e con persone sempre più sole ; una società globale a cui non corrisponde un sovra-stato europeo in grado di risolvere la crisi migratoria.

Non manca il riferimento ai giovani , da parte di Bauman,  che potranno cambiare le cose.

Ezio Mauro  si dilunga   sul problema politico  della diffusione dei populismi  e della xenofobia , sulla  debolezza del pensiero di sinistra e della democrazia come agorà e rapporto tra cittadino e stato in un incontro di richieste reciproche non più corrisposte perché difficili da realizzare.

Ci si è soffermati anche sul tema della  “ responsabilità  individuale e collettiva”  , sempre più latitante perché non ci si sente più partecipi come  “opinione pubblica”  e  ci si sente sempre più inutili  e inefficaci  nel  far valere  i diritti .

Interessante l’intervento di Mauro quando parla dei  “corpi nudi”  dei migranti e di come il ritorno al discorso dell’  “uomo bianco”  sia la sconfitta dell’uomo occidentale ed europeo. Parla di questi corpi “avanti” che agiscono nudi con la pretesa di sopravvivenza. La democrazia è un corpo vuoto se non riconosce i dannati .

Di questo incontro mi resta  l’aver respirato una bella atmosfera di chi vuole capire e riflettere senza pregiudizi e senza essere di parte , di questo incontro mi resta la bellezza di poter ascoltare e   parlare di politica in maniera nuova e veramente proiettata su una figura di intellettuale che vuole sentirsi parte attiva e coscienza critica della contemporaneità al di là dei luoghi comuni e del “bla bla” dei salotti in cui ci si parla un po’ addosso .

Aggiungerei anche che l’organizzazione di questo evento con Bauman ed Ezio Mauro è stata impeccabile , chi come me aveva l’invito (gratuito su prenotazione telefonica o via mail) ha avuto il piacere e l’onore di partecipare ad un incontro a mio avviso molto significativo, con un teatro strapieno e in cui le dimensioni della cultura e della politica si sono fuse insieme magicamente e con grande competenza. Tra l’altro per me è stata la prima volta che mi trovavo al mitico Piccolo !!!! Molto grata a chi ha organizzato tutto questo e mi auguro che ci possano essere altre opportunità così ……grazie al Direttore Escobar , che dalle sue parole ieri mi ha svelato essere una persona speciale .

Moderatore Giuseppe Laterza e presente anche il Direttore del Piccolo Grassi Escobar ………bravi , bravi e bravi !

“Viviamo in mare aperto, sotto l’onda continua, senza un punto fermo e uno strumento che misuri il peso e la distanza delle cose. Nulla sembra stare più al suo posto, molto sembra non avere più un suo posto. Non vediamo la direzione di marcia, così solchiamo un territorio sconosciuto, in ordine sparso. I principi che hanno sostanziato l’ethos repubblicano, quel sistema di regole che ha orientato i rapporti di autorità e le modalità della loro legittimazione, i valori condivisi e la loro gerarchia, fino ad arrivare al nostro comportamento e ai nostri stili di vita, devono essere ripensati alla radice perché non sembrano più adatti all’esperienza e alla comprensione di un mondo che ha subìto la più travolgente dilatazione spaziale e al contempo l’inedita connessione globale”.

(http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858119655)

 

Stefania Cavallo

4 ottobre 2015

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