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DISOCCUPAZIONE: una risposta dai Gruppi di Auto Mutuo Aiuto

 

Testimonianza del  MCL di Voghera

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Due più due non fa semplicemente quattro ma molto di più!

 

Con piacere  Vi informo sull’ evoluzione di un tema che mi sta molto a cuore e che da alcuni anni mi impegna con la diffusione del mio approccio “ Gruppi AMA  per disoccupati e precari” : Ecco la testimonianza di un avvio del progetto ad opera del  MCL  di  Voghera .  Non bisogna perdere  la speranza !

 

Stefania Cavallo  21 luglio 2015

 

Di fronte alla crescente disoccupazione, una possibile risposta sono i gruppi di Auto Mutuo

Aiuto (AMA) già attivi in numerose città e che si stanno organizzando anche a Voghera.

Di cosa si tratta?

E’ un piccolo gruppo di persone (5-8) che hanno un bisogno comune (IL LAVORO) e che

vogliono uscire dall’isolamento spesso indotto dalla situazione di disoccupazione o

precarietà lavorativa; i membri del Gruppo i riuniscono su base volontaria, per darsi

reciproco aiuto e mutua assistenza. Il gruppo AMA opera attraverso lo scambio delle

proprie esperienze di vita, lo scambio di informazioni e soluzioni, la condivisione di

sofferenze e conquiste. La partecipazione ai gruppi AMA è libera e gratuita.

L’obiettivo del gruppo, condotto da “facilitatori” è insomma quello

di aiutare le persone a diventare più consapevoli di se stessi e riscoprirsi come una risorsa,

per sé e per l’intera collettività: ci si aiuta, con il confronto, a scoprire opportunità,

competenze nascoste e non utilizzate.

Ad esempio  a Voghera  si è già  avviato  un  progetto  con Promotore  lo   MCL di Voghera che- dopo aver organizzato un Convegno a metà maggio , con la  presenza della Dr.ssa  Stefania Cavallo, professionista esperta di gruppi AMA-tema Lavoro,  ha organizzato lo scorso giugno una riunione operativa di lancio  dell’iniziativa.

Presenti diversi operatori tra cui i Servizi Sociali del Comune  e Piano di Zona, i

rappresentanti del Centro di ascolto Caritas  e della Cooperativa Sociale Agape,

la responsabile del Centro per l’Impiego , un rappresentante dell’Associazione

Insieme, insegnanti della scuola secondaria, e assistenti sociale attiva sul territorio oltre ad

alcuni componenti del MCL Voghera.  Collaborano all’iniziativa su base volontaria operatori

sociali, psicologi del lavoro ed esperti della conduzione di gruppi AMA di Milano che

daranno un contributo alla formazione e preparazione dei “facilitatori” che condurranno i

gruppi ,  avendo probabilmente recepito  anche  un “programma di formazione per facilitatori”  progettato ad hoc da Stefania Cavallo .

Il gruppo AMA non è un modo per trovare direttamente lavoro, è più un’occasione per

cercare di «ritrovare se stessi», attraverso il confronto con il gruppo e non è un modo per

acquisire direttamente competenze specifiche, per questo vengono proposte altri percorsi.

Ad esempio , saranno affiancati ai gruppi AMA alcune proposte di formazione sulla redazione del

CV e su come sostenere efficacemente un colloquio di lavoro, e corsi di alfabetizzazione

informatica/navigazione  internet per la ricerca di lavoro e la presentazione telematica della

candidatura.

Inoltre, ci si  auspica e  si sostiene la possibilità che nascano incontri di confronto e progettazione di iniziative concrete per micro-imprese artigianali o commerciali,  con  la disponibilità  ad un supporto per i potenziali progetti professionali di persone che manifestino interessi/ idee/competenze in comune (Franco Capelli – franco.capelli@alice.it –

oppure a Rosella Tambornini – r.tambornini@gmail.com).

RICHIESTE   E  PROGETTI   DI  AVVIO    AMA   

FORMAZIONE  FACILITATORI  AMA

PER  “SENZA LAVORO”     CASSINTEGRATI – PRECARI

2013-2014-2015

 

Qui di seguito elenco  le realtà  italiane che nei vari settori  hanno trovato  nel modello da me proposto  di AMA  PER  “SENZA LAVORO”     CASSINTEGRATI – PRECARI  un esempio di   ”buona pratica”  da  adottare :

Agenzia del  Lavoro  Potenza  Servizio di Orientamento

Asl di  Alessandria   Dirigenza  Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

Associazione  AMA di Pinerolo  Presidenza

Associazione  culturale    Cassina De Pecchi  MI

Associazione  culturale    Milano  MI 

Asl Roma Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche

Comune di Inzago MI  Assessorato Servizi Sociali

Comune di Garbagnate MI    Servizi Sociali

Comune di Milano  Dirigenza  Politiche del Lavoro

MCL Voghera

Giovani  Confindustria Latina  Presidenza

Regione Sardegna   Servizi per il  Lavoro

Operatori   privati , psichiatri,  psicoterapeuti  e consulenti  nei    vari  Servizi  alla Persona  e  di   Salute mentale

Di  seguito  ripropongo  alcuni   punti   fondamentali  del mio approccio sul tema e che saranno  i punti  strategici  del   Progetto AMA per disoccupati e precari   :

  1. Di fronte  allo scenario attuale  della crisi  nel   mondo del  lavoro  si  può reagire attraverso una rete di protezione  perché  dietro   i  dati  Istat   della disoccupazione ,  dietro a questi  drammatici numeri , ci sono soprattutto i drammi  e  le sofferenze di  persone  e famiglie  quelle rappresentative  delle “nuove povertà” .   E’   importante capire ed indagare meglio  il sentimento di   “ insicurezza”  che pervade la nostra società ,  accompagna l’attuale disoccupazione  e  questa  crisi economica .
  2. La rete di mutuo aiuto tra chi perde il lavoro  o lo sta perdendo  si crea attraverso percorsi di sensibilizzazione  culturale  per  reinserire queste persone nel mondo del lavoro, dando loro speranza e coraggio, trasformando  episodi negativi   di “non lavoro”  in episodi positivi . Tutta la società, gli enti locali, le ASL, le associazioni nei vari ambiti possono farsi carico di questo progetto organizzando i Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto ,  mettendo al centro il valore della Persona.
  3. Queste reti di protezione accolgono tutti , quindi anche le persone  singole , come l’artigiano, l’imprenditore , gli impiegati  delle  piccole realtà  , non solo delle grandi aziende ,  e questi mondi si tengono insieme , ad esempio per quanto  riguarda i giovani , raccogliendo questa sfida  e cercando di far sì  che i giovani   elaborino il  “senso di sfiducia“ che hanno nei confronti del lavoro, infatti basta ascoltarli per capire che non investono più  emotivamente  nella dimensione del  lavoro in quanto  ormai si  vivono come dei  “vuoti a perdere” , delle “vite a perdere”  , così  si sentono lavorando appunto nei  vari  call-center  o nelle multinazionali spregiudicate  e utilitaristiche.  Ugualmente gli Over 40-50  hanno bisogno di non sentirsi più “inutili” , hanno bisogno di recuperare una dimensione di socialità che valorizzi le loro esperienze  e il loro bagaglio professionale .

In queste realtà è importante che ci sia uno scambio di esperienze  e di ricchezze umane  in tal senso.

  1. Queste esperienze  di  “mutuo soccorso”  che si realizzano grazie al singolo contributo o attraverso gruppi di persone ,  possono fare il salto verso le Istituzioni e diventare  più operative ,  acquistare così   un’efficacia maggiore  e capillare , iniziando a pensare che dei  “percorsi culturali” sono possibili in questo ambito e che bisogna investire nella  possibilità di un cambiamento  culturale della società, con uno sguardo  al concetto di servizi sociali  e di aiuto alle persone  che superi  il tradizionale assistenzialismo  per orientarsi   invece  verso  un concetto di  “cooperazione” tra chi aiuta e chi è aiutato , in maniera di gestire insieme  un rapporto di fiducia reciproco e di ricostruzione di questo paese  , quello che  si può definire anche  “ patto tra le generazioni”.
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