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Le questioni private tra fratelli (“noti e famosi” ) possono essere rese pubbliche?

 

Silvio Muccino    Gabriele Muccino

 

Proprio mentre Romina e Albano si sono riappacificati sul palco di Sanremo (la prima occasione è stata in Russia…) dopo anni di separazione e di gossip , mentre la Pezzopane in diverse trasmissioni rende noto e pubblico il suo amore con il giovane fidanzato , ecco i Muccino che, ciascuno individualmente, rilasciano interviste , in particolare alla giornalista Daria Bignardi durante la sua trasmissione, relative alla loro storia privata tutta fraterna e familiare con una rottura relazionale irreparabile .

Dunque lo scenario , o visto l’ambito potremmo meglio dire “sceneggiatura”, è quello di due fratelli che non si vedono e non si sentono da 7 lunghi anni, un fratello minore che ha buone ragioni per continuare  a non farsi vivo col fratello maggiore e un fratello maggiore che invece lo cerca disperatamente , non si capacita di questo lungo distacco e rende pubblica la controversia privata anche attraverso i social .

Durante le loro interviste si sono sentite frasi del tipo :   “ mi vergogno di quello che ho detto” , “ ho sbagliato” , “il perdono è la più alta forma ‘d’amore” , “bisogna avere rispetto del dolore e dell’altrui silenzio” ; così come si è parlato di competizione nello stesso ambito lavorativo, si è parlato di problemi di “grande EGO” ,  di problemi legati ad un successo giunto prematuramente e quando si è molto giovani , si è parlato di dinamiche disfunzionali all’interno del micro-cosmo familiare, di accuse di plagio , di dichiarazioni violente sempre via social .

Da Daria Bignardi , entrambi in qualche modo hanno deciso forse di inviarsi qualche messaggio in codice per chiarirsi  e per avvicinarsi e mi auguro che lo facciano prima o poi. Avendoli ascoltati entrambi molto attentamente ho colto nelle loro parole molta sofferenza ma anche molto amore l’uno per l’altro .

Suggerirei loro un life-coach (come nel film Le leggi del desiderio di Silvio Muccino) o un mediatore e forse potrebbe essere  proprio Carlo Verdone , dal momento che credo sia  stimatissimo da entrambi , credo abbia molta esperienza di vita , sensibilità e capacità umana adatta per questo delicato compito.

Certo , fa pensare ed è impressionante la somiglianza di Silvio a Russel Crowe , che tra l’altro è il prossimo protagonista del nuovo film di Gabriele “Fathers and Daughters” , il suo quarto film americano che uscirà in autunno e poi proprio in tema di  rapporti  familiari  “padri e figlie” no ? Gabriele dichiara sulla stampa :

 “ Russell Crowe è perfetto per questo ruolo. E’ nelle sue corde. E’ un dramma intenso, straziante, ed esaltante al tempo stesso. Come un classico film americano degli anni ’70. Il filo conduttore che lega i miei lavori è sempre quello dei rapporti personali: fra padre e figlio, fra le famiglie, fra persone che cercano di realizzare sé stessi. Ovviamente è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ecco perché ritengo che ognuno di noi vi si potrà riconoscere. In ogni famiglia, in ogni rapporto personale, c’è un vissuto, un non detto”.

E’ imbarazzante ascoltare due fratelli che lavorano nel cinema entrambi come registi , Silvio è anche attore , che potrebbero scambiarsi  molto delle loro visioni  e  progetti, ma non riescono a farlo per ruggini di un  passato molto doloroso; il cinema è nato dall’opera creativa , visionaria e geniale dei Fratelli Lumières  così come diversi sono i fratelli che ci regala il cinema contemporaneo se pensiamo ai  Fratelli Dardenne ,  ai nostri Fratelli Taviani  e ai Fratelli Cohen .

E’ facile dire ” bisogna sapersi perdonare e saper perdonare” quando sappiamo che poi si tratta di un processo interiore volontario e a volte molto lungo  e non di un obbligo . A volte si perdona ma non si  riesce a dimenticare.

Si è genitori per sempre ma anche fratelli e sorelle per sempre ,  e bisognerebbe  potersi perdonare ma nella realtà a volte le cose vanno diversamente e  molti  di noi hanno sperimentato  questa stessa  drammatica vicenda .

Ci sono bellissime testimonianze  filmiche che ci parlano di faticose riconciliazioni  tra fratelli,  anche in senso lato e più ampio, come  Il figlio dell’altra di Lorrain Lévi , in cui si sceglie la forma del dramma familiare per raccontare la questione israelo-palestinese , attraverso uno scambio di due figli, con famiglie molto distanti dal punto di vista delle reciproche credenze , o La donna che canta di Denis Villeneuve , ambientato in Medio-Oriente con la ricerca ossessiva del padre e di un fratello da parte dei due fratelli gemelli e un risvolto drammatico che svelerà loro una tragica verità .

Ho citato questi due film nello specifico perché entrambi affrontano , anche se in maniera diversa, il tema della riconciliazione familiare in contesti molto ostili dal punto di vista storico e culturale come la questione israelo-palestinese , dove però sappiamo essere in atto da anni un importante movimento di pacificazione sia ad opera di intellettuali che di familiari , come i Parents Circle per i quali la riconciliazione , l’elaborazione del lutto  passa dalle famiglie, quindi dal  dialogare, incontrarsi e conoscersi .

Allora perché non una riconciliazione fraterna tra i Muccino? In privato ovviamente!

Non ditemi che si tratta di un’operazione commerciale per i loro film  e non ditemi che la sofferenza o la gioia private  possono arrivare a tanto ……..il mio sguardo va oltre e sono convinta che l’ attuale tendenza alla  spettacolarizzazione  non debba  coinvolgere più piani  e non credo di peccare d’ingenuità affermando questo,  ma penso solo  che se fosse così  il tutto  si rivelerebbe  un vero boomerang  per sé stessi  e per chi specula sui sentimenti  altrui  .

Sapete ho visto questi due personaggi del cinema cambiare molto e sempre in meglio e mi è difficile pensare che con la loro sensibilità e bravura professionale ( con esperienze e vissuti lavorativi un po’ diversi) non riescano a parlarsi più .

La vita, a volte , in momenti estremi o quando non ci sono più alternative ti porta a scelte obbligate magari senza più soluzione , magari quando è troppo tardi per dirsi quanto ci si ama , quanto ci si vuole bene o quanto ci si manca l’uno all’altro , allora meglio pensarci e riabbracciarsi senza se e senza ma ……è il mio consiglio (anche se non richiesto…), cari Muccino !

Con stima e super-simpatia per entrambi.

Stefania Cavallo

6 marzo 2015

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