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LA  71  MOSTRA DI ARTE CINEMATOGRAFICA  DI VENEZIA :

IL CINEMA CHE  RITORNA  A VIVERE  .

ALCUNE  PERSONALI  SUGGESTIONI

di  Stefania Cavallo

7 settembre 2014

 Venezia-71

Bellissimo evento che seguo da tempo appena mi è possibile direttamente da casa , grazie  a Rai Movie . Mi appassionano le conferenze stampa che posso seguire in streaming . Forse perché è uno dei festival del cinema tra i più storici  e sicuramente quello che mi emoziona di più.

Quest’anno mi è piaciuta molto la madrina Luisa Ranieri   in entrambi   i suoi discorsi , di apertura e di chiusura, con quel suo garbo ed eleganza   uniche ed   anche   per il   volto umano e mediterraneo. Bellissima e bravissima !

Non vedo l’ora di poter vedere tutti i bei film premiati e non , soprattutto quelli vincitori che hanno goduto della valutazione di super giurati e super presidenti di giuria , tutti molto preparati e  appassionati conoscitori di cinema da tanti punti di vista,  soprattutto dal lato umano e poetico .

Tante le sezioni del festival  in particolare si è distinta quella per   “l’opera prima “    e quella del “restauro dei classici” .

Tanti mondi rappresentati e tante culture diverse , da quella indiana a quella iraniana a quella indonesiana   , cinese e addirittura quella beduina   col bel film in concorso “Theeb ”  di Naji Abu Nowar (regista) con protagonista il piccolo Jacir Eid (attore)  e  il deserto .

Diversi i giovani  “attori” protagonisti , tra cui Romain Paul , l’attore premiato per il film francese Le dernier coup de marteau del regista Alix Delaporte   , ma mi ha colpito anche il giovane attore di Sivas , Dogan  Izci   , film del giovane regista turco Kaan Mujdeci    sull’amicizia tra un bambino ed un cane  da combattimento.

Interessanti le figure di “madri”   raccontate attraverso la pellicola , come la madre de La vita oscena di Renato De Maria con Isabella Ferrari   nel ruolo di una madre hippie e solare ,   oppure  la madre vegana e  cupa del film di Saverio Costanzo   Hungry Hearts (cuori affamati)   .

Non sono mancati i film di denuncia civile e politica come il bellissimo film The look of silence   di Joshua Oppenheimer   sul   genocidio degli indonesiani   e   l’ appello   umanitario lanciato dal presidente della mostra per due registi   stranieri assenti   , la regista iraniana Mahnaz Mohammadi e il regista ucraino Oleg Sentsov, entrambi   in carcere per motivi civili e che non hanno potuto   presenziare in giuria , a simbolo di tutto questo   due sedie   vuote tra i giurati .

Mi è piaciuta la presentazione   del nuovo film collettivo di Gabriele Salvatores ;  tra i vari protagonisti dei quasi 44.000 video inviati, non ci sono i cosiddetti “ricchi” ed è interessante l’ interpretazione di Salvatores di rimando alla giornalista in cui appunto dice che forse il vivere in un mondo in cui si sono ricreate tante paure e vi è tanto egoismo , c’è chi in qualche modo pensa così “se ho messo a posto la mia vita , non ho voglia di condividerla con gli altri ….” e questo   resta un interrogativo molto interessante , credo . Dal film emerge un’ Italia che vuole una vita dignitosa e che non vuole chiudere le porte al futuro .

Trovo interessante il lavoro del montaggio di storie e di inquadrature diverse , di sguardi diversi.

Interessante quando Salvatores dice che la telecamera, nel lavoro dell’autore, in realtà svolge due azioni uno è lo sguardo fuori , l’altro è quello che parte da se stessi . Penso che sia fondamentale partire da una propria visione interiore delle cose , da un proprio progetto interiore e poi verificare nell’incontro con l’altro , col mondo esterno , a seconda dei casi , così come si fa con la realizzazione di un film.

Interessante ancora che quest’anno a Venezia siano stati presentati   due bei film su due grandi autori della nostra letteratura quali Leopardi e Pasolini , forse questo renderà più vicini ai giovani questi due mostri sacri per nulla facili da scandagliare e farà tornare il piacere di approfondire le loro opere , no ?

Infine mi fa piacere che abbia avuto il premio nella sezione “Giornate degli autori – Venice day” il film I nostri ragazzi di Ivano De Matteo  con un cast eccezionale e già amatissimo , attuale il tema che ripropone   al mondo adulto nel guardare a questi giovani adolescenti   con attenzione e qualche interrogativo-riflessione in più per conoscerli meglio .

Ora ogni pellicola prenderà vita e ognuno di noi potrà aiutare  questi film , questi registi e i suoi protagonisti a veicolare i propri sogni e messaggi urgenti , noi amici del cinema avremo il compito di non abbandonarli e di accompagnarli attraverso il nostro ruolo di fiduciosi   spettatori , soprattutto laddove non vi sia  un canale distributivo come purtroppo   oggi accade sempre più spesso .

Evviva il grande cinema italiano, europeo e mondiale ……alla prossima Venezia !

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