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BIO E BIBLIO

(aggiornato al 27 agosto 2014)

Stefania Cavallo

 

stefania foto

Milanese, classe ’61, sociologa della famiglia e mediatrice familiare; un po’ saggista e blogger sociale per passione. Si potrebbe dire di lei: “ricercatrice spirituale e libera pensatrice”.

Oggi è consulente e formatrice con percorsi legati alla qualità della comunicazione e delle relazioni; esperta di gestione dei conflitti e di mediazione umanistica; mediatrice familiare. Organizza e conduce incontri realizzati per genitori, educatori ed insegnanti sul tema “Famiglie di oggi. Nuove Famiglie e Diritti dei Bambini” ed “Educazione alla Pace” . Ama scrivere articoli su tematiche di carattere sociale e culturale.

In questi anni si è dedicata con passione al tema del “lavoro che non c’è”, dando concretezza a diverse realtà e progetti che prevedono la costituzione di spazi di confronto e dialogo per sostenere e supportare psicologicamente le persone disoccupate, inoccupate , in cassa integrazione o precarie.

Opera privatamente presso uno suo spazio, in provincia di Milano, che ha nominato “Spazio di mediazione familiare e di ascolto”, ossia uno “sportello” al quale le persone possono rivolgersi previo appuntamento telefonico. È uno spazio anche di “ascolto”, dove si cerca di capire il bisogno della persona e lo si orienta adeguatamente, offrendo condivisione e sostegno in diverse situazioni problematiche.

I libri pubblicati:

“I giorni perduti. La mediazione familiare attraverso una proposta di Filmografia su separazione e divorzio”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2011;

“Lavoratori Acrobati. Pensieri, immagini e racconti di crisi” , Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2012.

“Istruzioni per l’uso anti-crisi e Mutuo Aiuto”, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2013.

“Il baritono Mino Cavallo. Memorie e radici della Lirica “, Collana Orientamenti, Ed. La Sapienza di Roma, 2014.

 

INFO CONTATTI:   Stefania Cavallo

392/1316509 

Spazio di Mediazione Familiare e di Ascolto – Formazione e avvio di Gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto  – Basiano MI

 Blog:    www.stefaniacavallo.wordpress.com  (in tema di precarietà , lavoro e sociale : Lavoratori Acrobati)

           www.steficavallo.wordpress.com (in tema di Infanzia, mediazione familiare, comunicazione genitori-figli e società :  I bambini ci guardano)

           http://baritonominocavallo.jimdo.com (in tema di importanza delle proprie radici e sulla memoria dei propri antenati : memoriale “lirico” di mio nonno e famiglia)

Sito: http://stefaniacavallo.oneminutesite.it/chi_siamo.html  (professione e attività culturali)

i miei libri

 

LA COLLANA ORIENTAMENTI CASA EDITRICE LA SAPIENZA  DI ROMA  E IL MIO ULTIMO LIBRO :

 

IL BARITONO MINO CAVALLO. MEMORIE E RADICI DELLA LIRICA

Giugno 2014

 

Pubblico di seguito  alcune informazioni  relative alla Collana Orientamenti della Casa editrice La Sapienza di Roma . La Collana Orientamenti è diretta dal Prof. Matteo Villanova   con cui   pubblico  i miei libri  dal 2011 e ne sono molto orgogliosa  in particolare  per le finalità che contempla  e  per la  metodologia  proposta  di approccio  integrato mirato alla consapevolezza e alla competenza degli Operatori  verso la costruzione  della Rete territoriale ed alla riduzione dei fenomeni di manipolazione traumatica  per l’Infanzia   e  l’Adolescenza.

 Orientamenti  simbolo collana

Orientamenti

Collana dedicata all’Intervento  intrafamiliare  educativo-criminologico ed alla

Responsabilità professionale verso l’infanzia e l’adolescenza

Diretta da

Matteo Villanova

 

La Collana “ORIENTAMENTI”, diretta da Matteo Villanova, è dedicata all’ Intervento

educativo-criminologico ed alla Responsabilità professionale verso l’ infanzia e l’ adolescenza e

nasce come risposta alle esigenze di formazione continua e trasversale e di aggiornamento dei

tanti Professionisti, consapevolmente o inconsapevolmente coinvolti (come gli operatori del

diritto e della sicurezza) sul territorio nella mission di Prevenzione primaria (riduzione del

rischio) per l’infanzia e l’ adolescenza, ovvero nella tutela della genitorialità e della famiglia. La

finalità è l’individuazione precoce dei fattori di rischio evolutivo che predispongano all’

insorgenza di nuclei di patologia evolutiva alla base di quelle vulnerabilità che portano il

minore a diventare vittima prima ed autore di reato poi e quindi successivamente alle

condotte dissociali ed alla criminogenesi nel giovane adulto, sottolineando l’importanza dei

processi di formazione individuale e sociale come fondamentale investimento nelle strategie di

intervento preventivo e trattamentale molto tempo prima di essere costretti all’ intervento sul

danno già avvenuto (Prevenzione secondaria) o addirittura alla necessità della pena nel

tentativo di ridurre le conseguenze della danno già avvenuto (Prevenzione terziaria) quale

fallimento di ogni missione formativa transgenerazionale.

Nel proporre contenuti selezionati in questo campo di ricerca viene rivolta particolare

attenzione alla latente “patologia della normalità” anziché alla ormai evidente “normalità della

patologia” per identificare e riconoscere gli indicatori di rischio da tempo già presenti e

favorire l’ invio al neuropsichiatra  nonchè la maturazione di una metodologia di approccio

integrato mirato alla consapevolezza e alla competenza degli Operatori verso la costruzione

della Rete territoriale ed alla riduzione dei fenomeni di manipolazione traumatica,

malpractice, burn-out, mobbing, responsabilità professionale, ecc. in esponenziale aumento.

Promuovere una consapevole sinergia fra medici, insegnanti, educatori, pedagogisti, ministri

del Culto, assistenti sociali, psicologi, paramedici, ecc. ma anche giuristi, giornalisti e tutori

dell’ Ordine pubblico significa intervenire efficacemente nella realizzazione etico-deontologica

della sfida formativa nella tutela dell’ età evolutiva attraverso la condivisione di contenuti ed

obbiettivi riguardanti tutte le Agenzie di formazione primaria, quali appunto la famiglia, la

scuola, il Culto (non solo come aspetto spirituale ma riferimento a quanto il bambino

spontaneamente “sceglie e ricerca” come lo sport o l’ attività di gruppo preferita, boy-scouts,

volontariato, ecc.), i media, i social-networks.

Matteo Villanova è titolare di Neuropsichiatria infantile, Criminologia, Psicopatologia

generale e Forense presso l’Università Roma Tre, didatta del centro Italiano ipnosi clinica e

sperimentale di Torino e docente di Psicopatologia forense dell’età evolutiva per Medicina

legale e Deontologia all’ Università Sapienza di Roma, giudice a latere presso il Tribunale dei

Minori di Roma e consulente di più commissioni parlamentari in materia di minori, dirige a

Roma Tre i masters per la Sicurezza dei minori in “Affiancamento intra-famigliare educativocriminologico

e Responsabilità prefessionale per i Professionisti dell’ infanzia e dell’

adolescenza” (primo livello) ed in “Scienze della Prevenzione primaria e formativo-forensi per

l’ infanzia e l’ adolescenza” (secondo livello) nonché l’ OLTREEE (Osservatorio Laboratorio

Tutela Rispetto Emozionale Età Evolutiva).

  

 

IL BARITONO MINO CAVALLO. MEMORIE E RADICI DELLA LIRICA

di  Stefania Cavallo

 Libro Mino Cavallo018

 

“Porgo qui un nostalgico e riverente saluto a tutti i Maestri che pazientemente mi guidarono alla sofferenza e alla virtù senza le quali tutte le strade rimangono fatalmente precluse!”

Mino Cavallo

 

PREFAZIONE

MEMORIA E RADICI INTERGENERAZIONALI

 

Credo che sia molto importante il bagaglio di risorse, di

esperienza, di memoria storica che può trasmetterci il mondo dei

cosiddetti ” anziani” e chi è stato per noi un “buon maestro”.

La realtà attuale, il mondo degli adulti e i nostri giovani,

fatica a riconoscere il grande patrimonio di coraggio, di

visionarietà e di utopia trasmesso dai nostri antenati e dai

nostri anziani.

La crisi dei valori di cui si parla tanto ha radici proprio in

questa dimensione della “perdita di memoria collettiva”

negli adulti di oggi.

Anche l’autrice si è posta qualche interrogativo su questo

tema e il desiderio ad un certo punto di voler scrivere di

suo nonno e di un certo periodo della sua famiglia, durante

il periodo “lirico” della sua esistenza di figlia e nipote, in

qualche modo ha voluto tradursi in una personale

necessità affinché non si perdesse questo patrimonio e in

particolare l’esempio ricevuto dagli antenati, sino ai

genitori, in maniera che anche i figli possano sapere e

conoscere quali sono le loro radici e quanto sia importante

coltivare i propri talenti e quanto sia importante la

dimensione del racconto di queste storie che ci parlano di

coraggio e di sogni.

Il racconto biografico e familiare tiene uniti ricordi, storie e valori

tramandati attraverso le diverse generazioni che si succedono

negli anni e nei decenni, se non nei secoli. Nel caso specifico il

tentativo dell’autrice è aver cercato di far parlare alcuni

protagonisti del mondo della lirica italiana, nel secondo

cinquantennio del secolo scorso, fornendo uno spaccato familiare

ed emotivo, pubblico e privato, unico e sconosciuto ai più,

soprattutto sconosciuto ai figli e nipoti. Dai bisnonni di allora

agli zii di oggi, passando dai nonni di oggi, in un delicato

recupero di memorie personali e non, che in momenti di crisi

come quelli attuali, ci restituiscono lo spirito di un tempo ricco di

poesia e di visionarietà, componenti fondamentali del vivere e

spesso neppure più nominate!

 

Matteo Villanova

 

 

 

 

 

 Istruzioni per l’uso anti-crisi

e mutuo aiuto

di  Stefania Cavallo

 

Istruzioni per l'uso anti-crisi  e mutuo aiuto  2013

PRESENTAZIONE

Ho voluto scrivere questo nuovo contributo, a modi opuscolo divulgativo, per diffondere il più possibile degli strumenti metodologici e operativi di sensibilizzazione culturale per tutti coloro che a vario titolo desiderano “mettere al centro la valorizzazione della persona”, precaria o senza lavoro, ai tempi del “lavoro che non c’è”.

Certo è importante il lavoro di molte realtà e associazioni che mettono al centro il “valore del lavoro”.

Quello che però si è rilevato sul campo è che, ad esempio nelle battaglie sotto forma di vertenze, non si aiutano le persone e rientrare nell’ambito del lavoro, ma , a volte, si allontanano, perché stanche e disilluse dalle continue pressioni.

Inoltre non appena le luci dei media distolgono la loro attenzione, il tutto svanisce e finisce con un nulla di fatto.

Parlando con chi opera in queste realtà mi viene fatto presente che proprio per questo sta emergendo un interesse a progettare nuovi interventi attorno alle vertenze e in tutti quegli ambiti e quelle situazioni di disagio umano che si creano e che non sempre sono “socialmente presidiate”. Nasce per questi motivi la necessità di dare un’alternativa a queste lavoratrici e lavoratori , supportandoli e aiutandoli soprattutto come “persone”.

Il processo di “riappropriazione della propria vita”, in qualche modo, a seguito della perdita del lavoro non è certo un percorso facile e senza ostacoli in quanto può attivare riflessioni anche dolorose ma necessarie per potersi “aprire” al mutuo-aiuto e condividere nuove progettualità e possibili soluzioni.

Il cosiddetto “passaparola” come meccanismo comunicativo virtuoso per questa particolare tipologia di gruppo di auto-mutuo-aiuto diventa fondamentale per facilitare il “primo passo” e far sì che si esca dal proprio isolamento e vissuto di negatività o di auto- sabotaggio.

Interessante è l’idea di estendere questa esperienza ai “presidi”, nelle aziende o nei luoghi di lavoro, laddove spesso lo stato di perdurante “lotta pacifica” (di mesi se non di anni) di conflitto e disagio mostrano sì aspetti funzionali per la “tenuta sociale”, ma non sempre sufficienti a sostenere e supportare i lavoratori nella loro specifica centralità umana, interiore e relazionale.

Lo strumento del progetto gruppo A-M-A per precari e senza lavoro può essere un mezzo alternativo per valorizzare la persona, ridando fiducia, coraggio e rivitalizzando l’autostima. La finalità del gruppo A-M-A per precari e senza lavoro è fin da subito quella di “aiutare” la persona e renderla autonoma per poter proseguire con le proprie risorse e reinserirsi nel mondo lavorativo con una rinnovata consapevolezza.

Una società fondata sul rispetto dei diritti-doveri è senz’altro la prima prevenzione per garantire un futuro  equilibrato che tuteli famiglie, donne e bambini.

Stefania Cavallo

10 maggio 2013

 

 

Per chi fosse interessato a saperne di più su questo tipo di attività può mettersi in contatto direttamente con:

Dott.ssa Stefania Cavallo

email: stefania.cavallo@alice.it

cell. 392 1316 509 (ore 14-18)

 

PRESENTAZIONE    “LAVORATORI ACROBATI. PENSIERI, IMMAGINI E RACCONTI DI CRISI” DI STEFANIA CAVALLO

 LAVORATORI ACROBATI

 

 

“Uno Spazio che si occupi dei Lavoratori in crisi ,  Disoccupati e Lavoratori Precari quindi tutti ACROBATI . Perchè’ non ci si dimentichi di loro e per raccogliere la loro rabbia, il loro disagio, le loro storie e le loro speranze!”.

 

Così  si è esordito sullo spazio  creato su  facebook  un po’ di mesi fa  nel presentare questo nuovo progetto  che l’autrice ha  denominato  LAVORATORI ACROBATI  , ispirandosi  al   bel libro “Mamme Acrobate”  di Elena  Rosci   e che  rende molto bene l’idea  delle mamme  di oggi  un po’ “multitasking” o “tuttofare”  ,  così come  uomini e donne , giovani e meno giovani tutti Lavoratori Acrobati che per  riuscire a sopravvivere si sono dotati anche loro  di grandi capacità acrobatiche , come quegli atleti che sfidano tanti rischi per non cadere e che spesso sono sprovvisti di reti di sostegno e di salvataggio. Si pensi ,ad esempio, anche  a quei lavoratori che lavorano senza una minima misura di sicurezza e sfidano ogni giorno , ogni minuto, la sorte a tutela della propria dignità umana e credibilità sociale.

 

Questo libro racconta della crisi  attuale  vista attraverso lo sguardo  dell’autrice  anch’essa una lavoratrice precaria,  anzi spesso “iperoccupata sottopagata”  così come si auto-definisce,   in un diario  quotidiano  di interrogativi  sul “lavoro che non c’è”  alla ricerca di  risposte concrete  con “azioni concrete”  che  sia l’Economia   che la Politica hanno disatteso,  ma che  invece  la Società civile ha colto come importante  opportunità per  esprimere il grande bisogno di Solidarietà umana  e di Etica emergenti.

Le Storie raccontate dall’autrice sono reali, sono eventi e condizioni vissuti da  “Persone” che  hanno voluto raccontare  la propria condizione di debolezza  strutturale  , di “paura e speranza”  ai tempi della crisi , come dice l’autrice  :

“ di paura di fare le cose che abitualmente facciamo per gli altri, abbiamo paura di stabilire delle relazioni e tutto questo annulla anche il “pensare al futuro” e immaginiamo poi l’impatto di questo sentimento interiore e doloroso, il condizionamento che ne consegue quando, da genitori, si hanno bambini piccoli!”.

Anche in questo nuovo libro , (che segue   a distanza di circa un anno  il suo primo in tema di mediazione familiare e sempre pubblicato nella stessa Collana Orientamenti ),  non manca lo sguardo sociologico  e l’occasione di parlare di “famiglie” e di “bambini”  e di come spesso questi eventi  “di non lavoro”  nella vita  degli adulti-genitori di figli piccoli , possano “spezzare” le loro    esistenze e così dice l’autrice , quando racconta  dei “licenziati dei treni-notte”  che chiama “i lavoratori senza treno e senza lavoro”  :

“Devastanti le ricadute economiche, e non solo, nelle loro vite, togliendo a questa famiglia e a questi bambini la possibilità di continuare a vivere dignitosamente.

Questi licenziamenti lavorativi, a volte anche in contemporanea per entrambi i genitori, sono dei ve

ri drammi umani per tutte le coppie con figli piccoli e la cosa che non viene quasi mai presa in con

siderazione in questi casi è proprio come gestire la situazione specifica con i propri figli.Senza lavoro per “quei” genitori, “quella” famiglia, nolente o volente viene “spezzata” ed è difficile spiegare a dei bambini piccoli cosa stia succedendo senza che si possa rischiare di generare in loro ulteriore preoccupazione e ansia del presente e per il futuro.

Ecco in questi casi come non ricorrere alla grande psicoanalista francese e conoscitrice dell’infanzia, Françoise Dolto, quando dice che – i bambini hanno diritto alla verità?-  “.

In definitiva , l’autrice  ,con questo suo contributo,  aiutata  dai protagonisti delle sue “Storie  di crisi” vuole lasciare una “testimonianza”  di questi tempi  e un messaggio  forte  quando dice così  :

“ Il mio intento, anche con questo scritto, è quindi proprio quello di dare un piccolo contributo di ottimismo realistico al dibattito attuale che ci vede coinvolti in prima persona tutti, perché le cose migliorino e si possano trovare, con le intelligenze di tutti, soluzioni concrete per i giovani, le donne e gli over 40-50 senza lavoro.”

Presentazione   di

“I GIORNI PERDUTI. LA  MEDIAZIONE FAMILIARE    ATTRAVERSO  UNA PROPOSTA   DI “FILMOGRAFIA SU SEPARAZIONE E DIVORZIO”

 copertina libro

 

Lo strumento filmico si presta  in maniera idonea  a fungere da  supporto comunicativo   e narrativo  durante   gli incontri che svolgo  per parlare  e sensibilizzare  sul tema della Mediazione Familiare , ossia nei casi  di conflittualità  coniugale  in presenza di figli minori .  

In particolare,   con questa   proposta di filmografia   si coglie un sottile “fil rouge” attraverso una  scelta  e  una trattazione mirata    che consente   di comprendere meglio l’evoluzione del fenomeno sociale della separazione e del divorzio, grazie alla  selezione di alcune pellicole della cinematografia prevalentemente  italiana ed europea  (dalla seconda metà del XX° secolo ad oggi).  con un particolare omaggio alla filmografia americana  col film-cult   “Kramer contro Kramer” .

Lo “sguardo” e la “lettura” sono filtrati dal contributo culturale della  “mediazione familiare”  ,  attraverso il racconto dei vissuti e dei sentimenti dei diversi “attori/soggetti” coinvolti  dal fenomeno separativo in corso  (genitori/ex coniugi, figli minori e nuove famiglie).

 

Con questo percorso, attraverso la visione delle  “schede”  di  alcuni film presentati  (come  l’ultima sezione dedicata ai bambini  su “i diritti dei bambini ”)  si  è cercato  un po’ di smentire  alcuni  luoghi comuni ,  attraverso il particolare   “ sguardo dei bambini” , cercando di aprire a nuove prospettive di riflessione che siano al passo con i tempi.

La metodologia utilizzata

Pensando a questo lavoro  la metodologia utilizzata  non è quella di una qualche “filmterapia”  nel senso che si intende  comunemente  ossia  di fornire  un percorso  psicologico di  cura    attraverso la visione di  alcuni film  o anche solo degli spezzoni  così come indicato da uno specialista . 

Il lavoro qui esposto   è  il frutto di  una  giusta coniugazione   tra  la personale passione per  il cinema  impegnato e di carattere sociale  e  una formazione  interdisciplinare sociologica orientata all’utilizzo di  più linguaggi  comunicazionali  umanistici come  quelli  cinematografico  e  letterario  ,  in quanto   considerati tra i più idonei  per coinvolgere le persone  su temi  di  competenza specifica  come  gli interventi di  sensibilizzazione sociale  e  di   pacificazione dei conflitti nelle  relazioni   umane . 

Ecco che , ad esempio ,  un ulteriore criterio  adottato nella ricerca e per la stesura del lavoro  consiste  proprio  nell’aver evidenziato almeno tre tappe/contenitori  nell’evoluzione del fenomeno separativo,  all’interno delle quali inserire opportunamente le pellicole  attinenti , come segue:

 

  1. la crisi e l’abbandono
  2. il conflitto e l’incomunicabilità
  3. le nuove famiglie  e i diritti dei bambini (apertura  e  nuove prospettive)

 

 

A   CHI  si rivolge  questa  proposta di  filmografia?

Intanto  si tratta di una  proposta   filmografica che ha voluto presentare varie sfaccettature circa il tema portante   dei “giorni perduti” e sulle crisi familiari e che non vuole esaurire la ricerca su quanto si può vedere oggi, ma che certamente funge da introduzione ad  un’analisi più  personale  e  ampia.

A questa filmografia poi si  può riconoscere il merito  di essere un supporto  utile   e duttile  , attraverso le   diverse    “schede”  filmiche ,  sia  nei casi di “ formazione”   con  gli  operatori  psico-sociali  ,  gli educatori    e  tutti coloro che  a vario titolo  si trovano a  lavorare  quotidianamente  nell’ ambito dei  conflitti  familiari  , sia  per i genitori  stessi  che   in maniera  soggettiva   attraverso questo percorso  multi-tematico  possono attingere  alle  varie  suggestioni filmiche  e  cercare di  elaborare  meglio  le proprie difficoltà  a seconda  del momento che stanno vivendo. 

Inoltre questa filmografia è ricca di spunti di riflessione  e di supporto per chi  decida che  forse,  in certi casi ,  non si può   sempre  far tutto da  soli  e che bisogna farsi aiutare  per poter ritornare  a recuperare un proprio equilibrio esistenziale  per se stessi e per gli altri .

 

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